12/06/2025 - 10:44

“A nome di tutta la comunità del Partito Democratico, esprimo il più profondo cordoglio e una sentita vicinanza alla famiglia del carabiniere tragicamente ucciso questa mattina a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, durante un’attività di controllo del territorio. Ci stringiamo con commozione e rispetto alla famiglia del militare caduto, all’Arma dei Carabinieri e al Comandante Generale Salvatore Luongo, a cui va tutta la nostra solidarietà e gratitudine per l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini dell’Arma, presidio fondamentale di legalità e sicurezza per il nostro Paese. Chiediamo con fermezza che sia fatta piena luce su quanto accaduto e che vengano accertate al più presto le responsabilità. È un dovere verso la vittima, verso la sua famiglia e verso tutti coloro che indossano una divisa al servizio dello Stato.
Il sacrificio di questo servitore dello Stato non deve restare senza giustizia”
Così una nota del responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri.

 

30/05/2025 - 17:48

“Ogni giorno che passa i fatti dimostrano sempre di più l’assurdità dei centri in Albania voluti dalla Meloni. La Destra ha provato a forzare le regole per un progetto che era sbagliato fin dall’inizio. Una propaganda fatta sulla pelle dei più fragili e mettendo le mani nelle tasche degli italiani che stanno già pagando un miliardo di l euro per la propaganda della Meloni”. Così il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri che aggiunge: “Le motivazioni alla base del rinvio parlano chiaro: esistono dubbi fondati sulla compatibilità del cosiddetto “Piano Albania” con il diritto europeo. È un giudizio che pesa come un macigno su un’operazione propagandistica e pasticciata, costruita sulla pelle delle persone e ai margini della legalità.
“trasferire migranti in Albania non è solo un modo per aggirare la giurisdizione italiana, è un atto politicamente sbagliato, giuridicamente fragile e moralmente discutibile”.

28/05/2025 - 16:08

 “Questo decreto sicurezza dimostra che il Governo di destra ha un'idea di società sbagliata e inaccettabile. In cui prevale la logica securitaria e la compressione del dissenso: agli operai e agli studenti che protestano viene detto ‘statevene a casa o vi arrestiamo’. Alla domanda di protezione e alle paure dei cittadini si risponde solamente con l'ordine e la sicurezza. Una risposta insufficiente perché la sicurezza si costruisce su due pilastri: uno è quello della repressione, ma l'altro è quello della prevenzione, sia sociale che comunitaria. La destra invece non vuole rispondere a paure e ansie, ma solo cavalcarle con norme inumane, liberticide e inutili. L’accusa rivolta alla sinistra, che abbiamo dovuto ascoltare in Aula, di essere ‘complice morale dei delinquenti’ è vergognosa e inaccettabile. Chi ha dimostrato una vicinanza verso criminali certificati è la destra che ha rimandato il Libia un torturatore e trafficante di uomini arrestato dalla polizia.
Il problema non è solo quello che c’è in questo provvedimento, ma anche quello che non c’è. Dove sono gli aumenti di stipendio che coprono almeno l’inflazione di questi anni per i poliziotti, i carabinieri e la Guardia di finanza? Quali sono le politiche abitative verso gli agenti di Polizia che vivono nelle grandi città e hanno un problema vero di sostentamento? Quali sono le politiche che mettete in campo per le previdenze integrative di queste persone? Dov’è l’aumento dell'organico delle Forze dell’ordine?
Stiamo correndo il pericolo che l'idea che ha la destra di società possa tramutarsi in realtà, ma ci opporremo perché non accada”.

Così il deputato dem Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd.

 

27/05/2025 - 18:55

“La maggioranza chiede la fiducia su questo decreto che insiste a chiamare Sicurezza, ma la verità è che questo governo non merita nessuna fiducia. Sia per quello che c’è scritto in questo decreto, ma anche per quello che non c’è scritto. Il governo pensa di risolvere i problemi del Paese aumentando le pene o inventandosi nuovi reati. Viene posto il tema dell'urgenza su un provvedimento che è andato il consiglio dei ministri a novembre del 2023. Poi lo lasciano per un anno e mezzo in Parlamento e quando è nella fase conclusiva al Senato viene stoppato e il Governo vara un decreto identico solo perché la Lega voleva rivendicare a sé il tema della sicurezza durante il congresso e Salvini voleva sventolare una bandierina. Con buona pace di Forza Italia che dimostra ancora una volta di non contare niente".

Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sulla fiducia al Dl Sicurezza.
“Un decreto - aggiunge - con norme inumane, liberticide e inutili. Un modo sbagliato di governare e un’idea sbagliata di società, dove prevale la logica securitaria: agli operai e agli studenti che protestano viene detto ‘statevene a casa o vi arrestiamo’. Alla domanda di protezione e alle paure dei cittadini, spesso alimentate da certa politica, si risponde solamente con l'ordine e la sicurezza. Una risposta sbagliata e inefficace perché la sicurezza si costruisce su due pilastri: uno è quello della repressione, ma l'altro è quello della prevenzione. La destra in realtà non vuole rispondere a paure e ansie, ma solo cavalcarle. L’accusa rivolta alla sinistra di essere ‘complice morale dei delinquenti’ è disgustosa e vergognosa. Chi ha dimostrato una vicinanza verso criminali certificati è la destra che ha rimandato il Libia un torturatore e trafficante di uomini arrestato dalla polizia. Noi - conclude - siamo di fronte a un pericolo reale, vi è il rischio che l'idea che ha la destra di società possa tramutarsi in realtà. Ma non ci riuscirà”.

 

27/05/2025 - 17:19

Piantedosi e Meloni facciano subito chiarezza

“Alla luce delle gravi rivelazioni emerse dall’inchiesta giornalistica di Fanpage, che denuncia l’attività sotto copertura di un agente di Polizia all’interno di una formazione politica per diversi mesi, chiediamo al Ministero dell’Interno e alla Presidenza del Consiglio di fornire immediati chiarimenti. Se confermato si tratterebbe di un fatto inaudito, incompatibile con i principi democratici sanciti dalla Costituzione.
Abbiamo depositato un'interrogazione urgente perché servono precisi chiarimenti a partire da chi avrebbe autorizzato una tale operazione e per quali finalità. In un contesto in cui il Governo impone nuove misure restrittive in materia di sicurezza, episodi di questo tipo alimentano forti preoccupazioni sullo stato delle libertà democratiche nel nostro Paese. È in gioco la tenuta dello Stato di diritto e la libertà di esprimere il proprio dissenso individualmente e attraverso i partiti politici. Non si può scherzare con la democrazia". Così il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il democratico Matteo Mauri.

 

14/05/2025 - 18:25

“Le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulle forze dell’ordine sono pura propaganda, smentita dai fatti. Il rinnovo contrattuale, sbandierato come una conquista, ha portato a un aumento salariale insufficiente persino a coprire l’inflazione, causando una perdita netta di potere d’acquisto per chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese. Così come il governo ha lasciato ferma al palo la previdenza complementare per gli agenti. Un'altra falsità è il potenziamento degli organici. in questi anni si è a malapena coperto il turn over di chi va in pensione, senza alcun incremento reale del personale. Anzi, nella scorsa Legge di Bilancio, il Governo aveva inizialmente previsto una riduzione del 25% del turn over, corretta solo in un secondo momento dopo le proteste. Sul fronte abitativo, nessuna risorsa è stata stanziata per affrontare l’annoso problema degli alloggi per il personale della sicurezza. Altro che “scelte concrete”: i fatti smentiscono le parole, e la Presidente del Consiglio ha ancora una volta mentito al Parlamento per fare pura propaganda sulla pelle dei lavoratori del comparto sicurezza” così il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri.

09/05/2025 - 10:41

“Il cosiddetto ‘dl Sicurezza’ del governo Meloni è l’ennesimo atto di pura propaganda, privo di qualsiasi reale urgenza o necessità per il Paese. Dopo mesi di stallo parlamentare, a un anno e mezzo dal varo in CdM, il governo ha deciso di trasformare in un decreto un disegno di legge che stava già per essere approvato in via definitiva. Non per esigenze concrete, ma per motivi interni di equilibrio tra Fratelli d’Italia e Lega. Una scelta arbitraria e opportunistica, frutto della solita logica da campagna elettorale permanente”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, intervistato sui canali social dei deputati dem.

“Si tratta di un decreto panpenalista – prosegue l’esponente Pd – con ben 14 nuovi reati e un generale inasprimento delle pene, che però non producono alcun effetto reale sulla sicurezza dei cittadini. Anzi, si colpiscono fasce fragili,come le madri detenute, e si cerca di comprimere il diritto al dissenso, come dimostra la norma sul blocco stradale che prevede pene fino a 2 anni per chi protesta. Nel mirino anche le misure sulla canapa industriale: un settore che vale 2 miliardi di euro e dà lavoro a 30.000 persone, in gran parte giovani, viene sacrificato per una narrazione completamente falsa sugli stupefacenti. In realtà si mette in ginocchio un pezzo sano dell’economia italiana solo per ottenere un titolo di giornale”.

“Il Partito Democratico – conclude Mauri - è contrario nel merito e nel metodo. Siamo al lavoro per contrastare il decreto in ogni sede possibile. È evidente che i numeri in Parlamento contano, ma noi non ci arrendiamo e continueremo a batterci con determinazione. Questo decreto va cambiato radicalmente: non c’è una norma che vada nella direzione giusta per aumentare davvero la sicurezza. Si può e si deve fare molto di più, a partire dal garantire condizioni dignitose per le forze dell’ordine e investimenti sociali sui territori. Noi continueremo a chiedere soluzioni serie, non spot elettorali”.

 

07/05/2025 - 17:37

“Se davvero il 25% dei migranti trasferiti in Albania sarà rimpatriato entro la settimana, come ha annunciato oggi Giorgia Meloni, allora siamo di fronte a una clamorosa ammissione: quei rimpatri potevano essere fatti direttamente dall’Italia, senza spese inutili, senza nuove strutture fuori dai nostri confini e soprattutto senza esporre le persone a ulteriori stress e compressione dei diritti”. Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, intervenuto oggi in Commissione Affari Costituzionali alla Camera.

“Meloni continua a raccontare l’operazione in Albania come un modello, quando è invece un gigantesco fallimento perché inefficace, opaca nelle procedure e anche inutile. Peraltro – aggiunge Mauri - oggi abbiamo scoperto che, oltre alla nave Libra già regalata dall’Italia, con un emendamento del relatore saranno donate anche due motovedette della Guardia Costiera all’Albania. Altro che accordo alla pari: il costo di questa operazione, stimato per ora attorno al miliardo di euro, sta continuando a crescere di settimana in settimana.”

Mauri attacca anche sulla mancanza di trasparenza: “Abbiamo chiesto al Governo più volte quali siano i reati contestati alle persone trasferite nei CPR albanesi, ma non ci è mai stata data risposta. Eppure oggi Meloni snocciola pubblicamente un elenco dettagliato di accuse gravissime, come se fossero dati certi e disponibili. Se quelle informazioni esistono, perché non vengono condivise ufficialmente con il Parlamento? Siamo davanti a un uso disinvolto e gravissimo di informazioni sensibili, pubblocizzate solo quando servono a scopi politici.”

“Meloni – conclude Mauri – parla tanto di rispetto delle regole ma si muove in una zona d’ombra. La verità è che l’operazione Albania è uno spreco, uno strappo allo Stato di diritto e un danno alla nostra credibilità internazionale. Un'operazione scellerata e un danno erariale conclamato. La propaganda di questo Governo non ha limite, nemmeno quello del buon senso. Non ci faremo prendere in giro.”

 

29/04/2025 - 18:54

“Il Governo continua a negare l’evidenza, incaponendosi in una crociata ideologica contro la canapa industriale che sta già causando danni enormi a un intero comparto produttivo.
Le norme contenute nel DL Sicurezza sono scellerate e ormai contestate da tutti, persino dagli assessori regionali delle forze di maggioranza”.
Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, commentando la nota della Presidenza del Consiglio sul DL Sicurezza e sulla produzione di canapa.
Il PD e tutte le forze di opposizione stanno portando avanti da tempo in Parlamento una battaglia per abrogare o modificare profondamente l’articolo 18 del decreto, che di fatto vieta la coltivazione della canapa. “Non lo dice solo il PD – sottolinea Mauri – lo dicono all’unanimità tutti gli assessori regionali, compresi quelli di maggioranza questa norma mette a rischio un settore che, come ricordano loro stessi, in Italia conta 3.000 aziende, 30.000 addetti, 500 milioni di euro di fatturato e il 90% di export. E invece di correggere una misura ingiusta e dannosa – prosegue – il Governo insiste in uno scontro sterile pur di salvare l’insalvabile. È grottesco che la Presidenza del Consiglio si affretti a pubblicare una nota per difendersi dalla presa di posizione delle Regioni dove governano e per giustificare norme che uccidono l'intero comparto!
Segno di nervosismo e consapevolezza del pasticcio compiuto, quando ci sarebbe ancora tempo per correggere. Il Governo finge di non vedere – conclude – ma la realtà parla chiaro: la norma è sbagliata e in contraddizione rispetto alla normativa europea, e sta affossando un settore sano, sostenibile e ricco di giovani energie. Questa è l'ultima occasione per evitare il disastro. Il Governo smetta di fare stupida propaganda sulla pelle di imprese e lavoratori e blocchi questa assurdità".

14/04/2025 - 14:42

"Le immagini circolate in queste ore, che ritraggono un agente in servizio durante la manifestazione pro Palestina di sabato scorso a Milano con indosso capi d’abbigliamento riportanti simboli riconducibili a gruppi dell’estrema destra, destano profonda preoccupazione. Com’è possibile che appartenenti alle forze dell’ordine si presentino in servizio con abiti che richiamano ideologie neonaziste?

È un fatto gravissimo che non può essere sottovalutato dal Ministro dell’Interno Piantedosi e su cui si deve arrivare a chiarire ogni aspetto dell'accaduto e assumendo, se necessario, i provvedimenti del caso". Lo dichiara in una nota Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sicurezza del PD.

"Fa rabbrividire dover vedere certi simboli di organizzazioni ultra-nazionaliste sotto la scritta "Polizia" che campeggia sul casco d'ordinanza. Soprattutto perchè ci si aspetta dai rappresentanti delle Forze dell'Ordine - per il ruolo importante e delicatissimo che ricoprono - una condotta sempre al di sopra di ogni sospetto di parte.

Chiediamo perciò con forza che il Ministro Piantedosi riferisca in tempi rapidissimi di fronte al Parlamento e all'opinione pubblica sull'esito dell'istruttoria interna che la Polizia di Stato sta certamente conducendo".

 

06/04/2025 - 13:33

mau“Il ransomware non è solamente una questione tecnica, ma è sempre di più una questione di sicurezza nazionale e di tutela economica delle nostre imprese e Pa. Serve dunque una risposta strategica e nazionale da parte del nostro Governo e delle istituzioni tutte”. Lo ha detto Matteo Mauri, deputato Pd e responsabile nazionale Sicurezza, ospite di “Progress” su Sky.

“Apprezzo la disponibilità e l'interesse della maggioranza, annunciato oggi dall'On. Mollicone, verso la nostra proposta, che è strategica e va a colmare un vuoto normativo in fatto di Cybersicurezza.
Non dimentichiamo - ha aggiunto Mauri - che l’Italia è il terzo Paese dell’Unione Europea e il sesto del mondo per numero di attacchi Ransomware e che dall’inizio del 2025 già due aziende sono state costrette a richiedere la Cig a causa del ransomware”.

“Con la nostra proposta introduciamo dei punti chiave fra cui il divieto di pagamento del riscatto per i soggetti del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e proponiamo un piano nazionale di azione e di supporto a imprese e Pubblica amministrazione.
Disincentivare il mercato del ransomware e rendere la vita difficile ai cybercriminali è fondamentale anche perché quei soldi vengono spesso usati per destabilizzare i sistemi democratici o per finalità di terrorismo".
"Pagare il riscatto non può essere perciò la soluzione. Lo Stato deve essere la rete di sicurezza che aiuta chi denuncia, non chi cede ai riscatti. Chi collabora, va sostenuto. Chi tace, va sanzionato”, ha concluso Mauri.

 

04/04/2025 - 20:33

 “È assurdo e profondamente sbagliato trasformare il disegno di legge Sicurezza in un Decreto Legge. Il governo, ancora una volta, sfregia il lavoro parlamentare e lo fa nel silenzio assordante della maggioranza, incapace di prendere parola o responsabilità. Siamo al trasformismo più spudorato, un vero e proprio gioco delle tre carte. Un esercizio di illusionismo politico che umilia le istituzioni e prende in giro i cittadini. Dopo essere stati costretti a far togliere alcune norme contro cui abbiamo condotto un'opposizione durissima – sia alla Camera che al Senato – e su cui, durante l’esame parlamentare e le audizioni, erano emerse evidenti criticità, ora il governo è costretto a correggerle. Ma lo fa con la scusa di un nuovo Decreto, introducendo misure che non hanno nulla di urgente. Nessuna emergenza, nessuna giustificazione per l’uso dello strumento straordinario del Decreto Legge. E lo dimostra lo stesso governo: quelle misure erano pronte da novembre 2023. Sono passati più di 16 mesi. Dov’è l’urgenza? La verità è che si cerca di introdurre misure contro il dissenso proprio in un momento in cui cresce la protesta, aumentano le preoccupazioni e l'incertezza economica. In un tempo in cui la destra dei falsi patrioti ha gettato nella crisi le economie mondiali, si cerca di soffocare le voci critiche. Il Parlamento viene svuotato, i diritti compressi, il dissenso criminalizzato. Ma noi non ci stiamo. Continueremo a dare battaglia, nelle aule e nelle piazze, contro un governo che ha perso ogni senso del limite democratico.”

Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri.

01/04/2025 - 20:19

"Ancora una volta il governo e la maggioranza dimostrano di non essere all’altezza delle sfide che il comparto della sicurezza impone. Il provvedimento in discussione si rivela del tutto insufficiente e privo di una visione strategica. È così povero di contenuti che risulta difficile persino votare contro. Ma proprio per questo è altrettanto complicato votare a favore". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale sicurezza del Partito Democratico, annunciando il voto di astensione del Gruppo dem al ddl sull’organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia, delle Forze armate e dei Vigili del fuoco.

"Abbiamo assistito – ha aggiunto l’esponente Pd - all’ennesima occasione persa: ogni volta che questa maggioranza affronta il tema delle forze dell’ordine, lo fa in modo demagogico, con aumenti di pene e nuovi reati, oppure non fa nulla. Qui siamo di fronte a un provvedimento che non risponde alle reali esigenze di chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese. Eppure, stiamo parlando di corpi dello Stato che sono riconosciuti come eccellenze a livello internazionale, come dimostrano le operazioni delle nostre forze dell’ordine nei teatri esteri e gli interventi dei Vigili del Fuoco nelle emergenze globali."

"Questi professionisti – ha concluso Mauri - meritano molto di più. Meritano un investimento concreto in termini di risorse economiche, stipendi adeguati e politiche abitative per gli operatori della sicurezza, spesso costretti a lavorare in città con costi della vita insostenibili. E invece cosa fa questo governo? Nulla di tutto ciò. Addirittura, riduce i tempi di formazione per commissari e vicecommissari, rischiando di compromettere la qualità della preparazione e, di conseguenza, la sicurezza di tutti. Se il governo vuole davvero investire nella sicurezza e nel benessere degli operatori, smetta con le misure di facciata e cominci a lavorare seriamente per garantire organici adeguati, stipendi equi e una formazione di qualità. Ma temo che non siano le persone giuste per farlo".

28/03/2025 - 19:05

"Ancora una volta il Governo mente sui centri in Albania. Non è vero che il trasferimento dei migranti nel CPR in Albania non comporterà costi aggiuntivi. La realtà è infatti ben diversa da come la descrive il ministro dell’Interno". Così in una nota il responsabile sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri, che spiega: "i costi saranno rilevanti perché occorrerà prevedere risorse per il trasferimento delle persone trattenute nei Cpr italiani verso l'Albania. Non si tratta di un semplice trasferimento, ma di operazioni complesse dal punto di vista logistico e che richiederanno personale e mezzi ad hoc.  Inoltre, come avviene per i rimpatri veri e propri, sarà necessaria la scorta della Polizia di Stato, con un impiego significativo di agenti e mezzi. La stessa scorta che poi sarà necessaria per il rimpatrio vero e proprio verso il Paese d'origine. Il risultato è un raddoppio secco dei costi.

Non solo: chi non sarà rimpatriato entro i tempi massimi di trattenimento dovrà essere riportato in Italia, aumentando ancora di più le spese di trasferimento. E tutto questo per una struttura che, a detta dello stesso Piantedosi, può ospitare solo 49 persone. Numeri del tutto irrilevanti. Più che un intervento risolutivo, questa operazione appare come una mossa di facciata per coprire un enorme spreco di risorse pubbliche. Ma la pezza è peggio del buco, perché i costi continueranno ad aumentare. E a pagarli saranno gli italiani."

 

 

28/03/2025 - 10:08

“I dati sono inequivocabili: l’Italia è costantemente sotto attacco nel cyberspazio e il governo continua a ignorare un’emergenza nazionale che sta mettendo in ginocchio imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini. Non servono altri allarmi: serve agire subito”.

Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sicurezza del partito, commentando i dati pubblicati dal nuovo Cyber Index 2024 di Confindustria e dal rapporto aggiornato di febbraio dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

“Secondo il Cyber Index, l’85% delle PMI italiane non è consapevole dei rischi cyber. Parliamo della spina dorsale del nostro sistema economico, completamente esposta a una minaccia crescente. Il rapporto ACN di febbraio conferma che il ransomware è oggi il principale pericolo cyber, tenuto conto anche che negli ultimi 12 mesi, si sono verificati oltre 150 attacchi ransomware pubblicamente noti nel nostro Paese. E che solo nei primi mesi del 2025 ben due aziende italiane sono già state costrette alla cassa integrazione a causa di attacchi informatici. I ransomware sono una vera emergenza nazionale.”

“In questo quadro, il Governo Meloni è rimasto fermo, ignorando ripetuti allarmi e bloccando in Commissione una nostra proposta concreta per rafforzare la resilienza cibernetica del sistema Paese. È inaccettabile. Non basta parlare di cybersicurezza nei convegni o rilasciare dichiarazioni preoccupate: è il momento di passare ai fatti.”

“Per questo abbiamo depositato una Proposta di Legge organica contro gli attacchi ransomware, che contiene misure puntuali per: rafforzare la prevenzione, sostenere chi viene colpito e interrompere i flussi di denaro verso gruppi criminali e potenze ostili.”

“Se il governo dimostrerà interesse ci troverà pronti a discuterne senza pregiudizi. Ma non si può più perdere tempo. Ogni giorno di ritardo significa nuovi ricatti, nuove perdite economiche e nuovi rischi per la nostra democrazia. La cybersicurezza non è più solo un tema tecnico: è una priorità nazionale”.

Così in una nota Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale per la sicurezza.

 

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