02/04/2025 - 14:02

“Nella giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, chiediamo al ministro Schillaci quali iniziative intenda intraprendere, anche in accordo con le Regioni e gli enti locali, per consentire alle famiglie interessate di poter fruire pienamente dei percorsi riabilitativi intensivi appropriati al bisogno e alle fasi di sviluppo, senza costringerle a rivolgersi al tribunale per ottenere dal Servizio Sanitario i rimborsi previsti, come purtroppo è successo a Brescia, con un aggravio di sofferenza da evitare”. Così Gian Antonio Girelli, deputato bresciano del Pd, in un’interrogazione al ministro della Salute, sottoscritta dai componenti dem della commissione Affari sociali della Camera, Ciani, Furfaro, Malavasi e Stumpo.

“Il disturbo dello spettro autistico è una condizione molto frequente nella popolazione generale caratterizzata dalla presenza di un disturbo dell’interazione sociale e della comunicazione, associato a dei comportamenti ripetitivi e a interessi ristretti. Per    contrastare questo disturbo, sono necessari interventi precoci, che possono avere anche un grave peso economico sulle famiglie come, ad esempio, per quel che riguarda le spese sostenute per i trattamenti Aba (Applied behavior analysis), orientati a migliorare le abilità comunicative e sociali nei bambini che possono costare anche 800-1000 euro al mese. Nella provincia di Brescia dove le persone con disturbo dello spettro autistico sono 3.010, molte famiglie sono state costrette a ricorrere alla magistratura per ottenere dal Servizio Sanitario i rimborsi previsti. Nelle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, è previsto infatti che l’intervento Aba rientri nei Lea, ma spesso per ragioni economiche e di personale le strutture pubbliche non sono in grado di erogarlo a tutti. Inoltre, le linee guida evidenziano il fatto che gli Aba siano trattamenti intensivi ma per carenza di risorse e di personale spesso vengono proposti, dopo uno o due anni di attesa, 45 minuti alla settimana di psicomotricità, mentre non a tutti viene concesso il necessario rimborso, costringendo molte famiglie a rivolgersi al tribunale per vedere riconosciuti i propri diritti”.

 

02/04/2025 - 14:01

l'INPS a partire dal primo luglio taglierà alcuni importanti servizi al progetto Home Care, destinato ai pubblici dipendenti che peraltro contribuiscono economicamente. Saranno colpite moltissime persone e tra queste anche i non autosufficienti. Ad essere cancellati per il triennio 2025-28 saranno i servizi OSS, i caregiver e le attività effettuate dalle cooperative sociali. Una decisione grave anche perché non è sufficiente stabilire l’effettuazione di tali servizi con altre professionalità sapendo che attualmente l’operatività è garantita da personale acquisito nel tempo e con il quale il paziente ha costruito un rapporto su base fiduciaria. La scelta dell’Inps porterà al licenziamento di numerosi lavoratori poiché si calcola che sono almeno 35.000 gli utenti che usufruiscono dei servizi cancellati.
Per questo insieme ai colleghi parlamentari Scotto, Furfaro, Girelli, Malavasi, Vaccari abbiamo depositato una interrogazione alla Camera per chiedere alla ministra Marina Elvira Calderone le motivazioni alla base di questa scelta repentina dell’Inps e quali siano le iniziative che intende intraprendere per evitare che siano interrotti i servizi agli utenti e licenziati i lavoratori delle cooperative coinvolte nelle attività del progetto Home Care". Lo dichiara il deputato PD Silvio Lai.

02/04/2025 - 13:10

“Ogni volta diciamo che sarà l’ultima. Oggi invece la notizia del femminicidio di Ilaria Sula per mano del fidanzato. Serve educare i più giovani all’affettività e al rispetto reciproco. La violenza contro le donne è un fenomeno strutturale e radicato nella società, se non iniziamo dall’educazione non riusciremo ad estirparla”. Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.

02/04/2025 - 12:46

Due femminicidi in poche ore. Vittime ragazze indipendenti, studiose, emancipate. C’è di mezzo controllo, frustrazione, ma anche una violenza maschile e una cultura del possesso che non possiamo più tollerare. Vanno educati gli uomini ad accettare la libertà delle donne.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

02/04/2025 - 11:29

Rispettare le scadenze del MFA per evitare procedure di infrazione e più tasse ai cittadini italiani

"Siamo esterrefatti di come questo Governo stia trattando il dossier Rai. La commissione di Vigilanza è paralizzata da 5 mesi. Nel frattempo la Rai va a scatafascio, gli ascolti calano, i tg soffrono, come il tgr considerato figlio di un Dio minore.

Vi avevamo chiesto di non procedere con le nuove nomine e di attendere prima l’ingresso nel nostro ordinamento del Media Freedom Act così come approvato in Europa e poi di procedere al rinnovo dei vertici. E invece questo governo usa il servizio pubblico come telemeloni, fregandosene altamente della libertà di informazione e del Media Freedom Act.

Se non vengono rispettate le scadenze previste dal MFA si andrà incontro a procedure di infrazione e questo significa che gli italiani pagheranno una tassa in più, perché entro l'8 agosto sappiamo che il MFA si dovrà applicare integralmente.

Noi chiediamo di aprire un confronto serio con le opposizioni e di smetterla di voler occupare la Rai. La Rai non è di proprietà del governo. Partiamo dai principi di questa mozione, partiamo dai cardini del MFA, facciamo in modo che venga messo in sicurezza il Dna e la funzione della Rai quale servizio pubblico". Lo ha detto in Aula Stefano Graziano deputato e capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.

 

02/04/2025 - 10:53

“Durante l’interrogazione a risposta immediata in Commissione Attività produttive, il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso ha risposto senza fornire alcuna rassicurazione concreta sulla tutela della chimica di base in Italia. Da un lato, il Governo italiano sostiene a livello europeo l’iniziativa per un EU Critical Chemicals Act, volta a preservare le produzioni strategiche della chimica di base, modernizzando e decarbonizzando gli impianti, garantendo l’accesso competitivo alle materie prime e incentivando il reshoring delle produzioni. Dall’altro, però, lo stesso Governo avalla il piano di ENI-Versalis che prevede la dismissione della chimica di base nel nostro Paese, con la chiusura di impianti fondamentali come quelli di Priolo e Brindisi.
Le conseguenze sarebbero gravissime: la filiera produttiva nazionale perderebbe un settore strategico, aumentando la dipendenza da materie prime importate, con il rischio di incrementare i costi per migliaia di aziende e mettere a repentaglio oltre 200mila posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto.
Mentre altri Paesi europei si muovono per garantire il futuro della chimica di base, l’Italia sembra andare in modo complice nella direzione opposta. Chiediamo al Governo di fare chiarezza: intende davvero difendere la competitività dell’industria italiana o vuole smantellarla?” Cosi una nota del capogruppo democratico nella commissione attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.

02/04/2025 - 10:52

Surreale considerare politica dazi opportunità per Made in Italy

“L’annuncio imminente dell’amministrazione Trump sui nuovi dazi rappresenta un colpo durissimo per l’economia globale e, in particolare, per l’Italia, sesta potenza mondiale dell’export. Con il 40% del PIL legato alle esportazioni, il nostro Paese rischia di subire un impatto devastante da misure protezionistiche che penalizzeranno il Made in Italy. Di fronte a questa minaccia, il governo italiano si dimostra remissivo e inconcludente, scegliendo una strategia che invece di difendere con forza le nostre imprese, propone una debole “strategia transattiva” con gli USA. Il piano del governo presentato al parlamento non prevede alcuna opposizione ferma ai dazi ingiusti, nessuna difesa diretta dei nostri settori strategici, nessuna iniziativa autonoma per tutelare le imprese italiane. Si parla invece di riequilibrare il surplus commerciale con concessioni su gas e difesa, come se l’Italia dovesse negoziare la propria penalizzazione anziché contrastarla. Mentre altri paesi studiano misure decise per proteggere i propri interessi, l’Italia si limita a un “dialogo costruttivo” che nei fatti significa piegarsi alle decisioni americane senza reagire. Il governo non solo non critica apertamente le scelte scellerate di Trump, ma cerca in modo surreale di dipingerle come un’opportunità, suggerendo che i dazi contro altri Paesi possano favorire il Made in Italy, a discapito di una realtà ben diversa: le nostre imprese saranno le prime a pagarne il prezzo. Chiediamo un cambio di passo immediato: l’Italia deve farsi rispettare in Europa e nel mondo, pretendendo una reazione forte e compatta da parte dell’UE. Serve una strategia aggressiva di tutela del nostro export, non un atteggiamento remissivo che condanna le imprese italiane a pagare il prezzo delle scelte altrui” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano, commenta il Piano d’azione per l’export italiano presentato dal ministero degli Esteri al parlamento.

 

02/04/2025 - 10:51

"Se l'Italia rispetta ancora, come dovrebbe, il diritto internazionale, la presidente Meloni chieda a Orbán di arrestare Netanyahu, su cui pende un mandato di cattura internazionale, atteso oggi a Budapest, invitato dallo stesso Orbán. Un invito che è una sfida alla Corte penale internazionale e anche all'Ue. Il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, ha ricordato l’impegno degli stati dell’Ue a “garantire la piena cooperazione con la Cpi, compresa l'esecuzione tempestiva dei mandati di arresto in sospeso”.
L'Italia da che parte sta? Meloni da che parte sta? Stiamo parlando della stessa Meloni che non ha mai espresso una sola parola di condanna per i crimini di guerra commessi dal governo di Netanyahu, né di cordoglio per le oltre 50mila vittime palestinesi di cui circa 20mila sono bambini, né ha mai chiesto al suo omologo israeliano di fermare il massacro e ripristinare la tregua.
L'elenco dei crimini commessi da quando Israele ha rotto la tregua, il 18 marzo scorso, è lunghissima, ne cito solo alcuni: più di mille persone uccise di cui centinaia sono bambini, colpiti l'ospedale oncologico di Khan Yunis, un edificio dell'Onu e uno della Croce Rossa, 15 corpi di medici e paramedici ritrovati sepolti insieme alle ambulanze su cui viaggiavano che sono state bombardate, gli aiuti bloccati fuori dalla Striscia, corrente elettrica e acqua interrotte.
Davanti a questi crimini il ministro degli esteri Tajani ci racconta che lui ha “la coscienza a posto” perché ha attivato la missione Food for Gaza. Una inopportuna e irricevibile autoassoluzione che non lo esime dalle sue responsabilità politiche. Su tutto il resto, silenzio. La posizione del governo italiano, davanti a questa tragedia, ci indigna perché è veramente indecente e disumana". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

01/04/2025 - 20:19

"Ancora una volta il governo e la maggioranza dimostrano di non essere all’altezza delle sfide che il comparto della sicurezza impone. Il provvedimento in discussione si rivela del tutto insufficiente e privo di una visione strategica. È così povero di contenuti che risulta difficile persino votare contro. Ma proprio per questo è altrettanto complicato votare a favore". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale sicurezza del Partito Democratico, annunciando il voto di astensione del Gruppo dem al ddl sull’organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia, delle Forze armate e dei Vigili del fuoco.

"Abbiamo assistito – ha aggiunto l’esponente Pd - all’ennesima occasione persa: ogni volta che questa maggioranza affronta il tema delle forze dell’ordine, lo fa in modo demagogico, con aumenti di pene e nuovi reati, oppure non fa nulla. Qui siamo di fronte a un provvedimento che non risponde alle reali esigenze di chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese. Eppure, stiamo parlando di corpi dello Stato che sono riconosciuti come eccellenze a livello internazionale, come dimostrano le operazioni delle nostre forze dell’ordine nei teatri esteri e gli interventi dei Vigili del Fuoco nelle emergenze globali."

"Questi professionisti – ha concluso Mauri - meritano molto di più. Meritano un investimento concreto in termini di risorse economiche, stipendi adeguati e politiche abitative per gli operatori della sicurezza, spesso costretti a lavorare in città con costi della vita insostenibili. E invece cosa fa questo governo? Nulla di tutto ciò. Addirittura, riduce i tempi di formazione per commissari e vicecommissari, rischiando di compromettere la qualità della preparazione e, di conseguenza, la sicurezza di tutti. Se il governo vuole davvero investire nella sicurezza e nel benessere degli operatori, smetta con le misure di facciata e cominci a lavorare seriamente per garantire organici adeguati, stipendi equi e una formazione di qualità. Ma temo che non siano le persone giuste per farlo".

01/04/2025 - 18:23

“Diamo un giudizio molto favorevole dell’audizione di oggi dei rappresentanti del Comune di Livorno, che hanno ribadito la necessità di fare piena luce sulla tragedia del Moby Prince. Raggiungere la verità storica è fondamentale per sanare una ferita ancora aperta nella città e nel Paese. Nel nostro intervento, abbiamo evidenziato l’importanza di aver definitivamente chiarito alcuni aspetti cruciali che, anche nell’ultimo anno di lavoro, sono riemersi. È ormai accertato che la notte dell'incidente non c'era nebbia in rada e che l'equipaggio si è comportato in ogni frangente con grande professionalità. È stato confermato inoltre che la Agip Abruzzo si trovava in un’area di divieto di ancoraggio e che i soccorsi arrivarono con un grave ritardo. Ora serve un programma di lavoro chiaro, basato su un punto essenziale: la rotta del Moby Prince fu deviata dalla presenza di un terzo natante, come stabilito dalle due commissioni d’inchiesta precedenti. Su questa base, è necessario agire senza ulteriori esitazioni, a partire da una collaborazione concreta con ENI. L’impegno per la verità e la giustizia non si ferma. È il momento di dare risposte definitive alle famiglie delle vittime e alla città di Livorno”. Così i componenti democratici nella commissione Moby Prince, Simona Bonafè, Andrea Casu e Matteo Mauri.

01/04/2025 - 18:05

“La destra sta giocando con la salute dei Vigili del Fuoco? E’ lecito chiederselo dopo che la maggioranza ha respinto un nostro emendamento al Ddl sulle Forze Armate che avrebbe esteso a tutta Italia l’analisi medico–statistica sulla presenza dei Pfas sui dispositivi utilizzati dagli agenti, ad oggi prevista soltanto in Emilia Romagna. Si tratta di una bocciatura incomprensibile dal momento che tale indagine è stata proposta proprio dal ministero dell’Interno: se è utile, come noi riteniamo, va fatta in tutti i territori, anche per dare pieno seguito agli impegni assunti dal governo con la mozione sui Pfas, approvata nei giorni scorsi dalla Camera, relativi all’avvio immediato di un programma nazionale di biomonitoraggio per valutarne l'esposizione della popolazione sulla salute”. Cosi i deputati dem Simona Bonafè, Marco Simiani ed Emiliano Fossi.

01/04/2025 - 18:04

"I dazi di Trump rischiano di avere un impatto devastante sull'export e quindi sul fatturato e l'economia di aziende importanti nei settori dell'automotive, meccanica, agroalimentare e della farmaceutica con ricadute occupazionali drammatiche per il nostro Paese. Il governo non ha detto una parola per difendere l'Europa dagli attacchi di Vance che ci giudica dei parassiti e non fa nulla a livello europeo per difendere aziende e lavoratori, diviso peraltro anche sulle azioni da mettere in campo. Un esecutivo spaccato su tutto riuscirà almeno ad essere unito per difenderci dallo tsunami provocato dai dazi? Servono risposte non nazionali ma europee. Serve agire d'intesa con i nostri partner a Bruxelles per misure coordinate, adeguate e tempestive perché in gioco ci sono gli interessi del Paese. Il governo ha il dovere di tutelare la nostra economia, le imprese e i lavoratori ma ancora una volta sembra non essere all'altezza del compito". Lo ha detto Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissione politiche europee a Rai Parlamento.

01/04/2025 - 18:03

“Con una risoluzione approvata in Commissione bilancio la maggioranza ritiene di avere autorizzato il governo a far fare una drastica cura dimagrante al Def, atteso in parlamento entro il 10 aprile. Si nascondono dietro le nuove regole europee per ridurre il contenuto informativo del Documento e per trasformarlo da strumento di programmazione e indirizzo politico in vista della futura legge di bilancio, a strumento di monitoraggio delle politiche già decise nella precedente legge di bilancio. In aperto contrasto con la normatività in essere. Con l’effetto di negare il ruolo di indirizzo del Parlamento, il ruolo di controllo delle autorità indipendenti e il diritto ad essere informata in modo trasparente di tutta la collettività. Il governo, secondo loro, non sarebbe tenuto a dare neppure vaghe informazioni su cosa intende fare in campi rilevanti come: l’adeguamento della età pensionabile alle aspettative di vita, l’aumento della spesa per la difesa, la richiesta di una proroga per la scadenza del Pnrr? Una scelta inaccettabile nel merito ma anche nel metodo. Continueremo a batterci, contro l’idea che con una decisione di maggioranza il governo possa agire in contrasto con la legge e comprimendo il ruolo del parlamento” così la deputata democratica, Maria Cecilia Guerra.

01/04/2025 - 17:55

"Oggi nelle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro Crosetto ha dichiarato che "stiamo lavorando per una pace giusta e duratura in Ucraina". Parole distanti dalla realtà e che rispecchiano più un desiderio che quanto sta accadendo. Gli ho chiesto chi starebbe lavorando per una pace giusta e duratura? Non certo l'Italia né l'Ue che non sono neanche convocate ai tavoli. Quello che appare è che se Trump e Putin stanno lavorando per una pace, tutto può sembrare tranne che giusta. E', invece, una pace predatoria: Trump e Putin hanno riaperto un dialogo usando l'Ucraina, puntando uno alle terre rare e l'altro ai territori. Niente di questo va a vantaggio della popolazione ucraina. Siamo di fronte ad una situazione molto instabile che non lascia intravedere una via d'uscita che non sia a carissimo prezzo per il paese aggredito. Crosetto dovrebbe essere più trasparente e realista, quando riferisce in Parlamento". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

01/04/2025 - 17:30

Ha francamente assunto toni grotteschi l’ossessione che Baldelli nutre per Ricci. Ogni dichiarazione rappresenta un attacco fotocopia, ogni uscita una replica stanca dello stesso copione. La verità è che Baldelli manifesta il tipico riflesso di chi sa che i marchigiani hanno già emesso un verdetto chiaro: questo è il peggior governo regionale degli ultimi decenni. Baldelli si rende portavoce di una comunicazione scadente e risibile che tuttavia, dal punto di vista politico, rappresenta il segnale più chiaro: Ricci non è il problema del centrodestra. È il loro incubo.

Così il deputato del PD Augusto Curti.

 

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