La vice presidente della Camera: non è più razionale, anche per chi in Europa vuole far rispettare le regole contabili, consentire all'Italia di investire oggi risorse per evitare che domani si abbiano nuove emergenze?
“Le polemiche servono a poco, dobbiamo andare alla sostanza. Juncker ha difeso l'operato della Commissione che in questi anni ha introdotto elementi di flessibilità importanti nelle regole di bilancio europee. Il Governo Renzi ha rivendicato ulteriori margini di spesa per rispondere a due emergenze che sono lì davanti ai nostri occhi e che non potranno avere risposte adeguate se non si riconoscerà l'eccezionalità della situazione italiana”.
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.
“Sulla gestione dei flussi migratori Italia e Commissione Europea stanno dalla stessa parte – spiega - si cominciano a sottoscrivere i primi accordi con i paesi africani di transito o di provenienza, si riconosce il nodo cruciale della cooperazione con l'Africa come fatto strategico anche per governare il fenomeno migrazioni nel medio periodo. Resta irrisolto il nodo della ricollocazione dei richiedenti protezione e della condivisione degli oneri e delle responsabilità tra tutti gli Stati membri. Resta un peso particolarmente gravoso sulle spalle del nostro Paese”.
“A questo si è aggiunto il drammatico terremoto del Centro-Italia che nelle ultime settimane ha visto una significativa espansione dell'area e un severo aumento dei danni alle case e al territorio – continua - Ora, mentre è pacifico che le spese per l'emergenza e per la ricostruzione (che durerà anni) sono fuori dai vincoli di bilancio stabiliti dalle regole europee, la materia del contendere riguarda un piano di prevenzione che il Governo Italiano intende lanciare contestualmente, in particolare dando priorità alle scuole”.
Ma non è più razionale, anche per chi in Europa vuole far rispettare le regole contabili, consentire all'Italia di investire oggi risorse per evitare che domani si abbiano nuove emergenze? – si domanda - L'Unione Europea anche oggi è vicina alle Regioni italiane colpite dal sisma, come accadde nel 1997 con Umbria a Marche. Bene, ma proprio la storia di questi decenni - e il ripetersi di eventi tanto disastrosi quanto imprevedibili - ci dice che in una porzione ampia del territorio italiano abbiamo bisogno di costruire edifici pubblici, a partire da quelli scolastici, che possano resistere ad altri terremoti. Piuttosto che piangere dopo, e spendere molti fondi per ricostruire, è molto più saggio mettere mano ad un programma di medio periodo che vada in questa direzione. Le cifre di cui si sta discutendo a Bruxelles non sono immense mentre è immenso il beneficio che se ne potrebbe ricavare, anche in termini di fiducia e di speranza per il futuro dell'Europa”.
Per questo – conclude - mi auguro che nelle prossime ore e giorni si trovi un accordo utile per l'Italia e per l'Ue.
Forte e sentita solidarietà al sindaco Giuseppe Falcomata' di Reggio Calabria, vittima di una grave intimidazione . La esprime il deputato calabrese del Pd Nicodemo Oliverio che aggiunge: "L'invio di una busta con proiettili a lui indirizzata è il segnale tangibile di trovarci di fronte a una sindaco la cui opera di trasparenza e di forte innovazione va ad urtare con gli interessi di chi vuole invece tenere la comunità calabrese sotto la pressione della barbarie e della criminalità.
Gesti vergognosi come questi - conclude Oliverio - non fermeranno di certo Falcomata', uomo coraggioso e ben determinato nell'amministrare la propria città nel segno di una ripresa economica e culturale e siamo sicuri che le forze di polizia faranno al più presto luce sui responsabili dell'accaduto".
"Piena solidarietà personale e politica a Giuseppe Falcomatà Sindaco di Reggio Calabria per le minacce ricevute". Lo dichiara Stefania Covello, deputata e responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
"In due anni di mandato - continua - purtroppo non è la prima volta che il bravissimo amministratore della città è oggetto di atti intimidatori. Il suo lavoro, la sua tenacia, il suo amore per Reggio non potranno mai essere ostacolati da gesti così vili. Sono episodi che non vanno sottovalutati e ci auguriamo che gli inquirenti e le autorità preposte individuino i responsabili". "Giuseppe non sarà lasciato solo perché è un uomo onesto e capace, e perché è un esempio per tanti amministratori che quotidianamente nella nostra terra sono costretti a fronteggiare illegalità e criminalità", conclude.
"Se continua questo scontro senza dialogo, il PD ha i mesi contati. È ora di abbandonare gli "opposti estremismi" e di ritornare a costruire ponti di comunicazione. Lo dico a tutti, a partire da me. La ricerca dell'unità del Partito Democratico non può essere derubricata a un "optional": si tratta di un valore da preservare perché è solo su questa base che si può ricostruire una comunità politica". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Rispetto reciproco, capacità di ascolto e ricerca del compromesso, di fronte alle diverse opinioni - spiega - sono un bene essenziale per un partito che si definisce democratico. Sbaglia Renzi a tollerare chi pretenderebbe di buttare fuori chi la pensa diversamente; sbaglia Bersani a svilire il documento unitario definendolo "un foglietto fumoso. Se si continua su questa strada - prosegue Damiano - si favorisce la rottura, mentre il Paese avrebbe bisogno di sentire dalla politica risposte alle proprie angosce quotidiane. Vorrei, a partire dalla legge di Bilancio, un PD che ritrovi la strada dell'unità sui temi della crescita, dell'occupazione, delle pensioni e della povertà, che sono i problemi che stanno realmente in cima ai pensieri degli italiani".
"Lo dico da uomo di sinistra, che non ha votato Renzi al Congresso, che non è diventato renziano e che fa parte della minoranza di "Sinistra è Cambiamento", conclude.
“A sua insaputa. Di Maio dice che non sapeva di avere accanto in quella foto ormai famosa Salvatore Vassallo, fratello di Gaetano Vassallo, protagonista nel sistematico avvelenamento della Terra dei fuochi, ora pentito”. Lo dichiara Stella Bianchi, deputata e componente Pd in Commissione Ecomafie.
“Di Maio – prosegue - non sapeva di essere stato portato dai suoi proprio nel ristorante di Salvatore Vassallo a Cesa, una delle attività citate, come riportano i giornali, come parte del patrimonio accumulato con i proventi dell'attività di sversamento illecito nella terra dei fuochi. E dobbiamo immaginare che non lo sapessero neanche i consiglieri comunali del M5S di Cesa, tutti avvocati di professione a quanto leggiamo, che avevano portato Di Maio proprio nel locale di Vassallo. E quindi, lasciando da parte ogni considerazione sul diverso atteggiamento dei cinque stelle per cui un grillino è certamente in buona fede mentre tutti gli altri sono altrettanto certamente colpevoli, rimane una considerazione: se Di Maio non sapeva dov'era, allora si è mai davvero occupato della Terra dei fuochi o dice soltanto di averlo fatto?”.
Stamane il capogruppo Pd in Commissione Difesa, Antonino Moscatt, insieme ai deputati Francesco Ribaudo e Magda Culotta, si sono recati presso la Caserma Tukory del Centro di Selezione VFP 1 di Palermo. I parlamentari hanno incontrato il colonnello Cutrona, i militari, i medici ed i civili impegnati. Visitando il centro hanno trovato un efficiente luogo di eccellenza.
Moscatt ha detto di aver “molto apprezzato l’attività del personale impegnato nella caserma, soprattutto il lato umano con il quale opera e si rapporta con i giovani partecipanti. La visita istituzionale è stata anche occasione per rassicurare il colonnello Cutrona sul fatto che la dismissione della stessa caserma, entro il 2017, è scongiurata cosi come è emerso da un incontro che abbiamo avuto qualche giorno fa con la Ministra Pinotti. Il centro di selezione siciliano rappresenta un presidio importante per i territori dell'isola e del sud Italia, per le tante ragazze e i tanti ragazzi che vogliono provare a cogliere questa opportunità. Per tale ragioni, ha concluso Moscatt - va fortemente tutelato”.
Hanno idee confuse sui valori della Repubblica.
"La partecipazione del Sindaco del M5S di Nettuno ad una commemorazione dei caduti di Salò mette ancora una volta in luce le contraddizioni di un movimento che ufficialmente si professa al di fuori di ogni ideologia, salvo poi andare a braccetto con una ben precisa." Lo dichiara in una nota la Deputata del Partito Democratico Ileana Piazzoni. "Né di destra, né di sinistra è il mantra che da anni ripete il movimento cinque stelle come stratagemma elettorale, per non prendere posizione su questioni centrali nella vita democratica del nostro Paese, a partire dall'immigrazione. Peccato poi che riecheggino spesso nelle dichiarazioni pubbliche slogan di un certo tipo e, quando al Governo, si partecipi alle commemorazioni con reduci della Rsi e simpatizzanti della Decima Mas oppure si mettano in mano – come a Roma – le sorti della città a uomini cardine della passata amministrazione di destra. Il M5S, che sta motivando il no alla riforma costituzionale millantando un inesistente rischio di stravolgimento dei principi fondamentali della Carta Costituzionale – conclude Piazzoni – mi sembra un po’ in confusione su quali siano e da dove provengano i valori della nostra Repubblica."
"La scuola è il luogo dove le differenze diventano punti di forza. Individuare i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze con plusdotazione e supportarli bel loro percorso scolastico avvantaggio dei singoli e dell'intero nucleo classe è per noi decisivo in una logica di funzionamento del sistema educativo del Paese e di realizzazione delle competenze e dei talenti di ciascuno".
Lo dichiarano Giulia Narduolo, Roberto Rampi, deputati PD in Commissione Scuola e Cultura, nel corso dell'iniziativa che si è svolta oggi presso la Camera dei Deputati sul tema della plusdotazione con la partecipazione del professor Pffeifer della Florida State University, esperto internazionale della materia.
“Il governo italiano ha condotto un’azione politica finalizzata a dare una spinta costruttiva al futuro dell’Unione Europea, mettendo in guardia dai rischi di un eccessivo ripiegamento burocratico e dalla perdita di un orizzonte solidale. In questo senso l’Italia non ha attaccato sterilmente l’operato della Commissione ma ha voluto far sentire la voce di un paese protagonista dell’Europa che auspichiamo più vicina ai bisogni dei popoli”.
Così Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo del Pd commenta le frasi del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, parlando alla riunione dell'associazione dei sindacati europei.
“Luigi Di Maio in bella posa, nel dopo cena di una iniziativa referendaria, al fianco del fratello di un camorrista del clan dei Casalesi. Pensate quali commenti avremmo ascoltato se fosse successo ad un esponente del Pd o proviamo a ricordare cosa abbiamo letto in passato nel blog di Grillo per episodi simili. Invece, va in scena il silenzio assoluto dei vertici M5s e dell’house organ Fatto Quotidiano. Cosa dicono oggi i Sibilia, i Di Battista, i Travaglio, sempre pronti a condannare anche per molto meno di una foto imbarazzante? Cosa dicono i militanti del movimento che vedono i loro leader ammiccare a Roma ai Tredicine e a Napoli agli avvelenatori della Terra dei fuochi?”.
Così il deputato Dem, Federico Gelli.
“Valutare se l’azienda barese Oerlikon Graziano, trasformando le pause fisiologiche dei suoi lavoratori da individuali a collettive, non abbia violato i loro”. Lo chiede il deputato del Partito democratico Alberto Losacco al ministro del Lavoro, con un’interrogazione a risposta orale.
“Dal prossimo 14 novembre – spiega - gli oltre 400 dipendenti della Oerlikon Graziano di Bari, azienda impegnata nel campo dei componenti per le trasmissione meccaniche, saranno tenuti a effettuare pause fisiologiche non più individuali effettuate dai lavoratori addetti bensì collettive. La notizia del comunicato aziendale con cui la Oerlikon ha annunciato questo cambiamento ha suscitato notevole scalpore e destato perplessità e preoccupazione. I dipendenti della Oerlikon, inoltre, potranno accedere alle aree ristoro e ai punti fumo messi a disposizione dall'azienda durante le due pause, che ricordiamo essere di nove minuti ciascuna. L’azienda avrebbe giustificato tale disposizione sostenendo che ‘i lavoratori, restando presso la postazione durante tutto il turno e allontanandosi solo in occasione del turno di refezione e delle due pause collettive, mantengono maggior concentrazione, riducendo, di fatto, i rischi da distrazione’”.
“Le organizzazioni sindacali hanno manifestato la propria contrarietà rispetto a tale prospettiva chiedendo all’azienda di rivedere tale decisione. Da parte nostra, riteniamo sia necessario capire se non si sia di fronte a una violazione dei diritti del lavoratori”, conclude.
“Se davvero si vuole il bene del Partito Democratico e del Paese, si smetta di strumentalizzare e polemizzare su ogni cosa”.
- lo dichiara Marco Di Maio, deputato della presidenza del gruppo del Partito Democratico. –
“Vogliono votare per il No al referendum dopo aver votato la riforma per tre volte in Parlamento? Va bene. Vogliono votare per il No al referendum dopo aver chiesto, e ottenuto, un impegno a modificare la legge elettorale come condizione indispensabile per sostenere la riforma? Va bene, lo facciano. Ora però, non strumentalizzino un drappello di contestatori (peraltro immediatamente zittiti) dicendo che il segretario, e chi si sta impegnando per Sì, li vuole cacciare; perché è un vittimismo non degno della loro storia e irrispettoso della realtà. Il PD – prosegue il deputato Dem - ha compiuto ogni sforzo possibile per tenere unito il partito su una sfida fondamentale come la riforma della seconda parte della Costituzione, che è la ragione per cui due anni e mezzo fa tutti i dirigenti nazionali del partito scelsero di far nascere questo Governo e proseguire la legislatura. Lo ha fatto anche con un accordo sottoscritto di modifica dell'Italicum”.
“Forse si sperava che non si raggiungesse questo accordo per avere un alibi, - conclude Di Maio - ma allora si dica chiaramente a tutti che l'obiettivo è far saltare il banco, spaccare il Pd e rimandare a data da destinarsi l'opportunità per l'Italia di diventare un Paese moderno”.
“La tutela del mondo ittico e dell’economia della pesca deve valorizzare le specificità, non annientarle. No a regole asettiche come è nel caso della pesca del pesce spada, per cui diciamo chiaramente no all’ipotesi di un Tonno 2 La riscossa. La nostra battaglia è mirata alla salvaguardia delle piccole e medie imprese del comparto ”. Lo ha dichiarato la deputata Laura Venittelli, commissione Agricoltura, responsabile nazionale del Pd per Pesca e acquacoltura che, a riguardo, ha presentato una risoluzione per impegnare il governo Renzi a battersi nelle sedi proprie internazionali, dell’Unione europea e dell’Iccat.
“Non vogliamo – spiega Venittelli - che anche per questo tipo di pesca si determinino le quote come già avvenuto per il tonno rosso, cappi burocratici che impoveriscono le aziende di pesca. Sono altri gli strumenti utili per la riproduzione delle specie, sostenendo il mercato e la redditività delle flottiglie. Anche perché i mari italiani non sono di certo equiparabili all’oceano Atlantico. La nostra è una posizione chiara, purtroppo non recepita in alcuni gruppi parlamentari che sposano la logica netta delle misure forzose, inconsapevoli o colpevolmente coscienti che spazzerebbero via quasi mille imprese di pesca nel bacino meridionale del Paese. La risoluzione impegna, dunque, il Governo a: negoziare in sede europea e Iccat, misure di gestione che tengano conto della specificità e della tradizione del nostro paese, anche in considerazione del contributo del sistema pesca nazionale alla tutela degli stock ittici e alla difesa della qualità del pescato; introdurre misure alternative al cosiddetto “Tac” (Totale Ammissibile di Catture) del pescespada nel Mediterraneo che riduce la pressione sullo stock quali chiusure spazio temporali, limitazione nel numero degli ami in funzione del numero di membri di equipaggio, riduzione della lunghezza del trave (oggi fissato dall'Iccat in 55 km), dispositivi per la tracciabilità del prodotto sbarcato, sistemi di monitoraggio delle imbarcazioni autorizzate; valutare, prima di sottoscrivere accordi in sede europea o internazionale, le implicazioni socioeconomiche di introduzione di misure come il totale ammissibile di catture (Tac), da riferire all’intero ammontare di pescespada pescato nel paese; disporre misure a salvaguardia di occupazione e imprese di pesca, in relazione agli interventi di tutela dello stock ittico; introdurre efficaci sistemi di identificazione, per evitare il consumo di prodotto di provenienza illecita. Infine – conclude la deputata Pd - a regolamentare la pesca non professionale”.
"Molto importante quanto sta emergendo dall'incontro promosso dalla Presidente Boldrini alla Camera con circa 600 sindaci riuniti nell'Aula di Montecitorio. Sono presenti, tra gli altri, i sindaci di Norcia, Amatrice, Ussita ovvero quelli delle zone colpite dal terremoto del Centro Italia. Dai loro interventi si apprende che non bisogna solo essere eccellenti nella gestione delle prime ore di emergenza, come ha fatto anche questa volta il Governo assieme ai volontari, alle Forze dell'ordine, alla Protezione Civile, ma mettere in campo misure organiche e semplici anche nella gestione successiva alla fase acuta a tutela dei cittadini, della loro sicurezza e dell'ambiente in cui vivono. Ce lo chiedono gli italiani, l'accordo COP21 di Parigi, il richiamo solenne alla "cura della casa comune" ribadito ieri da Papa Francesco. Questo il senso e quanto è previsto dalla mia proposta di Legge di riordino dello strumento di Protezione Civile, approvata alla Camera e ora in discussione al Senato della Repubblica". Così commenta Chiara Braga, deputata e Responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico, quanto detto dai sindaci italiani ogginell'Aula di Montecitorio all'evento promosso dalla Presidente Boldrini con 600 sindaci italiani.
La Deputata PD a Berlino, alla presentazione del libro di Paolo Petrillo sull’armistizio del 1943
“Gli italiani traditori cronici, i tedeschi bestie assassine. La Seconda guerra mondiale, e in particolare l’occupazione tedesca dell’Italia in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, non solo ha portato tragedie indescrivibili ma ha anche contribuito a rafforzare i reciproci stereotipi fra italiani e tedeschi. L’interessante libro di Paolo Petrillo, dedicato all’immagine degli italiani durante e dopo la Germania nazista, ci fornisce gli strumenti per capire quanto i pregiudizi fra i popoli siano duri a morire e quanto siano attuali anche oggi.
Sono proprio questi meccanismi mentali che nutrono il nazionalismo e che l’integrazione europea cerca di disinnescare. Lo studio del passato, in un presente dove avanzano i movimenti xenofobi, ci serve a ribadire che abbiamo bisogno di più, e non meno Europa”.
Così Laura Garavini, Componente della Presidenza del PD alla Camera, in occasione della presentazione a Berlino della versione tedesca del libro di Paolo Petrillo “8 settembre 1943. I nodi irrisolti fra Italia e Germania”.