'Droni che individuano obiettivi da colpire in Medio Oriente non c'entrano nulla con le attività Nato previste dagli accordi internazionali'
"Da mesi denunciamo un uso distorto della base di Sigonella: aerei e droni americani impegnati in operazioni di guerra in Medio Oriente transitano e operano da quella base in modo continuativo, e questo non ha nulla a che vedere con le attività di supporto alla Nato previste dagli accordi internazionali". Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato e segretario regionale Pd Sicilia.
"Si tratta – aggiunge l’esponente dem - di vere e proprie attività di supporto alla guerra di Trump: droni che partono da Sigonella per individuare obiettivi specifici da colpire o per monitorare i movimenti difensivi dell'Iran. Azioni militari precise, che il governo non può continuare a nascondere dietro formule vaghe. Lo abbiamo denunciato nelle piazze, con una grande mobilitazione davanti alla base stessa, con interrogazioni parlamentari rivolte al ministro Crosetto e con una richiesta di informativa urgente avanzata per il 25 marzo scorso in Aula. Ora chiediamo a Giorgia Meloni di dire parole di verità in Parlamento: quello che sta accadendo nei cieli di Sigonella non corrisponde a quanto il governo ha riferito finora".
"Fin dall'inizio – conclude Barbagallo - serviva un atteggiamento diverso nei confronti di Trump: invece abbiamo assistito a troppe accondiscendenze, che non pagano solo in termini di prestigio internazionale, ma colpiscono concretamente le famiglie italiane. Questa guerra sta facendo aumentare i prezzi dei beni di prima necessità. Non si tratta solo di equilibri geopolitici e di vittime innocenti: si tratta anche della tasca degli italiani".
La scorsa settimana diversi quotidiani hanno riportato la notizia di un drone partito dalla base di Sigonella e utilizzato dagli Stati Uniti d'America per attività propedeutiche all'attacco dell'isola di Kharg del 13 e del 14 marzo scorso. Chiediamo quindi un’informativa urgente del ministro Crosetto perché queste operazioni non sono in linea con quanto riferito di recente proprio dal governo in quest'Aula e, per essere chiari, non sono state certamente attività relative ad operazioni di supporto ad attività della NATO. Ma si tratta di ben precise operazioni di protezione della flotta americana che in questo momento è impegnata nel Golfo Persico in una guerra criminale. Sono attività di acquisizione di dati strumentali come fotografie e individuazione di obiettivi sensibili militari per mirate operazioni belliche: radaristica avanzata e individuazione specifica degli obiettivi da colpire. La base di Sigonella in Sicilia e nessuna base italiana può essere utilizzata come attività di supporto alla guerra di Trump e di Netanyahu. Se il governo sapeva, ha mentito in quest'Aula e se non sapeva francamente vuol dire che non conta nulla. Crosetto venga a riferire al Parlamento come stanno veramente le cose perché il Paese ha diritto a riconoscere la verità.
Lo ha dichiarato in Aula il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Pd, Anthony Barbagallo per chiedere un informativa urgente del ministro Crosetto.
“Tempo per Fedez si, quello per abbassare il costo del carburante no. Giorgia Meloni, dopo quasi 4 anni a Palazzo Chigi, non ha ancora capito che è la presidente del consiglio di tutti gli italiani e continua a comportarsi come una leader di partito, che però non è più all’opposizione. E che dunque deve prendere decisioni immediate e urgenti – le ricordo ancora una volta che lei aveva promesso di eliminarle le accise sui carburanti – per tenere sotto controllo i prezzi, aumentati vertiginosamente, anche a causa dell’ennesimo conflitto avviato dal suo amico Donald Trump, assieme ad Israele, contro l’Iran. Abbassi le accise, venga in Parlamento a confrontarsi con i deputati, saremo felici di fornirle supporto per andare incontro alle difficoltà degli italiani, delle famiglie che più di tutti stanno pagando i capricci americani e l’immobilismo del nostro governo”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo.
Regione chiarisca su dimissioni della commissaria Asp annunciate da Fdi
“Ormai sulla sanità siciliana siamo al surreale. Oggi un deputato nazionale di Fratelli d’Italia comunica, a mezzo stampa, le dimissioni della commissaria straordinaria dell’asp di Siracusa. Non l’assessorato, non il governo della Regione, ma un deputato. Ora pretendiamo di sapere se l’assessorato abbia mai ricevuto una comunicazione di dimissioni da parte della commissaria straordinaria, quando l’abbia ricevuta e soprattutto perché non abbia comunicato correttamente questo fatto lasciando, sostanzialmente, gestire all’onorevole Cannata una questione pubblica con modalità da fatto privato.
La triste verità è che la sanità in Sicilia è completamente allo sbando, con un governo regionale che oramai non controlla più nulla, con le aziende sanitarie terra di conquista e scorribanda piegate agli interessi particolari di questo o quel deputato che si erge a satrapo.
Al centrodestra della salute dei siciliani pare non interessare, dell’efficenza del sistema ancor meno. Tutti gli interessi sono per le poltrone, gli affari spesso illeciti e il potere.
Uno scenario desolante, mentre Schifani non dice una sola parola e continua a fingere di governare una situazione oramai ed evidentemente non più gestibile. Se ne vada, lo faccia per la Sicilia e porti via con se le scorie di una stagione di vergogne e miserie”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari del PD Anthony Barbagallo e Antonio Nicita.
“Questa volta a dire stop al progetto del Ponte sullo Stretto è stata la Ragioneria generale dello Stato. Non si tratta di un’autorità indipendente ma di una amministrazione dello stato alle dirette dipendenze del governo. E proprio la Ragioneria ha messo nero su bianco quello che il Partito Democratico denuncia da tempo: il continuo e ingiustificato lievitare dei costi legati al progetto”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato del Partito Democratico, capogruppo dem in commissione Trasporti e segretario regionale del Pd Sicilia.
“Stiamo parlando di spese per consulenze, incarichi e attività che si moltiplicano in mille rivoli e che la stessa Ragioneria – aggiunge l’esponente Pd - fatica ormai a quantificare con chiarezza. Non si capisce bene perché questi costi continuino ad aumentare e per quali ragioni. Alla luce di queste osservazioni, il progetto è stato costretto a tornare nuovamente all’esame del Consiglio dei ministri. Matteo Salvini ha passato l’intera legislatura annunciando date per l’inizio dei lavori che puntualmente non sono state rispettate. Oggi è costretto ad ammettere di non essere più in grado di indicarne una”.
“Per quanto ci riguarda – conclude Barbagallo – è sempre più evidente che il Ponte sullo Stretto non sarà un tema di questa legislatura. Tra ritardi e promesse non mantenute, siamo di fronte a un’opera che secondo i calcoli del Partito Democratico è già costata quasi un miliardo di euro tra spese di progettazione susseguitesi negli anni, incarichi tecnici, consulenze e indennità varie. Un progetto che e' il simbolo degli sprechi e dell’inadeguatezza del governo Meloni-Salvini, e su cui continueremo a dare battaglia”.
“In Sicilia servono procedure urgenti e semplificate soprattutto in tema paesaggistico ed ambientale per consentire il ripristino delle coste e delle imprese danneggiate dal ciclone Harry.. E’ una urgenza determinata anche dall’imminenza della stagione estiva. Oltre alla questione legata alla procedure torniamo a ribadire che i ristori stanziati con il ‘dl maltempo’ sono del tutto insufficenti, come emerso oggi nel corso delle audizioni in commissione Ambiente della Camera”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato Dem, Anthony Barbagallo.
“La questione più delicata – prosegue – sottolineata da diversi sindaci e dalla stessa Anci riguarda la costa ionica della Sicilia dove ci sono diversi scarichi fognari che scaricano in mare e per cui occorre intervenire con celerità, tramite procedure semplificate e anche con il silenzio assenso”.
“Le modifiche al decreto Infrastrutture richieste dalla Ragioneria dello Stato confermano la sonora bocciatura e tutte le incertezze che continuano a pesare sul progetto del Ponte sullo Stretto. A questo punto il governo dovrebbe prenderne atto e accantonarlo definitivamente: siamo all’accanimento terapeutico”. Lo dichiarano Marco Simiani e Anthony Barbagallo, capigruppo Pd nelle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera.
“Il fatto che le procedure debbano essere portate avanti senza nuovi oneri per la finanza pubblica, utilizzando solo le risorse già disponibili, evidenzia le difficoltà di un’opera che continua a cambiare tempi e prospettive. Più che a un reale avanzamento assistiamo a un vero accanimento su un progetto che resta fermo tra rinvii e continui aggiustamenti”, aggiungono. “Il governo smetta con annunci e propaganda e concentri le risorse sulle infrastrutture davvero necessarie: ferrovie moderne, manutenzione della rete stradale e trasporto pubblico efficiente, a partire dal Mezzogiorno”, concludono.
“C’è il rischio che la Sicilia si ritrovi tra i potenziali obiettivi nel conflitto israelo-statunitense e l’Iran. La crisi nel Golfo persico sta assumendo un livello preoccupante, espandendosi in modo vertiginoso. E in Sicilia ci sono impianti - come la base americana di Sigonella ma anche il Muos, il sofisticato impianto di comunicazioni satellitari militari Usa e Nato – che non possono e non devono essere utilizzati come postazioni logistiche per condurre aggressioni o conflitti militari. Il governo questo non lo deve permettere”. Lo ha detto il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Pd alla Camera, Anthony Barbagallo, a margine delle comunicazioni a Montecitorio dei ministri Tajani e Crosetto sulla crisi nei paesi del Golfo.
“La Sicilia è da sempre terra di pace, accoglienza e dialogo tra i popoli - ha proseguito - e alla luce anche degli ultimi eventi e col rischio che il conflitto si possa estendere coinvolgendo anche l’Ue ed in particolar modo l’Italia, vogliamo sapere – ha aggiunto - quali siano i controlli in atto per monitorare il traffico aereo militare e prevenire rischi per la popolazione e per l’ambiente. Ma soprattutto quali iniziative – ha concluso - - il Governo e il ministero della Difesa intendono adottare per garantire la sicurezza dei cittadini siciliani rispetto all’uso delle basi di Sigonella e MUOS di Niscemi”.
“Nell'ultimo anno, con tre distinti interventi - il Dm 121/2025, il nuovo Codice della Strada e il decreto interministeriale del 2026 - i costi per ottenere il rilascio della patente di guida nel nostro Paese sono aumentati di oltre il 300%. Si tratta di un aumento consistentissimo che grava in modo indiscriminato sulle fasce più deboli della popolazione, su studenti, su pensionati. Un costo per famiglie e imprese che non tiene conto della fascia di reddito. Anziché penalizzare, come avremmo immaginato vista la propaganda di Salvini, coloro che eccedono con la velocità in strada e non rispettano le regole, il governo - per fare cassa - ha deciso di accanirsi sui malcapitati di turno che devono ottenere il rilascio della patente”.
Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
“Nonostante i numerosi proclami sul contrasto alla criminalità organizzata fatti da Giorgia Meloni la Dia soffre di una un lenta e progressiva diminuzione degli organici in particolare modo in Sicilia dove ancora forte è la pressione esercitata dalla mafia. Abbiamo chiesto esplicitamente i dati all’esecutivo Meloni ma su questo ci troviamo di fronte ad un muro di gomma. E ci troviamo costretti a interessare direttamente il presidente della Camera per la palese violazione delle prerogative parlamentari, perché alla specifica domanda il governo oggi in aula ha glissato non rispondendo”. E’ quanto emerge oggi a Montecitorio, dalla trattazione di una interpellanza urgente al ministro degli Interni Matteo Piantedosi, sottoscritta dai deputati del Partito Democratico, di cui è primo firmatario il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
"Alla Dia – organismo a cui accedono aliquote di carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza e polizia penitenziaria - negli ultimi 4 anni - prosegue Barbagallo - non è stato garantito neppure il turn-over del personale trasferito o pensionato, né tantomeno vi è stato alcun tipo di potenziamento. Anzi ha subito una serie di tagli indiscriminati che, unitamente a quelle ostentate in settimana da parte del comandante dei carabinieri e a quelli, oltre 10.000 che riguardano la polizia di stato, stanno gravemente compromettendo la funzionalità dell'attività di contrasto al crimine. Una scelta sbagliata sia sotto il profilo funzionale che sotto quello organizzativo”.
“Vogliamo anche sapere quali siano – aggiunge - le previsioni di uscita per i prossimi 5 anni, in particolare nelle sedi siciliane, e se e come intenda implementare il personale della Dia. Ma è' insopportabile questa retorica del governo che – conclude - nei fatti continua a strizzare l'occhio alla criminalità organizzata diminuendo ogni giorno la consistenza del personale dello stato impiegato nella Dia e quindi nella lotta alla mafia".
“Non ha alcun senso pensare di realizzare un’opera come il Ponte sullo Stretto in un’area ad elevatissimo rischio sismico, quale è quella che interessa la Sicilia e la Calabria. Ora anche uno studio dell’Ingv conferma ciò che è evidente ma che solo il ministro Salvini, pervicacemente, continua a portare avanti per motivi esclusivamente di propaganda. Si tratta ora di prendere atto del lavoro di Ingv con Consiglio Nazionale delle Ricerche ed alcune università italiane ed europee che aggiunge nuovi dettagli a quanto già evidenziato negli anni e che fornisce una una visione più chiara e completa della struttura geologica dello Stretto. E fatto questo chiudere una volta per tutte il triste capitolo del Ponte voluto da questo governo e finanziato sottraendo fondi e risorse al Sud e alla Sicilia in particolare”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
Nello studio i ricercatori hanno analizzato una grande quantità di dati, sismologici e marini, e ha preso ad esame oltre 2.400 terremoti avvenuti nella regione in quasi 30 anni, dal 1990 al 2019. Dal loro studio è emerso che nella regione dello Stretto di Messina l'attività sismica si concentra in due strati della crosta terrestre in cui si concentrano forze geodinamiche diverse che insieme concorrono alla deformazione dell'area : un fenomeno che che nel corso di milioni di anni ha dato origine a catene montuose, faglie e depressioni marine ed è ancora oggi all’origine di terremoti potenzialmente distruttivi.
“Per questo – prosegue – sono necessari ulteriori studi e approfondimenti prima di iniziare i lavori, di fronte ad una situazione molto più complessa di quello che si pensava, come ha detto anche il geologo Mario Tozzi. E’ da irresponsabili proseguire a testa bassa ignorando gli avvisi che provengono dalla comunità scientifica. Ci auguriamo che il Governo ne prenda atto e – conclude – si fermi in tempo”.
“La proposta di legge a prima firma Ghio mira da un lato alla sicurezza degli spostamenti per ciclisti e pedoni, e dall'altro lato ad mobilità più sostenibile. A fronte dei ritardi e dell’inadeguatezza del governo sull’utilizzo dei fondi del Pnrr sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, e dell’elevatissimo numero di incidenti stradali, questo testo offre un contributo decisivo sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e sull’impatto che questi temi hanno sulla qualità della vita nelle grandi città.
C’è poi anche un investimento legato all'approccio culturale delle nuove generazioni che sono sempre pronte ad accogliere spunti sulla mobilità sostenibile e dobbiamo considerare anche il tema della fruizione turistica nelle varie regioni. C’è un’alta richiesta da parte di giovani e turisti ad utilizzare mezzi sostenibili come la bicicletta, e in commissione abbiamo fatto un grande lavoro in questa direzione”. Lo ha detto Anthony Barbagallo Deputato Pd e capogruppo in commissione trasporti della camera, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge della Deputata del PD Valentina Ghio sulla sicurezza stradale per tutelare pedoni e ciclisti.
“Un silenzio di tomba. E’ quello del governo a 20 giorni dal disastro prodotto dal ciclone Harry suoi territori e alle attività produttive siciliane e che coinvolge anche la popolazione di Niscemi. Addirittura poco fa e' stato bocciato in commissione qui a Montecitorio l’emendamento del Pd nel milleproroghe che prevedeva il blocco delle scadenze contributive e fiscali e il loro differimento al 2027. Ed ancora, nessun provvedimento è stato adottato di fronte all’imminente scadenza, a fine mese, dei termini della rottamazione quater. Non va meglio per le competenze della Regione Siciliana: che dal canto suo non ha provveduto a sospendere i tributi di sua competenza come Irap, tasse automobilistiche e addizionale Irpef e produce bandi cervellotici, come quello per i ristori alla pesca. Chi infatti, fa parte di questa categoria, non potrà accedere ai benefici in presenza di un decreto di condanna che viene elevato, anche e spesso, per avere violato di 1 o 2 nodi i limiti delle acque internazionali”. Lo ha detto il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo poco dopo che la maggioranza di centrodestra ha bocciato un emendamento al decreto Milleproroghe presentato dal Pd che prevedeva la sospensione e il differimento al 2027 di tutte le scadenze contributive e fiscali.
“Anche la relazione del ministro Musumeci alla Camera si è rivelata l’ennesima occasione mancata: un intervento confuso, senza assunzione di responsabilità e basato interamente sullo scaricabarile.
Di fronte a un’emergenza che richiederebbe chiarezza, il ministro ha indicato come responsabili il cambiamento climatico, tutte le giunte regionali tranne la sua, presunti “sciacalli di palazzo” e una lunga lista di soggetti — università, ISPRA, agenzie spaziali, la Mela, generici esperti — più per allargare le colpe che per spiegare cosa non ha funzionato. Musumeci ha parlato di un quarto di secolo di inerzie, ma sempre imputando la responsabilità agli altri. Preoccupante il capitolo delle risorse: non solo non si vedono ancora, ma non c’è una norma, non c’è una tempistica, non c’è una cifra certa. Solo impegni generici e rinvii. Anche i 100 milioni annunciati rischiano di restare l’unico intervento, e il loro possibile aumento resta incerto. Serve chiarezza: quanti fondi ci sono davvero? Con quali tempi e per quali interventi? Il Paese merita risposte concrete, non alibi. Servono atti, non parole, e responsabilità politiche, non una nebulosa di colpe che coinvolge tutti tranne chi governa. Il governo si conferma inadeguato e non all’altezza delle emergenze che deve affrontare”.
Così il deputato democratico e segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo.
“Le dichiarazioni del ministro Musumeci sono imbarazzanti e rappresentano l’ennesimo tentativo di scaricare responsabilità invece di assumere fino in fondo il ruolo che il suo incarico impone, anche in virtù dei suoi trascorsi alla presidenza della regione Siciliana.
Parlare di “sciacallaggio” di fronte a quanto è accaduto in Sicilia è fuori luogo e offensivo nei confronti di una comunità che ha subito danni gravissimi e che continua ad attendere risposte concrete. In momenti come questi, chi governa dovrebbe avere l’umiltà di chiedere scusa e il coraggio di prendere atto dell’incapacità e dell’inadeguatezza del governo Meloni nel prevenire e nel gestire situazioni di emergenza di questa portata.
La verità è che, al netto degli annunci e delle polemiche, quanto fatto finora dal governo è del tutto irrilevante. Mancano interventi strutturali, risorse adeguate e una strategia seria per mettere in sicurezza il territorio siciliano e sostenere cittadini, imprese ed enti locali colpiti.
La Sicilia non ha bisogno di capri espiatori né di propaganda. Ha bisogno di un governo che si assuma le proprie responsabilità, lavori con competenza e dia risposte rapide ed efficaci” così il deputato democratico, segretario regionale del Pd siciliano, Anthony Barbagallo.