Approvare mia Pdl su svolgimento formazione
“L’ennesimo incidente sul lavoro, l’ennesima morte, questa volta nella mia provincia. A Canicattì. Un giovanissimo operaio di soli 21 anni ha perso la vita perché travolto da un carrello elevatore che stava manovrando. In una provincia, la mia, in cui i giovani vanno via per cercare un futuro migliore è un dolore dover constatare che chi prova a restare debba morire di lavoro. In attesa che le autorità competenti chiariscano quanto avvenuto, non possiamo che continuare a chiedere che si faccia il possibile per evitare altre tragedie come questa. Solo nel primo trimestre del 2024 sono stati registrati già 191 decessi per incidenti sul lavoro. Un bollettino di morte, che purtroppo è destinato a crescere. Tante volte abbiamo chiesto al Governo nazionale di dare attenzione alla prevenzione, potenziando le attività di formazione e vigilanza. Tutte le istituzioni devono sentirsi coinvolte in una battaglia comune sui temi della salute e sicurezza sul lavoro. È evidente che è necessario capire cosa non va e cosa va cambiato nell’attuale normativa. Il mio impegno, come componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla salute e la sicurezza sul lavoro, va in questa direzione. Ho depositato a febbraio una PdL che si propone di modificare il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, rispetto all’accreditamento dei soggetti che erogano la formazione a distanza dei lavoratori e, quindi, rispetto alla certezza dell’erogazione e dello svolgimento della formazione. Oggi la mia vicinanza e il mio cordoglio va alla famiglia e a tutta la comunità di Canicattì”.
Così la deputata democratica della Commissione parlamentare di inchiesta sulla salute e la sicurezza sul lavoro, Giovanna Iacono.
“La destra la smetta di attaccare il segretario della Uil Bombardieri, che oggi ha presentato uno studio serio sugli incidenti sul lavoro denunciando le politiche inefficaci del governo. Anziché attaccarsi a una battuta sulla ministra Calderone si confrontino con i problemi posti dal sindacato. Che sono tutti di merito. La patente a punti non funziona, le prescrizioni sugli incidenti sul lavoro sono intollerabili, l’assenza di misure di contrasto al lavoro nero sono evidenti. Non basta qualche provvedimento spot preso sulla scia dell’emergenza per dire che si sta risolvendo questa pandemia di morti quando rispetto allo scorso anno sono persino in aumento. Serve una politica e serve un confronto costante con le parti sociali. Dopo 18 mesi di governo non vale più il giochetto su quelli che c’erano prima, soprattutto se questo è il governo che ha liberalizzato i subappalti a cascata, tolto le causali sui contratti a termine, reintrodotto i voucher. Chi è precario muore il doppio di chi ha un lavoro stabile. Questo i colleghi della destra e la ministra Calderone lo sanno?”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Meloni porta l’Italia all’isolamento in Europa, l’asse con Orban colloca il nostro paese all’opposizione. Per interessi di partito la presidente del consiglio si macchia di una grave responsabilità che avrà effetti negativi per gli italiani e le italiane. Pur di strizzare l’occhio all’estrema destra, Meloni umilia l’Italia” Così in una nota il capogruppo democratico nella Commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano.
"Dopo due giorni di scuse di FdI conseguenti all'inchiesta di FanPage, oggi la Meloni minaccia la stampa libera rea di aver scoperchiato i rigurgiti fascisti, razzisti e antisemiti della sua organizzazione giovanile. Qual è il vero volto di FdI? Quella che prende le distanze dagli insulti antisemiti e dalle avocazioni naziste, che celebra dimissioni dei giovani dirigenti di cui si scopre non essere state volontarie ma richieste dai vertici del consiglio nazionale della gioventù già una settimana fa, oppure quella che accusa la stampa di fare inchieste da cui emerge questo schifo. Riesce la presidente Meloni a chiudere con il suo inquietante passato che è ben rappresentato dalla fiamma nel simbolo? Riesce la presidente Meloni a dirsi antifascista senza alcuna ambiguità? Se ci riuscirà sarà un bene per il Paese e per la democrazia e forse in Europa emergerà un diverso trattamento. Anche perché per difendere il gruppo politico a cui appartiene sta causando un ridimensionamento del ruolo dell’Italia. Si fermi e metta la patria al primo posto, è ancora in tempo". Così il deputato dem Silvio Lai.
Trovo inspiegabili le decisioni prese ieri sera dalla maggioranza del Consiglio Comunale di Treviso. Siamo al paradosso: con una mano si concede la cittadinanza onoraria a Giacomo Matteotti, motivandola con l’adesione profonda ai valori che lui incarnava, e con l’altra si conserva la cittadinanza onoraria concessa 100 anni fa a Benito Mussolini, che dell’omicidio di Matteotti fu mandante e responsabile, perché il fatto è “storico” e “datato”.
Eppure Giacomo Matteotti fu ucciso proprio per i valori che rappresentava. Giustamente le forze di opposizione e il Partito Democratico, che ringrazio, hanno chiesto con la mozione di minoranza che si eliminasse questa paradossale ambiguità: i voti di ieri sera erano afferenti alla storia immobile e monumentale, oppure forse alla memoria, viva, che respira ogni giorno anche grazie alle nostre scelte politiche?
Quel delitto conserva una grande portata storica e simbolica a maggiore ragione oggi, nell’anno in cui si ricordano i 100 anni dall’accaduto e nei giorni in cui un’inchiesta di Fanpage scoperchia come nell’organizzazione giovanile della principale forza di governo si coltivino rigurgiti di antisemitismo, neofascismo e su queste questioni non dovrebbe esserci che unità, invece spiace constatare che la maggioranza a sostegno dell’amministrazione Conti forse ha fatto i conti con la storia del nostro paese solo a metà: non a caso, in questa discussione su fatti “storici, circoscritti e datati” erano assenti i consiglieri comunali che vengono dal percorso di Forza Nuova.
È sicuro, Mario Conte, che la nostra città, Medaglia d’oro al valore militare, non meriti una discussione più matura, consapevole e attaccata alla realtà, che mai può prescindere dalla storia?
Così la deputata del Pd Rachele Scarpa.
“Voglio manifestare a Matteo Lepore ed a Federica Mazzoni tutta la mia solidarietà per le contestazioni che hanno subito alla festa dell’ANPI.
Trovo peraltro veramente assurdo che chi si dichiara antifascista decida di mettere in atto azioni come queste alla festa dell’ANPI. L’ho detto in diverse occasioni e lo ribadisco: una cosa è la legittima protesta espressa in modo democratico e non violento, esercitando il sacrosanto diritto alla libertà di espressione e di opinione, altra cosa è la crescita evidente di episodi di intolleranza. Siamo peraltro a pochi giorni dalle scritte che hanno minacciato di morte l’Assessore Borsari e dagli atti vandalici rivolti contro un circolo del Partito democratico.
Tutte le forze politiche devono condannare con chiarezza qualunque forma di violenza ed intolleranza. Bologna, città medaglia d’oro della Resistenza, ha pagato un altissimo prezzo di sangue alla causa della libertà e della democrazia, che oggi vanno difese senza alcuna ambiguità”.
Così Andrea De Maria Deputato PD.
Cara Meloni, Fanpage non è un partito, non è un pezzo di Stato.
“È la stampa bellezza! E tu non puoi farci niente, niente”.
Solidarietà a Francesco Cancellato e ai giornalisti liberi.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Ora se la prendono col metodo giornalistico di Fanpage. Ma se non ci fosse stata questa inchiesta Giorgia Meloni avrebbe continuato a comportarsi come Alice nel Paese delle Meraviglie. La puzza di ‘regime’ non proviene dal giornalismo libero che fa il proprio mestiere, ma da chi prova a dire che non devono intromettersi negli affari del primo partito del Paese. Invece il problema è serio, molto serio. Perché queste non sono ragazzate. Rivelano purtroppo un brodo di coltura nel quale sono stati allevati i giovani di Fdi. Che non sono altra cosa rispetto a un partito presuntamente depurato da fascismo, antisemitismo, razzismo. Dunque, il vittimismo per una volta lo lascino fuori dalla porta. I dirigenti di Gioventù nazionale sono stati per anni protetti dall’inner circle di Giorgia Meloni. Hanno avuto potere, risorse, accesso ai ministeri e al Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervistato da Fanpage.
“Ora - aggiunge - troveranno qualche capro espiatorio. Anche se con molta calma, visto che le stesse dimissioni di Flaminia Pace dal Consiglio Nazionale dei Giovani sono state chieste e ottenute dalla dirigenza di questa struttura e non dal Partito. E senza nessuna condanna delle minacce nei confronti della segretaria Pd, Elly Schlein. Anche questo è rivelatorio di un maquillage per passare la nottata. Aprano invece - conclude - una riflessione vera sui fondamentali e partano dai propri cattivi maestri. Perché gli alunni indisciplinati sono figli di quella impronta lì, le frasi terribili che hanno pronunciato non sono tutta farina del loro sacco”.
"Top jobs europei: buona notizia per l'UE che l'accordo sia stato equilibrato e rapido, grande soddisfazione per Antonio Costa Presidente EUCO.
Ora come progressisti europei al lavoro su un programma di legislatura per un'Europa sociale, sostenibile, contro i nazionalismi." Così Nicola Zingaretti commenta su X la nomina di Antonio Costa.
"La fibromialgia è una patologia invalidante che interessa oltre 2 milioni di italiani. È venuto il momento che lo Stato riconosca questa malattia per dare sostegno sanitario, psicologico ed economico ai pazienti e ai loro familiari, impulso alla ricerca e quindi maggiore incisività per diagnosi e cura. Serve garantire una diagnosi precoce, oggi ancora un miraggio e una presa in carico multidisciplinare che garantisca la miglior cura possibile, da erogare in modo uniforme in tutto il paese”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati dem Marco Simiani, Gianni Girelli e Ilenia Malavasi.
“In Parlamento – continuano gli esponenti democratici - sono state presentate da tempo numerose proposte di legge su tale tematica da parte di esponenti di partiti di maggioranza e opposizione. Facciamo un appello al Presidente della Camera Lorenzo Fontana e al Presidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio Ugo Cappellacci, affinché promuovano una calendarizzazione e una discussione rapida ed efficace del provvedimento. Questa legge può aiutare a modificare la vita di molte persone, soprattutto donne, che chiedono diritti, per una qualità di vita dignitosa".
“Per la prima volta l’Italia è fuori dalla partita delle principali nomine europee, Meloni ha operato come capo di partito anziché come presidente del Consiglio. Una grave responsabilità: ha sacrificato gli interessi degli italiani sull'altare degli interessi e degli equilibri interni ai gruppi estremisti di destra suoi alleati. Un risultato disastroso, l’Italia merita di più”, così il capogruppo democratico nella commissione Affari europei, Piero De Luca.
“Da italiana, chiedo a Giorgia Meloni: è vero, come scrivono alcuni giornali, che nei negoziati europei ha messo da parte gli interessi del nostro paese per non mollare quelli della sua parte politica? È vero che all’Italia preferisce l’estrema destra europea?” Così su X la deputata democratica, Lia Quartapelle.
“La seconda puntata dell'inchiesta di Fanpage Blackstairs conferma che nel partito di Giorgia Meloni e in particolare nella sua giovanile il fascismo è diffuso, rivendicato, difeso. E ciò di per sé sarebbe già grave ma a questo si affiancano le rivendicazioni del terrorismo nero, il razzismo e l'antisemitismo, le offese e le minacce a esponenti politici come la senatrice Mieli (a cui va la nostra solidarietà) e soprattutto alla nostra segretaria, Elly Schlein, che alcuni militanti di Fratelli d'Italia auspicano di vedere ‘impalata’. Tutto ciò è terribile e nefasto ed è assurdo che Giorgia Meloni non abbia ancora sentito il bisogno di esprimersi e prendere le distanze. Vergogna. Tagliare definitivamente i ponti con tutto questo sarebbe il minimo richiesto alla premier di un Paese democratico e antifascista”.
Così sui social il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
Vorrei esprimere anche a nome delle deputate e dei deputati del Pd, vicinanza e solidarietà al collega Claudio Stefanazzi per l’inaccettabile atto di intimidazione subito. Respingiamo con forza ogni tentativo di prevaricazione da parte di chi crede di poter minare il libero confronto democratico con minacce e violenza.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera dei deputati.