“La gestione della spesa pubblica da parte di questo Governo è ormai fuori controllo, come dimostra il caos sul Decreto Bollette. Gli interventi vengono ritirati e smentiti senza soluzioni concrete, confermando l'incapacità dell'esecutivo di affrontare i problemi reali del paese. Il ritiro dell'emendamento dei relatori sulla saturazione delle reti elettriche, annunciato dal Ministro Pichetto Fratin, è l'ennesima prova di come il Governo non abbia la capacità di pianificare e gestire le risorse in modo efficace. Mentre il Governo rimanda continuamente le decisioni, milioni di famiglie e imprese italiane restano in attesa di risposte concrete e tempestive. È evidente che l'esecutivo ha smarrito le leve economiche e non è più in grado di guidare il paese verso soluzioni efficaci” così i capigruppo democratici nelle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, Marco Simiani e Vinicio Peluffo.
Sui bandi per la realizzazione delle colonnine è lo stesso ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti a certificare il fallimento del suo governo, ammettendo che gli obiettivi stabiliti dal Pnrr sono da riprogrammare. La sesta relazione sullo stato di attuazione del Piano evidenzia infatti tutte le difficoltà per l’installazione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Con i bandi 2024 saranno realizzate poco più di 3.800 stazioni di ricarica rispetto alle oltre 18.000 previste, con un utilizzo dei fondi per poco più di 96 milioni di euro rispetto ai 640 disponibili, mentre si susseguono le rinunce dei soggetti che erano stato ritenuti idonei e ammessi al beneficio. Per garantire la copertura dei restanti punti di ricarica, il governo ha avviato interlocuzioni con Anas Spa e Rfi Spa, che si sono impegnate a valutare l'opportunità di contribuire alla costruzione delle colonnine, promuovendo una rete su tutto il territorio nazionale. A questo punto vorremmo conoscere quale sia il risultato di questa interlocuzione e quali siano le decisioni assunte. La nostra preoccupazione è che, viste le evidenti difficoltà dovute ad un mercato ancora immaturo ma anche ad una gestione molto approssimativa da parte del governo, l’Italia possa essere chiamata a restituire i fondi ricevuti dall’Europa. Continueremo a tenere alta l’attenzione perché non possiamo permetterci di sprecare questa opportunità.”
Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente PD in Commissione Trasporti alla Camera, primo firmatario dell’interrogazione Pd al governo presentata insieme ai deputati dem Barbagallo, Peluffo, Simiani, Ghio e Morassut.
“Altro che pontiera: la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avallato fino all’ultimo la folle politica economica di Donald Trump, accettandone le conseguenze senza battere ciglio. Adesso, però, l’Italia rischia di pagare un prezzo altissimo. L’introduzione dei nuovi dazi minaccia gravemente il Made in Italy, con il rischio di selvagge delocalizzazioni e pesanti ripercussioni occupazionali per migliaia di lavoratori. Le nostre imprese, già sotto pressione, si troveranno a competere in un contesto ancora più ostile, con danni incalcolabili per l’export e per interi settori strategici della nostra economia”. Così il capogruppo democratico nella Commissione attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo che aggiunge: “la sovranista Meloni è rimasta vittima del sovranismo. Adesso l’Italia alzi la voce in Europa il nostro Paese non può permettersi di restare a guardare mentre il proprio tessuto produttivo viene messo in ginocchio.
“Durante l’interrogazione a risposta immediata in Commissione Attività produttive, il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso ha risposto senza fornire alcuna rassicurazione concreta sulla tutela della chimica di base in Italia. Da un lato, il Governo italiano sostiene a livello europeo l’iniziativa per un EU Critical Chemicals Act, volta a preservare le produzioni strategiche della chimica di base, modernizzando e decarbonizzando gli impianti, garantendo l’accesso competitivo alle materie prime e incentivando il reshoring delle produzioni. Dall’altro, però, lo stesso Governo avalla il piano di ENI-Versalis che prevede la dismissione della chimica di base nel nostro Paese, con la chiusura di impianti fondamentali come quelli di Priolo e Brindisi.
Le conseguenze sarebbero gravissime: la filiera produttiva nazionale perderebbe un settore strategico, aumentando la dipendenza da materie prime importate, con il rischio di incrementare i costi per migliaia di aziende e mettere a repentaglio oltre 200mila posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto.
Mentre altri Paesi europei si muovono per garantire il futuro della chimica di base, l’Italia sembra andare in modo complice nella direzione opposta. Chiediamo al Governo di fare chiarezza: intende davvero difendere la competitività dell’industria italiana o vuole smantellarla?” Cosi una nota del capogruppo democratico nella commissione attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
“Urso continua con il suo atteggiamento remissivo nei confronti degli Stati Uniti, incapace perfino di condannare la sciagurata guerra dei dazi con cui l’America sta gettando nel panico le economie mondiali. Da parte sua, assistiamo a una totale assenza di visione: chiede fantasia, cautela e lungimiranza all’Unione Europea, ma sbaglia bersaglio. Sembra non rendersi conto della gravità di quanto sta per accadere: le nostre merci saranno penalizzate sul mercato americano, con un impatto diretto sul costo di molti prodotti di largo consumo in Italia e con il concreto rischio di delocalizzazione di importanti filiere produttive, causando gravi ripercussioni occupazionali. Chiediamo la ferma condanna della politica dei dazi di Trump, non un appiattimento sulle posizioni della nuova amministrazione americana. Serve una strategia commerciale nazionale lungimirante, capace di aprire nuovi mercati e costruire nuove alleanze per tutelare le imprese e i lavoratori italiani. Purtroppo, il governo osserva senza alcuna capacità d’azione”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Attività Produttive della Camera.
Mentre da tutto il mondo sindacale e delle imprese sale la giusta preoccupazione per gli effetti dei dazi voluti dall’amministrazione Trump, la presidente del Consiglio è l’unica a negare anche la realtà.
Sono paradossali le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza e del governo che cercano di sminuire la drammaticità del momento.
Ed è ancora più ridicolo l’inseguire il favore di Trump da parte della Meloni. E’ il momento di tutelare sul serio gli interessi nazionali, facendosi promotori di una risposta determinata e coesa a livello europeo.
Oggi si difende l’industria italiana se si è protagonisti a livello europeo e non accondiscendenti con un’amministrazione americana che colpisce gli interessi italiani.
Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.
“È sempre più urgente che l'ambiguo ed evanescente ministro Urso venga in Aula a riferire sui rischi, sempre più concreti, che lo scontro commerciale tra Usa e Europa porterà al nostro Made in Italy. Le eccellenze italiane, che rappresentano un export pari a 67 miliardi, rischiano il tracollo e la posizione ondivaga e remissiva del governo non è un buon segnale per tutelare il Made in Italy dai dazi. Sono necessarie azioni concrete, l'inerzia dell'esecutivo fa molto male all'economia italiana”. Così in una nota il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo PD in Commissione Attività produttive alla Camera.
“Incrociando i dati disponibili e fatte le debite proporzioni possiamo affermare che in Italia, dove sono attive oltre 110 milioni di schede sim voce che ricevono in media quasi 2 chiamate al giorno dai call center, il telemarketing selvaggio sia ormai insostenibile: si tratta di numeri esorbitanti che non solo disturbano i clienti ma che comportano spesso truffe e raggiri ai danni dei consumatori. E’ altrettanto evidente che in questa situazione il registro delle opposizioni, anche con le modifiche introdotte recentemente, non possa essere efficace. Per bloccare questo flagello abbiamo presentato due emendamenti al Decreto Bollette": è quanto dichiarano i capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Attività Produttive Marco Simiani e Vinicio Peluffo sul provvedimento in discussione a Montecitorio.
"Le due proposte sono complementari ma sono efficaci anche singolarmente. La prima costringe gli operatori e le imprese ad evidenziare nel display del telefono che l'utente sta per ricevere una chiamata di natura commerciale mentre il secondo emendamento specifica che tutte le tipologie di telemarketing debbano essere associate ad un prefisso unico immediatamente riconoscibile. Si tratta di strumenti innovativi, oggi facilmente applicabili, che metterebbero finalmente ordine nella giungla di chiamate fastidiose, spesso aggressive e non trasparenti, che colpiscono ogni giorno milioni di cittadini", concludono Marco Simiani e Vinicio Peluffo.
“L’aumento delle bollette soprattutto negli ultimi due anni hanno impoverito gli italiani. La conferma arriva dai dati dell'Istat: a fronte di un reddito annuale medio aumentato in termini nominali del +4,2%, si è registrata una contrazione in termini reali del -1,6%, come conseguenza della forte crescita di prezzi e tariffe che si è abbattuta sulle tasche degli italiani.
Milioni di famiglie non riescono ad arrivare a fine mese e questo denota la totale incapacità del governo di affrontare in modo efficace l'emergenza prezzi e il caro-energia.
Non lo diciamo solo noi del Pd, ma lo dicono anche tutte le associazioni dei consumatori, delle imprese. Il Governo non sta affrontando i problemi in modo strutturale e sta portando l’Italia nel baratro”. Lo dice Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive dí Montecitorio.
“L’incertezza sul futuro dei lavoratori e il crollo della produzione restano i due nodi centrali per il settore automotive in Italia. Gli obiettivi presentati da John Elkann in commissione alla Camera sono gli stessi già discussi al tavolo dello scorso dicembre e sottoposti ai sindacati. Si tratta di impegni che devono essere pienamente realizzati e su questo vigileremo con attenzione, come richiesto dalle organizzazioni sindacali. Tuttavia, mancano ancora alcuni tasselli fondamentali per il rilancio del settore. In primo luogo, la gigafactory di Termoli, essenziale per supportare la produzione di auto elettriche, che ad oggi non è ancora operativa, in più, il centro di progettazione necessita di un rafforzamento concreto, mentre marchi storici come Maserati e Alfa Romeo hanno bisogno di un rilancio deciso”. Così il deputato Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive, intervistato sui social dei deputati dem.
“Le dichiarazioni di John Elkann – evidenzia l’esponente Pd - confermano che le previsioni del governo Meloni sulla produzione di un milione di auto erano irrealistiche. A questo si aggiunge un’altra criticità: il costo dell’energia, che in Italia è troppo elevato e rappresenta un ostacolo per le imprese. Nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, il governo non ha ancora messo in campo misure efficaci per affrontare questo problema. Il 2025 si prospetta come un anno particolarmente difficile per Stellantis, in un contesto di crisi globale del settore automotive, ma con specificità tutte italiane che vanno affrontate con urgenza. Per questo il governo deve intervenire subito sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e garantire che i 2 miliardi di investimenti annunciati per quest’anno si traducano realmente in nuovi modelli e in una crescita del settore”.
“Il Partito Democratico – ha concluso Peluffo - continuerà a battersi affinché queste questioni vengano affrontate con serietà. Abbiamo presentato diverse proposte per abbassare il costo dell’energia per imprese e famiglie e interverremo anche sul decreto bollette con emendamenti mirati per dare finalmente risposte concrete a un settore strategico per l’economia del Paese”.
"L'audizione di oggi non ha dissipato le incertezze sulla presenza del gruppo Stellantis in Italia. E il 2025 si preannuncia come un anno molto difficile."
Lo ha dichiarato Vinicio Peluffo, capogruppo democratico in Commissione Attività Produttive della Camera, al termine dell’audizione di John Elkann in Parlamento.
"Rispetto al Piano Italia presentato a dicembre – aggiunge Peluffo – non sono arrivate risposte sulla gigafactory, né tantomeno certezze sulla sua effettiva realizzazione. Restano inoltre senza soluzione le gravi difficoltà del marchio Maserati." Secondo Peluffo, gli annunci fatti al tavolo sull’automotive presso il Ministero – e ribaditi oggi in audizione – non si sono ancora tradotti in un piano industriale concreto. "Sul fronte dei costi dell’energia – prosegue – Elkann è stato coerente con quanto già espresso da altri autorevoli esponenti del mondo industriale nel criticare con nettezza le politiche del governo, giudicandole inadeguate a fornire risposte efficaci alle imprese. Infine, il rischio di delocalizzazioni produttive dovute ai dazi desta forte preoccupazione per le possibili ricadute negative sull’economia italiana e sull’occupazione."
"Il Rapporto Draghi traccia un quadro per rilanciare un'Europa unita e più forte sia sul piano economico e commerciale che sul piano della difesa. La dimensione nazionale dei singoli Stati non basta più, non è sufficiente per contrastare i dazi di Trump né la sovra capacità produttiva cinese. L'ordine mondiale ha subito repentini cambiamenti e noi dobbiamo trovare una strategia europea comune. Dobbiamo far crescere le nostre aziende facendo crescere contemporaneamente il digitale. Se vogliamo produrre energia, rendendoci indipendenti da Stati terzi, dobbiamo potenziare le fonti rinnovabili e disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Abbiamo bisogno di nuovi strumenti per accompagnare gli obiettivi industriali e di decarbonizzazione. Questo Governo non sta facendo abbastanza e in Europa tentenna". Lo ha detto Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, a margine dell'intervento di Mario Draghi in Senato.
“Le bugie hanno le gambe corte così come le promesse di questo governo. Quando sedeva nei banchi dell'opposizione, Meloni prometteva l'eliminazione delle accise sui carburanti. Una volta Presidente del Consiglio, non solo non ha mantenuto la parola data, ma il prezzo dei carburanti è schizzato ai massimi storici. Oggi, nel goffo tentativo di rimediare a queste bugie elettorali, il Cdm ha deliberato la revisione delle aliquote fiscali con un riequilibrio per i prossimi 5 anni. Il risultato finale è che le accise sul diesel sono aumentate. Questo è davvero un governo fallimentare.” Così in una nota il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo PD in Commissione Attività produttive.
"La cosa fondamentale è tenere alta l'attenzione, far sentire la voce e il peso di comunità e da questo punto di vista il territorio marchigiano lo ha fatto con grande attenzione. Tutelare la capacità manifatturiera e il comparto industriale del nostro Paese è una sfida su cui il Pd vuole impegnarsi con proposte a breve e lungo termine sulle politiche industriali". Lo ha detto il deputato e capogruppo del Pd in commissione Attività produttive alla Camera, Vinicio Peluffo, a Fabriano ad un incontro con le parti sociali nella prima tappa nelle Marche del Viaggio del Partito democratico nei distretti industriali del Paese.
"Il decreto bollette ha obiettivi limitati rispetto alle ambizioni e alle risorse messe in campo. Bisogna intervenire - ha aggiunto l'esponente dem - in maniera immediata ma strutturale. Dispiegare quindi le potenzialità delle rinnovabili che ci consentirebbero di abbattere il costo delle bollette, che è materia soprattutto di semplificazione.
Sulla filiera della carta le associazioni hanno posto alcune richieste sul gas. Questo passaggio sul decreto bollette non può essere solo di tre mesi ma servono scelte strutturali".
“Ormai Matteo Salvini non sa più come giustificare il suo affannoso rincorrere il favore di Elon Musk. Ieri ha tuonato ed evitato il confronto con tutti gli operatori satellitari diversi da Starlink e oggi attacca le opposizioni definendole anti italiane solo perché si oppongono ad un regalo incondizionato e avventato al magnate americano”. Così in una nota il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive.
“Il sovranista Salvini – continua l'esponente democratico - ha perso l'ennesima occasione di difendere, sul serio, l’interesse nazionale nelle votazioni sul ddl economia dello spazio. Bastava far votare gli emendamenti delle opposizioni all’articolo 25 o anche far presentare una riformulazione al 'suo' relatore al provvedimento, il leghista Gusmeroli. Invece c’è stato solo silenzio e imbarazzo”. “I sedicenti patrioti sono finiti a fare il megafono del miliardario Musk per ottenerne le grazie. Tutto il resto sono chiacchiere, quelle di Matteo Salvini”, conclude Peluffo.