"Giustizia per Niccolò Ciatti": questo il titolo del libro - inchiesta sulla tragica morte del giovane fiorentino, ucciso a Lloret de Mar nel 2017 da un criminale condannato con sentenza definitiva tuttora latitante, che verrà presentato domani, martedì 10 giugno alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.
Il libro, scritto dal giornalista Fabrizio Morviducci ed edito da AB edizioni & comunicazioni, ripercorre la vicenda attraverso testimonianze e documenti che affrontano il caso sia sul versante giudiziario che su quello umano.
Saranno presenti alla conferenza stampa l'autore del volume, il padre di Niccolò, Luigi Ciatti e Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.
“Conosciamo Alessandro Delli Noci. Abbiamo apprezzato la sua grande capacità di essere sempre al servizio del bene comune e mai di qualcuno in particolare, con competenza e passione politica. Ecco perché molte delle descrizioni frettolosamente emerse in questi giorni le riteniamo molto lontane dall’uomo e dal politico Delli Noci. Confidando come sempre nella giustizia e nella magistratura, siamo certi saprà chiarire a brevissimo ognuno degli addebiti che gli sono mossi".
Così in una nota congiunta i deputati pugliesi del Partito Democratico, Claudio Stefanazzi, Ubaldo Pagano e Marco Lacarra.
“Abbiamo chiesto lo stop alle azioni militari israeliane a Gaza. Muoiono troppi civili, bambini, donne. Basta massacrare il popolo palestinese. L’Italia vuole la pace”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
Tanti, tantissimi, in piazza con l’Italia che grida basta massacri del popolo palestinese e condanna Hamas per l’orrore del 7 ottobre. L’Italia che vuole la pace e due popoli due Stati.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Oggi ho partecipato a Roma alla bellissima manifestazione che ha chiesto che cessino le azioni militari israeliane a Gaza. Una manifestazione davvero straordinaria, anche per la grande partecipazione di cittadini. Una mobilitazione che deve continuare. Contro i crimini del governo di estrema destra di Israele. Perché l' organizzazione terroristica di Hamas liberi gli ostaggi. Per il diritto dei palestinesi a vivere in un proprio stato libero e democratico e per il diritto alla sicurezza della stato di Israele. Contro ogni forma di antisemitismo". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Il Partito Democratico esprime pieno sostegno ai giornalisti dei programmi d’inchiesta Rai che denunciano l’accordo tra azienda e sindacati che penalizza fortemente l’informazione d’approfondimento e lascia senza tutela professionisti fondamentali del servizio pubblico.
La marginalizzazione delle trasmissioni storiche di inchiesta è un fatto grave, che va approfondito con urgenza in Commissione di Vigilanza Rai. Per questo il Pd richiederà un’immediata audizione sui contenuti dell’accordo, sulle sue ricadute editoriali e sul rispetto del contratto di servizio.
Difendere il giornalismo d’inchiesta significa difendere la qualità e l’indipendenza dell’informazione pubblica” così i componenti democratici nella commissione bicamerale di vigilanza Rai.
"Sui rave party Nordio continua a rilanciare una bufala quando dice che grazie alla sua norma i rave party sono spariti. Evidentemente qualcuno al ministero gli nasconde la rassegna stampa altrimenti saprebbe che ce ne sono ancora molti in giro per l’Italia; basterebbe leggere i giornali che ne danno conto”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera, Federico Gianassi.
"Peraltro ci vuole coraggio a vantarsi di una norma così assurda che prevede addirittura 6 anni di galera per chi organizza un raduno musicale illegale quando nello stesso codice penale reati più gravi sono puniti con pene assai inferiori.
Stendiamo invece un velo pietoso sulla coerenza di Nordio che oggi celebra questa assurda norma e solo fino a poco fa diceva che l’errore della destra è quello di pensare di garantire la sicurezza inventando nuovi reati e nuove sanzioni.”
“Per mesi abbiamo chiesto al governo di incontrare tutte le realtà del mondo del cinema. Per mesi ci è stato risposto che bastava parlare con Anica e Apa.
Per mesi abbiamo segnalato che c'era una grave crisi. Per mesi ci è stato risposto che non era vero e che davamo i numeri.
Per mesi abbiamo spiegato che il decreto sul tax credit era sbagliato e paralizzava il settore. Per mesi ci è stato risposto che andava tutto bene.
Oggi finalmente il governo si è degnato di interloquire con una delegazione del settore, ha riconosciuto l'esistenza della crisi, ha emanato un decreto correttivo del tax credit.
Dimostrando così che quanto da noi denunciato in questi mesi era vero. Peccato si sia perso quasi un anno, causando un danno grave a lavoratori e imprese.Purtroppo, in queste stesse ore, la presidente Meloni continua con argomenti falsi e volgari a offendere il settore ed emerge l'ennesimo scandalo legato all'operato della sottosegretaria Borgonzoni.
È sempre più evidente che occorre che questa discussione sia svolta in Parlamento, come chiediamo da quasi un anno. Il governo smetta di scappare e venga a discutere su come risolvere i danni che ha creato.” Così il deputato democratico Matteo Orfini componente della commissione cultura della camera.
Il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Attività Produttive, Vinicio Peluffo, ha presentato un’interrogazione al ministro Pichetto Fratin per fare chiarezza sui ritardi nell’attuazione del meccanismo “Energy Release”, pensato per ridurre il costo dell’energia per le imprese energivore.
La misura, prevista dal decreto-legge 181/2023, è “il solo reale intervento previsto ai fini del contenimento del prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese industriali italiane”. Nonostante il bando sia stato chiuso a marzo con 559 domande per oltre 70 TWh, “i risultati, attesi per aprile 2025, non sono ancora stati resi noti”.
Peluffo critica la gestione del Governo e chiede spiegazioni sulle interlocuzioni con Bruxelles, rilevando che “non si capisce quale sia stata la ratio per cui sono state esperite delle procedure pubbliche per l’assegnazione dell’energia in carenza dei necessari chiarimenti con la Commissione europea”.
Nell’interrogazione si chiede infine al Governo di “comunicare le tempistiche e coinvolgere gli operatori nella definizione di eventuali modifiche, per tutelare investimenti e credibilità del meccanismo”.
“La decisione della Rai di bloccare per ben due volte la diffusione del comunicato sindacale dell’Usigrai sulla consultazione referendaria rappresenta un atto gravissimo. Si tratta di un vero e proprio doppio bavaglio, che nega ai giornalisti del servizio pubblico il diritto fondamentale di esprimersi su temi che toccano direttamente i diritti dei lavoratori e la qualità democratica dell’informazione.
Ma il bavaglio imposto non è un caso isolato. La responsabilità più grave è politica: la maggioranza, premier in testa, ha scientemente disertato ogni confronto pubblico sul referendum, sottraendosi al dibattito, eludendo ogni responsabilità di informazione, e contribuendo così a un vero e proprio sabotaggio del diritto di voto dei cittadini. Un comportamento che va chiamato con il suo nome: ostruzionismo istituzionale intollerabile. Il referendum è uno degli strumenti più alti della democrazia diretta, garantito dalla Costituzione. Ricordare ai cittadini che si vota non è propaganda: è dovere civico, giornalistico e istituzionale. Chi lavora nel servizio pubblico lo sa bene. Chi lo dirige, evidentemente no” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.
“Ciò che dispiace davvero, o forse preoccupa maggiormente, è che il ministro delle Imprese e del Made in Italy si sia affrettato a contestare le mie affermazioni senza nemmeno prima confrontarsi con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a cui, come lo stesso Mimit segnala nella nota, ho personalmente inviato la richiesta di accesso agli atti, proprio perché di sua stretta competenza”.
Così Ubaldo Pagano deputato del Partito Democratico, in risposta alla nota di smentita del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Oltre a negare l’evidenza, darmi del bugiardo e impartire inutili lezioni - aggiunge - il ministro Urso ha dato piena dimostrazione di quanto ho voluto denunciare: la sua prima preoccupazione non è salvaguardare Taranto, promuovere la decarbonizzazione dell’acciaieria e tutelare i lavoratori, ma utilizzare il dossier dell'ex Ilva per fare campagna elettorale. Un modo assolutamente disgustoso di gestire questa dolorosa questione perché, ancora una volta, si ricatta un’intera comunità obbligandola a scegliere tra lavoro e salute. Il fatto, poi, che il ministro Urso si sia sentito tirato in ballo dalle mie parole malgrado io abbia chiaramente addossato le responsabilità del diniego non a lui ma al governo di cui fa parte - conclude Pagano - dimostra solo tutto il suo imbarazzo nell’essere stato colto in fallo”.
"I numerosi problemi logistici, strutturali e di sovraffollamento del carcere di Livorno continuano a creare numerosi disagi a detenuti e personale. Dopo l'interrogazione parlamentare presentata nei mesi scorsi che denunciava criticità evidenti e costanti abbiamo purtroppo verificato che nulla è cambiato": così i deputati Pd Debora Serracchiani e Marco Simiani dopo aver visitato oggi il penitenziario le Sughere insieme al Segretario dei Giovani Democratici della Provincia di Livorno Fernando Taddei.
"Le due sezioni recentemente ristrutturate non sono ancora agibili perché necessitano di ulteriori lavori, iniziati peraltro oggi e sui quali è necessario monitorare per garantire tempi di realizzazione rapidi. Nel frattempo infatti sono stati chiuse altre sezioni e gli indici di sovraffollamento sono aumentati esponenzialmente. E' inoltre fondamentale stanziare le risorse per realizzare una nuova mensa e la ristrutturazione sala polivalente, oggi inagibile, oltre ad aumentare il personale di polizia penitenziaria che è attualmente la metà di quello previsto".
“La costruzione del maxi allevamento intensivo di galline ovaiole ad Arborio rischia di avere devastanti impatti sull’ambiente e sul territorio del vercellese. Penso che sia inconcepibile continuare a non agire per fermare questo modello di estremo sfruttamento e inquinamento che sono gli allevamenti intensivi: 300.000 animali rinchiusi in poco spazio, destinati ad una fine cruenta”. Lo dice la deputata Pd, Eleonora Evi presentando un'interrogazione al ministro dell'Agricoltura, Lollobrigida.
“Sarà costruito a poca distanza dalle prime case del centro abitato e dalla Riserva Naturale – sottolinea l'esponente dem - e comporterà un allarmante dispendio d'acqua, con immissione di circa 19 tonnellate di ammoniaca ogni anno. A pagarne le conseguenze sarà la salute delle persone per l'eccessiva presenza di PM 2,5 che si forma proprio anche a causa della presenza di ammoniaca, e per il rischio di zoonosi, l'influenza aviaria che in tali condizioni trova maggiore facilità di trasmissione del virus”, conclude Evi.
“Solo il Governo Meloni non si è accorto dello scontro tra Trump e Musk. Perfino Salvini ha perso la parola e interrotto la sua incessante attività di promoter di Space X. L’Italia non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia e intraprendere l’unica strada possibile per garantire la sicurezza nazionale: invertire subito la rotta, spostare le risorse dall’acquisto di servizi chiavi in mano da chi vuole il pieno controllo sul nostro futuro alla costruzione dell’alternativa satellitare italiana ed europea. Prima che sia troppo tardi” così il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu. “La prossima settimana è previsto il voto definitivo al Senato del DDL Spazio che lo stesso Musk ha rivendicato pubblicamente come mezzo per aprire la strada a Starlink per il sistema di backup satellitare del nostro Paese, Salvini vuole mettere nelle sue mani anche le comunicazioni della nostra rete ferroviaria: come fa il Governo Meloni a non rendersi conto del pericolo?” Conclude.
“Cinque sì convinti, per dare maggiore dignità al lavoro e combattere la precarietà. Cinque sì convinti, per garantire diritti e integrazione alle tante persone che risiedono in Italia, sono nate in Italia, vanno a scuola con i nostri figli e che sono costrette a vivere in una incertezza infinita per i tempi di cittadinanza. Cinque sì convinti per proteggere un'Italia che assiste alla deriva anti-democratica da parte di un governo che vuole minare i suoi cardini costituzionali e che ha paura della partecipazione civile e del diritto di voto. Cinque sì convinti nelle urne elettorali, per referendum dell'8 e 9 giugno”. Così in una nota la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.