17/05/2025 - 10:31

Dichiarazione di Laura Boldrini, deputata Pd da Rafah

"Sono scappato nove volte, con la mia famiglia, sotto i bombardamenti, correndo senza poter prendere niente con me". E' solo una delle drammatiche testimonianze che abbiamo ascoltato da alcuni di coloro che sono riusciti a lasciare Gaza e che abbiamo incontrato al Cairo, in Egitto. Pochi fortunati perché in salvo, che vivono col senso di colpa di essere al sicuro, di poter bere e fare un pasto mentre nella Striscia si continua a morire ogni giorno. Ci hanno raccontato cosa significa subire operazioni senza anestesia, soffrire la fame e non trovare nulla da mangiare, nutrirsi col cibo per animali trovati per strada o con erbe selvatiche nella speranza di sopravvivere. Sotto le bombe. Mentre le nostre bacheche social sono piene di immagini scintillanti e video divertenti, le loro sono una lunga sequenza di condoglianze, di annunci di morti, di ultime volontà di chi sa che presto sarà il suo turno.
E hanno rivolto un atto di accusa pesantissimo verso l'Ue e la comunità internazionale che lasciano che tutto questo accada senza fare nulla. Nulla per fermare lo sterminio del popolo palestinese.
"Senza argini - hanno detto - Netanyahu farà anche peggio di così".
Una responsabilità che pesa su tutti noi. Per questo siamo venuti qui, parte di una delle più grandi delegazioni che si sia mai spinta al valico di Rafah, con l’intento di entrare a Gaza. E oggi, con il peso di queste voci ci muoviamo  verso Al-Arish: una strada molto lunga e piana di check-point. Da lì raggiungeremo Rafah e tenteremo di entrare a Gaza.
Per dare voce a questa tragedia umanitaria. Perché nessuno possa dire: "io non sapevo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo,  dalla Carovana solidale  per Rafah "Gaza oltre il confine" a cui partecipa insieme alle colleghe Rachele Scarpa e Valentina Ghio e ai colleghi Arturo Scotto e Nico Stumpo, all'eurodeputata Cecilia Strada, a parlamentari di Avs e del M5S, giornalisti, operatori umanitari e giuristi di diritto internazionale.

16/05/2025 - 19:31

“Oggi, primo giorno della nostra missione a Il Cairo da dove domani partiremo verso il valico di Rafah, per poi tentare di entrare a Gaza. Abbiamo ascoltato le drammatiche testimonianze di giornalisti palestinesi e rappresentanti delle ong internazionali e locali che operano nella Striscia: i gazawi sfollati sopravvissuti alle privazioni e alle operazioni militari israeliane in corso, sono allo stremo. I continui bombardamenti e il blocco totale degli aiuti umanitari, imposto dal governo Netanyahu a inizio marzo, rappresentano alcune delle eclatanti violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che condanniamo con determinazione. Chiediamo alla comunità internazionale e in particolare all’Unione europea e al governo italiano di intervenire con fermezza per fermare lo sterminio”.

Lo dichiarano i parlamentari dell’Intergruppo per la pace tra Palestina e Israele che partecipano alla missione organizzata dall’Associazione delle Ong Italiane (AOI), Arci e Assopace Palestina. La delegazione è composta da 60 partecipanti, tra deputati e deputate, europarlamentari, docenti universitari, rappresentanti delle organizzazioni della cooperazione internazionale e giornalisti.

 

16/05/2025 - 19:21

Centri migranti sono disumani e costosi

“Oggi a Gjader c’ero e ho avuto modo di constatare ancora una volta che il centro voluto dalla Meloni è un costoso, disumano giocattolo propagandistico. Un non luogo dove alcuni uomini con o senza precedenti penali, sono tenuti sotto psicofarmaci per giustificare la folle utopia della nostra premier. L’ho attesa a lungo nel centro oggi. Speravo che, essendo anche lei in Albania,  venisse a metterci la faccia. Ma nulla. Non si è fatta vedere. E dal momento che non ha nemmeno partecipato al l’importante summit europeo sull’Ucraina, mi chiedo: che cosa è venuta a fare in Albania. Se era l’ossequio di EDI Rama che voleva poteva tranquillamente farselo fare in Italia” così il deputato democratico Claudio Stefanazzi che oggi era in missione in Albania per contro del gruppo parlamentare del Pd della Camera. “Meloni - conclude Stefanazzi - scappa perché ha paura delle contestazioni”.

 

16/05/2025 - 18:34

“Le parole della Corte dei Conti rappresentano il ‘de profundis’ di Matteo Salvini, il peggior ministro dei Trasporti della storia della Repubblica. Per i giudici contabili, infatti, che hanno redatto la relazione semestrale sull’attuazione del Pnrr, è il comparto dei Trasporti quello con ‘il minor tasso di realizzazione emerso dagli indicatori di categoria’. Parliamo solo di circa il 13 per cento. Un dato che grida vendetta e che espone concretamente il nostro Paese al rischio di vedere andare in fumo una delle più grandi opportunità che avevamo per migliorare le nostre infrastrutture. Nel mirino dei giudici soprattutto il settore ferroviario, di diretta responsabilità del ministro Salvini. Con ritardi nei lavori che in particolare al Sud raggiungono livelli record. Più volte abbiamo invitato il ministro, vicepremier e segretario della Lega, a tirarsi su le maniche e a lavorare per rispettare gli impegni assunti. Oggi siamo ancor di più preoccupati, anche perché ci troviamo alla vigilia dell’arrivo dei mesi estivi. Già l’anno scorso fu un vero e proprio disastro per i cittadini. Abbiamo l’impressione che il peggio debba ancora avvenire”.

Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.

 

16/05/2025 - 17:19

"Non servono nuovi elementi perché il Governo assuma iniziative internazionali per acquisire informazioni utili a fare piena luce sulla strage di Ustica, al contrario di quanto sostiene Cirielli. La stessa richiesta di archiviazione della Procura di Roma conferma che è necessario assumere da paesi amici dell' Italia, quali Francia e Stati Uniti, le notizie in loro possesso su quella che è stata una battaglia aerea sui nostri cieli. Lo dobbiamo alle vittime e ai loro familiari. Lo dobbiamo alla nostra dignità nazionale. Il Governo faccia subito la sua parte".

Così Andrea De Maria, deputato PD

 

16/05/2025 - 17:00

“È ormai un dato di fatto: l’Italia è isolata in Europa. Che sia una scelta incomprensibile della Presidente Meloni o una conseguenza del suo atteggiamento, il risultato non cambia. Il nostro Paese è ai margini delle più importanti dinamiche politiche internazionali e dell’Unione. A questo punto, la domanda è d’obbligo: Meloni evita i leader europei o sono loro a evitarla? In entrambi i casi, l’effetto è lo stesso: l’Italia non ha voce nei processi decisionali strategici. Ma c’è di più. Questo isolamento deriva anche da un’altra evidenza politica: le profonde divisioni nella maggioranza di governo, tra posizioni estremiste, pulsioni antieuropeiste e ambiguità nei rapporti con la Russia, non consentono a Meloni alcuna reale agibilità in politica estera. È ostaggio delle sue contraddizioni interne e non può rappresentare con credibilità il nostro Paese in Europa. Un danno grave, che si riflette su tutti i principali dossier europei. La Presidente del Consiglio ha il dovere di spiegare al Paese perché oggi l’Italia è irrilevante in Europa. Perché, purtroppo, questa è la realtà dei fatti” così Piero De Luca, Capogruppo PD in Commissione Affari Europei della camera dei deputati.

16/05/2025 - 16:18

La presidente del gruppo PD in Commissione Femminicidio e violenza, Sara Ferrari, invita il ministro Nordio a tornare a incontrare la commissione di indagine per capire meglio quali sono i problemi del malfunzionamento del braccialetto elettronico in Italia. “Chiediamo al ministro Nordio di soprassedere da dichiarazioni strampalate e irresponsabili con le quali invita le donne a rifugiarsi in chiesa o in farmacia se non funziona il braccialetto e a venire invece in Commissione Femminicidio, dove abbiamo fatto un approfondimento serio e compreso che non solo lo strumento non è sempre quello adeguato a tutte le situazioni di rischio, in particolare, se vittima e potenziale aggressore risiedono in territori circoscritti, ma anche che serve un sistema di monitoraggio nazionale capillare e ben distribuito che in altri paesi è garantito e consente la reale tutela delle donne, mentre in Italia invece non c’è, ma è svolto insieme a tutti gli altri compiti dalle forze dell’ordine che questo governo tra l’altro ha caricato di ulteriori compiti per nuovi reati senza un euro per aumentarne l’organico.  Torni in commissione il ministro Nordio, magari con la ministra Roccella, ma questa volta ci risparmi il monologo e ci ascolti, perché gli racconteremo volentieri quello che abbiamo imparato e che lui con il suo governo può mettere in pratica”.

16/05/2025 - 15:07

"L'integrazione del bando Home Care da parte dell'Inps recupera, anche se solo in parte, gli errori fatti nella prima edizione del bando e che avevamo denunciato con un'interrogazione firmata insieme ai colleghi parlamentari Scotto, Furfaro, Girelli, Malavasi, Vaccari." Lo scrive in una nota il parlamentare del Partito Democratico Silvio Lai che, facendo seguito anche alle richieste di intervento da parte dell'Anci, aveva chiesto l'intervento del Governo e la convocazione in audizione in Commissione Lavoro del presidente dell'Inps.
"Di sicuro – afferma Lai – attraverso l'integrazione del bando che recupera la possibilità di garantire i servizi per gli OSS, che prima erano esclusi, oltre a fare giustizia tutela in maniera adeguata competenze professionali riconosciute da diplomi formativi regionali e nazionali. Risolve, inoltre, il problema dell'impatto sull'occupazione per numerose cooperative in tutta Italia. Erano state infatti molte le denunce provenienti dalla Sardegna, dall'Umbria e dalla Toscana, sugli effetti distorsivi causati dall'esclusione di queste professioni e sui danni conseguenti subiti dalle famiglie con la prima versione del bando. Ricordiamo, infatti, che il progetto Home Care è un'importante misura di integrazione assicurativa sociosanitaria garantita ai dipendenti pubblici."
"Siamo soddisfatti – prosegue il parlamentare dem – che il nostro intervento abbia fatto cambiare idea all'Inps, tuttavia resta il mancato riconoscimento delle attività dei caregivers, quelle figure familiari indispensabili in alcuni territori per assistere persone non autosufficienti ma che non richiedono interventi di integrazione sociosanitaria o sanitaria tout court. Sarebbe bene, a nostro avviso, che l'Inps rivedesse il bando anche recuperando i caregivers sui quali si stanno facendo passi avanti anche nel dibattito sulla legislazione nazionale, riconoscendo funzioni di cura all'interno delle famiglie, senza le quali molti nuclei familiari non potrebbero sopportare il carico della non autosufficienza. Per questo, con un'ulteriore interrogazione, chiederemo al Ministro Calderone quale sia la sua posizione e se non intenda intervenire nei confronti dell'Inps per modificare ulteriormente il bando."

16/05/2025 - 15:01

“Lo dico con chiarezza: voterò cinque Sì non per disciplina, non per appartenenza. Ma perché credo che il lavoro non sia solo una voce economica. È il primo strumento di libertà, giustizia e dignità. E se oggi una persona può lavorare e restare povera, non comprare casa, non costruirsi un futuro, non mettere al mondo un figlio, allora non c’è altra priorità politica che questa. Mi è chiaro che i cambiamenti più profondi vanno conquistati nelle sedi istituzionali. Ma so anche che serve un segnale. Una presa di posizione. E questo referendum può essere tutto questo: una risposta a chi da troppo tempo vive nel limbo dell’attesa, nell’assenza di tutele, nella precarietà elevata a sistema. Sui primi tre quesiti, licenziamenti, tutele nelle piccole imprese, contratti a termine, non mi nascondo: non li considero risolutivi. Non cambiano da soli le sorti della nostra economia. Ma pongono un punto politico: ci ricordano che la precarietà non è una fase, è diventata una condizione permanente per milioni di persone. La segretaria Schlein ha voluto portare il Partito Democratico accanto a chi lavora, accanto a chi non ce la fa, accanto a chi è troppo spesso invisibile. Non è stato un gesto di radicalismo. È stato un gesto di responsabilità. E io, pur venendo da un’altra cultura politica, mi riconosco in questa scelta”.

Così il deputato democratico torinese e presidente di “Identità Riformista”, Mauro Laus.

 

16/05/2025 - 14:37

“Siamo appena arrivati al Cairo, assieme ai colleghi e le colleghe del Partito Democratico, insieme a noi anche i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.

Ci sono anche professori e professoresse universitarie, associazioni, ONG, giornalisti e giornaliste.

Oggi saremo qui per parlare con l’Agenzia delle Nazioni Unite, con gli esperti della politica regionale e parleremo anche con le ONG palestinesi.

Domani partiremo di buon’ora e attraverseremo il Sinai per arrivare ad Al Arish dove trascorreremo la notte e poi da lì andremo alla volta di Rafah con l’intento di entrare a Gaza”. Lo ha detto in una video intervista la deputata del PD Laura Boldrini che con una delegazione di parlamentari ed associazioni è immissione alla volta di Gaza.

 

16/05/2025 - 14:00

“Ci lascia Teresa Vergalli, partigiana e patriota. Tutta la sua vita è stata spesa per la la libertà e per la dignità delle persone. Da staffetta partigiana, durante la Resistenza, poi come insegnante nei quartieri popolari di Roma, in particolare a Don Bosco, il quartiere di periferia più sovrappopolato d’Europa. Se ci sono esempi che possono essere offerti ai giovani Teresa Vergalli è uno di questi. Aver dedicato la propria vita agli altri rischiando la propria è un esempio di eroismo. E nel caso di Teresa non è una parola eccessiva. Attendo parole di giusto riconoscimento dalle massime autorità istituzionali che guidano il nostro Paese grazie a una democrazia che lei con altri giovani donne e uomini hanno contribuito a ricostruire dalle macerie della guerra e della violenza fascista”. Cosi in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

16/05/2025 - 13:58

“Ieri la trasmissione Piazza Pulita ha dedicato dieci minuti di servizio alla ministra Calderone e ai suoi potenziali conflitti di interesse. Come al solito la ministra ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti. Come già accaduto in Parlamento due mesi fa in merito al suo percorso universitario e agli esami sostenuti la domenica nell’Università privata Link. Addirittura la sua scorta ha allontanato in malo modo l’inviato de La 7 che chiedeva di poter porre delle  semplici domande a Calderone in merito al suo percorso universitario. La scorta si è poi difesa dicendo che stava rispettando semplicemente il protocollo. Non ci risulta che queste siano le regole di ingaggio delle forze dell’ordine quando un cronista prova a fare il suo mestiere. Torniamo a chiedere alla ministra Calderone di confrontarsi con la stampa e con il Parlamento”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

16/05/2025 - 12:56

Ci ha lasciato Annuska, Teresa Vergalli, staffetta partigiana. Una di quelle donne a cui dobbiamo dire grazie per averci donato la democrazia e la libertà, non solo di essere cittadini ma anche di essere donne. Un esercito silenzioso a cui inchinarsi.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

15/05/2025 - 20:15

"Cento anni fa, di fronte alle tragiche conseguenze della guerra e agli sconvolgimenti della scena interna e internazionale la politica democratica italiana non seppe rinnovarsi, rimase divisa, prigioniera di illusioni 3 venne travolta tutta quanta dalla forza della dittatura. Oggi le sfide sono certamente diverse ma non meno drammatiche. Mai come oggi, l’Europa vive una minaccia diretta alla sua integrità territoriale e alla sua unità. Mai come oggi c’è stata una rottura tanto forte dentro le nazioni europee e nell’Occidente. Diversamente la politica italiana sembra incapace di inquadrare la crisi in atto, e di reagire. Vive alla giornata, ossessionata dai sondaggi che hanno sostituito la relazione con i cittadini.
Basta far da spettatori sperando che passi la tempesta! La prima cosa da fare è unire. Il Pd vuole dare, prima di tutto, la possibilità a chi crede nell’impegno politico di contare, poco magari, ma meglio meno ma meglio. Noi del Pd vogliamo farci guidare dall’esempio di Giacomo Matteotti, un uomo che, inascoltato, seppe più di ogni altro capire il suo tempo. Matteotti è l’esempio di una politica capace di misurarsi con la realtà che sapeva fare i conti con il peso delle cose, della pace e della guerra, della libertà e della dittatura". Così la deputata Pd, Lia Quartapelle, intervenendo all’inaugurazione a Milano del Circolo Pd Matteotti.

 

15/05/2025 - 19:00

"Di nascosto e senza nessun tipo di informazione questo decreto colpisce violentemente anche i giovani e le giovani italiane senza cittadinanza che sono arrivate in Italia da giovanissimi.
Centinaia le pratiche ferme negli uffici di stato civile e che saranno rigettate ufficialmente se non si correggerà questo punto nel passaggio alla Camera e che riguarda i figli minori di stranieri naturalizzati italiani che non potranno avere la cittadinanza. Il ministro Tajani dice che finalmente la cittadinanza sarà concessa se vi sarà un legame autentico con l’Italia: ecco questo decreto infrange il sogno di tantissimi giovani arrivati in Italia in fasce o piccolini che non potranno diventare italiani a seguito della naturalizzazione dei propri genitori". Lo dichiara la deputata Pd, Ouidad Bakkali sull'approvazione del Dl Cittadinanza al Senato.
"L’attenzione - continua l'esponente dem - è stata concentrata giustamente sull’impatto che questo decreto avrà sulla comunità degli italiani all’estero e questo governo ne ha approfittato per colpire duramente i minori, bambini e adolescenti con background migratorio cresciuti in Italia, che qui studiano, che qui praticano sport". "Un governo pavido, che ha nascosto e ignorato questa conseguenza drammatica sulla vita di un pezzo importante di popolazione giovanile italiana. Volevano punire questa campagna referendaria, i suoi protagonisti e lo hanno fatto nel modo più meschino possibile", conclude Bakkali.

 

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