11/07/2025 - 13:02

Subito una strategia chiara di contenimento e ristori certi per gli allevatori

"La progressiva moltiplicazione dei casi di dermatite nodulare bovina in Sardegna impone un intervento immediato, coordinato e trasparente. L’isola rischia oggi di essere l’unica regione coinvolta da un provvedimento sanitario che, se mal gestito, potrebbe determinare un isolamento di fatto del comparto zootecnico, come già accaduto nel passato con la peste suina africana. Una situazione inaccettabile e che va evitata con l’impegno del governo innanzitutto, per un sistema produttivo già messo a dura prova". Lo dichiara il deputato del PD Silvio Laiper chiedere "un approccio coordinato in Sardegna che garantisca un sistema di controllo delle procedure che devono essere poste in essere in piena sicurezza da parte degli operatori".
Per il parlamentare dem "serve mettere in atto una strategia nazionale che punti al contenimento, alla zonizzazione e alla sorveglianza attiva, evitando decisioni che compromettano l’intera filiera sarda e che prevenga il rischio di chiusura totale della Sardegna. Affrontare con trasparenza il nodo della vaccinazione: ad oggi è l’unica strategia autorizzata in Europa e in Italia. Attivare una sperimentazione operativa controllata per verificare se la vaccinazione in mandrie con casi attivi possa garantire protezione efficace, oppure se sia inevitabile una procedura di abbattimento estesa e non limitata al solo capo infetto. E, infine, assicurare il pieno sostegno economico agli allevatori, sia attraverso ristori diretti che misure di compensazione sui mercati". "La Sardegna non può essere lasciata sola, né sul piano sanitario né su quello economico. Serve un approccio coordinato, con regole chiare e il coinvolgimento delle autorità regionali, sanitarie e delle rappresentanze del mondo agricolo", conclude Lai.

 

10/07/2025 - 17:00

 Una vergogna contro Sardegna e Sicilia

"La maggioranza ha scelto di voltare le spalle a milioni di cittadini sardi e siciliani, respingendo l’ordine del giorno a mia prima firma, sottoscritto anche dal collega Barbagallo, che chiedeva un impegno concreto per compensare i maggiori costi derivanti dall’applicazione dell’ETS sul trasporto marittimo da e per le isole maggiori". Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Silvio Lai e Anthony Barbagallo, al termine della discussione in Aula sul decreto collegato alla transizione ecologica.
"L’estensione dell’ETS al trasporto marittimo è diventata una tassa occulta sull’insularità, che colpisce in modo sproporzionato imprese, famiglie, trasportatori. In Sardegna e in Sicilia non esistono alternative infrastrutturali: tutto – merci, materie prime, beni essenziali – passa per il mare" continuano i parlamentari dem. "L’odg chiedeva l’introduzione di un credito d’imposta del 100% sui maggiori costi documentati legati all’ETS, per una durata di tre anni, attuabile con decreto interministeriale: una proposta concreta, tecnicamente attuabile e pienamente compatibile con il quadro europeo. Ma il Governo ha detto no e la maggioranza ha provato a trasformare questa battaglia in un confronto ideologico sulla transizione ecologica e sull’Europa. Continueremo a denunciare questa ingiustizia e a batterci per una transizione ecologica equa, che non lasci indietro chi è più lontano. Perché l’insularità non è un dettaglio geografico, ma un fattore strutturale che va compensato con misure permanenti e automatiche", concludono Lai e Barbagallo.

 

10/07/2025 - 13:56

«È un drammatico bollettino di guerra alla giustizia sociale quello che emerge dai dati diffusi oggi dall’Istat nel Rapporto 2025 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Più di un quarto degli indicatori registra un peggioramento e oltre il 20% è in stagnazione, sia nel breve che nel lungo periodo. Un segnale inequivocabile: il Governo Meloni non guida l’Italia verso un futuro più equo, sostenibile e inclusivo, ma rallenta ogni possibile azione in questa direzione».

Lo dichiara il deputato del PD Silvio Lai, membro della Commissione Bilancio della Camera.

«Il quadro tracciato dall’Istat è il riflesso di due anni e mezzo di politiche sbagliate e miopi. Si è parlato molto, ma si è fatto poco o nulla per rafforzare la sanità pubblica, mentre i tempi di attesa crescono e la spesa privata aumenta. Sulla parità di genere si è arretrati, con tagli ai sostegni per l’infanzia e nessun investimento serio sul lavoro femminile. Sul fronte ambientale, si continua a consumare suolo, a ignorare la crisi climatica, a non finanziare le aree protette. L’acqua si disperde nelle reti obsolete, soprattutto al Sud, e non si fa nulla per rimediare. Le istituzioni locali sono state lasciate sole, senza risorse né riforme. Invece di sostenere la coesione sociale e ambientale, il Governo ha scelto l’arretramento».

«Meloni e i suoi ministri - prosegue Lai- parlano di crescita e competitività, ma tagliano investimenti pubblici, ignorano la giustizia sociale e aumentano la precarietà. Il PNRR viene modificato senza trasparenza, i fondi di coesione rallentano, e le Regioni affrontano da sole la transizione. Altro che Agenda 2030: qui c’è un’agenda regressiva».

«Per invertire la rotta - conclude il parlamentare Dem- servono atti concreti. Va approvata una legge quadro nazionale per l’attuazione degli SDGs. Deve essere istituito un fondo nazionale per le transizioni ecologiche e sociali.

È necessaria una revisione della fiscalità che favorisca l’inclusione, l’innovazione e la giustizia ambientale.

E bisogna misurare ogni politica pubblica con gli indicatori di benessere equo e sostenibile.

Solo così potremo riportare l’Italia sulla strada dell’Agenda 2030 per lo sviluppo equo e sostenibile».

 

04/07/2025 - 15:38

Foti corregga il Piano per le aree interne raccogliendo le proposte dei territori

Il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne del Governo è assolutamente irricevibile e necessita di profonde modifiche. E chi lo difende o non comprende l'italiano o è in malafede. Infatti cosa c'è da interpretare rispetto al fatto che l'obiettivo del governo è, testuale parole, "l'accompagnamento
in un percorso di spopolamento irreversibile" visto che "Un numero non trascurabile di Aree interne si trova già con una struttura demografica compromessa oltre che con basse prospettive di sviluppo economico e deboli condizioni di attrattività" e "Queste Aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza".

È un grave errore parlare di irreversibilità perché le condizioni per la ripresa devono essere create, non accettate come un destino già scritto.
Purtroppo, questo governo mostra un evidente deficit di proposte e di idee per affrontare concretamente la sfida dello spopolamento, limitandosi a dichiarazioni che rischiano di legittimare l’abbandono invece che il rilancio. Basti pensare che l’investimento previsto dal Governo per il Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne è meno di mezzo miliardo di euro per l’intero Paese, una cifra largamente inferiore a quanto investito, tanto per dire,  dalla Regione Sardegna nella propria Programmazione Territoriale.

Resta dunque l’errore politico e terminologico di quella frase, che fotografa una realtà complessa e differenzia la visione politica di destra e sinistra. La destra con le sue misure continua a  sostenere il rafforzamento dei territori già forti, rischiando di trascurare i più deboli. Di contro occorrerebbe operare per garantire a tutti pari opportunità e diritti, impegnandosi per non lasciare indietro nessuno.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico

 

03/07/2025 - 15:48

“Accogliamo con favore l’iniziativa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che ha annunciato di aver avviato un confronto con la Commissione Europea per fare chiarezza sui meccanismi di formazione dei prezzi dei voli da e per la Sicilia e la Sardegna. Un’azione importante, che nasce dall’indagine conoscitiva avviata nei mesi scorsi sugli algoritmi di prezzo utilizzati dalle compagnie aeree, anche dopo le nostre ripetute richieste e che punta a rafforzare la trasparenza delle tariffe e la concorrenza effettiva a vantaggio dei cittadini. Si tratta di un passo avanti decisivo verso il riconoscimento del diritto alla mobilità per i residenti delle isole, troppo spesso penalizzati da costi eccessivi dei biglietti. È fondamentale che l’azione dell’Antitrust non si limiti alla comparabilità delle tariffe, ma vada fino in fondo per individuare eventuali pratiche scorrette o accordi tra operatori che limitano la concorrenza e ostacolano la mobilità delle persone". Così il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

"Per questo - prosegue l'esponente dem - chiediamo alla premier e al suo governo di sostenere al massimo livello istituzionale l’iniziativa dell’AGCM, non restando alla finestra ma impegnandosi attivamente nel confronto con Bruxelles, affinché si arrivi a risultati concreti e misurabili. Il tema della trasparenza dei prezzi non riguarda solo i voli. È urgente estendere questo approccio anche ai collegamenti marittimi da e per la Sicilia e la Sardegna, dove negli ultimi mesi si sono registrati rincari significativi, presenti negli anni scorsi e ora accentuati dal sistema ETS (Emission Trading Scheme) sulle emissioni navali. Anche in questo caso servono controlli e trasparenza: i passeggeri hanno diritto di sapere se e in che misura i nuovi costi ambientali incidano realmente sulle tariffe e se le compagnie stiano trasferendo oneri in modo proporzionato o se vi siano margini di speculazione. Le isole italiane sopportano un costo aggiuntivo strutturale legato alla propria condizione geografica: per la Sardegna, si stima che il costo complessivo dell’insularità per l’economia regionale sia pari a oltre 5.700 euro pro capite. Solo il sovraccosto legato al trasporto di persone e merci supera i 660 milioni di euro annui. Per la Sicilia, l’impatto è stimato a circa 1.200 euro per abitante. I costi del trasporto marittimo, in particolare, risultano più alti del 36% rispetto alla media nazionale".

"In entrambi i casi - conclude Lai - questi costi si traducono in un minor accesso ai servizi, un disincentivo agli investimenti e una penalizzazione per il turismo e l’economia locale. Intervenire con misure concrete sulla trasparenza delle tariffe e sulla concorrenza reale è un modo per iniziare a colmare questo gap. L’iniziativa dell’Antitrust può essere una svolta attesa da anni, se accompagnata e rafforzata dal governo italiano. Garantire prezzi giusti e trasparenti per i collegamenti da e per le isole, sia aerei che marittimi, non è solo una questione di mercato, è un principio di equità e coesione nazionale."

 

02/07/2025 - 10:55

“L’audizione di ENI Versalis in Commissione Attività Produttive della Camera ha confermato in modo inequivocabile che l’Italia si sta ritirando dalla chimica di base.

ENI presenta un piano da oltre 2 miliardi di euro al 2030, ma lo fa senza fornire alcun elemento di credibilità economica.

Le perdite cumulate di Versalis dal 2008 superano gli 8 miliardi di euro, segno di una crisi strutturale non affrontata. La dismissione della chimica di base (etilene, propilene, polimeri) viene giustificata solo in base al costo dell’energia, senza alcuna strategia di compensazione per il tessuto produttivo nazionale. I nuovi progetti green, pur presentati come la chiave del rilancio, appaiono frammentati, scollegati e privi di integrazione industriale come dimostra da anni il sito di Portotorres.

Il documento di ENI di fatto si configura come un’operazione di propaganda istituzionale ma priva di fondamento economico e di impatto strategico per il Paese.

A fronte di questo scenario, il silenzio del Governo è inaccettabile. Non si può parlare di autonomia strategica europea e, nello stesso tempo, rinunciare a produzioni chimiche fondamentali per intere filiere industriali – dall’automotive all’agroalimentare, dalla farmaceutica alla manifattura tecnologica.

Importare molecole da Paesi extra-UE non è solo una scelta antieconomica, ma anche un errore ambientale e geopolitico. Invece di promuovere investimenti per la decarbonizzazione e la riconversione degli impianti esistenti, si sceglie la delocalizzazione industriale.

Un Governo serio chiederebbe ad ENI la pubblicazione integrale dei documenti finanziari e industriali che giustificano la riorganizzazione di Versalis e procederebbe con una revisione della strategia nazionale sulla chimica, per individuare le produzioni da considerare strategiche e presidiarle con politiche pubbliche.
Un governo serio convocherebbe un tavolo istituzionale con imprese e sindacati per evitare la completa perdita di competenze, occupazione e capacità produttiva nel settore.
Non si può accettare che una grande impresa a partecipazione statale abbandoni i suoi compiti industriali per seguire logiche puramente finanziarie. Il Governo ha il dovere di intervenire. Subito”. Lo dichiara il deputato del Pd Silvio Lai, componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.

 

01/07/2025 - 13:30

“Come abbiamo detto sin dal 23 giugno scorso, con l’interrogazione parlamentare presentata insieme ai colleghi Antonella Forattini e Stefano Vaccari, dopo il primo caso nazionale di dermatite nodulare bovina in Sardegna è necessaria una strategia chiara e tempestiva da parte del governo. La conferma di nuovi focolai anche in altre regioni impone ora misure urgenti e coerenti con le migliori pratiche sanitarie europee. Chiediamo che il ministero della Salute adotti una linea di intervento di gestione straordinaria e mirata, che con la prevenzione e il continuo monitoraggio escluda qualsiasi abbattimento indiscriminato, privilegiando invece un abbattimento selettivo dei capi effettivamente infetti, accompagnato da osservazione veterinaria per quelli esposti ma non malati. Occorre inoltre garantire il reperimento rapido e sufficiente dei vaccini, anche attraverso un coordinamento con le autorità europee, e predisporre con urgenza un fondo ristori, da erogare con immediatezza, destinato agli allevatori per compensare la perdita di reddito e i danni diretti derivanti dall’abbattimento dei capi, dagli animali in stallo e dalle restrizioni alla movimentazione. La zootecnia è una risorsa fondamentale per l’economia agricola nazionale e per interi territori, come la Sardegna, ma vale per tutta la pianura padana, che va tutelata con rigore, trasparenza e responsabilità”.

Lo dichiara il deputato del Pd, Silvio Lai.

 

25/06/2025 - 13:21

“Un cittadino italiano, ligure ma residente in Sardegna, non vede suo figlio da sei mesi. Una sentenza definitiva della Corte d’Appello di Cagliari, che ha affidato al padre il minore Daniel Arcuri Rivas, viene ignorata in Spagna. Si tratta di una violazione gravissima del diritto dell’Unione, che chiama in causa la responsabilità politica del Governo italiano e la tenuta stessa del progetto europeo.”

Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Silvio Lai (eletto in Sardegna), Alberto Pandolfo e Luca Pastorino (entrambi liguri come il padre del minore), che hanno presentato un’interrogazione parlamentare urgente e sottoscritto una lettera indirizzata alla Commissione europea.

“Non è solo un drammatico caso familiare – spiegano i parlamentari – ma una vicenda che mette in discussione il principio del mutuo riconoscimento delle sentenze tra Stati membri, sancito dal Regolamento (UE) 2019/1111. La giustizia italiana si è espressa chiaramente: affidamento esclusivo al padre, diritto di visita ristretto alla madre. Tuttavia, da dicembre 2024 il minore è trattenuto in Spagna in aperta violazione della sentenza.”

Nell’interrogazione, Lai, Pandolfo e Pastorino chiedono al Governo:
• di attivarsi formalmente presso la Commissione europea per denunciare l’inadempimento della Spagna;
• di garantire piena assistenza consolare e diplomatica al padre;
• di promuovere un coordinamento tra autorità giudiziarie per superare lo stallo internazionale.

“In parallelo – aggiungono – abbiamo trasmesso alla Direzione Generale Giustizia della Commissione europea una lettera per chiedere di valutare l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti della Spagna, affinché venga tutelato il diritto europeo e quello del minore.”

“Un padre ligure, che vive a Carloforte, si vede privato del proprio figlio senza che una sentenza italiana venga fatta rispettare. Se l’Europa non è in grado di garantire la cooperazione giudiziaria su un tema così delicato, come può pretendere fiducia dai suoi cittadini? Qui – concludono – non si chiede un favore: si chiede il rispetto delle norme europee, della legge e dei diritti fondamentali della persona.”

 

24/06/2025 - 15:34

“Il governo Meloni ha un evidente problema di liquidità. Gli esponenti del centrodestra possono raccontare quello che vogliono, ma le carte parlano chiaro e confermano quanto denunciamo da mesi: sono i Comuni, le comunità locali, le piccole imprese e i cittadini a pagare le scelte di questo esecutivo.

Lo dimostrano almeno cinque fatti concreti:

1) Il Fondo di solidarietà comunale per il 2025 non è stato versato per intero. Il ministero dell’Interno, con nota ufficiale del 12 giugno, ha ammesso che non c’erano fondi sufficienti in cassa, e ha rinviato a data da destinarsi il saldo residuo. Se davvero mancano 'solo' 71 milioni, come qualcuno tenta di minimizzare, la cosa è ancora più grave: vuol dire che neppure quelle somme irrisorie sono disponibili. 2) Il bando per i piccoli comuni, previsto dall’art. 1, comma 563, della Legge di Bilancio 2023, è bloccato da quasi un anno. La graduatoria è stata pubblicata il 4 agosto 2024, ma nessuno dei Comuni beneficiari ha ricevuto alcuna comunicazione, né tantomeno le risorse. Tra questi, numerosi piccoli Comuni sardi, oggi lasciati nell’incertezza. 3) Il definanziamento delle opere comunali già appaltate ma senza contratto firmato entro il 31 dicembre 2024 è un altro indizio evidente della necessità di rastrellare risorse a danno degli enti locali. Un’interpretazione restrittiva della delibera CIPESS sta penalizzando anche Comuni che avevano già concluso le procedure di gara. 4) A tutto ciò si aggiunge il taglio di 1,6 miliardi alle Province, che aggrava ulteriormente la condizione degli enti territoriali, con effetti negativi sui servizi locali. 5) Infine, il ridimensionamento del PNRR su asili nido e case della salute, per dirottare fondi verso le grandi aziende di Stato, completa un disegno preciso: fare cassa sacrificando i territori. Tre indizi fanno una prova. Qui siamo già a cinque".

Così il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

"A fronte di tutto questo - conclude Lai - stupisce l’atteggiamento di esponenti del centrodestra pronti a difendere a spada tratta l’operato del governo. Prima di lanciarsi in arringhe d’ufficio, dovrebbe avere l’umiltà di leggere i documenti ufficiali. Si accorgerebbero che la cassa langue, e che le promesse verso i piccoli Comuni sono rimaste senza risorse e senza risposte. Il resto sono chiacchiere. E noi non ci stiamo".

 

23/06/2025 - 17:34

“Presenterò nei prossimi giorni un’interrogazione parlamentare urgente per verificare se corrisponda al vero quanto sta emergendo in queste ore, ovvero la possibile revoca dei finanziamenti del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021–2027 ai Comuni per interventi già appaltati ma non ancora contrattualizzati. Se confermata, si tratterebbe di un fatto gravissimo, che rischia di compromettere opere pubbliche fondamentali per le comunità locali.”

“Appare un rischio sempre più concreto che arrivino ai Comuni — tramite le Regioni — le prime comunicazioni di revoca dei finanziamenti FSC relativi a interventi regolarmente programmati e già appaltati, ma ancora privi della sola firma del contratto. È un fatto che si fonda su un’interpretazione restrittiva della delibera CIPESS n. 79/2021, secondo cui solo la sottoscrizione del contratto costituirebbe l’‘obbligazione giuridicamente vincolante’ (OGV) necessaria a garantire il mantenimento del finanziamento. Ma a nessun Comune o amministrazione locale era stato ufficialmente comunicato che l’unico atto valido sarebbe stato esclusivamente la firma del contratto. Al contrario, in molti casi si riteneva sufficiente l’aggiudicazione definitiva.”

“Questo atto unilaterale da parte dello Stato si somma alle già gravi azioni denunciate in questi giorni sul Fondo di solidarietà comunale, erogato solo parzialmente, e rappresenta un ulteriore colpo all’autonomia e all’operatività dei Comuni. Le amministrazioni locali si trovano ora con opere già appaltate, spesso urgenti e attese dai cittadini, ma bloccate a causa della perdita improvvisa delle risorse necessarie a realizzarle.”

“Il Governo chiarisca subito se intende rimediare a questa situazione inaccettabile e se intende prevedere strumenti straordinari per consentire la prosecuzione dei progetti colpiti. Le comunità locali non possono pagare il prezzo di norme oscure, interpretazioni rigide e mancate comunicazioni da parte dei Ministeri.”
Lo dichiara il deputato PD della Commissione Bilancio, Silvio Lai

 

23/06/2025 - 12:37

“Il primo caso italiano di dermatite nodulare contagiosa dei bovini, confermato in Sardegna, rappresenta un segnale d’allarme per l’intero comparto zootecnico nazionale. Una malattia virale non trasmissibile all’uomo, ma con gravi conseguenze economiche per gli allevatori: febbre, calo della produzione di latte, lesioni cutanee e, nei casi più gravi, la morte degli animali. Le ricadute sul commercio e sulla movimentazione del bestiame rischiano di essere devastanti, soprattutto in una regione insulare dove la zootecnia è spesso l’unico presidio economico nelle aree interne.”

“Accogliamo con favore la convocazione urgente dell’Unità di crisi presso l’Assessorato regionale alla Sanità, ma occorre ora un’azione decisa e coordinata: delimitazione immediata delle aree interessate, rafforzamento dei controlli sanitari, piena trasparenza sull’origine del contagio e un piano nazionale di contenimento e indennizzo. Serve una strategia chiara che tuteli gli allevatori e prevenga la diffusione del virus nel resto d’Italia.”

“Il Governo nazionale non può restare fermo: servono risorse straordinarie, sostegno diretto alle aziende zootecniche colpite, una campagna informativa capillare e controlli rigorosi sui flussi commerciali. È essenziale riferire in Parlamento sulle misure già adottate e su quelle ancora da mettere in campo. Non possiamo permettere che una crisi sanitaria come questa si trasformi in una nuova emergenza economica per la Sardegna.”
Lo dichiara il deputato PD Silvio Lai.

 

20/06/2025 - 13:08

“Quanto accaduto lo scorso 12 giugno è di una gravità inaudita. Il Ministero dell’Interno ha ammesso con comunicazione ufficiale che non è stato in grado di erogare per intero la prima rata del Fondo di solidarietà comunale 2025 a causa della mancanza di liquidità dello Stato centrale. A essere versata è stata solo un’anticipazione parziale, il 3 giugno, rinviando a data indefinita il saldo residuo. Questo significa che lo Stato non ha cassa, ma soprattutto che il Governo ha deciso di scaricare le conseguenze della propria inefficienza finanziaria sui Comuni, spesso già in condizioni di sofferenza strutturale, soprattutto nelle aree interne e nelle regioni più fragili, quelli destinatari dei fondi di solidarietà. Non siamo di fronte a un normale ritardo amministrativo, ma a un segnale preoccupante di crisi finanziaria che intacca la propaganda mensile del Mef sulle entrate e sul fabbisogno decrescente. Ma sopratutto rischia di compromettere servizi essenziali a livello locale. I Comuni, primi presìdi di cittadinanza, vengono messi in condizione di non poter programmare la spesa, pagare i fornitori o garantire i servizi ai cittadini”.

Lo dichiara il deputato PD della Commissione Bilancio, Silvio Lai.
“A ciò si aggiunge - prosegue Lai - il blocco dell’erogazione delle risorse previste dall’art. 1, comma 563, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023), destinate a interventi nei piccoli comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. La graduatoria del bando relativo a tali risorse è stata pubblicata il 4 agosto 2024, ma a quasi un anno di distanza nessun trasferimento è stato ancora effettuato. Serve trasparenza e responsabilità. Per questo chiederó, anche con una interrogazione, che il Governo riferisca urgentemente al Parlamento su: quale sia la reale situazione della liquidità statale; quanti altri bandi risultino fermi per motivi analoghi; quali misure intenda adottare per garantire immediatamente le risorse spettanti ai Comuni”.

 

16/06/2025 - 15:08

“I dati pubblicati oggi dalla Caritas italiana sono un grido d’allarme che non può essere ignorato. In Italia ci sono oltre 5,6 milioni di poveri assoluti, 6 milioni di persone che rinunciano alle cure e un terzo degli assistiti Caritas in grave disagio abitativo. Eppure, di fronte a questa emergenza sociale, il Governo continua a guardare altrove, più preoccupato di alimentare polemiche ideologiche che di affrontare la realtà quotidiana di milioni di famiglie.”

Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio alla Camera, commentando il Rapporto Statistico 2025 della Caritas.

“Siamo il settimo Paese in Europa per incidenza di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Il lavoro non basta più a garantire una vita dignitosa: 1 lavoratore su 5 è povero, e tra gli operai la quota in povertà assoluta sale al 16,5%. Mentre i salari reali sono crollati dell’8,7% dal 2008, il peggiore dato del G20, il Governo taglia il reddito di inclusione, smantella il welfare e ignora l’urgenza di un salario minimo legale.”

“Inoltre, quasi il 10% degli italiani rinuncia alle cure sanitarie, soprattutto per costi troppo alti o per le lunghe liste d’attesa. E nelle periferie, nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove lo Stato è spesso assente, è solo la rete della Caritas a intercettare i bisogni più urgenti. Questo è un segnale gravissimo di ritirata dello Stato sociale.”

“Di fronte a queste cifre, il silenzio del Governo Meloni è assordante. Si continuano a fare annunci sulla sicurezza e sulle riforme istituzionali, ma non si trova una parola o un euro per chi non ha una casa, una cura, un pasto. È tempo che la politica torni a parlare di giustizia sociale, non di propaganda.”

“Il Partito Democratico chiede al Governo di rispondere immediatamente a questi dati con azioni concrete: rilancio della sanità pubblica, politiche per la casa, lotta alla povertà lavorativa, riforma degli strumenti di sostegno al reddito e introdurre finalmente un salario minimo dignitoso.”

 

11/06/2025 - 16:27

Il presidente dell’INPS Fava oggi ha parlato di un passo avanti verso un ‘welfare generativo’, illustrando il progetto INPS in rete per l’inclusione. Ma le scelte concrete dell’Istituto vanno nella direzione opposta: tagliano fuori il Terzo Settore e smantellano un sistema di cura e inclusione costruito negli anni con professionalità e responsabilità”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del presidente INPS e il contenuto del nuovo bando “Home Care Premium” 2025–2028.

“Il bando, anche dopo le modifiche che hanno ripristinato i servizi infermieristici e sociosanitari – prosegue Lai – esclude di fatto le cooperative sociali che da anni garantiscono assistenza domiciliare qualificata alle persone non autosufficienti, interrompendo così non solo la continuità dei servizi ma anche la rete di protezione che queste realtà assicuravano, con personale formato e tutelato”.

Lai sottolinea come il nuovo impianto, che affida il servizio direttamente a singoli professionisti, metta a rischio la sicurezza dei lavoratori, la copertura assicurativa per utenti e operatori, e incentivi il dumping contrattuale, penalizzando chi rispetta i contratti collettivi nazionali e tutela i propri dipendenti.

“L’INPS – conclude il deputato dem – non può invocare parole come ‘fiducia’, ‘inclusione’ e ‘valore sociale’ mentre nel suo bando HCO 2025-28 promuove un modello che marginalizza i soggetti collettivi del welfare, svuota le reti di cura e mette in crisi interi comparti del Terzo Settore, come denunciato in queste settimane dalle imprese cooperative e dalle organizzazioni dei lavoratori. Chiediamo una nuova revisione del bando e un confronto serio con le parti sociali per costruire davvero un welfare partecipato e generativo, non a parole ma nei fatti”.

 

11/06/2025 - 12:41

“La fotografia dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio è chiara: il Paese è esposto a rischi economici crescenti, i ritardi del PNRR mettono a repentaglio la crescita, il carico fiscale reale aumenta e le previsioni sul debito si basano su ipotesi ottimistiche, come le privatizzazioni. Di fronte a tutto questo, il Governo continua a illudere i cittadini con propaganda e slogan, senza affrontare i nodi strutturali.” Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio della Camera.
“I dati sul PNRR – sottolinea l'esponente dem - sono allarmanti: solo un terzo della spesa complessiva è stato effettivamente realizzato e appena il 32% dei progetti è nella fase conclusiva. Questo significa che molte risorse rischiano di restare inutilizzate.”
“Serve un Governo che metta al centro il lavoro, la giustizia sociale, la coesione territoriale e la sostenibilità, non operazioni di facciata. Serve un Governo che si rimbocchi le maniche e inizi a lavorare piuttosto che dedicarsi alla propaganda che prima o poi si scontra con la realtà”, conclude Lai.

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