"Se si vuole veramente incidere sulla qualità della vita e rendere le nostre città realmente sicure occorre investire sulle periferie. Il bando sport e periferie, ideato dal Partito Democratico negli anni scorsi, è uno strumento irrinunciabile per riqualificare i nostri centri. Ad oggi però non è staro rifinanziato e soltanto una piccola parte delle richieste pervenute dai comuni di tutta Italia sono state infatti approvate. Ci sono centinaia di progetti innovativi bloccati, su cui gli enti locali hanno lavorato ed investito, che rappresentano soltanto occasioni mancate per promuovere socialità, salute ed attività sportive in particolare modo per i giovani. Se il governo Meloni avesse dedicato una piccola parte delle risorse spese per le grandi società sportive di calcio per rimpinguare questo bando avremmo sicuramente città più vivibili, belle e sicure". Così il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani.
Creare città più sicure e vivibili per tutti
“Dobbiamo mettere in campo misure per città che abbiano una visione complessiva sullo spazio urbano, quindi limitare la velocità delle auto per aumentare la sicurezza delle persone e diminuire l’inquinamento dell’ambiente.
Per questo dobbiamo mettere in condizione i sindaci di avere strumenti per rendere più sicuri e vivibili i centri storici le zone maggiormente frequentate da pedoni, a partire da quelli piu' vulnerabili.
287 persone over 65 morte sulla strada. nel 2022 e 6.000 feriti gravi ,sono dati che devono indurre il legislatore a introdurre misure per porre rimedio.
Alcune città in Italia hanno sviluppato percorsi nuovi, politiche nuove già in atto in altre città europee con una diminuzione significativa del 20/25% di morti e feriti gravi sulle strade.
Questa e' la direzione da intraprendere e proprio per questo siamo critici con il ministro Salvini e con alcuni punti del nuovo codice della strada che mettono sotto attacco la mobilità sostenibile e riducono l'autonomia degli amministratori locali.
Noi dobbiamo andare in una direzione contraria, dando ai sindaci facolta' di azione e risorse per città più accoglienti e sicure, per una idea di citta' inclusiva con arredo urbano, più aree verdi e più possibilità di socializzazione. E' un processo che non puo’ andare a compartimenti stagni, e non concentrarsi su un'unica azione ma sviluppare una idea di città e territorio che tuteli tutti e che metta nelle condizioni di vivere in sicurezza sia anche a chi vive la citta' da pedone, ciclista, utente del trasporto pubblico.
Dobbiamo lavorare oltre che su ‘Città 30’ ad Città per tutti e tutte’”. Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e membro della commissione Trasporti di Montecitorio, intervenendo alla conferenza nazionale a Montecitorio su Città 30 “Siamo tutti pedoni. La citta' 30 per la citta' delle relazioni" promossa da SPI Cgil, CISL e UIL pensionati.
“Fortza Paris! Todde Presidente, centrosinistra vince, PD primo partito. Grazie alla Sardegna che lottando unita resiste al candidato della generazione Atreju (che porta tatuata al braccio la scritta TRUX) e manda un messaggio chiaro a Giorgia Meloni #TRUXMEACRUX” così su X il deputato democratico, Andrea Casu.
Stop dittatura urbana delle automobili, ma nuova civiltà urbana democratica
“Viviamo sotto la dittatura dell’automobile e dobbiamo arrivare invece ad una diversa idea di città, di movimento, di sicurezza, e non solo parlare di eccesso di velocità. Certamente bisogna limitare la velocità soprattutto all’interno dei luoghi urbani, perché la velocità produce omicidi stradali. Ma non dobbiamo parlare solo di velocità ed eccesso di velocità. Ma bisogna arrivare ad una idea diversa di civiltà urbana. Ricalcolare lo spazio pubblico, quanti mq abbiamo a disposizione? Ora sappiamo che lo spazio pubblico è nella mani delle automobili. Dobbiamo arrivare ad un concetto di spazio pubblico nuovo, risolvere i problemi di utilizzo dello spazio pubblico e del consumo di suolo, attualmente sotto la ‘dittatura’ delle automobili. Città 30 deve comprendere anche un modello di trasporto diverso, quindi aumentare i mezzi pubblici e renderli più efficienti; aumentare e favorire la ciclopedonalità; limitare lo spazio per le automobili.
Noi faremo la nostra battaglia parlamentare nell’ambito del codice della strada e poi proseguiremo con una vera e propria proposta di legge su Città 30.
Per rendere la nostra civiltà più avanzata e democratica e più vivibile da parte delle persone”. Lo ha detto Roberto Morassut, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio, intervenendo in una conferenza stampa a Montecitorio su Città 30 “Siamo tutti pedoni”.
“Le regionali in Sardegna dimostrano che un'alternativa esiste. Il centrosinistra, se unito su programmi e idee, può vincere contro una destra arrogante e dannosa. Buon lavoro ad Alessandra Todde e complimenti a Pd con Elly Schlein per l'impegno e il risultato. Avanti così!” Così su X il deputato democratico, Piero De Luca.
“In Sardegna una vittoria fondamentale
Non è solo la conferma che, unito, il centrosinistra batte questa destra reazionaria, ma anche il fallimento della protervia di Giorgia Meloni.
Complimenti ad Alessandra Todde.
E grazie ad Elly Schlein per il lavoro instancabile di quest’anno”. Lo scrive su X il deputato del Pd, Alessandro Zan.
"Congratulazioni ad Alessandra Todde, prima donna presidente della Sardegna. La sua vittoria è la dimostrazione che la sinistra vince quando è unita e presenta candidate e candidati di valore. Ed è anche la dimostrazione che il volto della premier al posto di quello dei candidati locali non funziona più.
Alessandra, oltre alla faccia, c’ha messo le sue capacità e il cuore e i sardi l'hanno premiata.
Adesso la coalizione si metta al lavoro per vincere anche nelle altre regioni e nei comuni che andranno al voto. Che bella giornata!". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Cambia il vento in Sardegna! Auguri Alessandra Todde! E complimenti a Elly Schlein per l’ottimo risultato del Pd, primo partito in regione. Sconfitta l’imposizione di Giorgia Meloni. Avanti così: uniti si vince.
Aió!” Così su X il deputato democratico, Stefano Graziano.
"È con grandissimo dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Don Giovanni Nicolini. Una personalità di altissimo profilo. Un riferimento di fede ma anche di impegno sociale e civile di grandissimo valore. Con lui sono stati negli anni tanti i momenti di scambio e condivisione, che ho sempre considerato molto preziosi".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
"La sinergia tra Asl Toscana Sud Est e Azienda ospedaliero-universitaria senese sta dando buoni risultati. Ottimizzare le risorse, integrare i servizi ed attuare una programmazione in termine di Area vasta è l'unica strada oggi per garantire la qualità e la tempestività delle prestazioni sanitarie dopo i tagli operati dal governo Meloni sulla salute. Spiace che il sindaco di Grosseto invece di chiedere alla destra di erogare alla Toscana le risorse mancanti che tra ‘Payback’ e ‘fondi aggiuntivi Covid’ sulla sanità ammontano a alcune centinaia di milioni di euro, se la prenda soltanto con la Regione e l'Azienda sanitaria, mortificando in tal modo anche i medici gli infermieri e tutto il personale che ogni giorno in prima linea si impegna per assicurare le cure. Un capitale umano e professionale che andrebbe invece valorizzato".
Lo dichiara il deputato Pd, Marco Simiani, a Grosseto a margine della presentazione del nuovo piano di attività integrate 2024-2026 di Asl Toscana Sud Est e Aou senese.
"Prevedere codici identificativi degli agenti delle forze dell'ordine è il cuore di una proposta di legge che già nella scorsa legislatura abbiamo depositato insieme al collega Andrea Frailis. Lo stesso testo l'ho ripresentato all'inizio della legislatura in corso.
Quindi, ben prima dei fatti di Pisa su cui il presidente Mattarella ha usato parole di saggezza che non possono essere ignorate.
Ho grande rispetto per il lavoro delle donne e degli uomini delle forze dell'ordine, ma è proprio per questo che scene come quelle che abbiamo visto nei giorni scorsi non possono più ripetersi. A tutela del diritto di manifestare, previsto dall'art. 17 della Costituzione, e dell'autorevolezza di chi indossa la divisa, coloro che abusano del loro ruolo devono poter essere identificati con certezza. Quello di cui, invece, non c'è alcuna necessità e andrebbe assolutamente evitato è che il vicepresidente del Consiglio Salvini si erga ad avvocato d'ufficio, tentando di appropriarsene, delle forze dell'ordine il cui compito è a garanzia di tutta la comunità e non certo di una sola parte. Un atteggiamento gravemente improprio e inopportuno". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Le immagini del video di repubblica.it sono molto chiare. Nel corso della tappa napoletana del treno del ricordo organizzata dal Mic e a cui partecipava Sangiuliano, la claque “inviata” da Fdi ha anche "omaggiato" il ministro della cultura con il saluto romano. Una scena intollerabile: chiediamo a Sangiuliano di spiegare come sono organizzate le iniziative istituzionali promosse dal suo gabinetto che alcune volte somigliano
più a raduni di partito e di nostalgici". cosi il deputato democratico, responsabile sud del Pd, Marco Sarracino.
“Che tristezza il ministro Sangiuliano che sta utilizzando il proprio incarico istituzionale per dividere il paese e per una sua personale scalata politica dentro Fdi” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi, commenta la notizia delle claque di Fdi alle iniziative governative, in ultimo all’arrivo del treno del ricordo a Napoli a cui partecipava il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“Al ministro, che non perde occasione di utilizzare toni sprezzanti nei confronti delle opposizioni anche nel corso degli appuntamenti istituzionali, ricordiamo che il suo temporaneo incarico è iniziato con il giuramento sulla costituzione a esercitare le proprie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione”, conclude.
Governo garantisca i Lea a malati di fibromialgia
“Oggi in Italia non c’è un riconoscimento della fibromialgia come vera e propria malattia invalidante. Non esiste di conseguenza una vera e propria cura specifica per affrontare il dolore cronico di cui le persone affette da questa malattia sono attanagliate. I pazienti necessitano di una vera e propria terapia del dolore e di cure specifiche. Per questo chiediamo che la fibromialgia sia considerata una vera e propria malattia invalidante e per questo chiediamo che il servizio sanitario nazionale garantisca le cure essenziali, gli esami diagnostici e tutti i protocolli necessari per affrontare questa malattia.
Anche perché non dimentichiamo che il diritto alla salute e quindi alle cure essenziali è sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione.
Per questo con la nostra mozione, la mozione del partito democratico, impegniamo il governo ad adottare ogni iniziativa per inserire all’interno dei Lea le esenzioni per le prestazioni sanitarie e tutte le cure nonché gli esami diagnostici per le persone affette da fibromialgia.
Inoltre invitiamo il governo a promuovere la conoscenza della fibromialgia attraverso la promozione di studi clinici e chiediamo che vengano stipulati accordi con le associazioni imprenditoriali affinché per le persone che hanno questa malattia vengano assicurate e garantite le cure necessarie senza essere penalizzati nel lavoro.
Infine chiediamo l’istituzione di un registro nazionale della sindrome della fibromialgia e invitiamo il governo a collaborare con le regioni e le associazioni regionali per promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione di questa malattia.
È importante che le istituzioni pubbliche si facciano carico di affrontare la fibromialgia e riteniamo che questo sia un primo atto iniziale per poi arrivare a disposizione di legge a supporto dei malati”.
Lo ha detto in Aula Irene Manzi, deputata Pd, in discussione generale sulle mozioni in materia di sindrome fibromialgia.
DOMANI ORE 17:30 CONFERENZA STAMPA PRESSO SALA STAMPA MONTECITORIO
Il governo non metta in discussione il giudizio descrittivo nella scuola primaria. È questo il monito lanciato dalla rete di associazioni composta da AIMC - ANDIS- CEMEA - CGD - CIDI - FLC CGIL - LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE- MCE - PROTEO FARE SAPERE- UCIIM. Un emendamento presentato dal governo nella seduta della Commissione cultura e istruzione del Senato della Repubblica del 7 febbraio scorso, nel corso dell’esame del DDL relativo al voto in condotta, propone di smantellare la riforma che appena tre anni fa introduceva il giudizio descrittivo alla primaria.
In assenza di una documentazione sui processi in atto, di una verifica sulle esperienze condotte nelle scuole, di un’interlocuzione con il mondo della scuola e della ricerca universitaria questo governo decide di interrompere un processo di rinnovamento della cultura e delle pratiche valutative.
Una decisione immotivata dal punto di vista pedagogico che affaticherà ulteriormente chi ha già speso molte energie per affrontare in modo costruttivo il cambiamento introdotto appena tre anni fa. La scuola non può essere costantemente investita, nell’alternarsi dei governi, da politiche frammentarie, contraddittorie, prive di una visione pedagogica coerente e duratura. Studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e genitori non possono restare ‘ostaggio’ di riforme incompiute, leve di interessi di parte. La scuola deve essere l’espressione dei valori e dell’unità della Repubblica.
Interverranno, oltre a deputati e senatori di diversi schieramenti, i rappresentanti delle associazioni promotrici: Anna D'Auria, Davide Tamagnini MCE, Susanna Crostella CGD, Giuseppe Desideri AIMC, Manuela Calza FLCGIL, Valentina Chinnici CIDI.