governo ascolti grido d’allarme e modifichi norma al Senato
“Il governo ascolti il grido d’allarme degli agricoltori e torni indietro sulla norma del ddl sicurezza che affossa la filiera della canapa industriale” Così in una nota il deputato democratico, responsabile nazionale Sicurezza del Pd, Matteo Mauri.
“Oggi - aggiunge - anche Coldiretti critica duramente il governo per aver introdotto una norma che ucciderà un intero comparto imprenditoriale composto da migliaia di imprese, agricole e non solo, e di oltre 10.000 lavoratori.
Cioè esattamente quello che abbiamo detto in Aula alla Camera come PD. E su cui ieri il Capogruppo di FdI Foti ha provato inutilmente a replicare.
Peraltro - sottolinea Mauri - parliamo di un settore trainato dai giovani che vengono penalizzati ingiustamente e a cui vengono messi in discussione ingenti investimenti. Chiediamo al governo un ravvedimento e una marcia indietro nel corso dell’esame al senato.
Se la maggioranza non vuole ascoltare noi ascolti Coldiretti e tutte le altre associazioni di imprenditori agricoli della canapa".
"Giorgia Meloni in questi anni ha ripetuto i suoi mantra continuamente, ma il governo dei patrioti e per la famiglia non è stato in grado di produrre nessuna piccola azione che risulti efficace in tal senso. Solo slogan e propaganda. Siamo un Paese in cui è sempre più complesso riuscire a conciliare occupazione, carriera e cura dei figli. Le madri lavoratrici che rassegnano le dimissioni sono in aumento e questo per mancanza di servizi adeguati a sostegno della genitorialità. Tutto il peso del lavoro di cura grava allora sulle spalle delle madri. Per questo le donne, a parità di istruzione o addirittura con istruzione superiore rispetto agli uomini, ricoprono posizioni e percepiscono retribuzioni più basse. L’assenza di servizi all’infanzia o di misure dirette al work-life balance, come settimana corta o smart working, non consentono di conciliare il ruolo genitoriale con quello professionale. Leggiamo da indiscrezioni di stampa che ci sarebbero 5-6 miliardi da destinare alla famiglia. Bene. Chiediamo al governo di usarli per una misura strutturale che cambierebbe la vita di tante persone e incentiverebbe davvero la natalità: si chiama congedo paritario per entrambi i genitori, con 5 mesi pagati al 100% non trasferibile. Approviamo subito un congedo paritario pienamente retribuito per entrambi i genitori. Sarebbe un segnale forte e un atto concreto verso le politiche a sostegno della genitorialità. Sia la madre che il padre avrebbero diritto allo stesso periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, senza differenze di genere, per partecipare alla crescita e alla cura del figlio. Si passerebbe dalle politiche, invocate e mai attuate, di conciliazione pensate per le sole donne, a politiche di condivisione e conciliazione pensate per entrambi i genitori. Il governo esca dalla propaganda e si confronti con la nostra proposta che cambierebbe strutturalmente la legislazione attuale, che prevede solo 10 giorni di astensione dal lavoro per i papà, e rappresenterebbe un’azione diretta per il sostegno alle famiglie e di contrasto alla crisi della natalità". Lo dichiarano in una nota i deputati della segreteria nazionale PD Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche e welfare, e Cecilia Guerra, responsabile lavoro.
Comprendiamo l’imbarazzo di Foti, frutto del nervosismo che aleggia nella maggioranza e, soprattutto, tra i ministri di Fratelli d’Italia ormai alle prese con questioni che imbarazzano tutto il paese” così il deputato del Pd Matteo Mauri replica al capogruppo di Fdi, Foti. “Ancora una volta - aggiunge Mauri - registriamo la risposta arrogante di Foti che prova a mischiare le carte e butta la palla in tribuna. Non accettiamo lezioni sulla sovranità del parlamento da parte di un esponente del partito della presidente del consiglio Meloni che sta quotidianamente umiliando e minando le basi del corretto confronto democratico. Troviamo sorprendente che il ministro Lollobrigida si nasconda dietro al capogruppo alla camera invece di metterci la faccia. Evidentemente ha molto da farsi perdonare dagli imprenditori agricoli che non ha difeso e che in questo momento sono in grandissima difficoltà”.
"A meno di una settimana dal G7 della Cultura, il programma è stato finalmente reso pubblico superando una situazione imbarazzante determinata da una gestione fallimentare e personalistica del Ministero della Cultura sotto la guida di Sangiuliano. Nella comunicazione delle tappe del G7, il ministro Giuli ha omesso di chiarire un punto: Beatrice Venezi, (ex ?) consigliera del ministro della Cultura, pagata dal gabinetto del Collegio Romano, riceverà un compenso anche per la sua esibizione a Pompei o si esibirà a titolo gratuito?" Così in una nota la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.
"Il doppio standard ci seppellirà. L'Europa non ha perso tempo, giustamente, ad emettere sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. Questo, però, non è successo per quello che da undici mesi accade a Gaza e anche in Cisgiordania. E' una grave perdita di credibilità agli occhi del mondo intero. Come facciamo a chiedere il rispetto dei diritti umani ad altri paesi quando noi per primi usiamo due pesi e due misure a seconda di quale sia lo Stato interessato?
Non bastano più le esortazioni e gli appelli, non funzionano. Bisogna sanzionare Israele e porre fine all'invio di armi, come hanno già fatto il Canada e il Regno unito. Bisogna sospendere il Trattato di associazione Unione Europa - Israele che si basa proprio sul rispetto dei diritti umani. Non ci possono essere dubbi sulle violazioni in corso: affamare le persone è un crimine, bombardare gli ospedali e le scuole è un crimine, tagliare l'acqua alla popolazione civile è un crimine, uccidere i giornalisti e gli operatori umanitari è un crimine. Ha ragione Tajani a chiedere al Venezuela di garantire il diritto all'informazione per i giornalisti locali e internazionali. Ma se questo vale per il Venezuela, vale anche per Gaza dove, in undici mesi, sono stati uccisi 170 giornalisti palestinesi e ai media internazionali è vietato entrare.
Stiamo perdendo autorevolezza e dignità come Unione Europea e come Italia. Chi non si assume le proprie responsabilità di far rispettare le regole comuni che ci siamo dati è colpevole verso le vittime e verso il diritto internazionale. Così si torna al tempo della legge della giungla".
Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e componente dell'Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina alla conferenza stampa che si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati organizzata da Aoi, Arci, Assopace Palestina e Amnesty a cui hanno partecipato anche Raji Sourani, direttore e fondatore del Palestinian Center for Human Rights di Gaza, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati e Triestino Mariniello rappresentante legale delle vittime di Gaza alla Corte penale internazionale.
Solidarietà a Stefania Battistini e a Simone Traini e a tutti i giornalisti liberi che rischiano la vita per fare informazione. Il loro è un lavoro prezioso e irrinunciabile per le nostre democrazie
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Lollobrigida batta un colpo, via norma senza senso voluta da Palazzo Chigi
“Lo stop alla canapa industriale è insensato: la norma del ddl sicurezza azzera una filiera agricola ad alto valore aggiunto, trainata soprattutto dai giovani. Siamo davanti a un vero e proprio atto d’imperio che penalizza numerosi investimenti privati determinando ingenti danni in termini economici e occupazionali. Il governo ci ripensi e risponda all’appello delle associazioni agricole: Lollobrigida si svegli e batta un colpo cancellando quella norma senza senso voluta direttamente da Palazzo Chigi.”. Così la deputata democratica e responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
“L’inserimento della giornalista del Tg1, Stefania Battistini, e dell’operatore Rai, Simone Traini, nella lista dei ricercati del ministero dell’interno russo è gravissimo e preoccupante” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, in cui esprime solidarietà a Battistini e Traini e chiede al Governo di garantire la loro massima sicurezza”
Stop alla canapa industriale voluto da Palazzo Chigi nel silenzio di Lollobrigida
"Con quale faccia Foti si permette di fare la morale all'opposizione sulla sovranità del Parlamento? Il capogruppo di Fdi non sa di cosa parla: il ddl sicurezza è di iniziativa governativa e l’emendamento sulla canapa industriale lo ha promosso direttamente palazzo Chigi” così, in una nota, il deputato democratico e responsabile sicurezza del PD, Matteo Mauri, replica al capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, che ha criticato le posizione del Pd sulla canapa industriale esposte durante l’esame del Ddl Sicurezza alla Camera. “Le norme che metteranno in ginocchio il settore della canapa industriale – spiega Mauri - sono contenute in un Ddl governativo e sono state introdotte in commissione con un emendamento promosso dalla Presidenza del Consiglio, su richiesta esplicita del sottosegretario Mantovano. Davanti a questa invasione di campo, nel silenzio assordante di Lollobrigida, le parole di Foti sulla sovranità del Parlamento risultano ridicole e fuori luogo. Peraltro, ricordiamo a Foti che il governo ha messo la fiducia oltre 60 volte in neanche due anni, praticamente una ogni 10 giorni. E che le assenze dei ministri sono ormai la prassi anche durante l'esame di provvedimenti che riguardano le materie di propria competenza. “Foti – aggiunge Mauri – ha anche il ‘coraggio’ di dire testualmente che "la filiera della canapa non verrà toccata". Lo informiamo che purtroppo non è così, verrà distrutta, e lo dimostra il fatto che le aziende del settore stanno già lasciando il nostro paese. Facciamo una proposta a Foti: riceva le associazioni degli imprenditori della canapa, magari insieme al grande assente di questa vicenda, il ministro Lollobrigida. E si faccia spiegare bene da loro come stanno le cose, alla presenza di tecnici di sua fiducia. E poi faccia depositare a Fdi un emendamento per cancellare o modificare in profondità questa norma scellerata nel passaggio al Senato”.
“Il Governo Meloni vuole riaprire le centrali nucleari ma non riesce nemmeno a gestire in maniera seria ed efficace la messa insicurezza dei rifiuti radioattivi presenti attualmente nel nostro paese. Il caos Sogin, il cui amministratore delegato è stato nominato nonostante indagini e a suo carico, è la cartina tornasole di una destra che nomina solo gli amici, annuncia progetti futuristici ma è totalmente incapace di garantire la sicurezza dell’esistente”: è quanto dichiara una nota congiunta di Marco Simiani e Vinicio Peluffo, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Ambiente ed Attività Produttive di Montecitorio sull’attività della società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“Sulle politiche energetiche in generale e sul nucleare in particolare l’approccio del Ministro Urso è sconcertante. Non c’è nessuna programmazione seria mentre viene boicottato il rilancio delle rinnovabili; i risultati sono evidenti: costi in aumento e insostenibili per famiglie ed imprese ed extraprofitti solo per i grandi colossi del settore”: conclude la nota.
“Seimila euro sono elemosina che romagnoli non meritano”
Bene l’ordinanza del credito d'imposta annunciata oggi da Figliuolo per la ricostruzione post alluvione in Romagna. Chiediamo allora che il governo torni in Parlamento per modificare la norma sugli indennizzi ai privati e finalmente si facciano giungere le risorse al settore agricolo che ancora non ha visto un euro. Si conferma purtroppo quanto abbiamo sostenuto da mesi, ovvero che le risorse ci sono e che i seimila euro per gli indennizzi relativi ai beni mobili distrutti o danneggiati dall'alluvione sono un’elemosina che i romagnoli non meritano.
Così la deputata del Pd Ouidad Bakkali.
Distrutta filiera agroindustriale d’eccellenza
“15mila persone, 3mila imprese, 500 milioni di fatturato. Il governo Meloni ha appena distrutto un pezzo di filiera agroindustriale di eccellenza italiana nel campo della cosmesi, del florovivaismo, degli integratori alimentari, dell'erboristeria. La maggioranza ha appena votato l'art. 18 del Ddl Sicurezza che vieta la produzione di cannabis light. Un governo in affanno, dilaniato da continui scandali, che annaspa ogni ora di più, che cerca di recuperare consenso da zero virgola facendo credere al Paese che la cannabis light produca un effetto drogante e che per questo debba essere resa illegale. Si continua a prendere in giro l'Italia e gli italiani, mandando 15mila persone su una strada per raccattare qualche voto con l'inganno. Com'era? Prima gli italiani? Certo, come no”.
Così sui social Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali alla Camera e componente della segreteria nazionale del Partito.
“Sulla vicenda della canapa industriale si è realizzata la tempesta perfetta generata dal furore ideologico di Palazzo Chigi e di alcuni partiti di maggioranza che come al solito, non curandosi degli interessi nazionali, hanno voluto mettere nel ddl Sicurezza la loro bandierina ideologica”. Lo dichiara il deputato dem Matteo Mauri intervenendo in Aula durante la discussione sul ddl Sicurezza.
“L'emendamento di Governo contro la canapa è stata scelta scellerata - continua Mauri - che ucciderà a breve un intero comparto imprenditoriale composto da migliaia di imprese, agricole e non solo, e di oltre 10.000 lavoratori. Le associazioni di categoria hanno chiesto più volte al governo di fare marcia indietro e di essere ricevuti. Tutte iniziative che purtroppo non hanno ricevuto risposta. Al governo poco importa se migliaia di imprese chiuderanno e se ne frega se molti imprenditori, spesso molto giovani, che hanno investito su un'attività legittima ora si troveranno sul lastrico”. “Una scelta di una gravità assoluta – conclude Mauri - certificata dalla scomparsa del ministro Lollobrigida che invece di difendere gli interessi del settore agricolo si è adeguato alla volontà della Presidente Meloni. Assurdo tra l'altro che un Dipartimento della Presidenza del Consiglio sia stato costretto a pubblicare una smentita preventiva sull'interpretazione della norma ancora prima che si votasse alla Camera. Una cosa mai vista prima. Che dimostra l'assoluta malafede di chi ha pensato, voluto e proposto questa ennesima arma di propaganda ideologica. Che dà un altro colpo agli interessi dell'Italia".
La norma contenuta nell'articolo 18 del provvedimento in esame è puramente demagogica. Con il pretesto di maggiore rigore sull'utilizzo di sostanze stupefacenti, in realtà il Governo fa tutt'altro. Vieta la produzione e commercializzazione di prodotti utilizzati in numerosi settori industriali ed agricoli. Migliaia di aziende italiane che danno lavoro a tantissime persone, giovani in particolare, saranno distrutte, messe fuori legge da una norma incomprensibile. Peraltro oltre al danno rischia di aggiungersi la beffa, perché la giurisprudenza europea ha già vietato questo tipo di normative nazionali che impediscono la vendita dei prodotti in oggetto derivanti dalla canapa realizzati da imprese europee. Potremmo trovarci di fronte al paradosso di poter avere in Italia prodotti europei ma non più quelli italiani. Altro che tutela del Made in Italy.
“Fermatevi, tornate indietro. Se non volete ascoltare noi abbiate l’accortezza di ascoltare le associazioni di settore e le organizzazioni agricole che vi chiedono di non introdurre il divieto di produzione e di commercializzazione della cannabis light che ha consentito di avviare una importante filiera economica con un fatturato annuo di oltre 500 milioni di euro e decine di migliaia di posti di lavoro, soprattutto giovani imprenditori. Chiediamo al governo stralciare la norma che ha introdotto il divieto per favorire un ulteriore approfondimento e poter valutare con le parti sociali. Rimuovete il furore ideologico che ha animato la vostra folle scelta, non potete affossare un comparto produttivo di eccellenza, parte integrante del Made in Italy. Da domani con il vostro emendamento il mercato oggi legale sarà occupato dalla malavita organizzata con ben altre finalità. Continuate a voltare le spalle agli interessi del Paese”.
Lo ha dichiarato in Aula, durante la discussione del Ddl Sicurezza, Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera.