“È inaccettabile qualsiasi tipo di attacco all’UNIFIL da qualsiasi parte provenga. Non si possono toccare i militari impegnati nelle missioni di pace”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
“Bisogna lavorare ad un immediato cessate il fuoco. Esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutti i nostri militari e alle loro famiglie e chiediamo che il governo italiano garantisca un percorso verso la pace senza mettere a rischio l’incolumità dei nostri militari. Dobbiamo evitare con ogni mezzo che i nostri militari diventano essi stessi l’obiettivo di attacchi ingiustificati poiché la loro permanenza lì è finalizzata al raggiungimento della pace”, ha aggiunto Graziano.
“Il governo italiano si spacca anche sul mandato di arresto per Netanyahu. In una fase così drammatica a livello internazionale serve credibilità e un esecutivo che parli con una voce sola. Sono troppi i dossier, dall’Ucraina alla commissione Ue fino alla decisione della CPI, su cui il governo mostra tutte le sue crepe. Nonostante gli sforzi della Premier le posizioni divergenti sono sotto gli occhi di tutti e indeboliscono il Paese. Zero credibilità”. Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche UE.
"L'ultima trovata ipocrita, razzista e vessatoria di questa maggioranza riguarda la famiglia. Dopo essersi accanito contro le famiglie omogenitoriali, adesso lo fanno con quelle dei rifugiati.
Nel decreto flussi che lunedì arriva in aula alla Camera, hanno inserito un emendamento secondo cui una persona che ha ottenuto la protezione internazionale in Italia, quindi è qui con un regolare permesso di soggiorno, ha il divieto di chiedere il ricongiungimento familiare per almeno due anni. Quindi, dopo avere affrontato un viaggio che dura anni, spesso fatto di torture, violenze e umiliazioni, dopo avere rischiato la vita in mare, devono anche aspettare altri due anni per chiedere che la propria famiglia li possa raggiungere in sicurezza, con il permesso di soggiorno. Questo significa, tra l'altro, che molti tenteranno di arrivare irregolarmente rischiando la vita, per riunirsi prima possibile alla persona cara.
Una cattiveria totalmente gratuita che non ha niente a che fare con il controllo dell'immigrazione irregolare, anzi la favorisce, ma ha molto a che fare con l'ipocrisia, la crudeltà e il razzismo della maggioranza di Giorgia Meloni.
Ma loro non erano i paladini della famiglia? Quale famiglia?" Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ci sono tre ministri dello stesso Governo che dicono tre cose diverse.
E ce n'è uno in particolare, ossia Matteo Salvini, che dice cose fuori dal mondo.
"Netanyahu è benvenuto in Italia, la scelta della Corte Penale Internazionale è politica", ha dichiarato.
E fa davvero tenerezza che a dirlo sia lui. Lui che, sull'uccisione di Navalny, disse di aspettare che a fare chiarezza fossero i giudici russi, celebri per la loro indipendenza.
Ricapitolando: Matteo Salvini disprezza i giudici italiani, non si fida di quelli europei, ritiene dei filo-terroristi quelli internazionali ma nutre fiducia per quelli russi. Siamo alla follia di un leader che, nella speranza di sopravvivere politicamente, ne dice ormai di ogni.
Ministro Salvini (e ministro Tajani), rispettare le sentenze della CPI non è una facoltà. Per l’Italia è un dovere vincolante. Che riguardino Putin, che riguardino Hamas, che riguardino Netanyahu.
Siete ministri e vicepresidenti del Consiglio della Repubblica Italiana, non della Russia”. Così sui social il deputato democratico Marco Furfaro.
“Il rapporto sulla questione salariale presentato ieri dalla Cgil spiega perfettamente quanto in questi anni il lavoro dipendente abbia perso peso e centralità rispetto alla rendita e ai profitti. I dati sono impietosi e ci parlano di un crollo del potere d’acquisto dei salari che ha impoverito milioni di persone. Il Governo italiano ha detto finora no al salario minimo arrampicandosi sugli specchi e non muove un dito per aiutare rinnovi contrattuali fermi da anni. In particolare nel pubblico impiego lavora per spaccare la rappresentanza sindacale e non adeguare gli stipendi al rialzo dell’inflazione degli ultimi anni. Si apre una stagione difficile sul piano occuoazionale con la moltiplicazione di crisi industriali che rischiano di mettere in discussione migliaia di posti di lavoro. Chiediamo che la commissione Lavoro della Camera apra un ciclo di audizioni sull’emergenza salariale nel nostro Paese. Occorre che si apra un dibattito vero in Parlamento e nel Paese.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Questa mattina le deputate del Partito Democratico Debora Serracchiani, Antonella Forattini, Ilenia Malavasi e Valentina Ghio hanno visitato il carcere femminile della Giudecca a Venezia ed il padiglione Vaticano della Biennale, dove è stato proiettato un docufilm dedicato al tema carcerario.
“La visita al carcere della Giudecca – spiegano – ha evidenziato diverse criticità, seppur meno gravi rispetto a quelle presenti in altri istituti penitenziari italiani. Tuttavia, porteremo queste problematiche all’attenzione del Ministro Nordio con un’interrogazione parlamentare. Tra le questioni principali ci sono le condizioni obsolete della struttura, con stanze grandi che ospitano fino a dieci detenute con qualche difficoltà di convivenza. Nell’istituto sono presenti però notevoli spazi esterni ed interni che consentono varie attività trattamentali come i corsi scolastici, l’orto e la sartoria. La sanità penitenziaria soffre di un sottodimensionamento dell’organico, in particolare di specialisti psicologi e psichiatri, nonostante la presenza di detenute con problemi psichiatrici e tossicodipendenze che dovrebbero essere affidate a strutture di cura adeguate anziché rimanere in carcere. A questo proposito uno sforzo in più va fatto sul fascicolo sanitario affinché vi sia un maggior coordinamento fra la sanità e il sistema penitenziario, con particolare riguardo alle detenute con problemi psichiatrici o di dipendenza”.
Un ulteriore problema riguarda la sezione ICAM (Istituti a Custodia Attenuata per Madri), dove le donne vivono con i loro bambini. “Manca una puericultrice – sottolineano – e, sebbene il personale faccia il possibile, permangono difficoltà nell’accompagnare i bambini all’asilo nido e alla scuola per l’infanzia. Sarebbe opportuno, in questi casi, considerare soluzioni alternative, come il trasferimento delle madri e dei loro figli in case famiglia più idonee a garantire il benessere dei minori”.
“La situazione attuale del sistema carcerario italiano – concludono le deputate – richiede interventi urgenti. È necessario un maggiore investimento nell’adeguamento delle infrastrutture, nel potenziamento del personale penitenziario e sanitario, e nella revisione delle politiche che hanno portato a un incremento insostenibile della popolazione carceraria. Il rischio è quello di aggravare ulteriormente una situazione già al limite”.
"Sul Codice Appalti si consuma l'ennesimo disastro del ministro Salvini che rischia di escludere le Pmi da tutte le gare pubbliche. Con la nuova norma, introdotta dalla destra, sarà infatti vietato ai Consorzi stabili di attivare il cosiddetto 'avvalimento'. In sintesi non verrà più permesso al Consorzio stesso di fare da garante economico alle imprese appaltanti che ne fanno parte: una misura necessaria per le piccole realtà produttive e una tutela forte per la Pubblica Amministrazione che fino ad oggi ha consentito il completamento dei lavori in caso di difficoltà".
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
"Le ripercussioni di questa norma - aggiunge - saranno gravissime: migliaia di Pmi e decine di migliaia di lavoratori a rischio che lasceranno spazio alle grandi aziende. Qualcuno nella maggioranza parla già di marcia indietro, ma qui siamo di fronte ad una precisa scelta politica di un governo e di un ministro che, nonostante gli annunci, continuano a favorire solo i grandi gruppi industriali a scapito del tessuto produttivo nazionale da sempre caratt
Dopo la sentenza della corte penale internazionale non sappiamo ancora quale sarà la posizione ufficiale del governo italiano sull’arresto di Netanyahu. Prima il ministro della Difesa Crosetto che dice ok all’esecuzione del mandato. Poi il vicepremier Salvini, che lo smentisce, e afferma che il capo del governo israeliano sarebbe il benvenuto nel nostro Paese. Presidente Meloni può dirci come si comporterà l’Italia? Seguirà il suo amico Orban che lo invita a Budapest? Chi è che decide della credibilità del nostro paese? Non è accettabile che in una fase così delicata per la politica internazionale il governo si esprima in modo così confuso e contraddittorio. È il momento che la premier faccia sentire la sua voce.
Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo del PD alla Camera dei Deputati e al Senato
“La Lega di Salvini annuncia il voto contrario alla nuova Commissione Europea, quella in cui figura un commissario italiano come Fitto. Una posizione irresponsabile e in palese contraddizione con l’interesse nazionale che la Premier Meloni dice di voler difendere, mentre invece è sempre più ostaggio delle divisioni della sua maggioranza”. Lo dichiara in una nota Piero De Luca, capogruppo del PD in Commissione Affari Europei alla Camera.
“Per settimane Meloni ha attaccato il Partito Democratico per cercare di nascondere che è il suo stesso vicepremier a sabotare gli interessi italiani alleandosi con le forze più estremiste e antieuropee, gettando discredito sul nostro Paese. Meloni esca dal silenzio e chiarisca la posizione del suo governo: sta dalla parte dell’Europa o dei suoi alleati nazionalisti e antieuropei?”, conclude De Luca.
“Matteo Salvini difende e giustifica Netanyahu, un criminale di guerra che sta infangando la tradizione democratica di Israele. Tra un po’, magari, indosserà una maglietta con il suo viso come fece con Putin. Salvini sta sempre dalla parte sbagliata. Va sempre fuori binario”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Anche quest’anno - dichiara la vicepresidente nazionale del PD Chiara Gribaudo - il Ministro per l’Istruzione e il Merito ha scordato di celebrare la giornata della sicurezza nelle scuole istituita per legge nella giornata del 22 novembre per ricordare il giovane Vito Scafidi morto per il crollo di un soffitto della sua scuola a Rivoli nel 2008.”
“La sicurezza nelle scuole è un tema cruciale sia per gli studenti che per gli insegnati e tutti gli operatori che vi lavorano, eppure da parte del Ministro e del ministero nemmeno una parola. Sintomo, ancor peggiore, che non c’è neppure una politica in atto” continua Gribaudo.
“Consiglierei al Ministro di dedicarsi meno a materie come la violenza di cui, con ogni evidenza, non ha alcuna consapevolezza e concentrarsi di più sul suo lavoro perché le nostre scuole hanno bisogno di interventi per la messa in sicurezza. E ne hanno bisogno ora, non in un futuro indeterminato” conclude la deputata dem.
"Per la prima volta una legge dedicata agli italiani all’estero è stata approvata con un iter ordinario. Un risultato importante ottenuto grazie al lavoro del Partito Democratico con una proposta a prima firma di Toni Ricciardi. La norma investe sulle sedi consolari, ne rafforza i servizi e riduce le liste d’attesa per i passaporti. Un segnale importante per gli oltre 7 milioni di italiani nel mondo, che oggi si sentono più integrati nella comunità nazionale". Lo dichiara Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Partito Democratico.
“Anche quest'anno, il Ministro dell’Istruzione Valditara dimentica di ricordare la Giornata Nazionale della Sicurezza nelle Scuole, istituita per sensibilizzare sul tema cruciale della sicurezza scolastica e rendere omaggio alle vittime delle tragedie che hanno colpito le nostre scuole, come il crollo del liceo Darwin di Rivoli il 22 novembre del 2008. Questa ricorrenza, fissata simbolicamente proprio il 22 novembre, non è solo un’occasione per promuovere la cultura della prevenzione, ma rappresenta anche un momento di riflessione collettiva su un tema che riguarda direttamente milioni di studenti, insegnanti e famiglie. Ignorare o sottovalutare questa giornata equivale a perpetuare una mancanza di rispetto per le vittime e a minimizzare la centralità della sicurezza negli istituti scolastici”. Così la responsabile nazionale scuola del Pd, la deputata democratica, Irene Manzi.
“Ogni pendolare di questo paese vive quotidianamente i disagi causati dai ritardi dei treni: abbiamo potuto verificarlo di persona in queste settimane con la Campagna tematica del Pd Toscana nelle stazioni della Regione. Il Ministro Salvini oggi in Parlamento, invece di scusarsi con i viaggiatori e promettere miglioramenti, non solo tenta di minimizza la situazione, pur ammettendo che mediamente un convoglio su 5 non rispetta gli orari, ma continua a dare la colpa ad altri come se il suo dicastero non si occupasse di trasporti e di infrastrutture. Siamo di fronte ad un individuo completamente incapace di prendersi le proprie responsabilità e di ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato”. Lo dichiara il deputato dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi.
Per colpire magistratura governo mette a rischio anche Pnrr
“L'emendamento approvato ieri sera in Commissione, che trasferisce alle Corti d'Appello la competenza sulla convalida dei trattenimenti dei migranti, rappresenta una decisione irragionevole e potenzialmente punitiva nei confronti della magistratura. Come rilevato dal presidente della Corte d'Appello di Milano, Giuseppe Ondei, questa scelta rischia di paralizzare centinaia di cause civili all'anno, aggravando ulteriormente i tempi di decisione senza alcun rafforzamento di risorse o organici. Attribuire ulteriori carichi di lavoro a corti già in sofferenza strutturale mina gli obiettivi di efficienza del sistema giustizia previsti dal PNRR e rischia di compromettere l'intero piano di riforma. Se l’obiettivo fosse quello di migliorare il funzionamento della giustizia, il risultato appare ben lontano. Al contrario, questa decisione sembra dettata da una volontà di rivalsa verso i giudici che hanno preso decisioni non gradite al governo. Chiediamo al Ministro della Giustizia di fornire immediatamente una relazione tecnica per spiegare la ratio di questo intervento e fugare il ragionevole dubbio che sia ispirato da un intento punitivo piuttosto che da una logica di efficienza e giustizia”. Così in una nota la responsabile giustizia del Pd, la deputata democratica, Debora Serracchiani.