“Se la gestione del CSC dovesse essere affidata a Barbareschi, ci troveremmo di fronte a una decisione sconcertante e infelice, considerando l'esito delle sue precedenti esperienze gestionali, di cui si ricordano solo i disastri. Rimane in ogni caso poco chiaro con quale logica e quali criteri stiamo guidando le nomine al ministero della cultura”. Così il deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.
Solidarietà alle forze dell’ordine rimaste coinvolte negli scontri di Torino e un augurio per chi rimasto ferito. La violenza è inaccettabile. Anche la politica deve fare la sua parte nella condanna, nel privilegiare la dialettica e non sottraendosi alla critica e al confronto.
Così in una nota chiara Braga, capogruppo PD alla Camera dei deputati
Tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà va agli agenti feriti oggi durante gli scontri a Torino. Il sacrosanto diritto a manifestare non può essere in nessun modo un paravento per violenze contro chi è chiamato a garantire quel diritto e la sicurezza pubblica.
Il Partito Democratico condanna da sempre le violenze verso le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine. E ovviamente l'ha fatto anche in questa occasione con le parole nette e autorevoli della Segretaria Schlein.
Abbiamo assistito anche oggi però al tentativo da parte della Presidente del Consiglio e di diversi esponenti della maggioranza e del governo di strumentalizzare le violenze di piazza.
Credo che sia venuto il momento di dire basta a questo atteggiamento vergognoso.
Il Ministro Piantedosi pensi a fare il proprio dovere invece che passare il tempo a dire all'opposizione come comportarsi.
Non abbiamo bisogno, come ha fatto anche oggi, che ci spieghi da che parte stare. Abbiamo dimostrato di saperlo molto bene nei momenti più complicati della storia di questo Paese. A differenza di qualcuno della destra che non ha ancora fatto i conti nemmeno con la storia.
Le donne e gli uomini delle forze di polizia sanno che hanno il nostro supporto. La Presidente Meloni e il Ministro Piantedosi scendano dal pulpito, ritirino la norma sul turn over in Legge di Bilancio che riduce le assunzioni della polizia e mettano i soldi necessari per il rinnovo del Contratto del comparto Sicurezza.
“Il partito democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, per chiedere una moratoria, e quindi una sospensione di tutte le intese con le regioni in seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale sull’autonomia differenziata. Ecco il testo dell’interrogazione promossa dal responsabile sud del Pd, il deputato democratico, Marco Sarracino.
Interrogazione a risposta in commissione
Al Presidente del Consiglio dei ministri,
per sapere,
premesso che,
giovedì 14 novembre, la Corte costituzionale, nell’esaminare i ricorsi presentati dalle regioni Puglia, Toscana, Sardegna e Campania, ha ravvisato l’incostituzionalità di molteplici e rilevanti aspetti della legge n. 86 del 2024 sull’autonomia differenziata, tutti peraltro puntualmente denunciati dai numerosi professori ed esperti auditi durante l’iter di approvazione della legge;
tra le incongruenze rilevate ve ne sono alcune particolarmente significative come quella che ha sanzionato la possibilità di delegare alle regioni intere materie, in luogo delle singole funzioni nonché la circostanza che la delega di funzioni debba comunque avvenire sulla base del rispetto del principio di sussidiarietà;
altrettanto importante è l’intervento della Corte sui Lep, per i quali la Corte ha rilevato l’incostituzionalità della delega legislativa che ha limitato l’esercizio del potere legislativo da parte del Parlamento in quanto priva degli idonei criteri direttivi;
più in generale la Corte ha chiarito che eventuali condizioni particolari di autonomia devono essere compatibili con la struttura della nostra forma di Stato che, accanto all’autonomia, impone di garantire l’unità della Repubblica, la solidarietà tra le regioni, l’eguaglianza e la garanzia dei diritti dei cittadini, e l’equilibrio di bilancio;
in un’intervista al Corriere della Sera, il Ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, ha minimizzato i rilievi di illegittimità, affermando che “la gran parte dei rilievi mossi possono essere agevolmente superati in fase di attuazione della legge” e ha ribadito che l’iter legislativo non subirà ritardi e che le intese con le Regioni andranno avanti;
tuttavia, la stessa Corte nel comunicato rilasciato il 14 novembre ha dichiarato che “Spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua discrezionalità, colmare i vuoti derivanti dall’accoglimento di alcune delle questioni sollevate dalle ricorrenti, nel rispetto dei principi costituzionali, in modo da assicurare la piena funzionalità della legge”: -
se intenda proseguire nella stipula delle intese, come dichiarato dal Ministro Calderoli e in violazione di quanto stabilito dalla Corte costituzionale, ovvero se non ritenga opportuno disporre una moratoria delle intese fino a quando il Parlamento non sarà legittimamente intervenuto sui profili dichiarati incostituzionali.
“Il Governo Meloni spieghi perché l’Italia non ha recepito la direttiva su salario minimo. Che oggi, 15 novembre 2024, entra in vigore in tutta Europa. Si sono limitati a bocciare la proposta di legge unitaria delle opposizioni sostenendo che per loro conta solo la contrattazione collettiva che va rafforzata. Soltanto che non hanno fatto nulla in questo anno e mezzo per intensificarla, al contrario hanno ritardato persino l’applicazione della delega che avevano dato al Governo che è tuttora bloccata al Senato. Un gioco delle tre carte che ci racconta la totale insipienza di chi, anche in questa manovra, porta avanti politiche sbagliate che non garantiscono il pieno recupero del potere d’acquisto dei salari indeboliti dall’inflazione e che non mette in campo alcuna politica di contrasto all’espansione del lavoro povero. Persino sulla contrattazione collettiva i dati ci raccontano di una crescita dei contratti pirata e dell’assenza della contrattazione decentrata in tantissimi settori produttivi. Insomma, la Ministra Calderone non è pervenuta: brilla per assenza di iniziativa. Se non quella di bocciare una proposta di buonsenso ed europea delle opposizioni. Hanno il tempo di rifarsi e di riallinearsi con Francia, Germania e Spagna: approvino il nostro emendamento unitario alla manovra di bilancio. Non sprechino l’ennesima occasione per rispondere a 3 milioni e mezzo di donne e di uomini che guadagnano sotto i 9 euro lordi orari” così i capigruppo di opposizione nella commissione lavoro della camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5S), Franco Mari (Avs), Antonio D’Alessio (Azione).
Voglio innanzitutto esprimere la mia solidarietà a tutti gli oltre 300 lavoratori, diretti e degli appalti, colpiti dalla decisione di DFS Italia di cessare le proprie attività al Fondaco dei Tedeschi. Questa scelta è un duro colpo per la Città di Venezia e per il suo tessuto economico, ma che accende ancora una volta il faro su un modello di sviluppo tossico dove grandi gruppi internazionali vanno e vengono in laguna, sfruttando finchè serve il “brand Venezia” senza delle prospettive di investimento a lungo termine. Un modello che alimenta forme di lavoro precario che compromette la qualità della vita della città.
L’idea di Venezia solo come di una bella vetrina espositiva temporanea, ad uso e consumo di chi la vuole sfruttare, è inaccettabile. Ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo ai Ministri del Lavoro e delle Imprese di rispondere alla richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di aprire subito un tavolo con le parti per trovare una soluzione per i lavoratori coinvolti. Pretendiamo risposte chiare.
"La Consulta ha bocciato nel merito la riforma di Calderoli e della Lega sull'autonomia differenziata dimostrando, per l'ennesima volta, l'incompetenza di questo governo. Del resto, glielo avevamo detto durante il dibattito in aula, in tantissimi interventi, che questa legge faceva acqua da tutte le parti ed era contraria alla Costituzione. Ma loro non hanno sentito ragioni e sono andati dritti a sbattere. Nonostante Salvini tenti goffamente di minimizzare, è un'evidente débâcle e mi auguro che almeno questa volta ci risparmi la lagna dei "giudici comunisti": è la destra che vuole stravolgere i principi della nostra Costituzione a doversi assumere la responsabilità del fallimento". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Simiani e Peluffo: Lega presenta emendamento per assunzioni facili nell’Autority energia
“Germanà lancia il sasso e nasconde la mano. Che cosa vuol dire che non è stato informato di un emendamento presentato a suo nome che sembra essere cucito addosso alle caratteristiche di qualche figura che già lavora all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente? Dovrebbe spiegare meglio perché il testo dell’emendamento parla chiaro e conferma che La Lega non perde il vizio, dopo i ministeri adesso è la volta dell’amichettismo nelle Autority” così i capogruppo democratici nella commissione ambiente e attività produttive della camera, Marco Simiani e Vinicio Peluffo, commentano l’emendamento da Tilde Minasi e Antonio Germanà al Dl Ambiente in discussione al Senato.
Ecco il testo dell’emendamento amichettismo ritirato appena diventato pubblico.
“Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:
4-bis. Al fine di non disperdere le professionalità acquisite, nell'anno
2025 l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ARERA, è autorizzata
ad immettere nei propri ruoli con contratto a tempo indeterminato, previo
superamento di una prova selettiva per colloquio, il personale che risulti
in servizio da almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni,
con contratto a tempo determinato presso la medesima Autorità e che sia stato
reclutato per mezzo di procedure selettive pubbliche, anche semplificate; tali
assunzioni sono effettuate da ARERA nell'ambito della propria autonomia
organizzativa, contabile e amministrativa, senza nuovi o maggiori oneri per il
bilancio dello Stato, anche in deroga alla normativa vigente, comportando la
rideterminazione numerica della pianta organica di ruolo dell'Autorità”.
La manovra del governo Meloni fa cassa sugli italiani all’estero con un taglio verticale di 55 milioni, anche per finanziare la follia del progetto dei migranti in Albania. Il blocco della rivalutazione per i pensionati italiani all’estero, per recuperare 8 milioni, è un’ingiustizia e contrasta con le norme europee. Lo stop alla disoccupazione per i rimpatriati è una vergogna. Persone che hanno creduto nello Stato hanno deciso di rientrare, hanno generato nuove entrate tributarie non previste, adesso vengono penalizzate dal governo. Il Pd ha presentato emendamenti puntuali per sanare questa ingiustizia inaccettabile.
Così il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Alle gaffe sparate a ripetizione, tanto da meritarsi l'appellativo da parte del The Guardian di ‘politico votato alle brutte figure’, Gasparri ora tenta la scalata nella classifica dei pseudo storici imbroglioni. Lui può parlare oggi perché i comunisti italiani furono protagonisti della guerra di liberazione dalla tirannia fascista e perché Berlinguer fu leader di una forza politica che si impegnò, forte del consenso popolare, per affermare sempre più quei valori di libertà e di democrazia che oggi molti amici ed alleati di Gasparri vorrebbero annientare. Ne sanno qualcosa giornalisti, magistrati e lavoratori ai quali si vorrebbe chiudere la bocca attraverso leggi liberticidie e securitarie. La sinistra è contro la violenza ma non offre l'altra guancia quando i neofascisti di CasaPound vengono mandati a Bologna per provocare nei luoghi dove lo stragismo di destra ha orribilmente colpito. È meglio per Gasparri ritornare alla politica delle gaffe, dove è imbattibile, ma lasci perdere la storia, è argomento troppo serio per lui”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
Ecco le condizioni dei treni mentre il ministro insiste sul Ponte per il quale chiede ancora più risorse e accetta tagli ai trasporti e ai servizi garantiti dagli enti locali. È troppo impegnato a fare propaganda contro gli immigrati e perde di vista le condizioni di chi viaggia.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Oggi entra in vigore la direttiva europea sul salario minimo. Il Governo non l’ha recepita bocciando la nostra legge. La considerano addirittura pericolosa. Non è chiaro per chi. Forse per chi vuole sfruttare le persone pagandole una miseria. Continueremo a lottare per approvarlo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La crisi dei trasporti continua ma il Governo fa finta di non accorgersene. Alla domanda su quali sono gli effetti concreti delle iniziative attuate dal Ministro Salvini per le proprie dirette competenze e responsabilità per fronteggiare il problema della rete sovraccarica anche oggi non abbiamo avuto risposta. Intanto la stagione dei disagi e i disservizi continua soprattutto per pendolari e lavoratori che devono raggiungere il mezzogiorno e le aree interne, e insieme ai ritardi record cresce il prezzo dei treni che come denunciato dal Corriere della Sera per le prossime festività ha già raggiunto le stelle con biglietti già venduti anche a 340 euro per arrivare da Milano a Reggio Calabria. Salvini deve fare il ministro, non può continuare ad essere sempre assente tranne quando si presenta per tagliare il nastro dell'avvio di un cantiere!”, Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti che oggi ha presentato alla Camera in un'interpellanza urgente dei deputati pd al ministro Salvini.
“Apprendiamo inoltre dal Foglio - continua il parlamentare - che la privatizzazione di Fs va avanti e potrebbe riguardare la Rete dividendola tra una rete di serie a e una rete di serie b contribuendo a rendere ancora più alto il caro prezzi per i viaggiatori. L'esperienza inglese dimostra i gravi disastri che si determinano quando si privatizza un monopolio come l'infrastruttura ferroviaria". "Se l’obiettivo di questo Governo è non risolvere i problemi del trasporto ferroviario per poter giustificare una privatizzazione per fare cassa sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori, la nostra opposizione sarà totale nell’interesse nazionale che ormai il Governo dei Patrioti ha ormai completamente dimenticato", conclude Casu.
Lega sbaglia a minimizzare, Consulta ha smontato riforma
“La decisione della Consulta ha messo in evidenza criticità profonde nella legge sull'Autonomia confermando molte delle critiche che avevamo espresso in Parlamento. Minimizzare, come stanno facendo Salvini e Calderoli, è l’ennesimo strappo. Non si tratta di piccoli aggiustamenti la Corte ha chiarito i rischi e le falle di un’impostazione sbagliata alla radice che divide l’Italia, esaspera le diseguaglianze e penalizza il sud. La maggioranza è ancora una volta spaccata con Forza Italia che sta prendendo le distanze dal testo” così il deputato democratico Stefano Graziano arrivando alla cerimonia di avvicendamento del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri.
“Apprendiamo dagli organi di stampa che l'Iraq sta approvando una norma che abbasserà da 18 a 9 anni l'età legale per il matrimonio delle ragazze che consentirebbe agli uomini iracheni di sposare delle bambine ancor prima di essere divenute donne, rendendo così legale lo stupro infantile. La modifica giuridica, inoltre, priverebbe le donne del diritto al divorzio, all’affidamento dei figli e all’eredità. È del tutto evidente che i legislatori iracheni non considerino affatto cosa comportano i matrimoni precoci, quali conseguenze devastanti essi abbiano sulle vittime e ciò è confermato dalle parole della vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed e dalla risoluzione del Parlamento europeo che esorta l'Iraq a respingere integralmente e immediatamente la norma in questione e invita gli Stati membri dell’UE a condannare le modifiche proposte dai legislatori iracheni”. Così si legge nell'interrogazione a prima firma della deputata dem Laura Boldrini al ministro degli Esteri con cui si richiede di fare pressione sul governo iracheno, anche a livello comunitario e internazionale, affinché non si dia seguito alla modifica della legge sullo status personale che causerebbe immense sofferenze nelle bambine irachene, comporterebbe un enorme arretramento per i diritti delle donne e un crescente peggioramento della reputazione internazionale dell’Iraq.