“Ancora una volta un colpo durissimo del governo per le donne e per le famiglie. La premier Meloni prima promette la riduzione della ‘tampon tax’, ovvero la tassa sui prodotti per l'igiene femminile e sui prodotti per l'infanzia e oggi il governo respinge un nostro emendamento che va in questa direzione. Da gennaio le famiglie pagheranno molto di più e ancora una volta la premier Meloni dimostra che non sa stare dalla parte delle donne”. Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem alla Camera, intervistata per i social dei deputati Pd.
Ritardi, treni soppressi, ore e ore di attesa, l'odissea vissuta ieri dai viaggiatori che dalla Liguria dovevano raggiungere Milano e la Lombardia sono stati enormi. Ancora una volta, a causa di diversi guasti alla linea, in particolare a Voghera, il traffico ferroviario è andato in tilt, nel silenzio assordante del Ministro Salvini.
I passeggeri sono stati lasciati soli, senza informazioni, senza indicazioni da Trenitalia, senza nessuna certezza e bus sostitutivi arrivati dopo ore di attesa. Un'altra giornata di ordinaria follia nei trasporti ferroviari, in cui per i cittadini il ritorno a casa o nel luogo di studio o di lavoro, si è rivelato un vero incubo.
La gravità della situazione in cui versa il trasporto ferroviario è ormai sotto gli occhi di tutti. Ho presentato questa mattina un'interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti, soprattutto sulle ragioni per cui i passeggeri non hanno avuto servizio sostitutivo dopo un'intera giornata e serata di blocco della linea Genova Milano, con alcuni di loro lasciati in mezzo al nulla.
I disservizi non sono più tollerabili e accettabili. Soprattutto non è più accettabile il silenzio del Ministro dei trasporti e la sua mancanza di azione. Salvini intervenga, i guasti alla linee ferroviarie sono ormai all'ordine del giorno", così la vicepresidente e componente Commissione trasporti Valentina Ghio che ha presentato un'interrogazione al Ministro Salvini, firmata insieme a Barbagallo, Bakkali, Casu e Morassut, e per i guasti che hanno interessato ieri la linea Genova Milano e che hanno causato innumerevoli disagi a viaggiatori, studenti e lavoratori.
“Insieme ai colleghi della Commissione trasporti ho richiesto una audizione urgente con il viceministro Rixi perché venga in Commissione a riferire sui contenuti della riforma, che da notizie a mezzo stampa dovrebbe essere presentata al CIPOM entro metà mese.
In Commissione, in questa legislatura, sono state presentate diverse risoluzioni sui temi oggetto della riforma e nelle varie audizioni il cluster portuale ha sollevato anche preoccupazioni sul suo impatto con l'organizzazione consolidata del lavoro portuale. Ci sembra inusuale e poco rispettoso di quel lavoro parlamentare apprendere dell'avvio dell'iter senza che ne vengano esplicitati i principi guida e le impostazioni prima in Commissione.
Un primo passaggio fondamentale che deve andare di pari passo con la chiarezza sulle competenze. Ad oggi infatti non è chiaro quale Ministero deciderà sulla riforma, se quello del mare con a capo Musumeci o quello dei Trasporti di Salvini, in un rimbalzo di competenze, che genera confusione e risultati contraddittori.
Viene fatto cenno a un super ente nazionale ma senza alcuna chiarezza sulle competenze in rapporto con le Autorità di sistema. Non sappiamo se ci saranno eventuali interventi sulla modifica dello stato giuridico delle autorità o se la riforma andrà a modificare l'equilibrio raggiunto nel sistema del lavoro portuale.
Chiediamo al Governo idee chiare su un tema cosi strategico per il Paese e adeguata informazione e trasparenza sulle commissioni parlamentari competenti.
Cosi come chiediamo chiarezza e rapidità nelle nomine dei nuovi Presidenti della ADSP. La Liguria aspetta da troppo tempo di avere un Presidente nella piena operatività: ci sono partite strategiche fondamentali ferme, su cui non si hanno risposte. Mentre si evidenziano grandi contraddizioni tra il Presidente Bucci, che annuncia il presidente del porto entro pochi giorni e il viceministro Rixi, che parla di fine gennaio ed emergono scenari spartitori con FDI e Lega che giocano a risiko con i porti di La Spezia e Genova, i ritardi evidenziano la difficoltà a trovare la quadra su figure autorevoli che da subito possano entrare nel vivo dell’attività e portare avanti tutte le risposte che il Porto di Genova aspetta da tempo. Peraltro le nomine devono passare nelle Commissioni di Camera e Senato, ma non essendo stato ancora avviato l’iter, temiamo che il tempo si allunghi in modo preoccupante.
Non è più il tempo delle dichiarazioni, ma il momento di dare le risposte che i porti aspettano da tempo, a partire dall'illustrazione in Parlamento del disegno della riforma, se esiste, e dell'inserimento in manovra delle questioni che il lavoro portuale aspetta da tempo: proroga dei fondi 199, riconoscimento del lavoro portuale come usurante, sblocco del fondo per l'incentivo all'esodo, più risorse su ferrobonus, ripristino del fondo amianto. Queste sono alcune delle risposte concrete che il settore aspetta ” così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera e componente Commissione Trasporti dopo le dichiarazioni di Rixi e Bucci al Forum dello Shipping
"Oggi sono scesa in piazza a Genova al fianco dei lavoratori e dei sindacati per contrastare la manovra del governo. Una legge di bilancio iniqua che non sostiene il lavoro e la crescita dei salari, fermi da troppo tempo, e che non si fa carico di risolvere la situazione drammatica della sanità pubblica, anzi accelera sulla sua privatizzazione.
In questo scenario preoccupante, il Governo calpesta anche il diritto di sciopero con un utilizzo disinvolto delle precettazioni da parte del Ministro Salvini che spende il suo tempo non per mettere mano all'incresciosa situazione in cui versa il trasporto ferroviario o per sostenere il trasporto pubblico locale, ma per calpestare i diritti dei lavoratori.
Per contrastare l'attacco frontale del lavoro e per chiedere politiche eque che contrastino il lavoro povero e precario e che tutelino con risorse adeguate la sanità universale, la mobilità pubblica, che promuovano una rivalutazione delle pensioni reale, oggi sono scesa in piazza con i lavoratori".
Valentina Ghio vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente Commissione Trasporti che a Genova ha partecipato allo sciopero generale indetto dai sindacati.
"Il Governo e la maggioranza invocano la parola unità solo a chiacchiere, mentre nella sostanza fanno l'opposto. Con gli interventi di Valditara, Meloni e Salvini hanno delegittimato qualunque tipo di percorso unitario. E in questi due anni non hanno messo in campo nessun intervento strutturale su formazione, cultura ed educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Una delegittimazione molto grave del lavoro del Parlamento e della stessa commissione Femminicidio
Le parole del ministro Valditara sono state paradossali, fuori misura, indegne, soprattutto se pronunciate da chi ha la responsabilità delle politiche educative di questo Paese. E la premier Meloni invece che sconfessare quelle parole, ha rincarato la dose". Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, e membro della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, intervenendo in Aula sulla mozione per il contrasto alla violenza contro le donne.
"Se in questo Paese ci sono ancora studentesse universitarie costrette ad incatenarsi per avere uno sportello anti-violenza nella loro università, se le donne non denunciano anche per paura di non essere credute, significa che il Governo Meloni, chiuso nel suo recinto ideologico, ha perso due anni di tempo per investire in percorsi di educazione affettiva, sessuale, nelle università, nelle scuole e in tutta la comunità educante, in formazione obbligatoria per operatori. E quindi praticatela davvero l'unita' che invocate a parole, fatelo e noi ci saremo, lavorando nei fatti per cambiare i condizionamenti della cultura patriarcale della nostra societa", ha aggiunto Ghio.
"La maggioranza si dimostra inqualificabile: pur di nascondere gli imbarazzi derivanti dalle dichiarazioni del Ministro Valditara, e oggi della premier Meloni, la Camera ha approvato, contro il volere delle opposizioni, il rinvio della discussione sulle mozioni per il contrasto alla violenza sulle donne a dopo il 25 novembre. Premier e ministri stanno avvelenando il clima politico rifiutandosi di riconoscere che la cultura patriarcale e' l'ostacolo da superare con l'educazione, e la maggioranza butta la palla in tribuna e rimanda a data da destinarsi la discussione su soluzioni concrete per contrastare questo dramma sociale che vede una donna uccisa ogni tre giorni” così la vice presidente del gruppo del Pd alla camera, Valentina Ghio.
“Cosa vuol fare il governo rispetto all’episodio di molestie accaduto nell’Università di Genova? Come intende intervenire rispetto ad episodi di molestie in altri atenei? E pensa di sostenere il progetto, presentato dal Comitato Pari opportunità dell’Università, per l’attivazione di uno sportello antiviolenza nell’Ateneo?”, lo domanda la deputata e vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio che ha presentato con le colleghe Ferrari, Forattini e Manzi un’interrogazione alla Ministra delle Pari opportunità e alla Ministra dell’Università.
“Nel nostro Paese è lunga la serie di violenze e prevaricazione ai danni delle donne, servono azioni per monitorare e contrastare il fenomeno anche negli ambienti universitari. A seguito dell’episodio di molestie, nell’Ateneo ci sono stati mobilitazioni e confronti fra gli studenti che hanno evidenziato come il problema, come in altri contesti formativi e lavorativi, si inserisce in un contesto di prevaricazione e di giochi di potere. L’attivazione dello sportello, in forte collaborazione con i centri antiviolenza, sarebbe un segnale per non lasciare da sole le ragazze a gestire situazioni difficili in uno squilibrio di poteri e un progetto di aiuto concreto alle donne che subiscono molestie. Un punto di riferimento per fornire loro gli strumenti necessari per proteggersi, contrastare e denunciare con più forza questi fenomeni.
Inoltre, poiché non si tratta di questione episodica ma strutturale in diversi atenei, ho chiesto al Governo di sostenere ed avviare percorsi di educazione affettiva per gli studenti e di formazione operatori nelle Università italiane, recuperando un grave ritardo”, conclude Ghio.
“Il governo dica con chiarezza se vuole difendere gli uffici postali o se ha intenzione di farli chiudere”, lo chiede la vicepresidente PD alla Camera e componente Commissione Trasporti Valentina Ghio dopo le ultime notizie di stampa che a Genova parlano del rischio di chiusura di cinque uffici postali.
“Il 25 settembre scorso durante un’audizione in Commissione Trasporti alla Camera l’amministratore delegato di Poste presentando il Piano industriale, aveva assicurato, a nostra specifica domanda, che non erano previste chiusure di sportelli, ma al massimo una rimodulazione sulla base di richieste precise. Ora invece scopriamo che non è così, sicuramente per la Liguria, e ci chiediamo se anche in altre regioni si stanno pianificando nuove chiusure. La preoccupazione per le scelte che il governo sta portando in questi mesi su Poste è grande, dopo la conferma di un ulteriore ingresso di privati in Poste, scelta che ha generato apprensione tra lavoratori e sindacati, che in prima battuta non sono neanche stati coinvolti nelle decisioni.
Gli sportelli postali sono fondamentali non solo perché erogano un servizio importante, ma perché rappresentano un presidio per i territori, sia nei piccoli paesi a rischio di spopolamento, sia nei quartieri delle grandi città, che spesso hanno una mobilità congestionata e poco praticabile, soprattutto per gli anziani. Ho presentato un’interrogazione alla Camera, insieme ai deputati Orlando, Barbagallo, Bakkali, Casu, Morassut, Pastorino, per chiedere al governo di parlare in modo chiaro del futuro di Poste italiane e scongiurare ulteriori chiusure a un servizio necessario e vitale per i cittadini”, conclude Ghio.
“Il Pd è accanto accanto ai lavoratori del comparto trasporti oggi in sciopero. Comprendiamo le loro rivendicazioni loro la cui responsabilità va ricondotta a Matteo Salvini, un ministro inadeguato, incapace a dare risposte e strategie di miglioramento al sistema del trasporto pubblico locale”. Così Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Salvini se la prende con i lavoratori per mascherare la sua totale inadempienza ad affrontare i problemi e a migliorare i servizi. Ma le richieste dei lavoratori sono giuste e lo dimostrano anche i numeri della manovra di bilancio dove il governo ha stanziato solo 120 milioni per il 2025, quando ne servirebbero almeno 1,7 miliardi per sostenere servizi, lavoratori e comuni”, conclude Ghio.
“Di fronte a questa manovra è difficile non rimanere sconcertati: il Governo sta facendo scelte che vanno contro sviluppo, diritto alla mobilità e sostenibilità. In altre parole scelte contro il futuro del Paese,” dichiara la deputata Valentina Ghio del Partito Democratico, in risposta alla Legge di Bilancio oggi nella discussione alla Commissione Trasporti di Montecitorio. “I tagli sono distribuiti senza criterio e colpiscono proprio quei settori che avrebbero bisogno di investimenti per sostenere le comunità locali e promuovere uno sviluppo equilibrato.”
Oltre al drammatico mancato sostegno al trasporto pubblico locale con un finanziamento del fondo che non copre nemmeno il 10% delle necessita', i tagli colpiscono in modo particolare il fondo per la mobilità sostenibile e le reti ciclabili urbane, un settore cruciale per incentivare una mobilità accessibile e rispettosa dell’ambiente e altre risorse sottratte ai Comuni. “Il Governo ha respinto il mio emendamento sul tema e ha scelto di ridurre di 20 milioni di euro per il 2025 e di 27 milioni per il 2026 i fondi destinati alle infrastrutture ciclabili, mostrando una totale mancanza di visione verso il futuro della mobilità urbana. Questo non è un semplice taglio, è una dichiarazione di intenti contro i cittadini che chiedono alternative sostenibili e verso le amministrazioni locali che lavorano per offrirle.”
“Oltre ai fondi per le reti ciclabili, vengono drasticamente ridotti i finanziamenti per portualita' e trasporto ferroviario delle merci anche a servizio degli scali, sacrificando così settori vitali per una reale transizione ecologica e per il rilancio infrastrutturale,” aggiunge Ghio. “La scelta di non approvare l'emendamento a mia firma per il rinnovo dei fondi articolo 199 destinati a diverse categorie che operano nella portualita' , mettera' a rischio imprese e posti di lavoro. E il definanziamento di 130 milioni di euro in due anni sulla sostenibilita' degli impianti portuali, conferma il mancato sostegno del Governo al sistema complessivo della portualita'.
I definanziamenti su trasporto pubblico locale, portualita' e mobilita' sostenibile conferma l'impianto di una manovra di tagli, che guarda al passato e non sostiene i bisogni della mobilita' e dei settori trainanti del nostro Paese.
Sette mesi per l'attività ispettiva: senza un quadro chiaro si rischia la paralisi. Quella che doveva essere un’operazione urgente e celere è diventata un’operazione lumaca”
Nessuna risposta concreta dal Vice Ministro Rixi sull’esito delle ispezioni dei commissari nel Porto di Genova. Il governo prende tempo e rimanda la scadenza a fine anno. Quella che doveva essere un’operazione urgente, da risolvere in tempi brevi - vista anche l’importanza del settore per la Liguria e per il Paese - a oltre cinque mesi dall’avvio, è ancora in alto mare e si ipotizza una prima risposta a fine anno, dopo sette mesi.
Bisogna superare questa incertezza giuridica ed economica al più presto, per tutelare lavoratori e imprese. L'urgenza con cui era partito il lavoro della commissione, evidenziato dalle dichiarazioni del MIT, che annunciava un percorso in tempi rapidi per non pregiudicare lavoro e scadenze, ne dimostra l'importanza, ma proprio la rapidità è quella che è stata più disattesa.
Non vorremmo che il ritardo dell'esito dell'ispezione diventasse un pretesto per rinviare scelte e mantenere lo status quo della stagione precedente.
È necessario definire al più presto il quadro, per superare il rischio di paralisi delle attività portuali. Bisogna adoperarsi perché emerga in modo chiaro e trasparente quelle che sono le prospettive future perché non ci siano incertezze rispetto alle prossime scadenze e investimenti in atto e soprattutto per la tutela di tutti i lavoratori. Così la vicepresidente del gruppo PD alla Camera e componente commissione trasporti Valentina Ghio, dopo la risposta del vice Ministro Rixi alla sua interrogazione sull’esito dell’attività della commissione ispettiva nel Porto di Genova dopo l’inchiesta giudiziaria
L’audizione degli amministratori delegati di Trenitalia e Italo in commissione Trasporti nella giornata dello sciopero proclamato dopo l'accoltellamento di un capotreno a Genova, ha ulteriormente evidenziato l'assenza di risposte concrete del ministro Salvini ai problemi ormai cronici nel trasporto ferroviario. Da parte del Mit continuano a mancare indicazioni chiare sulla programmazione degli interventi migliorativi per la tutela della sicurezza dei lavoratori del sistema ferroviario, oltre che una pianificazione seria per affrontare i ritardi di percorrenza che soprattutto su alcune tratte molto frequentate, sono ormai una costante. Invece che fare propaganda politica sulle aggressioni al personale, dal ministro Salvini ci saremmo aspettati risorse adeguate in manovra di bilancio, pianificazione e controllo, per dare risposte a lavoratori, viaggiatori e pendolari, tutto quello che fino ad oggi è mancato e manca.
Così Valentina Ghio, vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente della commissione Trasporti.
Cordoglio e vicinanza ai parenti della vittima e ai colleghi”
“L’ennesimo incidente sul lavoro nel tratto di autostrada A6 tra Altare e Savona, richiede che governo nazionale e regionale mettano in campo azioni più incisive per fronteggiare i rischi che ogni giorno decine e decine di lavoratori corrono. Bisogna affrontare in modo sistematico e urgente i temi della sicurezza sul lavoro, che deve essere una priorità dell’azione di governo. Oltre a rafforzare il personale di controllo occorre investire in formazione, salari equi e contrastare la catena di subappalti che rendono più difficili i controlli e il lavoro più insicuro.
Nello specifico, le condizioni delle autostrade liguri, con i numerosi cantieri che si protraggono da anni, rendono ancor più necessario agire con urgenza e con azioni mirate per prevenire ulteriori incidenti. Su questo la Regione deve intervenire in modo chiaro e come richiesto dai sindacati applicare la legge che chiede maggiore sicurezza in questo settore.
Esprimo il mio più profondo cordoglio e vicinanza ai parenti del lavoratore e ai suoi colleghi".
Così Valentina Ghio Deputata e vicepresidente Gruppo PD alla Camera.
“Le risposte del ministro Schillaci confermano il fatto che il governo ha abbandonato la Liguria e non vuole affrontare una gravissima situazione sanitaria. Il ministro cita un decreto 'liste d'attesa' che non è mai stato finanziato e si dimentica di quei 150mila liguri che, in una regione piccola, rinunciano alle cure per l'inadeguatezza del sistema. Anche i numeri della manovra di Bilancio confermano le mistificazioni portate avanti in queste settimane dal governo: gli annunciati 3,5 miliardi per la Salute sono stati ridotti a soli 880 milioni per il prossimo anno”. Lo dice la deputata ligure Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera nella replica al question time al ministro Schillaci.
“Tutto questo – continua la parlamentare - si traduce in briciole per la Liguria, proprio dove la spesa sanitaria è ben oltre la media delle altre regioni. Otto mesi di attesa per una colonscopia o dieci per un ecodoppler sono solo uno spaccato che evidenziano il tracollo della sanità pubblica in Liguria”. “Le risposte dell'attuale governo ligure sono state miopi e sbagliate a partire dalla privatizzazione selvaggia. Le risposte del governo Meloni sono addirittura peggiori: preferite buttare 880 milioni per deportare migranti in Albania anziché sostenere la salute dei cittadini e abbandonate al proprio destino le persone più deboli perché prive di un adeguato portafoglio. Questo centrodestra ha deciso di abbandonare al proprio destino la parte più fragile della popolazione. E in Liguria, se uniamo i dati sulla sanità a quelli di Unioncamere, che ci vedono ultimo posto in Italia nella crescita delle aziende e primi per fuga di giovani, appare chiaro che i risultati di questi nove anni di governo di centrodestra non solo sono stati fallimentari, ma tragici. Questo impone una svolta decisa e determinante" , conclude Ghio.
Bucci dovrebbe chiedere scusa a tutte le donne. Chi si candida a governare una regione deve rispettare e non giudicare e additare tutte quelle persone che per scelta, esperienze, dolori personali non hanno potuto o voluto avere figli. Dire che chi fa figli contribuisce al successo della società è un'affermazione da Medioevo, da oscurantismo, per nulla liberale.
Chi si candida a governare una regione dovrebbe avere rispetto e la capacità di proporre ricette per sostenere la natalità e le donne in percorsi di vita e lavoro sempre più complicati. Dovrebbe parlare di superamento del gender pay gap, di congedi paritari retribuiti, di rafforzamento dei servizi di welfare. Questo serve per sostenere la natalità. Non il giudizio di Bucci, che ieri alla sala Quadrivium di Genova, durante il confronto tra candidati, ha scritto una bruttissima pagina. Ci auguriamo che nel centrodestra qualcuno alzi la voce e riprenda Bucci per le sue deliranti affermazioni. E visto che Bucci rivendica di essere stato scelto come candidato da una telefonata della Meloni, cosa ne pensa la Presidente del Consiglio di queste affermazioni che colpevolizzano le donne? Ne prende le distanze?''
Valentina Ghio deputata e vicepresidente PD alla Camera