"Quello che sta accadendo in queste ore in Cisgiordania, con la recrudescenza della violenza da parte dell'esercito israeliano a Jenin, rischia di mettere a dura prova la tregua così difficilmente raggiunta. Una tregua già fragile, come ci è stato subito chiaro quando, durante la missione del Comitato diritti umani della Camera in Israele e Cisgiordania insieme al collega Emanuele Loperfido, abbiamo ricevuto la notizia dell'accordo raggiunto. Perché se c'è un dato che è risultato evidente dagli incontri che abbiamo fatto con le vittime di entrambe le parti, con le ong e con le istituzioni israeliane e palestinesi, è che il 7 ottobre è stato uno spartiacque che ha cambiato tutto e nulla sarà più come prima. Ha cambiato tutto per il senso di insicurezza che ha generato nella società israeliana per le 1200 persone innocenti uccise dalla barbarie di Hamas e per le 251 prese in ostaggio e le loro famiglie. Ed ha cambiato tutto per il popolo palestinese che è stato chiuso in una stretta senza uscita nella peggiore delle guerre che Gaza abbia mai visto, con 47mila vittime (70mila secondo Lancet), il 60 per cento degli edifici distrutti, le infrastrutture devastate, 1 milione e 900mila persone sfollate più e più volte. Una gabbia da cui nessuno può scappare per mettersi in salvo.
Ma mentre il mondo guardava, comprensibilmente, alla tragedia di Gaza e degli ostaggi, in Cisgiordania la violenza dei coloni e dell'esercito israeliano raggiungeva livelli mai visti prima, mietendo 795 vittime e costringendo 8mila persone a lasciare le proprie case. Ora l'operazione israeliana "muro di ferro" mina un equilibrio già precario. Ed è per questo che il ruolo della comunità internazionale è determinante: la tregua deve durare per tutte e tre le fasi previste dall'accordo e senza che si apra un nuovo fronte di guerra e violenza in Cisgiordania. Fintanto che ci sarà l'occupazione della Palestina, non ci potrà essere rispetto dei diritti umani, come ci hanno sottolineato i nostri interlocutori. Di questo percorso l'UE, finora quasi assente, deve assumersi la responsabilità per aprire la strada ad un processo di pace e alla soluzione a due popoli e due stati. Voltarsi ancora dall'altra parte significa lasciare campo libero alla vendetta, agli estremismi e abbandonare tutta la regione all'insicurezza e alla guerra permanente". Lo ha dichiarato oggi Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, durante la conferenza stampa che ha seguito la missione del Comitato stesso in Israele e Palestina.
Poiché in Senato il ministro Piantedosi non ha risposto sul caso Almasri, limitandosi a dire che si trattava solo di un cittadino straniero pericoloso e per questo andava rispedito a casa, diventa ora inevitabile che la premier Meloni venga in Parlamento. È infatti necessario che sia lei a chiarire le irritualità di tutte le procedure, il mancato intervento del ministro della giustizia e soprattutto se dietro il mancato rispetto di una sentenza della Corte internazionale, si nascondano verità imbarazzanti per il governo. Se insomma la guerra dichiarata agli immigrati non si faccia anche garantendo agibilità e movimento a personaggi che come il libico Almasri si sono macchiati di condanne per crimini contro l’umanità.
Così in una nota i capigruppo del Pd alla Camera dei Deputati e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia.
“Gli emendamenti al Decreto Legge Cultura confermano la pochezza delle proposte della maggioranza, che sembra interessata unicamente a nuove assunzioni per attuare programmi e progetti privi di risorse”. Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera.
“Il faldone degli emendamenti parla chiaro: il ministro Giuli utilizza il relatore Mollicone per reintrodurre norme già bocciate dall’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi, con l’obiettivo di aumentare la dotazione del Gabinetto del Ministero con personale esterno per seguire il Piano Olivetti. Un piano ricco di positive intenzioni ma privo di risorse. Quali compiti e quali azioni dovrà’ seguire la nuova Unita’ di missione? La maggioranza sembra ossessionata dall’idea di sostituire i tecnici del Ministero – di cui evidentemente non si fida – con amici e colleghi di partito che magari non sono riusciti ad accedere ad altre posizioni di rilievo.”
“Vigileremo attentamente su questa norma, che riteniamo sbagliata. Le funzioni attribuite a queste nuove unità di missione si sovrappongono totalmente a quelle già assegnate alle direzioni generali del Ministero. Perché introdurre queste duplicazioni e sprecare denaro pubblico?” conclude Manzi.
Dall’attuazione del PNRR deriva un pezzo del futuro dell’Italia e dell’Europa stessa perché è un programma che segna un punto di svolta nell'integrazione comunitaria. Ad oggi il PNRR è diventato il Piano Nazionale dei Ritardi e dei Rinvii; le modiche che avete fatto finora sono sbagliate. Avete cancellato 100 mila posti negli asili nido, avete tagliato 500 case e ospedali di comunità e avete tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. La spesa è in ritardo drammatico: i dati pubblici dicono che su 122 miliardi erogati finora e cioè il 62% totale abbiamo speso solo il 30 per cento delle risorse. Abbiamo da spendere ancora il 70 per cento. Alcuni missioni sono in ritardo clamoroso: quella inclusione è all’11 per cento di spesa, quella sanità al 14%, quella infrastrutture al 30%. Tutto questo con opere pubbliche in ritardo con il 60 per cento delle gare avviate non completate. Vogliamo sapere cosa intenda fare il governo per rafforzare e incrementare la capacità di spesa. In queste condizioni il piano rischia di fallire. Il ritardo non è un caso ed è il frutto dell’incapacità del governo di gestirlo in modo efficace. Non parliamo del sud perché i dati ci dicono che i progetti territorialmente localizzabili sono fermi al 34%. Sentiamo parlare di ulteriori modifiche; siccome ce ne sono state altre a ottobre di cui come parlamento non siamo stati messi pienamente a conoscenza, sarebbe utile che si possano chiarire le modiche immaginate. Si parla di altri 26 000 posti tagliati agli asili, di tagli agli studentati universitari e forse anche un lotto dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria. Si faccia un’operazione verità sul più grande piano strategico del paese perché non possiamo permetterci di fallire”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso dell'audizione del Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, sulle relative linee programmatiche.
“Sulle linee programmatiche segnalo che noi abbiamo lavorato in questi anni come Pd e consideriamo doveroso farlo per rafforzare l’Europa, consolidare il percorso e il processo di integrazione europea. Sa bene che alcuni partner di questo governo in Europa e Trump oltreoceano lavorano per indebolire l’Europa. Dazi, disinvestimento in difesa, passi indietro sul clima, passo indietro sulle fonti energetiche. Tutto questo rischia di minare l'integrazione europea. Come si colloca l’Italia in questo quadro? Noi ci chiediamo se vogliate difendere il futuro dell’Europa lavorando con i partner europei oppure immaginando un dialogo bilaterale che rischia di fare esplodere in mille pezzi la UE. Teniamo che il vostro obiettivo sia il secondo e siamo molto preoccupati. Finora il governo ha ottenuto un bilancio in Europa fallimentare: accordo al ribasso sul patto di stabilità, il Mes non è stato ancora ratificato e questo sta minando la credibilità del Paese oltre che la stabilità dell’eurozona e la difesa dei risparmi delle famiglie e dei risparmiatori europei, sui migranti non avete ottenuto una soluzione a Bruxelles e siete stati costretti a ricorrere a un escamotage pietoso con l’accordo con l’Albania anticostituzionale e anti europeo. Noi riteniamo doveroso lavorare per una mare nostrum europea, per canali regolari di accesso, redistribuzione tra i partner con il superamento del regolamento di Dublino. Voi avete un’idea di programma di lavoro europeo sulle migrazioni? A quando adozione dei provvedimenti attuativi sulla Bolkestain su cui avete fatto passi indietro rispetto alla vostra demagogia? Rafforzare l’Europa significa rafforzare la sua autonomia strategica, beni pubblici europei. Volete affidarvi a Starlink di Musk o lavorare per rafforzare i progetti delle infrastrutture comunitarie? Volete rafforzare l’Europa sociale e della salute? Voterete in futuro che il Next Generation UE diventi strutturale? Vi aspettiamo al varco su tutti questi temi”.
Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso delle comunicazioni del Ministro Foti sul PNRR e le politiche di coesione sulle relative linee programmatiche.
La commissione Esteri della Camera ha approvato la risoluzione, presentata dalla deputata del Pd Lia Quartapelle, che impegna il Governo italiano a sostenere attivamente il Fondo Globale per la lotta all'AIDS, alla tubercolosi e alla malaria. “L’approvazione di questa risoluzione è una buona notizia. L’Italia conferma il proprio impegno del settore prioritario della salute globale. L'Italia, storicamente tra i principali contributori del Fondo, rinnova così il suo impegno nel promuovere la salute e il benessere a livello internazionale". Lo afferma Lia Quartapelle.
DUE AEROMOBILI FRUTTANO UN MAGRO BOTTINO. La tanto sbandierata presenza di un altro aeromobile di stanza a Pescara ha prodotto finora un magrissimo bottino: oltre alla conferma dei collegamenti di un anno fa, c’è la possibilità di volare verso mete quali Breslavia e Kaunas. Peccato che ci si aspettasse qualcosa di più appetibile dal punto di vista turistico, destinazioni quali Parigi, Berlino o Amsterdam, che pure avrebbero potuto avere un importante flusso in entrata verso i nostri lidi.
QUANDO ARRIVERANNO LE SCUSE DI MARSILIO? Il presidente della Regione ha rilanciato in pompa magna - per la seconda volta in due anni - la promessa di arrivare al traguardo del milione di passeggeri per l’aeroporto d’Abruzzo. Eppure non abbiamo sentito le sue scuse ai cittadini per aver clamorosamente sbagliato la previsione dell’anno scorso: invece di aumentare il traffico aereo, lo scalo ha fatto registrare oltre 30.000 transiti in meno.
VEDIAMO CHI HA FATTO COSA. Il presidente della Regione si vanta di aver fatto eliminare la tassa comunale sui voli per indurre Ryanair a potenziare la connettività aerea dall’Abruzzo. Ha fatto la scoperta dell’acqua calda: gli ricordiamo infatti che nel 2016, a seguito dell’incremento di 2,50 euro dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, disposto in attuazione del Decreto 29 ottobre 2015 del MIT, Ryanair aveva deciso di sospendere la propria operatività negli scali più piccoli (tra cui Pescara) sostenendo che l’impatto della tassa sui ricavi derivanti dall’operare rotte in mercati di piccole dimensioni, come accade negli aeroporti con un volume di traffico inferiore ad un milione di passeggeri l’anno, comporta una riduzione di redditività che va sotto i parametri di riferimento dell’azienda; tale situazione avrebbe avuto un impatto fortemente negativo sulla mobilità e sull’economia dei cittadini abruzzesi e non solo, vista l’area di influenza dello scalo. La giunta regionale da me presieduta si fece promotrice di un’azione di pressione nei confronti del governo nazionale per far sì che fosse tolto l’aumento delle tasse aeroportuali, e l’incremento tariffario fu eliminato con legge n. 160 del 7 agosto 2016.
- Sempre su nostro impulso, il MIT modificò il testo delle linee guida per lo sviluppo di rotte aeree da parte dei vettori, al fine di renderlo più coerente alle direttive europee e più chiaro nell'applicazione, in modo da consentire una più facile costruzione dei rapporti economici tra aeroporti sostenuti da finanza pubblica, allo stesso modo di ciò che avviene tra compagnie aeree e aeroporti privati.
- Infine, sempre nel 2016 decidemmo di stanziare 29,4 milioni di euro per le infrastrutture aeroportuali, e furono investiti 12,5 milioni in cinque anni per il rilancio della vocazione turistica dello scalo. A tal proposito, saremmo grati se qualcuno da Palazzo Silone ci facesse sapere che fine ha fatto il famigerato cantiere per l’allungamento della pista dell’aeroporto, la cui inaugurazione farlocca sta per compiere un anno.
PARLIAMO DI COSE SERIE. Chiediamo un consiglio regionale straordinario per verificare lo stato dell’arte delle infrastrutture finanziate con il Master Plan e delle convenienze economiche e contrattuali per attrarre voli utili (e non voli di riempimento estetico) con compagnie di vettori capaci di aumentare la connettività di valore degli abruzzesi. Attiviamo un menu di opportunità che faccia guardare all’Abruzzo convenientemente, anche ingrandendo l’aeroporto con un nuovo accordo riguardante gli spazi dello scalo militare e coniugando la gomma e il ferro per raggiungere lo scalo pescarese” così una nota del deputato democratico, Luciano D’Alfonso, Presidente emerito della regione Abruzzo.
“Ho letto con una certa sorpresa - dichiara la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo - le parole del commissario straordinario del Terzo valico Calogero Maugeri in riferimento alla morte, nel 2023, del lavoratore Salvatore Cucè.”
“Ad oggi - spiega la Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia - non abbiamo nessun elemento che permetta di valutare le ragioni dell’incidente che ha coinvolto e ucciso Cucè all’interno degli scavi della galleria di Voltaggio. Né dall’inchiesta della magistratura alessandrina che è ancora in corso, né dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture che ho interrogato nei mesi scorsi e che ancora non si è pronunciato. Invece le parole di Maugeri alludono a errori commessi dagli operai nel corso delle loro operazioni, rivendicando anche come elementi a sostegno di questa tesi il fatto che il cantiere non è stato posto sotto sequestro e le lavorazioni sono proseguite fino ad oggi.”
“Non capisco - si interroga Gribaudo - quale piega voglia prendere il ragionamento di Maugeri che, ricordo, è Commissario straordinario del Governo e parla in questa veste quando si esprime sul Terzo Valico. Da lui ci aspetteremmo parole di maggior riguardo sulla sicurezza sul lavoro dal momento che gestisce un cantiere le cui gallerie sono classificate in classe 2 di pericolosità, la più elevata, per il rischio di esalazioni di gas metano e a questo si aggiunge la complessa catena di appalti e subappalti che caratterizza il cantiere che rappresenta, come purtroppo spesso accade nei grandi cantieri, un potenziale amplificatore dei rischi legati a carenze di comunicazione e possibili rischi di economie sui costi della sicurezza.”
“Intendo ribadire che siamo stanchi di assistere ai continui tentativi di trovare la spiegazione degli incidenti sul lavoro nell’'errore umano - tanto più prima delle conclusioni delle indagini - e mi auguro che l'inchiesta sia rapida ed faccia emergere con chiarezza le responsabilità specie, se ci sono state, organizzative. Come già detto in precedenza la realizzazione di una grande opera pubblica come il Terzo Valico è fondamentale per il territorio interessato ma anche per il Paese e per l’Europa ma questo non può esimerci da attuare le massime misure di prevenzione e sicurezza” conclude la deputata dem.
“Il raduno neofascista del 26 gennaio a Roma non può tenersi. Le autorità di pubblica sicurezza ed il Governo non possono autorizzare né accettare lo svolgimento di di una manifestazione chiaramente anticostituzionale, peraltro il giorno prima del giorno della Memoria. Le istituzioni democratiche e repubblicane debbono far valere il dettato costituzionale”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Cosa ne pensa il ministro Schillaci della proposta di far uscire l’Italia dall’Oms fatta da autorevoli esponenti della Lega? Usciamo anche dalle agenzie europee della sanità e del farmaco? O è solo una ragazzata?” Così sui social Silvio Lai, deputato Pd, che chiede al ministro Schillaci cosa pensa della proposta di alcuni esponenti di maggioranza e, indirettamente, dell’iniziata degli USA.
“Eppure - conclude Lai - la lezione del Covid 19 è stata dura. Il ritardo della comunicazione della Cina all’Oms del virus ha ritardato la reazione in tutto il mondo causando molte vittime. In questo momento se scoppiasse una pandemia negli USA, il governo americano, fuori dall’Oms, non avrebbe alcun obbligo di comunicarne le caratteristiche o la stessa partenza. Peraltro questo avviene mentre gli scienziati osservano l’evoluzione del virus dell'aviaria che sarebbe ad un solo salto di mutazione dal contagio umano. Sembrano cose ridicole e lontane le iniziative avviate dalla nuova amministrazione americana ma il nuovo governo Trump mostra da subito la sua natura negazionista in ambito sanitario quanto in ambito ambientale. L’Europa rafforzi le sue difese contro le fake news antiscientifiche, ci sarà da lavorare”.
“L’annuncio della Lega è inquietante. Dopo il Covid, la pandemia, le chiusure la Lega vuole uscire dall’Oms, e riportare così l’Italia ad una condizione di arretratezza culturale e sanitaria impressionante. Uscire dall’Oms significa uscire dal contesto internazionale. La presidente del consiglio Meloni ne è al corrente?”. Lo dichiara Ilenia Malavasi Deputata Pd componente della commissione affari sociali della camera a proposito l’annuncio della lega di voler uscire dall’OMS.
“Chiedere di uscire dall’oms è semplicemente da irresponsabili. La Lega sta assumendo derive davvero preoccupanti. La tragedia del covid ha insegnato che la vera prevenzione sanitaria là si può fare solo a livello internazionale, così come la ricerca e l’utilizzo in sanità di potenzialità quali l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione. L’oms poi nelle sue finalità persegue un obiettivo della Salute del futuro. Solo una visione medioevale, contro la scienza vera, può portare a richieste di questo tipo. Solo il non aver capito nulla dalla vicenda Covid può pensare di aumentare l’autonomia regionale in sanità invece che perseguire una vera cooperazione e internazionale. La presidente del Consiglio, il Ministro della salute cosa ne pensano?”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli Deputato Pd componente della commissione affari sociali della camera a seguito dell’annuncio da parte della Lega di una conferenza stampa per uscire dall’OMS
“La liberazione, da parte del governo italiano, del generale libico Almasri, accusato di gravissimi crimini contro l’umanità dalla Cirte Penale Internazionale, a nostro avviso è un fatto gravissimo. Il Partito Democratico chiede perché, dopo il suo arresto, è stato prima rilasciato e poi accompagnato il Libia. Su questa vicenda dobbiamo fare luce”. Così il deputato democratico Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa, intervistato per i social dei deputati dem.
“E’ inimmaginabile – ha concluso Graziano – che non ci sia stata una complicità da parte del governo Meloni, altrimenti sarebbe stato impossibile liberarlo e poi rimpatriarlo”.
“Siamo molto preoccupati per l'approssimazione e la superficialità con cui si sta affrontando la vertenza Dema. Riteniamo indispensabile e urgente un chiarimento e un atto di trasparenza da parte del governo per voce del ministro delle Imprese e del Made Italy rispetto alle trattative e alle manifestazioni di interesse. Siamo a un punto delicatissimo e se si viene a conoscenza, dopo l'ultima riunione ministeriale, che vi sarebbero altre manifestazioni di interesse, come sostiene, con prove documentali, il sindacato, e che ciò, proprio in quella sede, non sarebbe emerso, allora, davvero, ci troveremmo in presenza di un pericoloso cortocircuito che può solo arrecare danno ai lavoratori. Il Partito Democratico, e lo farà con un atto di sindacato ispettivo, chiede che si faccia chiarezza e che il governo si assuma le proprie responsabilità anche sul ‘non detto’ e che ci si adoperi affinché venga individuata la soluzione più utile e funzionale al rilancio industriale e alla salvaguardia dei livelli occupazionali per Dema”. Così in una nota congiunta i deputati dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Sud e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Un pacchetto di emendamenti al Decreto Emergenze a sostegno del settore della Moda: una serie di norme per dare respiro ad imprese lavoratori di uno dei comparti principali del Made in Italy colpito da un crisi che rischia di divenire irreversibile”: questi in sintesi gli obiettivi delle proposte emendative, depositate dalla vicepresidente dei Deputati Pd Simona Bonafè, al provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio.
“I contenuti degli emendamenti concretizzano le richieste che l’intera filiera avanza da mesi. Si tratta di interventi urgenti che non sono stati però ad oggi realizzati da un governo irresponsabile, che continua a temporeggiare nonostante gli impegni presi. In primo luogo occorre prorogare la cassa integrazione in deroga per i lavoratori coinvolti, che scade a fine mese, almeno fino a giugno. E’ poi necessaria una moratoria per i pagamenti fiscali delle imprese per il tutto il 2025 e l’attivazione di risorse specifiche per promuovere le aggregazioni delle Pmi del settore moda, al fine di renderle maggiormente competitive, e per ristorare le aziende che hanno avuto cali di fatturato insostenibili. Mi auguro che la destra, dopo le promesse, passi finalmente ai fatti e sostenga queste proposte”: conclude Simona Bonafè.