“Dopo l’ennesimo incidente mortale sulla tangenziale di Bologna, che il 10 aprile ha causato la morte di un operaio e il ferimento di altri due uomini, diventa non più rinviabile un intervento strutturale per la messa in sicurezza di una delle arterie più trafficate del Paese. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.” Lo dichiarano Marco Simiani e Virginio Merola, capigruppo del Partito Democratico rispettivamente in Commissione Ambiente e Finanze della Camera che oggi si sono recati sul posto dell’incidente.
"Il progetto del Passante di Bologna – spiegano – rappresenta un'infrastruttura strategica per l’intero sistema viario nazionale, incrocio chiave tra i flussi Nord-Sud ed Est-Ovest della penisola. Eppure, nonostante gli annunci, i cantieri sono ancora fermi. Parliamo di un'opera attesa da oltre trent'anni, presentata da Autostrade per l’Italia come modello all’avanguardia già nel 2022, con un investimento di 3 miliardi di euro che continua a rimanere bloccato."
“Il ritardo nell’approvazione del piano economico-finanziario di Aspi da parte del Governo – sottolineano Simiani e Merola – rischia di compromettere definitivamente l’opera, con un costo stimato di 350 milioni di euro l’anno in termini di competitività persa per il tessuto produttivo, in particolare per le imprese della logistica e della manifattura.”
Con l’interrogazione, i due deputati Pd chiedono a Salvini quali urgenti iniziative intenda adottare per sbloccare il progetto e garantire la realizzazione del Passante di Bologna, anche attraverso lo stanziamento delle necessarie risorse finanziarie.
“Un sistema fiscale funziona se fa vera lotta all’evasione e se riscuote davvero le tasse. Questa destra al governo, la destra delle tasse come pizzo di Stato (Meloni dixit) non vuole o non è in grado di farlo. Il grosso dei recuperi di evasione è dato dalle sanatorie e condoni e le riscossioni non riescono a scalfire la montagna di arretrati. Troppe procedure, troppe dilazioni, troppe tappe giudiziarie. Adesso parlano di semplificare. Volete un esempio? Propongono di introdurre la possibilità di saldare il debito fiscale in un massimo di 120 rate mensili, senza l'applicazione di interessi. Questa è la riforma delle tasse come pizzo di Stato: per favore, in cambio dei nostri favori, pagate qualcosa…ma ai lavoratori dipendenti e ai pensionati si preleva direttamente, senza rate e senza sconti”. Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“In maniera del tutto opaca e priva di comunicazione adeguata, per il calcolo degli acconti Irpef e delle relative addizionali in sede di dichiarazione dei redditi 2024, si applicheranno ancora le aliquote del 2023, più elevate. Questa operazione rappresenta un vero e proprio prestito forzoso a tasso zero imposto dallo Stato ai contribuenti, senza alcun preavviso e senza possibilità di scelta, costretti a versare somme eccedenti rispetto a quanto realmente dovuto, di cui lo Stato beneficerebbe per un importo complessivo di circa 2 miliardi di euro;
il Governo, invece di ridurre il carico fiscale, sta utilizzando artifici contabili per nascondere un aumento temporaneo della pressione fiscale, posticipando il rimborso delle somme prelevate con un effetto ingiusto e penalizzante;
l'assenza di un reale criterio di progressività nella nuova Irpef evidenzia un’ingiustizia di fondo che grava sui lavoratori dipendenti e pensionati, mentre premia chi ha redditi elevati;
la mancata considerazione di misure compensative adeguate per le fasce più deboli mina il principio costituzionale di equità fiscale e redistribuzione della ricchezza.Questa settimana presenteremo una interrogazione a risposta immediata in commissione finanze per chiedere al Governo dati , trasparenza e quali misure per evitare questa ennesima ingiustizia”. Lo dichiara Virginio Merola capogruppo PD in commissione finanze di Montecitorio.
'Oggi alla Camera abbiamo ascoltato la versione fascista sul Manifesto di Ventotene. Una versione truffaldina e indegna, che nega le radici della nostra Repubblica democratica e della Costituzione. La risposta migliore è: fate diffusione sui social dell’intervento alla Camera di Federico Fornaro a nome del Pd". Così il deputato dem Virgilio Merola.
“Si apprende dal viceministro Leo che sarebbe pronta l'ennesima lenzuolata di condoni. Il PD rimane fermamente convinto che questa non sia la strada giusta. La politica delle rottamazioni e il continuo via libera all'evasione fiscale minano la credibilità del sistema, riducono il tasso di adesione spontanea e sottraggono risorse fondamentali per garantire un welfare universale, dalla sanità all’istruzione, fino all’assistenza per tutti i cittadini.”
Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, commentando l’ipotesi di una nuova riapertura dei termini per aderire al concordato preventivo biennale e l’estensione della conciliazione giudiziale anche ai ricorsi pendenti in Cassazione prima del 5 gennaio 2024.
"Davanti al Museo di Ustica a Bologna, insieme alla associazione dei familiari delle vittime e a tanti cittadini, abbiamo ribadito che dove è costretta a fermarsi la magistratura, deve intervenire il governo per chiedere con forza che i nostri alleati europei collaborino seriamente ad affermare la verità e a fornire le dovute informazioni su chi è responsabile dell’abbattimento di un areo civile in tempo di pace. Senza verità non può esserci piena giustizia. La nostra dignità come Paese richiede una azione decisa politica e diplomatica. Il governo risponda e intervenga”. Così il deputato del Pd ed ex Sindaco di Bologna, Virginio Merola.
“La notizia che la magistratura chiede l’archiviazione per l’indagine su Ustica e comunque conferma che si trattò di un attacco missilistico, rende indispensabile che il Governo italiano chieda con decisione ai Paesi alleati, a cominciare dalla Francia, di collaborare con informazioni adeguate al lavoro della magistratura. Dopo 45 anni non possiamo rassegnarci a raggiungere la piena verità, come ribadito dal Presidente della Repubblica Mattarella” così una nota del deputato democratico Virginio Merola.
“Penso a Papa Francesco, alle notizie quotidiane sulla sua salute. In un mondo pieno di sofferenze, aggiunge la sua e testimonia la sua fede. Questo mi rende ancora più chiaro perché lo ammiro: perché c’è una differenza essenziale tra professare una religione e praticare una fede”. Lo scrive su Facebook il deputato dem Virginio Merola, capogruppo in Commissione Finanze. “Per il credente cristiano – aggiunge il parlamentare PD - l’altro mondo è già qui, è seguire Gesù in questo mondo, non rinviare nell’attesa della salvezza finale”.
“Io non so pregare come un sincero credente, ma mi commuove e mi fa partecipe della speranza di una sua guarigione un sentimento, una preghiera laica: prego perché sia sempre viva una vita come quella di Papa Francesco” conclude Merola.
“Il governo ha completamente espropriato il Parlamento sul tema della riforma fiscale avocando a sé la discussione con una delega, mentre aumenta l'iniquità e l'ingiustizia fiscale. Noi siamo per l'uguaglianza sociale, per l'equità tra i contribuenti. Pensiamo che bisogna rispettare il principio costituzionale della progressività fiscale anche nella discussione sul questo provvedimento. Non è più possibile ignorare che il 40 per cento delle imposte pagate risponde a criteri di progressività fiscale e il 60 per cento è fatto da imposte sostitutive e da tassazioni proporzionali che nulla hanno a che fare con la progressività fiscale, dove l'85 per cento dell'Irpef è pagato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Alla luce di questi dati, che senso ha parlare di rottamazioni? Demolite la progressività fiscale e continuate a fare parti uguali fra diseguali. Sarebbe importante distinguere tra il contribuente onesto e veramente in difficoltà e gli altri, ma questo non è nelle intenzioni di questo governo”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Virginio Merola, capogruppo dem in commissione Finanze, esprimendo il voto contrario del Pd al ddl riordino del sistema sanzionatorio in materia finanziaria.
“Il governo – ha concluso Merola - invece di preoccuparsi, accelerando i tempi di una riforma del testo unico della finanza e di introdurre regole che rispondono e che indicano ai mercati il rispetto delle regole alle grandi società con i loro azionisti rilevanti che chieda un'effettiva trasparenza, rinvia le decisioni senza indicare qual è la strada che vuole percorrere, e in modo anomalo si fa parte in causa della sfida finanziaria e appoggia una cordata di imprenditori bancari rispetto agli altri. Servirebbero regole meno invadenti con maggiore spazio alle Authority. Da un mercato unico europeo dei capitali vi tenete ben lontani, proponendo riforme e deleghe in bianco, fuori dai tempi e dal contesto effettivo che sta vivendo il nostro Paese, riproponendo rinvii e deleghe in bianco perché più che una necessità per voi è una scelta, quella di non intervenire per salvaguardare interessi di parte”.
Dichiarazione di Virginio Merola, deputato Pd
A fianco del popolo Ucraino per la sua libertà e indipendenza. In questi momenti bisogna tenere fermo che una pace giusta non è una resa al dittatore Putin , che L’Ucraina insieme all’Europa deve partecipare alle trattative, che l’Europa sarà ancora libera e unita se lo sarà l’ Ucraina. Così il deputato Pd Virginio Merola dopo aver partecipato alla manifestazione della comunità ucraina di Bologna.
“Il decreto Milleproroghe è l’ennesima dimostrazione di una politica fatta di misure parziali e di corto respiro. Il governo Meloni punta al consenso immediato senza affrontare riforme strutturali. Sulla Sanità, il governo ha annunciato interventi sulle liste d’attesa, approvando un decreto per aumentare le risorse, ma solo per la sanità privata accreditata. Tuttavia, i decreti attuativi non sono stati ancora emanati, e il disegno di legge per affrontare la carenza di personale sanitario è fermo da mesi. Inoltre, il Milleproroghe avrebbe dovuto concedere alle Regioni maggiore flessibilità di spesa sanitaria (utilizzando lo 0,7 per cento del fondo sanitario nazionale), ma questa misura è scomparsa dal testo definitivo. Nel frattempo, milioni di italiani rinunciano alle cure, la sanità privata cresce a scapito della pubblica, e la migrazione sanitaria dal Sud al Nord pesa per 5 miliardi di euro. Il governo non investe risorse adeguate, accompagnando di fatto il sistema verso una privatizzazione progressiva”. Lo ha detto in Aula alla Camera Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, durante la discussione generale sul decreto Milleproroghe.
“Il governo – conclude Merola - riapre i termini per accedere alla cosiddetta ‘Rottamazione-quater’ delle cartelle esattoriali, per i debitori decaduti a seguito del mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate previste, mentre prepara la quinta, senza distinguere tra chi è realmente in difficoltà e chi sfrutta il meccanismo per rinviare i pagamenti. Le precedenti quattro rottamazioni hanno lasciato un buco di 21,6 miliardi sui 64,5 previsti, e ora la maggioranza discute se destinare altri 5,2 miliardi a una nuova rottamazione o 3-4 miliardi alla riduzione delle aliquote IRPEF. Il governo, mentre non stanzia fondi per medici e infermieri e impone tagli agli enti locali, favorisce chi può evadere le tasse, penalizzando i lavoratori dipendenti e compromettendo equità fiscale e welfare. Altro che quinta rottamazione, questo governo sta rottamando il Paese”.
Comprendiamo le difficoltà di milioni di famiglie e imprese italiane che si trovano a dover fronteggiare arretrati fiscali ingenti, ma la soluzione proposta dalla Lega con la ‘rateizzazione lunga’ rischia di essere solo un palliativo, senza affrontare il nodo centrale: un sistema fiscale più giusto ed equo per tutti.”
Lo dichiara Virginio Merola, deputato e capogruppo Pd in commissione Finanze, in risposta alle dichiarazioni di Alberto Luigi Gusmeroli (Lega), presidente della commissione Attività produttive alla Camera.
“Il vero problema - aggiunge l’esponente dem - è l’iniquità fiscale che pesa su lavoratori dipendenti e pensionati, mentre alcuni segmenti economici continuano a beneficiare di vantaggi sproporzionati. Anziché limitarsi a dilazionare i debiti fiscali accumulati e proporre condoni agli evasori che incentivano l’infedeltà fiscale, il governo dovrebbe concentrarsi su una riforma complessiva dell’Irpef che riduca le disuguaglianze e garantisca un sistema più sostenibile per tutti, soprattutto per il ceto medio, i lavoratori dipendenti e le categorie a basso reddito.”
“Il Partito Democratico - conclude Merola - è favorevole a misure che aiutino chi è in difficoltà, ma serve un approccio responsabile: lotta all’evasione, riduzione della pressione fiscale per chi paga regolarmente e un sostegno mirato per chi si trova in situazioni di reale emergenza economica. Non distinguere tra le persone in vera difficoltà e chi ne approfitta per rinviare il pagamento delle tasse dopo la prima rata aggiunge iniquità e conferma i propositi di evasione.”
“Confindustria evidenzia in modo molto netto come i dazi imposti da Trump sia uno strumento ‘estremamente distorsivo’ e nel caso dell’Italia ‘le connessioni sono estreme e profonde’. Oramai gli effetti disastrosi che la politica dei dazi della nuova amministrazione americana avranno sul nostro Paese e sull’economia globale sono chiari a tutti, restiamo, tuttavia, in attesa di sapere quale sia la posizione del governo italiano. Sono giorni che Giorgia Meloni è sparita dai radar, ma oltre a fare l’influencer, si dà il caso che lei sia anche la presidente del consiglio e questo suo prolungato silenzio su questioni cruciali, mentre la nostra economia è visibilmente in affanno, rischia di avere effetti devastanti sul nostro tessuto imprenditoriale, fortemente dipendente dall’export”. Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, commenta la nota del Centro Studi di Confindustria, che ha evidenziato il ruolo chiave degli Stati Uniti come primo mercato extra-UE per l’export italiano, con vendite pari a 65 miliardi di euro nel 2024 e un surplus commerciale vicino ai 39 miliardi.
“L’Italia e l’Ue – conclude Merola - non possono permettersi di essere ostaggi di una politica commerciale americana protezionista e miope. La patriota Meloni prenda le distanze da Trump e dimostri di voler difendere le imprese italiane, il lavoro e la competitività del nostro Paese. Servono azioni concrete, non ambiguità”.
“Apprendiamo da fonti di agenzia che sarebbe al vaglio del ministero dell’Economia e delle finanze la proposta della Lega, ma anche di Forza Italia, di introdurre la quinta rottamazione delle cartelle con un allungamento del debito a dieci anni e il pagamento con una dilazione massima di 120 rate mensili. Le dichiarazioni di esponenti della maggioranza, evidentemente in contrasto tra loro, da una parte Calandrini (FdI), presidente della commissione Bilancio del Senato e dall’altra Gusmeroli (Lega), presidente della commissione Attività produttive alla Camera, mettono in evidenza le diverse posizioni all'interno della destra in merito alla possibilità di finanziare una nuova rottamazione. Se da un lato la Lega spinge per la rottamazione, dall'altro Fdi solleva dubbi sulla sostenibilità economica e le coperture necessarie. È evidente che il governo non ha una visione chiara su come affrontare la questione, ed è questo che preoccupa il Paese". Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanza.
"Il governo Meloni – aggiunge l’esponente Pd - deve chiarire se questa ennesima rottamazione a vantaggio di pochi preclude o ritarderà l’abbassamento dell’Irpef per il ceto medio. Auspichiamo che il ministro Giorgetti e il governo prendano una posizione chiara e diano risposte concrete sulla sostenibilità delle misure fiscali, evitando la confusione che sta alimentando dubbi tra le forze politiche e i contribuenti".
“L'esecutivo – conclude Merola - ha finalmente rottamato il concordato preventivo, come avevamo ammonito già dalla sua introduzione, certificando che la misura nel primo anno di sua applicazione ha dato scarsi risultati, e che quelli relativi al biennio 2026-27 saranno ancora più scarsi. La misura ha consentito ai pochi noti di poterne approfittare, ma la maggior parte dei contribuenti ha scelto di non aderire, evidentemente anche perché le previsioni per l’economia non sono delle più rosee per il prossimo futuro e non hanno reputato così conveniente fissare il livello di imposte da pagare, a prescindere dal reddito che si realizzerà nel prossimo biennio”.
“Urban Re-Start. Ridisegniamo il futuro delle nostre città”. Questo il titolo dell’evento promosso dai deputati democratici Anna Ascani, Marco Simiani, Ubaldo Pagano, Virginio Merola, Stefano Graziano e Silvio Lai, in collaborazione con Radio Parlamentare, che si svolgerà, domani, giovedì 6 febbraio, dalle ore 14.30 alle 17.00, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, in via della Missione 4. Un’occasione per discutere di rigenerazione urbana, sostenibilità e sviluppo, con istituzioni e amministratori locali. I sindaci Elena Nappi, Luca Secondi, Giuseppe Mascia, Vito Leccese, Matteo Lepore e Carlo Marino, racconteranno le loro esperienze e le proposte delle loro città. Chiuderà l’incontro Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. Modera: Cristina Del Tutto, direttore di Radio Parlamentare.
Si potranno seguire i lavori dalla Web Tv della Camera dei deputati. Per gli accrediti scrivere a: redazione@radioparlamentare.it (entro il 5 febbraio).