"Il coinvolgimento dei volontari dell'associazione pro-vita nei consultori è una proposta inaccettabile e provocatoria: i consultori sono strutture sociosanitarie gratuite e laiche, nate per garantire il benessere delle donne e la libertà sulle scelte riproduttive, sulla maternità e sull'aborto. La destra ancora una volta interviene a gamba tesa contro il diritto delle donne ad abortire e lo fa proponendo un emendamento al decreto PNRR insensato e ingiustificato.
Piuttosto che continuare ad attaccare la dignità delle donne, la destra pensi a usare le risorse pubbliche non per finanziare interventi contro le donne ma per sostenere i consultori, da troppo tempo sottofinanziati e in diverse realtà addirittura chiusi, e garantire alle donne prevenzione, tutela della salute e autodeterminazione nelle scelte.
Oggi daremo battaglia in Parlamento affinché il Governo torni indietro modificando questa scelta sbagliata e antistorica nel momento in cui l'Europa va in direzione opposta", così la deputata e vicepresidente PD alla Camera Valentina Ghio che sarà presente alla manifestazione organizzata dalla rete consultori e consultorie a Roma.
“Fra le materie oggetto dell’autonomia differenziata ce ne sono alcune, come energia, portualità, scuola, sanità, che non devono essere ulteriormente frammentate perché necessitano di una regia nazionale per limitare le disuguaglianze, garantire i diritti dei cittadini e assicurare un’economia efficace e competitiva. Come è possibile, ad esempio, competere con 20 politiche energetiche, scolastiche o sanitarie diverse? Un discorso che vale anche per infrastrutture, porti e logistica: asset strategici dell’economia italiana, che hanno bisogno di una politica economica nazionale, con meno burocrazia e più semplificazione. Come continuano a richiedere gli stessi operatori del settore, mentre l'autonomia differenziata va in direzione opposta. La prospettiva per la scuola, invece, sarebbe quella di ritrovarsi con programmi e concorsi diversi per ogni regione, oltre al rischio del ritorno delle gabbie salariali. Un progetto improponibile che contribuirebbe solamente ad amplificare le disuguaglianze tra le regioni. Mentre le ricadute sulla sanità dell’autonomia differenziata sarebbero gravissime, mettendo a rischio il diritto alla cura di molte persone e logorando ulteriormente un sistema già in grande difficoltà. Innanzitutto amplificando il divario tra Nord e Sud e minando la sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Quello che questo governo sta mettendo in campo è un regionalismo competitivo e non più solidale. Con l'autonomia differenziata il Governo Meloni sancisce definitivamente l'abbandono al proprio destino di territori e persone con maggiori fragilità", così la deputata e vicecapogruppo Pd alla Camera Valentina Ghio dopo l’intervento sull’Autonomia differenziata in commissione Affari costituzionali.
“Questa mattina al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori portuali che a Genova hanno manifestato per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro, salari più dignitosi e più sicurezza. Come Partito Democratico continueremo a batterci in Parlamento affinché il governo accolga le istanze dei lavoratori e dei sindacati. Da mesi abbiamo presentato una proposta di legge che chiede di riconoscere il lavoro portuale operativo come usurante, ma dal Governo non è stato fatto ancora nessun passo avanti. Chiediamo che la proposta venga approvata al più presto e che contemporaneamente si provveda a sbloccare il fondo per il prepensionamento e siano garantite misure di maggiore sicurezza sul lavoro. In un momento di grande incertezza economica, sociale e per il quadro geopolitico, serve dal governo maggiore attenzione e più garanzie che rispondano alle richieste dei lavoratori”. Cosi la vicecapogruppo e componente della Commissione trasporti alla Camera Valentina Ghio presente alla manifestazione nazionale dei portuali che si è svolta a Genova.
“7 operatori umanitari di diverse nazionalità uccisi a Gaza. Netanyahu dichiara che è un tragico caso, come gli oltre 150 operatori umanitari già uccisi dall'inizio del conflitto.
Si dia attuazione alla risoluzione ONU per il cessate il fuoco subito” così su X la vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Valentina Ghio.
“Tralasciando la coerenza della presidente del Consiglio Meloni, di cui Giorgetti è ministro, che fino a ieri metteva manifesti con la sua faccia che dicevano ‘No alla privatizzazione di Poste italiane’, le parole del ministro, che ha confermato la privatizzazione di Poste italiane, ci rendono ancora più preoccupati per il destino di un servizio essenziale. Non c'è stata chiarezza sulla percentuale che sarà detenuta dal pubblico in prospettiva e ancora meno sulle coperture. Soprattutto nessuna risposta convincente sull'impatto di questa operazione rispetto al valore di servizio universale e pubblico che il servizio postale rappresenta, con i suoi 120mila dipendenti e 13mila uffici postali. Un grande presidio sociale e di comunità soprattutto per i piccoli comuni e le aree interne che non può e non deve essere indebolito per un’operazione che ha unico obiettivo: fare cassa, senza garanzie sul mantenimento delle funzioni sociali e comunitarie”.
Così la vicecapogruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio, insieme ai deputati dem della commissione Trasporti, Ouidad Bakkali, Anthony Barbagallo, Andrea Casu e Roberto Morassut, dopo che il ministro Giorgetti in audizione alla Camera ha confermato la privatizzazione di Poste Italiane come percorso per incassare parte di quei 20 miliardi da dismissioni di asset pubblici previsti nei documenti finanziari dalla Nadef in poi.
“La maggioranza ha appena approvato il nuovo codice della strada, ribattezzato il nuovo codice della strage da tante associazioni di parenti; amministratori locali; cittadini che stanno protestando nelle piazze delle città con preoccupazione per gli effetti di una misura inadeguata, insufficiente e dannosa. Un provvedimento deludente e pericoloso che non interviene sulla moderazione della velocità che è la prima causa di morte in strada nel nostro Paese. Tutte le opposizioni hanno votato convintamente contro dopo aver proposto numerosi emendamenti di modifica per correggere le storture e le inadeguatezze del nuovo codice imposte dal Ministro Salvini, peraltro assente per tutta la durata della discussione. Un provvedimento che affossa la mobilità sostenibile in particolare quella ciclabile limitando di fatto la realizzazione di nuove piste ciclabili. Una misura che espropria l’autonomia dei comuni nella pianificazione della mobilità sostenibile sui loro territori e nella limitazione della velocità nelle aree dove è necessario. Continueremo in tutte le sedi a proporre modifiche per cambiare un provvedimento che mette al centro le auto e non la tutela degli utenti fragili della strada come pedoni e ciclisti”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Valentina Ghio.
“Una luce nel buio l'approvazione da parte dell'ONU del cessate il fuoco a Gaza.
Adesso si fermino le armi per ristabilire l'arrivo degli aiuti, rilasciare gli ostaggi e impostare il percorso per una pace duratura. Netanyahu rispetti le decisioni della comunità internazionale” così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Valentina Ghio.
“Eccola la Meloni da campagna elettorale: esaurite e mai rispettate le bugie sul fronte pensioni, accise, blocco navale, arriva oggi in Basilicata e promette ferrovie, ospedali e finanziamenti a pioggia. Ma gli elettori lo sanno, è sempre lei, quella di video e comizi: tanti annunci a cui non seguono interventi concreti,” così Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo del Pd della camera dei deputati.
È grave che il ministro Tajani non sblocchi i fondi per le organizzazioni che garantiscono il sistema di assistenza necessario per la popolazione di Gaza e che non abbia illustrato in Aula nessun percorso sostanziale per sostenere il cessate il fuoco votato dal Parlamento con la mozione presentata dal PD. Il popolo palestinese non ha più tempo e per sopravvivere aspetta azioni concrete da parte dei governi per il cessate il fuoco immediato. Alla popolazione di Gaza manca tutto: elettricità, cibo, acqua, medicine, carburanti. Ma in questo momento è il cessate il fuoco il passo fondamentale. Senza questo non esisterà tutto il resto. Per tutte queste ragioni avevamo chiesto al governo di illustrarci le iniziative messe in atto per far tacere le armi nella Striscia di Gaza e per la consegna degli aiuti umanitari e di chiarire in merito alla sospensione dei fondi destinati alla cooperazione italiana e all’Unrwa, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta concreta.
Così la vicepresidente dei deputati del Pd Valentina Ghio.
“Oggi Gaza è un enorme cimitero, una prigione di morte. Il segretario dell'Onu Guterres ha parlato, ieri, di una "imminente, disastrosa, carestia". Mancano gli aiuti? No: è questo l'intollerabile paradosso. La nostra delegazione, che è arrivata fini a Rafah, ha potuto vedere che ci sono 1500, 2000 camion di aiuti bloccati dalle autorità israeliane. Il governo israeliano usa la fame come arma di guerra, ha dichiarato Josep Borrell. E ha perfettamente ragione. Dovrebbe dirlo anche il governo Meloni, invece di prenderne le distanze. Non mancano gli aiuti, manca il cessate il fuoco e mancano i finanziamenti per riprendere la vita a Gaza.
L’Unione Europea ha sbloccato i finanziamenti all'Unrwa, il Canada e la Svezia hanno fatto altrettanto. Perché invece l’Italia li tiene ancora bloccati? E perché, nel momento più buio per il popolo palestinese, sono stati congelati numerosi progetti a Gaza e in Cisgiordania della Agenzia della Cooperazione italiana allo sviluppo e delle Ong italiane? Su questo attendevamo la risposta del ministro Tajani che invece non c'è stata. Il ministro ha parlato dell’iniziativa Food for Gaza, da realizzare insieme alla FAO, al Programma alimentare mondiale, alla Croce Rossa e alla Mezzaluna rossa. Ma questa è meno di una goccia nel mare dei bisogni della Striscia. Il vero problema è a Rafah, dove il governo israeliano impedisce agli aiuti di passare mentre a Gaza si muore di fame, e dove Netanyahu sta preparando una nuova, sanguinosa offensiva. Tutto questo non è tollerabile, dal punto di vista del diritto internazionale: questi sono crimini e va denunciato con forza anche dal governo che invece continua a tergiversare e a non prendere le distanze da questa carneficina. Ma anche di questo silenzio e di questa inazione, Tajani e Meloni saranno chiamati a rispondere”.
Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, replicando al ministro Tajani durante il question time. Nel presentare l’interrogazione la vicepresidente dei deputati del Pd Valentina Ghio aveva chiesto al governo di illustrare le iniziative messe in atto per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per la consegna degli aiuti umanitari, e di chiarire in merito alla sospensione dei fondi destinati alla cooperazione italiana e all’Unrwa.
“Oggi abbiamo depositato un'interpellanza urgente firmata dai parlamentari del Pd, Avs, M5s sugli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Dopo il viaggio a Rafah abbiamo visto con i nostri occhi quanto sia grave che migliaia di camion siano ancora bloccati al valico, molti dei quali finanziati dall’Ue. Chiediamo al Governo italiano di muoversi per aprire il valico agli aiuti e rivedere la scelta di sospendere i fondi all’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite Unrwa che si occupa dell’assistenza umanitaria dei rifugiati palestinesi. L’Italia non può restare ferma e il nostro governo afono di fronte a questa tragedia”. Così Arturo Scotto che ha partecipato alla missione parlamentare insieme ai deputati democratici Alessandro Zan, Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Andrea Orlando.
“Il nuovo codice della strada è contro la mobilità ciclabile e sostenibile e non aumenta in alcun modo la sicurezza urbana perché non interviene sulla prima causa di morte in strada: la velocità. Infatti, non solo non prevede misure risolutive per invertire la tragica tendenza delle morti su strada, ma riduce l'azione e l’autonomia dei Comuni, limita i controlli della velocità e diminuisce radicalmente lo sviluppo della mobilità ciclistica, sia con interventi di natura tecnica, come la cancellazione della segnaletica orizzontale, sia frenando la progettualità delle amministrazioni locali nel tracciare nuove piste ciclabili. Come Pd abbiamo presentato circa 250 emendamenti in Commissione Trasporti per migliorare il nuovo codice, ma la maggior parte di questi è stata respinta. Sono state privilegiate misure che ci allontanano dalle città europee, che favoriscono gli utenti più forti della strada e non tutelano invece i più vulnerabili come pedoni e ciclisti. Abbiamo ripresentato molti emendamenti in Aula per modificare il codice verso un'idea di mobilità che tenga assieme sicurezza, tutela dell'ambiente e vivibilità delle città, che tuteli il trasporto pubblico locale e l'autonomia dei comuni, fermando gli effetti di questo che è stato definito da molte associazioni e rappresentanti di enti locali il "codice della strage".
Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente della commissione Trasporti.
“L'8 marzo e' la Giornata internazionale della donna ed e' impegno e lotta, e consapevolezza dei passi avanti fatti, ma soprattutto delle ingiustizie e delle iniquita' da combattere.
E' il modo di rafforzare l'impegno per ottenere parità salariale e di carriere, per fare in modo che lo Stato garantisca i servizi che sollevino le donne dal peso univoco della cura
E' la giornata che ci sprona a chiedere la pace nei conflitti che colpiscono le donne con l'uso del loro corpo come bottino di guerra. E' l'occasione per ribadire che non e' accettabile la violenza fisica, psicologica, economica e di qualsiasi altra forma sulle donne e che ci deve essere tutela, prevenzione, giustizia, educazione.
Fino a che tutti questi obiettivi non saranno raggiunti, ci sarà sempre bisogno di lotta”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Valentina Ghio.
“La comunità internazionale intervenga per un cessate il fuoco immediato e per far entrare a Gaza tutti gli aiuti necessari. A rischio altri 85mila morti nei prossimi mesi”
“Siamo arrivati al valico di Rafah per dire con le nostre voci e i nostri corpi che la comunità internazionale si deve attivare per un cessate il fuoco immediato e duraturo. Non c’è più tempo da perdere la popolazione civile di Gaza sta morendo e se non si fermano le bombe il rischio sono altri 85mila morti nei prossimi sei mesi. La catastrofe umanitaria è arrivata a proporzioni inaudite: 6000 bambini orfani e persone che muoiono per denutrizione e disidratazione, oltre che per mancanza di medicinali ed epidemie”, così la deputata e vicepresidente PD alla Camera Valentina Ghio dal Valico di Rafah dove si trova con una delegazione di altri 13 parlamentari dell’opposizione e diverse associazioni per una missione umanitaria.
“La comunità internazionale – prosegue Ghio - deve intervenire per fermare l'arbitraria decisione delle autorità di rigettare molti degli aiuti che arrivano. Durante il viaggio verso Rafah abbiamo visto 1500 camion carichi fermi da un mese o anche due. Una scena inaudita. Nel centro di stoccaggio della Mezzaluna Rossa egiziana abbiamo visto le merci rigettate dai controlli israeliani per generiche ragioni di sicurezza. C’erano incubatrici per bambini; sussidi per disabili e anziani; cassette mediche; generatori, tutto rigettato, anche il cioccolato per i bambini, perché considerato bene non di prima necessità. Il blocco di questo materiale, in molti casi salvavita è inaccettabile e la comunità internazionale non può non intervenire”.
“Siamo qui – conclude la vicecapogruppo PD alla Camera - per chiedere con forza che i governi, a partire dal nostro, intervengano per far entrate a Gaza tutte le merci necessarie per ragioni umanitarie, e si attivino per un cessate il fuoco che fermi questa immane catastrofe”.
''Il popolo palestinese non ha più tempo e per sopravvivere aspetta azioni concrete da parte dei governi per il cessate il fuoco immediato. Alla popolazione di Gaza manca tutto: elettricità, cibo , acqua, medicine, carburanti. Ma in questo momento è il cessate il fuoco il passo fondamentale. Senza questo non esisterà tutto il resto''.
Così Valentina Ghio deputata vicecapogruppo Pd alla Camera al termine degli incontri di oggi al Cairo, nel primo giorno della missione umanitaria di parlamentari italiani e organizzazioni umanitarie, prima tappa di un percorso che domani li condurrà verso Rafah.
"Abbiamo incontrato - conclude Ghio - diversi rappresentanti, molti palestinesi di organizzazioni umanitarie che operano a Gaza. Hanno raccontato delle condizioni tragiche, dei 30.000 morti in prevalenza donne e bambini, dei 1.700.000 sfollati, delle decine di migliaia di persone colpite da epatite, malattie della pelle e altre epidemie, dei 342 medici uccisi e degli oltre 100 arrestati, della mancanza totale di cibo che provoca la morte di bambini e obbliga le famiglie a nutrirli con il cibo per animali. Ma l'esigenza primaria per tutti è l'attivazione della comunità internazionale per il cessate il fuoco immediato e permanente, senza il quale sarà pregiudicata la sopravvivenza di un popolo".