24/07/2025 - 17:44

“Finalmente chiuse le indagini, ora si arrivi rapidamente a una conclusione. Deve emergere tutta la dinamica, comprese le condizioni di lavoro, i tempi ristretti, i carichi eccessivi e i processi burocratici complessi che, come abbiamo segnalato nella relazione prodotta dalla Commissione nel settembre scorso, hanno determinato il grave incidente ferroviario che ha scosso il nostro territorio”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dopo la chiusura delle indagini sulla strage di Brandizzo.

“Credo si debba fare un plauso al lavoro della procura di Ivrea che, nonostante la ben nota carenza di personale e di risorse, è riuscita a concludere in tempi ragionevoli un lavoro certamente molto complesso - prosegue Gribaudo - Nella Relazione pubblicata dalla Commissione abbiamo fornito delle indicazioni per garantire la sicurezza di chi lavora sui binari, dove si continua a morire”.

“Mi auguro che queste proposte possano venire presto prese nella dovuta considerazione, anche alla luce di quanto emergerà dall'indagine giudiziaria. Perché è certamente indispensabile individuare le responsabilità, lo dobbiamo alle vittime e ai loro famigliari, che troppo spesso vedono trascorrere troppo tempo prima di avere giustizia. Ma dobbiamo, tutti, fare di tutto affinché incidenti di questo genere non accadano più” conclude Gribaudo.

 

24/07/2025 - 17:20

Il 25 e 26 luglio 2025 la provincia di Agrigento ospiterà “Resistenza è Restanza”, un’iniziativa di due giorni promossa da PD Open, e dalla deputata agrigentina Giovanna Iacono, che coinvolgerà i comuni di Ravanusa e Bivona alla presenza dell’On. Marco Sarracino, Responsabile Sud, Aree Interne e Coesione territoriale della Segreteria nazionale del PD. Un viaggio in provincia di Agrigento, dalla Valle del Salso, ai Monti Sicani, alla Costa del Mito. La due giorni è organizzata per illustrare la proposta di legge sulle aree interne a prima firma di Elly Schlein con cui il Pd prevede la tutela e la valorizzazione di territori fondamentali per la crescita e lo sviluppo di tutto il Paese.

Programma e titoli degli incontri:

25 luglio ore 19.30 in Piazza XXV Aprile a Ravanusa: “Ridurre i divari: lavoro e giustizia al Sud”, dibattito sui temi delle disuguaglianze socio-economiche e delle opportunità di sviluppo.
26 luglio ore 10.00 dalla Diga Castello a Bivona: “Avere cura dei territori: aree interne e montane come risorsa”. La mattinata prevede la visita presso la Diga Castello e le aziende agricole locali e confronti con le realtà territoriali sulle potenzialità delle aree interne e montane. In conclusione un passaggio dalla storica Casa del Popolo del PD di Bivona.

 

24/07/2025 - 16:57

A ottant’anni dai bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, il Partito Democratico presenta alla Camera una mozione per chiedere al Governo un impegno concreto e immediato verso il disarmo nucleare.

Due gli impegni chiave richiesti:

“ad adottare misure concrete in direzione del disarmo nucleare, rafforzando il Trattato di non proliferazione (NPT), facendo proprie le prescrizioni e le indicazioni contenute nel Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) per quanto riguarda l’assistenza alle vittime e il risanamento ambientale, nella prospettiva di una piena adesione dell’Italia allo stesso Trattato”; e “a promuovere l’adozione di politiche di ‘Non primo uso’ e l’estensione delle garanzie negative in materia di sicurezza”.

La mozione è promossa da Laura Boldrini e firmata dai deputati democratici Vincenzo Amendola, Giuseppe Provenzano, Fabio Porta, Lia Quartapelle, componenti della Commissione Esteri, e da Eleonora Evi e Stefania Marino, componenti dell’intergruppo della Camera per il disarmo nucleare.

Presentato alla vigilia dell’anniversario dei bombardamenti del 6 e 9 agosto 1945, il testo nasce come risposta all’escalation nucleare globale: nel solo 2024, secondo ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017), la spesa per gli arsenali atomici ha superato i 100 miliardi di dollari, con un aumento dell’11% rispetto al 2023 e del 48% dal 2021.

Alla luce di una crescente mobilitazione per il disarmo – oltre 120 Comuni e due Regioni hanno già aderito alla campagna “Italia, ripensaci” – il Partito Democratico sollecita il Governo ad assumersi le proprie responsabilità: “servono scelte chiare, concrete e immediate a favore della sicurezza globale e della pace”.

 

24/07/2025 - 16:28

“Il ministro Nordio ha il dovere politico e istituzionale di chiarire subito quanto accaduto nel caso Al-Masrī. Le rivelazioni pubblicate da La Repubblica confermano che l’arresto del criminale libico era noto al ministero della Giustizia già uno o due giorni prima della sua scarcerazione. Eppure, in Parlamento, il ministro ha fornito una versione non corrispondente alla realtà. È un fatto di una gravità inaudita”. Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico, commentando, sul canale YouTube dei deputati dem, gli sviluppi della vicenda legata al rilascio di Al-Masrī, accusato di crimini gravissimi contro migranti e minori.

“Mentre il ministro tedesco della Giustizia ha dato seguito a un mandato della Corte penale internazionale arrestando un criminale libico, il nostro ministro – sottolinea l’esponente Pd – ha permesso che un torturatore e violentatore venisse accompagnato a casa con un volo di Stato. Un’umiliazione per l’Italia e per lo Stato di diritto. Nordio dovrebbe sentire vergogna, non sottrarsi alle proprie responsabilità”.

“Come Partito Democratico – prosegue Serracchiani – abbiamo presentato, su iniziativa di Laura Boldrini, una proposta di legge per istituire un codice dei crimini internazionali. Non possiamo più accettare che l’Italia si renda complice di una delegittimazione silenziosa degli organismi internazionali. La nostra credibilità davanti alla Corte penale internazionale è oggi fortemente compromessa. L’obiettivo deve essere colmare un vuoto normativo e ristabilire il rispetto del diritto internazionale”.

 

24/07/2025 - 16:14

“Il voto finale sul decreto Sport è stato rinviato alla prossima settimana per l’assenza dei deputati della maggioranza. È l’ennesima conferma della fragilità del centrodestra in Parlamento, incapace di garantire una gestione ordinata dei lavori d’Aula. La prossima settimana si preannuncia caotica, con ben tre decreti da esaminare in pochi giorni: un record negativo che dimostra l’improvvisazione con cui il Governo Meloni sta portando avanti l’attività legislativa. Una situazione inaccettabile, di cui il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, dovrebbe seriamente interrogarsi perché sta minando la corretta gestione dei lavori parlamentari.

Quanto accaduto oggi al Senato, dove il Codice dello Spettacolo è stato approvato con una manciata di voti, conferma ulteriormente lo stato di tensione e instabilità che attraversa la maggioranza” così una nota del gruppo parlamentare del Pd della Camera.

 

24/07/2025 - 15:50

“L'art. 15 del testo del dl sport approvato oggi in aula trae origine da un mio odg approvato all’unanimità lo scorso anno e volto ad impegnare il governo ad intraprendere iniziative concrete a tutela dei direttori di gara.
Il fenomeno dell’aggressione agli arbitri purtroppo e' in continua crescita in base ai dati dell'osservatorio: 342 casi nella stagione 22/23, 528 nella stagione 23/24 e ben 662 casi nella stagione 24/25 appena conclusa. Circa un terzo dei casi avviene addirittura nei settori giovanili.
Il Pd ritiene che inasprire le sanzioni non basta. Serve avviare anche iniziative rieducative e formative per questi energumeni che aggrediscono gli arbitri.
Per questo siamo soddisfatti per l'odg approvato poco fa che impegna il governo a definire modelli di giustizia riparativa in ambito sportivo, prevedendo l’obbligo, per chi commette atti di violenza fisica o verbale verso arbitri o ufficiali di gara, di partecipare a moduli formativi sul fair play, il rispetto delle regole e l’etica sportiva”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, sul Dl Sport.

24/07/2025 - 15:27

“La recente sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un importante passo avanti verso l’uguaglianza e la tutela dei diritti dell’infanzia. Riconoscere il diritto ai 10 giorni di congedo obbligatorio, e il pari accesso a quello parentale anche alla madre intenzionale, nelle coppie omogenitoriali legalmente riconosciute, significa garantire pari dignità a tutte le famiglie e, soprattutto, mettere al centro il benessere del bambino”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Pd, commentando, sui canali social dei deputati dem, la decisione della Consulta che equipara i diritti tra genitori di coppie eterosessuali e omosessuali composte da due donne, in materia di congedi.

“La Corte – prosegue l’esponente Pd – ribadisce che il diritto al congedo non può essere negato sulla base dell’orientamento sessuale. Ma ancor più significativo è il riconoscimento dell’importanza della relazione affettiva con entrambe le figure che hanno responsabilità genitoriali nei suoi confronti, nei primi giorni di vita del bambino. Non si tratta solo di accudimento fisico, ma di costruzione di legami fondamentali per lo sviluppo affettivo del minore”.

“Dispiace constatare – conclude Guerra - che esponenti della maggioranza abbiano reagito con diffidenza o confusione a questa decisione, dimostrando ancora una volta una visione stereotipata e discriminatoria che ignora la realtà delle famiglie italiane. Qui non si tratta di teorie, ma di diritti concreti di persone già legalmente riconosciute come genitori. Il Partito Democratico continuerà a battersi per un Paese in cui la genitorialità non sia discriminata e dove i diritti dei bambini vengano sempre messi al primo posto”.

 

24/07/2025 - 14:18

“La situazione della Rai è sempre più critica e lo stallo sulla riforma della governance rischia di costare caro all’Italia, con una multa da oltre 7 milioni di euro se entro l’8 agosto non si interverrà come richiesto dall’Unione europea. Le opposizioni hanno fatto la loro parte: abbiamo messo a punto una proposta unitaria, seria e concreta, ispirata ai principi del regolamento europeo, che chiede maggiore indipendenza, trasparenza e una netta separazione tra politica e servizio pubblico. Ora tocca alla maggioranza dire cosa intende fare”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai.

“Fino ad oggi – prosegue il deputato dem – la maggioranza ha mostrato scarsa volontà di confronto. Se davvero si vuole salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, occorre cambiare rotta. Altrimenti saremo di fronte all’ennesimo atto di autolesionismo, con i cittadini che, oltre al canone, si troveranno a pagare la ‘TeleMeloni Tax’ a causa dell’immobilismo del governo”.

“Per il Partito Democratico – conclude Graziano - la Rai deve essere dei governati, non dei governanti. Il servizio pubblico ha una funzione fondamentale in democrazia: garantire un’informazione pluralista, indipendente e accessibile. Ogni giorno perso è un danno per l’Italia e per i suoi cittadini. La destra dimostri di voler davvero modernizzare la Rai e rispettare le regole europee, oppure si assuma la responsabilità di questo fallimento davanti al Paese e all’Europa”.

24/07/2025 - 13:31

“Nel dibattito parlamentare e nell’agenda del governo Meloni le aree interne continuano a essere completamente assenti. Nessuna visione, nessun investimento strutturale, nessuna strategia per contrastarne lo spopolamento. È una scelta politica precisa: Giorgia Meloni ha abbandonato questi territori”. Lo dichiara Marco Sarracino, deputato Pd e responsabile nazionale per il Mezzogiorno, intervistato sui social dei deputati dem.

“Per questo – prosegue l’esponente Pd - come Partito Democratico, abbiamo presentato una proposta di legge per proteggere e valorizzare le aree interne, con la prima firma della segretaria Elly Schlein. Riteniamo che la vivibilità di questi territori sia una priorità nazionale. Non accettiamo l’idea, contenuta nel Piano strategico del governo, secondo cui lo spopolamento sarebbe un fenomeno irreversibile: è possibile invertire la rotta”.

“Lo si può fare – conclude Sarracino - sostenendo chi vuole avviare attività imprenditoriali, incentivando lo smart working, investendo in trasporto pubblico locale e sanità di prossimità. Per farlo, proponiamo un piano da 6 miliardi di euro, indicandone con chiarezza la copertura: non un euro in più, ma un euro speso meglio. Togliamo risorse da un’opera inutile e dannosa come il Ponte sullo Stretto e le destiniamo ai bisogni reali delle persone. Dopo tre anni di tagli infrastrutturali e alla decontribuzione per il Sud, il governo continua a voltare le spalle alle aree interne. Noi, invece, le consideriamo la più grande occasione di sviluppo sostenibile, sociale ed economico per tutto il Paese”.

 

24/07/2025 - 13:31

"Il governo Meloni decide in solitaria e impone alla Sardegna l’arrivo di 92 detenuti sottoposti al regime del 41‑bis nella casa circondariale di Uta, senza alcun confronto con il territorio, senza trasparenza e, soprattutto, senza un piano di rafforzamento delle strutture e del personale penitenziario". Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio della Camera, annunciando la presentazione di una interrogazione urgente al ministro della Giustizia, cofirmata dai deputati Debora Serracchiani (responsabile Giustizia del Pd) e Federico Gianassi (capogruppo PD in commissione Giustizia).

"Siamo di fronte a una decisione gravissima che colpisce un’isola già penalizzata dal punto di vista logistico e infrastrutturale, e - prosegue l'esponente dem - che rischia di trasformare il carcere di Uta in un hub nazionale della detenzione di massima sicurezza, senza le necessarie garanzie sanitarie, organizzative e di sicurezza, aggiungendosi ai detenuti in 41‑bis presenti nelle altre carceri isolane, a partire da Bancali. Con l’arrivo dei 92 nuovi detenuti, la Sardegna si avvia a ospitare quasi un quarto dell’intera popolazione detenuta in regime di 41-bis in Italia, a fronte di appena il 2,6% della popolazione nazionale. È evidente che siamo davanti a una scelta di comodo da parte del governo, che tratta la Sardegna come un’area di servizio per le emergenze penitenziarie del Paese. Tutto questo avviene senza alcun confronto istituzionale, né con la Regione né con i Comuni interessati. Non esiste un piano per il potenziamento del personale, per il rafforzamento dei presidi sanitari, né per garantire il rispetto delle prescrizioni costituzionali e giurisprudenziali che riguardano il trattamento dei detenuti più pericolosi".

“E tutto questo – conclude Lai – avviene nel silenzio dei sostenitori sardi del governo Meloni mentre alla Sardegna viene scaricato un fardello enorme senza alcuna contropartita né riconoscimento. L’istituto di Uta è già in sovraffollamento, con 700 detenuti su una capienza regolamentare di 561 posti. Il regime 41‑bis richiede sorveglianza continua, celle singole, trattamenti sanitari adeguati e personale altamente formato. Il governo non ha previsto nulla di tutto ciò: solo ordini calati dall’alto e il solito scaricabarile verso i territori più deboli. È inaccettabile. Nell’interrogazione chiediamo: chi ha deciso questo trasferimento massiccio? Da dove provengono i detenuti? Come si pensa di garantire legalità, sicurezza e diritti in queste condizioni? Il governo risponda davanti al Parlamento e alla Sardegna".

 

24/07/2025 - 13:08

“La scelta della destra di estromettere la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli dalla governance dell’America’s Cup è semplicemente vergognosa.
Parliamo di due istituzioni fondamentali per la buona riuscita dell’evento, sia sul piano logistico che su quello territoriale.
È evidente che non si tratta di una scelta tecnica, ma esclusivamente politica e discriminatoria. La destra dovrebbe spiegare perché per le Olimpiadi di Milano-Cortina la Regione Lombardia siede nel comitato organizzatore, mentre per l’America’s Cup la Regione Campania viene tenuta fuori. Due pesi e due misure, sempre con lo stesso schema: privilegiare il Nord, punire il Sud. Una decisione miope, avallata dal silenzio dei parlamentari campani eletti con la destra, che non danneggia solo le istituzioni locali ma colpisce Napoli, la Campania e lo stesso spirito dell’America’s Cup. Li aspettiamo in campagna elettorale a raccontare le ragioni di questa scelta” così il deputato democratico Marco Sarracino.

24/07/2025 - 12:52

Smantella la Costituzione, attacca la separazione dei poteri e ignora i problemi reali.

“La riforma della giustizia approvata al Senato è l’ennesima operazione ideologica di una destra che guarda al passato anziché affrontare le sfide del presente e del futuro. Forza Italia ha dedicato questa riforma a Silvio Berlusconi: un gesto che rivela l’anacronismo politico di una coalizione che si intestardisce a realizzare un intervento vecchio ormai di trent’anni in un mondo che nel frattempo è profondamente cambiato”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo dem in commissione Giustizia della Camera.
 
“Questa maggioranza — prosegue l’esponente Pd — non è impegnata a risolvere i problemi concreti della giustizia italiana: tempi lunghissimi dei processi, carenza di personale, un processo telematico che funziona a intermittenza, oltre 10mila precari negli uffici giudiziari. Di fronte a tutto ciò, il governo non investe né assume, ma preferisce sventolare una riforma mossa da furore ideologico e intento punitivo verso la magistratura”.

“La separazione delle magistrature– conclude Gianassi - non accelera i procedimenti e non migliora l’efficienza, lo ha ammesso persino il ministro Nordio. Serve solo a indebolire l’autonomia della magistratura e ha l’obiettivo di iniziare una traiettoria che si concluderà con la sottoposizione del pubblico ministero sotto l’influenza del potere esecutivo, stravolgendone la natura di organo di giustizia per farne un accusatore seriale. Continueremo a batterci per difendere la Costituzione scritta da Calamandrei contro quella scritta da Nordio e Delmastro”.

 

24/07/2025 - 12:51

"Uno spreco enorme di soldi pubblici e un insulto all'intelligenza delle italiane e degli italiani. Questo sono i centri in Albania tanto cari a Giorgia Meloni.
Quel "FUNZIONERANNO" urlato dal palco di Atreju è costato 114mila euro per detenere 20 persone nei soli 5 giorni in cui i centri sono stati pienamente operativi nel 2024. Lo dimostra uno studio realizzato da ActionAid con l'università di Bari. Altro che i famigerati 35 euro al giorno contro cui lei e i suoi attuali alleati di governo si sono scagliati per anni, gridando allo scandalo. Ora sì che siamo di fronte ad un enorme scandalo, uno sperpero insopportabile di denaro pubblico, quando cittadine e cittadini italiani hanno bisogno di poter fare visite mediche senza aspettare mesi.
Una debacle totale di cui Meloni deve scusarsi con il Paese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/07/2025 - 12:50

“La decisione del Partito Repubblicano americano, e in particolare di Donald Trump, di ritirare nuovamente gli Stati Uniti dall’UNESCO non è nuova, ma rappresenta oggi un segnale ancora più preoccupante. Non è la prima volta che accade: anche Reagan e Bush avevano compiuto lo stesso passo, ma in un contesto geopolitico molto diverso. Oggi, nel pieno di una stagione di nazionalismi crescenti, la scelta di Trump si inserisce in una strategia di chiusura, isolamento e rifiuto di valori fondamentali come il multiculturalismo e la cooperazione internazionale, che sono alla base del mandato dell’UNESCO”. Così Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera.

“Questo passo indietro – aggiunge l’esponente dem - si accompagna ad altri segnali allarmanti: i tagli all’istruzione, i dazi, e più in generale una visione che considera cultura, educazione e informazione come elementi marginali, se non ostili. È un modello che mina le fondamenta delle democrazie moderne”.

“Di fronte a questa deriva – conclude Manzi - l’Europa e l’Italia hanno il dovere di rispondere con forza. Non basta vantarsi del numero di siti UNESCO presenti nel nostro Paese. Il governo Meloni e il ministro Giuli dovrebbero assumere una posizione chiara, ribadendo l’impegno dell’Italia nella cooperazione culturale internazionale e sollecitando gli Stati Uniti a non abbandonare un’organizzazione cardine come l’UNESCO. I temi della cultura, dell’educazione e della libertà di espressione devono restare centrali nell’agenda democratica europea”.

 

24/07/2025 - 12:50

“Escludere la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli dalla governance dell’America’s Cup rappresenta un atto grave e ingiustificabile. Non si può organizzare un evento di portata mondiale senza coinvolgere le istituzioni che, più di tutte, saranno chiamate a garantire il successo della manifestazione sul territorio”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.

“Questa non è una scelta tecnica – continua Graziano – ma l’ennesimo atto politico di discriminazione nei confronti del Sud. Perché la Lombardia siede nel comitato organizzatore di Milano-Cortina e la Campania viene esclusa dall’America’s Cup? È evidente: si segue lo schema ormai consolidato della destra, che continua a penalizzare il Mezzogiorno, anche quando si tratta di opportunità internazionali”.

“È sconcertante inoltre – conclude Graziano – il silenzio complice dei parlamentari campani della destra, che accettano senza fiatare una decisione che penalizza la nostra regione e mortifica il ruolo di Napoli. Ma dovranno assumersene la responsabilità davanti ai cittadini, soprattutto in campagna elettorale”

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