“Non avevamo dubbi ma dispiace avere così spesso conferme della volgarità di Matteo Salvini. Le frasi sconnesse e infelici usate a Radio 24 all’indirizzo di Laura Boldrini lo qualificano come un uomo indegno. Si scusi con la Presidente e stia zitto per un po’ di tempo”.
Così Gero Grassi, vice presidente dei deputati del Pd, duro le parole del segretario della Lega contro la Presidente della Camera, Laura Boldrini.
Finalmente è stato firmato il decreto attuativo che equipara alla laurea i diplomi conseguiti presso le scuole di cinema, teatro, musica, danza e letteratura. Si tratta di un segnale molto forte che dimostra l'impegno e l'attenzione di questo governo per la valorizzazione delle professioni del mondo della cultura”. Lo ha detto Flavia Piccoli Nardelli del Pd, presidente della commissione Cultura della Camera.
“Grazie al provvedimento contenuto ne ‘La Buona Scuola’ - prosegue Nardelli - colmiamo un ritardo molto grave per un Paese come il nostro riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo per il suo straordinario patrimonio culturale. È davvero importante che molti ragazzi che hanno deciso di dedicare i loro studi e la loro vita alla cultura possano conseguire un titolo, valido in tutto il mondo, che permetterà loro di sfruttare nel miglior modo possibile l'insieme dei saperi appresi nel corso del percorso formativo”.
La deputata PD commenta lo studio della sociologa Pichler sull’emigrazione italiana in Germania
“Non c’è dubbio che l’integrazione degli emigrati italiani in Germania si sia rivelata nel tempo un successo di cui andare fieri, sia in terra tedesca che italiana. Quest’anno lo abbiamo sottolineato più volte, sia al Parlamento italiano con il Ministro all'Europa, Michael Roth, come pure con la Cancelliera Merkel e la Ministro all'Integrazione, Özoguz, al Bundeskanzleramt, festeggiando ufficialmente i sessant’anni degli accordi bilaterali italo-tedeschi.
Tuttavia resta ancora parecchio da fare sul fronte dell’inclusione dei nostri cittadini residenti in Germania. Lo dimostra l'utile recente studio della sociologa Edith Pichler, che partendo da una serie di statistiche comparative, dimostra come siano ancora troppo pochi gli italiani che partecipano attivamente alla vita politica tedesca, mentre invece sono ancora troppi gli alunni di origine italiana che si ritrovano penalizzati da un sistema scolastico selettivo come quello tedesco".
Lo ha detto Laura Garavini, Presidente dell’Intergruppo parlamentare di amicizia Italia-Germania, commentando l’analisi pubblicata dalla sociologa e componente del CGIE Germania, Edith Pichler, pubblicata sul sito “Mediendiest Integration”, disponibile al seguente link: https://mediendienst-integration.de/artikel/gastkommentar-edith-pichler-60-jahre-anwerbeabkommen-zwischen-deutschland-und-italien.html
"Edith Pichler", ha concluso la Garavini, "evitando facili trionfalismi, fa un bilancio obbiettivo della presenza italiana in Germania e allo stesso tempo fornisce una serie di proposte concrete per il futuro, volte a migliorare la partecipazione degli italiani nella società tedesca”.
"Con il collegato ambientale abbiamo dotato di maggiori strumenti l'agenda verde del nostro governo che promuove la green economy, per noi fattore di crescita importante per il paese. Sarà più agevole per le nostre amministrazioni combattere il dissesto idrogeologico e l’abusivismo edilizio. C’è un piano nazionale per la mobilità sostenibile, sgravi per le imprese che bonificano l’amianto e misure a sostegno dei comuni per aumentare il tasso di raccolta differenziata. Sono previsti interventi per la difesa del suolo e del sottosuolo e nuove procedure sulle valutazioni di impatto ambientale e sanitario. E’ per noi un provvedimento importante, che disciplina in maniera organica una materia su cui giustamente la sensibilità sociale è sempre più attenta".
E' quanto dichiara in un post su Facebook Ettore Rosato, Presidente dei deputati Pd
Oggi con il sì al collegato ambientale scriviamo una bella pagina che non è la fine di un percorso bensì l’inizio di una nuova politica che deve proseguire con il Green act e con i piani nazionali che ci impone la COP21, che realizzeremo immaginando per L’Italia un ruolo di guida di questo futuro che vogliamo costruire”. Così il capogruppo Pd della commissione Ambiente Enrico Borghi durante la dichiarazione di voto al Ddl sul collegato ambientale, approvato oggi in aula di Montecitorio con soli 32 voti contrari.
Ha proseguito Borghi: “Siamo al termine di un percorso legislativo di duro lavoro di due anni e sono retorico se uso l’aggettivo ‘storico’ per definire un provvedimento che per la prima volta introduce il concetto di economia verde all’interno del corpo giuridico delle leggi del nostro paese. Un testo che nasce dallo sforzo di dare una risposta organica e non occasionale alla rottura del rapporto tra uomo ed ecosistemi con il rapido esaurimento delle risorse che i cittadini vivono nella propria esperienza quotidiana: dall’aumento dell’ inquinamento, all’incremento delle popolazioni, all’urbanizzazione sproporzionata, allo sfruttamento intenso del suolo arabile e il depauperamento delle risorse naturali. Di questo si è parlato a Parigi e l’ ltalia è tra i primi paesi che danno seguito concreto alle decisioni prese alla COP21. Noi come Pd e coalizione di centro sinistra abbiamo fatto passi qualificanti per arrivare a questo punto: dall’ eco bonus al divieto di fracking, alla legge sugli Ecoreati, dal provvedimento sulle agenzie, al tema della mobilità sostenibile.
“Questo ddl – spiega ancora Borghi - non riguarda solo l’ambiente è anche l’occasione perché la politica riscopra il meglio di sé, per ridarle dignità stabilendo il quadro delle regole entro le quali si devono esprimere le forse propulsive di guida all’interno di questi fenomeni che stiamo vivendo. Riaffermare il primato della politica oltre a difender la democrazia significa anche andare contro una grigia gestione del potere dell’esistente e noi mettendo in campo misure di green economy, attraverso un provvedimento legislativo, diamo il senso della politica a cui pensiamo”.
Invece di richiamare i suoi che abbandonano l’Aula mentre si vota la legge più importante dello Stato, il senatore Morra attacca i giornalisti e promette epurazioni in Rai. Un fatto gravissimo soprattutto se si pensa che Morra appartiene allo stesso gruppo del Presidente della Commissione di vigilanza Rai. Che succede ? Abbandonati da Casaleggio e Grillo, i parlamentari 5 stelle si mettono in proprio e imitano la peggiore stagione berlusconiana, quella dei famosi editti. Aspettiamo una presa di distanza dal Presidente Fico.
Lo ha dichiarato l’on. Vinicio Peluffo, capogruppo Pd Commissione Vigilanza Rai.
Ringrazio il Presidente della Repubblica per le parole di condanna della proposta del governo danese volta a spogliare i migranti dei loro beni per pagare il costo dell'accoglienza. Non è solo "crudelmente beffardo" e offensivo della loro dignità ma, come ha correttamente ricordato il Presidente Mattarella, "riconduce alla memoria i momenti più oscuri dell'Europa". Sono certa che tutto il Paese si senta interpretato dall'intervento del Presidente: non è questa l'Europa che vogliamo, non è questa l'Europa che i Padri volevano costruire per garantire alle nuove generazioni pace e benessere dopo gli anni bui delle dittature e della guerra.
La deputata illustra il suo OdG, accolto dal Governo in Legge di stabilità
“Anche il Governo condivide l'esigenza di rendere le nostre Università più competitive, all'altezza dei recenti processi di internazionalizzazione." Lo ha detto Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del PD alla Camera, commentando l’accoglimento da parte del Governo dell’Ordine del Giorno alla Legge di stabilità, del quale è prima firmataria insieme ai colleghi PD eletti all'estero.
"Con l'approvazione di questo Ordine del giorno il Governo ha condiviso l'opportunità che una parte di quei docenti universitari che verranno assunti a chiamata diretta, presentino il requisito di esperienze di ricerca e di insegnamento all’estero. Secondo il Ministero dell’Istruzione, meno del 3 % dei docenti operanti nelle università italiane è di origine straniera. Inoltre, solo il 3,8 % degli studenti iscritti alle università italiane sono stranieri, a fronte di una media europea dell’8%. Dati come questi ci dicono che il sistema universitario italiano ha urgente bisogno di internazionalizzarsi, avvicinandosi agli standard europei. Ecco perché mi sono rivolta al Governo sollecitandolo a prevedere una quota di docenti che vantino una significativa esperienza lavorativa in enti di ricerca o in università straniere, siano essi italiani o stranieri. Solo attraverso interventi di questo tipo, che vanno nella direzione di incentivare la mobilità internazionale, possiamo raggiungere l’obbiettivo di svecchiare l’università italiana e di renderla più competitiva in Europa e nel mondo”.
La vice presidente della Camera: i partiti tradizionali pagano le politiche di sacrifici e austerità prevalse in Europa
“Non credo sia possibile ne' giusto leggere il risultato elettorale con occhiali italiani. In particolare ritengo sia abbastanza arbitrario, e anche un po' patetico, assimilare questa o quella forza politica spagnola con i partiti o i movimenti italiani, se non altro perché i protagonisti a Madrid sono tutte facce nuove mentre quelle italiane sono in un modo o nell'altro tutti vecchie conoscenze... Sono convinta invece che la lente europea sia necessaria. Il rischio di instabilità politica che il risultato produce non può essere rassicurante per Bruxelles perché stiamo parlando di un grande paese, fortemente colpito dalla crisi economica e con una situazione finanziaria delicata. La crisi del sistema bipolare spagnolo d'altro canto rappresenta la manifestazione più evidente del prezzo che i partiti tradizionali pagano, in termini di consenso, a causa della inadeguatezza delle politiche di sacrifici e austerità prevalse in Europa negli anni passati. Le forze progressiste devono e possono reagire insieme a questa crisi con un di più di riformismo, con maggiore coraggio e fantasia nelle innovazioni, e con scelte che facciano sentire l'Europa più vicina alle domande dei cittadini”.
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni commenta il risultato spagnolo.
Dopo due anni le Regioni accorperanno i municipi che non lo abbiano fatto
“Trovare un efficace meccanismo per ridurre l’elevata frammentarietà dei comuni italiani e prevedere la fusione obbligatoria per quelli con meno di 5.000 abitanti allo scopo di consentire un miglioramento della qualità e dell’efficacia dei servizi offerti ai cittadini”. Lo dichiara Emanuele Lodolini, deputato del Pd componente della commissione Finanze di Montecitorio che ha presentato una proposta di legge che prevede la fusione obbligatorio per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
“È noto infatti - prosegue Lodolini - che le ridotte dimensioni della maggior parte dei comuni sono spesso del tutto insufficienti a garantire uno svolgimento efficace dell’azione amministrativa. Secondo dati Istat del 2014 circa il 70 per cento dei comuni hanno meno di 5.000 abitanti e la percentuale dei residenti in piccoli comuni è pari al 17 per cento dell’intera popolazione. La proposta di legge che ho presentato su questo tema individua nelle fusioni lo strumento più idoneo per superare l’attuale frammentarietà dei comuni. La fusione, infatti, a differenza delle altre forme di associazionismo tra comuni, comporta la costituzione di un unico ente, nel quale verranno aggregate tutte le risorse umane, strumentali e finanziarie, al fine di ottenere l’ottimizzazione dei servizi esistenti e il loro ampliamento. La pdl di cui sono primo firmatario stabilisce innanzitutto che il limite minimo di abitanti perché possa esistere un comune è fissato nella soglia di 5.000 abitanti. Trascorsi poi 24 mesi dall’entrata in vigore della presente legge, le regioni provvederanno alla fusione obbligatoria di tutti i comuni la cui popolazione sia inferiore ai 5000 abitanti e che non abbiano già avviato di propria iniziativa procedimenti di fusione. In questo caso però i comuni perderanno gli incentivi previsti per le fusioni dal basso ritenute più efficaci in quanto basate su criteri più omogenei. Qualora trascorsi 4 anni dalla entrata in vigore della legge i comuni non abbiano provveduto di propria iniziativa a realizzare le fusioni e le Regioni abbiano omesso di adottare le necessarie leggi regionali per renderle operative, è prevista una decurtazione del 50 per cento dei trasferimenti erariali a favore delle regioni stesse, diversi da quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e al trasporto pubblico locale”.
"Il sostegno alla genitorialità è fondamentale per prevenire quelle situazioni negative che possono portare all'allontanamento del minore dalla famiglia: l'importanza di un affiancamento nella quotidianità familiare è cruciale se si vuole tutelare lo stesso minore da una situazione che si ripercuoterà inevitabilmente sul suo sviluppo e sulla sua crescita".
Lo ha dichiarato la deputata del Pd e responsabile del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori, intervenendo al convegno 'Minori fuori famiglia, percorsi di tutela a confronto', promosso da Rete Sociale presso la Camera dei deputati.
"Ogni storia di un minore che arriva in comunità o in affido è una storia a sè: bisogna partire da questa storia per capire l'importanza di lavorare sul versante della prevenzione e di sostenere la genitorialità fragile", ha aggiunto Iori. "In famiglie sempre più piccole e sole occorre sostenere genitori sempre più smarriti: affiancarli nel processo educativo e relazionale è importante e doveroso e occorre farlo ancora
prima che si arrivi all'allontanamento dei figli, intervenendo sul rischio di scivolamento nella marginalità, poiché tutte le famiglie possono essere a rischio e nessun nucleo è senza fragilità", ha proseguito la deputata del Pd. "Oltre a prevenire, quando è già avvenuto l'allontanamento, occorre ri-costruire la genitorialita'", ha
sottolineato Iori. "Perciò occorre rimettere al centro la relazione e partire dalle risorse che ogni famiglia ha, potenziare le capacità di far fronte alle difficoltà, continuare a guardare al futuro: l'obiettivo ultimo deve essere quello di ricreare quelle condizioni affinché il minore possa godere di un diritto importante, cioè vivere nella propria famiglia d'origine", ha concluso la responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza.
“Una buona legge, che guarda alla crescita e investe nel welfare". Così la deputata del Partito Democratico Elisa Mariano commenta i contenuti e gli emendamenti alla legge di stabilità 2016, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati.
“Accanto alla forte azione di riduzione delle tasse, alle misure di sostegno alla crescita – sottolinea Mariano – come gli interventi mirati per il Mezzogiorno, il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive, il sostegno finanziario per imprese, interventi e programmi, dobbiamo ricordare i 90 milioni di euro per il Dopo di noi, a sostegno delle persone con disabilità grave prive di assistenza familiare, i 5 milioni per rendere più indipendente la vita delle persone disabili e, soprattutto, i 600 milioni per il 2016, che nel 2017 arriveranno a un miliardo, per la povertà e l'esclusione sociale, nonché l'incremento di 150 milioni per il Fondo per le non autosufficienze”.
“Anche sul fronte del lavoro – prosegue la parlamentare democratica – la legge di Stabilità contiene dei buoni provvedimenti, come la proroga dello sgravio contributivo per le nuove assunzioni con contratti a tempo indeterminato, il rifinanziamento dei 250 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga, la possibilità di cumulare il riscatto degli anni di laurea con il periodo di maternità facoltativa fuori dal rapporto di lavoro, la riduzione dell'aliquota contributiva per i lavoratori autonomi e soprattutto la conferma della settima salvaguardia a favore degli esodati, che allarga la platea ad altri 26.300 contribuenti”.
"Siamo particolarmente soddisfatti per essere riusciti a inserire tra le priorità nazionali la Ciclovia dell’Aqp, grazie ad un emendamento presentato da tutti i parlamentari Pd a prima firma Capone. Una infrastruttura eccezionale dal grande appeal turistico, un turismo attento al paesaggio e alle sue ricchezze, rispettoso dei luoghi, sostenibile e compatibile, che testimonia quanto sia ricco il patrimonio dell’archeologia industriale nella nostra e in altre regioni meridionali, ed anche questo è un segnale importante nella direzione giusta", conclude Elisa Mariano.
“Questa legge di Stabilità è la più blu degli ultimi anni. Il Pd ha riconosciuto il valore del comparto ittico che ha voluto sostenere attivamente, con l’obiettivo di garantire agli italiani cibo sano e di qualità”. Lo dichiara Laura Venittelli, deputata e responsabile Pesca e Acquacultura del Partito Democratico-
“Molte misure approvate – spiega Venittelli – a vantaggio del settore primario possono veramente diventare il motore dell’economia blu, dando alla pesca un vero slancio di competitività. Di particolare rilievo, il credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali destinati a strutture produttive, l’accesso al fondo di solidarietà nazionale per le imprese ittiche che hanno subito danni a causa di avversità atmosferiche di eccezionale intensità, la possibilità di utilizzare le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca - questa sì, con una vera rivoluzione – per il piano nazionale assicurativo in favore delle imprese della pesca e dell’acquacoltura con l’ausilio di Ismea. Ancora: la proroga al 31 dicembre 2016 del programma triennale per la pesca e l’acquacoltura il cui fondo viene incrementato di ulteriori di 3 milioni di euro; il finanziamento alla Cassa integrazione destinata al settore per il 2016 ed alla soppressione dell’irap per le imprese tenute al pagamento dell’imposta”. “E non va dimenticato – continua la deputata democratica - l’impegno in commissione per il testo unico sul settore ittico e le risoluzioni che hanno portato in quest’anno a introdurre un nuovo concetto di fermo biologico di spazio e non di tempo”.
“E’ questo l’impegno che dovrà proseguire fino al termine della legislatura portando in dote nuove metodologie che garantiscano sia la sostenibilità dello sforzo di pesca, che condizioni di sicurezza e di redditività del comparto”, conclude Laura Venittelli
“Quella di Fdi e M5S sull’Isee è una confusione strumentale”. Lo dichiara Donata Lenzi, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali.
“L’Isee non viene utilizzato – spiega Lenzi – per determinare chi ha diritto alla pensione di invalidità o l’indennità di accompagnamento, né è una tassa. Serve solo a determinare chi deve pagare una retta per servizi socioassistenziale e quanto deve pagare. Ricordo inoltre che per i disabili l'inserimento nel calcolo delle indennità è compensato da una detrazione che per chi è in condizioni gravi arriva fino a 9500 euro”.
“Dire che si colpiscono le fasce deboli rappresenta dunque una grave imprecisione. Semmai, si eliminano le sperequazioni troppo spesso riscontrate in questo campo. Questo è un anno di sperimentazione e i primi risultati dicono che sono di più quelli che migliorano la propria situazione e pagano meno. Basta polemiche: basiamoci sui dati”, conclude Donata Lenzi.
Bene, ci siamo arrivati. Il Movimento 5 stelle ha appena bollato in Aula lo stanziamento per il Cai e il ripristino del Fondo Montagna come "marchette", tra gli applausi da stadio del loro direttorio che in questo modo asseconda quello che i padroni del vapore di quell'editoria che li ha caldamente adottati vogliono sentir ripetere pappagallescamente.
Capisco che vivere nel blog comporti come conseguenza il fatto di non sapere più cosa sia la realtà. Se spegnessero la loro connessione con la Casaleggio e Associati e aprissero quella con la realtà, scoprirebbero che per tutto il lavoro assicurato ogni anno dalle migliaia di volontari del Club Alpino Italiano, un milione di euro all’anno è probabilmente ancora poco. Quella che i colleghi grillini descrivono con disprezzo come una “mancia” è in realtà un atto dovuto da tempo. La manutenzione di migliaia di chilometri di sentieri e il presidio in centinaia di rifugi e bivacchi assicurato ogni anno dal Club Alpino Italiano permette lo sviluppo turistico della montagna italiana in estate e fanno risparmiare qualche centinaio di milioni l’anno agli enti locali. Inoltre, l’attività del Soccorso Alpino – che fa parte della grande famiglia del Cai – garantisce la sicurezza sulle montagne italiane con oltre ottomila interventi per salvare le persone in difficoltà.
Secondo le stime dell’Osservatorio Turistico della Montagna gli arrivi estivi toccano i 3,5 milioni di persone con 16,9 milioni di presenze (12 milioni di italiani e 4,5 milioni di stranieri) per un valore superiore a 2,1 miliardi di euro. Se milioni di persone ogni anno possono frequentare le montagne italiane, passeggiare su sentieri puliti, con la segnaletica, indicazioni e informazioni puntuali e trovare ristoro nei rifugi è merito anche del Cai. Lascio calcolare ai profeti del blog quanto dovrebbero spendere le amministrazioni pubbliche, comuni, unioni montane province, per mantenere il medesimo servizio, oltre che di quelli che verranno assicurati con i ripristinati 15 milioni del fondo montagna nel triennio come doverosa -e ancora insufficiente- applicazione dell'articolo 44 della Costituzione (leggetelo, ragazzi del Movimento 5 Stelle: c'è' anche su internet!).
Con questi dati e conoscendo personalmente l’attività svolta, credo che la strumentalizzazione dei grillini per attaccare l’attività dei parlamentari, sia largamente irrispettosa nei confronti del Cai, più che nei confronti nostri. Noi abbiamo cercato solo di fare il nostro dovere di rappresentanza, per garantire gli interessi dei cittadini che visitano la montagna, delle centinaia di migliaia di micro imprese che vivono grazie all’economia diffusa generata dal turismo montano e delle pubbliche amministrazioni che si devono sobbarcare oneri economici per centinaia di milioni nella manutenzione dei percorsi turistici, e delle amministrazioni comunali che ogni giorno erogano servizi in montagna in condizioni di grande difficoltà e di grandissima dignità.".
Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.