“Nonostante i numerosi proclami sul contrasto alla criminalità organizzata fatti da Giorgia Meloni la Dia soffre di una un lenta e progressiva diminuzione degli organici in particolare modo in Sicilia dove ancora forte è la pressione esercitata dalla mafia. Abbiamo chiesto esplicitamente i dati all’esecutivo Meloni ma su questo ci troviamo di fronte ad un muro di gomma. E ci troviamo costretti a interessare direttamente il presidente della Camera per la palese violazione delle prerogative parlamentari, perché alla specifica domanda il governo oggi in aula ha glissato non rispondendo”. E’ quanto emerge oggi a Montecitorio, dalla trattazione di una interpellanza urgente al ministro degli Interni Matteo Piantedosi, sottoscritta dai deputati del Partito Democratico, di cui è primo firmatario il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
"Alla Dia – organismo a cui accedono aliquote di carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza e polizia penitenziaria - negli ultimi 4 anni - prosegue Barbagallo - non è stato garantito neppure il turn-over del personale trasferito o pensionato, né tantomeno vi è stato alcun tipo di potenziamento. Anzi ha subito una serie di tagli indiscriminati che, unitamente a quelle ostentate in settimana da parte del comandante dei carabinieri e a quelli, oltre 10.000 che riguardano la polizia di stato, stanno gravemente compromettendo la funzionalità dell'attività di contrasto al crimine. Una scelta sbagliata sia sotto il profilo funzionale che sotto quello organizzativo”.
“Vogliamo anche sapere quali siano – aggiunge - le previsioni di uscita per i prossimi 5 anni, in particolare nelle sedi siciliane, e se e come intenda implementare il personale della Dia. Ma è' insopportabile questa retorica del governo che – conclude - nei fatti continua a strizzare l'occhio alla criminalità organizzata diminuendo ogni giorno la consistenza del personale dello stato impiegato nella Dia e quindi nella lotta alla mafia".
“Non ha alcun senso pensare di realizzare un’opera come il Ponte sullo Stretto in un’area ad elevatissimo rischio sismico, quale è quella che interessa la Sicilia e la Calabria. Ora anche uno studio dell’Ingv conferma ciò che è evidente ma che solo il ministro Salvini, pervicacemente, continua a portare avanti per motivi esclusivamente di propaganda. Si tratta ora di prendere atto del lavoro di Ingv con Consiglio Nazionale delle Ricerche ed alcune università italiane ed europee che aggiunge nuovi dettagli a quanto già evidenziato negli anni e che fornisce una una visione più chiara e completa della struttura geologica dello Stretto. E fatto questo chiudere una volta per tutte il triste capitolo del Ponte voluto da questo governo e finanziato sottraendo fondi e risorse al Sud e alla Sicilia in particolare”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
Nello studio i ricercatori hanno analizzato una grande quantità di dati, sismologici e marini, e ha preso ad esame oltre 2.400 terremoti avvenuti nella regione in quasi 30 anni, dal 1990 al 2019. Dal loro studio è emerso che nella regione dello Stretto di Messina l'attività sismica si concentra in due strati della crosta terrestre in cui si concentrano forze geodinamiche diverse che insieme concorrono alla deformazione dell'area : un fenomeno che che nel corso di milioni di anni ha dato origine a catene montuose, faglie e depressioni marine ed è ancora oggi all’origine di terremoti potenzialmente distruttivi.
“Per questo – prosegue – sono necessari ulteriori studi e approfondimenti prima di iniziare i lavori, di fronte ad una situazione molto più complessa di quello che si pensava, come ha detto anche il geologo Mario Tozzi. E’ da irresponsabili proseguire a testa bassa ignorando gli avvisi che provengono dalla comunità scientifica. Ci auguriamo che il Governo ne prenda atto e – conclude – si fermi in tempo”.
“La proposta di legge a prima firma Ghio mira da un lato alla sicurezza degli spostamenti per ciclisti e pedoni, e dall'altro lato ad mobilità più sostenibile. A fronte dei ritardi e dell’inadeguatezza del governo sull’utilizzo dei fondi del Pnrr sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, e dell’elevatissimo numero di incidenti stradali, questo testo offre un contributo decisivo sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e sull’impatto che questi temi hanno sulla qualità della vita nelle grandi città.
C’è poi anche un investimento legato all'approccio culturale delle nuove generazioni che sono sempre pronte ad accogliere spunti sulla mobilità sostenibile e dobbiamo considerare anche il tema della fruizione turistica nelle varie regioni. C’è un’alta richiesta da parte di giovani e turisti ad utilizzare mezzi sostenibili come la bicicletta, e in commissione abbiamo fatto un grande lavoro in questa direzione”. Lo ha detto Anthony Barbagallo Deputato Pd e capogruppo in commissione trasporti della camera, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge della Deputata del PD Valentina Ghio sulla sicurezza stradale per tutelare pedoni e ciclisti.
“Un silenzio di tomba. E’ quello del governo a 20 giorni dal disastro prodotto dal ciclone Harry suoi territori e alle attività produttive siciliane e che coinvolge anche la popolazione di Niscemi. Addirittura poco fa e' stato bocciato in commissione qui a Montecitorio l’emendamento del Pd nel milleproroghe che prevedeva il blocco delle scadenze contributive e fiscali e il loro differimento al 2027. Ed ancora, nessun provvedimento è stato adottato di fronte all’imminente scadenza, a fine mese, dei termini della rottamazione quater. Non va meglio per le competenze della Regione Siciliana: che dal canto suo non ha provveduto a sospendere i tributi di sua competenza come Irap, tasse automobilistiche e addizionale Irpef e produce bandi cervellotici, come quello per i ristori alla pesca. Chi infatti, fa parte di questa categoria, non potrà accedere ai benefici in presenza di un decreto di condanna che viene elevato, anche e spesso, per avere violato di 1 o 2 nodi i limiti delle acque internazionali”. Lo ha detto il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo poco dopo che la maggioranza di centrodestra ha bocciato un emendamento al decreto Milleproroghe presentato dal Pd che prevedeva la sospensione e il differimento al 2027 di tutte le scadenze contributive e fiscali.
“Anche la relazione del ministro Musumeci alla Camera si è rivelata l’ennesima occasione mancata: un intervento confuso, senza assunzione di responsabilità e basato interamente sullo scaricabarile.
Di fronte a un’emergenza che richiederebbe chiarezza, il ministro ha indicato come responsabili il cambiamento climatico, tutte le giunte regionali tranne la sua, presunti “sciacalli di palazzo” e una lunga lista di soggetti — università, ISPRA, agenzie spaziali, la Mela, generici esperti — più per allargare le colpe che per spiegare cosa non ha funzionato. Musumeci ha parlato di un quarto di secolo di inerzie, ma sempre imputando la responsabilità agli altri. Preoccupante il capitolo delle risorse: non solo non si vedono ancora, ma non c’è una norma, non c’è una tempistica, non c’è una cifra certa. Solo impegni generici e rinvii. Anche i 100 milioni annunciati rischiano di restare l’unico intervento, e il loro possibile aumento resta incerto. Serve chiarezza: quanti fondi ci sono davvero? Con quali tempi e per quali interventi? Il Paese merita risposte concrete, non alibi. Servono atti, non parole, e responsabilità politiche, non una nebulosa di colpe che coinvolge tutti tranne chi governa. Il governo si conferma inadeguato e non all’altezza delle emergenze che deve affrontare”.
Così il deputato democratico e segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo.
“Le dichiarazioni del ministro Musumeci sono imbarazzanti e rappresentano l’ennesimo tentativo di scaricare responsabilità invece di assumere fino in fondo il ruolo che il suo incarico impone, anche in virtù dei suoi trascorsi alla presidenza della regione Siciliana.
Parlare di “sciacallaggio” di fronte a quanto è accaduto in Sicilia è fuori luogo e offensivo nei confronti di una comunità che ha subito danni gravissimi e che continua ad attendere risposte concrete. In momenti come questi, chi governa dovrebbe avere l’umiltà di chiedere scusa e il coraggio di prendere atto dell’incapacità e dell’inadeguatezza del governo Meloni nel prevenire e nel gestire situazioni di emergenza di questa portata.
La verità è che, al netto degli annunci e delle polemiche, quanto fatto finora dal governo è del tutto irrilevante. Mancano interventi strutturali, risorse adeguate e una strategia seria per mettere in sicurezza il territorio siciliano e sostenere cittadini, imprese ed enti locali colpiti.
La Sicilia non ha bisogno di capri espiatori né di propaganda. Ha bisogno di un governo che si assuma le proprie responsabilità, lavori con competenza e dia risposte rapide ed efficaci” così il deputato democratico, segretario regionale del Pd siciliano, Anthony Barbagallo.
"Una relazione che rappresenta una pietra miliare nella lotta alla mafia, una relazione oggi attuale più che mai a distanza di 50 anni. La Sicilia oggi vive una connivenza preoccupante della criminalità organizzata negli enti locali, nelle stazioni appaltanti con una evidente capacità della mafia ora come allora di infiltrarsi nei centri di potere che garantiscono la distribuzione delle risorse. Oggi assistiamo ad un calo preoccupante delle denunce rispetto al passato e rileggere quella relazione ci fa riflettere e continuare ad andare avanti, a combattere. Pio La Torre e Cesare Terranova avrebbero avuto tante cose da dire sulle vicende scandalose che ancora oggi accadono in Sicilia. Un sistema che ancora è messo in discussione e il Pd ha il dovere di intervenire e di costruire un percorso che coinvolga le giovani generazioni per continuare a contrastare tutti i fenomeni mafiosi". Lo ha detto Anthony Barbagallo, deputato e segretario Pd Sicilia, nel corso della conferenza stampa del Pd per ricordare i 50 anni dalla relazione di minoranza in commissione antimafia di Pio La Torre e Cesare Terranova.
“Dal governo Meloni solo risposte evanescenti e confusionarie con riferimento al maltempo in Sicilia. Le uniche proposte concrete sono arrivate dal Pd. Chiediamo a gran voce di approvare l’emendamento 4.90 al dl Milleproroghe a mia prima firma e quella della segretaria del Pd Elly Schlein, che prevede il blocco dei tributi e il differimento delle scadenze contributive e fiscali al gennaio 2027 per le zone colpite dal maltempo a partire da Niscemi. Una proposta di assoluto buonsenso che va concretamente incontro alle esigenze di quei territori colpiti da questo disastro immane”. Lo dichiara Anthony Barbagallo deputato del PD e segretario della Sicilia.
“Da parte del governo servono parole di verità sulla situazione drammatica in Sicilia, Sardegna e Calabria dopo la devastazione che ha portato il ciclone Harry. Quelle parole che non sono state ancora pronunciate dalla presidente Meloni ma solo dal capo della Protezione Civile: tutta la collina su cui si poggia la città di Niscemi sta franando sulla piana di Gela e serve garantire certezze ai cittadini coinvolti. Mentre nel governo Meloni e in quello della Regione Sicilia regna la confusione, occorre chiarezza sulle misure da intraprendere e sulle risorse da finanziare. Gli stanziamenti al momento sono a dir poco irrisori per un danno che si aggira attorno a 2 miliardi e il governo non ha ancora provveduto a bloccare i contributi e differire le scadenze fiscali a persone e imprese. Due provvedimenti da varare subito”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo durante il Question Time con il ministro Ciriani sul maltempo che ha devastato Sicilia, Sardegna e Calabria.
“Stigmatizziamo l'assenza in Aula del ministro Musumeci che avrebbe dovuto essere qui alla Camera a rendere conto al Paese. Sono ore drammatiche per il Sud e la Sicilia in particolare. In questo momento non è importante trovare i colpevoli ma dare soluzioni. L'inerzia del governo non è consentita”, conclude Barbagallo.
“Giorgia Meloni è stata sconfessata dalla sua stessa maggioranza. Questa notte, nel segreto dell’urna, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato un ordine del giorno che parla chiaro e che chiede al Governo di spostare le risorse del Ponte sullo Stretto per la ricostruzione dei territori colpiti dai gravi danni causati dal ciclone di maltempo Henry. Un atto politico inequivocabile, che certifica come anche all’interno della maggioranza che governa la Regione non ci sia alcuna condivisione rispetto alle scelte dell’esecutivo nazionale e alle sue priorità.
Oggi la presidente del Consiglio dichiara di essere vicina alla Sicilia. Ma la Sicilia non avverte questa vicinanza. Al contrario, vede un Governo distante che utilizza il territorio come strumento per fare cassa e per portare avanti politiche esclusivamente propagandistiche, lontane anni luce dalle vere emergenze che i siciliani stanno vivendo. La Sicilia ha bisogno di risposte concrete, immediate e coerenti con i bisogni reali delle comunità colpite, non di annunci e slogan e fondi del tutto inadeguati” così il deputato democratico, segretario regionale in Sicilia, Anthony Barbagallo.
“Dopo dodici giorni dall'inizio della frana che ha colpito Niscemi la situazione resta drammatica e il dato più preoccupante è l’assenza di chiarezza, se non l’opacità, da parte del governo Meloni”. Così Anthony Barbagallo, deputato e segretario regionale del Pd Sicilia, commentando l’emergenza in corso nel comune del Nisseno. “Servono parole di verità per gli abitanti, non atteggiamenti estemporanei: occorrono risorse subito e un piano dettagliato di intervento, perché quanto fatto finora è inadeguato e insufficiente anche sul piano economico”.
“L’emergenza – prosegue l’esponente dem - sta paralizzando la vita ordinaria della città. Parliamo di un comune di circa 25 mila abitanti che vive giornate sospese: non c’è chiarezza sulle attività sanitarie, su quelle scolastiche, né sul futuro delle abitazioni. Questo clima di incertezza è aggravato da un atteggiamento del governo che non aiuta a dare risposte”.
“Non siamo alla ricerca di colpevoli – conclude Barbagallo - ma di soluzioni. Spetta agli esperti scientifici stabilire se e come la vita ordinaria della città possa continuare. Serve un supporto tecnico serio, non dichiarazioni approssimative. Il governo metta fine all’opacità e si assuma fino in fondo la responsabilità di questa emergenza. Per questo ci auguriamo che, seppur giunta solo oggi sul posto, ora la premier sia conseguenziale, si attivi concretamente e stanzi risorse adeguate con effetto immediato e non soltanto briciole del tutto insufficienti di fronte ad una catastrofe come questa”.
“Il governo Meloni stanzia una cifra ridicola per la Sicilia rispetto all’entità del danno. Abbandona famiglie, comunità che hanno perso tutto: case distrutte, strade distrutte. 100 milioni è nulla rispetto ad un danno che ammonta ad oltre 1 miliardo di euro. Il Governo Meloni intervenga seriamente. Qui non abbiamo bisogno solo di slogan, ma di interventi strutturali immediati.
Fin da subito abbiamo chiesto procedure semplici e veloci. Non possiamo attendere tempi biblici perché abbiamo persone senza casa e strade inagibili. La Sicilia è completamente bloccata”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera e segretario del Pd Sicilia.
“Quanto deliberato dal Consiglio dei ministri sullo stato di emergenza per la Sicilia è del tutto insufficiente e dimostra che il Governo non ha compreso la reale gravità della situazione”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti della Camera. “Stiamo parlando di un territorio duramente colpito dal ciclone Harry, con danni enormi a infrastrutture, viabilità, abitazioni e attività produttive, per cifre che sono nettamente superiori ai 100 milioni annunciati dal Governo. Una somma che rischia di essere poco più che simbolica di fronte a un’emergenza di questa portata. Ancora più grave – prosegue Barbagallo – è che dal Consiglio dei ministri non arrivino norme chiare per garantire interventi rapidi, procedure semplificate e una ricostruzione veloce e tempestiva. Senza strumenti straordinari, lo stato di emergenza rischia di restare uno slogan. Il Governo smetta di fare propaganda e ascolti davvero i territori colpiti. La Sicilia ha bisogno di risorse adeguate, certezze sui tempi e di un piano serio di intervento. Il Partito Democratico continuerà a incalzare l’esecutivo affinché assuma decisioni all’altezza di una situazione la cui gravità è sotto gli occhi di tutti. Così Anthony Barbagallo deputato e segretario regionale PD in Sicilia che sottolinea come “solo per la Sicilia si parla di stime dei danni che superano il miliardo di euro”.
“In questo momento le priorità del Paese sono ben altre rispetto a una normativa molto tecnica con cui si disciplina la sicurezza delle attività subacquee. Sarebbe bastato un decreto della presidente del Consiglio, ma l'unico vero scopo della legge è quello di nominare un nuovo direttore generale con nomina fiduciaria, pagato a peso d’oro, fino a 360mila euro di indennità e procedere a nuove assunzioni discrezionali senza neanche un minimo di evidenza pubblica. Sono state bocciate tutte le nostre proposte di buon senso per garantire al massimo la sicurezza delle persone e delle infrastrutture e non vi è stato alcun vero coinvolgimento delle opposizioni e del ruolo del Parlamento. Bocciato persino il nostro ordine del giorno che impegnava il governo a coinvolgere le regioni in materia di formazione professionale. Questo modo di agire ci preoccupa molto perché ne vediamo l’ennesimo nominificio targato Meloni. Peraltro questo accade nel tempo in cui la finanza locale è ridotta all'osso ed è anche un pessimo segnale che diamo agli amministratori locali che faticano ogni giorno per far quadrare i conti pubblici. Una scelta che stride anche con i precetti costituzionali relativi all’efficienza al buon andamento della pubblica amministrazione”.
Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, annunciando il voto di astensione del Gruppo al provvedimento sulle disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee.
“Il ciclone Harry si è abbattuto nel Meridione e in particolare in Sicilia. I danni sono ingenti, si stima intorno al mezzo miliardo di euro. Da stanotte non esiste più la marineria di Aci Castello, narrata da Giovanni Verga, ne ‘I Malavoglia’. Così come il porto Rossi a Catania, di Riposto, quello di Ortigia, i borghi Acesi, il lungomare di Mascali, Giardini, Taormina, Sant’Alessio, Furci e Santa Teresa. Distruzione e danni enormi anche a Marzamemi, il borgo reso celebre da Salvatores con la pellicola ‘Sud’, che oggi è stato evacuato e sommerso. Per non parlare dei luoghi di Montalbano colpiti anch'essi. Una Sicilia spezzata in due, con la linea ferroviaria Messina-Catania-Siracusa interrotta e devastata e strade statali sprofondate. In un territorio già fragile e arido di finanziamenti per grandi infrastrutture, in cui la politica regionale si caratterizza per mance e mancette e dove il dirigente del dipartimento regionale della protezione civile è citato più volte nelle pagine delle inchieste sulla correzione in Regione, servono risorse certe, immediate e procedure semplici e veloci per garantire credibilità alle istituzioni”.
Così il deputato dem, Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula per chiedere un’informativa urgente al governo e, in particolare, al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, sui danni causati in Sicilia dal ciclone Harry.