14/04/2026 - 14:50

“Dopo oltre due anni di bombardamenti indiscriminati, più di 75.000 civili palestinesi uccisi – tra cui 18.000 bambini – oltre 2.000 vittime in Libano sotto le bombe dell’IDF e le continue occupazioni arbitrarie in Cisgiordania, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni annuncia oggi la sospensione del Memorandum con Israele.

Da anni denunciamo l’inaccettabilità del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele. Quella annunciata oggi è una decisione doverosa, ma drammaticamente tardiva, arrivata solo dopo forti pressioni politiche e dopo grandi mobilitazioni di giovani e cittadini che hanno chiesto pace. Una decisione che giunge dopo due anni di una tragedia umanitaria sotto gli occhi del mondo.

Ora serve chiarezza totale: quali sono i termini reali di questa sospensione? Quali atti concreti intende adottare il Governo per recedere da ogni forma di cooperazione militare con Israele? Quando l’Italia sosterrà sanzioni nei confronti del Governo Netanyahu e chiederà, come stanno facendo molti Paesi europei, la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele?

Non bastano annunci. Servono coerenza e scelte nette che dimostrino che l’Italia ha davvero invertito la rotta e non intende essere, in alcun modo, complice di chi viola il diritto internazionale e calpesta i diritti fondamentali dei civili.

Su questo continueremo a incalzare il Governo, senza arretrare di un millimetro”.
Lo dichiara la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio.

 

10/04/2026 - 16:52

“Quanto accaduto durante la trasmissione Porta a Porta sulla Rai, servizio pubblico, è grave e inaccettabile. Peppe Provenzano è un rappresentante delle istituzioni a cui è stato impedito di esprimersi, con toni e modi che nulla hanno a che vedere con il confronto civile e con il rispetto che il servizio pubblico deve garantire. Esprimo piena solidarietà a Provenzano oltre a manifestare grande preoccupazione: ciò che è accaduto non riguarda solo lui, ma la qualità del dibattito democratico nel nostro Paese. Il servizio pubblico ha il dovere di assicurare equilibrio e rispetto. Quando questo viene meno, quando si zittiscono gli ospiti è un problema che riguarda tutti”. Così Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera.

 

02/04/2026 - 18:44

“A oltre dieci mesi dalla nostra prima richiesta, reiterata più volte attraverso interrogazioni, question time e una lettera indirizzata al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, abbiamo finalmente ricevuto la relazione degli ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’operato dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Un’attesa ingiustificata che conferma quanto fosse necessario fare chiarezza”, dichiarano i deputati PD Valentina Ghio, Luca Pastorino e Alberto Pandolfo, che hanno ricevuto oggi la risposta del MIT dopo oltre dieci mesi dalla richiesta.

“Il documento consegnato oggi  - proseguono - contiene elementi che non possono essere sottovalutati e che aprono interrogativi rilevanti sulle modalità di gestione adottate, in particolare per quanto riguarda i rapporti concessori e il rilascio delle licenze. Gli stessi ispettori parlano di “molteplici elementi documentali” che rendono opportuna una revisione prudenziale degli atti, a partire dalla verifica di eventuali conflitti di interesse nei procedimenti concessori più rilevanti. Significativa è la valutazione finale degli ispettori, che invitano a verificare la sussistenza dei presupposti per la costituzione di parte civile nei procedimenti penali in corso, anche alla luce della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Una possibilità che l’Autorità portuale, pur potendola esercitare a tutela dei propri interessi economici e reputazionali, non risulta aver intrapreso”.

“Resta infine una questione politica e istituzionale che non può essere elusa: per oltre dieci mesi non è stato dato seguito alle prerogative dei Parlamentari della Repubblica, che avevano formalmente richiesto accesso a documenti rilevanti senza ricevere risposte nei tempi dovuti. Un comportamento che rappresenta un vulnus nel rapporto tra istituzioni e Parlamento. Per queste ragioni continueremo a monitorare con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda e a incalzare il Governo affinché si faccia piena luce su quanto emerso, garantendo trasparenza, legalità e corretto funzionamento di un’infrastruttura strategica per il Paese”, concludono.

 

31/03/2026 - 15:09

"Lo stiamo dicendo da mesi e dopo la presentazione del nostro ordine del giorno, il Governo aveva preso un impegno concreto: adesso dia seguito alle promesse.

I tagli all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova indeboliscono un presidio strategico per la ricerca e l’innovazione del Paese. Parliamo di una realtà di eccellenza riconosciuta a livello internazionale, che ha bisogno del massimo riconoscimento e sostegno da parte delle istituzioni nazionali e non di tagli importanti, denunciati con chiarezza anche dalle lavoratrici e lavoratori scesi in piazza per denunciare una situazione che non può più essere ignorata. Il taglio di circa 15 milioni di euro rischia di compromettere la continuità delle attività scientifiche e di colpire in modo particolare il personale più fragile, a partire dai ricercatori precari e dai contratti non rinnovati. È ancora più grave se si considera che il Governo, in sede parlamentare, si era impegnato a reperire risorse aggiuntive per sostenere l’IIT, impegno a cui però non è seguito alcun intervento concreto. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione alla Camera per chiedere quali iniziative urgenti si intendano adottare per garantire la piena operatività dell’istituto, la tutela dei livelli occupazionali e il rafforzamento strutturale degli enti di ricerca di eccellenza. Serve chiarezza sui tempi e sulle modalità con cui il Governo intende ripristinare le risorse tagliate. Non intervenire significherebbe indebolire la capacità del Paese di innovare e trattenere competenze scientifiche fondamentali", dichiarano i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, firmatari dell’interrogazione presentata alla Camera dei Deputati.

 

30/03/2026 - 18:20

“Che credibilità può avere Meloni nella lotta alla criminalità se non prende concreti provvedimenti sulle vicende che riguardano parlamentari e sono legate ad attività economiche utilizzate per il riciclaggio di denaro? Su questi temi non sono ammesse ambiguità: servono responsabilità, trasparenza e rispetto delle istituzioni” Così Valentina Ghio, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera che oggi è intervenuta nell’ufficio di presidenza della commissione antimafia insieme al senatore Verini per chiedere formalmente l’audizione di Delmastro. “In particolare – sottolinea Ghio - ho sollecitato l’avvio rigoroso e tempestivo dei lavori della Commissione su questo punto, con un calendario di audizioni che coinvolga anche lo stesso Delmastro, alla luce dell’aggravarsi della situazione emersa in queste ore. Di fronte a fatti così seri, colpisce e preoccupa il silenzio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che continua a non dire nulla: un atteggiamento sempre più imbarazzante”

 

26/03/2026 - 11:54

“Il Governo Meloni e il ministro Salvini continuano a dimostrare tutta la loro incapacità di affrontare seriamente il tema della casa: dall’inizio della legislatura hanno prima azzerato il Fondo nazionale per il sostegno all’affitto e poi ripreso in modo del tutto marginale, lasciando senza risposte migliaia di famiglie. A questo si aggiunge il mancato finanziamento del fondo per la morosità incolpevole: una scelta grave che scarica sui cittadini più fragili il peso della crisi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aumentano gli affitti, crescono gli sfratti e si allarga il disagio sociale, mentre il Governo resta fermo e privo di qualsiasi visione”, dichiara la vicepresidente del gruppo PD alla Camera Valentina Ghio che presenta un’interrogazione alla Camera, firmata dai colleghi Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, in cui chiede al Governo se intende ripristinare le risorse originariamente previste per il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con particolare riferimento ai 13 milioni di euro destinati al Comune di Genova;.

“A Genova il Governo ha tagliato circa 13 milioni di euro già destinati alla ristrutturazione di circa 600 alloggi popolari oggi inutilizzabili, mentre a livello nazionale si parla di circa 970 milioni di euro fermi.

Dalle notizie emerse e dalle segnalazioni dei sindacati degli inquilini risulta che risorse fondamentali per il recupero degli alloggi pubblici siano state bloccate o riallocate, il Governo chiarisca dove sono state riallocate e se è vero che il sostegno alla casa sia stato dirottato in spese legate alla guerra.

Nel frattempo, solo nel Comune di Genova oltre 2.000 alloggi pubblici restano vuoti perché non vengono riqualificati, a fronte di migliaia di domande da parte di famiglie in difficoltà. Una situazione inaccettabile che il Governo ancora una volta scarica sui comuni”, prosegue.

“Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare chiarezza su quanto sta accadendo. Chiediamo il ripristino immediato dei fondi, a partire dai 13 milioni destinati a Genova, tempi certi per lo sblocco degli interventi e un piano straordinario per rimettere a disposizione gli alloggi oggi inutilizzabili”, aggiunge.

“Serve un cambio di rotta radicale: rifinanziare i fondi per l’affitto, sostenere chi è in difficoltà, rilanciare l’edilizia residenziale pubblica e costruire un vero Piano Casa nazionale con risorse adeguate”, conclude Ghio.

 

21/03/2026 - 15:03

“Emergono oggi nuovi e inquietanti particolari sulla vicenda che riguarda il sottosegretario Delmastro, che rendono ancora più grave e incomprensibile la mancata presa di posizione della Presidente del Consiglio. Si parla di utilizzo di contanti nel passaggio di quote societarie e di indagini per riciclaggio e intestazione fittizia che coinvolgerebbero anche una giovane socia, indicata come amministratrice unica della società.

Siamo di fronte a elementi che, se confermati, delineano un quadro ulteriormente preoccupante, incompatibile con il ruolo delicato ricoperto dal sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria. Se tutti questi elementi fossero confermati non si tratterebbe più di episodi isolati o di leggerezze, ma di una sequenza di fatti che richiederebbero trasparenza immediata e assunzione di responsabilità.

È grave che la Presidente Meloni continui a difendere in modo acritico un esponente del suo Governo senza pretendere chiarimenti pubblici e azioni conseguenti su questioni così rilevanti. Di fronte a ombre di questa portata, occorre agire con tempestività e trasparenza per tutelare le istituzioni e la loro credibilità.

Chiediamo ancora una volta che Meloni riferisca con urgenza e spieghi quali siano le ragioni per cui non ritiene necessario intervenire. Il tempo delle omissioni è finito: gli italiani meritano risposte chiare e comportamenti all’altezza delle istituzioni”.

Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.

 

20/03/2026 - 15:03

“Non si comprende come la presidente, che ama presentarsi come paladina della legalità, possa continuare a giustificare un sottosegretario con delega all’amministrazione penitenziaria che ha avuto documentati rapporti con familiari di clan mafiosi, oltre ad essere stato condannato per diffusione di segreto d’ufficio. Si tratta di fatti di una gravità inaudita.

In un Paese normale, dopo fatti di tale gravità, il sottosegretario alla giustizia avrebbe dovuto dimettersi immediatamente.
Meloni ci spieghi perché questo non accade e perché non chiede conto a Delmastro della sua condotta e dei rapporti intrattenuti e per quali oscure ragioni continui a difendere in modo acritico un esponente del Governo titolare di una delega così delicata.

È un insulto all’intelligenza degli italiani e delle italiane liquidare il comportamento di Delmastro come poco accorto. La presidente del Consiglio chiarisca perché un membro del suo Governo intratteneva rapporti con la figlia di un condannato per mafia e si faceva fotografare con lui, anche nel suo ristorante, peraltro insieme alla capo di gabinetto del ministro Nordio, Bartolozzi.

Spieghi, inoltre, quali sono le ragioni che le impediscono di  adottare misure nei confronti di Delmastro: lo faccia subito, non dopo il referendum”.

Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.

 

05/03/2026 - 18:16

“Si è svolto oggi, nella Sala Berlinguer presso gli uffici del Gruppo PD alla Camera dei Deputati, un incontro di ascolto e confronto con le principali rappresentanze di categoria e dei lavoratori del cluster portuale, insieme ad amministratori locali delle città portuali, dedicato alla riforma della governance dei porti approvata dal Consiglio dei Ministri nel dicembre 2025 e che prefigura la creazione della società Porti S.p.A. L’incontro ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Nel corso degli interventi sono emerse diverse criticità rispetto alla riforma, a partire dal metodo adottato, caratterizzato dal mancato coinvolgimento delle parti interessate nella fase di elaborazione del provvedimento. Numerosi contributi hanno inoltre evidenziato questioni di merito, tra cui il rischio di uno svuotamento delle Autorità di Sistema Portuale di risorse economiche e umane, con possibili ricadute sulla loro capacità di sostenere i costi di funzionamento della futura Porti S.p.A. e di garantire l’efficacia della governance portuale. Al di là del percorso della riforma, attualmente in stallo in attesa dello sblocco da parte della Ragioneria dello Stato, restano aperte diverse questioni su cui il sistema portuale attende risposte concrete: dalla semplificazione e dalla chiara definizione dei rapporti di governance, al tema dei dragaggi, fino allo sblocco di alcune richieste legate al lavoro portuale, come il fondo di incentivo all’esodo, mantenendo fermo il principio di un mercato regolato. È emersa inoltre con forza l’esigenza di un sostegno reale alla rete dell’intermodalità e alle infrastrutture dell’ultimo miglio, non limitato alle sole aree strettamente portuali. A tre anni dalla risoluzione sulla portualità presentata in Parlamento e a fronte dell’annuncio di una riforma che rischia di non concretizzarsi mai, mancano ancora risposte puntuali alle questioni che il sistema pone da troppo tempo. A questo quadro si aggiunge la complessa situazione internazionale che, se dovesse protrarsi, richiederà interventi di sostegno e politiche mirate per garantire stabilità e competitività al sistema portuale nazionale. Il Partito Democratico si attiverà nelle Commissioni competenti e in Parlamento con proposte puntuali sui diversi temi emersi, sollecitando il Governo a fornire risposte concrete a un settore strategico per l’economia e lo sviluppo dell’intero Paese”.

 

04/03/2026 - 16:43

“Il ministro Salvini, anziché proseguire con la folle idea del Ponte sullo Stretto e sperperare soldi pubblici in un progetto che verosimilmente non si realizzerà nel breve periodo, potrebbe pensare alle infrastrutture esistenti e che non funzionano. La nostra ‘porta per l’Italia’, l’autostrada Savona-Ventimiglia, dopo il rinnovo della barriera e lavori durati anni costati 50 milioni, è inefficace, dannosa e non sicura”.

Così la vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo e la deputata dem Valentina Ghio, che hanno presentato un’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulle condizioni della tratta autostradale A10 Savona–Ventimiglia.

“Quali misure specifiche a breve termine il Ministero intende adottare per migliorare la gestione dei flussi di traffico e la sicurezza stradale in corrispondenza della barriera autostradale di Ventimiglia? - proseguono le deputate dem - Basta tentare di attraversare la tratta per riscontrare problemi, code, allungamenti dei tempi”.

“A nulla sono serviti i lavori di rifacimento, rinnovamento, efficientamento della barriera, che ha stravolto la vecchia viabilità: il sistema è andato in tilt e non funziona assolutamente. Chiediamo quindi un monitoraggio serio e, se presenti, le analisi comparative o dei report tra la configurazione precedente e quella attuale del casello” concludono Gribaudo e Ghio.

 

04/03/2026 - 13:26

“Il buon 8 marzo la maggioranza lo ha dato con la proposta di legge per la cancellazione della figura delle consiglieri regionali di parità sul lavoro. E oggi, in Aula tra ricostruzioni fantasiose e non veritiere, si discute di una mozione che fotografa impietosamente la vita delle donne con un esecutivo capace solo di bocciare tutte le proposte delle opposizioni per migliorarla. Il governo cita solo da ti che gli fanno comodo e omette i dati oggettivi di una realtà drammatica così come descritta dal rendiconto di genere 2025 dell'Inps: dello sbandierato 53% di occupazione femminile, il governo omette il tanto lavoro precario delle donne e il divario del 30% di retribuzioni. La famosa decontribuzione ha prodotto contratti part-time intermittenti, aumentato solo l'occupazione fragile e la precarizzazione delle donne”. Lo dichiara la vice capogruppo PD, Valentina Ghio intervenendo alla Camera sulle mozioni per la parità di genere.
“Bocciando il salario minimo – sottolinea la parlamentare dem - il governo ha scelto di lasciare le donne nei lavori sottopagati; bocciando il congedo parentale obbligatorio ha chiuso gli occhi sul fatto che le donne, solo nel 2025, hanno utilizzato 15 milioni di giornate di congedo contro i 2,8 milioni degli uomini. Il governo Meloni porta avanti un sistema che continua a scaricare sulle donne il peso della cura”.
“Ha cancellato dalla nostra mozione consenso, educazione sessuale e mette in discussione un presidio per le donne come le consigliere regionali di parità. Servono riforme strutturali per superare il divario di genere e non i dannosi bonus spot. Invece continua l’accanimento della destra sui diritti delle donne.”, conclude Ghio.

25/02/2026 - 09:34

“Negare un’aula universitaria a un’associazione studentesca per un’iniziativa di approfondimento sul referendum costituzionale è una scelta preoccupante. L’Università è il luogo del confronto, non del silenzio imposto. Se davvero, come riportato, è stato impedito a Sinistra Universitaria – UDU Genova di organizzare un dibattito con docenti, magistrati ed esponenti della vita pubblica come l’ex ministro Andrea Orlando, siamo di fronte a un atto che rischia di comprimere la libertà di discussione dentro l’ateneo. I regolamenti vietano la propaganda dei partiti, non il libero confronto promosso dagli studenti. E appare ancora più grave il richiamo alla par condicio se, nello stesso contesto, altre iniziative con ospiti chiaramente schierati per il sì, sembrerebbe si siano potute svolgere senza ostacoli. Le regole devono valere per tutti oppure non possono essere usate come strumento discrezionale per selezionare chi può parlare e chi no. Chiediamo alla Ministra dell’Università e della Ricerca di approfondire le ragioni di questa decisione. L’autonomia degli atenei è un valore, ma non può diventare un alibi per limitare il pluralismo. Agli studenti va garantito il diritto di discutere e approfondire, senza censure preventive” dichiarano i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo che hanno presentato un'interrogazione alla Ministra dell'Università Bernini.

 

24/02/2026 - 17:01

“Maggioranza e governo hanno deciso di affossare il congedo paritario e ora cercano di nascondersi dietro rilievi tecnici. Lanciano il sasso ma nascondono la mano”. Lo dichiara Valentina Ghio, vice capogruppo del Pd alla Camera.
“È una scelta politica chiara, che priva il Paese di una riforma decisiva. Il congedo paritario avrebbe rappresentato una svolta per il nostro welfare, rendendolo più equo e moderno, promuovendo una reale condivisione della genitorialità e sostenendo concretamente l’occupazione femminile. Continuare a rinviare significa lasciare sulle spalle delle donne il peso prevalente del lavoro di cura”.
“Tutte le opposizioni avevano dato disponibilità a migliorare testo e coperture pur di non perdere un’occasione storica. La maggioranza ha detto no. Se ne assuma la responsabilità davanti alle famiglie italiane”.

 

19/02/2026 - 12:28

Approvati due emendamenti PD. Ora il Governo dia le risposte attese sul lavoro portuale e convochi il tavolo su fondo pensionamenti”

“Esprimo soddisfazione per l’approvazione dei miei due emendamenti che prorogano per il 2026 le misure previste dall’articolo 199, a sostegno di lavoro e mprese che operano nei porti,  e intervengono sul bonus portuale. Strumenti fondamentali per garantire continuità occupazionale e operatività in un settore strategico per il Paese. La mancata proroga avrebbe messo diverse aziende in una condizione di seria difficoltà, con ripercussioni dirette sull’occupazione e sulla tenuta del sistema portuale.
Ora però il Governo deve attivarsi con urgenza sulla tutela e sulla sicurezza del lavoro portuale come chiedono sindacati e associazioni, a partire dalla convocazione del tavolo promesso ormai da mesi per lo sblocco del fondo destinato all’anticipo pensionistico dei lavoratori portuali. Occorre inoltre avviare con determinazione il percorso per il riconoscimento del lavoro portuale come lavoro usurante: su questo tema giacciono in Parlamento diverse proposte di legge, tra cui una a mia prima firma, che attendono di essere discusse. Dopo il voto sugli emendamenti servono atti concreti per dare risposte attese da tempo da lavoratrici, lavoratori e imprese del settore”, dichiara la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio.

 

18/02/2026 - 13:29

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti. Ringrazio FIAB - Federazione italiana Ambiente e Bicicletta - per la condivisione del percorso che ha portato alla stesura di questa legge così importante per lo sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile verso il futuro”. Lo ha detto Valentina Ghio, deputata Pd e prima firmataria della proposta di legge, aprendo la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge alla Camera.

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva. Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.
Per rendere concreto questo cambiamento - ha spiegato Ghio - istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.
Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, ha concluso la dem.

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