30/04/2026 - 13:01

“È evidente che la politica economica del governo è fallita, non ha portato a nessuno dei risultati attesi e questo documento ne è la prova”. Lo ha detto intervenendo in aula in discussione generale sul DFP Silvio Lai, deputato Pd componente della commissione bilancio della camera.

“Il dfp si riduce ad una sintesi, una sorta di piccolo bilancio una pagella per noi del tutto insufficiente. Questo documento è interessante perché spiega per filo e per segno cosa non ha fatto il governo in questi anni. E questo emerge anche dal confronto con altri paesi Francia, Spagna, Portogallo su cui il governo rivendicava un primato dell’Italia. Crescita zero, occupazione ai minimi livelli e procedura d’infrazione. Avete tentato di dare la colpa al super bonus come se il super bonus fosse anche colpevole del traffico di Roma!
Un documento scritto sulla sabbia, fragile, senza una vera e propria strategia per guidare il paese nella crescita”, ha concluso.

 

29/04/2026 - 18:24

“Con la fine di Tirrenia - Compagnia Italiana di Navigazione il Governo arriva tardi e scopre un problema che era evidente da tempo. Non siamo di fronte a una crisi aziendale, ma alla uscita di un operatore storico dal sistema della continuità territoriale marittima”. Lo dichiara il deputato Pd Silvio Lai.

“Il mercato si è già ridefinito, con una forte concentrazione intorno a pochi operatori, e oggi parlare di concorrenza è una finzione. In queste condizioni il bando sulla continuità marittima del Governo è sbagliato e va riscritto subito, perché costruito su presupposti che non esistono più”.

“Serve introdurre vincoli chiari, controllo sui prezzi e soprattutto inserire il trasporto delle merci, oggi totalmente scoperto. Senza una regolazione pubblica, anche i costi legati al sistema ETS rischiano di essere scaricati integralmente su imprese e cittadini, con effetti diretti su prezzi e competitività in particolare della Sardegna”.

“La continuità territoriale non può ridursi alla nave che parte: deve garantire accessibilità, equilibrio economico e diritti reali per chi vive e produce nell’isola”.

 

28/04/2026 - 12:11

“Il DFP 2026 conferma il definanziamento reale della sanità pubblica. Il Governo rivendica più risorse, ma la Corte dei conti, durante l'audizione di questa mattina presso le Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, chiarisce che l’aumento della spesa nel 2026 è assorbito soprattutto da rinnovi contrattuali, farmaci, dispositivi medici, aggiornamento delle tariffe e maggiore ricorso a prestazioni acquistate da privati accreditati. Non è un piano per ridurre le liste d’attesa, assumere personale e rafforzare i servizi territoriali: è manutenzione obbligata del sistema”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio.

“Nel DFP la spesa sanitaria resta ferma al 6,4 per cento del PIL dal 2026 al 2029, con una crescita media nel triennio 2027-2029 del 2,4 per cento. Il dossier parlamentare indica 148,5 miliardi nel 2026, 151,2 nel 2027, 155 nel 2028 e 159,4 nel 2029: numeri che non coprono il fabbisogno reale”.

“Lo conferma la fondazione Gimbe: nel triennio 2027-2029 il divario tra spesa necessaria per garantire i LEA e risorse disponibili arriverà a 30,6 miliardi. La Corte dei conti aggiunge un dato ancora più grave: il finanziamento del fabbisogno sanitario standard cresce da 136,5 a 145,8 miliardi tra 2025 e 2029, ma in rapporto al PIL, dopo il 2026, scende fino al 5,88 per cento. Questo è il contrario di un rilancio”.

“Il Governo non taglia la sanità con una norma secca. La lascia soffocare nei numeri: poi saranno le Regioni a dover scegliere tra aumento delle tasse, taglio dei servizi o nuovi disavanzi. È il solito trucco: a Roma si fa propaganda, sui territori arrivano liste d’attesa, pronto soccorso pieni e cittadini costretti a pagare di tasca propria. Altro che sanità rafforzata: il DFP certifica una sanità pubblica sottofinanziata e sempre più dipendente dal privato accreditato. Questa non è programmazione. È abbandono controllato del Servizio sanitario nazionale”.

 

23/04/2026 - 12:54

“Le dichiarazioni del Ceo di Ryanair, Michael O’Leary, che si uniscono a quelle di altre compagnie, degli operatori turistici e dei sindacati, fanno cadere definitivamente la narrazione rassicurante del governo: il rischio di una crisi negli approvvigionamenti di carburante per il trasporto aereo è reale e già nelle prossime settimane potrebbe incidere sulla regolarità dei voli e sulle prenotazioni estive. Di fronte a un allarme lanciato da uno dei principali operatori in Italia, le parole di Matteo Salvini e Adolfo Urso risultano non solo deboli, ma profondamente irresponsabili. Non si può continuare a minimizzare mentre il settore segnala incertezza e mentre in Europa si attivano strumenti di monitoraggio straordinari. La verità è che il governo sta inseguendo gli eventi: o non ha il controllo della situazione, oppure sceglie di non dire come stanno realmente le cose. In entrambi i casi, è un comportamento grave che espone il Paese a rischi economici e sociali significativi”.

Così il deputato democratico e segretario regionale del Pd, Silvio Lai.

“Per la Sardegna - aggiunge - le conseguenze sono immediate e sproporzionate. Anche solo l’incertezza sui collegamenti aerei compromette la continuità territoriale, colpisce il diritto alla mobilità di cittadini e lavoratori e mette a rischio l’intera stagione turistica. Già il mese di maggio vede riduzione delle prenotazioni e rinvii per quelle estive. È inaccettabile che, a fronte di segnali così chiari, il governo non abbia ancora attivato un coordinamento pubblico con autorità, compagnie e gestori aeroportuali, né fornito dati trasparenti sullo stato delle scorte. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo di dire con chiarezza quale sia lo stato delle scorte di carburante negli aeroporti italiani, quali rischi esistano per i mesi estivi e quali misure intenda adottare per garantire la continuità dei collegamenti, a partire dalla Sardegna, che già subisce, senza colpe, il raddoppio delle tariffe del trasporto merci con gli armatori che scaricano i propri ritardi e inefficienze tecnologiche sui trasportatori e sugli utenti finali, nel disinteresse totale del governo, che ha respinto, sia alla Camera che al Senato, le nostre proposte per affrontare il problema. A questo punto non bastano più rassicurazioni generiche: se il governo non è in grado di garantire trasparenza e gestione della crisi, se ne assuma la responsabilità politica. Matteo Salvini e Adolfo Urso - conclude - smettano di nascondersi dietro dichiarazioni di circostanza: dicano la verità al Paese o ne traggano le conseguenze”.

 

22/04/2026 - 13:12

“Sul decreto sicurezza il Governo costruisce una narrazione che non regge ai numeri. Le nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, così come sono previste, non rafforzano davvero la presenza sul territorio: sono coperte a parità di risorse e riducono il potenziale operativo complessivo”. Lo dichiara il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

“Lo segnalano chiaramente i rilievi del Servizio Bilancio: si interviene sulla composizione degli organici aumentando i costi medi, ma senza incrementare le capacità assunzionali e le risorse necessarie a coprirle. In più si apre al rischio di contenziosi interni per disparità di trattamento che il Governo non ha chiarito in commissione bilancio. Il risultato è semplice: meno unità operative disponibili”.
“Questo riguarda tutto il comparto sicurezza – prosegue Lai – e smonta la narrazione del Governo: non siamo di fronte a un rafforzamento, ma a un’operazione che rischia di restare solo sulla carta”.
“È un decreto costruito senza una strategia, corretto in corsa dalla stessa maggioranza. Si moltiplicano norme e reati, ma non si rafforza lo Stato dove serve”.
“La sicurezza non si costruisce con operazioni cosmetiche, ma con scelte coerenti e strutturali che qui non si vedono”.

 

20/04/2026 - 14:17

“Prendiamo atto della proposta parlamentare avanzata da esponenti della maggioranza per modificare il Codice dell’ordinamento militare, con l’obiettivo di rafforzare la prevalenza dello Stato nelle aree militari anche rispetto ai profili ambientali e sanitari. Non si tratta di un’iniziativa estemporanea: è evidente che per scrivere questi contenuti esiste un’elaborazione maturata in ambiti tecnici, e questo la rende ancora più rilevante e insidiosa. Siamo inoltre di fronte a una tendenza che va fermata. Negli ultimi anni, con le norme sulle materie critiche e sulle aree idonee, si è già costruito un sistema in cui lo Stato decide su energia, infrastrutture e aree militari, con un ruolo della Regione ridotto o spesso superabile”.

Così Silvio Lai, deputato democratico e segretario regionale del Pd in Sardegna.

“La Sardegna - aggiunge - lo vive più di altri territori, perché concentra una quota rilevante di servitù militari ed è oggi al centro della transizione energetica.
In questo contesto, anche iniziative di singoli parlamentari che vanno nella direzione di rafforzare la supremazia statale non possono essere sottovalutate. Il punto non è mettere in discussione la difesa nazionale o gli obiettivi energetici del Paese. Il punto è come si decidono queste scelte e con quali garanzie per i territori. Non è accettabile che il ruolo della Regione sia ridotto a un passaggio formale. Per questo - conclude - chiediamo al Governo di chiarire la propria posizione e di escludere ogni intervento che riduca ancora le prerogative regionali: su salute e ambiente non possono esistere zone grigie”.

 

20/04/2026 - 14:08

“Prendiamo atto della proposta parlamentare avanzata da esponenti della maggioranza per modificare il Codice dell’ordinamento militare, con l’obiettivo di rafforzare la prevalenza dello Stato nelle aree militari anche rispetto ai profili ambientali e sanitari. Non si tratta di un’iniziativa estemporanea: è evidente che per scrivere questi contenuti esiste un’elaborazione maturata in ambiti tecnici, e questo la rende ancora più rilevante e insidiosa. Siamo inoltre di fronte a una tendenza che va fermata. Negli ultimi anni, con le norme sulle materie critiche e sulle aree idonee, si è già costruito un sistema in cui lo Stato decide su energia, infrastrutture e aree militari, con un ruolo della Regione ridotto o spesso superabile”.

Così Silvio Lai, deputato democratico e segretario regionale del Pd in Sardegna.

“La Sardegna - aggiunge - lo vive più di altri territori, perché concentra una quota rilevante di servitù militari ed è oggi al centro della transizione energetica.
In questo contesto, anche iniziative di singoli parlamentari che vanno nella direzione di rafforzare la supremazia statale non possono essere sottovalutate. Il punto non è mettere in discussione la difesa nazionale o gli obiettivi energetici del Paese. Il punto è come si decidono queste scelte e con quali garanzie per i territori. Non è accettabile che il ruolo della Regione sia ridotto a un passaggio formale. Per questo - conclude - chiediamo al Governo di chiarire la propria posizione e di escludere ogni intervento che riduca ancora le prerogative regionali: su salute e ambiente non possono esistere zone grigie”.

 

18/04/2026 - 15:57

“Il blocco totale delle movimentazioni dei bovini in uscita dalla Sardegna è una misura non proporzionata, non supportata da evidenze scientifiche e con effetti economici pesantissimi per gli allevatori”. Lo dichiara il segretario del PD Silvio Lai che, con i deputati del Partito Democratico Ilenia Malavasi, Antonella Forattini, Gianni Girelli, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari, Stefania Marino, ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute sul provvedimento adottato a seguito del focolaio di dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease) registrato nel Sarrabus.
“Dalla stessa comunicazione del Ministero – spiegano i parlamentari – emerge che il focolaio è localizzato e che le misure standard previste dalla normativa europea si basano su zone di protezione di 20 chilometri e di sorveglianza di 50 chilometri. Nonostante questo, si è scelto di bloccare l’intera Sardegna, senza una chiara motivazione tecnico-scientifica”.
“È una decisione che rischia di trasformare un problema sanitario circoscritto in una crisi economica regionale – proseguono – colpendo in particolare il Nord Sardegna e la Gallura, aree fortemente orientate all’esportazione dei capi verso i centri di ingrasso della penisola”.
I deputati Pd sottolineano inoltre che “la copertura vaccinale nell’isola supera il 98%, elemento che riduce significativamente il rischio di diffusione della malattia e che avrebbe dovuto orientare verso misure più mirate e proporzionate”. “Chiediamo al Governo – concludono i parlamentari PD – di chiarire le basi scientifiche della decisione, di verificare la coerenza con il principio di proporzionalità previsto dalle norme europee e soprattutto di prevedere una rapida revisione del provvedimento, consentendo la ripresa delle movimentazioni dalle aree indenni, nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza sanitaria”.

13/04/2026 - 14:16

“Quello che sta accadendo nel carcere di Nuoro – Badu ’e Carros solleva preoccupazioni serie sul piano della sicurezza e dell’organizzazione del sistema penitenziario. Non si può procedere con la trasformazione di un istituto senza avere certezze sui lavori e sugli standard necessari per il regime del 41-bis”.

Lo afferma il deputato Dem, Silvio Lai, che ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia dopo una visita ispettiva effettuata nelle scorse settimane.

“Abbiamo riscontrato - ha spiegato - lo svuotamento di intere sezioni, il trasferimento di molti detenuti e lavori ancora in ritardo rispetto alla programmazione. A questo si aggiungono dubbi concreti sulla capacità della struttura di garantire livelli di sicurezza adeguati, anche considerando che interventi fondamentali, come quelli sulla sicurezza perimetrale, richiederanno tempi molto lunghi. Il rischio è quello di forzare una trasformazione non ancora sostenibile, con effetti negativi sia sulla sicurezza sia sull’equilibrio complessivo del sistema penitenziario in Sardegna, che si troverebbe a concentrare una quota molto elevata di detenuti in regime di 41-bis. Per questo – ha concluso - ho chiesto al Ministro di chiarire immediatamente lo stato reale dei lavori, i tempi effettivi degli interventi e se non sia più opportuno sospendere o rivedere questo processo, mantenendo per il carcere di Nuoro la funzione di istituto di media sicurezza, più coerente con le sue caratteristiche attuali”.

 

10/04/2026 - 11:17

"A 35 anni di distanza, il ricordo della tragedia del Moby Prince resta vivo e rappresenta una ferita ancora aperta nella coscienza del nostro Paese.
Il 10 aprile 1991 persero la vita 140 persone. Non è solo una ricorrenza ma è un richiamo al dovere della memoria ed anche alla responsabilità collettiva di continuare a cercare verità e giustizia.
Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si tratta di una tragedia che “poteva e doveva essere evitata” e su cui, nonostante i passi avanti compiuti negli anni, permangono ancora interrogativi che non hanno ricevuto risposte esaustive. È proprio su questi interrogativi che dobbiamo continuare a concentrare il nostro impegno istituzionale.
Ricordare non è un atto simbolico, ma un impegno concreto verso le vittime e le loro famiglie, che da oltre tre decenni chiedono chiarezza, responsabilità e giustizia.
Come parlamentare sardo sento ancora più forte il dovere di non fermare questo percorso di verità. Non dimentichiamo. Mai".
Lo dichiara il deputato del PD Silvio Lai, già presidente nella XVII legislatura della prima Commissione parlamentare d'inchiesta sulle cause del disastro del Moby Prince.

09/04/2026 - 14:03

"Annuncio il voto contrario del Partito Democratico sulla fiducia a questo decreto Pnrr. Un voto contrario netto. E sia chiaro: non è un voto contro il Pnrr, è un voto contro il modo in cui questo governo lo ha gestito. Perché oggi possiamo dirlo senza tema di essere smentiti: il Pnrr, per come è stato condotto, è diventato in larga parte un'occasione perduta". Lo ha detto in Aula alla Camera Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto.

"Un'occasione perduta per il Mezzogiorno – ha proseguito l’esponente dem - che doveva ricevere il 40% delle risorse e che invece ha visto interventi insufficienti persino a evitare l'ampliamento dei divari. Un'occasione perduta per giovani e donne, indicati come priorità e poi tra i primi a essere sacrificati. Un'occasione perduta per rafforzare la pubblica amministrazione. Questo decreto non rilancia il Pnrr: ne gestisce la fase finale. È un decreto di fine corsa. Il suo cuore politico non è una visione degli investimenti, ma un 'salvare il salvabile'. State allungando la gestione, non completando il lavoro. Il decreto è un omnibus che contiene tutto, Pnrr, coesione, sanità, scuola, giustizia, trasporti, previdenza, industria e questo non è un caso: quando un decreto contiene tutto, significa che manca una linea politica chiara. Il risultato è sempre lo stesso: meno trasparenza, meno controllo parlamentare, più opacità”.

“E intanto – ha concluso Lai - scaricate sui territori il rischio dei fallimenti: Palazzo Chigi annuncia, i Comuni pagano. ANCI denuncia definanziamenti, i sindaci segnalano interventi sociali a rischio. Sulla sanità non governate, contabilizzate. Sulla politica industriale siete assenti: avete tolto 5 milioni al CNR già in sofferenza. E con l'articolo 30 vi riservate la gestione di oltre 1,5 miliardi accantonati, riallocati con un Dpcm senza criteri chiari, senza coinvolgimento del Parlamento, senza trasparenza. State costruendo un fondo significativo per fare politica di bilancio fuori da qualsiasi controllo parlamentare. Questo decreto segna un arretramento politico. Il Pnrr doveva lasciare un'eredità: una pubblica amministrazione più forte, riforme realmente attuate, una capacità stabile di governo dello sviluppo. Questo salto non c'è stato. Era un'occasione storica e non è stata pienamente utilizzata".

 

03/04/2026 - 13:02

Il governo continua a navigare a vista sul caro carburanti, incapace di mettere in campo misure strutturali. Il decreto bollette ne è l’ennesima dimostrazione. Si continua a tirare avanti con proroghe temporanee sul taglio delle accise fino al primo maggio, rimandando ogni decisione con un generico “poi vedremo”, come dichiarato dal ministro Giorgetti. Ma cosa si intende fare davvero?
Si vuole continuare a inseguire le emergenze a colpi di decreto, oppure esiste una strategia per stabilizzare in modo duraturo i prezzi di benzina e gasolio? Ad oggi, non è dato saperlo.
Eppure, in campagna elettorale, Meloni e Salvini promettevano con toni altisonanti un taglio significativo delle accise, chiedendo fiducia agli italiani. Promesse rimaste tali. Nessuna riduzione strutturale, nessun intervento concreto.
Il quadro è lo stesso anche su altri fronti. Aumenti di stipendi e pensioni assenti, tutele sanitarie insufficienti, liste d’attesa ancora interminabili. Non si tratta di episodi isolati, ma di un insieme di mancate risposte che delineano con chiarezza le difficoltà economiche e sociali di questo governo.
Più che una direzione politica, emerge una gestione improvvisata, fatta di rinvii e soluzioni temporanee. E intanto i cittadini continuano a pagare il conto.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato Pd della Commissione Bilancio della Camera

 

25/03/2026 - 14:33

“Le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami sono gravi, strumentali e profondamente offensive, non solo nei confronti delle opposizioni ma delle stesse istituzioni democratiche. Tentare di insinuare un legame tra l’esercizio di una prerogativa parlamentare, quale è la visita in carcere, e presunte contiguità con ambienti criminali è un atto irresponsabile che dovrebbe suscitare imbarazzo in chiunque abbia a cuore lo Stato di diritto. Le visite ai detenuti, anche a quelli sottoposti a regimi duri come il 41-bis, non sono un favore personale né tantomeno un segnale di vicinanza ideologica. Sono uno strumento di garanzia previsto dalla legge, volto a verificare il rispetto delle condizioni detentive e dei diritti fondamentali. Chi oggi prova a trasformare questo dovere istituzionale in un’accusa infamante dimostra di non conoscere, o di voler deliberatamente calpestare, i principi basilari della nostra democrazia.

È particolarmente paradossale che lezioni arrivino da chi usa il Parlamento come un’arena per la propaganda più becera, piegando temi delicati come la lotta alla mafia a un uso politico cinico e divisivo. La memoria di figure come Pio La Torre e Peppino Impastato meritano rispetto, non di essere evocate a sproposito per coprire la mancanza di argomenti. Per questo respingiamo con fermezza ogni tentativo di delegittimazione. Continueremo a esercitare le nostre funzioni con serietà e trasparenza, mentre chiediamo al governo e alla sua maggioranza di tornare a un confronto politico fondato sui fatti, non sulle insinuazioni. Perché la vera debolezza non è nel controllo democratico, ma in chi ha paura della verità e del ruolo delle istituzioni.”

Lo dichiara il deputato del Pd Silvio Lai.

 

23/03/2026 - 18:30

"Il risultato che emerge dalla Sardegna rappresenta un segnale politico chiaro, forte e inequivocabile. La netta affermazione del No al referendum costituzionale nell’Isola, con quasi il 60% del consenso, testimonia una partecipazione consapevole e una presa di posizione determinata da parte delle cittadine e dei cittadini sardi.

La Sardegna respinge al mittente la pretesa del governo e della destra di modificare la Costituzione per piegare la Giustizia ai voleri del potere politico. Sconfitta politica per la presidente Meloni che ora non potrà modificare la legge elettorale per i suoi interessi e dovrà al contempo rinunciare a quell'autonomia differenziata che avrebbe diviso in Paese tra Regioni ricche e Regioni povere.

L'esito del referendum non può essere letto solo in chiave numerica, ma esprime un orientamento profondo: la volontà di difendere principi, equilibri istituzionali e una visione della democrazia che i sardi hanno ritenuto non adeguatamente garantita dalla proposta referendaria.

Desidero ringraziare tutte e tutti coloro che hanno partecipato al voto, contribuendo con senso civico e responsabilità a questo importante momento democratico. Il dato della Sardegna evidenzia una comunità attenta, vigile e capace di esprimere un giudizio autonomo e ponderato.

Per il Partito Democratico della Sardegna, questo risultato rappresenta uno stimolo ulteriore a proseguire nel lavoro politico e istituzionale, rafforzando il dialogo con i territori e ascoltando con ancora maggiore attenzione le istanze che provengono dalla nostra comunità.

Ora è necessario che a livello nazionale si apra una riflessione seria e rispettosa dell’esito referendario, evitando semplificazioni e valorizzando il messaggio che arriva dai territori, a partire dalla Sardegna.

Continueremo a lavorare con responsabilità e determinazione per costruire soluzioni condivise, nel rispetto dei valori democratici e dell’equilibrio istituzionale del Paese".

Lo dichiara il deputato Silvio Lai, segretario regionale del PD della Sardegna.

 

18/03/2026 - 16:45

“Il Governo continua a non intervenire mentre i prezzi dei carburanti aumentano e trascinano verso l’alto il costo dei beni alimentari e dei prodotti di prima necessità. È una scelta precisa: fare cassa sulle spalle delle famiglie.
Ogni aumento dei prezzi genera maggior gettito fiscale e il Governo sta lasciando correre questa dinamica senza mettere in campo alcuna misura per contenerla. Si sta costruendo un tesoretto mentre gli italiani diventano più poveri.

Meloni aveva promesso di abolire le accise. Oggi non solo non le riduce, ma le ha persino aumentate con la legge di bilancio di dicembre, intervenendo sul diesel e non fa nulla ora che i prezzi tornano a salire per colpa di una guerra scatenata dai suoi alleati, Trump e Netanyahu, che sta producendo effetti economici diretti anche nel nostro Paese, nel silenzio della premier e nel delirio filorusso del suo vicepremier.
Il risultato è chiaro: famiglie e imprese pagano, il Governo incassa e non interviene. Questa non è incapacità. È una scelta politica.

Ed è una scelta politica che danneggia alcuni territori del nostro paese prima di altri come dimostra la richiesta del tavolo di crisi del mondo della pesca e i danni che si stanno producendo nelle isole, già in ginocchio per i costi dei trasporti marittimi e su gomma.
Il Governo dica con chiarezza se intende continuare a fare cassa sull’aumento dei prezzi o se vuole finalmente intervenire per proteggere cittadini e imprese.”

Così il deputato del Pd Silvio Lai.

 

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