“Mentre aumentano aggressioni, scippi e rapine, diminuiscono i poliziotti per strada. E la colpa è del Governo, capace solo di litigare sui militari e fare propaganda per coprire il proprio fallimento sulla sicurezza” così il deputato democratico, responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri.
“Lo abbiamo già detto ieri e lo ribadiamo oggi alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno visto fra gli altri l’aggressione ai danni di un uomo ridotto in fin di vita nei pressi della stazione Termini.
Fatti gravisismi che smentiscono le tesi tranquillizzanti del Governo sulla Sicurezza. È un controsenso assurdo che adesso provino a dire che è solo un problema di percezione quando, con un numero di reati molto più bassi, facevano dichiarazioni allarmistiche quando erano all'opposizione.
Chiediamo al governo che intervenga con azioni molto più incisive e concrete. Insistiamo con la richiesta urgente di rinforzare gli Organici delle Forze dell'Ordine con assunzioni straordinarie e più interventi strutturali. Basti ricordare che la Polizia di Stato ha 13.000 agenti in meno e che sono diminuiti di altri 1.500 solo nell'ultimo anno.
Con un'attenzione particolare alle Stazioni, non solo dei grandi centri urbani ma anche delle città di medie dimensioni.
Ad esempio c'è la necessità assoluta di rinforzare il personale della Polfer, perché la Polizia Ferroviaria è addirittura ancora più sotto-organico della Polizia in generale.
Questo governo assente, che si perde nei teatrini fra i ministri dei diversi partiti che lo compongono, non sta facendo bene all’Italia. Chiediamo al governo Meloni di mettere le risorse necessarie per affrontare con serietà queste situazioni di pericolo che mettono a dura prova la tenuta delle città”. Lo dichiara MATTEO MAURI deputato e responsabile Sicurezza del PD.
“Non è certo aumentando i militari in strada che si risponde alla domanda di sicurezza, ma con le assunzioni straordinarie delle forze dell'ordine.
In queste ore la Lega ha aperto una polemica contro il Ministro della Difesa e contro Fratelli d'Italia per aumentare i militari per le strade.
Se invece di litigare a mezzo stampa avessero messo in manovra i soldi per le assunzioni straordinarie delle Forze dell'ordine avrebbero fatto un piacere a tutti e ci avrebbe risparmiato questo teatrino indecoroso.
Mentre la Presidente Meloni fa i soliti proclami inutili scopriamo che a fine 2025 gli organici della Polizia di Stato si sono ulteriormente ridotti di 1.500 unità rispetto all'anno precedente. Segnando un sottorganico di quasi 13.000 agenti: un minimo storico inaccettabile”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
Oggi in conferenza stampa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto il solito gioco delle tre carte parlando della Sicurezza. Ha nascosto la diminuzione degli organici delle forze dell'ordine, si è ben guardata dal dire che il nuovo contratto non ha coperto nemmeno l'inazione e che in Legge di Bilancio hanno addirittura aumentato l'età pensionabile di poliziotti e carabinieri.
È l’ennesima dimostrazione che il governo cerca di coprire il proprio fallimento sulle politiche della sicurezza con slogan e propaganda, invece di intervenire concretamente.
“Parola d’ordine: propaganda, propaganda e ancora propaganda”, commenta Matteo Mauri. La verità è che gli agenti continuano a lavorare in condizioni difficili, senza aumenti di stipendio, con organici sotto soglia e con l’età pensionabile aumentata. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, a fine 2025 gli organici della Polizia di Stato si sono ulteriormente ridotti di 1.500 unità, segnando un sottorganico di quasi 13.000 agenti: un minimo storico inaccettabile.
Meloni mente anche sulle interpretazioni dei dati: non solo il governo non ha fatto assunzioni straordinarie, ma non è nemmeno riuscito a coprire il turn-over dei poliziotti andati in pensione. Mentre usa i fatti di cronaca in modo spudorato per attaccare la magistratura, dimentica completamente quelli che dimostrano il fallimento del suo governo nella sicurezza.
Il governo ha sistematicamente risposto “no” sia all’aumento degli organici sia a trattamenti migliorativi per chi garantisce la sicurezza dei cittadini, anche nell’ultima legge di bilancio. Qui si vede tutta la distanza tra propaganda e realtà.
A farne le spese sono sempre le persone più fragili o più esposte, e gli agenti che ogni giorno presidiano il territorio con responsabilità immense. “Il ministro dell’Interno prova a dire il contrario via social, ma la realtà è questa”, conclude Mauri. “Il gioco delle tre carte della Presidente Meloni non cambia i fatti: il governo non sta garantendo la sicurezza degli italiani e una qualità del lavoro adeguata alle Forze dell'Ordine”.
Davanti al plauso unanime della maggioranza per lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, chiediamo a Piantedosi: quando assisteremo allo sgombero di CasaPound a Roma? Il Partito Democratico denuncia con forza i doppi standard nella gestione della legalità: mentre le occupazioni dei centri sociali vengono sgomberate rapidamente, CasaPound mantiene da oltre vent'anni una sede illegale in un palazzo pubblico in una zona centrale di Roma. Chiediamo al Governo di intervenire senza ulteriori ritardi, rispettando la legge e i valori costituzionali della Repubblica”. Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri.
Alcuni dei principali Sindacati della Polizia hanno denunciato duramente l'assenza nella Legge di Bilancio di interventi necessari per il comparto Sicurezza. Nella lettera alla Presidente Meloni condannano l'incoerenza del Governo parlando di "un quadro desolante che dimostra una distanza ormai evidente tra le parole e i fatti di un Governo, che dice di stare dalla parte delle Forze dell'ordine con frasi di circostanza ma non lo dimostra con atti concreti". Una presa di posizione molto dura. Che è assolutamente giustificata dal fatto che nella manovra non c'è un euro per aumentare gli organici delle Forze dell'Ordine, per pagare tutti gli straordinari già effettuati, per migliorare le retribuzioni degli agenti o per mantenere le promesse sul contratto della dirigenza.
Un comportamento inaccettabile da parte del Governo. Che tra l'altro sta per fare l'impensabile, prevedendo l'aumento di 4 mesi dell'età pensionabile dei lavoratori e delle lavoratrici delle Forze di polizia. Cioè per chi - parole dei sindacalisti - "ha trascorso una vita professionale tra rischi, stress operativo e responsabilità enormi". Vogliamo sperare che la Presidente del Consiglio e il Ministro dell'Economia, il leghista Giorgetti, vorranno ascoltare questo grido di aiuto che proviene dal mondo della pubblica sicurezza. Un'invocazione che evidentemente non ha trovato nessun ascolto da parte del Ministro dell'Interno Piantedosi. Troppo impegnato a fare post di propaganda per poter rappresentare le istanze del comparto che dovrebbe guidare. Su tutti i punti sollevati dai Sindacati abbiamo fin da subito presentato come Gruppo PD al Senato gli emendamenti necessari per rispondere concretamente a queste istanze sacrosante. Compresi quelli per cancellare la vergogna dell'aumento dell'età per andare in pensione o per mettere le risorse adeguate per la previdenza dedicata. Il Governo prenda i nostri emendamenti, che abbiamo scrupolosamente coperto economicamente, e li inserisca nella Legge di Bilancio. È un dovere verso le donne e agli uomini delle Forze dell'Ordine ed è una necessità per garantire la sicurezza. Perché con la propaganda si può guadagnare un titolo sul telegiornale "amico", ma non si aiuta chi lo merita e chi ne ha bisogno.
Così Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito democratico.
“Sulla cannabis light si è aperto un grande caso generato dal Governo, che sta mettendo in ginocchio un intero settore industriale del nostro Paese. Un clima di incertezza normativa e un vero e proprio pasticcio legislativo stanno compromettendo ingenti investimenti di imprese italiane, penalizzando un comparto agricolo innovativo che dà lavoro a migliaia di giovani. Il Governo smetta di alimentare confusione sul tema della canapa e faccia un passo indietro rispetto a decisioni assurde e ideologiche. Lo faccia immediatamente, lo faccia per salvare una filiera oggi fortemente penalizzata. La canapa industriale, proveniente da varietà certificate e a basso contenuto di THC, non rappresenta una minaccia per la sicurezza pubblica: al contrario, è una risorsa strategica per l’economia verde e per il Made in Italy. Serve una cornice normativa stabile e chiara, che tuteli chi opera nella legalità, garantisca tracciabilità e controlli seri e ponga fine a un approccio punitivo e ideologico. Con un decreto-legge urgente, la maggioranza ha messo in ginocchio un intero settore produttivo. La vera urgenza, oggi, dovrebbe essere quella di porre fine a questa follia” così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri
“Il governo continua a riempirsi la bocca di slogan sulla sicurezza, ma di interventi concreti non c’è traccia”. Così il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico il quale, intervistato sui social dei deputati dem, definisce le parole della presidente Meloni e del ministro dell’Interno Piantedosi come "propaganda, propaganda e ancora propaganda”.
Mauri sottolinea che l’esecutivo in questi anni “ha sostanzialmente solo aumentato reati e pene ma non ha varato provvedimenti strutturali utili per le forze dell’ordine. Anzi, per gli agenti che si caricano il peso di garantire la sicurezza di tutti in condizioni difficili sul territorio, hanno previsto addirittura un aumento dell'età pensionabile”. Nella legge di bilancio, insiste, “non c’è un euro per aumenti di stipendio, non c’è un piano di rafforzamento straordinario degli organici, non c’è nulla per la previdenza dedicata o per il contratto della dirigenza. Tutte cose promesse e richieste con forza dai sindacati”. L’esponente Pd ricorda l’incontro avvenuto qualche giorno fa al Viminale: “sono stati convocati i sindacati, che hanno dichiarato pubblicamente di essere usciti assolutamente insoddisfatti. Hanno ascoltato parole vuote, senza un solo impegno concreto sulla legge di bilancio. Tante dichiarazioni, ma quando bisogna intervenire davvero, il governo sparisce”.
Secondo Mauri, senza misure reali il comparto sicurezza “rischia di indebolirsi sempre di più”. Il problema degli organici è emblematico: “Non solo sono ampiamente sotto la soglia prevista, ma stanno addirittura diminuendo. È esattamente ciò che sta accadendo alla Polizia di Stato: nel 2024 gli operatori erano meno del 2023, e nel 2023 erano meno del 2022”. Un trend che, avverte, “rende sempre più difficile il presidio del territorio e peggiore le condizioni di lavoro dei professionisti della sicurezza". "Il ministro dell’Interno prova a dire il contrario via social - conclude Mauri - ma purtroppo la realtà è questa”.
“Mentre, da un lato, la maggioranza si riempie la bocca della questione sicurezza, dall'altro lato taglia le risorse ai Comuni. Con la legge di Bilancio, il governo stanzia zero euro per le forze dell'ordine e per l'aumento degli organici e degli stipendi. In compenso viene aumentata l'età per richiedere la pensione. Davvero complimenti”. Lo dichiara in Aula il deputato e responsabile Sicurezza del Pd, Matteo Mauri dopo che il governo ha bloccato le risorse per la Pubblica Sicurezza già stanziate in precedenza.
“Vorrei che fosse chiaro e lo ricordo al governo – sottolinea il parlamentare dem - che la Pubblica Sicurezza e l'ordine pubblico sono competenze esclusive dello Stato che le esercita attraverso il Ministero degli Interni. Non sono competenze dei Comuni”, conclude Mauri.
“Un incontro deludente, che conferma tutta la distanza tra le promesse del governo e la realtà vissuta ogni giorno da chi indossa una divisa”. Così Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commenta il confronto tra l’esecutivo e i sindacati del comparto Difesa e Sicurezza, segnato – sottolinea – da “prese di posizione durissime da parte delle organizzazioni sindacali, che non possono più accettare rinvii, sottovalutazioni e scelte sbagliate”.
“Nella legge di bilancio – sottolinea l’esponente dem - non c’è nulla per il comparto sicurezza, nonostante gli impegni assunti dal governo negli ultimi mesi e le criticità denunciate da tempo dagli operatori. È gravissimo che a fronte di organici insufficienti, previdenze dedicate mai partite e turni massacranti, il governo non trovi una sola misura strutturale. I sindacati lo hanno detto con grande chiarezza: le risposte non ci sono. A questo si aggiunge la beffa, del tutto inaccettabile, dell’aumento dell’età pensionabile, definita dalle rappresentanze dei lavoratori impossibile da tollerare per un settore che richiede efficienza fisica e turni usuranti. Un segnale gravissimo che dimostra quanto poco il governo conosca la realtà quotidiana di chi lavora in strada”.
“Inoltre – conclude Mauri – c’è la denuncia, avanzata da più organizzazioni, dell’assenza di risorse per la previdenza dedicata e dell’assenza di finanziamenti per la dirigenza. Il governo è molto bravo con le dichiarazioni, con le pacche sulle spalle e con i riconoscimenti a parole ma quando si tratta di passare ai fatti non c’è nulla. Le donne e gli uomini della sicurezza meritano risposte vere, non proclami. E il Pd continuerà a battersi con forza, al fianco di chi ogni giorno garantisce sicurezza nel Paese”.
“Altro che trionfalismi: oggi in Italia mancano oltre 30mila unità di personale alle Forze dell'Ordine. Lo dicono i dati ufficiali del Ministero dell’Interno, aggiornati a questa settimana. Davanti a questi numeri, l'ennesima dichiarazione del ministro Piantedosi suona come pura propaganda. Vantarsi di 37mila assunzioni di agenti in tre anni fingendo che siano aggiuntivi, e non dire che invece sono semplici sostituzioni ordinarie già previste, è al limite della truffa ai danni dei cittadini.
E con il Ministro Piantedosi anche la Presidente Meloni continua a usare cifre che non corrispondono alla realtà. Forse lo fanno perché pensano che a continuare a martellare la pubblica opinione dagli schermi di tutte le TV nazionali possa far diventare vere cose che sono false. Ma i lavoratori e le lavoratrici del comparto sicurezza sono i primi a sapere non non sono assolutamente dati veri. Al contrario la Polizia di Stato, ad esempio, continua a perdere effettivi ogni anno che passa: nel 2024 gli agenti erano 97.931, cioè 11.340 in meno rispetto alla dotazione prevista e in calo anche rispetto all'anno precedente. Al 15 novembre 2025 la forza effettiva è scesa ulteriormente a 96.508, cioè 12.813 in meno rispetto alla pianta organica. Questi numeri non arrivano dal PD: sono scritti nero su bianco nei documenti del governo e Piantedosi li conosce perfettamente, ma continua a fare il gioco delle tre carte. E mentre calano gli organici, lo Stato non tutela nemmeno chi resta in servizio: l’ultimo contratto ha aumentato gli stipendi solo del 6% contro un’inflazione del 16%, riducendo il potere d’acquisto degli agenti, e rimane l’ingiusto aumento dell’età pensionabile. Ma Piantedosi oggi riesce ad andare anche oltre, vantandosi di aver abbassato l'età media avendo assunto giovani al posto di chi va in pensione. E, ci viene da dire, ci mancherebbe altro che non si prendessero i giovani nelle nuove assunzioni! Se non fosse una situazione grave sarebbe comica. Anche perché mentre il Ministro dell'Interno ci delizia con queste dichiarazioni la Legge di Bilancio del Governo sta alzando di 3 mesi l'età pensionabile delle Forze dell'Ordine! Scelte inaccettabili che devono essere immediatamente bloccate. Come PD abbiamo depositato alcuni emendamenti fondamentali per gli operatori delle Forze dell'Ordine e per la Sicurezza in Italia. Il Governo la smetta di parlare a vanvera e approvi quegli emendamenti. La sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma con risorse vere per salari, previdenza e organici”.
Così Matteo Mauri, deputato dem e Responsabile Sicurezza del Partito Democratico.
“Condanniamo con fermezza le violenze che sono successe a Bologna in occasione della partita di basket Virtus-Maccabi. Violenze inaccettabili che inneggiano agli estremismi, nemiche della democrazia e della nostra Costituzione. E ringraziamo le forze dell’ordine intervenute prontamente e che hanno fronteggiato con grande professionalità una situazione particolarmente pericolosa.
Il nostro ringraziamento va anche al Sindaco di Bologna Matteo Lepore, che ha dimostrato particolare lungimiranza e senso di responsabilità quando ha allertato tutti rispetto al rischio che stava per correre la città. Non è facile per un Sindaco prendere certe posizioni, che potrebbero anche risultare impopolari per alcuni. Ci saremmo aspettati perciò dal Ministro Piantedosi almeno un atteggiamento di disponibilità a comprendere le ragioni e a valutare insieme alle Istituzioni locali il da farsi. In una logica di leale collaborazione, come prevede la Costituzione. E invece il Ministro dell’Interno ha scelto di andare diritto per la propria strada, senza tener in nessun conto l'opinione di chi è stato eletto per governare la città. Il tutto condito da dichiarazioni "muscolari" rilasciate nelle ore precedenti l'incontro che non hanno di certo facilitato una soluzione pacifica della situazione di piazza. Al contrario i cittadini hanno dovuto assistere a incredibili scene di guerriglia, scatenate principalmente da individui violenti arrivati da fuori città, che erano prevedibili e che si potevano evitare. Tutti, cittadini e Forze dell'Ordine, avrebbero meritato maggiore considerazione da parte del Ministro dell’Interno e la disponibilità a trovare insieme la soluzione migliore". Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
“Questo governo parla, parla, ma poi non agisce concretamente”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando sui canali social dei deputati Pd quella che definisce “un’occasione persa” sul decreto flussi approvato alla Camera martedì scorso. “La presidente Meloni ha detto più volte che il decreto flussi crea illegalità, che servono controlli più rigorosi, che bisogna cambiare il modello. Ma quando hanno l’occasione per cambiare davvero il modello, non lo fanno”.
“La ragione – spiega l’esponente dem - è chiara: per cambiare il decreto flussi bisogna cambiare la legge. La legge si chiama Bossi-Fini. Una normativa sbagliata, ormai vecchissima, che era sbagliata anche allora, ma oggi è sicuramente superata dall’evoluzione dei tempi e da come si è trasformata l’immigrazione e il fenomeno migratorio”. E’ assolutamente necessario cambiarla, ma non per il Pd, per nell'interesse dell’Italia, perché tenere una legge così rigida impedisce un arrivo coordinato e ordinato dei lavoratori stranieri”.
“Abbiamo una legge sull’immigrazione – conclude Mauri - che spinge verso l’irregolarità. Crea un fenomeno che provoca problemi sia alle persone che vivono quella condizione, sia alle comunità ospitanti. Al contrario, tutti hanno da guadagnare aumentando il livello di regolarità, facendo pagare le tasse a chi lavora. Questa destra specula sull’immigrazione e in realtà fa leggi che producono irregolarità. Con i decreti voluti da Salvini hanno abolito prima la protezione umanitaria e poi quella speciale e hanno buttato nell’irregolarità decine e decine di migliaia di persone. Non è nell’interesse di nessuno, ma nonostante questo lo fanno. O forse lo fanno esattamente per questo”.
“È inutile che la Presidente del Consiglio denunci pubblicamente che il meccanismo dei Flussi non funziona e crea illegalità se poi non fa niente per cambiarlo. Questa era l'occasione buona per iniziare a superare la Bossi-Fini, di cui i Flussi sono la logica conseguenza. E invece ancora una volta alle parole non sono seguiti i fatti”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, annunciando il voto contrario de Gruppo dem al decreto Flussi.
"Sono sempre più frequenti – ha proseguito l’esponente Pd - tra l'altro, i casi di persone arrivate in Italia legalmente per lavoro e finite senza contratto a causa di truffe o tempi amministrativi troppo lunghi. A chi è stato ingannato o si trova senza più il datore di lavoro, il governo non offre alcuna via d’uscita: li spinge direttamente nell’irregolarità. È un'assurdità che abbiamo provato a risolvere ma dall'altra parte non abbiamo trovato nessuna disponibilità al dialogo. E’ chiaro a tutti che la Lega continua ad usare il tema migratorio solo per costruire consenso sulla pelle delle persone, sostenendo una visione che riduce i lavoratori stranieri a una manodopera senza diritti. Non è politica migratoria: è la logica del nemico alle porte”.
Mauri ha inoltre stigmatizzato alcuni ordini del giorno approvati dalla maggioranza che hanno l'obiettivo di rendere più difficili i ricongiungimenti familiari: “Una decisione assurda e demagogica, perché i ricongiungimenti hanno una funzione sociale stabilizzante, favoriscono la coesione, riducono i conflitti e risponde anche ai problemi demografici del Paese. Come Italia abbiamo la necessità – ha concluso - di una politica migratoria rigorosa ma umana, che favorisca integrazione e legalità, ma il governo di fare esattamente l’opposto".
“Sui temi della sicurezza servono serietà, trasparenza e rispetto dei fatti. I dati presentati da Milena Gabanelli confermano in modo inequivocabile ciò che il Partito Democratico denuncia pubblicamente da tempo: la distanza crescente tra la narrazione del Governo e la realtà del Paese.
Lo ha detto con forza anche la nostra Segretaria Elly Schlein nell’Assemblea di Bologna: non esiste sicurezza senza investimenti adeguati per gli organici delle Forze dell'Ordine e per le politiche sociali, senza una strategia che tenga insieme prevenzione, repressione, legalità e presenza dello Stato sui territori.
La propaganda non basta e, anzi, rischia di indebolire proprio quei presìdi che dovrebbero essere rafforzati.
Il Governo è in evidente difficoltà. Dopo tre anni al Governo e nessun investimento sul comparto delle Forze dell'Ordine adesso non sa come giustificare l'aumento dei reati che si è registrato in questi anni. E perciò prova a dire che non c'è nessuna emergenza. Mentre fino a poco tempo fa, quando i dati erano addirittura più bassi, imbracciava un'inesistente "emergenza sicurezza" a fini elettorali. È di oggi un articolo scientifico in cui il Professor Cornelli della Università Statale di Milano ha dimostrato che i dati sugli omicidi commessi dai minori forniti dal Ministro Piantedosi a seguito di una mia interrogazione non erano corretti. E su quei dati il Goveno aveva costruito una campagna mediatica per alimentare l'insicurezza e criminalizzare una generazione.
I dati della Gabanelli restituiscono un quadro oggettivo, che il Governo continua ad ignorare. È arrivato il momento di cambiare passo: servono politiche serie, risorse vere e un confronto istituzionale basato sulla realtà, non sugli slogan”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico.