22/01/2026 - 16:16

“Il Partito Democratico sostiene la pdl per valorizzare e riconoscere le attività educative e ricreative non formali, non solo come scelta di equità e di pari opportunità, ma anche come investimento fondamentale per favorire il benessere dei ragazzi e delle ragazze in una fase segnata da forte fragilità sociale ed economica”. Lo ha detto in Aula alla Camera Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, esprimendo il voto favorevole del Partito Democratico al provvedimento.

“L’inizio del 2026 – ha ricordato l’esponente dem - è stato segnato da fatti drammatici che hanno coinvolto studenti e studentesse, imponendo una riflessione sulla sfida educativa del nostro Paese, caratterizzato da quasi 6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, di cui oltre un milione di minorenni. Una condizione che incide direttamente sull’accesso alle opportunità educative, con il rischio che l’uguaglianza formale dei diritti si trasformi in una disuguaglianza sostanziale e che la povertà venga trasmessa di generazione in generazione, diventando una condizione di non ritorno. Servono spazi di ascolto, luoghi di aggregazione, occasioni di crescita, relazioni sane e fiducia in un Paese dove povertà educativa, disagio giovanile e dispersione scolastica sono tra le più alte in Europa. Questa legge riconosce il protagonismo del terzo settore, degli oratori, degli enti di promozione sportiva e culturale, capaci di costruire reti territoriali e patti educativi di comunità in percorsi di coprogettazione virtuosi come solo una comunità educante può fare".

“Il Fondo istituito prevede – ha concluso Malavasi - risorse non sufficienti e la delega può essere un’opportunità o un’occasione persa. Chiediamo al governo di dare seguito rapidamente al mandato parlamentare, con risorse e strumenti stabili, perché per il Partito Democratico l’educazione resta il principale strumento di giustizia, coesione sociale e crescita del Paese”.

 

21/01/2026 - 17:11

“I dati del Rapporto Crea descrivono una situazione preoccupante: milioni di italiane e italiani rinunciano alle cure per motivi economici e cresce il numero di chi è costretto a rivolgersi al privato a causa delle difficoltà di accesso al Servizio sanitario nazionale. La spesa sanitaria a carico delle famiglie continua ad aumentare e pesa soprattutto sui nuclei meno abbienti, con conseguenze particolarmente gravi nel Mezzogiorno, dove le disuguaglianze territoriali sono più marcate.

Questa emergenza è il frutto delle scelte del governo Meloni, che dal 2022 sta sottofinanziando il ssn: si tratta di scelte che iniziano con i governi di impronta berlusconiana, avallate a suo tempo da una giovane Giorgia Meloni, che hanno favorito nel tempo una progressiva privatizzazione del sistema sanitario. Oggi la destra continua sulla stessa strada, aggravando ulteriormente una situazione già critica.

Di fronte a numeri così chiari serve un cambio di passo immediato: più risorse al Servizio sanitario nazionale, più personale per superare la criticità delle liste di attesa, meno disuguaglianze sociali e territoriali e un impegno concreto per garantire il diritto alla salute a tutte e a tutti, a partire dal Sud del Paese”. Così Ilenia Malavasi, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati.

 

21/01/2026 - 16:51

“Il sistema di accesso alla facoltà di medicina deve essere completamente revisionato già dal prossimo anno, per garantire trasparenza, equità e un adeguato livello formativo per gli studenti”. Lo dichiara la deputata e capogruppo PD in Commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi, durante il Question Time alla Camera con la ministra Bernini.
“Niente più test a crocette, accesso libero al semestre filtro, formazione e non selezione. Sono questi i tratti salienti di una riforma che la stessa ministra Bernini ha definito democratica e meritocratica, con l'obiettivo di superare il numero chiuso e dare una risposta alla carenza dei medici. Ma alla prova dei fatti – sottolinea la parlamentare dem - tutto si è dimostrato un flop: il semestre filtro si è trasformato in due mesi di lezioni online o modalità mista, le prove di esame sono state una debacle al punto che il ministero ha dovuto cambiare in corsa le regole e ammettere anche chi aveva superato una sola prova. Oggi aumentano i ricorsi di chi si sente preso in giro perché escluso senza un vero motivo, mentre continua a crescere il mercato della formazione privata. Chissà se era questo il vero obiettivo della riforma della ministra”, conclude Malavasi.

20/01/2026 - 19:12

“I dati Oxfam certificano una realtà inaccettabile: in Italia salari e lavoro dipendente sostengono quasi metà del gettito fiscale, mentre i profitti, che pesano di più sul Pil, contribuiscono in modo nettamente inferiore. È il paradosso per cui oggi paga più un’infermiera di chi ha un grande patrimonio”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze.

“Il fatto che i salari rappresentino il 38% del Pil – sottolinea l’esponente dem - ma garantiscano il 49% delle entrate fiscali e contributive, mentre i profitti, pari al 50% del Pil, si fermino al 17%, dimostra che il sistema fiscale italiano continua a penalizzare il lavoro e a premiare le rendite, ampliando sempre di più la forbice delle disuguaglianze. La scelta del governo Meloni di intervenire sull’Irpef in modo marginale, destinando più della metà delle risorse all’8% dei redditi più alti, va esattamente nella stessa direzione: meno equità, meno trasparenza, più povertà, più fragilità sociale. L’aumento della ricchezza dei miliardari italiani, cresciuta nel 2025 di oltre 54 miliardi di euro, 150 milioni al giorno, mentre oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, condizione di disagio che colpisce sempre più famiglie che lavorano, è intollerabile”.

“Non c’è alcuna lotta alle disuguaglianze – conclude Malavasi - se si continua a considerare tabù misure come una tassazione equa, mentre si ricorre a nuovi condoni e rottamazioni che minano la fedeltà fiscale e colpiscono chi le tasse le paga sempre fino all’ultimo euro. Come Partito Democratico continueremo a chiedere un fisco più giusto, che alleggerisca il peso su salari e pensioni e combatta seriamente l’evasione. Senza equità fiscale non c’è coesione sociale, né tutela della salute e del benessere delle persone più fragili”.

 

16/01/2026 - 17:10

“La nomina di Giuseppa Guglielmino a nuova responsabile della comunicazione dell’Aifa è l’ennesima prova del metodo della destra: occupare incarichi chiave con persone scelte per vicinanza politica, non per competenza”.

Così in una nota i deputati Marco Furfaro, membro della segreteria nazionale, e Ilenia Malavasi, capogruppo in commissione Affari sociali del Partito Democratico.

“Affidare la comunicazione dell’Agenzia italiana del farmaco a una persona priva di competenze specifiche, con esperienza marginale nella comunicazione, è uno schiaffo al merito, alla credibilità dell’istituzione e al diritto dei cittadini a un’informazione sanitaria autorevole”.

“È l’ennesimo caso di amichettismo politico del Governo Meloni: professionisti qualificati vengono rimossi, mentre avanzano figure legate ai vertici ministeriali e di partito. Un metodo che la destra applica ovunque, ma che in sanità diventa semplicemente pericoloso”.

“L’Aifa non è un ufficio di partito. È un presidio pubblico fondamentale. Per questo chiediamo il ritiro immediato della nomina e il ripristino di criteri di competenza, trasparenza e indipendenza”.

15/01/2026 - 17:12

“È una proposta semplice ma necessaria: garantire le stesse condizioni a sostegno della genitorialità per mamme e papà”. Lo afferma Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando l’avvio in commissione Lavoro della discussione sulla proposta dem per istituire il congedo paritario. Il testo prevede “cinque mesi uguali per la mamma e per il papà, retribuiti al 100 per cento e non trasferibili”, superando una disuguaglianza che oggi vede le madri con cinque mesi di congedo e i padri limitati a dieci giorni, come se la maternità fosse una responsabilità solo delle donne.

“Si tratta – sottolinea l’esponente Pd - di un intervento non più rinviabile, anche alla luce del calo demografico: oggi in Italia nascono circa 370 mila bambini, dieci anni fa erano oltre 500 mila. Serve rimettere al centro la natalità, il sostegno alla maternità e la condivisione della cura, che continua a gravare soprattutto sulle donne. Una situazione che si riflette anche sul lavoro. Le donne guadagnano in media il 30 per cento in meno, hanno una maggiore incidenza di contratti part time e circa la metà di loro lavora a tempo parziale, spesso  costretta a scegliere tra essere madre o lavoratrice. È una rinuncia che il Paese non può più permettersi”.

“Garantire congedi paritari – conclude Malavasi - significa sostenere l’occupazione femminile, superare le disuguaglianze di genere e scardinare una visione culturale ancora arretrata che relega la cura alle donne”. È un investimento sul futuro del Paese ed è una battaglia di civiltà: mettere donne e uomini nelle condizioni di essere genitori e costruire progetti di vita, facendo della natalità una vera priorità nazionale”.

 

14/01/2026 - 15:43

“Domani inizia in Commissione Lavoro la discussione sulla proposta di legge del Partito Democratico per istituire il congedo paritario. È una battaglia che portiamo avanti con determinazione per sanare una ferita del nostro ordinamento: l’enorme disparità tra i cinque mesi spettanti alle madri e i soli dieci giorni previsti per i padri. Una distanza siderale che relega l’Italia lontano dagli standard dei Paesi europei più moderni. La nostra proposta prevede cinque mesi di congedo obbligatorio anche per i padri, non trasferibili e interamente retribuiti al 100%. Si tratta di una misura di civiltà che punta a sostenere la maternità. Oggi il sistema scarica quasi interamente il lavoro di cura sulle spalle delle donne, costringendole troppo spesso a scegliere tra professione e famiglia. Questo squilibrio alimenta le disuguaglianze di genere, frena l’occupazione femminile e penalizza la crescita economica del Paese.
Riconoscere ai padri il diritto e il dovere di essere presenti sin dai primi istanti di vita dei figli significa valorizzare la genitorialità e sostenere concretamente la natalità. Non è più tempo di semplici misure di ‘conciliazione’, serve una riforma strutturale che cambi la cultura del lavoro e della cura nel nostro Paese. Ci auguriamo che su un tema così decisivo per il futuro delle nuove generazioni e delle famiglie italiane ci sia un confronto serio e nel merito da parte di tutte le forze politiche”.
Così Ilenia Malavasi, capogruppo PD nella Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

13/01/2026 - 16:01

"L'indagine di Nomisma parla chiaro: sempre più persone ricorrono al privato per curarsi, per evitare liste d'attesa interminabili. L'accesso alle cure è sempre più difficile: chi può permetterselo cerca risposte nel privato, pagando, chi non può permetterselo, attende. Siamo ormai di fronte ad un sistema duale che vede cittadini di serie A e di serie B, aumentando le disuguaglianze e negando il diritto alla cura alle fasce più fragili. Per i cittadini la priorità è investire sul ssn per ridurre i tempi di attesa per ricoveri, visite e analisi. Il governo però sembra essere sordo a questi continui richiami". Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio.

23/12/2025 - 17:38

“Tra caro prezzi e aumento delle tasse, con il Governo Meloni gli italiani hanno perso una mensilità di stipendio all’anno: lavorano dodici mesi ma ne incassano, di fatto, solo undici. I salari non hanno recuperato il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e la manovra di bilancio fotografa un’Italia in cui lavorare non basta più per vivere dignitosamente. Da quando la destra è al governo, come certifica l’Istat, cresce il numero delle famiglie in povertà assoluta, e aumentano le disuguaglianze sociali. Eppure l’Esecutivo continua a rivendicare la stabilità dei conti pubblici e l’uscita dalla procedura d’infrazione, come se questo bastasse a risolvere i problemi reali del Paese. La stabilità dei conti non può essere l’unico obiettivo quando l’Italia si impoverisce. Senza riforme, senza investimenti e senza una chiara visione sociale, né un forte rilancio del welfare e della sanità pubblica, la semplice manutenzione ordinaria dei conti rischia di accompagnare il Paese verso un declino irreversibile. È una politica miope, che guarda ai mercati e ignora le persone. Lo dimostrano anche le misure approvate oggi, su cui l’opposizione è stata costretta a intervenire in tempi ristrettissimi, imposti dall’arroganza della maggioranza e del Governo, che hanno ancora una volta compresso il ruolo del Parlamento”. Così Ilenia Malavasi, capogruppo PD nella Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

18/12/2025 - 15:33

“Sulle pensioni la maggioranza è nel caos e non ha avuto alcun rispetto nei confronti di chi ha lavorato una vita e fatto sacrifici per andare avanti. Hanno come al solito tradito tutte le promesse fatte in campagna elettorale agli italiani.
Dopo più di 3 anni di governo hanno aumentato l’età pensionabile praticamente per tutti i lavoratori, comprese le forze dell’ordine. Ce lo ricordiamo bene Salvini  quando prometteva di abolire la legge Fornero. Ma non solo non la hanno abolita, la hanno addirittura peggiorata, senza alcun rispetto per gli italiani”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio.

11/12/2025 - 14:57

“La prevenzione è un tema strategico fondamentale per garantire il diritto alla salute delle persone. In Italia investiamo appena 180 euro pro capite, mentre in Paesi come la Germania si superano i 450 euro. Sul Fondo sanitario nazionale destiniamo meno del 5 per cento alle politiche di prevenzione: un investimento insufficiente, non strutturato, che richiede più risorse e più professionisti in grado di garantire prossimità e presa in carico”. Commenta così Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali, dopo l’approvazione di alcuni punti della mozione del Partito Democratico sulla prevenzione sanitaria votata oggi.

“Abbiamo – sottolinea l’esponente dem - una scarsa partecipazione alle politiche vaccinali e agli screening. Solo il 53 per cento delle donne partecipa allo screening per il tumore alla mammella, il 46 per cento effettua il Pap test e appena una persona su tre over 50 partecipa allo screening per il sangue occulto. E ogni anno oltre centomila persone scoprono una patologia oncologica. La prevenzione conviene perché migliora la qualità della vita, contrasta le disuguaglianze sociali e fa bene al Paese”.

“Chiediamo al governo – conclude Malavasi - più coraggio nel considerare la prevenzione un vero investimento e non una spesa corrente, chiedendo di intervenire sul patto di stabilità europeo. Serve un’agenda della prevenzione misurabile in modo efficace, e serve soprattutto una cultura della prevenzione, che è competenza di cittadinanza, educazione civica, responsabilità collettiva. Senza interventi l’Italia rischia di essere sempre più disuguale, con meno diritti, meno equità e meno appropriatezza. La legge di bilancio prevede 500 milioni per la prevenzione, ma non basta: con le disuguaglianze già presenti rischia di essere una misura che avvantaggerà solo alcune regioni, lasciandone altre indietro. Servono risorse, sì, ma anche un’agenda tracciabile e una cultura della prevenzione che parta dalle scuole, per evitare che continuino ad aumentare le disuguaglianze sociali e territoriali”.

 

11/12/2025 - 14:56

"Per i Comuni accedere ai fondi del Pnrr è stata una grande opportunità, soprattutto per l'edilizia scolastica, per la costruzione di nuove scuole, asili, mense e palestra. È stato così anche per la provincia di Reggio Emilia. Oggi però arriva una richiesta di aiuto da parte di questi amministratori locali che hanno scelto di aderire ai bandi nazionali per utilizzare i fondi del Pnrr per l'edilizia scolastica, nello specifico di scuole che prevedevano la demolizione e la ricostruzione in situ di edifici scolastici, ma la cui ricostruzione va molto a rilento. Nel caso per esempio del comune di San Polo in provincia di Reggio Emilia siamo molto in ritardo, le scuole sono state demolite, ma la ricostruzione ancora non si vede. Parliamo di amministrazioni che si sono affidate ad Invitalia che ha gestito oltre 131 gare di appalto; non hanno scelto direttamente loro il progetto e oggi pur avendo messo a disposizione il loro territorio purtroppo non hanno ancora la scuola. La paura è che entro settembre la scuola non venga completata, che i bambini non possano rientrare nella loro scuola. Chi pagherà questa inefficienza, visto che il comune non ha alcuna responsabilità? Chi ha la responsabilità di aver minato la fiducia nelle istituzioni? Il Ministro Valditara intervenga e dia il supporto necessario a questi Comuni per portare a compimento la realizzazione di questi edifici scolastici". Lo ha detto Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, intervenuta in conferenza stampa Pd su edilizia scolastica e fondi Pnrr.

10/12/2025 - 18:40

“Nessuno si aspetta dei miracoli dalle risposte della ministra Roccella ma almeno si auspica che le sue risposte siano legate alla realtà, un piccolo bagno di umiltà e non la solita propaganda. Roccella ha una grande responsabilità: mettere in campo azioni per invertire la rotta demografica. I dati che la ministra espone certificano, invece, che i risultati non ci sono e le politiche del governo Meloni hanno fallito. L'Italia è il fanalino di coda in Europa per tasso di fertilità, in grande squilibrio con la crescita della popolazione anziana e le ripercussioni si hanno sul sistema pensionistico, sanitario e il mercato del lavoro. Il calo demografico è una minaccia vera e serve un'inversione rapida per evitare una significativa contrazione economica”. Lo dichiara in replica alla ministra Roccella la deputata e Capogruppo Pd in Commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi durante il Question time alla Camera.
“Le politiche dei bonus - sottolinea la parlamentare dem - sono inefficaci, perché le misure spot non garantiscono stabilità, continuità e programmazione. I bonus sono politiche contro la povertà e non per la natalità dove servono politiche strutturali. L'unico strumento valido, che rivendichiamo con orgoglio, è l'assegno unico universale che va sostenuto e incrementato per renderlo una misura stabile per le famiglie”. “Servono altresì misure per il lavoro stabile, accessi agevolati per la prima casa, una fiscalità equa e progressiva, servizi e asili nido, congedi parentali e misure di conciliazione. Il Paese merita di più e soprattutto merita di non essere abbandonato come fa questo governo”, conclude Malavasi.

04/12/2025 - 12:57

“L’eccessiva esposizione mediatica della famiglia nel bosco in Abruzzo e soprattutto dei figli minori sta diventando assolutamente intollerabile. È una vicenda che mi ricorda tanto la strumentalizzazione vergognosa che fu fatta ai tempi del caso di Bibbiano.
Di fronte alle immagini e ai contenuti diffusi ormai da giorni sulla complessa e dolorosa vicenda di questa famiglia, servirebbe maggiore equilibrio, consapevolezza e rispetto. Nessuno si è preoccupato dei diritti dei minori, gettati in pasto all’opinione pubblica senza filtri in un contesto che avrebbe richiesto, prima di tutto, protezione. Invece ancora una volta tanti, membri del governo compreso, hanno attaccato l'intero sistema pubblico di tutela e di protezione dei minori, senza ritegno. Il Governo ponga fine a questo scempio, perché la tutela dei minori non può e non deve diventare oggetto di spettacolarizzazione o insopportabile propaganda". Lo dichiara in una nota Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

21/11/2025 - 13:33

“I dati Istat elaborati dall'Unione Nazionale Consumatori sono inequivocabili: mangiare costa sempre di più e, rispetto ad un anno fa, le famiglie spendono circa 174 euro in più per fare la spesa. I dati sono inequivocabili per tutti tranne che per il governo Meloni che continua con il suo mantra del tutto va bene e dei nuovi record storici. Insomma la realtà fa a pugni con propaganda ideologica di un esecutivo che dopo aver portato l’economia al ristagno, o meglio in recessione se non ci fosse il Pnrr, ora si accanisce sulle persone e non riesce a fermare il morso dell’inflazione”. Così in una nota la deputata Pd, Ilenia Malavasi commenta i dati sul rincaro dei prezzi sulla spesa.
“La risposta più ovvia è pronta da tanti mesi in Parlamento: il salario minimo aiuterebbe chi è più in difficoltà e darebbe un nuovo dinamismo all’economia italiana da troppo tempo ferma”, conclude Malavasi.

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