"L'indicazione di Francesco Saverio Marini è irricevibile nel metodo e nel merito. Si tratta, infatti, di una forzatura inaccettabile con un colpo di mano della maggioranza su una figura che è di garanzia. Ma è una scelta che palesa anche un evidente conflitto di interessi: non era mai stata indicata una figura che non avesse distacco e terzietà rispetto alle contingenze politiche del momento. Marini, invece, è stato l'estensore in particolare delle riforme sul Premierato e sull'Autonomia che dovrà essere giudicata a breve dalla Consulta. La destra sta tentando chiaramente di politicizzare la Corte delegittimandola in modo molto pericoloso per la tenuta del nostro sistema istituzionale. Un fatto inaudito che non possiamo accettare". Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd della commissione politiche UE.
“Non vorrei che Ugolini si trovasse in una situazione così difficile che alleati e spin doctor le abbiano evidentemente imposto il silenzio e di non partecipare più a confronti pubblici con De Pascale in Emilia Romagna”, afferma il deputato democratico Andrea Gnassi. “Vero che candidarsi a una Regione, ancor più come la nostra richiede competenze e fatica, ma rispettare i cittadini offrendo loro la possibilità di conoscere idee e programmi penso sia prima di tutto un dovere. Se dopo l’esito dell‘unico confronto a Parma con De Pascale la candidata della destra è stata 'invitata' a evitare ulteriori appuntamenti per non ampliare ancor più il divario con De Pascale, non è dato a sapersi, ma è intuibile. Vorremmo rincuorare che è normale vi sia qualche scivolata nel corso della campagna e non è detto che non si possa migliorare. Non credo che a nessuno in questa regione, faccia piacere di non conoscere programma e idee della Ugolini e al contrario notarla solo ogni tanto per sprezzanti giudizi elitari. Ora verso molti lavoratori, come chi fa e ha fatto la stagione da bagnino, ora contro le strutture sociosanitarie, paragonati a lager. Sarà anche che non ha votato, come ha detto, alle ultime europee, speriamo almeno che seppur fuggendo dai confronti sul programma si ricordi di andare a votare , almeno alle regionali”.
“Il Piano strutturale di bilancio conferma le nostre preoccupazioni anche sui profili del finanziamento della sanità pubblica. Oggi questi timori sono stati condivisi da tutti gli auditi, a partire da Regioni ed enti locali, fino al Presidente del Cnel che ha dovuto ammettere la necessità di uno sforzo maggiore da parte del governo per colmare la grave carenza di organico nel comparto. Il SSN è ampiamente sottofinanziato rispetto agli altri Paesi Ue e Ocse e le previsioni contenute nel documento di Giorgetti preannunciano una ulteriore riduzione della spesa sanitaria. Al contrario, il governo dovrebbe smetterla di mistificare la realtà e cominciare a dare un contributo concreto alla sanità pubblica. Il rischio, altrimenti, è andare incontro a un collasso del sistema che si tradurrebbe immediatamente nell’incapacità di raggiungere chi non può permettersi l’assistenza sanitaria privata e, di conseguenza, nella rinuncia alle cure di milioni di cittadini”.
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio alla Camera, commenta le audizioni in corso nell’ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine.
“La cultura è una ricchezza per Firenze anche dal punto di vista economico, occupazionale e sociale. non permetteremo che professionalità in questo campo vengano sminuite o addirittura perse. Il personale di Opera Laboratori fiorentini non solo va tutelato ma soprattutto valorizzato mentre il Ministero della Cultura non offre ad oggi alcuna rassicurazione sul loro futuro.“ Così i deputati Pd Emiliano Fossi e Arturo Scotto che aggiungono: “Sono circa 300 i lavoratori in stato di agitazione per due vicende rilevanti: da un lato, il passaggio dei servizi aggiuntivi del complesso Accademia, Bargello, Orsanmichele, Cappelle medicee e afferenti alla società in house Ales spa che dovrebbe avvenire il primo novembre e su cui ancora non ci sono accordi scritti e definiti per garantire la sorte delle maestranze impegnate da oltre vent'anni in quelle delicate mansioni. Dall'altro, la vicenda della gara per la gestione dei servizi di Uffizi, Pitti e Boboli, dove la mobilitazione è in atto da più di un anno e su cui il nuovo direttore Verde non ha spiegato come intende far rispettare l'accordo sottoscritto dal suo predecessore Schmidt lo scorso dicembre. Ricordiamo - concludono gli esponenti del Pd - che la gara è già stata preassegnata e il tempo diventa una spada di Damocle sui diritti acquisiti.
In questi mesi nonostante le numerose interrogazioni parlamentari depositate il Governo Meloni non ha mai voluto dare risposte trasparenti sulla vicenda. Apprezziamo che nel corso del question time del consiglio comunale di Firenze di oggi l'assessore Danti, in risposta alla consigliera Collesei, abbia dichiarato di inviare una lettera al ministero per un'immediata chiarezza sulle vicende perché Il lavoro non è una concessione ma un diritto”.
"I comuni hanno già subìto un ingente taglio di spesa con la scorsa legge di bilancio che ha sottratto ai loro bilanci ben 250 milioni annui, con criteri di ripartizione penalizzanti per le amministrazioni che hanno progettato le opere e investito meglio le risorse del PNRR. Questo significa che i tagli sono stati più pesanti per chi ha costruito o sta costruendo ad esempio più asili nido, più case-famiglia o più infrastrutture sociali e si trova a dover fare i conti con una maggiore spesa corrente per fare funzionare questi servizi. E' del tutto evidente che un ulteriore taglio di spesa sarebbe insostenibile per gli enti locali alle prese con la necessità di garantire i servizi con bilanci sempre più ridotti e criticità accentuate dagli effetti dell’inflazione, dai costi energetici e dalla necessità di assistere i più fragili visto che il governo ha pensato bene di smantellare il reddito di cittadinanza". Lo scrive in una nota Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione bicamerale questioni regionali.
"Dopo il duro colpo dell'ultima legge di bilancio, il governo la smetta quindi di fare cassa sui comuni. Condividiamo le forti preoccupazioni espresse da Anci durante l'audizione alle Commissioni congiunte di Camera e Senato sul Psb. Gli enti locali hanno già dato. Il rischio è dover tagliare ulteriormente i servizi ai cittadini e non possiamo permetterlo". Così conclude Piero De Luca
“Il grido d’allarme lanciato oggi da Anci e Upi è inequivocabile: i tagli imposti dal governo rischiano di compromettere definitivamente la stabilità degli enti locali. Il ministro Giorgetti non può ignorare il segnale chiaro che arriva: continuare su questa strada significa spingere molti enti verso il dissesto finanziario”. Così Silvia Roggiani, deputata Pd in commissione Bilancio alla Camera, a margine dell’audizione di Anci e Upi sul Piano Strutturale di Bilancio. “La legge di bilancio attuale mette a nudo le reali intenzioni del governo, che vuole continuare a tagliare risorse agli enti locali, a costo di far saltare i servizi essenziali per i cittadini. È una scelta irresponsabile che la destra deve assumersi di fronte agli italiani”.
In piazza con Cgil e Uil e in Parlamento contro governo
“Chiediamo alla ministra Calderone domani di venire in Aula durante il voto finale sul Collegato lavoro e spiegare perché si debbano liberalizzare i contratti in somministrazione ed eliminare il divieto di dimissioni in bianco. Se tutti gli indicatori ci dicono che c’è un problema di salari bassi e di lavoro povero, non si capisce perché il governo continui a incentivare queste scelte che vanno nella direzione di una precarizzazione sempre più forte. Noi saremo domani in piazza con Cgil e Uil e poi in Parlamento a spiegare che si deve cambiare rotta. Non possiamo condannare una generazione a lavoretti sempre più intermittenti e ricattabili”.
“Il 7 ottobre del 1981 moriva Luigi Petroselli. Al termine del suo funerale presi la tessera del PCI, ma i dirigenti di allora mi fecero aspettare sei mesi per l’iscrizione. Dovevo essere valutato, benché fossi già iscritto alla Fgci. Questo era il Partito di allora: dedizione assoluta, vita totale. Petroselli aveva 49 anni e lo vedevo più vecchio del me di oggi che ne ho 61, per quanto non mi manchino i miei problemi. Il dovere lo aveva duramente provato. Dimostrava ogni giorno la fedeltà a un popolo che ha sempre bisogno di riconoscersi e identificarsi in un condottiero. Petroselli ci riusciva istintivamente. Fu un Sindaco di popolo benché non fosse romano, ma etrusco. Etrusco nel profilo fisico e in fondo anche nello spirito. Oggi non lo ha ricordato nessuno, ma tutti lo ricordano”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Dagli enti locali arriva un No unanime all’imposizione di nuovi tagli da parte del governo. Il ministro Giorgetti prenda atto dell’avvertimento lanciato oggi dai rappresentanti di Anci e Upi: una nuova spending review indiscriminata come quella dell’ultima manovra rischia di mandare gambe all’aria migliaia di enti locali”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio alla Camera, commentando l’audizione dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani e dell’Unione Province d’Italia nell’ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine.
“Con questa legge di bilancio - aggiunge - tutti i nodi stanno venendo al pettine, ma se credono di poter spremere gli enti locali per racimolare risorse, è giusto che gli italiani sappiano quali sono le conseguenze: comuni in default finanziario e servizi pubblici azzerati”.
"Oggi sarò in Sinagoga a Bologna per l'anniversario del 7 ottobre. Per manifestare tutta la mia solidarietà alla Comunità Ebraica. Per continuare a chiedere il rilascio degli ostaggi. Per condannare la barbarie di Hamas. Per chiedere che cessino le azioni militari e che si riaprono in Medio Oriente le prospettive di un negoziato e tornino le ragioni della Pace".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Dopo 3 mesi dall'approvazione dell'Autonomia differenziata non c'è stata alcuna semplificazione ma con le richieste delle regioni targate Lega si registra una moltiplicazione e un surplus delle procedure burocratiche delle intese. In particolar modo assistiamo a un vero spacchettamento della voce politica estera-export. Alla faccia della razionalizzazione della spesa e della costituzione del ministero del Made in Italy!”. Così il deputato dem Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, intervenendo in Aula nella discussione generale sulla definizione dei LEP.
“Cosa sta facendo Cassese – continua il parlamentare - sull'Autonomia differenziata? Da analista che ha recuperato il principio dei cento uomini d'acciaio di Guido Dorso lo ha trasformato nel recupero dei cento uomini di plastica del governo Meloni. Sta rispolverando la teoria di Montesquieu sui climi per definire i LEP! Allora perché non provare con l'eugenetica, Darwin, o il fardello dell'uomo delle vallate del Nord che colonizza e si fa carico dell'arretratezza del Sud?” “Sugli aspetti socio-demografici è chiaro che il governo vuole tornare alle gabbie salariali, alla giungla retributiva e far saltare i sindacati” conclude Ricciardi.
Chiediamo cessate il fuoco immediato
“Il 7 ottobre è la giornata purtroppo simbolo di strage e orrori. 1200 persone uccise da Hamas un anno fa. Hamas non è la Palestina. È inaccettabile quanto sta accadendo. Chiediamo un immediato cessate il fuoco. Dobbiamo fermare questi crimini di guerra rafforzando l’azione diplomatica dell’Italia e dell’Ue. Dobbiamo costruire i presupposti per una pace duratura. Il Governo italiano sia protagonista di questo cambiamento verso la pace”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo PD in commissione Difesa di Montecitorio.
"Un anno dopo il feroce attacco terroristico compiuto da Hamas contro cittadine e cittadini israeliani innocenti che sconvolse il mondo intero e non solo Israele, il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime di quel giorno e agli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Niente può giustificare l'uccisione di donne, bambini, persone inermi, né le violenze e le torture inflitte dai miliziani. Le immagini delle ragazze sanguinanti trascinate sui pick-up, dei feriti e dei corpi senza vita rimarranno per sempre impressi nella nostra mente. Il 7 ottobre scorso tutti abbiamo affermato il diritto di Israele a difendersi. Quello che è seguito a quella mattina ha presto acquisito però il senso della vendetta e non della difesa con conseguenze diventate devastanti per l’intero Medio Oriente. La reazione indiscriminata del governo israeliano ai danni della popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania e l’allargamento delle azioni militari al Libano e a territori di altri paesi hanno totalmente destabilizzato l’intera regione con rischi enormi dalla portata non prevedibile. Oggi più che mai, nell’anniversario della strage commessa da Hamas, bisogna ribadire la necessità di far tacere le armi, giungere ad un cessate il fuoco, liberare gli ostaggi e mettere in atto un piano che conduca all’autodeterminazione del popolo palestinese. Solo così si potranno ottenere quelle necessarie condizioni di sicurezza per consentire a israeliani e palestinesi di vivere in una prospettiva di pace". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Un anno fa la strage di 1200 persone uccise in poche ore da Hamas ha sconvolto il popolo israeliano e il mondo intero. Un anno dopo il ricordo si somma all’angoscia per un conflitto che ha provocato un numero inaccettabile di vittime anche nel popolo palestinese e sta dilagando in tutto il Medio Oriente. Liberare gli ostaggi, fermare l’aggressione di Gaza e in Libano, combattere i rigurgiti di antisemitismo. Israele non è Netanyahu e la Palestina non è Hamas. Per troppo tempo abbiamo lasciato al proprio destino una terra difficile sperando che l’inerzia giovasse alla convivenza. Non è stato così. Ora è il tempo della diplomazia proprio perché tutto sembra perduto. Perché la soluzione di due popoli e due stati è l’unica che può vincere e dare un futuro ai bambini israeliani e a quelli palestinesi. L’Italia deve impegnarsi di più per un protagonismo dell’Europa che sappia far valere la ragione sulle armi, lo sforzo per la pace sulla ineluttabilità della guerra.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"Tutta la nostra solidarietà e vicinanza agli agenti aggrediti e feriti durante la manifestazione di Roma." Lo dichiara l'On. Matteo Mauri, Responsabile nazionale Sicurezza del PD. "Le aggressioni violente contro le forze dell'ordine in piazzale Ostiense sono state evidentemente premeditate, come dimostra la dinamica dell'attacco e l'uso delle bombe carta, e sono state condotte da frange violente che si sono infiltrate nel presidio. Fatto che ha oscurato completamente il modo pacifico e collaborativo verso le autorità con cui tante persone avevano animato fino a quel momento la manifestazione". "Le Forze di Polizia - prosegue Mauri - hanno risposto alle aggressioni violente senza mai perdere il controllo della situazione e usando solo la forza necessaria per fermare gli assalti degli aggressori".
"Sono le stesse Forze dell'Ordine che avrebbero assoluto bisogno di sostegno economico da parte dello Stato. Mentre il Governo non mette le risorse necessarie nè per un rinnovo adeguato del contratto di lavoro, nè per nuove assunzioni e nemmeno per il pagamento degli straordinari arretrati. L'ex Viceministro all'Interno Mauri conclude dicendo che: "nel cosiddetto ddl 'sicurezza' non c'è niente di tutto questo, ma solo parole vuote e demagogia. Continueremo a batterci come PD perché al Senato si trasformi il ddl in una Legge utile alla sicurezza e a chi la garantisce, e non alla propaganda a favore di telecamera di qualche Ministro".