14/02/2026 - 11:55

“Nelle ultime ore si è ampliato in maniera considerevole il bacino delle persone coinvolte nella truffa online della ‘ballerina’. Chiunque di noi riceva da un figlio, una sorella, o un amico la richiesta di un prestito urgente e indifferibile per saldare una visita o un debito contingente, con la garanzia certificata di una tempestiva restituzione, ottempera alla richiesta senza alcun tentennamento. E quando si scopre di essere caduti in una trappola, è già tardi perché non c'è modo di recuperare la somma, in quanto le Banche risarciscono solo nel caso di una clonazione della carta di credito”. Lo dichiara il deputato PD Luciano D'Alfonso sulle truffe online tramite Whatsapp.

“Per questa ragione – sottolinea il parlamentare dem - ho deciso di rivolgere un’istanza di coinvolgimento ad ABI e a Banca d’Italia affinché istituiscano nel proprio sistema di interlocuzione digitale una messaggistica Whatsapp di ultima verifica e di ulteriore conferma dei bonifici”. “Il sistema bancario dovrebbe predisporre un alert di doppia interrogazione a vantaggio del proprio cliente, ovvero una volta ricevuta la richiesta di bonifico, dovrebbe inviare un messaggio al titolare del conto per chiedergli un ultimo approfondimento circa la verificata identità dell’Iban al quale sta inviando i propri risparmi”, conclude D'Alfonso.

 

07/02/2026 - 12:00

“La chirurgia romana divide e penalizza l’Abruzzo della montagna, con il placet della Regione Abruzzo: aver portato da 50 a 26 i Comuni montani esclusi dalla Legge n.131/2025 sulla Montagna non può e non deve essere motivo di soddisfazione e di magnum gaudio del Governo regionale di centrodestra, che plaude addirittura del contentino ottenuto dai suoi alleati.

Quella esclusione significa che 26 comuni avranno problemi enormi nella gestione del proprio territorio.

La definizione dei criteri per i

comuni montani rappresenta oggi una sfida complessa che richiede di ampliare il dialogo tra i diversi livelli di governo: Stato, Regioni, Province e Comuni devono collaborare in maniera trasparente e condivisa, affinché le scelte tecniche riflettano non solo parametri altimetrici o

morfologici, ma anche la dimensione valoriale dei territori. In questo senso, la consultazione ampia e il coinvolgimento delle comunità locali non sono un semplice adempimento burocratico, ma un elemento essenziale nel garantire politiche di sostegno efficaci e coerenti. Quel decreto sulle aree montane non va bene”. Lo dichiara il deputato del Pd Luciano D’Alfonso.

 

31/01/2026 - 17:59

"Il carcere non può servire solo a espiare la pena, ma deve garantire la riabilitazione e re-inclusione delle persone detenute nel tessuto sociale e lavorativo. Occorre un Progetto definito per il loro reinserimento nella comunità che veda la partecipazione concreta della Fondazione PescarAbruzzo a Pescara nel rispetto di quanto previsto nel suo Statuto, al pari di quanto già avvenuto a Torino con la Fondazione CRT”. Lo afferma il deputato del Partito Democratico Luciano D’Alfonso, in una lettera indirizzata al presidente della Fondazione.

Nel testo, D’Alfonso sottolinea come iniziative di questo tipo rappresentino "un investimento civile e sociale di primaria importanza", capaci di incidere concretamente sul percorso rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione. Il deputato evidenzia inoltre il ruolo fondamentale del lavoro come strumento di dignità, responsabilizzazione e riduzione della recidiva. D’Alfonso richiama l’importanza di un’azione condivisa tra istituzioni, mondo del terzo settore e realtà produttive del territorio, rimarcando come il progetto possa costituire "un modello virtuoso" per l’Abruzzo e non solo. In questo quadro, il coinvolgimento della Fondazione PescarAbruzzo, “che deve perseguire scopi di utilità sociale tra cui l’educazione, l’istruzione e la formazione”, viene indicato come elemento fondamentale per la riuscita dell’iniziativa.

"Favorire percorsi concreti di formazione e occupazione per le persone detenute – conclude D’Alfonso – significa rafforzare la coesione sociale e dare piena attuazione ai principi costituzionali, trasformando il tempo della pena in un’opportunità reale di riscatto e reintegrazione".

 

29/01/2026 - 18:00

“Fortissimi restano i dubbi di legittimità documentale con cui la Regione Abruzzo ha autorizzato la procedura negoziata in affidamento diretto per il Giro d’Abruzzo 2025 di ciclismo: non si è badato a spese, contraendo debiti fuori bilancio per oltre 2 milioni. Una vera anomalia che è diventata un capolavoro di riscrittura procedurale quando due consiglieri regionali hanno deciso di far approvare quel debito con un emendamento e sub-emendamento al bilancio”. Così in una nota il deputato abruzzese del PD, Luciano D’Alfonso per porre seri interrogativi al presidente della Regione Marsilio. “La maggioranza in giunta regionale ritiene che il prestigio mediatico del Giro d’Abruzzo giustifichi la sospensione delle regole contabili e amministrative? Quali altri eventi autorizzano lo stesso trattamento? Ritengo che la Commissione di Vigilanza regionale abbia la necessità e l’urgenza morale di condurre una indagine approfondita e capillare sulla vicenda”, conclude D’Alfonso.

24/01/2026 - 16:50

“Il museo è un’istituzione che monumentalizza la memoria per costruire civiltà, un compito incompatibile con chi, nel suo ruolo di preside, ha commesso il grave errore di restare in silenzio davanti all’esecuzione di ‘Faccetta nera’ durante un’esperienza scolastica. Quella condotta ha rappresentato una forma di consenso statuale a un inno del ventennio che collide con la funzione di chi deve sovrintendere ai musei abruzzesi. Non mettiamo in dubbio la persona, ma la sua condotta pubblica: quell’errore va riconosciuto e distanziato dalle sedi in cui si tutela l’identità collettiva, evitando che le nomine diventino un veicolo di superficialità o nostalgismo.”

“Questa querelle nasce da una scelta del Presidente Marsilio che, per ragioni di contabilità elettorale, ha suggerito un nome che trascina il Ministero della Cultura in una zona d'ombra non meritata. È necessario un dibattito pubblico per evitare che gli interessi di parte prevalgano sul prestigio delle istituzioni. Arrivo a esprimere una sincera solidarietà al Ministro Giuli: non merita di essere tirato per la giacchetta da richieste territoriali così malamente motivate che tentano di aggiustare i conti del passato, intrappolando il Dicastero in dinamiche che non gli appartengono.”

Così il deputato del Pd Luciano D'Alfonso.

 

22/01/2026 - 18:20

Bocciata alle elezioni, nominata nel Cda dei Musei statali d’Abruzzo

“Apprendiamo dalla pubblicazione sul sito del MiC che il ministro Giuli è stato accompagnato per la nomina nel Cda dei Musei statali della regione Abruzzo di una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio, oggi probabilmente richiedente e riconoscente.  Una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache, come la gestione di un istituto scolastico in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera. Una decisione che non può essere considerata isolata, ma che si inserisce in un sistema di potere avallato e sostenuto dal presidente Marsilio, che continua a causare – se non a promuovere da protagonista – scelte spregiudicate e di chiara matrice partitica nella gestione delle istituzioni pubbliche.

Con quale criterio il ministro continua a consentire l’occupazione delle istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate e discutibili? Il tutto avviene nell’anno in cui l’Italia e l’Abruzzo celebrano L’ Aquila Capitale italiana della Cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l’Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto. Queste nomine non fanno bene né alla cultura abruzzese né a quella italiana” così una nota del deputato democratico Luciano D’Alfonso.

 

29/12/2025 - 16:30

“Cercava grazia il Presidente Marsilio al cospetto dei Fratelli romani, e invece dal Governo Meloni ha trovato giustizia: la legge Salva-Abruzzo rappresenta il commissariamento graduato della Sanità regionale ridotta a una fetta di groviera, piena di buchi da cui continuano a fuoriuscire risorse. E questa volta da Roma non ci saranno ulteriori trasfusioni salvifiche: finite le sacche, finiti i trasferimenti a una regione divenuta ‘canaglia’ agli occhi del Paese. ‘L’unica Regione in piano di rientro (sanitario) in cui si registra una inversione di tendenza in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro’ si leggeva nel verbale della riunione congiunta del Tavolo Tecnico al MEF per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza-LEA che il 10 luglio scorso ha bocciato la gestione Marsilio” così il deputato democratico Luciano D’Alfonso

 

29/11/2025 - 19:05

“L’aeroporto di Pescara è destinato alla Serie B. E’ questa la verità sullo scalo d’Abruzzo svelata nelle 115 pagine del Piano Nazionale degli Aeroporti che a brevissimo entrerà formalmente nelle Aule del Parlamento per l’esame e che scrive lo sviluppo e la proiezione di tutte le infrastrutture aeroportuali italiane da qui al 2035 e al 2050. Pescara appare nell’elenco dei 40 scali di interesse nazionale, ma non viene considerato tra i 14 aeroporti di interesse strategico. Non è neanche compreso nell’elenco dei 17 scali di Aviazione generale. Non è neppure destinata a essere tra i 10 aeroporti in cui verranno realizzati, entro i prossimi 10 anni i vertiporti urbani; non è stata preso in considerazione come aeroporto per ‘operazioni spaziali’ ruolo attribuito a Grottaglie, ne’ c’è un piano di sviluppo per i cargo. Secondo le proiezioni, al 2035 l’aeroporto d’Abruzzo non superera’ la soglia di 1.336.198 passeggeri annui. Al massimo per Pescara si prefigura un futuro come aeroporto di supporto allo scalo di Roma Urbe per i cosiddetti ‘voli istituzionali’ dopo Viterbo e Ciampino, al pari di Ancona e Perugia. In queste settimane tutti gli stakeholder avrebbero dovuto consegnare le proprie osservazioni al Piano Nazionale, per correggere previsioni eventualmente errate. Chiediamo: La Regione Abruzzo ha presentato le proprie osservazioni e se Sì quando intende renderle pubbliche e condividerle? Il Governatore Marsilio conosce il contenuto del Piano Nazionale? Quali strumenti la maggioranza di Governo pensa di mettere in campo per attuare quel macroscopico piano di sviluppo tante volte annunciato e che dovrebbe portare il Pescara-resto del mondo in Abruzzo? Quali gli Investimenti regionali sullo scalo? Da quel che sembra i cittadini e gli imprenditori abruzzesi sembrano destinati a restare fuori dai grandi circuiti”.

Così il deputato Dem, Luciano D’Alfonso.

 

26/11/2025 - 19:32

Una Regione che chiede intercessioni di Governo per ottenere una deroga all’accantonamento obbligatorio delle somme destinate a coprire il deficit sanitario deve dare prova di tre qualità: capacità di programmazione nel tempo quale impegno al recupero di quel buco; parsimonia e oculatezza nella gestione delle spese collaterali; senso di responsabilità. L’Abruzzo del governo marsiliese, delle mance festivaliane, della sanità allegra, degli ospedali lasciati aperti ma senza medici e infermieri, dei serpenti notturni e dei voli dannunziani, degli annunci strutturali e delle opere incompiute, è arrivata al redde rationem: è purtroppo manchevole sotto tutti i punti di vista, ed è prevedibilmente costretta a elemosinare l’ennesimo rapporto amicale romano per evitare un commissariamento ormai non più rinviabile La verità, che oggi torna a rimbombare prepotente tra i corridoi mortificatamente silenziosi di via Conte di Ruvo, stava scritta chiara e inequivocabile nelle 156 pagine del verbale della riunione congiunta del Tavolo Tecnico al MEF per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza-LEA che il 10 luglio ha bocciato la gestione della sanità regionale, ‘L’Abruzzo è l’unica Regione in piano di rientro (sanitario) in cui si registra una inversione di tendenza in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro’ si legge. Il disavanzo che nel 2024 si è chiuso a oltre 103milioni di euro salirà a 126milioni 800mila euro per il 2025, bloccando i conti di tutta la Regione, incapace di spendere un solo euro in più anche per comprare la carta per le fotocopie Bocciata la politica sanitaria degli screening; bocciato il piano di rientro delle liste d’attesa; bocciata l’organizzazione della rete ospedaliera che ha generato inutili doppioni non solo fra nosocomi pubblici, ma anche tra i privati accreditati; bocciato il piano di sviluppo degli hospice-cure palliative e, di conseguenza, l’ADI. Bocciata la gestione dell’emergenza urgenza: la Regione Abruzzo non riesce a rispettare i tempi massimi per nessuno dei codici di maggiore gravità, mettendo a rischio la vita dei pazienti. Interrogata la funzionalità di alcuni punti nascita, dove scendono i parti, così come dei reparti di emodinamica.

Ha provato il Governatore Marsilio, puntando sulla spiccata romanità del ‘volemose bene’, a mescolare le carte, a confondere le acque, ha dimostrato affanno nei viaggi romani, per ‘difendere l’Abruzzo’ ha raccontato lui, in realtà per cercare di mascherare una gestione affaticata dalla disattenzione amministrativa, interessata più ai cambi di poltrona dirigenziale che ai contenuti degli atti da firmare. Si è fatto concedere un presunto bonus da 6milioni di euro, una tachipirina che questa volta non farà scendere la febbre causata dal batterio dell’indolenza legislativa regionale Concedere una deroga all’accantonamento di quel debito, che rappresenta il biglietto d’ingresso per un Commissario straordinario non salverà l’Abruzzo e i suoi conti. Sarebbe funzionalmente utile solo per permettere al Governatore di intervenire senza fardelli ingombranti alle prossime amministrative a Chieti, di partecipare al dibattito che si aprirà su Pescara con la prossima sentenza del Consiglio di Stato, qualunque essa sia, dunque una pezza bagnata su una fronte che brucia. Ci rimettono gli abruzzesi, gli unici ad aver pagato i conti dell’emergenza pandemica e sismica, e che saranno chiamati a coprire anche quel buco. Ci rimettono gli abruzzesi residenti in una ‘Regione canaglia’, colpevoli di ‘curarsi troppo’ spendendo risorse pubbliche, eppure sono gli stessi che per fare una Tac, un’ecografia, una risonanza magnetica, devono aspettare due anni Io invece aspetto di leggere l’emendamento dei Senatori Liris-Sigismondi, attendo di verificare come intendono far passare quel cerotto legislativo che ha svelato quella verità che il Governatore Marsilio ha smentito per mesi. E attendo di vedere quale posizione assumerà il Governo meloniano del rigore e della correttezza amministrativa a fronte di una regione ‘amica’ ma burlona e troppo allegra che, ormai è certificato nero su bianco, ha gestito con la spensieratezza di mirandolina le casse pubbliche

 

14/11/2025 - 15:25

“È arrivato il momento di scavare nei cassetti della sanità abruzzese per cercare le carte, quelle vere, che non potranno essere nascoste né mascherate. La sanità dell’Abruzzo è al collasso”. Lo dichiara in una nota il deputato Pd, Luciano D’Alfonso che cita le conclusioni del Tavolo Tecnico del MEF, protocollate il 5 novembre, secondo cui ‘l’Abruzzo è l’unica Regione in cui si registra una inversione di tendenza in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro sanitario’.
“Sulla sanità abruzzese incombe la minaccia di commissariamento", continua il parlamentare dem. "Come certificato dal Tavolo del MEF il Conto economico Consuntivo 2024 registra un disavanzo di 103 milioni di euro e lo squilibrio continua a peggiorare anche nel 2025 con un disavanzo nel primo trimestre di circa 25milioni di euro. Ma non solo: mancano i controlli normativi obbligatori sulle cartelle cliniche dei ricoveri, viene chiesta la chiusura dei punti nascita per assenza di parti, restano critiche le liste di attesa e i dati inerenti ai programmi di screening oncologici di prevenzione, la rete delle cure palliative è insufficiente, manca la governance della gestione della Rete Ospedaliera”. “La Regione Abruzzo non riesce a rispettare i tempi massimi per nessuno dei codici di maggiore gravità, mettendo a rischio la vita dei pazienti. È il momento di fare chiarezza e correre ai ripari”, conclude D’Alfonso.

23/09/2025 - 09:43

“L’A14 è ridotta a un’odissea quotidiana: da Pineto a Città Sant’Angelo oggi servono 100 minuti invece di 26, da Pescara a San Benedetto oltre 4 ore e 45 minuti invece di 100. Non si può condannare cittadini e imprese a questa paralisi.” Lo dichiara il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, sulla situazione drammatica della percorrenza dell’Autostrada Adriatica, dove i cantieri aperti hanno trasformato spostamenti ordinari in autentiche odissee quotidiane.

D’Alfonso propone “la sospensione immediata dei pedaggi nei tratti interessati, l’aumento significativo delle risorse umane assegnate  e il potenziamento dei lavori notturni puntualmente programmati in sicurezza  per restituire rapidamente l’autostrada alla collettività”.

 

17/09/2025 - 12:33

“La giustizia penale va riformata con urgenza. Non basta ridurre i tempi del processo: serve certezza anche nella fase preprocessuale, oggi troppo lunga e opaca”. Lo dichiara Luciano D’Alfonso, deputato Pd, che ha pubblicato sulle sue pagine social proposte per una riforma della giustizia penale.

“Le proposte principali riguardano tempi certi in ogni fase del procedimento, non solo nel processo; trasparenza delle udienze preliminari, spesso oggi incomprensibili e opache; tutela per indagati assolti o archiviati, affinché non restino marchiati dal sospetto; qualità e responsabilità negli atti giudiziari, evitando derive populiste e ideologiche”, prosegue il dem.

“Non più riforme parziali o ideologiche, ma interventi chirurgici e puntuali. Garantire durata, efficacia del filtro, neutralità dell’archiviazione e genuinità delle prove: questa la ricetta per restituire dignità e centralità al processo penale, partendo da indagini preliminari finalmente rispettose delle garanzie di tutti”, aggiunge D’Alfonso.

“La giustizia – conclude D’Alfonso – deve essere certa, equa e trasparente, capace di restituire fiducia ai cittadini e non lasciarli nel limbo del sospetto infinito”.

13/09/2025 - 13:34

“La sentenza della Corte d’Assise di Chieti sull’omicidio di Alina Cozac a Spoltore rischia di tradursi in una insostenibile contorsione della Giustizia e della norma: pare quantomeno difficile comprendere come si possa derubricare un delitto da volontario a preterintenzionale valutando solo per quanto tempo le mani dell’uomo hanno stretto la gola della donna. Sarebbe come dire che il compagno voleva ucciderla, ma non troppo. Mi ritengo un garante del diritto alla difesa e del giusto processo, ma credo anche che il diritto non possa essere stiracchiato o sbrindellato come un elastico in virtù di valutazioni emozionali". Così in una nota il deputato abruzzese del Pd Luciano D'Alfonso sulla sentenza dell'omicidio di Alina Cozac.
Ma, al di là delle motivazioni - continua il parlamentare dem - quello che oggi suscita perplessità è l’impatto che l’esito delle investigazioni e degli interrogatori in aula ha generato: da una prima lettura della vicenda se ne deduce che la sera dell’omicidio l’uomo avrebbe voluto ferire la compagna, ma siccome le sue mani hanno indugiato sul collo della donna pochi minuti o secondi, vuol dire che dopotutto non voleva proprio ucciderla, e se poi è morta è stato un tragico incidente. Una tale lettura, che significa veramente fare un gioco di prestigio con il diritto penale, manderebbe in archivio anni di lotte sul femminicidio che pure hanno partorito la norma che disciplina i reati del Codice Rosso. E non credo che fossero queste le intenzioni dei magistrati giudicanti. Sicuramente la sentenza non ha determinato la chiusura di una vicenda tragica, drammatica, che ha segnato il nostro Abruzzo, una vicenda che a nostra volta non possiamo derubricare come l’ennesimo episodio da relegare a una fredda statistica di fine anno". "Spetterà agli ulteriori gradi della Magistratura, che è scontato verranno interpellati, decidere se eventualmente aggiustare, o meno, il tiro di una lettura della norma che effettivamente rischia di diventare un caso-scuola, apripista di sentenze difficili da accettare e da capire”, conclude D'Alfonso.

29/05/2025 - 13:20

«Mi sento convocato, oggi, non solo per esprimere un voto, ma per ricordare a quest’Aula, che ogni provvedimento normativo deve interrogarsi sulla sua legittimità, non soltanto sulla sua legalità formale”. Lo ha detto in Aula il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, durante la dichiarazione di voto sul decreto Sicurezza.

”Non è sufficiente – ha proseguito l’esponente dem - che una norma sia conforme alle procedure: essa deve anche promuovere i diritti fondamentali della persona, rispettare la vita e la dignità umana. Anche Montesquieu spiega che davanti al diritto non giusto esiste il diritto di reagire e di resistere. San Tommaso D'Aquino spiega che davanti a ciò che non è giusto, occorre affermare il diritto di reagire. Non è giusto qualificare come reato la resistenza passiva, non è giusto perché non è mai accaduto e quando accade genera panpenalismo”.

“Questo testo – ha concluso D’Alfonso – tipograficamente rappresenta l’opposto del diritto giusto. I nuovi meccanismi introdotti, compresi i CPR, generano luoghi dove i diritti si affondano, dove scompare la persona. Siamo davanti a una rottura dell’ordinamento. È una deriva che produce solo panpenalismo e inefficienza, un diritto punitivo che non riesce nemmeno a funzionare. Non si costruisce uno Stato di diritto moltiplicando pene inapplicabili. Così si va verso la desuetudine delle leggi, verso l’inefficacia dell’ordinamento. Fermatevi. Riflettete sulla gravità delle vostre scelte. C’è ancora tempo per un ripensamento che salvi il senso della responsabilità. Questo provvedimento non finirà oggi: continueremo a denunciare la sua debolezza, la sua ingiustizia, la sua inconsistenza”.

 

23/01/2025 - 17:47

DUE AEROMOBILI FRUTTANO UN MAGRO BOTTINO. La tanto sbandierata presenza di un altro aeromobile di stanza a Pescara ha prodotto finora un magrissimo bottino: oltre alla conferma dei collegamenti di un anno fa, c’è la possibilità di volare verso mete quali Breslavia e Kaunas. Peccato che ci si aspettasse qualcosa di più appetibile dal punto di vista turistico, destinazioni quali Parigi, Berlino o Amsterdam, che pure avrebbero potuto avere un importante flusso in entrata verso i nostri lidi.

QUANDO ARRIVERANNO LE SCUSE DI MARSILIO? Il presidente della Regione ha rilanciato in pompa magna - per la seconda volta in due anni - la promessa di arrivare al traguardo del milione di passeggeri per l’aeroporto d’Abruzzo. Eppure non abbiamo sentito le sue scuse ai cittadini per aver clamorosamente sbagliato la previsione dell’anno scorso: invece di aumentare il traffico aereo, lo scalo ha fatto registrare oltre 30.000 transiti in meno.

VEDIAMO CHI HA FATTO COSA. Il presidente della Regione si vanta di aver fatto eliminare la tassa comunale sui voli per indurre Ryanair a potenziare la connettività aerea dall’Abruzzo. Ha fatto la scoperta dell’acqua calda: gli ricordiamo infatti che nel 2016, a seguito dell’incremento di 2,50 euro dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, disposto in attuazione del Decreto 29 ottobre 2015 del MIT, Ryanair aveva deciso di sospendere la propria operatività negli scali più piccoli (tra cui Pescara) sostenendo che l’impatto della tassa sui ricavi derivanti dall’operare rotte in mercati di piccole dimensioni, come accade negli aeroporti con un volume di traffico inferiore ad un milione di passeggeri l’anno, comporta una riduzione di redditività che va sotto i parametri di riferimento dell’azienda; tale situazione avrebbe avuto un impatto fortemente negativo sulla mobilità e sull’economia dei cittadini abruzzesi e non solo, vista l’area di influenza dello scalo. La giunta regionale da me presieduta si fece promotrice di un’azione di pressione nei confronti del governo nazionale per far sì che fosse tolto l’aumento delle tasse aeroportuali, e l’incremento tariffario fu eliminato con legge n. 160 del 7 agosto 2016.

- Sempre su nostro impulso, il MIT modificò il testo delle linee guida per lo sviluppo di rotte aeree da parte dei vettori, al fine di renderlo più coerente alle direttive europee e più chiaro nell'applicazione, in modo da consentire una più facile costruzione dei rapporti economici tra aeroporti sostenuti da finanza pubblica, allo stesso modo di ciò che avviene tra compagnie aeree e aeroporti privati.

- Infine, sempre nel 2016 decidemmo di stanziare 29,4 milioni di euro per le infrastrutture aeroportuali, e furono investiti 12,5 milioni in cinque anni per il rilancio della vocazione turistica dello scalo. A tal proposito, saremmo grati se qualcuno da Palazzo Silone ci facesse sapere che fine ha fatto il famigerato cantiere per l’allungamento della pista dell’aeroporto, la cui inaugurazione farlocca sta per compiere un anno.

PARLIAMO DI COSE SERIE. Chiediamo un consiglio regionale straordinario per verificare lo stato dell’arte delle infrastrutture finanziate con il Master Plan e delle convenienze economiche e contrattuali per attrarre voli utili (e non voli di riempimento estetico) con compagnie di vettori capaci di aumentare la connettività di valore degli abruzzesi. Attiviamo un menu di opportunità che faccia guardare all’Abruzzo convenientemente, anche ingrandendo l’aeroporto con un nuovo accordo riguardante gli spazi dello scalo militare e coniugando la gomma e il ferro per raggiungere lo scalo pescarese” così una nota del deputato democratico, Luciano D’Alfonso, Presidente emerito della regione Abruzzo.

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