“Condanniamo con forza la rottura della tregua in Medio Oriente e il ritorno alle armi”. Lo dichiarano Giorgio Tonini ed Enzo Amendola, capigruppo Pd nelle Commissione Esteri di Senato e Camera.
“Come diciamo da giorni – continuano Tonini e Amendola – la situazione rende di ora in ora sempre più necessario e improcrastinabile un intervento della comunità internazionale, a partire da un protagonismo dell'Unione europea. Non si può lasciare passare altro tempo nell’inerzia, bisogna fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per scongiurare un nuovo assurdo massacro. Anche il governo italiano intervenga in tutte le sedi per aiutare a trovare una soluzione”, aggiungono.
“Noi abbiamo chiesto l’impiego di una forza d’interposizione sul modello in campo in Libano nel 2006, proposta che ha fatto registrare un’apertura anche da parte di esponenti del governo israeliano”, spiegano Amendola e Tonini.
“Altrettanto valida è l’iniziativa inglese, francese e tedesca di queste ultime ore che avanzano, con riscontri positivi dal governo israeliano, una proposta per demilitarizzare Gaza e sovraintendere ai valichi della Striscia. Viste le tragedie dell'ultimo mese e la tremenda perdita di vittime civili in un Medio Oriente, in fiamme dall'Iraq a Gaza – concludono - la comunità internazionale deve agire senza ulteriori ritardi”.
“Soddisfazione per l’accordo siglato oggi tra Alitalia ed Etihad. E’ un accordo dà un futuro ad Alitalia e centra il risultato di non privare il nostro Paese di un grande vettore che abbia base logistica e scali di riferimento sul suolo italiano”. Lo dichiara Gianluca Benamati, deputato del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Attività produttive alla Camera.
“L’accordo – spiega Benamati – non garantisce solo il mantenimento per il nostro Paese di una centralità logistica, che permette di sfruttare al meglio la sua posizione geografica. Esso è anche necessario per un paese come l’Italia che vuole continuare ad essere un grande Paese industriale ed intercettare importanti flussi turistici”.
“Il patto tra Alitalia ed Etihad è, insomma, un ulteriore puntello su cui il Paese può contare per risollevare le sue sorti e uscire in modo deciso dalla crisi”, conclude il capogruppo Pd in Commissioni Attività produttive.
“Con il voto finale del Senato oggi è stato fatto un passo avanti fondamentale per modernizzare le nostre istituzioni e semplificare il processo legislativo. Obiettivo irrinunciabile per adeguarci alla fase storica che stiamo attraversando. Ora il l’azione riformatrice deve proseguire. In particolare dobbiamo concentrarci sulla legge elettorale per introdurre quei miglioramenti necessari a innalzare la qualità della nostra democrazia”. Lo dichiara il deputato democratico Danilo Leva.
La riforma del Senato votata oggi ci dice che la politica è in grado di cambiare se stessa. E’ dunque la risposta più giusta all’antipolitica e al populismo: non c’è più abili per chi crede che le istituzioni vadano abbattute. In esse vi sono le forze e il coraggio per adeguarle ai tempi moderni, per avvicinarle ai cittadini, per renderle il luogo dove si risolvono i problemi e non essere il problema.
E’ con questo spirito che accoglieremo alla Camera dei Deputati la riforma del Senato, con la speranza che si possa definire un clima più sereno e collaborativo anche con le forze che hanno deciso di non sostenere il percorso, che non è solo di natura istituzionale, ma anche di ammodernamento del paese.
“ Padova raccoglie anche frutti lavoro Giunta Zanonato”
“Buone notizie per i comuni di Padova e Fratta Polesine: il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha stanziato 500mila euro a favore della Cappella degli Scrovegni e del Complesso dei Musei Civici di Padova e 109mila euro a favore della Casa di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine (Rovigo)”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Giulia Narduolo (commissione Cultura) che aggiunge: “Questi finanziamenti sono parte dei quasi 7 milioni di euro che il decreto legge 91 del 2013, conosciuto come decreto Bray, ha stanziato per nel 2014 per interventi a tutela di beni culturali e alla celebrazione di particolari ricorrenze. Un altro milione era stato stanziato precedentemente per il 2013”.
“Il decreto ministeriale in cui sono ricompresi la Cappella degli Scrovegni e i Musei Civici e Casa Matteotti – prosegue - finanzierà in tutto 9 interventi relativi alla tutela e alla valorizzazione delle strutture individuate, e un intervento per le celebrazioni di un anniversario. Nello specifico si tratta delle Mura urbane di Lucca, del Castello dell'Imperatore a Prato, del complesso di Barsento e area archeologica, del Teatro comunale di Bologna (per le celebrazioni del 250^ anniversario), di Villa Manzoni a Lecco, del terramare dell'età del bronzo di Noceto (Parma), della Certosa di Pavia, della biblioteca universitaria e del complesso della Sapienza a Pisa. In commissione abbiamo dato parere positivo al decreto del MIBACT e sono soddisfatta per l’attenzione del governo per la Cappella degli Scrovegni ei Casa Matteotti. Se Padova è riuscita a portare a casa questo importante finanziamento – conclude -, parte del merito va senz'altro al lavoro lungo e silenzioso che la giunta Zanonato ha portato avanti negli ultimi anni, teso a tutelare uno dei gioielli del patrimonio artistico e culturale della città e dell'Italia intera".
“Mentre è chiaro il motivo del riconoscimento di ‘indennizzo’ per quelle aree dove si procede all'estrazione di materiale fossile, molto meno condivisibile è il meccanismo riguardo i rigassificatori”. Lo dichiara, a proposito del Dl Guidi riguardante il ‘bonus trivelle’, Alessandro Bratti, deputato del Partito e componente della Commissione Ambiente della Camera.
“I rigassificatori – spiega Bratti - si trovano spesso su un confine amministrativo regionale ma impattano negativamente su altri territori. E' il caso dell'impianto di Porto Viro, che è in area veneta, ma esercita alcuni effetti negativi per la pesca sulla costa emiliana romagnola”.
“Vorrei quindi che il ministro Guidi spiegasse la logica di questo provvedimento, che in questo caso pare porti benefici solo ai cittadini veneti”, conclude il parlamentare democratico.
“È grave che nel primo telegiornale nazionale ricorrano terminologie che pensavamo ormai totalmente censurate dal linguaggio comune”. Lo dichiara Khalid Chaouki commentando l’uso, da parte di una giornalista del Tg1, delle espressioni “scelta e diversità di razza” in una domanda al ministro della Salute Lorenzin durante un’edizione di ieri. “Si tratta - spiega Chaouki - di un doppio strafalcione. Scientifico, dal momento che dal punto di vista genetico il concetto di razza è inesistente: E culturale, perché il servizio pubblico rischia in questo modo di confermare in chi ascolta convinzioni che dovrebbe invece combattere”.
“In un momento – prosegue Chaouki - in cui alziamo tutti la voce per denunciare il razzismo e le discriminazioni, chiediamo alla Rai e all'Ordine dei giornalisti un impegno serio per cambiare il linguaggio nel rispetto di tutti come già ampiamente stabilito dai documenti prodotti in Italia e a livello internazionale”. “Sarebbe anzi il caso che il direttore del Tg1 facesse una verifica sul servizio in questione e prendesse tutte le iniziative necessarie perché un episodio come quello di ieri non si ripeta”, conclude il deputato democratico.
"La riforma del regime di responsabilità solidale per il pagamento delle ritenute porta un vantaggio di 1,2 miliardi di minori costi per le imprese italiane". Così Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze a Montecitorio, commenta l'approvazione del decreto sulle semplificazioni fiscali avvenuta oggi alla Camera, che contiene alcune novità."Da tempo – spiega Causi - le imprese ci chiedevano di intervenire, eliminando un barocco e costoso obbligo di certificazioni che, secondo una recente ricerca della CNA, costa 1,2 miliardi. Lo abbiamo fatto nell'esprimere il parere parlamentare al primo decreto attuativo della delega fiscale, quello delle dichiarazioni dei redditi precompilate".
"E lo abbiamo fatto - continua Causi - senza abbassare la guardia sulla lotta al lavoro nero e all'evasione fiscale. Con la riforma, l'INPS invierà i dati sui versamenti contributivi all'Agenzia delle entrate e sarà compito di quest'ultima incrociare con i dati sulle ritenute e individuare le aree grigie o nere di evasione. Dato che una delle modalità con cui si evadono gli obblighi fiscali nei settori con appalti al massimo ribasso è quella di far nascere e poi cessare imprese fittizie, si è altresì introdotta l'esigibilità dei debiti tributari fino a un periodo di cinque anni dopo la cancellazione dell'impresa dai registri delle Camere di Commercio.""In questo modo - conclude Causi - facciamo risparmiare molti soldi alle imprese oneste, liberandole da costosi adempimenti, ma allo stesso tempo aumentiamo l'efficacia degli strumenti anti-evasione per sanzionare le imprese disoneste".
“La chiusura del call center Accenture di Palermo è inaccettabile. Non si può tollerare che dopo tanti anni di lavoro altamente qualificato prestato da questi 262 lavoratori, cui va tutta la nostra solidarietà, British Telecom abbandoni il campo fuggendo altrove solo per risparmiare sul costo del lavoro e contribuendo in questo modo alla desertificazione produttiva del Mezzogiorno”. Lo dichiara Luisella Albanella, deputata del Partito Democratico e componente in Commissione Lavoro alla Camera.
“La chiusura del call center di Palermo – continua Albanella – è il segno che la crisi del settore non accenna a rallentare. La vicenda di Accenture conferma quanto già emerso dalle audizioni svolte sul tema in Commissione Lavoro. I punti di crisi più evidenti sono le gare al massimo ribasso, la tendenza alla delocalizzazione, gli incentivi a pioggia, che non servono a creare lavoro bensì a ridurre il costo del prodotto”.
“Ribadiamo l’impegno, mio e della Commissione Lavoro, a trovare una soluzione per i problemi dei lavoratori impiegati nei call center. Nel mese di settembre lavoreremo su una proposta di legge che intervenga sui punti di criticità emersi dalle audizioni. E quindi sull’Irap, rendendola fiscalmente detraibile sul costo del lavoro, sui criteri di concessione degli incentivi, che dovranno essere uguali per tutte le aziende in modo da evitare fenomeni di concorrenza sleale, sulle gare al massimo ribasso, sul recepimento delle norme europee sulle appalti”, conclude la deputata democratica.
“Approvato parere su primo decreto attuativo della delega fiscale”
“Un passo avanti fondamentale per un fisco più vicino a cittadini e imprese: questo il significato del via libera di oggi in commissione Finanze al parere sul primo decreto attuativo della delega fiscale, il cui principale obiettivo è quello di introdurre una serie di semplificazioni. Approvazione avvenuta, fra l’altro, con il consenso di tutti i gruppi e senza la contrarietà del M5s che ha scelto l’astensione”. Lo dichiara il deputato democratico Ernesto Carbone, relatore del parere.
“Particolare rilievo – spiega Carbone - hanno le misure per la realizzazione del 730 precompilato che lavoratori e pensionati italiani riceveranno a partire dal prossimo anno, con alcune indicazioni della commissione che rendono questo strumento ancora più efficace. Abbiamo inoltre posto come condizione ulteriori semplificazioni, fra cui quella che riguarda la revisione della responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore. Si elimina infatti nello stesso tempo un adempimento gravoso per le imprese, da loro stimato 1,2 miliardi, e si garantisce un forte contrasto all’evasione e al lavoro sommerso”.
“Siamo intervenuti anche – conclude - per migliorare la comunicazione delle operazioni nei Paesi black list e quindi per un maggiore contrasto della grande evasione. Stiamo proseguendo, insomma, per migliorare il rapporto fra contribuenti e fisco, con meno adempimenti e più servizi”.
“Sono soddisfatto per le rassicurazioni e l'impegno del Governo rispetto al finanziamento del terzo lotto funzionale a partire da prossimo decreto Sbocca Italia, e parzialmente soddisfatto per quanto riguarda la Gronda di Genova”. Lo dichiara Mario Tullo, deputato del Pd e capogruppo in Commissione Trasporti, per commentare le risposte fornite dal vice-ministro dei Trasporti Riccardo Nencini durante un’interrogazione dello stesso Tullo in merito alla realizzazione della Gronda autostradale di Genova e terzo valico dei Giovi, dopo le notizie allarmanti di questi giorni sulle difficoltà di finanziamento delle due importanti infrastrutture.
“Per quanto riguarda la Gronda autostradale di Genova – spiega Tullo – davanti alle affermazioni del viceministro Nencini - secondo cui non è sufficiente che il progetto sia stato approvato con parere di valutazione ambientale positivo ma è necessario anche indentificare le risorse private derivanti dall’esazione del pedaggio - apprezzo il fatto che il governo ritegna l’opera strategica nonché l’impegno a concludere in tempi brevi l’analisi del piano finanziario”.
“Tuttavia – continua Tullo - dal momento che società Autostrade, nel 2002, nel 2004 e infine nel 2008, al rinnovo automatico delle concessioni, si era impegnata a compiere degli investimenti per un importo complessivo di oltre 20 miliardi di euro, comprendendo tra questo anche la Gronda di Genova, ritengo – e ho proposto – che le Commissione Trasporti e Ambiente possano avanzare un’ipotesi di breve indagine conoscitiva per valutare lo stato degli investimenti da parte del gestore”.
“In questo contesto, sarebbe anche auspicabile un eventuale coinvolgimento dell’Autority dei Trasporti”, conclude il capogruppo Pd in Commissione Trasporti.
“Ho depositato oggi un’importante risoluzione in commissione Agricoltura per indirizzare l’operato del governo in materia di nitrati di origine zootecnica. Si tratta di un tema scottante, su cui il ministero ha avviato un tavolo con le Regioni per cercare di tenere assieme le esigenze di salvaguardia della qualità dell'acqua e dei costi per il mondo agricolo”. Lo afferma Giorgio Zanin, deputato del Pd e componente della commissione Agricoltura della Camera.
“Il semestre europeo – sostiene Zanin - è un’ottima occasione per il governo italiano per giocare un ruolo decisivo nel percorso di revisione della direttiva nitrati. Secondo le insistenti segnalazioni proveniente al mondo dell’agricoltura, è stata sollevata la necessità di distinguere i limiti di spandimento in funzione delle macro regioni agricole europee, in ragione anche dei fattori climatici”.
"La risoluzione - prosegue il deputato - punta a una revisione del D.M. 7 aprile 2006, nella parte in cui dispone un unico periodo per il divieto di spandimento degli effluenti zootecnici, delle acque reflue, dei concimi azotati e degli ammendamenti organici, prevedendo la possibilità di stabilire la suddivisione di tale termine in due fasi annuali. Dall’indagine Ispra presentata a maggio in merito all’analisi delle fonti di inquinamento da nitrati, è emersa una prima corresponsabilità tra sistema agricolo e quello dei sistemi civili ed industriali. Occorre, quindi, - conclude Zanin - rivedere tutta la normativa in materia di nitrati e favorirne lo stoccaggio in armonizzazione con la gestione dell’attività produttiva”.
Nonostante nel pubblico impiego lavorino competenze importanti, “persone valide che mediamente non godono di trattamenti economici particolarmente elevati – ha aggiunto - “il sistema nel suo insieme non funziona come dovrebbe e le inefficienze, le lungaggini, le storture e le arretratezze della Pubblica Amministrazione italiana sono, ormai da tempo, uno dei fattori che concorre a rendere il nostro Paese meno dinamico e competitivo di quanto potrebbe e dovrebbe essere”. Citando le statistiche del World Economic Forum e della Banca mondiale, Sereni ha parlato dello “scarto tra realtà e potenzialità, tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere”.
“Fisco, Giustizia, Mercato del Lavoro, Sblocca Italia, Pubblica Amministrazione: se riusciremo, come credo, nell’intento di rinnovare il sistema pubblico nel senso dell’efficienza e della qualità – ha concluso – “ una legislatura iniziata all’insegna della sfiducia e dell’antipolitica ridarà credibilità alle istituzioni democratiche e speranza agli italiani”.
Interrogazione della deputata Narduolo al ministro Poletti
“Chiediamo al governo di reperire le risorse necessarie, pari a 21 milioni di euro, per garantire almeno lo stesso contingente annuale di avvii al servizio del bando precedente”. Lo scrive la deputata del Pd Giulia Narduolo, componente della commissione Cultura, che ha presentato una interrogazione al ministro Poletti e al presidente del Consiglio Renzi su questo tema.
“Dopo i tagli al fondo nazionale, denunciati dal Forum Nazionale del Servizio Civile – prosegue Narduolo – sarà impossibile inserire nel contingente del prossimo bando 3.500 volontari dal momento che il costo lordo sostenuto annualmente dallo Stato per ogni giovane in servizio civile è di circa 6.000 euro. Nello specifico, le recenti riduzioni al fondo nazionale del servizio civile avvenuti a causa della spending review ammontano a € 9.559.081 per l'anno 2012, € 3.066.631 per l'anno 2013, € 8.275.299 per l'anno 2014. In occasione della giornata nazionale di ascolto per la riforma del terzo settore e il servizio civile universale, il Sottosegretario Luigi Bobba si era impegnato a recuperare i 21 milioni di euro. Tuttavia, ad oggi non risulta esservi alcuna iniziativa concreta a riguardo; anzi, a quanto si evince dalle dichiarazioni del Ministro del Lavoro che fa riferimento alle risorse per il prossimo bando, queste sono costituite solamente da 105 milioni stanziati nella legge di stabilità 2014, 83 milioni provenienti dall’avanzo 2013, 57 milioni provenienti dal piano europeo ‘Garanzia Giovani’, per un totale di 245 milioni di euro. Risulta dissonante il fatto che il Governo e in particolare il Presidente del Consiglio continui a sottolineare il valore dell'esperienza del servizio civile, esprimendo più volte la volontà di investire in questo strumento considerandolo uno dei pilastri del disegno di legge delega sul terzo settore, e poi, alla prova dei fatti, il fondo che dovrebbe essere incrementato fino a 600 milioni per permettere a 100.000 giovani di svolgere il ‘Servizio Civile Universale’, risulti invece tagliato di 21milioni”
“Le difficoltà economiche del nostro Paese ci spingono a rinnovare con convinzione la fiducia al governo Renzi. La riforma della Pubblica amministrazione è un tassello importante che va nella giusta direzione del rinnovamento per arrivare ad una maggiore efficienza della Pa, ma è solo un primo passo; non ci fermeremo nel processo riformatore avviato dal governo del Pd”. Lo ha detto Enzo Lattuca, deputato del Pd componente della commissione Affari costituzionali, durante la dichiarazione di voto sul decreto sulla Pubblica amministrazione stamani nell’Aula di Montecitorio.
“Il decreto – ha proseguito Lattuca - è caratterizzato da un approccio positivo nei confronti del settore della amministrazione pubblica che è un settore fondamentale per il rilanciare del Paese. Da parte del governo non c’è ostilità nei confronti del pubblico impiego; chi ha cercato in questi anni di modificare la Pa dicendo che i dipendenti sono tutti fannulloni non ha ottenuto niente. Il provvedimento è caratterizzato dalla volontà di ricostruire una amministrazione pubblica che non sia ostile ai cittadini e alle imprese ma aperta alla collaborazione e alla semplificazione; ha un atteggiamento non punitivo dei dipendenti ma è anche capace di riforme in particolare sulle figure apicali, come è accaduto per la onnicomprensività per il trattamento sui dirigenti. Il divieto di trattenimento in servizio è positivo ma senza il turn over non porterà novità poiché l’assillo per ognuno di noi è la disoccupazione giovanile. Abbiamo messo in campo già qualcosa come la garanzia giovani, ma l’accesso alla Pa per le giovani generazioni, adesso difficile, deve essere reso più facile attraverso concorsi. Con legge delega possiamo ancora alzare l’asticella; penso al procedimento amministrativo e alla risoluzione del conflitti tra pubbliche amministrazioni. Se vogliamo veramente superare il frequente ricorso alla decretazione di urgenza e lasciare i decreti ad un ambito di straordinarietà, dobbiamo superare il bicameralismo perfetto. In molti si lamentano dei troppi decreti ma si chiamano fuori dalla riforma delle istituzioni. Il bicameralismo è il dimezzamento del Parlamento e non la duplicazione di esso. Per questo rinnoviamo la fiducia al governo Renzi”.