19/09/2018 - 17:59

“La vicenda della candidatura alle Olimpiadi Invernali 2026 è l’emblema dell’incompetenza e dell’inadeguatezza di Chiara Appendino e dell’amministrazione del M5S”. Lo scrive su Facebook Silvia Fregolent, deputata del Partito democratico, a proposito della candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026.

“C’erano tutte le premesse -  spiega - per realizzare un sogno che Torino e le sue valli desideravano da anni, c’era l’opportunità di utilizzare impianti sportivi e infrastrutture già pronte ed a costo contenuto, c’era l’occasione di riqualificare gran parte del tessuto urbano esistente e rilanciare economia ed occupazione. Purtroppo, non è andata così: la maggioranza grillina si è subito opposta al progetto, all’interno di un contesto politico in cui il sindaco invece di scegliere una soluzione condivisa, ha agito da sola producendo scontento e rancori. In questo atteggiamento ambiguo si sono inseriti gli interessi del governo gialloverde con uno scambio: la candidatura delle Olimpiadi 2026 a Milano (e Cortina) per volere della Lega e lo stop alla Tav per accontentare il M5S in drammatica crisi di consensi. Torino è immobile da due anni: il simbolo dell’onda grillina Chiara Appendino è ormai l’immagine sbiadita e sfiduciata di una città metropolitana in crisi, abbandonata tragicamente dal governo nazionale”.

“La sindaca, come era successo in altre numerose, anche per la mancata candidatura olimpica ha dato la colpa agli altri. In questi mesi nonostante i numerosi avvisi di garanzia abbiamo sempre tenuto un rispetto istituzionale per la figura del primo cittadino. Questa volta chiediamo a Chiara Appendino uno scatto di orgoglio, abbandonata da tutti, abbia il coraggio e la dignità di dare finalmente le dimissioni e consentire a Torino di voltare pagina e ripartire”, conclude.

19/09/2018 - 17:40

“Su decreto legge su Genova regna ancora una grande confusione. Dall’audizione del presidente della Regione Liguria Toti abbiamo preso atto che nel decreto legge, annunciato da giorni ma di cui ancora non conosciamo i contenuti, non ci sono ancora risposte certe sulla portata delle misure economiche né sullo stanziamento di risorse per rafforzare i servizi sanitari e sociosanitari della città, in particolare nella municipalità della Valpolcevera che soffre da anni della mancanza di una Casa della Salute, come ribadito anche oggi dal presidente della municipalità Romeo. Ci dispiace che il presidente Toti non abbia ritenuto di esprimere rassicurazioni chiare sul supporto della Regione ai cittadini sfollati nel rapporto risarcitorio con Autostrade; questa è una delle esigenze più forti che i rappresentanti dei cittadini sfollati, auditi stamattina, ci hanno rappresentato per arrivare il prima possibile una soluzione abitativa definitiva. E che purtroppo nemmeno la Regione ha chiaro chi sarà il Commissario della ricostruzione e tantomeno come si interverrà e in che tempi per la demolizione e la ricostruzione del Ponte”.

19/09/2018 - 17:08

“Come si intende svolgere l’analisi costi-benefici del cantiere per la manutenzione del Mose? Il Provveditore nominerà una commissione di verifica? Quali criteri verranno utilizzati per scegliere i componenti? Quale sarà l’impatto sui traffici mercantili lungo i canali portuali? Quali sono le tempistiche con cui tale commissione sarà in grado di fornire una relazione tecnica?”.

Sono le domande che l’interrogazione presentata oggi dal deputato Dem, Nicola Pellicani, rivolge al ministro delle Infrastrutture Daniele Toninelli.

“Anche il Provveditore Linetti, nel corso dell’audizione - spiega Nicola Pellicani - ha pronunciato la parola magica ‘costi-benefici’, affermando inoltre di aver rinviato la conferenza dei servizi sull’area dell’Arsenale, per valutare la possibilità di localizzare le opere di manutenzione del Mose nell’area Pagnan, lungo il Canale Industriale Sud di Porto Marghera. Sono perfettamente d'accordo con il metodo di realizzare una valutazione costi-benefici. Probabilmente ne saranno state fatte diverse da quando si è iniziato a pensare di realizzare il cantiere per la manutenzione del Mose, peraltro mai rese note. Ben venga quindi l’analisi costi-benefici - conclude il deputato Dem - purché non sia il solito refrain caro ai ministri grillini e si tratti di una valutazione seria e approfondita”.

19/09/2018 - 16:25

Incontro con il Comitato esodati licenziati e cessati

“Oggi ho incontrato il Comitato esodati, cessati e licenziati per affrontare il tema di coloro che sono finora rimasti esclusi dalle 8 salvaguardie costruite dopo la Riforma Fornero. Come Partito Democratico, vogliamo portare fino in fondo l’impegno messo già nella scorsa legislatura per garantire il pensionamento a chi aveva già maturato quel diritto e per questo aveva lasciato o stava lasciando il lavoro. Lavoreremo in Parlamento per sollecitare il governo in questa direzione: secondo le stime sono rimaste soltanto 6mila persone da salvaguardare, finora escluse a causa di paletti burocratici non previsti dal legislatore. Le risorse inutilizzate nelle precedenti salvaguardie dovrebbero essere sufficienti a tutelarli. Spero che questo tema, al quale tutte le forze politiche in campagna elettorale hanno mostrato grande sensibilità, riceva in Commissione Lavoro l’attenzione che merita e possa trovare soluzione il prima possibile”.

Così la deputata Chiara Gribaudo, responsabile Lavoro Pd, a margine di un incontro con alcuni rappresentanti del Comitato Esodati licenziati e cessati.

19/09/2018 - 16:02

A oltre cento giorni dall’insediamento al governo della maggioranza gialloverde in tema di politiche sociali sembra di essere ancora in campagna elettorale. Nessuna proposta concreta in campo e, quando si è fortunati, si leggono solo fumose e generiche linee programmatiche su fantomatici futuri provvedimenti come il reddito di cittadinanza o sulle misure di lotta alla disoccupazione. Anzi, per ora si registrano inasprimenti nelle politiche di accoglienza, confusione sui vaccini, correzioni in peggio negli atti applicativi della riforma del Terzo settore, incertezze sull’esistenza stessa di una importante misura come il Reddito di inclusione, nessun provvedimento sul rafforzamento dei fondi per l’inclusione scolastica e lavorativa e sull’attuazione degli obiettivi in materia di disabilità. Nell’esprimere tutta la insoddisfazione del Partito democratico sull’operato del ‘governo del cambiamento in peggio’ M5s e Lega, rinnovo il nostro impegno in Parlamento e sul territorio per promuovere una seria ed efficace battaglia di opposizione al fianco delle cittadine e dei cittadini”.

Così il capogruppo del Pd in commissione Affari sociali, Vito De Filippo, commenta la risposta del sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Claudio Durigon, all’interrogazione presentata dallo stesso De Filippo (primo firmatario) e dai Dem Carnevali, Ubaldo Pagano, Rizzo Nervo, Schirò e Siani.

19/09/2018 - 15:39

Non basterà cambiare il nome. Resterà un condono. Come quelli di Berlusconi che tanto piacevano alla Lega e che M5S ha giurato non avrebbe mai consentito.
Stavolta lo voteranno assieme. #pacefiscale

Lo ha scritto su Twitter il Vice Presidente della Camera Ettore Rosato.

19/09/2018 - 15:38

“L’esito della capigruppo di oggi ci consegna un Parlamento impegnato a lavorare esclusivamente su propria iniziativa. Sono scomparsi dai radar i provvedimenti del governo, e l’aula sarà impegnata la prossima settimana per un solo giorno di votazioni su mozioni proposte da gruppi di opposizione”.

Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd.

“Nello stesso tempo – aggiunge -,  la maggioranza impedisce che le nostre leggi vengano esaminate dalle commissioni per arrivare in aula. Anche questa settimana, come tutti hanno potuto osservare, il calendario è stato caratterizzato da iniziative parlamentari, a riprova dello scontro interno al governo che paralizza la produzione di provvedimenti legislativi. Se facciamo un confronto con i primi 100 giorni dei governi della scorsa legislatura, non c’è dubbio  che questa sia la maggioranza del cambiamento. In peggio”.

19/09/2018 - 13:39

“Dopo due ore di attesa, Danilo Toninelli ha finalmente incontrato una delegazione di sindaci di Abruzzo e Lazio, amministratori regionali e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, giunti al ministero per una riunione del quale il ministro era stato preallertato da un mese, con all’ordine del giorno il tema dei rincari dei pedaggi autostradali e della sicurezza stradale. Toninelli ha riferito che, dopo una contrattazione con il concessionario, si è stabilita una sospensione degli aumenti dei pedaggi per il periodo 1° ottobre 31 dicembre e che vi è l’impegno nel prossimo Pef a una più complessiva ridiscussione delle tariffe. Sulla sicurezza il ministro ha annunciato che chiederà di includere già nel decreto Genova i 192 milioni di euro stanziati nella precedente legislatura nel decreto Mezzogiorno. La riunione si è conclusa con l’accordo di rivedersi tra un mese. La lotta dunque paga. Si tratta di un passo in avanti e mi impegno a seguire con grande attenzione gli sviluppi di questa vertenza a tutela delle cittadine e dei cittadini”.

 

Così la deputata Dem Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd della Camera, al termine dell’incontro fra la delegazione di amministratori locali, di cui faceva parte, e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

19/09/2018 - 13:07

“Questa è l’immagine dell’Europa che dobbiamo difendere, migliorare e rafforzare. Parlamentari nazionali under 40 di vari Stati membri ‘uniti nella diversità’, che si confrontano e lavorano insieme per migliorare il futuro delle proprie comunità. Ripartiamo dai valori comuni di democrazia, solidarietà, equità e giustizia sociale. L’Europa non è la causa dei problemi delle nostre famiglie, dei nostri lavoratori o delle nostre imprese, ma rappresenta l’unica possibile soluzione agli stessi”.

Così il capogruppo Pd in commissione Politiche europee, Piero De Luca, in un post sul suo profilo Facebook racconta l’evento Young Parliamentarians Forum (Ypf), organizzato a Parigi dall’associazione Eu40 e dall’Assemblée Nationale francese, al quale hanno partecipato giovani parlamentari nazionali di diverse forze politiche giunti da tutti i Paesi membri.

19/09/2018 - 13:06

“Da ministro misura tardiva e contraddittoria”

“Dopo la tragedia avvenuta ieri a Rebibbia, dove una detenuta ha ucciso il figlio di 4 mesi e ferito in modo gravissimo il fratellino, il ministro Bonafede ha deciso di sospendere dalle funzioni la direttrice e la vicedirettrice della sezione femminile del carcere di Rebibbia.
Una misura forse opportuna, tenuto conto dell’apertura di un’inchiesta, ma certamente tardiva e contraddittoria rispetto alle politiche inaugurate dalla maggioranza di governo.
Il ministro sa bene, infatti, che il governo giallo verde ha deciso di stravolgere completamente la riforma dell’ordinamento penitenziario approvata la scorsa legislatura, sottomettendosi ai falsi slogan sulla sicurezza della Lega, tra le altre cose decidendo di non dare seguito alla disposizione che mirava a prevenire tragedie di questa natura, in particolare assicurando “all’imputata sottoposta a misura cautelare la possibilità che la detenzione sia sospesa fino al momento in cui la prole abbia compiuto il primo anno di età”.
Anziché assumere provvedimenti tampone, il ministro Bonafede dovrebbe interrogarsi, di fronte a tragedie come questa, se la scelta di inseguire le politiche della paura e dell’insicurezza, buttando a mare la riforma dell’ordinamento penitenziario cui avevano lavorato i più insigni giuristi e operatori del paese, sia davvero nell’interesse della giustizia e del paese”. Lo dichiara il deputato dem della commissione Giustizia Alfredo Bazoli.

19/09/2018 - 12:28

Ricordo Carlo Dell’Aringa, uomo perbene, studioso preparatissimo che mise a disposizione di una comunità saperi ed esperienze su temi delicati come lavoro e pensioni. Un abbraccio ai suoi cari @pdnetwork @Deputatipd
Lo ha scritto su Twitter il Vice Presidente della Camera Ettore Rosato.

19/09/2018 - 12:07

M5s garanti accordo Berlusconi-Salvini

“La risoluzione all’esame della commissione di Vigilanza Rai sulla nomina del presidente non è altro che un maldestro tentativo di dare copertura politica a un atto che ricade totalmente sulla responsabilità personale dei componenti del Cda. Non si capisce quale sia il motivo dell’ostinazione di Salvini nel non voler cambiare candidato e come sia possibile che in questa vicenda i componenti del M5S svolgano il ruolo di protagonisti e garanti di un accordo siglato ad Arcore fra Berlusconi e il leader della Lega”. Lo dichiara il deputato dem e vice presidente della commissione di Vigilanza Rai Antonello Giacomelli.

19/09/2018 - 11:07

Per 5 anni ci hanno raccontato, con i loro emendamenti puntuali ad ogni legge di bilancio, che i soldi per il reddito di cittadinanza c’erano. Che si poteva fare subito.
In campagna elettorale, poi, Di Maio aveva promesso anche un decreto al primo Consiglio dei Ministri per tagliare 30 miliardi di euro di sprechi (vedi qui: http://bit.ly/DiMaio30miliardi).
Quello delle risorse per la prossima manovra, stando alle parole di Di Maio, non dovrebbe essere un problema.

E invece no. Oggi si rimangiano tutto. Per il reddito di cittadinanza bisogna appena trovare le risorse, fare nuovo debito (ancora) e quel decreto tagliasprechi non è mai esistito.

Era facile fare opposizione per il Movimento 5 Stelle, è stato facile fare campagna elettorale sul dramma di tante persone ancora senza lavoro. Il governo è altra cosa.
E lo stallo di questi primi 100 giorni dimostra che loro evidentemente ne sono incapaci.

Lo ha scritto su Facebook il Vice Presidente della Camera Ettore Rosato.

19/09/2018 - 11:06

“Di Maio tira fuori i soldi! O dovremmo pensare che non solo hai mentito sugli impegni elettorali ma anche sulle coperture? Invece di chiedere conto a Tria il vicepremier Pentastellato si comporti seriamente #bugiardiseriali”

Lo scrive su Twitter Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, ricordando che Di Maio durante la campagna elettorale affermava con sicurezza che avrebbe avuto le coperture con 30 miliardi da Spending review, 40 da taglio detrazioni e 10-15 da più deficit

18/09/2018 - 20:28

“Il modo dello spettacolo attende dal ministro della Cultura Bonisoli non misure spot ma tempi certi per i decreti attuativi della Legge sullo Spettacolo approvata dal nostro governo”. Lo dichiara in una nota la deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi, relatrice nella scorsa legislatura della Legge sullo Spettacolo dal Vivo in Senato.

“La scadenza – continua - è al 31 dicembre e ancora il Parlamento non ha visto alcun testo.  È questa l’urgenza cui il Ministro dovrebbe dedicarsi. Il mondo dello spettacolo dal vivo italiano nutre aspettative perché molte sono le criticità a fronte di una situazione per anni non gestita da nessuno fino alla nostra legge.  Noi con la legge abbiamo dato dignità e creato la cornice adatta perché queste problematiche venissero risolte definitivamente. Parliamo di problemi che riguardano centinaia di migliaia di lavoratori - con la delega sul lavoro nello spettacolo - migliaia di comuni - a cui viene data  la possibilità di riaprire e ristrutturaste i teatri -  migliaia di giovani - che potranno grazie alla legge accedere a finanziamenti per opere prime e seconde anche di musica popolare”.

“Tanto è stato fatto nello scorso quinquennio, non vorremmo adesso assistere a una battuta d’arresto che sarebbe inspiegabile, perché renderebbe vano il grande lavoro di confronto con le categorie di lavoratori e con gli operatori e gli artisti del teatro e annullerebbe la volontà quasi unanime espressa dal Parlamento nella scorsa legislatura”, conclude.

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