“È una proposta semplice ma necessaria: garantire le stesse condizioni a sostegno della genitorialità per mamme e papà”. Lo afferma Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando l’avvio in commissione Lavoro della discussione sulla proposta dem per istituire il congedo paritario. Il testo prevede “cinque mesi uguali per la mamma e per il papà, retribuiti al 100 per cento e non trasferibili”, superando una disuguaglianza che oggi vede le madri con cinque mesi di congedo e i padri limitati a dieci giorni, come se la maternità fosse una responsabilità solo delle donne.
“Si tratta – sottolinea l’esponente Pd - di un intervento non più rinviabile, anche alla luce del calo demografico: oggi in Italia nascono circa 370 mila bambini, dieci anni fa erano oltre 500 mila. Serve rimettere al centro la natalità, il sostegno alla maternità e la condivisione della cura, che continua a gravare soprattutto sulle donne. Una situazione che si riflette anche sul lavoro. Le donne guadagnano in media il 30 per cento in meno, hanno una maggiore incidenza di contratti part time e circa la metà di loro lavora a tempo parziale, spesso costretta a scegliere tra essere madre o lavoratrice. È una rinuncia che il Paese non può più permettersi”.
“Garantire congedi paritari – conclude Malavasi - significa sostenere l’occupazione femminile, superare le disuguaglianze di genere e scardinare una visione culturale ancora arretrata che relega la cura alle donne”. È un investimento sul futuro del Paese ed è una battaglia di civiltà: mettere donne e uomini nelle condizioni di essere genitori e costruire progetti di vita, facendo della natalità una vera priorità nazionale”.
“Domani inizia in Commissione Lavoro la discussione sulla proposta di legge del Partito Democratico per istituire il congedo paritario. È una battaglia che portiamo avanti con determinazione per sanare una ferita del nostro ordinamento: l’enorme disparità tra i cinque mesi spettanti alle madri e i soli dieci giorni previsti per i padri. Una distanza siderale che relega l’Italia lontano dagli standard dei Paesi europei più moderni. La nostra proposta prevede cinque mesi di congedo obbligatorio anche per i padri, non trasferibili e interamente retribuiti al 100%. Si tratta di una misura di civiltà che punta a sostenere la maternità. Oggi il sistema scarica quasi interamente il lavoro di cura sulle spalle delle donne, costringendole troppo spesso a scegliere tra professione e famiglia. Questo squilibrio alimenta le disuguaglianze di genere, frena l’occupazione femminile e penalizza la crescita economica del Paese.
Riconoscere ai padri il diritto e il dovere di essere presenti sin dai primi istanti di vita dei figli significa valorizzare la genitorialità e sostenere concretamente la natalità. Non è più tempo di semplici misure di ‘conciliazione’, serve una riforma strutturale che cambi la cultura del lavoro e della cura nel nostro Paese. Ci auguriamo che su un tema così decisivo per il futuro delle nuove generazioni e delle famiglie italiane ci sia un confronto serio e nel merito da parte di tutte le forze politiche”.
Così Ilenia Malavasi, capogruppo PD nella Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
"L'indagine di Nomisma parla chiaro: sempre più persone ricorrono al privato per curarsi, per evitare liste d'attesa interminabili. L'accesso alle cure è sempre più difficile: chi può permetterselo cerca risposte nel privato, pagando, chi non può permetterselo, attende. Siamo ormai di fronte ad un sistema duale che vede cittadini di serie A e di serie B, aumentando le disuguaglianze e negando il diritto alla cura alle fasce più fragili. Per i cittadini la priorità è investire sul ssn per ridurre i tempi di attesa per ricoveri, visite e analisi. Il governo però sembra essere sordo a questi continui richiami". Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio.
“Tra caro prezzi e aumento delle tasse, con il Governo Meloni gli italiani hanno perso una mensilità di stipendio all’anno: lavorano dodici mesi ma ne incassano, di fatto, solo undici. I salari non hanno recuperato il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e la manovra di bilancio fotografa un’Italia in cui lavorare non basta più per vivere dignitosamente. Da quando la destra è al governo, come certifica l’Istat, cresce il numero delle famiglie in povertà assoluta, e aumentano le disuguaglianze sociali. Eppure l’Esecutivo continua a rivendicare la stabilità dei conti pubblici e l’uscita dalla procedura d’infrazione, come se questo bastasse a risolvere i problemi reali del Paese. La stabilità dei conti non può essere l’unico obiettivo quando l’Italia si impoverisce. Senza riforme, senza investimenti e senza una chiara visione sociale, né un forte rilancio del welfare e della sanità pubblica, la semplice manutenzione ordinaria dei conti rischia di accompagnare il Paese verso un declino irreversibile. È una politica miope, che guarda ai mercati e ignora le persone. Lo dimostrano anche le misure approvate oggi, su cui l’opposizione è stata costretta a intervenire in tempi ristrettissimi, imposti dall’arroganza della maggioranza e del Governo, che hanno ancora una volta compresso il ruolo del Parlamento”. Così Ilenia Malavasi, capogruppo PD nella Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
“Sulle pensioni la maggioranza è nel caos e non ha avuto alcun rispetto nei confronti di chi ha lavorato una vita e fatto sacrifici per andare avanti. Hanno come al solito tradito tutte le promesse fatte in campagna elettorale agli italiani.
Dopo più di 3 anni di governo hanno aumentato l’età pensionabile praticamente per tutti i lavoratori, comprese le forze dell’ordine. Ce lo ricordiamo bene Salvini quando prometteva di abolire la legge Fornero. Ma non solo non la hanno abolita, la hanno addirittura peggiorata, senza alcun rispetto per gli italiani”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio.
“La prevenzione è un tema strategico fondamentale per garantire il diritto alla salute delle persone. In Italia investiamo appena 180 euro pro capite, mentre in Paesi come la Germania si superano i 450 euro. Sul Fondo sanitario nazionale destiniamo meno del 5 per cento alle politiche di prevenzione: un investimento insufficiente, non strutturato, che richiede più risorse e più professionisti in grado di garantire prossimità e presa in carico”. Commenta così Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali, dopo l’approvazione di alcuni punti della mozione del Partito Democratico sulla prevenzione sanitaria votata oggi.
“Abbiamo – sottolinea l’esponente dem - una scarsa partecipazione alle politiche vaccinali e agli screening. Solo il 53 per cento delle donne partecipa allo screening per il tumore alla mammella, il 46 per cento effettua il Pap test e appena una persona su tre over 50 partecipa allo screening per il sangue occulto. E ogni anno oltre centomila persone scoprono una patologia oncologica. La prevenzione conviene perché migliora la qualità della vita, contrasta le disuguaglianze sociali e fa bene al Paese”.
“Chiediamo al governo – conclude Malavasi - più coraggio nel considerare la prevenzione un vero investimento e non una spesa corrente, chiedendo di intervenire sul patto di stabilità europeo. Serve un’agenda della prevenzione misurabile in modo efficace, e serve soprattutto una cultura della prevenzione, che è competenza di cittadinanza, educazione civica, responsabilità collettiva. Senza interventi l’Italia rischia di essere sempre più disuguale, con meno diritti, meno equità e meno appropriatezza. La legge di bilancio prevede 500 milioni per la prevenzione, ma non basta: con le disuguaglianze già presenti rischia di essere una misura che avvantaggerà solo alcune regioni, lasciandone altre indietro. Servono risorse, sì, ma anche un’agenda tracciabile e una cultura della prevenzione che parta dalle scuole, per evitare che continuino ad aumentare le disuguaglianze sociali e territoriali”.
"Per i Comuni accedere ai fondi del Pnrr è stata una grande opportunità, soprattutto per l'edilizia scolastica, per la costruzione di nuove scuole, asili, mense e palestra. È stato così anche per la provincia di Reggio Emilia. Oggi però arriva una richiesta di aiuto da parte di questi amministratori locali che hanno scelto di aderire ai bandi nazionali per utilizzare i fondi del Pnrr per l'edilizia scolastica, nello specifico di scuole che prevedevano la demolizione e la ricostruzione in situ di edifici scolastici, ma la cui ricostruzione va molto a rilento. Nel caso per esempio del comune di San Polo in provincia di Reggio Emilia siamo molto in ritardo, le scuole sono state demolite, ma la ricostruzione ancora non si vede. Parliamo di amministrazioni che si sono affidate ad Invitalia che ha gestito oltre 131 gare di appalto; non hanno scelto direttamente loro il progetto e oggi pur avendo messo a disposizione il loro territorio purtroppo non hanno ancora la scuola. La paura è che entro settembre la scuola non venga completata, che i bambini non possano rientrare nella loro scuola. Chi pagherà questa inefficienza, visto che il comune non ha alcuna responsabilità? Chi ha la responsabilità di aver minato la fiducia nelle istituzioni? Il Ministro Valditara intervenga e dia il supporto necessario a questi Comuni per portare a compimento la realizzazione di questi edifici scolastici". Lo ha detto Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, intervenuta in conferenza stampa Pd su edilizia scolastica e fondi Pnrr.
“Nessuno si aspetta dei miracoli dalle risposte della ministra Roccella ma almeno si auspica che le sue risposte siano legate alla realtà, un piccolo bagno di umiltà e non la solita propaganda. Roccella ha una grande responsabilità: mettere in campo azioni per invertire la rotta demografica. I dati che la ministra espone certificano, invece, che i risultati non ci sono e le politiche del governo Meloni hanno fallito. L'Italia è il fanalino di coda in Europa per tasso di fertilità, in grande squilibrio con la crescita della popolazione anziana e le ripercussioni si hanno sul sistema pensionistico, sanitario e il mercato del lavoro. Il calo demografico è una minaccia vera e serve un'inversione rapida per evitare una significativa contrazione economica”. Lo dichiara in replica alla ministra Roccella la deputata e Capogruppo Pd in Commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi durante il Question time alla Camera.
“Le politiche dei bonus - sottolinea la parlamentare dem - sono inefficaci, perché le misure spot non garantiscono stabilità, continuità e programmazione. I bonus sono politiche contro la povertà e non per la natalità dove servono politiche strutturali. L'unico strumento valido, che rivendichiamo con orgoglio, è l'assegno unico universale che va sostenuto e incrementato per renderlo una misura stabile per le famiglie”. “Servono altresì misure per il lavoro stabile, accessi agevolati per la prima casa, una fiscalità equa e progressiva, servizi e asili nido, congedi parentali e misure di conciliazione. Il Paese merita di più e soprattutto merita di non essere abbandonato come fa questo governo”, conclude Malavasi.
“L’eccessiva esposizione mediatica della famiglia nel bosco in Abruzzo e soprattutto dei figli minori sta diventando assolutamente intollerabile. È una vicenda che mi ricorda tanto la strumentalizzazione vergognosa che fu fatta ai tempi del caso di Bibbiano.
Di fronte alle immagini e ai contenuti diffusi ormai da giorni sulla complessa e dolorosa vicenda di questa famiglia, servirebbe maggiore equilibrio, consapevolezza e rispetto. Nessuno si è preoccupato dei diritti dei minori, gettati in pasto all’opinione pubblica senza filtri in un contesto che avrebbe richiesto, prima di tutto, protezione. Invece ancora una volta tanti, membri del governo compreso, hanno attaccato l'intero sistema pubblico di tutela e di protezione dei minori, senza ritegno. Il Governo ponga fine a questo scempio, perché la tutela dei minori non può e non deve diventare oggetto di spettacolarizzazione o insopportabile propaganda". Lo dichiara in una nota Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
“I dati Istat elaborati dall'Unione Nazionale Consumatori sono inequivocabili: mangiare costa sempre di più e, rispetto ad un anno fa, le famiglie spendono circa 174 euro in più per fare la spesa. I dati sono inequivocabili per tutti tranne che per il governo Meloni che continua con il suo mantra del tutto va bene e dei nuovi record storici. Insomma la realtà fa a pugni con propaganda ideologica di un esecutivo che dopo aver portato l’economia al ristagno, o meglio in recessione se non ci fosse il Pnrr, ora si accanisce sulle persone e non riesce a fermare il morso dell’inflazione”. Così in una nota la deputata Pd, Ilenia Malavasi commenta i dati sul rincaro dei prezzi sulla spesa.
“La risposta più ovvia è pronta da tanti mesi in Parlamento: il salario minimo aiuterebbe chi è più in difficoltà e darebbe un nuovo dinamismo all’economia italiana da troppo tempo ferma”, conclude Malavasi.
“Dopo due anni di annunci e un percorso poco trasparente, la 'montagna', il governo, ha partorito un topolino. La ministra Locatelli si appresta a discutere in Consiglio dei ministri un provvedimento che riteniamo 'parziale, insufficiente, culturalmente sbagliato', con tutele economiche solo per i conviventi tenuti a svolgere assistenza 12 ore al giorno e solo se in possesso di un Isee inferiore ai 15 mila euro. Riceveranno circa 400 euro al mese, meno di un euro l'ora. Una vera e propria mortificazione per le donne”. Lo dichiara la deputata Pd, Ilenia Malavasi durante il Question Time alla Camera con la ministra Locatelli.
“I caregiver non chiedono una misura economica per pochi, ma servizi e sollievo – aggiunge la parlamentare dem -, non chiedono le briciole, ma dignità. È necessaria una legge che possa costruire uguaglianza e parità di opportunità. Il governo Meloni invece presenta una legge che rischia di dividere e discriminare, senza quelle tutele lavorative e previdenziali che possono dare dignità ai caregiver, garantendo libertà di scelta. Chiediamo una legge equa ed universale e non l'ennesimo annuncio propagandistico”, conclude Malavasi.
“Una legge di bilancio che ignora la crisi della sanità pubblica e scarica i costi sui cittadini”. Così Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Affari sociali, commenta i contenuti della manovra economica del governo. “Non ci sono – spiega Malavasi – le risorse necessarie per garantire il diritto alla salute ai 5,8 milioni di persone che oggi rinunciano a curarsi, né per sostenere le famiglie che nel 2024 hanno speso 41 miliardi di euro di tasca propria per accedere ai servizi sanitari. Dietro gli annunci di un incremento di 7,7 miliardi si nasconde, in realtà, un definanziamento del Servizio sanitario nazionale. Se fosse stato mantenuto il livello del 6,3 per cento del Pil del 2022 fino al 2028, oggi avremmo 17 miliardi in più, non 7,7”.
Per la deputata dem, “questo significa depotenziare la sanità pubblica, ridurre il fondo sanitario e trasferire meno risorse alle Regioni, costrette così a tagliare i servizi o ad aumentare la tassazione. È una scelta miope, che ancora una volta colpisce i cittadini. Il Partito Democratico, propone un piano straordinario di investimenti e assunzioni nel personale medico e sanitario. Servono nuove risorse, salari più equi rispetto alla media europea e condizioni di lavoro sostenibili, per contrastare la fuga dal pubblico e ridare dignità alla professione sanitaria”.
“Il governo Meloni – conclude Malavasi – favorisce i privati: nella legge di bilancio ci sono 900 milioni per le aziende private, molto più di quanto si investe per assumere nuovo personale sanitario. Una scelta che indebolisce la sanità pubblica e mina il diritto universale alla salute”.
“Il Governo indebolisce la sanità pubblica. Quest’anno la spesa sanitaria sarà intorno al 6% del PIL, il livello più basso degli ultimi decenni, e secondo le previsioni scenderà ancora, tanto da raggiungere il 5,93% nel 2028.
La riduzione dei fondi si traduce in meno investimenti negli ospedali, nel personale sanitario e nei servizi territoriali, con conseguenze che graveranno sui cittadini. Sempre più persone sono costrette a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alle cure, e ampie aree del paese vivono grandi difficoltà, con servizi tragicamente sotto pressione.
La situazione è evidente a tutti: il Governo non interviene né per ridurre le liste d’attesa, né per aumentare gli stipendi di medici e infermieri, ma continua con coerenza a spostare risorse verso il privato.
Questa manovra è insufficiente su tutti i fronti, a partire dalla sanità. Del resto, ne prendono le distanze loro stessi, come conferma l’incapacità dei partiti di governo anche di indicare un relatore di maggioranza.”
Così in una nota la Deputata del Partito Democratico, componente della commissione Affari Sociali della Camera, Ilenia Malavasi.
“Il Partito Democratico vota a favore di questa mozione e lo fa con orgoglio, perché ogni volta che il Parlamento riesce a trovare unità su temi come la lotta ai tumori, manda un messaggio di speranza e di fiducia alle donne e ai cittadini che affrontano patologie oncologiche. In questa legislatura abbiamo approvato importanti misure comuni, dall’aumento dei giorni di comporto alla legge sull’oblio oncologico e oggi, con questa mozione, riaffermiamo l’importanza della nutrizione come parte integrante dei percorsi di cura”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Ilenia Malavasi, della commissione Affari sociali durante le dichiarazioni di voto alla mozione su alimentazione e terapie oncologiche.
“L’alimentazione non è un elemento secondario – prosegue l’esponente Pd – ma un pilastro terapeutico: la malnutrizione, spesso legata alla malattia o alle terapie, influisce sulla prognosi, sulla sopravvivenza e anche sui costi sanitari, che aumentano fino al 50 per cento. Le linee guida del 2017 sui percorsi nutrizionali vanno applicate in modo uniforme, superando le disuguaglianze regionali, per garantire equità e diritto alla cura in tutto il Paese”.
“La prevenzione e la presa in carico multidisciplinare – conclude Malavasi – sono la chiave per migliorare qualità e durata della vita. Servono investimenti e un impegno collettivo per rafforzare il Servizio sanitario nazionale, che resta uno dei più grandi patrimoni di democrazia e libertà del nostro Paese”.
“I tagli al cinema inseriti nella Legge di Bilancio sono irresponsabili. Ci troviamo di fronte a un governo che ignora completamente il valore sociale, educativo e creativo delle sale cinematografiche.
Il ministro Giuli arriva addirittura a tagliare i fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche: la manovra cancella certezze fondamentali sui finanziamenti per l’adeguamento funzionale e tecnologico delle sale alle esigenze delle persone con disabilità, anche sensoriale. La situazione delle sale italiane è ancora lontana dal garantire accessibilità piena, e in questo contesto la decisione di ridurre questi fondi appare incomprensibile e ingiustificabile.
Giuli dovrebbe avere il coraggio di spiegare le motivazioni reali di queste scelte, invece di nascondersi dietro presunti attacchi a fantomatici algoritmi o tecnici “ignoti” che avrebbero scritto le norme a sua insaputa.
Il cinema è cultura, inclusione e lavoro: cancellare fondi essenziali per il suo sviluppo e per l’accessibilità significa compiere un passo indietro per tutto il paese. Il diritto alla cultura va garantito a tutti, senza esclusioni.”
Così Ilenia Malavasi, componente del PD nella Commissione Affari Sociali della Camera.