“Il decreto Bollette è l’emblema del totale fallimento del governo Meloni sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Ad una crisi energetica devastante per famiglie ed imprese, la destra ha tragicamente risposto con misure spot i cui effetti si sono esauriti i pochi giorni E senza alcun intervento strutturale capace di calmierare i prezzi o aumentare la capacità di produzione energetica del Paese. Sul piano internazionale, l’Italia è ormai allo sbando, isolata e sconfessata dall’Europa che rilancia il Green Deal e gli Ets, e succube delle continue minacce di Trump, che continua a speculare sulla guerra.
Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, durante l'esame del decreto Bollette.
"Il Governo Meloni nega definitivamente ogni tipo di compensazione per il rigassificatore di Piombino. E’ l’ennesima giravolta di una destra che non mantiene gli impegni e penalizza la Toscana. Si tratta di una decisione gravissima perché legata alla proroga ‘sine die’ già varata dalla maggioranza sulla presenza dell’impianto bel porto della città e che taglia ben 870 milioni di euro che avrebbero riqualificato il territorio e portato crescita economica e sociale. Siamo perfettamente consapevoli che in questa fase di crisi internazionale il rigassificatore rappresenta un elemento irrinunciabile per l’approvvigionamento energetico di famiglie e imprese, ma rinnovare la concessione senza prevedere nessuna compensazione, dopo tre anni di attesa, tradisce tutta l’arroganza e l’incapacità di un governo ormai allo sbando”: così i deputati del Pd Emiliano Fossi e Marco Simiani.
"Il commissario Hoekstra ha riconfermato il Green deal, dopo che alcuni esponenti della maggioranza hanno chiesto un ritorno indietro su questo stesso Piano e sull'Ets, proprio quando il governo, in un contesto di massima crisi energetica, taglia i fondi di Transizione 5.0 dedicati alla installazione di impianti rinnovabili per le imprese. Il Commissario quindi ha di fatto sconfessato la maggioranza, sostenendo che non solo dobbiamo andare avanti su quella scelta, ma dobbiamo trovare il modo di poter sostenere, anche attraverso un mercato europeo unico dell'energia, tutti i vari settori, considerando il cambiamento climatico e la scelta ormai ineludibile delle energie rinnovabili. Anche sull'Ets, come ha ribadito Hoekstra, l'80% delle risorse rimangono agli Stati membri e questo potrebbe essere il modo per aiutare le imprese nella riconversione e verso scelte energetiche che portino un beneficio sia dal punto di vista climatico che economico, mentre in Italia solo il 9% dei proventi derivanti dalle aste sono stati utilizzati per il contrasto ai cambiamenti climatici. L'utilizzo dei fossili non va in questa direzione e quindi dobbiamo assolutamente trovare forme diverse anche ai fini dell’autonomia strategica. La maggioranza deve adeguarsi a quanto chiesto a gran voce non solo dall'opposizione, ma soprattutto dall'Europa". Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari della commissione Ambiente di Camera e Senato, Marco Simiani e Michele Fina, a margine dell'audizione del Commissario europeo per il clima, l’azzeramento delle emissioni nette e una crescita pulita, Wopke Hoekstra.
“Trasformare il Dl Bollette nell’ennesimo provvedimento a favore delle fonti fossili è una scelta che non condividiamo e che produrrà effetti negativi per il sistema Paese. La proroga dell’uscita dal carbone va nella direzione opposta rispetto a quanto serve oggi: ridurre i costi dell’energia, rafforzare l’indipendenza energetica e accelerare con decisione sulla transizione ecologica. Insistere su impianti superati significa esporre cittadini e imprese a costi più alti e rallentare lo sviluppo di un modello energetico più sostenibile e competitivo.
Occorre cambiare rotta: puntare su rinnovabili, innovazione e semplificazioni, evitando scelte che guardano al passato invece che al futuro”. Così Marco Simiani capogruppo Pd in commissione e ambiente della camera.
"La norma contro il telemarketing selvaggio approvata oggi al Decreto Bollette è un'ottima notizia per i milioni di utenti molestati ogni giorno. La destra però, prima di rivendicare questo successo, abbia almeno il coraggio di citare la fonte. Per anni come Pd abbiamo infatti presentato emendamenti che prevedevano proprio che fosse obbligatorio, nei display del telefono dei cittadini, l'immediato riconoscimento di una chiamata di natura commerciale non richiesta. Per anni però, anche lo scorso mese di dicembre nella Legge annuale sulla Concorrenza, la nostra proposta è stata bocciata. Oggi per fortuna, dopo pochi mesi, la maggioranza ha fatto marcia indietro ed ha dato corso ad un mio ordine del giorno, firmato dalle opposizioni, che aveva proprio queste finalità. Se ci ascoltassero prima si perderebbe meno tempo": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani sulla discussione a Montecitorio del Decreto Bollette.
"La bocciatura in Commissione Attività Produttive dell’emendamento al Decreto Bollette arriva al termine di un duro scontro politico e segna una scelta chiara del Governo Meloni: prorogare il rigassificatore di Piombino senza limiti temporali e senza riconoscere alcuna compensazione al territorio. Non è un incidente parlamentare, ma una decisione consapevole che separa i benefici nazionali dagli impatti locali, lasciando cittadini e imprese a sostenere costi economici e sociali senza contropartite": è quando dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani sul quanto accaduto oggi, giovedì 26 marzo, a Montecitorio.
"In questo quadro viene poi completamente esautorato il sindaco di Piombino, da sempre contrario al rigassificatore, e colpisce il silenzio dei parlamentari di destra eletti nel territorio, dai quali non si è levata alcuna protesta. Il governo ha respinto l’unico strumento che rendeva quella scelta sostenibile: 870 milioni di euro per sviluppo, bonifiche, infrastrutture e riduzione del costo dell’energia del 50 per cento per famiglie e imprese. Si certifica così una linea politica netta: sì alla proroga, no agli impegni verso Piombino. Una posizione che scarica interamente sul territorio il peso delle decisioni energetiche nazionali e che rappresenta una responsabilità politica precisa dell’esecutivo": conclude Marco Simiani.
“Di fronte all’ennesimo incidente mortale accaduto sull’Aurelia nei pressi di Capalbio rimaniamo sgomenti. Da anni ripetiamo ormai che la Tirrenica è indispensabile per la sicurezza e la scorrevolezza della viabilità locale e nazionale. Il governo nonostante le promesse fatte ha tagliato tutti i fondi stanziati dai precedenti esecutivi ed ha respinto ogni tentativo in Parlamento di mettere risorse adeguate e velocizzare l’iter per il passaggio di competenze tra Anas e Sat. Tutti gli appelli lanciati dal Pd agli esponenti politici della maggioranza sulla necessità di fare fronte comune per risolvere la questione sono caduti nel vuoto. Bisogna prendere oggi definitivamente atto che questa destra non vuole la Tirrenica e che soltanto con un altro governo si potrà rifinanziare l’infrastruttura. Servono però interventi rapidi e risolutivi per salvare la vita agli automobilisti, a partire, se necessario della chiusura dei tratti più pericolosi e di un presidio permanente delle Forze dell’Ordine lungo l’intero percorso”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani sull’incidente avvenuto oggi, mercoledì 25 marzo.
“L’ennesimo rinvio dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Liberty Magona di Piombino è una preoccupante fumata grigia che si aggiunge a una lunga serie di incertezze su una situazione ormai non più tollerabile per lavoratori e territorio. I continui slittamenti del tavolo ministeriale, già registrati nei giorni scorsi, stanno alimentando un clima di forte preoccupazione e instabilità, mentre la scadenza degli strumenti di gestione della crisi si avvicina senza soluzioni concrete Più il tempo passa, più la vertenza si complica e aumenta il rischio per centinaia di famiglie coinvolte. Da mesi chiediamo atti concreti e tempi certi per il futuro di Magona, un sito fondamentale per Piombino e per oltre 500 lavoratori, ma continuiamo ad assistere solo a rinvii e indecisioni. Serve un cambio di passo immediato che ad oggi Meloni ed Urso non sono in grado di assicurare”. Lo dichiara in una nota congiunta il deputato Dem Marco Simiani, Alessandro Franchi consigliere regionale Pd della Toscana, Simone De Rosas Segretario Pd Val di Cornia Elba Piombino e di Fabio Cento Segretario Pd Uc Piombino, sul nuovo rinvio dell’incontro al Ministero che era in programma ieri.
“Il risultato del referendum sulla giustizia del 2026 segna una vittoria chiara e significativa: vince il NO, vince la democrazia, vince la Costituzione. L’alta affluenza dimostra quanto cittadine e cittadini credano nel valore del voto e nella partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. È una vittoria costruita grazie all’impegno diffuso del comitato per il NO, delle associazioni, del sindacato e di una rete civica ampia e plurale, che ha riportato al centro il confronto sui contenuti. Significativo è stato il contributo del Partito Democratico, dei parlamentari, degli amministratori locali e dei circoli, che hanno animato i territori con un lavoro costante di ascolto e mobilitazione.Un esito che rafforza i principi fondamentali della Repubblica e conferma la Costituzione come pilastro della nostra convivenza civile. Vince l’Italia, vince una democrazia viva e partecipata": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle Imprese certificano che il decreto sulle accise varato dal governo non solo è parziale e tardivo ma persino controproducente sul caro carburanti. Le cifre ad oggi sono chiare: solo il 60 per cento dei distributori ha ridotto i prezzi, mentre il 40 per cento non ha applicato alcun beneficio e oltre l’11 per cento li ha addirittura aumentati. Altro che misura efficace: siamo di fronte a un intervento che non funziona e che scarica sui cittadini ed imprese il peso dell’inefficienza": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"È il segno evidente di un fallimento politico. Senza controlli preventivi e senza meccanismi obbligatori, il taglio delle accise resta sulla carta e alimenta comportamenti speculativi. Il governo smetta con la propaganda e intervenga seriamente: servono misure vere, non provvedimenti che si trasformano in un boomerang per famiglie e imprese": conclude.
“Altro che sostegno concreto: quello annunciato dal ministro Lollobrigida è un intervento del tutto insufficiente, fatto di pochi spiccioli elettorali che non affrontano minimamente la crisi gravissima del settore della pesca. A fronte di rincari eccezionali del gasolio e problemi strutturali mai risolti, come i mancati indennizzi per il fermo pesca 2024 e 2025 e i ritardi nei ristori, il Governo risponde con una misura temporanea e limitata, utile forse alla propaganda ma non alle imprese”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani.
“Come Partito Democratico - aggiunge - lo diciamo da tempo: serviva un aiuto concreto e immediato fin dall’inizio, già dopo le prime tensioni sul fronte energetico e internazionale. Invece sono passati troppi giorni senza interventi efficaci, e oggi questo ritardo rischia di compromettere l’impatto delle poche risorse messe in campo. Il mercato, infatti, potrebbe assorbirle rapidamente, soprattutto alla luce della volatilità del costo del carburante, rendendo di fatto inefficace una misura già debole alla partenza. Il costo del carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per i pescatori italiani, arrivando a incidere in alcuni sistemi di pesca per oltre il 40-60 per cento dei costi operativi complessivi. Nei primi mesi del 2026, i prezzi del gasolio nei porti italiani hanno registrato aumenti medi del 33 per cento, con punte fino al 42 per cento, superando spesso 1 euro al litro. Numeri che da soli spiegano la gravità della situazione. Le marinerie italiane sono allo stremo e molte imbarcazioni rischiano di non uscire più in mare perché i costi sono diventati insostenibili. Servivano interventi urgenti e strutturali, a partire da un vero sostegno sui carburanti e dallo sblocco immediato dei pagamenti arretrati. Così invece - conclude - si continua a ignorare la realtà e si mette definitivamente in ginocchio un comparto strategico per il paese”.
"La riconferma di Francesco Limatola alla presidenza della Provincia di Grosseto è una vittoria politica netta che premia il lavoro fatto in questi anni con i sindaci e con i territori. Il risultato è ancora più significativo se si guardano i numeri: il centrodestra partiva con un vantaggio teorico di oltre 10.500 voti ponderati e invece Limatola ha vinto con circa 5.000 voti di scarto. Significa che oltre 15 mila voti ponderati si sono spostati rispetto allo schema previsto. È il segno evidente di una fiducia costruita sul campo e di un rapporto vero con le comunità locali": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"Questa elezione segna anche una sconfitta pesante per una destra sempre più 'Melonicentrica', incapace di guardare alle necessità concrete dei territori e concentrata solo su logiche di schieramento. Il risultato dimostra che amministratori e rappresentanti locali chiedono serietà, ascolto e lavoro quotidiano, non appartenenze imposte dall’alto. Con Limatola la Provincia continuerà a essere la casa dei Comuni e dei sindaci della Maremma": conclude.
“I dati sulla crisi del commercio sono drammatici: in Italia chiudono quasi due attività ogni ora. Nel solo 2025 hanno cessato l’attività circa 17 mila negozi, pari a 46 al giorno. Di fronte a questa situazione il Governo Meloni non solo non è intervenuto con misure efficaci, ma ha anche bloccato le iniziative delle opposizioni, a partire dalla proposta di legge sui negozi di vicinato, ferma da anni a Montecitorio.
Si tratta di un provvedimento che prevede la semplificazione degli adempimenti fiscali per gli esercenti, incentivi per l’acquisto dei registratori di cassa e l’introduzione di un programma di rimborso che consentirebbe ai cittadini di ricevere fino a 200 euro l’anno sugli acquisti effettuati nei negozi fisici. La crisi del commercio è ormai strutturale e senza una reale volontà politica da parte della maggioranza non sarà possibile invertire la rotta”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Marco Simiani.
“I negozi - sottolinea il parlamentare dem - rappresentano l’anima del tessuto sociale e produttivo del paese, sia nei piccoli centri sia nelle grandi città. Non svolgono solo una funzione economica e occupazionale, ma costituiscono anche un presidio fondamentale per il territorio e per la vita delle comunità locali. Per questo chiediamo al Governo cosa intenda fare concretamente per fermare questa crisi. Nel frattempo sostenga la proposta del Partito Democratico presentata nell’ambito del Decreto Bollette, attualmente in discussione alla Camera, che punta a ridurre i costi energetici nei cosiddetti centri commerciali naturali". "L’allarme lanciato dalle associazioni di categoria attraverso i loro rapporti e i dati diffusi dimostra quanto sia urgente attivare provvedimenti straordinari a sostegno di uno dei pilastri storici, sociali ed economici del sistema produttivo italiano. Basta parole: servono fatti”, conclude Simiani.
“Il decreto bollette deve essere rafforzato con misure strutturali che garantiscano maggiore autonomia energetica al paese, oltre ad interventi e risorse mirate per abbattere i costi delle bollette per famiglie ed imprese”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, che ha presentato un pacchetto di emendamenti al dl bollette.
“Le nostre proposte puntano a potenziare le infrastrutture energetiche, a partire da elettrodotti e termodotti, con particolare attenzione alle isole minori come l’arcipelago Toscano, e a valorizzare la geotermia. Tra gli interventi previsti anche la realizzazione di un green corridor dell’idrogeno verde tra Marocco e Trieste per rafforzare la filiera logistica e il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo. Chiediamo inoltre più incentivi per le rinnovabili, il rafforzamento delle comunità energetiche e l’implementazione del conto termico. Solo con nuove infrastrutture e con lo sviluppo delle fonti rinnovabili l’Italia potrà raggiungere l’autonomia energetica necessaria per evitare speculazioni e rincari incontrollati legati all’instabilità internazionale”, conclude Simiani.
“Dalle parole del ministro Pichetto Fratin sembra che tutto va bene, nonostante i prezzi alle stelle dei carburanti a seguito dell'escalation militare in Medio Oriente. Per il ministro è tutto nella norma e le famiglie e le imprese stanno pagando bollette basse, ma è chiaro che non è così. La realtà è totalmente diversa e servono azioni immediate e aggiuntive al decreto bollette che finora è stato un vero fallimento. È necessario un nuovo provvedimento che metta mano sulle accise sui carburanti e che dia sostegno alle famiglie, alle imprese e a diversi settori fondamentali come l'agricoltura, la pesca e la logistica dei trasporti. I costi sono raddoppiati, i portafogli sono vuoti e le persone non arrivano a fine mese”. Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani in replica al ministro Pichetto Fratin durante il Question Time alla Camera.
“Il ministro Pichetto Fratin non ci risponda un'altra volta con la favola del nucleare: servono risposte immediate e non tra quindici anni, se, quando e forse ci sarà il nucleare. La risposta è ora con l'efficientamento energetico e con seri investimenti nelle fonti rinnovabili e non con la litania che tutto va bene, perché non è così”, conclude Simiani.