“Non è semplice, oggi, tracciare un bilancio sullo stato delle riforme della giustizia nel nostro Paese. Non lo è soprattutto se si assume come parametro l’orientamento originario che il Ministro in carica ha inteso assumere all’inizio del suo mandato.
Un tema molto importante a mio avviso da sottolineare è che nessun intervento legislativo è stato fatto dalla attuale maggioranza sul riequilibrio delle prerogative fra parte pubblica e privata nella fase delle indagini preliminari, dove il rischio di abuso delle misure cautelari finora non è stato assolutamente mitigato.
Ci sono ancora molti interrogativi che riguardano le indagini preliminari che restano senza risposta.
E per quanto riguarda i reati, abbiamo visto che sono stati introdotti più di 60 nuovi reati e che l’aumento complessivo delle pene supera i 400 anni di carcere. È evidente che prevale nel governo e nella maggioranza un forte istinto panpenalista piuttosto che delle serie intenzioni di riforma della giustizia verso una giustizia più equa”. Lo ha detto il deputato del Pd, Marco Lacarra, nel corso del dibattito sulla Giustizia organizzato dal Partito Democratico alla Camera.
Il sistema Cpr negli ultimi vent’anni è degenerato e oggi la detenzione amministrativa rappresenta in tutta la sua violenza e la sua assurdità la criminalizzazione nel segno del panpenalismo della condizione di irregolarità delle persone straniere, rendendo questa condizione una vera e propria colpa da espiare, in un paese che però non dà alcuno strumento per regolarizzare la propria situazione. Le condizioni di trattenimento nei Cpr sono disumane, con ancora meno garanzie di quelle che troviamo nelle carceri italiane, ed è solo per ragioni di propaganda che il governo italiano sceglie di investire in questo “modello”, addirittura provando ad esportarlo in Albania. Su questo fronte c’è solo una risposta possibile: chiudere i Cpr e investire sul superamento della Legge Bossi Fini, che crea irregolarità e alimenta alla radice questo sistema perverso.
Così la deputata del Pd Rachele Scarpa, intervenendo all'incontro "Giustizia secondo Costituzione", un evento promosso dal Partito democratico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale.
“Basta scaricabarile. Basta sciacallaggi. Chi governa da tre anni non può continuare a dare la colpa ai governi precedenti. Le dichiarazioni dei Trancassini di turno sul caso Villa Pamphili rappresentano l’ennesimo, squallido episodio di sciacallaggio politico. Ma soprattutto rivelano un dato imbarazzante: il ministro Giuli non parla nemmeno con i suoi uffici. Infatti, mentre lui e il suo partito alimentano la grancassa
della polemica, la Direzione Generale Cinema del Ministero parla di procedura regolare e conferma che sono già stati avviati controlli interni per accertare eventuali frodi. Chi ha ragione? Lo chiarisca il ministro Giuli. E magari lo chieda anche alla sottosegretaria Borgonzoni, a cui ha personalmente confermato la delega al cinema. Ci saremmo aspettati maggiore cautela e senso delle istituzioni. Da Fratelli d’Italia, invece, il solito copione: tentare goffamente di scaricare la responsabilità su altri peraltro per atti che, da come leggiamo sulla stampa, sono stati approvati nel 2023 e quindi firmati, gestiti e politicamente coperti dall’attuale governo” così una nota dei deputati democratici della commissione Cultura della Camera dei deputati.
"In questi giorni si svolgeranno in tante città italiane incontri e momenti di riflessione in occasione della prima giornata dedica alle Periferie, il 24 giugno. Una giornata istituita a seguito di più proposte di legge dei diversi gruppi parlamentari, una a mia prima firma. Proposte nate anche dal lavoro della Commissione Periferie della Camera, di cui sono Segretario. In due anni abbiamo svolto 68 sedute plenarie, 63 riunioni dell’Ufficio di Presidenza, 83 audizioni formali, di cui 53 tenute presso la sede parlamentare e 29 svolte nell’ambito delle missioni esterne Abbiamo già visitato le periferie di 12 delle 14 città metropolitane. Ne è uscito un quadro di criticità ed esperienze positive di coesione sociale e di riqualificazione urbana. Questo lavoro ed anche la giornata del 24 servono a testimoniare la crescita della consapevolezza nella nostre Istituzioni di quanto le periferie devono essere davvero una priorità per tutto il Paese". Così Andrea De Maria, deputato PD
“Nel mondo c’è un’enorme questione urbana dove si decide il futuro del pianeta. Le città crescono. Milioni di esseri umani si ammassano nei punti alti dello sviluppo cercando una vita migliore. E non sempre è così. L’Italia è dentro questa epoca, anche se la nostra terra riceve popolo ma anche lo allontana. Nella giornata delle periferie bisogna prendere atto dello squilibrio evidente che ormai esiste tra periferie urbane, aree interne e aree pregiate delle città e delle metropoli dove si addensa sviluppo, capitali, lavoro e crescita. La Costituzione italiana va integrata con il riconoscimento della grande questione urbana all’articolo 44, dove si parla soltanto e ancora di squilibrio tra città e campagna. Questo è il presupposto per una rivoluzione copernicana delle politiche pubbliche di investimenti nelle aree urbane. Che porti lavoro, densità e qualità ambientale. Favorendo il lavoro che rimane il vero problema sociale delle periferie e delle aree interne. Serve una cura ‘salesiana’ fatta di strutture comunitarie, formative, occupazionali e spirituali. Una cura promossa dalle istituzioni. E non più solo, come un tempo, dalla Chiesa”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Leggo le dichiarazioni del ministro Giuli sulla sconcertante notizia dei fondi tax credit ricevuti dal killer di villa Pamphili. Spiega che proprio per evitare fatti del genere hanno riformato il tax credit. Leggo poi le dichiarazioni del suo direttore generale che spiega che è un fatto increscioso ma che era tutto regolare. Mi chiedo se il ministro e il suo direttore generale si parlino. Ma mi permetto di segnalare due questioni.
La prima è che la cosiddetta riforma messa in campo da questo governo non cambia assolutamente nulla su questi aspetti. La seconda è che stiamo parlando di una vicenda che dimostra semmai che c'è un tema di incapacità di vigilanza della struttura del ministero. Come peraltro evidenziato da diversi casi emersi in questi anni.
Tema sul quale prima di tutto dovrebbe riflettere la direzione generale cinema e chi la guida da molti anni, traendone le conseguenze con serietà e valutando l'opportunità di un passo indietro.
Ma al di là delle inadeguatezze individuali, la difficoltà a vigilare e gestire professionalmente le risorse è una delle ragioni principali per cui abbiamo proposto l'istituzione di una agenzia autonoma ed efficiente, raccogliendo la suggestione del maestro Pupi Avati. La soluzione è questa, non certo quella di aumentare il potere della dg cinema addirittura bypassando il ministro, come proposto dalla sottosegretaria Borgonzoni. Se davvero Giuli vuole affrontare seriamente la questione e non limitarsi a dichiarazioni e finte riforme, l'occasione di un dialogo costruttivo la abbiamo offerta mettendo nero su bianco una proposta che davvero metterebbe in sicurezza il settore. Attendiamo ancora una risposta” così il deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.
"Un bimbo che ha finito la scuola e non è figlio della presidente del consiglio o di un parlamentare che fa? Dove va?". Ieri in una conferenza stampa sulla mancanza di centri estivi ho posto questa domanda. Chiara, semplice. E invece di rispondere, Fratelli d’Italia ha preferito ironizzare sul mio cognome e, da veri patrioti del coraggio, usare la figlia di Giorgia Meloni per difendersi. Ma forse non l’hanno letta bene. Allora la riformulo. In un Paese in cui un centro estivo costa 180 euro a settimana, i salari sono fermi da anni e un quarto della popolazione è a rischio povertà, chi non è privilegiato cosa fa con i figli? Si licenzia? Sta tre mesi a casa senza stipendio? Perché il punto è tutto qui: Giorgia Meloni può portare la figlia su un aereo di Stato. Ma milioni di genitori italiani non possono permettersi nemmeno di pagare una settimana di campo estivo.
E allora rilancio la domanda.
Visto che parlate tanto di natalità, di famiglia, di futuro: cosa fate concretamente per aiutare chi ha figli, ma non ha un aereo di Stato? Perché finora per le famiglie non c’è stato un solo provvedimento degno di questo nome. Presidente, mi risponde o fa un’altra card?” Così il responsabile nazionale welfare del Pd, Marco Furfaro.
Oggi incontro con Anm, Camere Penali, Consiglio nazionale forense e giuristi: conclude Elly Schlein
Roma, 20 giugno 2025 – Ore 09:30-13:00
Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano
Il Partito Democratico promuove l’incontro “Giustizia secondo Costituzione”, un evento pubblico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale. In un contesto in cui l’azione del governo appare sempre più orientata da logiche emergenziali e securitarie, e da proposte di segno punitivo nei confronti della magistratura come la separazione delle carriere, l’iniziativa intende rimettere al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e i diritti fondamentali della persona.
La mattinata si articolerà in due panel di approfondimento:
Ore 09.30 – PANEL 1. "L’ultima frontiera del panpenalismo emozionale. Si vive di solo reato? Carcere ed esecuzione della pena". Repressione e diritti fondamentali della persona a 50 anni dall’ordinamento penitenziario, interverranno esperti del diritto e rappresentanti istituzionali, tra cui il prof. Roberto Bartoli dell’Università di Firenze; Samuele Ciambriello (portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà), e le componenti dem nella commissione giustizia della Camera, Michela Di Biase e Rachele Scarpa. Introduce Walter Verini, Capogruppo PD in Commissione Antimafia. Modera Gabriella Cerami (la Repubblica).
Ore 11.00 – PANEL 2. "Le riforme della giustizia: civile, penale, ordinamento giudiziario e separazione delle carriere. A che punto siamo?"
Il confronto vedrà la partecipazione di protagonisti del mondo giudiziario e forense: Rocco Maruotti (segretario generale ANM), Francesco Petrelli (presidente Unione camere Penali), Francesco Greco (presidente del Consiglio nazionale Forense), e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato. Introduce Marco Lacarra, componente dem in commissione Giustizia della Camera. Modera Virginia Piccolillo (Corriere della Sera).
Ore 12.00 – Contributi di Alfredo Bazoli (capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato) e Federico Gianassi (Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera).
Ore 12.30 – Intervento di Debora Serracchiani, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.
Ore 12.45 – Conclusioni di Elly Schlein, Segretaria Nazionale del Partito Democratico.
L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube @DeputatiPD.
Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
“Cominciano a essere troppi i casi in cui esponenti della maggioranza e del governo fanno uso politico di informazioni amministrative non pubbliche. È legittimo domandarsi quali informazioni abbiano oggi Mollicone e Amorese – e chi gliele abbia fornite – se sono in grado di anticipare contenuti e motivazioni di un verbale non ancora pubblicato sul declassamento della Pergola. Con che titolo Mollicone e Amorese parlano di verbali non noti e di presunte discrepanze tra comunicazioni alla Dg e al CdA? Le loro affermazioni, se confermate, dimostrerebbero una grave interferenza politica in un procedimento tecnico. Chiederemo conto di tutto questo nelle sedi competenti. Quello che sta emergendo è un metodo preoccupante: l'uso strumentale di ruoli istituzionali per colpire amministrazioni sgradite e indirizzare scelte culturali e amministrative in base alla convenienza politica. È esattamente il contrario dell’autonomia che si dovrebbe garantire a istituzioni culturali di rilevanza nazionale” così una nota dei componenti democratici della commissione Cultura della Camera.
“Roccella evita il merito e si rifugia negli insulti. Ma i dati sono chiari: le famiglie fanno fatica a sostenere i costi dei centri estivi, e il governo continua a non mettere le risorse necessarie. Spiace che il ministro Roccella continui con la propaganda, c'è poco da scherzare: i fondi sono insufficienti, in ritardo e non garantiscono accesso a tutti. Così si crea una frattura profonda tra chi può permetterseli e chi resta fuori. Il governo si assuma le sue responsabilità e smetta di scaricare tutto sulle famiglie e sui Comuni” così una nota della capogruppo democratica, Chiara Braga in risposta alla ministra Roccella.
"Tajani dice che il salario minimo non è da paese democratico. Significa che Francia, Germania e Inghilterra non sono paesi democratici secondo il Ministro degli Esteri italiano. Io penso che chi ha la responsabilità di guidare la diplomazia italiana, ogni tanto, dovrebbe collegare la lingua al cervello. Oltre che sapere di cosa si parla quando si tratta della vita di milioni di lavoratori poveri". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro, commenta le dichiarazioni del ministro Tajani sul salario minimo
Grande preoccupazione, Cda senza presidente non può prendere queste decisioni
“Siamo preoccupati dalle notizie di queste ore sui palinsesti del servizio pubblico per la prossima stagione televisiva Rai. Sembra che alcune trasmissioni di giornalismo d’inchiesta e di approfondimento, tra i cardini del contratto di servizio e della mission del servizio pubblico, potrebbero subire pesanti tagli a partire dalla prossima stagione. Agorà Weekend, Tango, Petrolio, Gocce di Petrolio e Indovina chi viene a cena, trasmissioni informative e di servizio pubblico, sono ad alto rischio e potrebbero non essere confermate nei palinsesti Rai 2025/2026. Si parla inoltre di una possibile riduzione di quattro puntate per Report e di due per il programma di Riccardo Iacona Presa diretta. Su queste possibili decisioni, anche se non ancora confermate, sta montando un malumore generale contro la gestione della programmazione da parte della direzione approfondimento, guidata dal meloniano Paolo Corsini. Se queste voci venissero confermate ci troveremmo di fronte ad una riduzione dell’offerta di approfondimento giornalistico e d’inchiesta che rischia di minare il pluralismo radiotelevisivo. Un Cda senza presidente non può prendere decisioni di questo tipo”. Lo affermano i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Mariaelena Boschi (IV), Peppe de Cristofaro (Avs).
“A nome del partito democratico, Congratulazioni e buon lavoro al dott. Vito Pace, nominato Presidente del consiglio nazionale del notariato, organismo fondamentale per la tutela dei diritti e delle garanzie dei cittadini e delle istituzioni. Con le sue competenze e capacità saprà affrontare le sfide che il Consiglio ed il paese dovranno affrontare nei prossimi anni” così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
"Dopo l' incontro di oggi al Ministero per le Imprese ed il Made in Italy resta molto alta la preoccupazione per le prospettive del gruppo Marelli. Si tratta di difendere un presidio produttivo fondamentale per il Paese e garantire l' occupazione. Ribadiamo la richiesta al Governo di mettere in atto tutte le iniziative necessarie a garantire la continuità produttiva. Ci riserviamo di assumere tutte le iniziative parlamentari utili". Così Andrea De Maria e Virginio Merola deputati PD.
“Siamo a fianco dei sindacati metalmeccanici che unitariamente scioperano domani per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro. Fim, Fiom e Uilm sono ormai arrivati a 40 ore di sciopero, una vertenza che dura da troppi mesi. Chiediamo che Federmeccanica torni al tavolo a confrontarsi con i lavoratori. Il Governo svolga un ruolo più assertivo per sbloccare la trattativa come già si è fatto in passato. I lavoratori hanno diritto al rinnovo del contratto subito”.
Così il capogruppo Dem in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.