“La richiesta di intervento del governo, in particolare del ministro Calderoli, sulla scelta del consiglio regionale di sollevare il conflitto di attribuzioni presso la Corte costituzionale, è sbagliata quanto impropria. Sbagliata, perché interviene nella separazione dei poteri giudiziario ed esecutivo trattandosi di una vicenda sulla quale sono chiamati ad esprimersi la magistratura in un primo grado di giudizio e la Corte costituzionale per la possibile materia non definita dalla legge 515 del 1993 per le cariche monocratiche. Impropria, perché qualora il governo esprimesse un giudizio, questo apparirebbe un’indebita influenza nell’amministrazione della giustizia che deve avvenire con la massima autonomia e libertà. Anziché, quindi, apparire come chi tenta di ribaltare tramite il governo il risultato elettorale dei sardi che hanno scelto il centro sinistra, bene farebbe la destra a darsi una calmata, attendere con pazienza gli esiti delle decisioni della magistratura e lasciare nel frattempo che chi ha la responsabilità di guidare la Sardegna lo possa fare senza pressioni improprie, che peraltro sarebbero indiziarie di un’idea inadeguata della Autonomia Speciale della Sardegna. Chi vuole il bene dell’isola non dovrebbe lavorare per lesionarne l’autorevolezza e l’Autonomia”.
Così il deputato del Pd, Silvio Lai, rispondendo alla richiesta del centrodestra in Parlamento di un intervento del governo sulla vicenda della richiesta di decadenza della Presidente Todde.
"Il ritiro dell’emendamento presentato in Senato della Lega sulla cessione del quinto è una buona notizia per i consumatori. Facendo pressioni, in primis i nostri senatori, abbiamo evitato che venisse introdotta una modifica che avrebbe ridotto le tutele per chi accede a un prestito con cessione dello stipendio o della pensione. Un intervento che avrebbe penalizzato in particolare i lavoratori e i pensionati, privandoli delle garanzie previste dalla direttiva UE 2023/2225."
"Se l’emendamento fosse stato approvato, chi avesse estinto anticipatamente un prestito avrebbe potuto vedersi riconosciuto un rimborso inferiore a quanto stabilito dalle nuove regole europee, favorendo banche e finanziarie a scapito dei cittadini. È stato necessario un intervento deciso per impedire questa distorsione e il governo ha dovuto riconoscere che si trattava di una norma inaccettabile, invitando al ritiro"."Garantire trasparenza e correttezza nel credito al consumo è una priorità. Continueremo a vigilare affinché i diritti di lavoratori e pensionati vengano sempre rispettati e non si facciano scelte che li penalizzino a vantaggio di pochi."
Così una nota del deputato democratico, Silvio Lai.
“Cosa c’è di vandalico e vile nella protesta di un gruppo di ragazzi di Ultima Generazione che, in segno di protesta, rovescia il contenuto di un sacchetto di scarti di cibo della grande distribuzione in una scalinata secondaria della Camera? Lo dico con il rispetto istituzionale che si deve ai Presidenti Fontana e La Russa che hanno utilizzato parole fuori luogo nei confronti di quei giovani. Nessun danno irreparabile è stato fatto. Semmai il loro gesto voleva mettere in evidenza il tema del giusto prezzo del cibo che il consumatore è costretto ad acquistare a prezzi troppo elevati senza che al produttore sia riconosciuto con equità il lavoro svolto. Il cibo di qualità sarà sempre di più appannaggio di una fascia sociale elevata e in molte famiglie, la maggioranza, si ricorrerà a cibi scadenti, non controllati adeguatamente, spesso provenienti dall’estero, pur di far consumare un pasto a tutti, bambini compresi.
Tutti si riempiono la bocca, nella giornata dedicata, dello spreco assurdo del cibo e poi nulla succede. D’altronde va bene così visto che il ministro Lollobrigida dichiara solennemente che i poveri mangiano meglio dei ricchi“.
Così il deputato democratico, Silvio Lai.
Durante il suo intervento alla Camera nel corso delle dichiarazioni di voto finali al decreto PNRR, il deputato democratico Silvio Lai ha colto l’occasione per esprimere, a nome del Partito Democratico, i migliori auguri di pronta guarigione a Papa Francesco.
“Un'emergenza sarebbe il dramma che si consuma nelle carceri e che non riguarda solo i detenuti, quelli che godete a non far respirare. Autorevolmente ne hanno segnalato l'urgenza innanzitutto il Papa - e voglio cogliere l'occasione per augurare al Santo Padre una pronta guarigione -, ma anche il Presidente della Repubblica e i sindacati della Polizia penitenziaria.”, ha dichiarato l’esponente dem.
“E di fronte allo sdegno – ha concluso Lai - alle preoccupazioni e agli allarmi, vi siete girati dall'altra parte: meglio occuparsi della separazione delle carriere, che non porta alcun beneficio per la collettività, ma che nasce dalla vostra volontà di indebolire l'ordine giudiziario, ancora oggi in grado di porre in attuazione della Costituzione un serio limite all'esercizio del potere esecutivo. E con la stessa volontà, portate avanti il tentativo di mettere il bavaglio all'informazione o alla libertà di manifestare le vostre opinioni”.
“Questo decreto su cui è stata posta l'ennesima fiducia è un insieme di norme confuse e prive dei requisiti di urgenza, utili solo per pochi. Nasce lontano dagli interessi della comunità soprattutto nelle soluzioni che propone: è un altro provvedimento di distrazione di massa. Il governo vuole nascondere che senza il tanto osteggiato Pnrr, l'Italia sarebbe in recessione economica. Le conseguenze le scontano gli italiani costretti a pagare conti familiari sempre più alti, devastati dalle bollette, dall'aumento dei mutui, dei carburanti e delle nuove multe che il governo si è inventato immotivatamente”. Così il deputato dem Silvio Lai intervenendo a Montecitorio sul voto di fiducia del Dl Pnrr.
“Ogni giorno – continua il parlamentare Pd – governo e maggioranza inventano storie irreali e cercano nuovi nemici per coprire i fallimenti. Ma questo decreto è solo pura propaganda fin dall'articolo 1 laddove si propone il modello Caivano in altri quartieri delle città italiane per elevarle a simbolo delle periferie degradate. Nulla di più sbagliato perché commissariando le periferie, il governo delegittima i sindaci e non dà risposte contro il degrado. Viene marginalizzato il Terzo settore e il suo contributo fondamentale per le periferie in difficoltà. Vengono stanziati fondi per tre mini dissalatori in Sicilia senza alcun quadro complessivo territoriale e senza alcuna trasparenza”. “Scemare e sopire, illudere e ingannare: così il governo pensa di risolvere i problemi degli italiani. La propaganda è l'ossessione di questo esecutivo”, conclude Lai.
“Mimmo Lucà con Pierre Carniti, Ermanno Gorrieri, Giorgio Tonini, è stato un protagonista, un ispiratore e un animatore e, con la sua esperienza nelle ACLI ha portato molti di noi, allora giovani dirigenti dell'associazione dei lavoratori cristiani nei territori e a livello nazionale a scegliere di trasformare l'impegno associativo in un impegno politico nei Cristiano Sociali. Mimmo ha proposto a molti di noi di portare in politica una scelta netta di sinistra, da cristiani impegnati, con esperienze concrete, con lo sguardo lungo e le mani nella terra, senza paura. Il nome di Mimmo si coniuga con la buona politica, nei tempi poi segnati da Tangentopoli e dal dilagare della corruzione, spesso spettacolarizzata oltre misura”.
Così il deputato Pd, Silvio Lai.
“Con lui e i Cristiano Sociali e tante altre forze di sinistra - aggiunge - abbiamo fondato i Democratici di Sinistra e poi il Partito Democratico, trovando le ragioni di un confronto dentro un'unica forza politica progressista e democratica. L'ultima sua battaglia, ancora pochi mesi prima della sua scomparsa, è stata quella della denuncia della pochezza e della inefficacia della riforma della non autosufficenza approvata dal Governo Meloni. Una riforma a cui aveva lavorato da parlamentare e dopo la conclusione del suo mandato ma che era stata privata di quel sostegno economico necessario quando si introducono cambiamenti profondi nella società e nel suo welfare. Buon vento Mimmo”.
“La destra che governa il Paese si tiene in piedi inventando nemici e teoremi. In questo momento i bersagli sono la corte penale internazionale e i magistrati, l’Europa e l’Onu. Ma le bugie hanno le gambe corte e i teoremi costruiti sul nulla si sciolgono come la neve al solo. È successo di nuovo: dopo un anno la città di Bari si è liberata dell'infamante accusa di infiltrazioni mafiose sulle quali si erano espressi violentemente importanti componenti del Governo e della maggioranza da Sisto a Gemmato, da Gasparri sino al ministro Piantedosi solo per condizionare le elezioni comunali. Oggi il Consiglio dei Ministri ha archiviato la richiesta non avendo alcuna motivazione per procedere allo scioglimento dell'amministrazione dopo che nel marzo del 2024 il Ministero dell'Interno aveva, inopportunamente, ed oggi si può ribadire, messo sotto osservazione l’amministrazione della città. Una scelta che guarda caso avvenne poco prima delle elezioni comunali per condizionarle ma che tuttavia non hanno avuto alcun effetto. Il popolo si è stretto intorno all’allora sindaco De Caro e ai nuovi candidati riconoscendogli l'egregio lavoro fatto e la lotta serrata contro la criminalità organizzata. Una pagina grigia per Bari che è stata affrontata a testa alta da De Caro, dal PD della Puglia e di tutto il Mezzogiorno. Come Bibbiano, come in tutte le altre occasioni del recente passato anche quello su Bari si è rivelato un’altro teorema inesistente e un’altro castello di bugie della destra completamente smascherato”.
Lo dichiara il deputato del PD, Silvio Lai.
“Il ritiro dei decreti di nomina dei commissari dei parchi nazionali in Sardegna è un mix di arroganza e di superficialità.
Al tentativo di nominare commissari senza intesa, la Regione ha risposto con schiena diritta rammentando che ci sono ampie sentenze che confermano l’obbligo di cercare di condividere le scelte tra Governo e Regione.
Non solo, alla guida dei parchi, dove dovrebbero essere nominati dei presidenti e non dei commissari che dopo due anni e mezzo di governo non sono più giustificati, dovrebbero essere indicate figure competenti e adeguati a quanto i parchi nazionali devono rappresentare come biglietto da visita.
Il problema è che, per questa destra e per questo governo, i parchi sono interessanti solo come posto da spartire e nella bulimia di farlo, si dimenticano delle norme vigenti e si mostrano per come sono.” Lo dichiarano i parlamentari Silvio Lai deputato Pd e Marco Simiani, capogruppo PD in commissione ambiente.
“Urban Re-Start. Ridisegniamo il futuro delle nostre città”. Questo il titolo dell’evento promosso dai deputati democratici Anna Ascani, Marco Simiani, Ubaldo Pagano, Virginio Merola, Stefano Graziano e Silvio Lai, in collaborazione con Radio Parlamentare, che si svolgerà, domani, giovedì 6 febbraio, dalle ore 14.30 alle 17.00, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, in via della Missione 4. Un’occasione per discutere di rigenerazione urbana, sostenibilità e sviluppo, con istituzioni e amministratori locali. I sindaci Elena Nappi, Luca Secondi, Giuseppe Mascia, Vito Leccese, Matteo Lepore e Carlo Marino, racconteranno le loro esperienze e le proposte delle loro città. Chiuderà l’incontro Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. Modera: Cristina Del Tutto, direttore di Radio Parlamentare.
Si potranno seguire i lavori dalla Web Tv della Camera dei deputati. Per gli accrediti scrivere a: redazione@radioparlamentare.it (entro il 5 febbraio).
Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd
Negare l'evidenza è ancora peggio dell'ammissione dei ritardi di applicazione di tutte le norme che propagandisticamente la destra ha fatto approvare dal Parlamento per dare l'illusione di voler arginare la crisi in cui versa la sanità pubblica. Il problema non è dunque la denuncia della Fondazione Gimbe per la mancata approvazione da parte del governo dei decreti attuativi per il taglio delle liste di attesa ma le volgari accuse che i parlamentari di destra rivolgono alla stessa Fondazione per aver fatto emergere la verità.
Tagli alle risorse per il sistema sanitario nazionale, corsie senza infermieri e medici, prenotazioni visite specialistiche impossibili anche per patologie gravi: questa è la triste realtà che si presenta davanti ai cittadini per l'incapacità (ma anche per una volontà) del governo e della destra che ha nella testa, così come per altri settori, come scuola ed istruzione, la necessità di favorire i grandi interessi privati.
La latitanza della Meloni è ormai cronica e difendere l'indifendibile è lo sport preferito. A rimetterci gli italiani, soprattutto le fasce più deboli, ai quali viene meno un diritto costituzionale.
Piena solidarietà alla Fondazione Gimbe per il coraggio e la determinazione nel portare avanti battaglie di interesse generale. Lo dichiara il deputato del PD, Silvio Lai
“Sulla sanità il Governo fa solo chiacchiere, proclami di grandi interventi e grandiose intenzioni, che finiscono sempre per dare ragione a chi ritiene che il pensiero sia solo quello di ridimensionare la sanità pubblica”. Così Silvio Lai, deputato Pd, membro della commissione bilancio ed esperto di materie sanitarie, commenta l’ultima relazione indipendente di Gimbe sul decreto liste d’attesa.
“Prima la legge di bilancio che finanzia in maniera insufficiente la sanità pubblica, aggredita da decine di norme ad hoc di vari esponenti della maggioranza per i fini più svariati, poi di recente la corsa ad inseguire Trump nell’uscita dall’OMS, in mezzo il decreto liste d’attesa con i decreti attuativi al palo”, prosegue Lai.
“Al 29 gennaio 2025 un solo decreto attuativo è stato approvato mentre 5 sono al palo o scaduti e tra questi c’è quello del superamento del tetto di assunzione del personale che richiede l’applicazione della nuova metodologia di valutazione del fabbisogno di personale che Agenas ha definito ma non ha l’ok del Governo che evidentemente subisce pressioni e ricatti. Ma oltre il merito ci chiediamo se il ministro Schillaci voglia continuare a lungo a fare la foglia di fico in sanità per un Governo che aggredisce la sanità pubblica, liscia il pelo ai no vax e alle fantasie antiscientifiche, e lascia senza tutela i cittadini”, conclude Lai.
"È stata depositata oggi in Parlamento la proposta di legge sulla liberalizzazione del mercato primario dei titoli di Stato, che punta a garantire un accesso diretto ai BTP per i risparmiatori e a ridurre i costi per lo Stato. Con questa riforma vogliamo consentire ai cittadini di acquistare titoli di Stato direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, così come avviene negli Usa, senza dover per forza passare dagli intermediari finanziari. Attraverso una piattaforma digitale dedicata, i risparmiatori potranno partecipare alle aste o al collocamento diretto dei BTP, accedendo al mercato primario con procedure semplici e trasparenti. Così il deputato dem Silvio Lai, primo firmatario della proposta insieme ai colleghi Ubaldo Pagano e Marco Furfaro.
"Attualmente chi desidera investire in titoli di Stato deve rivolgersi a banche, che agiscono come specialisti e applicano commissioni aggiuntive che ad esempio per i BTP sono a carico dello Stato. Con questo intervento – ha aggiunto l'esponente Pd – eliminiamo i costi di intermediazione e democratizziamo l’accesso al debito pubblico, offrendo ai cittadini opportunità di investimento più dirette ed economicamente vantaggiose".
"Questa legge permette di risparmiare risorse pubbliche e di nazionalizzare ulteriormente il debito, rafforzando il legame tra cittadini e Stato. È un passo avanti verso un sistema più equo e vicino alle persone", ha concluso Lai.
“Cosa ne pensa il ministro Schillaci della proposta di far uscire l’Italia dall’Oms fatta da autorevoli esponenti della Lega? Usciamo anche dalle agenzie europee della sanità e del farmaco? O è solo una ragazzata?” Così sui social Silvio Lai, deputato Pd, che chiede al ministro Schillaci cosa pensa della proposta di alcuni esponenti di maggioranza e, indirettamente, dell’iniziata degli USA.
“Eppure - conclude Lai - la lezione del Covid 19 è stata dura. Il ritardo della comunicazione della Cina all’Oms del virus ha ritardato la reazione in tutto il mondo causando molte vittime. In questo momento se scoppiasse una pandemia negli USA, il governo americano, fuori dall’Oms, non avrebbe alcun obbligo di comunicarne le caratteristiche o la stessa partenza. Peraltro questo avviene mentre gli scienziati osservano l’evoluzione del virus dell'aviaria che sarebbe ad un solo salto di mutazione dal contagio umano. Sembrano cose ridicole e lontane le iniziative avviate dalla nuova amministrazione americana ma il nuovo governo Trump mostra da subito la sua natura negazionista in ambito sanitario quanto in ambito ambientale. L’Europa rafforzi le sue difese contro le fake news antiscientifiche, ci sarà da lavorare”.
“La cabina di regia sulla crisi idrica istituita con il decreto siccità n.39 del 2023 si è riunita 4 volte in un anno e mezzo, il commissario ha presentato una prima relazione nell’agosto 2023 depositata e disponibile, con la rilevazione della situazione generale, una seconda relazione annunciata il 19 marzo 2024, che doveva contenere gli interventi necessari, mai resa pubblica. Da quel momento altre due riunioni di cui si è annunciato l’ordine del giorno ma senza una informazione sulle decisioni o sulle iniziative in essere.
Dall’agosto 2023 nulla si sa di quanto l’autorità, il commissario straordinario e il governo stiano facendo sulla siccità nel Paese. La crisi idrica, lungi dall’essere risolta, è in via di peggioramento. Per quanto riguarda il Nord Italia le nevicate ridotte del 40% rispetto allo scorso anno annunciano una analoga riduzione dell’acqua disponibile in primavera, mentre al Sud la situazione è già grave e non si comprende quali iniziative siano in corso e con quali effetti. Nel frattempo agli agricoltori in Sicilia e in Sardegna viene annunciato che la stagione irrigua neanche partirà. Per questo motivo lunedì sarà depositata un’interrogazione al ministro Salvini che presiede la cabina di regia sulla crisi idrica nella quale si chiederà conto dell’azione in corso del commissario nazionale e del Governo”.
Lo dichiarano i deputati PD Silvio Lai, della Commissione Bilancio e Stefano Vaccari, capogruppo della Commissione Agricoltura.