“Da troppi anni, oltre quattro, il Consorzio del Parco Museo delle Miniere dell’Amiata è in regime commissariale, una condizione straordinaria che si è trasformata in ordinaria e che oggi rischia di compromettere la valorizzazione di un patrimonio storico, culturale e ambientale di rilievo nazionale. Il susseguirsi di commissari straordinari non può sostituire una governance stabile, necessaria per programmare interventi, strategie di crescita e rafforzare le relazioni istituzionali”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani depo aver depositato una interrogazione parlamentare al Ministro Pichetto Fratin.
“È urgente nominare gli organi statutari, restituire piena operatività al Parco e colmare le lacune normative che penalizzano i parchi geominerari. Serve una revisione dello statuto per semplificare le procedure di nomina e, soprattutto, un intervento legislativo che inserisca il museo tra i parchi nazionali, garantendo strumenti di pianificazione autonomi e una dotazione finanziaria certa e stabile. Solo così il Parco Museo delle Miniere dell’Amiata potrà svolgere pienamente la propria funzione di tutela e valorizzazione, diventando un volano di sviluppo sostenibile per i territori coinvolti”: conclude.
“Mentre i principali competitor europei puntano al solare e all'eolico, l'unico approccio realistico che il ministro Pichetto Fratin propone per superare la crisi energetica è il ritorno nostalgico al carbone. Con l'ultimo decreto energetico, il governo ha puntato a mantenere in piedi fino al 2038 le centrali del carbone e poco serve se ora la risposta del ministro ci elenca dati sull'utilizzo di energie alternative. Invece di presentarsi alla Conferenza di Santa Marta sulla transizione oltre i combustibili fossili, il governo parla di un ipotetico nucleare e il disastroso ritorno al carbone”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani in replica al ministro Pichetto Fratin durante il Question Time alla Camera.
“Ci troviamo davanti ad un problema politico – sottolinea il parlamentare dem - che nasce dalla contraddizione su quanto affermato nel 2024 nel Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima sull'abbandono del carbone. Oggi il governo Meloni mette in discussione la scelta europea di puntare sulle energie rinnovabili e spinge l'Italia verso un futuro diverso da quello del resto del mondo, da quello che vogliono i cittadini e soprattutto le nuove generazioni”. “La partecipazione alla Conferenza di Santa Marta deve essere centrale su un cambio di rotta del governo, con le rinnovabili al centro della strategia italiana sulla transizione ecologica”, conclude Simiani.
"La relazione presentata da ANAC offre indicazioni preziose e richiama l’attenzione su un dato rilevante: il forte ricorso agli affidamenti diretti, come evidenziato anche dal presidente Giuseppe Busia, è una tendenza che va osservata con attenzione, perché trasparenza e confronto competitivo restano elementi essenziali per assicurare qualità, efficienza e un corretto utilizzo delle risorse pubbliche": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani a margine dell'evento svolto oggi a Montecitorio.
"Allo stesso tempo il tema degli appalti è strettamente legato anche alla sicurezza sul lavoro, che deve rimanere una priorità assoluta. Rafforzare i controlli, investire nella digitalizzazione dei cantieri e garantire procedure chiare significa non solo migliorare la spesa pubblica, ma anche tutelare concretamente lavoratrici e lavoratori. È su questo equilibrio tra semplificazione, trasparenza e sicurezza che dobbiamo continuare a lavorare".
"La manifestazione sulla Tirrenica ha mandato un segnale forte e chiaro: basta promesse e slogan, il governo torni indietro e rifinanzi l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada. Cittadine, cittadini, associazioni, enti locali chiedono risorse e tempi certi. Aspettiamo adesso una presa di posizione netta da parte di Giorgia Meloni e del ministro Salvini".
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, a margine dell'evento svolto oggi a Capalbio.
“Dopo oltre 3 anni e mezzo di governo il ministero delle Infrastrutture ammette candidamente che non sono stati ancora quantificati i costi di progettazione per il passaggio di consegne da Sat ad Anas deciso e finanziato dal governo Draghi nel 2022. Adesso abbiamo la certezza che la destra ha deliberatamente rallentato questa procedura per sottrarre le risorse già stanziate e utilizzarle in altro modo. Il Mit ha addirittura chiuso ogni speranza su una rapida messa in sicurezza dei tratti maggiormente pericolosi, come quello in prossimità di Capalbio, rimandando ogni intervento al futuro passaggio di consegne da Anas e Sat. A questo punto è evidente che ogni nostra proposta per completare l’infrastruttura con Meloni e Salvini non potrà mai essere approvata. Sarà soltanto con il governo di centrosinistra che questa infrastruttura verrà realizzata”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera Marco Simiani, in merito alla risposta, in data odierna, del Mit ad una interrogazione sulla Tirrenica.
"Alla luce delle anticipazioni dell’inchiesta di Report sulla presunta raccolta e trattamento di dati di milioni di utenti italiani da parte di Meta durante la campagna elettorale del 2022, cresce la preoccupazione sul possibile impatto di tali pratiche sul processo democratico. Qualora quanto emerso venisse confermato, si tratterebbe di un fatto gravissimo, capace di mettere in discussione la trasparenza e la correttezza delle elezioni, oltre a configurare una potenziale interferenza nella formazione del consenso politico": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd.
"Con questo contesto pesano anche le scelte politiche compiute in Parlamento: appare infatti ancor più significativo che le forze di destra abbiano votato contro una legge che avrebbe potuto prevenire manipolazioni e interferenze nelle campagne elettorali. Un elemento che, se collegato ai fatti emersi, contribuirebbe a gettare ombre su una mancata tutela del processo democratico, rendendo necessario un pieno accertamento della vicenda e l’adozione di misure stringenti a garanzia della trasparenza": conclude.
“Essere a Forno significa ribadire che la memoria della Resistenza è un dovere civile e politico, non un rito formale. Qui si tocca con mano il prezzo pagato per la libertà e per la democrazia, e proprio per questo abbiamo la responsabilità di difendere ogni giorno i valori antifascisti della nostra Costituzione. Non possiamo permettere ambiguità o arretramenti: di fronte a ogni tentativo di riscrivere la storia o di riabilitare ideologie neofasciste serve una risposta chiara e ferma delle istituzioni”: è quanto dichiara il deputato Dem Marco Simiani dopo aver partecipato oggi, venerdì 10 aprile, alla commemorazione insieme ad altri parlamentari del centrosinistra nel paese simbolo della strage nazifascista del 1944, nell’ambito delle iniziative per l’anniversario della Liberazione di Massa. La presenza della delegazione si inserisce anche nel clima di tensione seguito alle proteste alla Camera contro la presenza di esponenti neofascisti, vicenda che ha portato a sanzioni per numerosi deputati e che ha contribuito a rafforzare il significato politico della giornata.
"ln questi anni non ho mai risposto apertamente al deputato di Fdi Fabrizio Rossi nonostante abbia di fatto appoggiato e votato ogni provvedimento del suo governo contro la Tirrenica: dal vergognoso taglio delle risorse già stanziate, al mancato finanziamento dei tratti già cantierabili, dall'aumento delle tariffe autostradali nei pochi chilometri ammodernati; alla mancanza di interventi di messa in sicurezza. La lista è così lunga che annoierebbe tutti. Oggi però interviene a margine della discussione del mio odg al decreto Pnrr - e sottolineo a margine perché non ha mai avuto il coraggio di intervenire in Aula per paura di non contraddire Giorgia Meloni - e accusa me di aver perso una occasione perché ho proposto di finanziare la Tirrenica con i soldi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che il suo governo non ha saputo spendere? Parlando poi di inesistenti cavilli burocratici e dimostrando di non conoscere neppure la differenza tra un atto di indirizzo e un testo normativo. Chiunque avesse seguito con una minima attenzione il dibattito avrebbe capito che non ho accettato la riformulazione del mio ordine del giorno perche avrebbe azzerato completamente le premesse e tolto ogni riferimento alla Tirrenica e proprio all'articolo 30 del decreto in discussione da cui provengono le risorse. Caro Fabrizio Rossi, sei te che hai perso un'occasione, quella di rimanere in silenzio": è quanto dichiara il deputato Dem Marco Simiani.
"Sarà il prossimo governo di centrosinistra a realizzare la Tirrenica, ridando dignità e centralità al Parlamento e rimettendo le risorse tagliate da Meloni e Salvini. Oggi alla Camera abbiamo avuto l’ultima sconcertante conferma che alla destra della messa in sicurezza e dell’ammodernamento della strada non importa assolutamente nulla. In quattro anni l’attuale esecutivo non è nemmeno riuscito a perfezionare il passaggio di consegne tra Anas e Sat, mentre ha tolto tutti i finanziamenti già assegnati dai precedenti governi: questi sono i fatti. Avevamo la possibilità di vincolare, con le risorse del Decreto Pnrr non utilizzate, il completamento della Tirrenica, ma ancora una volta la maggioranza ha voltato le spalle a cittadini e territori. La settimana prossima si terrà a Capalbio una manifestazione pubblica per dire basta ai moltissimi incidenti causati da una strada che non ha standard di sicurezza idonei: vedremo come la destra potrà ancora giustificare chi in Parlamento in questi anni ha di fatto impedito qualsiasi iniziativa legislativa per finanziarla”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, sul suo ordine del giorno al Decreto Pnrr respinto oggi, giovedì 9 aprile.
“Ancora una volta la maggioranza di centrodestra dimostra con i fatti di non volere andare incontro ai cittadini, alle aziende e alle imprese del meridione, e della Sicilia in particolare, che ha subito ingenti danni in seguito alla devastazione del ciclone Harry. Oggi infatti in commissione Ambiente, dove si discute il decreto Maltempo che prevede ristori per i danni subiti, la maggioranza ha bocciato alcuni emendamenti proposti dal Pd che raccoglievano le istanze provenienti dai territori ma anche da Anci e Cna”. Lo dicono il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani e il deputato e segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
“I nostri emendamenti prevedevano – spiegano – l’esenzione Imu per gli immobili danneggiati e sgomberati, l'estensione della sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari e contributivi e l’estensione della sospensione dei tributi, inclusa l’Imu, a tutte le imprese situate nei territori inclusi dalla dichiarazione di emergenza. Restano proposte di buon senso che la maggioranza – concludono – ha scelto di non approvare ma noi continueremo a dare battaglia in ogni sede”.
"Evitare la chiusura del sito logistico ex Logimer di Piancastagnaio (marchio Acqua & Sapone), in provincia di Siena, che porterebbe al licenziamento di oltre 50 lavoratori e gravi conseguenze sull’intero territorio": è quanto chiede un’interrogazione parlamentare dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani e Silvio Franceschelli, depositata alla Camera dei deputati e al Senato.
"Siamo di fronte a una scelta industriale grave e incomprensibile, che colpisce un territorio fragile come quello della provincia di Siena e penalizza lavoratrici e lavoratori altamente qualificati nel settore logistico. Ancora una volta si scaricano sui territori più deboli decisioni prese senza confronto e senza responsabilità sociale. La Regione Toscana si sta già attivando, ma il Governo non può restare fermo: serve subito un tavolo nazionale di crisi e strumenti concreti per tutelare l’occupazione e garantire una prospettiva al sito produttivo. Di fronte a un’azienda che non è in crisi ma riorganizza per convenienza, è inaccettabile l’assenza di una politica industriale capace di difendere lavoro e aree interne": concludono.
"Se il rigassificatore rimane a Piombino e non sono state finanziate e realizzate le opere di compensazione c'è soltanto un responsabile: il Governo Meloni con la destra in Parlamento che lo ha sostenuto. Anche nei giorni scorsi proprio alla Camera, Fdi, Lega e Forza Italia hanno affossato un emendamento al Decreto Bollette che avrebbe dovuto, prima di ogni nuova concessione, stanziare 870 milioni di euro per il territorio. Questi sono i fatti. Anche al Senato Ylenia Zambito del Partito Democratico ha presentato un emendamento similare al Decreto Commissari attualmente in discussione e vedremo come andrà a finire. Se c'è un partito che in questi anni - con proposte di legge apposite, atti di indirizzo e emendamenti - ha chiesto le compensazioni e la permanenza di soli 3 anni, questo è proprio e soltanto il PD. Comprendiamo che con il governo allo sbando, i partiti di maggioranza siano nel panico, ridicolizzati dalla propria classe dirigente, ma almeno abbiano la dignità di dire le cose come realmente stanno". Lo dichiara in una nota il deputato e capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani.
“Il decreto Bollette è l’emblema del totale fallimento del governo Meloni sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Ad una crisi energetica devastante per famiglie ed imprese, la destra ha tragicamente risposto con misure spot i cui effetti si sono esauriti i pochi giorni E senza alcun intervento strutturale capace di calmierare i prezzi o aumentare la capacità di produzione energetica del Paese. Sul piano internazionale, l’Italia è ormai allo sbando, isolata e sconfessata dall’Europa che rilancia il Green Deal e gli Ets, e succube delle continue minacce di Trump, che continua a speculare sulla guerra.
Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, durante l'esame del decreto Bollette.
"Il Governo Meloni nega definitivamente ogni tipo di compensazione per il rigassificatore di Piombino. E’ l’ennesima giravolta di una destra che non mantiene gli impegni e penalizza la Toscana. Si tratta di una decisione gravissima perché legata alla proroga ‘sine die’ già varata dalla maggioranza sulla presenza dell’impianto bel porto della città e che taglia ben 870 milioni di euro che avrebbero riqualificato il territorio e portato crescita economica e sociale. Siamo perfettamente consapevoli che in questa fase di crisi internazionale il rigassificatore rappresenta un elemento irrinunciabile per l’approvvigionamento energetico di famiglie e imprese, ma rinnovare la concessione senza prevedere nessuna compensazione, dopo tre anni di attesa, tradisce tutta l’arroganza e l’incapacità di un governo ormai allo sbando”: così i deputati del Pd Emiliano Fossi e Marco Simiani.
"Il commissario Hoekstra ha riconfermato il Green deal, dopo che alcuni esponenti della maggioranza hanno chiesto un ritorno indietro su questo stesso Piano e sull'Ets, proprio quando il governo, in un contesto di massima crisi energetica, taglia i fondi di Transizione 5.0 dedicati alla installazione di impianti rinnovabili per le imprese. Il Commissario quindi ha di fatto sconfessato la maggioranza, sostenendo che non solo dobbiamo andare avanti su quella scelta, ma dobbiamo trovare il modo di poter sostenere, anche attraverso un mercato europeo unico dell'energia, tutti i vari settori, considerando il cambiamento climatico e la scelta ormai ineludibile delle energie rinnovabili. Anche sull'Ets, come ha ribadito Hoekstra, l'80% delle risorse rimangono agli Stati membri e questo potrebbe essere il modo per aiutare le imprese nella riconversione e verso scelte energetiche che portino un beneficio sia dal punto di vista climatico che economico, mentre in Italia solo il 9% dei proventi derivanti dalle aste sono stati utilizzati per il contrasto ai cambiamenti climatici. L'utilizzo dei fossili non va in questa direzione e quindi dobbiamo assolutamente trovare forme diverse anche ai fini dell’autonomia strategica. La maggioranza deve adeguarsi a quanto chiesto a gran voce non solo dall'opposizione, ma soprattutto dall'Europa". Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari della commissione Ambiente di Camera e Senato, Marco Simiani e Michele Fina, a margine dell'audizione del Commissario europeo per il clima, l’azzeramento delle emissioni nette e una crescita pulita, Wopke Hoekstra.