"Dopo l' incontro di oggi al Ministero per le Imprese ed il Made in Italy resta molto alta la preoccupazione per le prospettive del gruppo Marelli. Si tratta di difendere un presidio produttivo fondamentale per il Paese e garantire l' occupazione. Ribadiamo la richiesta al Governo di mettere in atto tutte le iniziative necessarie a garantire la continuità produttiva. Ci riserviamo di assumere tutte le iniziative parlamentari utili". Così Andrea De Maria e Virginio Merola deputati PD.
"Questo provvedimento si limita a porre rimedio a un errore originato all’interno di una più ampia e ingiusta controriforma fiscale portata avanti dal governo. Una riforma che disattende il principio costituzionale di progressività e alimenta le diseguaglianze, tra cittadini e territori". Lo ha detto in Aula alla Camera Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Bilancio, annunciando l’astensione sul decreto Irpef.
"Non corrisponde al vero – ha aggiunto l’esponente dem - che vi sia una riduzione del carico fiscale in Italia. I dati, anche quelli ufficiali del governo, mostrano un aumento della pressione fiscale di oltre il 13%, con 370 milioni di prelievo in più, colpendo in particolare lavoratori dipendenti e pensionati. L’inflazione, non compensata da una reale indicizzazione, produce un effetto di drenaggio fiscale che viene ignorato colpevolmente. Nel frattempo aumentano le ingiustizie: comuni e regioni, a causa dell’aumento delle imposte sostitutive volute dal governo, sono costrette ad alzare le addizionali IRPEF, mentre il caos normativo dell’attuale IRPEF produce ben sette aliquote marginali effettive. Si colpiscono i lavoratori medi, come dimostra l’assurdo caso di un’aliquota marginale del 56% per redditi da 35mila euro".
"Il Partito Democratico – conclude Merola – propone un sistema più equo, ispirato al modello tedesco, fondato su un’imposta progressiva continua. Serve una vera riforma, non propaganda. I cittadini meritano verità, equità e giustizia fiscale. Ma per voi l’importante non è rimediare a uno sbaglio. Per voi l’importante è riuscire a introdurre un sistema che vanifica la progressività fiscale e la giustizia fiscale nel nostro Paese”.
“Non esiste alcuna reale riduzione delle tasse, in particolare per i lavoratori dipendenti e il ceto medio. Il governo continua a raccontare una narrazione falsa, mentre la pressione fiscale aumenta e le disuguaglianze si aggravano”. Lo dichiara il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, commentando l’allarme lanciato dall’Ufficio parlamentare di bilancio sul regime a tre aliquote IRPEF.
“Il problema principale – spiega l’esponente dem – è che non si interviene sull’effetto dell’inflazione e del cosiddetto fiscal drag: gli aumenti contrattuali ottenuti grazie all’azione sindacale vengono di fatto riassorbiti dalla crescita della tassazione. Un paradosso intollerabile, in cui chi lavora e produce si ritrova penalizzato, senza che il governo faccia nulla per correggere questa distorsione. Inoltre, le riduzioni di risorse a Comuni, Province e Regioni stanno determinando aumenti della fiscalità locale, aggravando ulteriormente il carico fiscale sui cittadini, soprattutto su chi già paga l’IRPEF. Siamo davanti a un sistema sempre più iniquo. Mentre la pressione fiscale cresce, il governo continua a proporre nuove rottamazioni. Salvini invoca una ‘pace fiscale’ che di fatto si traduce in una nuova ondata di condoni. Ma i risultati sono fallimentari: al concordato preventivo ha aderito solo il 13% dei contribuenti. Così si incentiva solo l’attesa del prossimo condono, disincentivando i pagamenti regolari”.
“Questa non è lotta all’evasione, né riduzione delle disuguaglianze – conclude Merola – è la resa dello Stato alle spinte corporative e agli interessi particolari, a scapito dell’interesse generale del Paese. La verità è che si riduce il peso delle imposte progressive a favore di quelle sostitutive: oggi solo il 40% delle entrate fiscali deriva da tasse realmente progressive. Si sta svuotando l’IRPEF e con essa l’autonomia finanziaria degli enti territoriali. Il risultato è un sistema fiscale sempre più insostenibile, che genera disparità crescenti tra territori, generazioni e cittadini”.
“Il capogruppo di fratelli d’Italia Bignami dichiara oggi che contestare i provvedimenti del ministro Valditara è al limite dell’eversione e diseducativo. Quando era all’opposizione non ha fatto altro dunque che essere eversivo, seguendo il suo pensiero odierno. Oggi vuole la dittatura della maggioranza, e quanto questo sia antidemocratico e antieducativo e’ evidente a chi conosce la Costituzione. Ma sono certo che il giorno che cambieranno la Costituzione per il proprio potere, renderanno obbligatorio nelle scuole imparare il testo a memoria” così il capogruppo democratico in commissione Finanze della Camera, Virginio Merola, replica al capogruppo Bignami che ha attaccato l’assessore alla scuola di Bologna, Daniele Zara per le sue critiche ai nuovi programmi proposti dal ministro Valditara.
"Abbiamo partecipato al tavolo per la Perla convocato presso il Ministero competente, dove si è presentata la nuova proprietà. Si conferma che la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, delle loro Organizzazioni Sindacali, il lavoro comune di tutte le istituzioni, hanno raggiunto un risultato di grandissimo valore. Davvero oggi è una bella giornata per il Paese e per Bologna. Continueremo a seguire i passaggi successivi con il massimo impegno e attenzione come abbiamo fatto fino ad ora. Come verificheremo che il Governo rispetti gli impegni presi relativamente al riconoscimento degli ammortizzatori sociali a quella parte di lavoratrici che ancora non sono coperte".
Così Andrea De Maria e Virginio Merola, deputati PD
Serracchiani e Merola: “Serve chiarezza e trasparenza, il governo deve rispondere”
Il Partito Democratico annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare sul cosiddetto “risiko bancario”, a firma della responsabile nazionale Giustizia, Debora Serracchiani, e del capogruppo alla Camera in Commissione Finanza, Virginio Merola, a seguito della richiesta di informativa sul tema espressa in Aula alla Camera dal deputato dem Bruno Tabacci. “È fondamentale fare piena luce sulle dinamiche che coinvolgono importanti gruppi finanziari italiani, sul ruolo del governo e sugli intrecci politici evidenziati dal servizio di Report”, dichiarano Serracchiani e Merola. “Si evidenziano dinamiche poco trasparenti e un ruolo del governo che appare direttamente coinvolto attraverso alcuni suoi esponenti, con scelte che sollevano legittimi dubbi, come l’applicazione limitata della Golden Power”. L’interrogazione intende inoltre fare chiarezza sui potenziali conflitti di interesse emersi dal servizio di Report, come la presenza di partecipazioni non dichiarate da parte del capo di gabinetto della presidente Meloni, Gaetano Caputi, in società operanti nel settore bancario. “Siamo convinti che chi ricopre responsabilità istituzionali debba evitare ogni situazione che possa configurare un conflitto di interessi”, concludono Serracchiani e Merola. “Il Parlamento deve essere pienamente coinvolto in queste vicende e non può essere tenuto all’oscuro di scelte così importanti per l’economia e la trasparenza del Paese”.
“È del tutto ingiustificabile che il sito delle Agenzie delle Entrate anche questa mattina, dopo l'ennesimo blocco avvenuto il 16 maggio scorso, sia di nuovo non funzionante. Il portale, gestito da Sogei, anche oggi non permette l'invio delle dichiarazioni fiscali per il tilt dei servizi telematici. Mi auguro un altro pronto intervento di ripristino di tutte le funzionalità ma restano aperte e non ancora spiegabili le responsabilità di gestione di uno strumento così importante per i tanti professionisti che anche oggi si trovano impossibilitati a inviare le loro dichiarazioni fiscali in scadenza”. Così in una nota il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in Commissione Finanze.
“Le lavoratrici e i lavoratori della Perla e la comunità bolognese hanno avuto oggi i risultati per cui si sono battuti con unità e determinazione, insieme alle istituzioni: nuova proprietà, nuove assunzioni, impegno a estendere cassa integrazione per le lavoratrici non ancora coperte da ammortizzatori sociali. Il ministro ha dato queste notizie che ora dovranno tradursi in atti conseguenti. E su questo vigileremo, insieme ai sindacati, che ringrazio per la loro azione incisiva, competente e unita“
Così il deputato democratico Virginio Merola.
A rischio la sicurezza dei cittadini
“Il governo continua a colpire i territori con tagli insostenibili che mettono a rischio la sicurezza e la vivibilità delle nostre comunità. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere conto delle gravi riduzioni di risorse destinate alla manutenzione straordinaria della viabilità provinciale e metropolitana”. Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“La nota del Ministero del 16 maggio 2025 – prosegue l’esponente dem – conferma una nuova decurtazione delle risorse previste dal decreto n. 101/2022, che si somma ai tagli già stabiliti nella Legge di Bilancio per il 2025 e dal decreto-legge n. 202/2024, per un totale di 175 milioni di euro in meno nel biennio 2025-2026. Si riducono inoltre drasticamente gli stanziamenti previsti dalla legge n. 205/2017, con un taglio complessivo di 660 milioni entro il 2029.”
“A lanciare l’allarme – conclude Merola – sono direttamente i territori, preoccupati per lo stop a cantieri cruciali soprattutto nelle aree interne colpite da alluvioni e calamità. In Emilia-Romagna le province perdono fino al 70% delle risorse previste: Bologna, ad esempio, perderà 6,9 milioni di euro tra il 2025 e il 2026. Chiediamo al ministro Salvini come intenda garantire sicurezza e accessibilità per i cittadini, di fronte a un evidente disimpegno dello Stato”.
Subito Stati generali dei Giochi per riscrivere norme
“I dati sul gioco d’azzardo, sia fisico che online, sono inequivocabili e al tempo stesso inquietanti. C’è voluta l’ennesima interrogazione del gruppo Pd per vedere finalmente concessi i numeri del gettito del giocato nel nostro Paese che ci consegnano una realtà ancora più grave di quella immaginata. Nel 2024 il totale del giocato è stato di oltre 157 miliardi, 6,5% in più rispetto al 2023, con una sostanziale stabilizzazione del gioco fisico che è in attesa della riforma di settore ed un aumento concentrato sul gioco online che la riforma l’ha già avuta, godendo dei conseguenti benefici. Dal sistema giochi nelle casse dello Stato vanno poco più di 11 miliardi, una cifra importante ma irrisoria rispetto al totale della raccolta i cui benefici sono ad appannaggio dei grandi interessi. Senza contare che per anni il ministero dell’Economia e delle Finanze, ha giustificato l’incremento dei giochi sotto l’ombrello statale per debellare i fenomeni degenerativi che l’azzardo produce, a tutto beneficio delle casse erariali. I dati, oggi, ci dicono il contrario sia sul versante dell’aumento delle situazioni di regressività sociali, economiche e dell’illegalità prodotte da questo fenomeno e sia dalle somme di denaro che rimangono nelle tasse dell’Erario”.
Così i deputati democratici Stefano vaccari, segretario di presidenza della Camera, e Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Resta ancora da capire - aggiungono - ed insisteremo per avere anche questi dati, quanti soldi spende lo Stato per contrastare malaffare ed illegalità presente anche nel comparto del gioco legale e il preoccupante fenomeno della ludopatia che colpisce ogni anno migliaia e migliaia di cittadini. Tema autorevolmente segnato anche dalla Corte dei Conti che ha segnalato, in una relazione depositata in Parlamento, come il gioco d’azzardo continua a presentare risvolti anche patologici e costi sociali non trascurabili. Cosa rimane dunque di quegli 11 miliardi non è dato sapere e tantomeno la regressione culturale e sociale di un Paese che investe sul gioco d’azzardo. Si fermi dunque il governo con le sue riforme di parte - concludono - e convochi gli Stati generali dei Giochi, con tutti i portatori di interesse, per una riflessione congiunta che consenta di riscrivere le norme mettendo al centro le persone e tenendo conto delle criticità ormai evidenti”.
"Le notizie sulla stampa che danno evidenza delle motivazioni della richiesta di archiviazione dell'inchiesta sulla strage di Ustica, confermano che si è trattato di un atto di guerra ma, soprattutto, ribadiscono che non c’è stata nessuna collaborazione da parte di Paesi nostri alleati nell’indicare i responsabili dell’abbattimento. Il Governo italiano tace. Ci auguriamo che non si lasci cadere la richiesta di completa verità, con iniziative adeguate verso gli altri Paesi.
Non si può prendere meramente atto di una situazione che offende la memoria delle vittime, le aspettative dei familiari e la dignità dell'Italia. La statura di un paese si capisce quando è il momento di alzarsi per fare rispettare la giustizia e il rispetto per i propri cittadini". Così il deputato democratico, Virginio Merola.
"Le nuove drammatiche notizie di episodi di criminalità a Bologna suscitano preoccupazione. Serve l' unità di tutte le istituzioni e di tutte le forze politiche. Servono presidio del territorio e politiche di inclusione e accoglienza. Occorre garantire a Bologna, vista la complessità del contesto, la giusta presenza anche quantitativa delle forze dell'ordine, come abbiamo chiesto in un'interrogazione parlamentare, che attende ancora risposta dal Governo. Sarebbe facile rispondere alla propaganda della destra ricordando le competenze in materia di ordine pubblico. O ricordando che, rispetto all' ultimo episodio, siamo di fronte ad un decreto di espulsione non eseguito. Ma è un gioco a cui non intendiamo prestarci. Ognuno faccia la sua parte con serietà e responsabilità. Sapendo che la sicurezza dei cittadini e un diritto che va garantito".
Così Andrea De Maria e Virginio Merola, deputati PD
"Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) è stato chiaro: la flat tax non solo è ingiusta, ma danneggia l’economia e ostacola la crescita. Serve ampliare la base imponibile e tornare a un sistema fiscale equo e progressivo. Lo dice un organismo internazionale, non un presunto complotto della sinistra, come questa destra ama raccontare". Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
"Il governo - conclude Merola - continua a difendere uno strumento sbagliato, ideologico, che tutela pochi a scapito di molti. È appiattito sugli interessi delle proprie corporazioni di riferimento, tra condoni e privilegi. Ma la verità è che un fisco giusto e progressivo è nell'interesse di tutti, non solo di chi ha già molto".
"Finalmente ieri il governo pare abbia risolto la questione degli acconti Irpef per il 2025, che saranno calcolati correttamente in base alle tre aliquote attualmente in vigore e non più secondo le quattro precedenti. Un intervento necessario e atteso, previsto dal decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri, che corregge una stortura evidenziata prima dai Caf Cgil e successivamente dal Partito Democratico in un question time presentato in Commissione Finanze lo scorso 26 marzo”. Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Rimane ancora aperta e urgente - prosegue l’esponente dem - la questione dei redditi più bassi, in particolare quelli compresi tra 8.500 e 9.000 euro, che a causa delle modifiche fiscali introdotte da questo governo rischiano una perdita secca di 1.200 euro all’anno. Il 29 gennaio scorso, la rappresentante del governo aveva annunciato un impegno all’estensione del trattamento integrativo, attraverso una revisione dei criteri di spettanza per garantire un sostegno maggiore ai lavoratori a più basso reddito”.
“Ora attendiamo - conclude Merola - che a quell’impegno seguano atti concreti: non possiamo accettare che le fasce più fragili vengano lasciate indietro da una riforma fiscale che dovrebbe invece tutelarle”.
“Dopo l’ennesimo incidente mortale sulla tangenziale di Bologna, che il 10 aprile ha causato la morte di un operaio e il ferimento di altri due uomini, diventa non più rinviabile un intervento strutturale per la messa in sicurezza di una delle arterie più trafficate del Paese. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.” Lo dichiarano Marco Simiani e Virginio Merola, capigruppo del Partito Democratico rispettivamente in Commissione Ambiente e Finanze della Camera che oggi si sono recati sul posto dell’incidente.
"Il progetto del Passante di Bologna – spiegano – rappresenta un'infrastruttura strategica per l’intero sistema viario nazionale, incrocio chiave tra i flussi Nord-Sud ed Est-Ovest della penisola. Eppure, nonostante gli annunci, i cantieri sono ancora fermi. Parliamo di un'opera attesa da oltre trent'anni, presentata da Autostrade per l’Italia come modello all’avanguardia già nel 2022, con un investimento di 3 miliardi di euro che continua a rimanere bloccato."
“Il ritardo nell’approvazione del piano economico-finanziario di Aspi da parte del Governo – sottolineano Simiani e Merola – rischia di compromettere definitivamente l’opera, con un costo stimato di 350 milioni di euro l’anno in termini di competitività persa per il tessuto produttivo, in particolare per le imprese della logistica e della manifattura.”
Con l’interrogazione, i due deputati Pd chiedono a Salvini quali urgenti iniziative intenda adottare per sbloccare il progetto e garantire la realizzazione del Passante di Bologna, anche attraverso lo stanziamento delle necessarie risorse finanziarie.