08/09/2025 - 20:12

"La notte scorsa i blindati dell'esercito israeliano sono entrati nella mia città di appena 16mila abitanti e hanno distrutto il mercato. Perché distruggono il mercato? vogliono affamare anche noi in Cisgiordania?". E' la testimonianza del sindaco di Beita, Mahmoud Barham, che insieme ad altri sindaci della Cisgiordania è, in questi giorni a Perugia, nella sede della Regione Umbria, dove ho potuto incontrarli per dare loro tutta la nostra solidarietà e vicinanza per quello che il governo di Netanyahu sta infliggendo loro". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, che ha partecipato oggi all'incontro con la delegazione di sindaci palestinesi a Perugia. "Husam Shakhsir, ha raccontato che quando i check point chiudono Nablus che ha 200mila abitanti,  l'intera città è in carcere e nessuno può far niente. Muore l'economia e muore il futuro dei giovani. L'università di Nablus, ha spiegato il sindaco, aveva 26mila studenti e adesso ne ha pochissimi. Quando si blocca l'economia e si impedisce ai giovani di studiare, siamo davanti a una strategia per distruggere l'intero popolo- sottolinea Boldrini riferendo le parole dei sindaci -. Intorno a Nablus gli insediamenti dei coloni, protetti dal governo di Tel Aviv, gli insediamenti sono diventati enormi e i coloni abbattono gli ulivi e chiudono le strade. "Porteremo la vostra solidarietà e il vostro impegno ai 50mila sfollati di Jenin e Tulkarem che vivono senza acqua e senza elettricità - ci ha assicurato il presidente dell'associazione degli enti locali palestinesi Abd Al-Kareem Zubaidi -. Sapere che in Italia c'è chi lotta per loro darà speranza. La vostra vicinanza ci dà coraggio per resistere fino ad avere uno stato palestinese libero e sovrano". Uno Stato che il governo italiano si rifiuta di riconoscere mentre questi sindaci palestinesi ribadiscono quanto sia importante che lo faccia - prosegue la deputata dem -. Quella che abbiamo ascoltato oggi è una galleria di persecuzioni che mirano a rendere impossibile l’esistenza che si sta consumando anche in Cisgiordania e di cui i sindaci, portano testimonianza importante. Per noi è motivo per continuare la nostra battaglia in ogni sede: in Parlamento, nelle piazze, con la società civile e in ogni forma pacifica".
"Voglio ringraziare Felcos, Anci Umbria, l’Unione dei Comuni del Trasimeno, la Regione Umbria e la presidente Stefania Proietti per avere organizzato questa iniziativa particolarmente importante in un momento come quello che stiamo vivendo - conclude -. Significa manifestare solidarietà concreta a un popolo minacciato nella Striscia di Gaza col genocidio e in Cisgiordania con una lenta ma costante annessione de facto.
Una spirale di violenza che non fa che generare altra violenza e insicurezza anche per Israele, come dimostra l'attentato a Gerusalemme che ha provocato sei vittime civili. Alle loro famiglie va tutto il nostro cordoglio. Davanti al governo italiano che sta dalla parte di chi commette crimini, nel nostro Paese ci sono enti locali che invece si adoperano per sostenere le vittime attraverso progetti concreti. E' questa l'Italia che ci piace, quella che non vuole essere complice del genocidio e si attiva in ogni modo per stare dalla parte giusta".

08/09/2025 - 18:34

*È arretramento democratico e presenta diversi elementi di incostituzionalità*

Le audizioni promosse dal gruppo parlamentare del Pd della Camera hanno registrato una bocciatura unanime della riforma costituzionale voluta dal Governo. Sono intervenuti Christian Ferrari (CGIL), Cesare Parodi (ANM), Margherita Cassano (Prima Presidente della Corte di Cassazione), Ugo De Siervo (Presidente emerito della Corte Costituzionale), Mitja Gialuz (Università di Genova), Gaetano Azzariti (Università Sapienza Roma), Italo Sandrini e Valerio Martinelli (ACLI), Emilio Ricci (ANPI), Franco Coppi (Avvocato e giurista), Ivana Veronese (UIL). Voci diverse, provenienti dal mondo della giustizia, del diritto e delle parti sociali, che hanno evidenziato come la riforma presenti “gravi profili di incostituzionalità e non risponda alle reali emergenze del sistema giudiziario, rischiando invece di minarne l’equilibrio democratico e l’indipendenza”.

Secondo il Pd, il quadro che emerge è netto: la riforma non nasce per rafforzare la giustizia, ma per stravolgere la Costituzione. Come ha ricordato la capogruppo Pd Chiara Braga, si tratta di “un intervento ideologico costruito per punire la magistratura e portato avanti nel silenzio dei partiti di maggioranza, con un Parlamento ridotto a pura ratifica”. Una denuncia che si intreccia con quella della responsabile nazionale giustizia Debora Serracchiani, che ha sottolineato come “non ci sia nulla di tecnico in questo provvedimento che è il frutto di una scelta tutta politica che chiude ogni spazio di confronto e mina le garanzie dei cittadini, segnando un ulteriore arretramento democratico”.

La gravità del metodo è stata ribadita anche dal deputato Federico Fornaro, che ha parlato di “una maggioranza che tratta la Costituzione come fosse un decreto legge, ricordando che è il primo caso nella storia repubblicana in cui un testo costituzionale uscito dal Consiglio dei ministri arrivi in Parlamento blindato, senza possibilità di modifica, riducendo di fatto le Camere a semplici ratificatori”.

Sul merito della riforma, la capogruppo in Commissione Affari Costituzionali Simona Bonafè ha messo in evidenza come essa venga “venduta come risposta ai problemi della giustizia, ma non intervenga su nulla: né sui tempi lunghissimi dei processi, né sulla carenza di personale, né sull’efficienza del processo telematico. È un grave strappo istituzionale che tradisce i cittadini”.

Un giudizio condiviso dal capogruppo Pd in Commissione Giustizia Federico Gianassi, che ha aggiunto: “La separazione delle carriere non accelera i procedimenti né migliora l’efficienza, lo ha ammesso lo stesso ministro Nordio. Serve solo a indebolire la magistratura e a piegare il pubblico ministero all’influenza dell’esecutivo, avviando un percorso pericoloso di stravolgimento della Costituzione repubblicana”.

Molti degli auditi hanno sottolineato, inoltre, l’importanza di questo ulteriore momento di ascolto promosso dal Pd, non solo per denunciare i gravi rischi della riforma, ma anche per contribuire a costruire nel Paese una coscienza sociale più consapevole. Un passaggio decisivo in vista del referendum confermativo, che sarà lo strumento con cui i cittadini potranno difendere l’equilibrio dei poteri e i principi fondamentali della democrazia. Le audizioni di oggi hanno dunque confermato un punto: a fronte di una riforma ideologica, isolata e priva di soluzioni ai problemi concreti della giustizia italiana, può crescere un’ampia mobilitazione che coinvolge forze politiche e rappresentanti del mondo giuridico a difesa della Costituzione e dell’indipendenza della magistratura.

 

 

08/09/2025 - 17:51

“In poche ore oggi ci sono state quattro morti sul lavoro. Lo ribadisco: la salute e la sicurezza sul lavoro sono un’emergenza nazionale e i recenti provvedimenti come la patente a punti non stanno portando risultati”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.

“Torino, Monza, Catania, Roma sono tutti teatro di scenari che non devono più ripetersi. La politica deve realmente farsi responsabile di prendere misure che funzionino e pretendiamo che in Parlamento e nelle sedi opportune venga al più presto affrontata la nostra proposta di Legge per i badge di cantiere - prosegue la vicepresidente del Partito Democratico - Con la mia proposta di una procura nazionale chiedo anche il gratuito patrocinio per chi, dopo aver perso un proprio caro, deve affrontare un lungo processo: da oggi ci sono quattro famiglie in più che non possono essere lasciate sole”.

“Ad ottobre si svolgeranno gli Stati Generali della salute e sicurezza sul lavoro, io auspico che possano essere il luogo in cui divisioni partitiche vengano accantonate per raggiungere soluzioni condivise e soprattutto utili a ridurre il numero dei caduti sul lavoro, perché il tema è davvero troppo importante. Dobbiamo agire immediatamente” conclude Gribaudo.

 

08/09/2025 - 17:45

Quattro morti sul lavoro in una sola giornata sono una vergogna per un paese moderno. Una ferita per l’intera nazione perché significa che uno dei principi su cui è scritta la Costituzione, il lavoro, rappresenta un pericolo per ogni individuo che concorre allo sviluppo.

Basta con le parole di circostanza, chiediamo al Governo di agire subito, prima che altre vite paghino un prezzo troppo alto per qualunque salario.

Servono più controlli, più ispettori e più attenzioni da parte di chi dà lavoro e pure di chi è costretto ad accettare situazioni di precarietà e insicurezza.

Avevamo lanciato l’allarme per il pericolo subentrato con gli appalti a cascata che impediscono di individuare responsabilità, ma ora il segno è passato e sono diventate urgenti misure per porre fine alle tragedie ripetute di questi ultimi mesi.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

08/09/2025 - 15:40

"Sul licenziamento delle 211 lavoratrici e lavoratori della Yoox Net-a-Porter non si può accettare il fatto compiuto, annunciato con una semplice comunicazione da parte del colosso tedesco Lux Experience. I sindacati chiedono il ritiro della procedura e l’apertura di un confronto per trovare una soluzione. Tutte le istituzioni, a partire dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Bologna, sono a fianco dei lavoratori oggi in sciopero. E noi parlamentari del Pd daremo il nostro contributo nel confronto con il tavolo nazionale al Ministero. Le chiavi sono l’unità, la solidarietà e la partecipazione alle lotte promosse dai sindacati". Così in una nota il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze ed ex sindaco di Bologna.

 

08/09/2025 - 15:00

"L’unico a non accorgersi delle difficoltà che ogni giorno incontrano milioni di passeggeri e pendolari sulla rete ferroviaria è il ministro Salvini: anche oggi ritardi e disservizi per inconvenienti tecnici tra la Capitale e il nodo di Napoli. A Roma Termini ancora una volta tabelloni, annunci, siti e app stanno dando informazioni diverse o sono del tutto assenti. Esprimo la mia sentita solidarietà a lavoratrici e lavoratori costretti a fronteggiare le conseguenze di questo costante caos informativo". Così in una nota il deputato Pd Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera.

 

08/09/2025 - 14:10

"Il Governo Meloni continua a coprire con i soliti annunci i problemi mai risolti che affliggono le famiglie italiane: dalla flat tax per tutti, alla rottamazione delle cartelle, ai tagli Irpef per il ceto medio. La realtà purtroppo è ben diversa: sugli stipendi, che continuano ad essere tra i più bassi d'Europa, la destra in tre anni si è limitata a confermare il taglio del cuneo fiscale già in vigore, affossando ogni tentativo di salario minimo e non producendo alcuna misura efficace per contenere i costi delle bollette energetiche per famiglie e imprese. L'unica certezza che è emersa anche recentemente al Forum economico di Cernobbio è che questo governo ha alzato le tasse, e che nella prossima Legge di Bilancio ci aspettiamo nuovi tagli su spesa sociale, servizi e sanità per far tornare i conti. Come Pd ci opporremo in Parlamento per evitare misure recessive e per tutelare il potere d'acquisto delle famiglie". Lo ha detto la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè, intervenuta ad Agorà su Rai Tre.

08/09/2025 - 13:39

“La separazione delle carriere non è una riforma della giustizia, ma un’operazione ideologica che smantella la Costituzione, attacca la separazione dei poteri e non affronta in alcun modo i problemi concreti del sistema giudiziario. La maggioranza preferisce riproporre vecchie battaglie identitarie piuttosto che lavorare su ciò che serve davvero a cittadini e imprese”, dichiara Federico Gianassi, capogruppo democratico in Commissione Giustizia della Camera, a margine delle audizioni promosse oggi dal Pd.
“Il Paese aspetta riforme capaci di ridurre i tempi infiniti dei processi, di garantire personale stabile negli uffici giudiziari, di rendere efficiente e davvero funzionante il processo telematico. A queste urgenze, il governo risponde con una riforma che non velocizza un solo procedimento e che, come ha ammesso lo stesso ministro Nordio, non produce alcun miglioramento sul piano dell’efficienza. È chiaro l’obiettivo: indebolire l’autonomia della magistratura e piegare il pubblico ministero all’influenza dell’esecutivo. Ancora più grave, è la prima volta nella storia repubblicana che un testo uscito dal Consiglio dei ministri arriva in Parlamento blindato e destinato a essere approvato senza alcuna modifica, riducendo il ruolo del Parlamento a pura ratifica. Per questo continueremo a contrastare con forza questa sciagurata riforma e a difendere la Costituzione repubblicana, scritta per garantire equilibrio e indipendenza dei poteri, contro una destra che vuole piegare la giustizia alle logiche della politica”.

08/09/2025 - 13:38

“La riforma costituzionale sulla cosiddetta separazione carriere, portata avanti dalla maggioranza senza alcun coinvolgimento delle opposizioni, rappresenta un grave strappo istituzionale. Si relega il Parlamento al ruolo di semplice ratificatore dei patti di governo come se fossimo davanti a un decreto legge. Una riforma venduta come risposta ai problemi della giustizia, ma che non interviene sulle vere emergenze del sistema, a partire dalla lentezza dei processi”, ha dichiarato Simona Bonafè, capogruppo democratica in Commissione Affari costituzionali, intervenendo al ciclo di audizioni promosse dal Pd. “Mentre il governo rifiuta qualsiasi confronto in Parlamento, il Partito Democratico ha scelto di aprire uno spazio di ascolto con il mondo della giustizia e della società civile attraverso una giornata di audizioni informali, che stanno mettendo in luce le molte criticità e preoccupazioni suscitate da questa riforma. Ancora più grave, proprio in queste ore, è l’invito del ministro Nordio a non schierarsi sul referendum, un segnale che appare come un tentativo di limitare ulteriormente ogni forma di dissenso e critica verso questa pessima riforma” conclude Bonafè.

08/09/2025 - 12:26

“La maggioranza sta affrontando la riforma costituzionale sulla giustizia come se fosse un decreto legge, senza alcun confronto con le opposizioni e senza ascoltare le voci del Parlamento. Siamo già in campagna referendaria e la modalità con cui questo provvedimento viene portato avanti rappresenta un vero e proprio attacco alla Costituzione e al principio della separazione dei poteri”, dichiara il deputato democratico Federico Fornaro componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Partito Democratico alla Camera.
“Il Partito Democratico - aggiunge Fornaro - ha promosso un ciclo di audizioni con il mondo della giustizia e la società civile per evidenziare le criticità e le preoccupazioni che questa riforma solleva. Tuttavia, la maggioranza ha scelto la chiusura totale al dialogo, mostrando chiaramente l’intento politico di blindare il testo e ridurre il Parlamento a semplice ratificatore. È il primo caso nella storia repubblicana in cui un testo costituzionale arriva in Parlamento già chiuso e inappellabile: un totale negazione della volontà dei costituenti e dello spirito della nostra Carta”.

 

 

08/09/2025 - 12:19

“La campagna referendaria che si apre sarà difficile e impegnativa, perché siamo di fronte a una riforma della giustizia che nasce da una scelta tutta governativa, senza alcuna apertura al confronto, come confermano le parole del ministro Nordio, che nei giorni scorsi ha di fatto chiesto di trattarla solo tecnicamente, quando in realtà qui di tecnico non c’è nulla” dichiara Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico intervenendo al ciclo di audizioni promosse dal Pd alla Camera. “La maggioranza - ha aggiunto Serracchiani - non ha accolto nessuna proposta delle opposizioni: l’ANM stessa è stata messa al corrente del testo solo dopo che il governo lo aveva già blindato e, quando è stata ricevuta, le è stato detto che non c’erano più margini per modifiche. È un metodo che nega il ruolo del Parlamento e segna un ulteriore arretramento democratico.

“Nel merito, la riforma rappresenta un attacco diretto alla magistratura e alle garanzie dei cittadini stessi: non rafforza i diritti, ma li indebolisce. Invece di affrontare i veri problemi della giustizia – dalla lentezza dei processi al sovraccarico degli uffici giudiziari – la maggioranza ha scelto la strada dello scontro e dell’imposizione, colpendo l’equilibrio tra i poteri e riducendo le tutele per i cittadini. Il Partito Democratico è pronto a contrastare questa deriva con determinazione, aprendo spazi di confronto e ascolto con la società civile e con tutte le forze che condividono la necessità di difendere i principi fondamentali della nostra democrazia”, conclude Serracchiani.

 

 

08/09/2025 - 11:52

Vogliono stravolgere la Costituzione, vogliono farlo per ragioni ideologiche e per punire la magistratura. E vogliono farlo nel silenzio assoluto. Per questo oggi incontreremo esponenti della giustizia e della società civile, esperti e studiosi per continuare a discutere e preparare la campagna per il referendum su questa finta riforma della giustizia. È inaccettabile la decisione della maggioranza di approvare un testo blindato e a colpi di maggioranza, come se fosse un decreto legge e non uno stravolgimento della Costituzione. È in gioco l’equilibrio dei poteri e l’indipendenza della magistratura. L’ascolto è il primo passo per promuovere una mobilitazione nel paese contro una riforma che non ne migliorerà il funzionamento ma serve solo a mettere le mani sulla Costituzione.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

08/09/2025 - 11:15

"Presenteremo una interrogazione parlamentare sulla presenza di decine militari israeliani in vacanza in Italia. Mentre il premier spagnolo Sanchez annuncia nuove misure per fermare il genocidio a Gaza, compreso il divieto di transito di combustibile e armi destinate a Israele dai porti e dagli aeroporti spagnoli e il divieto di entrare nel territorio spagnolo per chiunque sia coinvolto nel genocidio in corso nella Striscia, apprendiamo dalla stampa che in Sardegna e nelle Marche sono ospitate decine di militari dell'Idf, con tanto di protezione delle forze dell'ordine italiane.
Questo non solo conferma la complicità del governo Meloni con le politiche genocidarie di Netanyahu, ma evidenzia come questo governo si schieri troppo spesso dalla parte dei criminali. Dopo avere rimpatriato Almasri permettendogli di sfuggire alla Corte Penale internazionale, adesso decine di militari reduci da Gaza, dalla distruzione della Striscia, dall'uccisione di decine di migliaia di civili palestinesi inclusi 20mila bambini possono soggiornare in vacanza in Italia e godere, per di più, della protezione delle nostre forze dell'ordine.
Il governo deve rispondere in aula di tutto questo su cui non accetteremo i soliti balbettii e i soliti tentennamenti.". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. 

08/09/2025 - 11:00

"Sono intervenuto questa mattina al presidio davanti alla sede della Yoox all'Interporto di Bologna. Per ribadire la mia solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori ed il mio sostegno alle iniziative che hanno assunto le Organizzazioni Sindacali. Ho già depositato una interrogazione parlamentare al Governo, anche per sostenere la richiesta della convocazione del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy".

Così Andrea De Maria, deputato PD

 

08/09/2025 - 08:22

Non disturbare il manovratore. È la linea del governo sulle riforme. Nel secondo passaggio alla Camera della riforma costituzionale della giustizia, la maggioranza non ha intenzione di effettuare audizioni. Per questo il Gruppo del Pd ha deciso di promuovere una consultazione tra i rappresentanti del mondo della giustizia, dell’associazionismo e delle parti sociali. Le audizioni informali si terranno oggi, lunedì 8 settembre, a partire dalle ore 11 per tutta la giornata presso la Sala Berlinguer. Hanno aderito CGIL con Christian Ferrari, Segretario Confederale, Cesare Parodi, Presidente ANM, Margherita Cassano, Prima Presidente della Corte di Cassazione, Ugo De Siervo, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Mitja Gialuz, Professore ordinario di Diritto processuale penale Università Genova, Gaetano Azzariti, Professore ordinario di Diritto costituzionale Università Sapienza Roma, per le ACLI Vice Pres. Avv. Italo Sandrini e Valerio Martinelli, Consigliere del Presidente Nazionale, per ANPI Emilio Ricci, Vice presidente, Franco Coppi, Avvocato Giurista, per la UIL Ivana Veronese Segretaria Confederale.

Per il Gruppo del Pd oltre alla Capogruppo Chiara Braga e all’Ufficio di Presidenza, parteciperanno i capigruppo delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia Simona Bonafè e Federico Gianassi, la Responsabile Giustizia della segreteria nazionale Pd Debora Serracchiani, deputate e deputati Pd e rappresentanti del Gruppo del Pd al Senato.

 

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