“Abbiamo impedito una violenza alle nostre istituzioni: abbiamo occupato la sala stampa della Camera per non fare avvenire l’inaccettabile conferenza di CasaPound e di altre associazioni neofasciste leggendo quello che a loro fa più paura: la nostra Costituzione antifascista”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, dopo aver occupato l’aula della Camera dove doveva tenersi la conferenza stampa sulla remigrazione.
“Era nostro dovere essere qui a difendere le istituzioni repubblicane e abbiamo voluto ricordare al collega Furgiuele gli articoli della Costituzione - prosegue la deputata dem - Sono quelli che spiegano il mondo di ieri e di oggi e perché iniziative provocatorie come la sua sono contro il nostro sistema democratico”.
“Era doveroso respingere chi vuole infangare queste istituzioni e sporcare il nostro Paese di una ideologia che puzza di vecchio e che è già stata condannata dalla storia” conclude Gribaudo.
“La nostra Costituzione é fieramente antifascista: lo ricordo al ministro dei Trasporti Matteo Salvini che forse se n’è dimenticato quando ha invitato in un luogo istituzionale un personaggio neonazista inglese che va contro a tutti i principi democratici contenuti nella carta e che va ben oltre il razzismo anticostituzionale”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’incontro avvenuto al MIT tra Matteo Salvini e Tommy Robinson.
“Ospitare un esponente razzista e violento in una sede istituzionale significa legittimarne le idee e va contro i principi costituzionali su cui il ministro ha giurato - prosegue la deputata dem - Salvini ne sembra orgoglioso ma evidentemente non si rende conto della gravità della situazione, a maggior ragione di fronte alle atrocità che stanno avvenendo in tutto il mondo”.
“Invito il partito di Salvini ad annullare la conferenza stampa, prevista per la prossima settimana alla Camera, con la partecipazione di esponenti dalle idee illiberali e anticostituzionali. Sarebbe un grave affronto alla democrazia, con conseguenze pericolose non solo per la Lega” conclude Gribaudo.
“Ancora una volta questo Governo si dimostra incompetente anche sulle questioni più basilari: il test di abilitazione per guide turistiche, che era atteso da un decennio, è stato un flop e le cause non sono dovute alla preparazione di chi ha tentato l’esame”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul test di abilitazione per guide turistiche, che avrebbe dovuto sconfiggere l’abusivismo e garantire standard elevati.
“A luglio avevo presentato un’interrogazione denunciando che il test, così come concepito dal Ministero del Turismo, era inutile e troppo complesso - prosegue la deputata dem - Non solo non abbiamo ricevuto risposte, ma i risultati mi hanno dato ragione: su 12mila iscritti sono state promosse 230 persone”.
“Questo è ciò che avviene quando il futuro lavorativo di migliaia di persone viene gestito con poca serietà e senza la capacità di ascolto di chi è del settore e conosce realmente ciò che serve. Il programma del test, come denunciato, era troppo ampio e non rispecchiava le reali necessità del settore. Un’altra occasione sprecata: a venir bocciato dovrebbe essere il Governo” conclude Gribaudo.
“I dati dell’Inps purtroppo non ci sorprendono ma confermano un trend tipico del nostro Paese: la nascita del primo figlio influisce negativamente sul reddito delle famiglie, con retribuzioni che pesano solo sulle madri: siamo al -16% che si registra e un congedo di paternità che non è aumentato di un solo giorno in questi anni di governo”
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, ed Elena Bonetti, presidente di Azione, sui dati Inps che nel rapporto annuale registrano un andamento negativo dei salari per le donne dopo il primo figlio.
“Il dato sull’occupazione femminile non può essere un vanto come ritiene il Governo se accompagnato da un peggioramento della disparità salariale e lavorativa delle donne in questo paese soprattutto dopo la nascita del primo figlio. Serve insistere ed attuare misure strutturali come quelle che abbiamo introdotto nella scorsa legislatura” proseguono le deputate.
“Speriamo che non vengano smantellati strumenti come la certificazione per la parità di genere che abbiamo introdotto nel Governo Draghi con la legge 162 del 2021 perché sarebbe un grave passo indietro” concludono Gribaudo e Bonetti.
“I femminicidi e la violenza patriarcale, lo abbiamo sempre detto, non si combattono solo con l’inasprimento delle pene. Crediamo invece che si debba partire della prevenzione, dalla cultura, dall’educazione e dalla conoscenza del fenomeno. Uno degli strumenti istituzionali per farlo è fornire i report, che dovrebbero essere prodotti dal Viminale, con dati precisi e puntuali sull’andamento del fenomeno e una conseguente analisi di ciò che emerge. Questo non è stato fatto in un modo serio come il tema meriterebbe”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul report, pubblicato lunedì 19 gennaio, in cui dovrebbero essere contenuti i dati sui femminicidi in Italia nel 2025.
“Lunedì è stato consegnato un report che contiene dei numeri, ma non dei dati. Non ci sono indicazioni precise e il Governo si limita a esultare per il numero di morti nel 2025 inferiore rispetto a quello del 2024 - prosegue la deputata dem - Mi dispiace, non c’è nulla da festeggiare: nel 2026, ad appena tre settimane dall’inizio dell’anno, sono state uccise già tre donne”.
“Per sensibilizzare, per cambiare veramente le cose, per fare cultura, non è possibile che le associazioni e le realtà che si occupano del tema siano costrette a fare indagini indipendenti. Il Ministero deve colmare questa enorme lacuna: c’è una legge, la 53 del 2022, che deve essere applicata, perché è davvero grave consegnare report in cui mancano età, ripartizione geografica, denunce pregresse, nazionalità e molto altro. Lo dobbiamo alla memoria di chi è già morta per mano di un uomo, senza limitarci a frasi fine a se stesse nelle giornate di commemorazione” conclude Gribaudo.
“I salari non coprono l’aumento dell’inflazione. Le bugie del Governo Meloni sono ancora una volta smascherate, questa volta dai dati INPS che ci riportano un’immagine dell’Italia ben diversa da quella raccontata dalla Maggioranza”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, dopo aver partecipato al Convegno sulla "Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati” organizzato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS. “La crescita degli occupati è stata soprattutto tra i redditi bassi e le azioni fiscali del Governo non sono riuscite in nessun caso a recuperare l’inflazione - prosegue la deputata dem - Così come non sono state in grado di far uscire dal lavoro povero milioni di donne e uomini. Lo diciamo da tempo: servono salario minimo, politiche economiche serie, crescita e prospettive per i giovani, che attualmente sono del tutto assenti”. “Un dato in particolare mi preoccupa: la retribuzione media delle donne è al -30% rispetto a quella degli uomini. Il Governo quando inizierà seriamente a occuparsi delle donne italiane, anziché proporre bonus e misure spot non efficaci sul lungo periodo? Un buon inizio potrebbe far rispettare la Legge 162 del 2021 di cui sono prima firmataria e che prevede chiarezza sulla parità salariale” conclude Gribaudo.
“Una bruttissima notizia: Valeria Fedeli non c’è più. Oggi provo un dolore profondo e vero. Come vera era Valeria nelle battaglie politiche, nelle discussioni, nel sostenere le altre donne. Una figura insostituibile, un esempio per molte di noi. Non mi sembra vero. È stata una sindacalista e una politica combattiva, autorevole, capace e generosa. Mi ha dato consigli preziosi, c’era sempre e mancherà tremendamente, a me e a tutte e tutti noi”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla morte dell’ex ministra Valeria Fedeli.
“Alberto Trentini è finalmente libero. Questa è una notizia che ci riempie di gioia. Un pensiero va ai suoi famigliari e alle persone care che hanno vissuto per tutto questo tempo un’ingiustizia insieme a lui e che, dopo oltre 400 giorni, potranno tornare ad abbracciarsi. Bene anche la liberazione del torinese Mario Burlò, anche lui detenuto ingiustamente a Caracas. Grazie alle forze diplomatiche che hanno reso possibile fare giustizia”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla liberazione degli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò in Venezuela.
“Questa mattina un operaio è morto all’Ex Ilva di Taranto: il 2026 è appena iniziato e le morti sul lavoro non si arrestano, dopo un 2025 che è stato una strage”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
“L’anno scorso si contano almeno 1450 morti sui luoghi di lavoro secondo l’Osservatorio di Bologna e il 2026 parte senza cambiare direzione - prosegue la deputata dem - Aspetto che per questo ennesimo decesso si svolgano le dovute indagini ed esprimo le mie condoglianze ai famigliari della vittima, appoggiando lo sciopero indetto dai sindacati, ma non basta”.
“Invito quindi il Governo ad accelerare i tempi per mettere in pratica, con i decreti, le poche e insufficienti novità del Decreto Sicurezza sul Lavoro e a discutere insieme, in Parlamento e nelle sedi opportune, per un vero cambio di passo su un tema che, come giustamente detto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, necessita di un superamento delle divisioni politiche e di un lavoro bipartisan. Solo così potremo invertire la tendenza e rendere il 2026 un anno più sicuro” conclude Gribaudo.
“La destra di Governo deve prendere le distanze, senza se e senza ma, da quanto avvenuto ieri ad Acca Larentia”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul raduno avvenuto ieri sera a Roma.
“La notte della Capitale è stata sporcata da centinaia di saluti romani di militanti di Casapound - prosegue la deputata dem - Nello stesso giorno, nella sede della Cgil di Primavalle c’è stato un inquietante attacco, con cinque proiettili contro la serranda”.
“Nel Paese tra saluti romani, violenze e attacchi alle sedi sindacali inizia a respirarsi un clima pesante e pericoloso: il Governo di Giorgia Meloni deve dire chiaramente da che parte sta. Non solo: quando intende sgomberare la sede di Casapound occupata abusivamente?” conclude Gribaudo.
“Auspico che venga fatta chiarezza molto presto sulle indiscrezioni che vorrebbero un collegamento tra il maxi processo Eternit e Jeffrey Epstein, un criminale condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Il mio pensiero, nel frattempo, va ai famigliari delle vittime, che anche in questo caso attendono da oltre vent’anni una giustizia che è stata per loro più volte deludente e che, con queste ultime notizie, hanno vissuto l’ennesima presa in giro a prescindere dalla veridicità dei fatti”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di Lavoro in Italia, alla luce delle indiscrezioni di Report che collegano il maxi processo Eternit ed Epstein.
“Una misura al ribasso, senza visione, con gravissime dimenticanze come le pensioni e la questione salariale che non sono pervenute: pagheremo questa Manovra per i prossimi anni e a rimetterci di più saranno le fasce su cui invece dovremmo investire, i giovani”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla Legge di Bilancio in approvazione alla Camera.
“Non c’è nulla per combattere il lavoro povero, di cui questo Governo si ostina così duramente a negare l’esistenza - prosegue la deputata dem - Non basta mettere sotto il tappeto i problemi e fare finta che non ci siano, come è stato fatto con il Decreto Sicurezza sul lavoro: questo Paese si meritava infinitamente di più, e sicuramente non l’aumento della pressione fiscale che, tra fiscal drag, imposte e accise, rende inutile il micro intervento sui redditi medi”.
“Ancora una volta a destra dimostrano tutta la loro mediocrità, mascherata da buon senso e voler tenere in ordine i conti. Volevano salvare la faccia, si mostrano per quello che sono: interessati solamente ad arrivare alla fine del mandato, senza pensare ai reali problemi degli italiani” conclude Gribaudo.
“Dopo quasi trent’anni l’autostrada Asti–Cuneo è finalmente percorribile in continuità. Non è un giorno di festa: è il giorno in cui si chiude un ritardo enorme, che per troppo tempo ha penalizzato cittadini, imprese e territori”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’inaugurazione dell’autostrada Asti Cuneo.
“È giusto riconoscere che l’attuale giunta regionale e gli ultimi governi hanno contribuito a portare a termine l’ultimo miglio di un’opera complessa, seguendone la fase finale e garantendo la conclusione dei lavori - prosegue la deputata cuneese - Ma è altrettanto corretto ricordare che il vero punto di svolta, quello che ha sbloccato un’opera ferma e incagliata sul piano finanziario e concessorio, risale agli anni del governo a guida Partito Democratico, quando il Ministero delle Infrastrutture guidato da Graziano Delrio risolse il nodo del project financing e il confronto con l’Europa sulle concessioni”.
“Trent’anni di attesa non sono un dettaglio politico: sono costi più alti per le imprese, competitività persa, isolamento infrastrutturale, insicurezza e occasioni mancate per un intero territorio. Le infrastrutture non sono bandiere da piantare all’ultimo giorno. Sono il risultato di decisioni che si sommano nel tempo, e quando arrivano con decenni di ritardo non cancellano i danni prodotti da quell’attesa. Ora l’opera è finalmente utilizzabile. Facciamone tesoro, con onestà intellettuale, rispetto per chi ha pagato il prezzo dei ritardi e l’impegno a non ripetere gli stessi errori” conclude Gribaudo.
“Non solo non vogliono il salario minimo e aumentano senza ammetterlo l’età pensionabile, ma privano anche i lavoratori e le lavoratrici delle retribuzioni dovute, cercando di far passare emendamenti nella Manovra che, invece di aumentare tutele e diritti, ne tolgono”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico.
“È il caso delle disposizioni in materia di accertamento giudiziale dell’applicazione degli standard retributivi previsti dai contratti collettivi di lavoro, contenute nell’emendamento 7.9 del testo che il Senato si appresta a votare - prosegue la deputata dem - Il partito di Giorgia Meloni aveva provato già in estate, con il decreto Ilva, a inserire una misura simile, ma le opposizioni erano riuscite a fermarla”.
“Ora ripropongono, in fretta e furia e con metodi del tutto svilenti per il ruolo del Parlamento, un cambiamento che avrebbe degli effetti decisamente negativi. Farebbe sì che, nel caso in cui il giudice dichiari insufficiente la retribuzione prevista dal CCNL applicato, il lavoratore o la lavoratrice non abbia diritto a tutti gli "arretrati" ma solo a quelli dovuti dopo la proposizione del ricorso. Una vergogna che è già approvata in Commissione e che, nel silenzio generale, potrebbe cambiare, in peggio, le condizioni di lavoro di molte e molti” conclude Gribaudo.
“Lo spettacolo è indecoroso. Non si è mai visto, da quello che dovrebbe essere il governo più stabile e coeso della storia della Repubblica per giunta, che al 20 dicembre non ci sia ancora un testo su cui discutere”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su SkyTg24 sulla Legge di Bilancio.
“La Maggioranza ha solo prodotto caos, un gran pasticcio - ha proseguito la deputata dem - Hanno mandato al Senato la Manovra e il Decreto Sicurezza sul lavoro insieme, rendendo impossibile modificare quest’ultimo perché il Mef era impegnato sulla legge di bilancio”.
“Il risultato è stato che hanno approvato un Decreto Sicurezza sul lavoro senza che ci sia stata una reale discussione e senza alcuna modifica, nonostante le nostre proposte, rendendolo inutile perché rimanda solo i problemi su un tema fondamentale. Nel frattempo riscrivono continuamente la Manovra, litigando nella notte, proponendo emendamenti e maxiemendamenti che poi vengono rimandati. La crisi è evidente” ha concluso Gribaudo.