"La crisi aziendale che ha investito l'Agenzia di stampa Dire ha conosciuto un ulteriore aggravamento con la decisione della società editrice, Com.e, di procedere al licenziamento di 14 dipendenti. Il Dipartimento dell'editoria della Presidenza del Consiglio ha sospeso l'erogazione dell'ultima tranche dei fondi pubblici per il 2023, nonché la ammissione della Dire al nuovo bando di finanziamento pubblico. La stessa azienda editrice, nella notte di Capodanno, con una mail inviata alle ore 22, ha sospeso altri 17 dipendenti con una iniziativa peraltro palesemente non rispondente ai contratti di lavoro in essere.
La Dire rappresenta un riferimento fondamentale per il nostro sistema dell'informazione, una voce libera e di qualità che va salvaguardata.
Riteniamo che non debbano essere lavoratori di grande professionalità a pagare per le scelte di altri.
Abbiamo presentato, come Partito Democratico, una interrogazione alla Camera, a firma di Andrea De Maria, Piero De Luca e Piero Fassino
Chiediamo quali iniziative intenda assumere il Governo per favorire la continuità aziendale e la salvaguardia del posto di lavoro per tutti i dipendenti e come intenda agire per consentire la erogazione dei finanziamenti pubblici sospesi, nonché l'accesso ai bandi 2024".
Così Sandro Ruotolo, Responsabile Informazione della Segreteria Nazionale del PD e Andrea De Maria, Deputato PD.
"Non è in discussione l'umana pietà per i morti e neanche la condanna della violenza politica di ieri e di oggi. Tutta, senza distinzione. Ma il saluto romano, fatto in occasione del ricordo di Acca Larentia, è esso stesso simbolo di morte, violenza e sopraffazione.
Per questo dovrebbe essere condannato in primo luogo dalle forze politiche. Tutte. Chi non lo fa è complice”. Lo dichiara il deputato del Pd, Nicola Zingaretti.
Hamza Dahdouh aveva 27 anni e faceva il reporter da Gaza per Al Jazeera, come suo padre. È stato ucciso insieme al collega Mustafa Thuraya durante un raid dell'aviazione israeliana mentre viaggiava su un'auto con la scritta "Press". Prima di lui era già stata sterminata quasi tutta la sua famiglia tranne, appunto, il padre Wael.
Sono 109 i giornalisti, quasi tutti palestinesi, uccisi dall'esercito di Tel Aviv dall'inizio dell'offensiva di Israele a Gaza, seguita al terribile attacco di Hamas del 7 ottobre. Professionisti, morti mentre facevano il loro lavoro, unici testimoni diretti di quello che accade nella Striscia poiché Israele arbitrariamente impedisce ai giornalisti internazionali di entrare. L'ennesima, deprecabile, carneficina contro cui poche sono le voci che si alzano. Una strage nella strage delle oltre 22mila vittime palestinesi, il 70% delle quali sono donne e bambini.
L'Onu denuncia che Gaza è ormai "inabitabile" e l'Unicef ha lanciato un allarme sanitario per un'epidemia di diarrea che mette a rischio la vita di migliaia di bambini.
Il cessate il fuoco non è più rimandabile, ma da troppo tempo non è all'ordine del giorno. Una indifferenza che lascia a Netanyahu e al suo governo di estrema destra la possibilità di continuare a commettere crimini di guerra di cui, prima o poi, dovranno rispondere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Ecco perché neanche una parola della Meloni sul Pnrr: zero certezze per le opere dei Comuni cioè per le periferie, per i servizi, per i trasporti. Si erano impegnati a trovare risorse alternative e invece una circolare del ministero blocca i finanziamenti. Bugiardi e incapaci.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Dichiarazione di Arturo Scotto , capogruppo Pd in commissione Lavoro
Giorgia Meloni parla ormai solo degli italiani che ce l’hanno fatta. La sua conferenza stampa descrive un paese che non esiste perché non vede quanto anche sotto il suo governo la diseguaglianza sia cresciuta. Oggi è il “fat cat day”, che per i grandi manager di tutto il mondo significa una cosa semplice: a meno di una settimana dall’inizio del 2024 hanno già guadagnato quanto il proprio dipendente in un intero anno solare. Spesso arrivano a prendere addirittura 300 volte in più chi lavora per loro. Mi domando se di fronte un’ingiustizia così sfacciata come si faccia a dire no a una misura di civiltà come il salario minimo e continuare indebolire il lavoro favorendo attraverso leggi sbagliate contratti a termine, precari o intermittenti. Giorgia Meloni deve spiegare questo: il resto sono chiacchiere”.
Dopo mesi di richieste del Partito Democratico, finalmente il MIT ha raccolto l'esigenza del cluster portuale di veder progati i sostegni al lavoro portuale, tuttora fortemente colpito da crisi internazionaili e inflazione. Il Ministero ha deciso di battere un colpo e ora parla di un emendamento che starebbe preparando al Milleproroghe.
Bene, meglio tardi che mai, visto che in questi mesi le nostre richieste attraverso emendamenti e ordini del giorno presentati dal Partito Democratico sul Decreto Proroghe, Anticipi e sulla Legge di bilancio, non sono state ascoltati.
Ma poichè gli emendamenti oltre che annunciati e preparati vanno anche approvati in Aula, visti i precedenti e il licenziamento del Milleproroghe senza il sostegno al lavoro portuale, continueremo a vigilare sulla necessità di sostenere il lavoro portuale, pronti a presentare nuovamente i nostri emendamenti se anche questa volta le promesse si rivelassero vane.
Lo scrive su X Arturo Scotto, deputato Pd
La sinistra italiana perde una figura appassionata, rigorosa, intelligente. Felice #Besostri è stato dirigente e senatore socialista. Un grande difensore della Costituzione italiana a cui ha dedicato la sua vita e la sua straordinaria attività di avvocato. Ci mancherà molto.
Un uomo determinato e lucido che ha sempre lavorato per l’unità delle forze popolari e progressiste. Di Giulio Santagata ricorderemo l’esempio, la politica come passione, il confronto come anima di ogni progresso. Alle famiglia la vicinanza delle deputate e dei deputati del Pd.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Presentata interrogazione ai ministri Nordio e Piantedosi”
“Chiediamo ai ministri Nordio e Piantedosi di chiarire urgentemente lo svolgimento dei fatti relativi ad una vicenda che ha visto protagonisti il sottosegretario alla giustizia Delmastro delle Vedove, gli agenti della sua scorta e alcuni agenti della polizia penitenziaria del carcere di Biella, nonché congiunti di questi, che risulta abbiano partecipato ad una festa di Capodanno a Rosazza in provincia di Biella”. Lo scrivono in una interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia, i deputati Pd Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia e prima firmataria, Federico Gianassi, capogruppo in commissione Giustizia e i colleghi Michela Di Biase , Marco Lacarra e Alessandro Zan.
“Apprendiamo da una ricostruzione del quotidiano La Repubblica che quella notte, non solo – si legge nell’interrogazione- un colpo partito dalla pistola legalmente detenuta dal deputato Emanuele Pozzolo, di FDI, presente alla festa, ha ferito seriamente alla gamba il genero del suo caposcorta, Luca Campana, ma che avrebbero esploso alcuni colpi di pistola anche alcuni degli agenti presenti alla festa, a cui erano presenti anche dei bambini”. “Questa vicenda – annotano i parlamentari Pd- è molto grave e chiama pesantemente in causa i ministri Nordio e Piantedosi, poiché vede coinvolti un sottosegretario alla giustizia, che ha tra le sue deleghe quella al DAP, agenti della Polizia penitenziaria e loro parenti, tra i quali la vittima, e agenti di scorta del sottosegretario stesso.” Gli esponenti del Pd hanno quindi chiesto a Nordio e Piantedosi “se non ritengano necessario, nel pieno rispetto dell’azione della magistratura, accertare le reali responsabilità in capo agli stessi, se i comportamenti tenuti siano compatibili con il ruolo dagli stessi ricoperto, se alla festa abbiano partecipato anche agenti impiegati presso il carcere di Biella che risultano sotto processo per tortura, nonché la qualità degli eventuali legami tra il sottosegretario Delmastro e gli ambienti della penitenziaria piemontese.”
Grazie al Presidente Antonio Parisella per la coraggiosa scelta di continuare a tenere sempre aperto il Museo Storico della Liberazione di Via Tasso nonostante che dal 20 dicembre sia senza vertici non avendo ancora provveduto il Ministero della Cultura a rinnovare gli incarichi di competenza. Chi si riconosce nei valori della Costituzione deve essergli grato perchè nessuna ragione può permettere che nel luogo di reclusione e tortura delle SS durante l’occupazione nazifascista della Capitale possa spegnersi la luce che grazie al lavoro di tutte le persone che operano nel Museo permette ogni giorno a studenti, studiosi, cittadine e cittadini di vedere e toccare con mano la dolorosissima pagina di storia che ha portato la città di Roma ad ottenere la medaglia d'oro al valor militare per la guerra di Liberazione. Sull’importanza della difesa dei luoghi che tengono viva la memoria degli orrori del nazismo e del fascismo non possono esserci divisioni politiche ma solo un bivio: andare avanti e continuare a onorarli o tornare indietro e scegliere di cancellarli.
Così il deputato del Pd Andrea Casu.
Milano, Modena, Lucca, Bologna. A gennaio in tutte queste città si terranno iniziative “culturali” propagandiste filo-Putin. A Lucca parlerà Aleksandr Dugin il filosofo ultranazionalista e tradizionalista, ideologo del regime di Putin e oggetto di sanzioni. A Modena noti agenti di influenza di Mosca, accompagnati dal console generale russo, racconteranno di come i russi stanno ricostruendo Mariupol, città martire dopo che l’esercito russo l’ha rasa al suolo. A Milano, invece, il convegno sarà dedicato alla figlia di Dugin e sarà ospitato da una casa editrice che pubblica testi di estrema destra. Si tratta di una campagna di influenza e disinformazione, organizzata in modo deliberato da ambienti putinisti, con l’obiettivo di diffondere la propaganda del Cremlino sull’invasione russa dell’Ucraina.
Questa macchinazione non può passare sotto silenzio. Devono reagire le amministrazioni locali in qualche modo coinvolte come a Modena, dove l’amministrazione comunale ha concesso l’uso di una sala. Chi propaganda le azioni di un regime invasore non può essere ospitato gratuitamente in uno spazio pubblico. Deve reagire la società civile e soprattutto deve reagire il governo: una iniziativa è una iniziativa, due iniziative sullo stesso tema sono una coincidenza. Tre, addirittura quattro diventano una prova di una campagna di influenza deliberatamente orchestrata. Questa destra, che si riempie la bocca della parola sovranità, cosa sta facendo per evitare che l’Italia diventi oggetto di una campagna di pressione organizzata da un regime ostile?
Così sui social Lia Quartapelle, deputata PD e vicepresidente della commissione Esteri della Camera.
Post su Fb del deputato Pd Gianni Cuperlo
“Una notizia buona però c’è e sarà il confronto televisivo tra la presidente del Consiglio e la segretaria del Pd. Sul punto coltivo due speranze. Che il confronto avvenga presto. E che le regole di Palazzo Chigi prevedano anche il diritto di parola per Elly”. Si chiude così un lungo post su Facebook del deputato Pd Gianni Cuperlo a commento della conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Cuperlo, immaginando anche la possibilità di replica da parte dell’interrogante, scrive che “forse la sceneggiatura avrebbe potuto cambiare in meglio, intendo nella logica della verità dei fatti”. E il deputato del Pd fa molti esempi come quello sul premierato dove, con “il testo attuale il capo dello Stato è obbligato a sciogliere le Camere a meno che non riesca a individuare un premier alternativo tra i parlamentari (solo i parlamentari!) della maggioranza che ha vinto le elezioni.” O sull’autonomia differenziata, dove viene contestata l’affermazione secondo la quale “con l’autonomia differenziata nulla si toglie a una regione per darla a un’alta.” “Non è così -scrive Cuperlo-, evidenziando una “contraddizione” nel presidente del Consiglio, citando il servizio Studi del Senato: “le regioni del Mezzogiorno più povere, ovvero quelle con bassi livelli di tributi erariali maturati nel territorio, potrebbero avere maggiori difficoltà ad acquisire le funzioni aggiuntive“, che tradotto significa penalizzare in termini di servizi pubblici essenziali la parte del paese che di quei servizi di qualità continua ad avere più bisogno.” Cuperlo si immagina anche una replica sulla questione degli appalti Anas. Per l’esponente Pd “i fatti oggetto dell’inchiesta riguardano un arco di tempo che va dal 2021 al 2023, alcuni di questi elementi sono relativi al ministero oggi guidato dal leader della Lega che avrebbe il dovere di riferire al parlamento l’esistenza o meno di condizionamenti in essere sul versante strategico di appalti per centinaia di milioni di euro. Il garantismo in questo caso non c’entra nulla, siamo di fronte a una questione politica che non può essere trattata come la polvere sotto il tappeto.” Cuperlo passa in rassegna “replicando” tutte le questioni sollevate nella conferenza stampa e sul tema della “ricattabilità” della premier, il parlamentare Pd osserva che “una grande democrazia come la nostra non può tollerare che il capo del governo esca con tali affermazioni sottraendosi all’obbligo di spiegare a cosa concretamente si riferisca e se sia a conoscenza di qualche pericoloso tentativo di condizionare le scelte strategiche del nostro sistema-paese. L’affermazione è perciò un misto di incoscienza, inconsapevolezza e irresponsabilità. Prima Meloni lo capisce, meglio sarà per gli italiani.”
Dichiarazione di Stefano Graziano, capogruppo Pd Vigilanza
Le parole del presidente Mattarella sul pluralismo dell’informazione devono rappresentare per tutti noi una bussola irrinunciabile. Non c’è democrazia se la voce è una sola . Il pluralismo è condizione essenziale per una democrazia solida e matura. Non possiamo quindi far finta di nulla nel momento in cui molti operatori dell’informazione vivono in una condizione di precarietà e difficoltà . Rivolgiamo ancora a tutti i giornalisti della Dire la nostra solidarietà e il nostro impegno affinché la loro vertenza trovi uno sbocco positivo.
"Anche sui balneari Giorgia Meloni si comporta come se fosse sempre all'opposizione e non al governo del paese da 15 mesi. Dopo le promesse in campagna elettorale, da quasi un'anno e mezzo siamo sempre nell'incertezza e con le responsabilità scaricate tutte sui comuni. Occorre ora ripartire da proposte concrete, come ha da sempre fatto il Pd ormai da anni: le procedure di evidenza pubblica dovranno riconoscere il valore aziendale dell’impresa, salvaguardare i livelli occupazionali, valorizzare le peculiarità acquisite, promuovere le forme di gestione integrata dei beni e delle attività aziendali e le professionalità presenti sia dai concessionari sia dai gestori, oltre al ruolo sociale sul territorio. Se ancora oggi il settore ha perso competitività la colpa è soltanto di Giorgia Meloni". Così Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Bilancio della Camera.