13/04/2026 - 12:47

“Sull’omicidio di Massa non c’è solo un tema di sicurezza. Emerge anche chiaramente la grave carenza da parte del Governo sui temi sociali ed educativi, compresi quelli dell’educazione socio-affettiva e della prevenzione del disagio. Non è accettabile in un contesto civile che un gruppo di ragazzini, ubriachi o non, inizino a pestare di botte una persona e si fermano solamente quando si accorgono che quella persona è morta. Dobbiamo aumentare i presidi sociali, fare educazione socio-affettiva nelle scuole, aiutare quei contesti familiari più disagiati, accompagnando anche i genitori spesso fragili anche nel rapporto con i figli. Dobbiamo intervenire in tutte quelle realtà dove la violenza esplode a causa del disagio sociale e psicologico per prevenire tragedie come queste. Su questo la politica deve essere unita e noi siamo pronti a discutere con il Governo su come affrontare queste situazioni così complesse, non con la solita propaganda, ma con azioni concrete e condivise”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

 

01/04/2026 - 13:46

Le liste di attesa non sono un problema tecnico, né una questione amministrativa, ma sono lo specchio di un sistema sanitario che questo governo sta lentamente, ma sistematicamente smantellando. I numeri parlano chiaro: nel 2025, 5,8 milioni di persone sono state costrette a rinunciare a cure o esami, un cittadino su 10. Non stiamo parlando di piccoli disagi, ma di diritti negati, di malattie non diagnosticate, di cure impossibili. Chi può si rivolge al privato pagando, chi non può aspetta per l’eternità o rinuncia alle cure.
Le attese medie sono di 105 giorni, per una tac fino a 360 giorni, visite specialistiche 500 giorni, colonscopia 720 giorni. A questa situazione emergenziale il governo ha scelto di rispondere con la solita propaganda, anziché con i fatti. La mozione della maggioranza è piena di desiderata e di proposte ipotetiche, senza alcun obiettivo concreto.

Il cosiddetto decreto liste d'attesa, approvato nel giugno del 2024 a cinque giorni dalle elezioni europee, è stato presentato come una svolta storica. Ma era solo uno spot elettorale. A quasi due anni dall'approvazione, dopo 660 giorni, mancano ancora decreti attuativi fondamentali. Non ci sono piani straordinari di assunzioni. Non c'è un euro aggiuntivo strutturale per il personale. L'Organismo nazionale di verifica e controllo sulle liste d'attesa, istituito nel 2024 con oltre un milione e mezzo di euro di dotazione, non è ancora operativo. Un sistema opaco, garantito dalla totale assenza di controllo. Questo non è governare la sanità: è nascondere il problema sotto il tappeto.

La situazione è chiara. Lo certifica lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio: il sistema sanitario italiano rallenta, sotto un costante sottofinanziamento, il privato cresce e i fondi sanitari sono in forte espansione. Così le disuguaglianze aumentano e si mina il principio costituzionale di universalità delle cure.

Per il Partito democratico la difesa del sistema sanitario nazionale è una priorità, e dovrebbe esserlo per qualsiasi governo, perché su questo ci giochiamo la democrazia di un paese e l'uguaglianza dei cittadini.

Le nostre proposte sono semplici e nette: portare il finanziamento pubblico al 7,5% del PIL, la media europea, in un percorso pluriennale credibile; superare i tetti di spesa per il personale e avviare un piano straordinario di assunzioni, perché mancano quarantamila tra medici e infermieri e la situazione peggiora ogni anno, adeguando le retribuzioni e prevedendo incentivi economici per chi opera nelle aree interne o disagiate; rendere la Piattaforma nazionale delle liste d'attesa pienamente trasparente, con dati leggibili per regione e per struttura; rendere finalmente operativo l'Organismo di verifica e controllo; vietare la chiusura delle agende e garantire il pieno rispetto della normativa su intramoenia, quando il pubblico non riesce a rispettare i tempi, evitando che il costo ricada sui cittadini;  rafforzare la medicina territoriale e l'investimento in prevenzione.

Sono proposte che il Partito Democratico porta avanti da anni, a partire dalla legge Schlein che la maggioranza ha bocciato con la solita arroganza. Una emergenza seria merita una risposta vera. Per questo continueremo a batterci, perché la salute degli italiani non diventi una variabile dipendente dall'indifferenza di chi ci governa”. Lo ha detto in aula Ilenia Malavasi capogruppo Pd in commissione affari sociali della camera, dichiarando il voto favorevole alla mozione del Pd e contrario a quella di maggioranza.

 

31/03/2026 - 18:28

“I dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio certificano una realtà che denunciamo da tempo: il Governo non può far finta di nulla mentre la sanità pubblica italiana scivola sotto la media europea. Con una spesa sanitaria ferma al 6,3% del Pil e una quota crescente a carico dei cittadini, si sta progressivamente smantellando il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale. Lasciare alle famiglie quasi un quarto della spesa significa, nei fatti, lasciare gli italiani da soli di fronte al diritto alla cura. A Meloni chiediamo un’inversione di rotta immediata: continuare su questa strada mette a rischio equità e accesso alle prestazioni”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera.

 

28/03/2026 - 10:20

Abbiamo trasformato il diritto alla cura in un bonus contro la povertà.

“Il disegno di legge sui caregiver proposto dalla ministra Locatelli non solo è insufficiente, ma culturalmente sbagliato. Parliamo di circa 7 milioni di persone, soprattutto donne, per lo più in età lavorativa, che non tanto per scelta, ma per necessità rinunciano anche al lavoro per un carico di cura insostenibile. Una situazione aggravata dalla mancanza di servizi: mancano i servizi di residenzialità, l'assistenza domiciliare integrata, i centri diurni, che oggi danno risposta a una percentuale risibile degli over 65. L'Italia copre infatti con i servizi di residenzialità solo il 3% degli over 65, in un paese che ne conta circa 15 milioni, di cui 4 gravemente non autosufficienti". Così la deputata Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali.

"La legge – aggiunge Malavasi - individua quattro categorie di caregiver suddivise unicamente in base alle ore di assistenza, una scelta infelice che sminuisce il ruolo di chi si prende cura di una persona dal punto di vista umano, relazionale, nelle piccole necessità quotidiane, un ruolo che fa la differenza nella vita di milioni di anziani,  disabili e fragili. E riconosce un contributo economico solo a chi è convivente e ha un carico di cura di almeno 91 ore settimanali: meno di un euro all'ora. Abbiamo trasformato il diritto alla cura in un bonus contro la povertà. Il Pd chiede una legge universale, equa e strutturale. Una legge che dia piena dignità a tutti i caregiver, anche non conviventi e anche a chi non ha rapporti di consanguineità con la persona assistita. Non possiamo obbligare le persone a convivere con chi ha necessità, soprattutto oggi con una società molto frammentata, che registra circa il 30% di persone che nelle grandi città vive da solo. Il discrimine deve essere il carico di cura, non la residenza anagrafica. Si tratta di una visione anacronistica e non rispondente alla realtà e al bisogno delle nostre comunità".

“Queste – conclude Malavasi - sono le misure che consideriamo indispensabili: informazione, servizi di sollievo e sostegno, supporto psicologico, percorsi di formazione, flessibilità lavorativa, smart working e, punto del tutto assente nella proposta Locatelli, il riconoscimento dei contributi previdenziali e pensioni anticipate. Per tutti i caregiver, nessuno escluso, con tutele crescenti in base al carico assistenziale. Abbiamo bisogno che le donne possano continuare a lavorare. Senza contributi figurativi, le donne che oggi si prendono cura di un familiare diventeranno le anziane povere di domani, continuando a essere l'anello più debole anche all'interno del nucleo familiare. La cura non può essere un fatto privato, da risolvere tra le mure domestiche, ma richiede un sistema di welfare con servizi all'altezza di questo momento storico. Le poche risorse previste dalla legge vengono peraltro sottratte da fondi già dedicati alla disabilità e alla non autosufficienza, e vengono destinate a una platea molto ristretta, creando ulteriori discriminazioni in un mondo che chiede semplicemente dignità".

 

19/03/2026 - 15:19

"È gravissimo che il governo Meloni, per finanziare appena tre settimane di sconti sui carburanti, scelga di colpire ancora una volta la sanità pubblica sottraendo oltre 86 milioni di euro al fondo del Ministero della Salute. Questa operazione dimostra che per la destra il diritto alla cura è solo un bancomat da svuotare per coprire misure spot: togliere risorse strutturali ai malati e al personale medico per un sollievo fiscale minimo di pochi giorni è una scelta politica cinica e miope che non faremo passare sotto silenzio."

Così Ilenia Malavasi, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati.

 

17/03/2026 - 14:30

“I dati di oggi della Fondazione GIMBE fotografano il progressivo smantellamento della medicina territoriale sotto i colpi dell'inerzia del governo Meloni: mancano oltre 5.700 medici di medicina generale in tutta Italia, con punte drammatiche nelle grandi regioni come la Lombardia, il Veneto e la Campania. Con una media di 1.383 assistiti per medico, ben oltre la soglia ottimale, e la prospettiva di oltre 8.000 pensionamenti entro il 2028, il primo presidio di salute per i cittadini sta scomparendo. Siamo di fronte a una desertificazione sanitaria che colpisce soprattutto i più fragili e gli anziani, trasformando il diritto di avere un medico vicino a casa in un privilegio per pochi e sovraccaricando ulteriormente i pronto soccorso già al collasso.”
“È inaccettabile che, davanti a questa emergenza, la destra risponda con una programmazione insufficiente e con la minaccia dell'autonomia differenziata, che non farà che amplificare i divari regionali già esistenti. Serve un piano straordinario di assunzioni e di investimenti che possano rendere nuovamente attrattiva la professione di medico di base, superando l’attuale isolamento dei professionisti, con una rete attiva che faccia dialogare ospedale e territorio, con team multiprofessionali, percorsi di specializzazione e borse di studio adeguate. Non ci può essere prossimità, né l'attuazione di una buona riforma territoriale del PNRR senza le gambe dei medici: difendere il loro ruolo significa difendere l'universalità del nostro Sistema Sanitario Nazionale, che questo esecutivo sembra voler sacrificare sull'altare dei tagli e del disinvestimento.”
Così Ilenia Malavasi, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati.

11/03/2026 - 11:02

“La maggioranza fa un parere con 16 prescrizioni al governo, dimostrando di essere spaccati su tutto, anche sulla sanità militare”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Stefano Graziano e Ilenia Malavasi, rispettivamente capogruppo in commissione Difesa e Affari sociali della Camera, a proposito del decreto legislativo sulle disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa  e ordinativa della sanità militare.

“La maggioranza con 16 osservazioni bacchetta il governo sulla sanità militare. E da non dimenticare che anche tutti i sindacati militari si sono espressi contro questa riforma che non tiene conto dei reali bisogni dei militari.

In più in un momento così delicato a livello internazionale, con un quadro politico complesso, ci si occupa della sanità militare invece di occuparsi del benessere degli operatori della difesa (alloggi, pensioni, stipendi). Noi abbiamo chiesto al Governo di sospendere questa riforma e cambiare radicalmente tutto. È evidente ancora una volta che questo governo ha fallito anche su tema della sicurezza e difesa”, concludono i capigruppo dem.

 

04/03/2026 - 17:39

“È inaccettabile che migliaia di famiglie con persone con disabilità gravissima siano ostaggio dell’inefficienza di questo Governo. I ritardi sistematici nell’erogazione dei fondi nazionali relativi a gennaio 2026 stanno spingendo Regioni e Comuni verso un baratro finanziario, costringendoli ad anticipazioni milionarie per non sospendere i servizi. La destra, dopo aver ridotto le risorse nella Legge di Bilancio attraverso accorpamenti confusi, sta ora strangolando gli enti locali: la dignità delle persone non autosufficienti e la continuità dell'assistenza domiciliare non possono essere merce di scambio per i bilanci statali.
“Il grido d’allarme della Conferenza delle Regioni è un ultimatum: da marzo il rischio di interruzione delle prestazioni sociali per i più fragili diventerà realtà se il Ministro della Famiglia e il MEF non sbloccheranno immediatamente i trasferimenti. Non permetteremo che si faccia cassa sulla pelle di chi vive condizioni di estrema difficoltà. Chiediamo misure strutturali che garantiscano certezza e tempestività nelle risorse, sottraendo i diritti essenziali a questa perenne e spietata incertezza amministrativa. Il Partito Democratico non farà un passo indietro finché non sarà ripristinata la sicurezza sociale per ogni famiglia colpita.”

Così Simona Bonafè, Ilenia Malavasi e Marco Simiani, che hanno presentato un’ interrogazione ai ministri della Famiglia e dell’Economia.

 

23/02/2026 - 18:35

 “Sul congedo paritario non servono tatticismi né rinvii. Serve una scelta politica chiara. La proposta a prima firma Schlein indica una direzione netta: riconoscere che la cura dei figli è responsabilità comune e lo Stato deve sostenerla con strumenti concreti”. Lo dichiara Irene Malavasi, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali alla Camera. “Non è una bandiera di parte, ma una misura strutturale che interviene sulle disuguaglianze che ancora penalizzano le donne nel lavoro e nella carriera. Rendere obbligatorio e paritario il congedo per entrambi i genitori significa cambiare l’organizzazione sociale della cura, non aggiungere un bonus. Il Parlamento si assuma fino in fondo questa responsabilità: investire su cinque mesi di congedo per madre e padre è una scelta che guarda al futuro del Paese, alla natalità e alla qualità dell’occupazione. La maggioranza e il governo smettano di scappare e rinviare e si assumano le proprie responsabilità”.

 

04/02/2026 - 16:30

“Sulle infinite liste d'attesa, la risposta del ministro Schillaci è scontata e prevedibile: sostiene che 'la partita si gioca nei territori', e continua a fare da un scaricabarile, evitando, come al solito, di assumersi delle responsabilità. Il governo Meloni è sempre alla ricerca di un capro espiatorio, troppo facile. Dopo 4 anni di propaganda non è arrivato nessun beneficio per i cittadini, 5,8 milioni di italiani non hanno più la capacità di curarsi e altri spendono 41,3 miliardi di tasca propria per farlo. Le liste d'attesa crescono e sono interminabili. Il governo ha varato con decreto la Piattaforma nazionale liste attesa che ancora oggi non funziona e non consente di capire dove si concentrano i ritardi, quali prestazioni riguardano, senza alcuna distinzione regionale o provinciale. Il tetto del personale non è ancora stato eliminato, perché il decreto è ancora fermo al palo”. Lo dichiara la deputata e capogruppo PD, Ilenia Malavasi in replica al ministro Schillaci durante il Queston time alla Camera.
“Senza personale e investimenti consistenti, senza una riforma seria della sanità, senza un rilancio della medicina territoriale, è impossibile abbattere le liste d'attesa. Il ruolo del PD sarà sempre quello di impedire al governo Meloni di continuare a definanziare il SSN, smantellare un sistema eccellente, perché, a differenza di quello che fa questo esecutivo, il diritto alla salute continui ad essere garantito a tutti e tutte", conclude Malavasi.

 

22/01/2026 - 16:16

“Il Partito Democratico sostiene la pdl per valorizzare e riconoscere le attività educative e ricreative non formali, non solo come scelta di equità e di pari opportunità, ma anche come investimento fondamentale per favorire il benessere dei ragazzi e delle ragazze in una fase segnata da forte fragilità sociale ed economica”. Lo ha detto in Aula alla Camera Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, esprimendo il voto favorevole del Partito Democratico al provvedimento.

“L’inizio del 2026 – ha ricordato l’esponente dem - è stato segnato da fatti drammatici che hanno coinvolto studenti e studentesse, imponendo una riflessione sulla sfida educativa del nostro Paese, caratterizzato da quasi 6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, di cui oltre un milione di minorenni. Una condizione che incide direttamente sull’accesso alle opportunità educative, con il rischio che l’uguaglianza formale dei diritti si trasformi in una disuguaglianza sostanziale e che la povertà venga trasmessa di generazione in generazione, diventando una condizione di non ritorno. Servono spazi di ascolto, luoghi di aggregazione, occasioni di crescita, relazioni sane e fiducia in un Paese dove povertà educativa, disagio giovanile e dispersione scolastica sono tra le più alte in Europa. Questa legge riconosce il protagonismo del terzo settore, degli oratori, degli enti di promozione sportiva e culturale, capaci di costruire reti territoriali e patti educativi di comunità in percorsi di coprogettazione virtuosi come solo una comunità educante può fare".

“Il Fondo istituito prevede – ha concluso Malavasi - risorse non sufficienti e la delega può essere un’opportunità o un’occasione persa. Chiediamo al governo di dare seguito rapidamente al mandato parlamentare, con risorse e strumenti stabili, perché per il Partito Democratico l’educazione resta il principale strumento di giustizia, coesione sociale e crescita del Paese”.

 

21/01/2026 - 17:11

“I dati del Rapporto Crea descrivono una situazione preoccupante: milioni di italiane e italiani rinunciano alle cure per motivi economici e cresce il numero di chi è costretto a rivolgersi al privato a causa delle difficoltà di accesso al Servizio sanitario nazionale. La spesa sanitaria a carico delle famiglie continua ad aumentare e pesa soprattutto sui nuclei meno abbienti, con conseguenze particolarmente gravi nel Mezzogiorno, dove le disuguaglianze territoriali sono più marcate.

Questa emergenza è il frutto delle scelte del governo Meloni, che dal 2022 sta sottofinanziando il ssn: si tratta di scelte che iniziano con i governi di impronta berlusconiana, avallate a suo tempo da una giovane Giorgia Meloni, che hanno favorito nel tempo una progressiva privatizzazione del sistema sanitario. Oggi la destra continua sulla stessa strada, aggravando ulteriormente una situazione già critica.

Di fronte a numeri così chiari serve un cambio di passo immediato: più risorse al Servizio sanitario nazionale, più personale per superare la criticità delle liste di attesa, meno disuguaglianze sociali e territoriali e un impegno concreto per garantire il diritto alla salute a tutte e a tutti, a partire dal Sud del Paese”. Così Ilenia Malavasi, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati.

 

21/01/2026 - 16:51

“Il sistema di accesso alla facoltà di medicina deve essere completamente revisionato già dal prossimo anno, per garantire trasparenza, equità e un adeguato livello formativo per gli studenti”. Lo dichiara la deputata e capogruppo PD in Commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi, durante il Question Time alla Camera con la ministra Bernini.
“Niente più test a crocette, accesso libero al semestre filtro, formazione e non selezione. Sono questi i tratti salienti di una riforma che la stessa ministra Bernini ha definito democratica e meritocratica, con l'obiettivo di superare il numero chiuso e dare una risposta alla carenza dei medici. Ma alla prova dei fatti – sottolinea la parlamentare dem - tutto si è dimostrato un flop: il semestre filtro si è trasformato in due mesi di lezioni online o modalità mista, le prove di esame sono state una debacle al punto che il ministero ha dovuto cambiare in corsa le regole e ammettere anche chi aveva superato una sola prova. Oggi aumentano i ricorsi di chi si sente preso in giro perché escluso senza un vero motivo, mentre continua a crescere il mercato della formazione privata. Chissà se era questo il vero obiettivo della riforma della ministra”, conclude Malavasi.

20/01/2026 - 19:12

“I dati Oxfam certificano una realtà inaccettabile: in Italia salari e lavoro dipendente sostengono quasi metà del gettito fiscale, mentre i profitti, che pesano di più sul Pil, contribuiscono in modo nettamente inferiore. È il paradosso per cui oggi paga più un’infermiera di chi ha un grande patrimonio”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze.

“Il fatto che i salari rappresentino il 38% del Pil – sottolinea l’esponente dem - ma garantiscano il 49% delle entrate fiscali e contributive, mentre i profitti, pari al 50% del Pil, si fermino al 17%, dimostra che il sistema fiscale italiano continua a penalizzare il lavoro e a premiare le rendite, ampliando sempre di più la forbice delle disuguaglianze. La scelta del governo Meloni di intervenire sull’Irpef in modo marginale, destinando più della metà delle risorse all’8% dei redditi più alti, va esattamente nella stessa direzione: meno equità, meno trasparenza, più povertà, più fragilità sociale. L’aumento della ricchezza dei miliardari italiani, cresciuta nel 2025 di oltre 54 miliardi di euro, 150 milioni al giorno, mentre oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, condizione di disagio che colpisce sempre più famiglie che lavorano, è intollerabile”.

“Non c’è alcuna lotta alle disuguaglianze – conclude Malavasi - se si continua a considerare tabù misure come una tassazione equa, mentre si ricorre a nuovi condoni e rottamazioni che minano la fedeltà fiscale e colpiscono chi le tasse le paga sempre fino all’ultimo euro. Come Partito Democratico continueremo a chiedere un fisco più giusto, che alleggerisca il peso su salari e pensioni e combatta seriamente l’evasione. Senza equità fiscale non c’è coesione sociale, né tutela della salute e del benessere delle persone più fragili”.

 

16/01/2026 - 17:10

“La nomina di Giuseppa Guglielmino a nuova responsabile della comunicazione dell’Aifa è l’ennesima prova del metodo della destra: occupare incarichi chiave con persone scelte per vicinanza politica, non per competenza”.

Così in una nota i deputati Marco Furfaro, membro della segreteria nazionale, e Ilenia Malavasi, capogruppo in commissione Affari sociali del Partito Democratico.

“Affidare la comunicazione dell’Agenzia italiana del farmaco a una persona priva di competenze specifiche, con esperienza marginale nella comunicazione, è uno schiaffo al merito, alla credibilità dell’istituzione e al diritto dei cittadini a un’informazione sanitaria autorevole”.

“È l’ennesimo caso di amichettismo politico del Governo Meloni: professionisti qualificati vengono rimossi, mentre avanzano figure legate ai vertici ministeriali e di partito. Un metodo che la destra applica ovunque, ma che in sanità diventa semplicemente pericoloso”.

“L’Aifa non è un ufficio di partito. È un presidio pubblico fondamentale. Per questo chiediamo il ritiro immediato della nomina e il ripristino di criteri di competenza, trasparenza e indipendenza”.

Pagine