Oggi, giovedì, 7 agosto, ore 11.30 presso la sala stampa della Camera, via della Missione, 4
Introduce e modera Khalid Chaouki – deputato PD, promotore petizione #TavecchioRitirati
Intervengono:
Joseph Dayo Oshadogan - ex calciatore Nazionale Italiana Under 21
Mauro Valeri – Sociologo, co-autore di “Campioni d’Italia?”
Laura Coccia – deputata PD, Commissione Cultura e Sport
Mohamed Tailmoun – Rete G2 - Seconde Generazioni, co-autore di “Campioni d’Italia?”
Saranno presenti i parlamentari firmatari della petizione.
26mila firme, 26mila voci che si sono alzate in Italia e in Europa per chiedere a Carlo Tavecchio di fare un passo indietro e ritirare la propria candidatura alla presidenza della FIGC. In questa occasione verranno presentate le 26mila firme raccolte a sostegno della petizione #TavecchioRitirati che verranno inviate a Michel Platini, Presidente della UEFA
Sepp Blatter, Presidente della FIFA e a Giovanni Malagò, Presidente del CONI.
Sarà presente l’ex calciatore Joseph Dayo Oshadogan che fu il primo giocatore afro-italiano ad indossare la maglia della Nazionale Under 21.
Durante la conferenza stampa verrà presentato “Campioni d’Italia? Le seconde generazioni e lo sport” il primo libro/dossier che fa il punto sulle condizioni delle seconde generazioni e il razzismo nello sport.
Per partecipare alla conferenza stampa accreditarsi presso Silvia De Marchi silvia.demarchi@camera.it
Via libera alla pdl sul rientro dei capitali da parte della commissione Giustizia della Camera. Nel pomeriggio è stato infatti approvato il parere favorevole al testo messo a punto dalla commissione Finanze: “E’ un testo – spiega Donatella Ferranti, relatrice del parere – che, a differenza dello ‘scudo fiscale’, non comporta l’anonimato ma anzi presuppone attraverso una forma di autodenuncia la piena tracciabilità delle attività finanziarie e l’emersione di tutti i redditi occulti. In tal senso – sottolinea la presidente della commissione Giustizia – i benefici sul versante penale, ossia la non punibilità di reati meramente dichiarativi, e gli sconti sulle sanzioni tributarie si inquadrano con coerenza nelle linee guida tracciate dall’Ocse”.
La commissione Giustizia chiede però di riscrivere il reato di autoriciclaggio affinché “non siano puniti atti di mero godimento o trasparente disposizione dei proventi illeciti, ma solo quei comportamenti – si legge nel parere – che consistono in condotte artificiose, idonee ad ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa”. In pratica, “alla luce di quanto in audizione ci hanno riferito gli esperti e dei lavori delle commissioni Fiandaca e Garofoli – dice Ferranti – abbiamo individuato un denominatore comune nel ricondurre il reato di autoriciclaggio esclusivamente a condotte di ostacolo messe in atto da parte di chi ricicla in prima persona, evitando così il rischio di duplicare le pene per ciascun delitto suscettibile di generare proventi illeciti”.
“Poste Italiane ha stipulato dei contratti di somministrazione attraverso agenzie di lavoro interinale eludendo nei fatti l’avviso pubblico diramato attraverso il proprio sito web, lasciando nella disillusione miglia di giovani che avevano avanzato la candidatura attraverso il portale”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Finanze Franco Ribaudo, che questa mattina ha presentato un’interpellanza ai ministri delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Tesoro per far luce sulla vicenda.
“All’inizio di quest’anno – spiega Ribaudo - il Gruppo Poste Italiane ha diramato una avviso pubblico, attraverso il proprio sito web, che dava notizia dell’assunzione di 1070 unità per il periodo primavera/estate 2014. In questi giorni ho appreso che Poste Italiane ha stipulato dei contratti di somministrazione attraverso agenzie di lavoro interinale eludendo nei fatti l’avviso pubblico”.
“La notizia – prosegue Ribaudo – che si fanno con vecchi metodi consociativi, lascia ancora più indignati dal momento che arriva nell’era del cambiamento guidata dal Presidente del Consiglio Renzi. Va anche specificato inoltre che molti di questi contratti, poi, sono stati o saranno, trasformati a tempo indeterminato. Credo sia opportuno conoscere quali siano le ragioni tecnico organizzative che hanno previsto la stipula di questi contratti, quali sono le qualifiche professionali richieste per la loro attivazione, quanti siano i contratti trasformati a tempo indeterminato e il grado di parentela dei soggetti assunti con i dirigenti locali e nazionali delle organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto nazionale di lavoro”. “Ho chiesto, infine, quali iniziative si intendono assumere per porre fine a questa vergognosa spartizione di posti nelle società a totale capitale pubblico, che eludendo le normali procedure concorsuali gestiscono la risorsa personale e le assunzioni con metodi clientelari e di spartizione consociativa, mortificando per di più le aspettative di tanti giovani preparati che non trovano lavoro”, conclude Franco Ribaudo.
Legge stabilità 2015 espansiva. Accelerare nuova TLTRO della BCE
“Ha ragione il premier: il futuro dipende da noi. Dobbiamo invertire la rotta. Allora diamo il giusto nome alla malattia: deflazione. Sarebbe opportuno anticipare il voto in Parlamento della nota di aggiornamento del DEF nella prima metà di settembre, per consentire al governo di costruire una legge di stabilità fortemente espansiva, in linea con gli obiettivi del premier e, nello stesso tempo, chiediamo in Europa di accelerare la nuova Targeted long term refinancing operation (TLTRO) della Bce. Le polemiche in queste ore servono solo ad alimentare un caos di cui il Paese non ha bisogno. Serve trasparenza e chiarezza. Prima della cura è necessario condividere le diagnosi: l’Italia, in tanti lo ripetiamo da mesi, è tecnicamente in deflazione e serve una cura straordinaria per una condizione inedita e mai vissuta prima.
Per noi oggi la deflazione – crescita zero, inflazione zero, bassissimi tassi di interesse, poca liquidità nel sistema - è una spirale perversa che porta la gente a chiedere meno soldi per il lavoro che svolge; questa condizione porta a spendere meno, a non fare spese superflue. La condizione generale del paese può e deve essere aiutata da chiare politiche economiche espansive e da nuove politiche europee. Con la riduzione in atto dei prezzi dei beni di consumo (a luglio l’inflazione è stata allo 0.1%) e la parallela riduzione in alcuni comparti anche del valore dei servizi e dei compensi, non si può intervenire solo con tagli di spesa, spero sia chiaro a tutti. Il debito nel suo complesso aumenta, come aumenta quello delle famiglie. E senza crescita sarà sempre peggio. È necessario chiedere alla Bce l’anticipazione dei tempi per le operazioni di Quantitative Easing in Europa, sulla falsariga di quella Usa, l'unica possibilità di allargamento della massa monetaria. Abbiamo urgenza che torni a circolare liquidità e che risorse vere attraverso le banche arrivino alle imprese e alle famiglie. Se noi in Italia con tassi di interesse in calo, riduzione del pil, riduzione dei salari e del valore dei beni, con scarsa liquidità nel sistema facciamo solo dei tagli indiscriminati della spesa pubblica, passiamo dalla disinflazione alla deflazione (ormai in atto), innescando una spirale perversa con gravissime ripercussioni negative per l'economia”.
Così Francesco Boccia presidente della commissione Bilancio della Camera.
Un ordine del giorno fondamentale per la vita di centinaia di imprese nelle Regioni Obiettivo Convergenza, e che tocca da molto vicino la Puglia e il Salento: è quello presentato da Salvatore Capone, parlamentare Pd del Salento, e approvato oggi alla Camera nell’ambito del decreto competitività. Un impegno per il governo a valutare l’opportunità, nell’ambito degli equilibri di bilancio, a sostenere quelle imprese che hanno avviato consistenti investimenti produttivi con il sostegno di Invitalia, permettendo la rinegoziazione dei mutui concessi perché il debito possa essere estinto non in sette anni ma in un range di tempo più esteso, come è accaduto peraltro fino al 2008.
“L’ordine del giorno, - afferma Salvatore Capone -, che segue un’azione di sensibilizzazione che ho già svolto nei mesi scorsi insieme al sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Teresa Bellanova, nei confronti dei ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, muove dalla gravissima difficoltà che incontrano numerose aziende salentine e di altri territori delle Regioni Convergenza, nel restituire il mutuo agevolato dopo aver portato a termine gli investimenti previsti dal d. lgs. 185/2000 (Titolo 1 – Titolo II). Una difficoltà che rischia di risolversi in un tracollo assoluto per le imprese che, in mancanza di un emendamento alla legge 244/2007, saranno investite da procedure di pignoramento da parte di Invitalia di beni strumentali e personali del tutto insufficienti, peraltro e ragionevolmente, a permettere all’ente erogatore il rientro delle cifre nel frattempo liquidate”.
“Il mio ordine del giorno – prosegue il deputato Pd - ha un duplice obiettivo. Uno, di natura tecnica, che di fatto chiede al governo di replicare quanto già deciso da precedenti esecutivi, nell’interesse di decine e decine di imprese e a salvaguardia di centinaia di posti di lavoro. L’altro di natura politica, perché lancia un segnale chiaro alle imprese meridionali e salentine toccate dal problema e afferma la necessità, anche dinanzi ai recentissimi dati Svimez, di fare tutto quello che è in nostro potere per sostenere la vita delle imprese, soprattutto quando gli investimenti sono stati portati a termine, come in questo caso. D’altra parte in un periodo di crisi come quella che stiamo vivendo, rinegoziare il mutuo è positivo anche per Invitalia che altrimenti, procedendo a recuperi coatti, rischia di perdere grande parte del capitale investito. Le imprese meridionali coraggiose, soprattutto quelle caratterizzate da persone giovani che hanno scelto di investire, meritano fiducia. E sono convinto che questo sia l’obiettivo anche dal governo”.
''Penso ancora che le linee guida siano la soluzione più saggia. Semmai la ministra può farle precedere da un decreto ministeriale ‘organizzativo’ e essenziale''. Lo afferma Barbara Pollastrini, deputata del Pd, commentando le parole del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel corso dell'audizione in Commissione Sanità del Senato. ''D’altronde le motivazioni della Corte mettono in chiaro come non esista alcun vuoto normativo''.
''Mi fa piacere, invece, condividere molti dei punti indicati dalla ministra Lorenzin per dare attuazione alla legge 40 sull'intero territorio nazionale e farlo nella massima sicurezza, equità e trasparenza. Mi riferisco - prosegue l'ex ministra per le Pari opportunità - all'inserimento nei Lea, all'età dei donatori, al tetto per le donazioni, al registro nazionale, alla non commerciabilità dei gameti, alla tracciabilità genetica - che si può fare pur mantenendo l'anonimato che io ritengo utile per l'attuale cultura e esperienza del nostro paese''.
''Oggi la responsabilità della politica – conclude Pollastrini - è nel garantire al più presto l'attuazione della legge seguendo la bussola indicata dalla Consulta. E i suggerimenti che vengono dalla migliore esperienza medico-scientifica e associativa del nostro Paese. Il confronto pubblico e parlamentare continuerà, ma il nostro dovere è non sciupare altro tempo e altre speranze''.
“Bene l'iniziativa di un gruppo internazionale di esperti che, con una lettera, ha chiesto a Papa Francesco di esprimersi nei confronti degli Ogm e di provare così a fermare la pericolosissima deriva che l’umanità sta prendendo". Lo afferma Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera.
"Da tempo – spiega Oliverio - ci battiamo in Parlamento per debellare la piaga delle coltivazioni transgeniche, che rappresentano una vera minaccia per gli agricoltori, la salute e la biodiversità. Molto abbiamo ottenuto per evitare gli Ogm nei nostri piatti. Si pensi a quanto è stato fatto anche recentemente nel decreto competitività e per combattere la semina in Friuli Venezia Giulia di mais geneticamente modificato ed evitare ogni forma di possibile contaminazione ambientale e delle produzioni agricole locali. Tuttavia, molto dobbiamo continuare a fare."
"Apprezziamo – prosegue Oliverio - pertanto il contenuto del documento, firmato da Vandana Shiva, Ana María Primavesi, Andrés E. Carrasco, Elena Álvarez-Buylla, Pat Mooney, Paulo Kageyama, Rubens Nodari, Vanderley Pignati, in cui sono spiegati i danni causati dall’agricoltura transgenica e i motivi per cui è urgente mettere un freno a questo tipo di agricoltura”.
“Come tante volte abbiamo ribadito i cibi transgenici sono un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, e mettono a rischio il ‘Made in Italy’ agrolimentare. Per tutelare i consumatori che non vogliono mangiare cibi transgenici è necessario portare avanti la battaglia contro l'introduzione e la coltivazione di organismi geneticamente modificati, estendendo il divieto all'uso di Ogm anche alle razioni per gli allevamenti. I mangimi utilizzati negli allevamenti zootecnici non devono contenere vegetali Ogm", conclude il capogruppo Pd in Commissione Agricoltura.
“Siamo molto preoccupati, seguiamo con angoscia le notizie auspicando una rapida soluzione del caso”. “La nostra diplomazia e la nostra intelligence sono al lavoro anche per ottenere la liberazione di padre Dall’Oglio, confidiamo nella loro professionalità ed esperienza per riportare a casa le due cooperanti”. Così Lia Quartapelle, deputata del Pd della commissione Esteri, dopo la notizia del rapimento in Siria di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli che si trovavano ad Aleppo da fine luglio.
“Davanti ai conflitti che attraversano il Medio Oriente non possiamo chiedere gli occhi. Il rapimento delle centinaia di donne e ragazze Yazidi da parte di Isis conferma che non si può rimanere indifferenti di fronte alle cause principali che portano ai conflitti più crudeli: povertà e assenza di diritti”. Lo dichiara Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico.
“Nei luoghi del mondo in cui povertà e l’assenza di diritti prevalgono – spiega Martelli – la dialettica democratica fa fatica ad attecchire e chi vuole impadronirsi del potere ha gioco facile. In questo senso, l’istruzione può avere un ruolo fondamentale anche nel preparare le condizioni per la democrazia ”.
“Per troppi anni la comunità internazionale non ha investito a sufficienza per far progredire quei paesi sul terreno dell’istruzione e del riconoscimento del ruolo della donna. Se si vuole porre fine al fenomeno della negazione della libertà della donna bisogna partire dalla scuola. Per il Partito Democratico la scuola è in cima alla gerarchia dei valori politici, e per questo dobbiamo fare il possibile per esportarlo”, conclude la parlamentare democratica.
“Con l’approvazione del decreto sulla competitività, viene messo nero su bianco l’impegno del governo per il rilancio di Porto Marghera e per bloccare il processo delle dismissioni in un sito e in un settore che sono strategici per tutto il Paese”. Così il vice-presidente del gruppo del Pd alla Camera, Andrea Martella, annuncia l’inserimento e l’approvazione di un suo ordine del giorno, il cui testo diventa parte integrante del decreto sulla competitività che oggi ha ottenuto il via libera dall’aula di Montecitorio. L’ordine del giorno impegna il governo “a vigilare sulle intese raggiunte lo scorso 31 luglio (tra Eni e sindacati) e a porre in essere tutte le iniziative possibili finalizzate a rilanciare il sito industriale di Porto Marghera, nell’ambito del settore strategico della chimica verde, e al consolidamento dei livelli occupazionali”.
“Il messaggio – continua Martella - è senza equivoci: puntare su una nuova competitività di Porto Marghera, cosa che in questi giorni difficilissimi i sindacati e i lavoratori, ai quali diamo pieno sostegno, chiedono con forza. Ciò significa stabilire che Eni non può uscire dall’ambito della raffinazione, anche perché l'autonomia energetica europea non può fare a meno di un presidio italiano”.
“Significa che continuiamo a vigilare sulla realizzazione degli interventi per la bioraffineria e che soprattutto pretendiamo tempi rapidi e certi per il riavvio dell’impianto di cracking Versalis. Investire su Porto Marghera, non abbandonarla: questa è la strada che va percorsa fino in fondo”, conclude il vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Il governo si impegna ad attivare un tavolo di confronto permanente, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che coinvolga i soggetti istituzionali e le parti sociali, sindacati, consorzi a.s.i. e organizzazioni di categoria del mondo produttivo, per il rilancio delle aree industriali colpite dal terremoto del 1980“. Così il deputato del Partito Democratico Luigi Famiglietti commenta l’accoglimento da parte del governo dell’ordine del giorno finalizzato al rilancio delle aree industriali ex legge n. 219 del 1981.
“Le anticipazioni del rapporto Svimez – spiega Famiglietti - hanno evidenziato, ulteriormente, la criticità che sta vivendo il tessuto industriale nel Mezzogiorno e del conseguente calo occupazionale che ha portato il sud ai livelli della metà degli anni Settanta. La competitività del Paese si recupera soprattutto se il Mezzogiorno viene posto nelle condizioni di essere nuovamente attrattivo e in grado di far localizzare presso le proprie aree industriali nuovi investimenti produttivi”.
“A seguito del terremoto del 23 novembre 1980 – continua il deputato democratico - furono realizzate in base alla legge di ricostruzione, una serie di aree industriali che dovevano rilanciare l'economia delle aree del cratere duramente colpite dal sisma. Un rilancio di queste aree industriali, che sono già infrastrutturate, sono a oggi inutilizzate e i capannoni già attrezzati, in grado di ospitare nuovi insediamenti produttivi, potrebbe contribuire a un’inversione di tendenza, che faccia riacquisire centralità a questi insediamenti industriali rendendoli nuovamente attrattivi”.
“L’impegno del governo Renzi a porre la sua attenzione sul rilancio delle aree ex 219, è indicativo della volontà di rilanciare la politiche industriali in Italia e segnatamente nel Mezzogiorno”, conclude Famiglietti.
“Esprimo la mia soddisfazione per la notizia della riapertura delle indagini per la strage nazifascista di Sant'Anna di Stazzema permessa dalla Corte Federale di Karlsruhe. Questa novità molto importante arriva alla vigilia del settantesimo anniversario dell’eccidio che ricorre il prossimo 12 agosto. Nonostante l’arco di tempo che ci separa da quel tragico episodio, non bisogna arrendersi e continuare ad avere fiducia nella giustizia per la ricerca della verità. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.
Lo dice Andrea Manciulli, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Esteri.
“Un approccio nuovo del ruolo dell'Europa e di tutto l'Occidente anche in Africa potrà dare nuovo ossigeno alla politica, permetterci di promuovere cooperazione e collaborazione con i paesi africani, nonché costruire una nuova prospettiva di cambiamento“. Lo ha dichiarato il deputato Pd Manciulli, Presidente della Delegazione italiana alla NATO, vicepresidente commissione Esteri, commentando le parole del Presidente degli Sati Uniti Barack Obama, in occasione del vertice tenutosi alla Casa Bianca con i capi di stato dei paesi africani e riportate dalla stampa.
“Parole – spiega – che ho apprezzato e che condivido, impegnative per tutti coloro che vivono nella parte del mondo più ricca. Un riferimento chiaro e preciso per ricostruire una bussola di valori di cui l'Occidente ha bisogno per rilanciare se stesso dopo anni bui di crisi culturale e politica. L'Europa deve ridefinire su questi valori una propria missione come una parte essenziale dell'occidente stesso costruendo ponti di dialogo e di sviluppo anche con L'Africa, al fianco degli Stati Uniti.
L'Africa non può essere più per noi terra di sfruttamento per l'estrazione delle sue risorse – conclude Manciulli - dobbiamo investire nel potenziale enorme dei paesi africani e impegnarci perché le loro risorse umane ed economiche siano valorizzate e messe al servizio dello sviluppo democratico e civile delle sue popolazioni”.
"I dati congiunturali sul Pil dell'Istat, che pongono il nostro Paese in recessione tecnica, sono drammatici. Si tratta da un lato dell'effetto austerità che si trascina da tempo e, dall'altro, il ciclo stenta ad invertirsi perché mancano misure shock, prima fra tutte una drastica riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori per rilanciare i consumi interni. È altrettanto fondamentale operare sugli investimenti per creare maggiore occupazione e far ripartire l'economia reale".
Lo afferma in una nota la deputata del Pd, Monica Gregori.
“Approvare l’introduzione del reato di depistaggio e inquinamento processuale, che è all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula, prima della pausa d’agosto”. E’ l’appello che i deputati Pd Paolo Bolognesi, della commissione Difesa , primo firmatario della proposta di legge e Presidente Ass. Familiari Vittime strage di Bologna, e Walter Verini, capogruppo commissione Giustizia e relatore del provvedimento, rivolgono, in una lettera, alla Presidente della Camera Boldrini e ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari.
“L’Aula - è scritto nella lettera - già nella scorsa settimana avrebbe potuto procedere all’approvazione, proprio alla vigilia del 2 agosto, anniversario della strage di Bologna, dopo che il testo era stato licenziato per l’aula dal Comitato dei 9 della commissione Giustizia, con un solo voto contrario e con il parere favorevole dello stesso Governo” .
“ Sussistono pienamente - proseguono i deputati - le condizioni per questa approvazione e per il conseguente passaggio del provvedimento all’esame del senato” che “introduce nell’ordinamento il reato comune di depistaggio e inquinamento processuale , con l’aggiunta di aggravanti particolari nel caso in cui venga compito nell’ambito di gravissimi reati”.
Bolognesi e Verini sottolineano infine che “L’approvazione di questa Pdl sarebbe una risposta di grande valore legislativo, istituzionale e morale alla domanda di verità e giustizia che il paese da tempo richiede”.