11/06/2025 - 13:09

“Quello della moda e del tessile è un comparto strategico del made in italy e l’ossatura dell’export italiano. Noi del Partito Democratico abbiamo messo in campo una serie di proposte perché il governo è assente su più punti importanti. innanzitutto, per quel che riguarda i costi dell’energia. Le piccole e micro imprese, e non soltanto nel settore moda e tessile, sono quelle che non hanno avuto strumenti di sostegno rispetto all’aumento del costo dell’energia.
Non ci sono stati da parte del Governo interventi strutturali sul meccanismo di formazione del prezzo dell’energia elettrica. E questo ha danneggiato molto tutte quelle Pmi soprattutto artigiane.
I dazi creano molta instabilità e il governo non è attrezzato ad affrontarli.
C’è poi tutto il tema dí accompagnamento di questo setttore nella transizione ecologica e digitale. Il programma del Governo “transizione 5.0” non sta funzionando e non ha funzionato finora. Anche i dati sulla produzione industriale di oggi che riguardano il settore moda dimostrano che la produzione è in calo e il settore in profonda crisi. Occorre intervenire con proposte strutturali e chiediamo da parte del Governo più attenzione”.
Lo ha detto Vinicio Peluffo, capogruppo PD in commissione attività produttive di Montecitorio, in conferenza stampa di presentazione delle proposte del Partito Democratico per il settore moda, tessile, abbigliamento.

06/06/2025 - 17:28

Il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Attività Produttive, Vinicio Peluffo, ha presentato un’interrogazione al ministro Pichetto Fratin per fare chiarezza sui ritardi nell’attuazione del meccanismo “Energy Release”, pensato per ridurre il costo dell’energia per le imprese energivore.
La misura, prevista dal decreto-legge 181/2023, è “il solo reale intervento previsto ai fini del contenimento del prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese industriali italiane”. Nonostante il bando sia stato chiuso a marzo con 559 domande per oltre 70 TWh, “i risultati, attesi per aprile 2025, non sono ancora stati resi noti”.
Peluffo critica la gestione del Governo e chiede spiegazioni sulle interlocuzioni con Bruxelles, rilevando che “non si capisce quale sia stata la ratio per cui sono state esperite delle procedure pubbliche per l’assegnazione dell’energia in carenza dei necessari chiarimenti con la Commissione europea”.
Nell’interrogazione si chiede infine al Governo di “comunicare le tempistiche e coinvolgere gli operatori nella definizione di eventuali modifiche, per tutelare investimenti e credibilità del meccanismo”.

 

 

26/05/2025 - 09:41

Verrà presentata il giorno 27 maggio alle ore 12:00 presso la sala Berlinguer, Palazzo dei gruppi della Camera dei deputati la proposta di legge del Pd sulla fiscalità della auto aziendali.

Intererverranno:

- Annalisa Corrado responsabile nazionale transizione ecologica Pd

- Marco Simiani deputato Pd capogruppo commissione ambiente Camera

- Vinicio Peluffo deputato Pd capogruppo commissione attività produttive camera

- Lorenzo Basso senatore Pd vicepresidente commissione Ambiente Senato

- Michele Fina senatore Pd componente commissione ambiente Senato

Parteciperanno Associazioni e stakeholders del mondo produttivo e ambientale.

Per info e accrediti scrivere a pd.ufficiostampa@camera.it

 

21/05/2025 - 17:23

“Il ministro Urso continua a non rispondere alle domande che il Pd gli rivolge sullo stato dell'ex Ilva di Taranto. Non dà certezze, né strategie sul futuro dell'acciaieria in Italia e si dimentica dell'obiettivo della decarbonizzazione nonostante le risorse individuate e i progetti avviati nell'ambito del Pnrr”. Lo dice il deputato Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive, intervenendo al question time alla Camera sullo stato dell'ex Ilva.
“La situazione dell'ex Ilva di Taranto – sottolinea l'esponente dem - è estremamente preoccupante: la produzione è ai minimi storici, le misure adottate in favore dell'indotto sono risultate insufficienti e, sotto il profilo occupazionale, la situazione è di assoluta incertezza. Dopo l'attacco alla magistratura di Taranto, il ministro Urso viene smentito anche sull'incendio all'altoforno 1 del 7 maggio”. “Mentre le Acciaierie d'Italia comunicano alle parti sociali la richiesta di raddoppiare i lavoratori in Cigs, gli stessi che oggi hanno scioperato per 4 ore, Urso si comporta come se non fosse ministro da tre anni e non fornisce alcuna soluzione”, conclude Peluffo.

 

20/05/2025 - 15:31

L’audizione del presidente e ad di Renault Luca De Meo ha ricordato l’importanza del comparto automotive per l’intera industria manifatturiera italiana ed europea, la profonda trasformazione che sta attraversando e l’oggettivo gap competitivo con le case automobilistiche cinesi. L’industria europea ha di fronte a sé una finestra di 3-5 anni per recuperare il terreno perduto sull’innovazione dell’auto a trazione elettrica e sempre più digitale e connessa. Per utilizzare al meglio questo tempo, il governo italiano e la maggioranza dovrebbero dismettere i toni da crociata contro una tecnologia con cui tutto il settore automotive deve fare i conti da qui ai prossimi anni. Oggi è più che mai necessaria un’iniziativa europea per politiche industriali all’altezza della sfida, garantendo al settore strumenti di sostegno e di accompagnamento nella transizione, come il fondo automotive a livello europeo proposto dal Partito democratico e misure nazionali coerenti. Servono infatti politiche di sistema: dalle materie prime critiche allo sviluppo di gigafactory per la produzione di batterie; dall’incremento della ricerca applicata agli incentivi green per le flotte aziendali; dalla diffusione di infrastrutture di ricarica all’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili per abbattere i costi della bolletta. Un aspetto fondamentale di una strategia di rilancio è il sostegno al segmento dei veicoli mass market di più piccole dimensioni che hanno sempre rappresentato il cuore delle vendite in diversi paesi europei, a partire dall’Italia. In questo ambito la collaborazione tra produttori su piattaforme comuni è un’opportunità su cui insistere. Bene ha fatto De Meo a rilanciare la proposta di progetti europei sul modello del consorzio Airbus.

Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, commentando l’audizione del Presidente e AD di Renault Luca de Meo sul piano d’azione industriale europeo per l’Automotive.

 

15/05/2025 - 11:02

“La situazione dell’acciaieria è al collasso sotto ogni punto di vista. L'incidente della scorsa settimana non racconta nulla di nuovo, ma conferma ciò che diciamo da anni: la fabbrica cade a pezzi e ha bisogno di investimenti ingenti. Risorse che nessuno, al di fuori dello Stato, sarà disposto a mettere sul piatto. Taranto non può diventare la nuova Bagnoli, né possiamo rischiare che il nuovo acquirente segua l’esempio di Arcelor Mittal, sfruttando l’acciaieria finché fa comodo senza apportare il minimo miglioramento agli impianti e alla vita della comunità. Come diciamo da tempo, l’ex Ilva deve tornare nel pieno controllo del pubblico. Deve essere lo Stato a dare tutte quelle garanzie, in termini di decarbonizzazione totale e tutela dei lavoratori, che nessun altro potrebbe fornire in questa fase critica per la fabbrica. Ci aspettiamo che il ministro Urso faccia prima o poi qualcosa di concreto per questo dossier. Finora, purtroppo, come dimostra l’episodio dell’incendio, abbiamo ascoltato solo promesse e propaganda. A cui si aggiunge una fascistoide minaccia alla Procura di Taranto su cui maldestramente sta provando a far ricadere la responsabilità del fallimento della strategia governativa. Insomma, nulla di utile né per il presente, né per il futuro dell’ex Ilva".

Così i capigruppo democratici in commissione Bilancio e in commissione Attività produttive alla Camera, Ubaldo Pagano e Vinicio Peluffo.

 

14/05/2025 - 14:27

“La crisi dei dazi innescata da Trump è un errore profondo per usare le parole del presidente Mattarella, e per l’Italia la decisione dell’amministrazione Trump è esiziale, con un interscambio commerciale di 73 miliardi di export del nostro paese verso gli Stati Uniti nel 2024, con un surplus di 43 miliardi.
Altro che opportunità di crescita per le nostre aziende come ha detto il ministro Salvini.

Dovremmo imparare a fare i nostri interessi e non quelli di altri paesi e mi rivolgo anche a coloro che indossano il cappellino Make America Great Again, il mondo di prima non tornerà. Bisogna dare una risposta a livello europeo compatta e determinata, una politica industriale europea. È necessario rafforzare l’export, accelerare la ratifica di nuovi accordi commerciali come il Mercosur, intensificare lo scambio con paesi come l’India e l’Asia, decarbonizzare e accelerare verso la transizione ecologica e digitale.
Anche a livello nazionale il governo italiano ha dimostrato ancora una volta la sua evidente inadeguatezza.
Il piano di sostegno presentato alle imprese senza soldi freschi è un po’ il gioco delle tre carte dei soliti fondi, ma l’emergenza non è finita. È urgente una strategia di risposta più solida e più credibile, con misure di sostegno di accesso al credito, l’internazionalizzazione delle imprese e la riduzione del costo dell’energia, investendo sulle rinnovabili. Il decreto bollette è servito a molto poco o niente e a quasi tre anni dal vostro insediamento ancora non avete una strategia chiara in termini di politiche industriali”.

 

13/05/2025 - 19:24

“Le dichiarazioni ufficiali della Procura di Taranto smentiscono in modo chiaro e puntuale quanto affermato dal ministro Urso e da esponenti della maggioranza in merito alla gestione dell’Altoforno 1 dell’ex Ilva. La procuratrice Pentassuglia ha precisato che l’autorizzazione agli interventi di messa in sicurezza è stata concessa entro 22 ore dalla richiesta, ben al di sotto del termine massimo di 48 ore indicato dalla stessa azienda. Ha inoltre chiarito che la richiesta di ‘colaggio dei fusi’ non è mai stata formalmente avanzata”. Così i deputati Vinicio Peluffo e Ubaldo Pagano, rispettivamente capogruppo Pd nelle commissioni Attività Produttive e Bilancio della Camera.

“Urso – evidenziano gli esponenti dem - ha attribuito alla Procura ritardi che, secondo i fatti ricostruiti e gli atti depositati, non ci sono mai stati. È gravissimo che un ministro metta in discussione l’operato della magistratura con affermazioni false, nel tentativo di scaricare su altri le responsabilità dell’ennesima prova di inadeguatezza del governo sul dossier ex Ilva”.

“Chiediamo che il ministro venga immediatamente in Parlamento a chiarire le sue parole. Se non è in grado di farlo – concludono Peluffo e Pagano – valuti di dimettersi. Non è tollerabile che un rappresentante del governo deformi deliberatamente la realtà, mettendo a rischio la credibilità delle istituzioni pur di coprire il fallimento della propria azione politica. Sul futuro dell’ex Ilva e dei suoi lavoratori servono verità, serietà e rispetto delle regole: tutto ciò che oggi manca”.

 

07/05/2025 - 18:20

“Quanto sta accadendo ad Agrate Brianza è grave e preoccupante. Mentre il governo e il ministro Urso tentano goffamente di tranquillizzare il Parlamento e l’opinione pubblica, presentando una realtà rassicurante, STMicroelectronics annuncia un piano di riorganizzazione che prevede almeno 800 esuberi, forse anche di più. Un colpo durissimo per i lavoratori, per il territorio e per l’intera filiera produttiva nazionale”. Così Vinicio Peluffo, capogruppo democratico nella Commissione Attività Produttive della Camera e
la deputata dem Silvia Roggiani replicano oggi a Montecitorio alla risposta del governo alla loro interrogazione, una risposta che — sottolineano — “viene completamente smentita dai fatti”. “A questo punto – proseguono Peluffo e Roggiani – ci chiediamo: il ministro Urso mente consapevolmente oppure non ha il polso della realtà? In entrambi i casi, si tratta di una situazione inaccettabile per chi ha la responsabilità di governare lo sviluppo industriale del Paese. Le preoccupazioni che avevamo già espresso, anche in occasione della recente visita agli stabilimenti insieme alla segretaria Elly Schlein e al responsabile Industria Andrea Orlando, trovano oggi una drammatica conferma. Le nostre richieste di attenzione e trasparenza sono state ignorate, e ora ne pagano il prezzo i lavoratori. Il sito di Agrate è un’eccellenza tecnologica strategica, che non può essere svuotata o indebolita. Il Partito Democratico chiede con urgenza che il governo intervenga: è il momento di smetterla con la propaganda e iniziare a difendere davvero l’industria italiana, tutelando lavoratori, territori e competenze.”

 

16/04/2025 - 13:28

“Questo decreto arriva blindato, ma soprattutto giunge troppo tardi e dà troppo poco. Troppo tardi, perché siamo a fine inverno: le famiglie da mesi pagano bollette pazze e le imprese hanno avuto costi calcolati in circa 10 miliardi in più. Già a gennaio l’informativa del ministro Pichetto Fratin aveva quantificato questi maggiori costi. Troppo poco, perché solo ad alcune famiglie arriva un sostegno minimo per la durata di un trimestre e perché migliaia sono le imprese che restano escluse dagli aiuti. Nulla anche per alleviare le sofferenze degli enti locali. Si poteva fare di più, ma è mancato il coraggio: la destra poteva accogliere le nostre proposte per un serio investimento sulle energie rinnovabili, sulle semplificazioni, sui contratti a lungo termine e per lo sviluppo delle comunità energetiche e delle reti di consorzi. Sono rimaste inascoltate anche le proposte sul ruolo dell'acquirente unico centralizzato di energia come strumento per giungere al disaccoppiamento reale dei prezzi. Per tutte queste ragioni il Partito Democratico voterà contro”.

Così il capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto al Decreto Bollette.

 

16/04/2025 - 13:16

“Le osservazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla cosiddetta “legge Morandi” pongono una questione reale e importante, che condividiamo e che va affrontata con responsabilità. È necessario intervenire con un provvedimento correttivo per superare un’anomalia normativa che rischia di creare disparità di trattamento tra le vittime di tragedie analoghe. La legge, approvata all’unanimità in sede legislativa, ha rappresentato un passaggio fondamentale per riconoscere dignità e giustizia alle vittime e ai familiari del crollo del Ponte Morandi e di tragedie legate all'incuria. Riteniamo ora giusto e doveroso ampliare questo principio, evitando ogni forma di discriminazione  Siamo pronti a collaborare con tutte le forze politiche che hanno condiviso questo percorso, per arrivare in tempi brevi a una norma più equa, chiara e rispettosa dei principi costituzionali.
Accogliamo con profondo rispetto la sollecitudine del Presidente Mattarella nel richiamare l’attenzione sui diritti dei minori e delle famiglie coinvolte. È nostro compito, ora, dare rapidamente seguito concreto a queste indicazioni, nel segno della giustizia e della memoria” così i democratici Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino.

11/04/2025 - 11:39

“La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di disertare il Salone del Mobile, uno dei più importanti eventi internazionali dedicati al design e simbolo globale del Made in Italy. Una decisione che non può passare inosservata: anziché confrontarsi con un mondo produttivo che merita ascolto e rispetto, preferisce voltare le spalle, temendo – forse – le critiche e il dissenso.

Meloni conferma così una linea ormai evidente: rifugge il confronto interno e si piega all'esterno. A poche ore da un nuovo inchino a Donald Trump, prosegue in un’azione solitaria, scollegata dalle esigenze reali del Paese e, soprattutto, dalla necessità urgente di una strategia comune a livello europeo.

Davanti alla guerra commerciale serve l’unione dei Paesi, serve una visione comune per difendere l’interesse delle nostre imprese e del nostro lavoro. Continuare a correre da soli significa consegnarsi all’irrilevanza. Il Made in Italy non si difende scappando” così una nota del capogruppo democratico in commissione attività produttive, Vinicio Peluffo.

 

09/04/2025 - 16:03

Dalla destra è arrivata l’ennesima beffa per i cittadini: i call center che adottano pratiche illegali potranno continuare a chiamare milioni di italiani a tutte le ore disturbandoli con offerte commerciali non richieste e spesso poco trasparenti. Governo e maggioranza hanno infatti bocciato  le proposte del Pd al Decreto bollette che avrebbero finalmente bloccato il telemarketing selvaggio. È’ evidente che Per questa destra  le pratiche scorrette non sono un’emergenza e i diritti dei consumatori e dei clienti non sono così importanti. E non ci vengano a dire che lo hanno fatto perché ci sono proposte di legge su questi temi in Parlamento.  Le nostre proposte emendative non sono in conflitto con il loro iter e, soprattutto, sono immediatamente applicabili e senza oneri per le casse dello stato”. E’ quanto  dichiarano i capigruppo Pd in Commissione Ambiente e Attività Produttive Marco Simiani e Vinicio Peluffo al provvedimento in discussione a Montecitorio

 

09/04/2025 - 11:45

“Le dichiarazioni di Trump sono allucinanti. Secondo il presidente americano, i paesi colpiti dai dazi lo stanno inseguendo per “baciargli il culo”. Quali paesi? Quelli europei? A questo punto è urgente che il governo italiano prenda una posizione e dichiari cosa intende fare. Al momento da parte della presidente Meloni non c’è una strategia commerciale e soprattutto non c’è una netta presa di posizione. La presidente MELONI non dice da che parte sta e soprattutto c’è grande confusione all’interno del governo. Le nostre aziende, le nostre imprese, a chi devono dare seguito, a quale linea quella di Tajani, quella di Salvini o quella della presidente Meloni? L’Italia e l’Europa devono agire unite per contrastare il disastro Trump ”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio.

08/04/2025 - 19:06

“Questa sera in commissione Attività produttive della Camera si voteranno gli emendamenti presentati dal Pd al decreto Bollette per porre un freno al telemarketing selvaggio telefonico che colpisce ogni giorno milioni di italiani. Il Parlamento ha l’occasione di fermare una pratica fastidiosa, scorretta e quasi mai trasparente che non solo disturba i clienti ma che comporta spesso truffe e raggiri ai danni dei consumatori”. Lo dichiarano i capigruppo Pd in commissione Ambiente e Attività Produttive, rispettivamente Marco Simiani e Vinicio Peluffo.

“Ricordiamo - concludono i deputati dem - che le nostre proposte sono complementari, ma sono efficaci anche singolarmente. La prima costringe gli operatori e le imprese ad evidenziare nel display del telefono che l'utente sta per ricevere una chiamata di natura commerciale, mentre il secondo emendamento specifica che tutte le tipologie di telemarketing debbano essere associate ad un prefisso unico immediatamente riconoscibile. Ci auguriamo che la maggioranza ed il governo sostengano questi emendamenti”.

 

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