19/05/2025 - 16:32

Il Governo si spacca in Cdm, la maggioranza non c’è più. Non si può far finta di niente se Salvini e i suoi Ministri votano contro l’impugnativa della legge del Trentino sul terzo mandato e in Friuli Venezia Giulia gli assessori della Lega rimettono le deleghe. Il vicepremier Salvini vuole piegare le leggi alle sue volontà per accontentare governatori e sindaci della Lega. Sulle istituzioni e sul loro funzionamento si sta giocando la partita delle candidature nel centrodestra e le scarse speranze di Salvini di recuperare qualche consenso al Nord. Del resto che a lui del paese importa poco non si vede solo da come si occupa delle infrastrutture, ma anche dal sostegno a una delega per l’attuazione dell’Autonomia che praticamente prevede una riscrittura della legge dopo la bocciatura da parte della Consulta. Sempre senza senso e soprattutto senza risorse.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

19/05/2025 - 15:59

“Nuova rimodulazione del PNRR e nuova batosta per il Sud e per Taranto. Altro che rilancio, il Governo Meloni è la condanna definitiva per questa città e per questa terra.” Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico e Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Se le voci che circolano dovessero essere confermate dai fatti, saremmo davanti a una vera e propria congiura contro Taranto. Non è sufficiente lo stato di vergognosa incertezza dell’ex Ilva, ora - a quanto pare - ci si dovrà anche preparare a perdere i finanziamenti PNRR per la linea ferroviaria Taranto-Battipaglia. L’ennesima ingiustificata legnata a questa comunità che, evidentemente, per questa destra rappresenta una terra sacrificabile sotto ogni punto di vista e in ogni ambito. Con quale faccia - conclude Pagano - vengono a sfilare ogni domenica per la campagna elettorale, mentre in settimana smantellano pezzo dopo pezzo i progetti che avevamo finanziato per il rilancio di Taranto. Dai parlamentari ai ministri, questa gente non conosce vergogna.”

19/05/2025 - 15:48

“Il Governo dimostra di non avere compreso nulla della sentenza della Consulta che appena qualche mese fa ha stroncato l’autonomia differenziata di Calderoli. Come se nulla fosse accaduto, oggi il CdM approva una delega sostanzialmente in bianco per determinare i Livelli essenziali delle prestazioni in un’infinità di materie, chiedendo a se stesso di disciplinare la qualsiasi estromettendo il Parlamento. Ma l’aspetto più sorprendente, come al solito, riguarda le risorse, visto che nemmeno un euro viene individuato a copertura. Insomma, le Regioni che possono permetterselo, eleveranno i propri standard; chi non può, invece, resterà fermo al palo.”
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“È chiaro che siamo davanti all’ennesimo tentativo di fuga in avanti e, ancor più grave, alla definitiva ridicolizzazione della Corte Costituzionale. Di sicuro è ormai chiaro il disegno penalizzante per il Mezzogiorno di Calderoli e Meloni, con FI a fare da foglia di fico. Ad ogni modo siamo fiduciosi: come per il folle progetto di Calderoli, anche questo provvedimento sarà fermato sul nascere perché occuperemo le piazze per difendere l’unità d’Italia.”

19/05/2025 - 15:08

“Con il ddl Caccia questo governo si accanisce contro gli animali selvatici con la sua furia ideologica e di propaganda, regalando la natura ai cacciatori: è l'ennesima vergogna”. Lo dice in una nota la deputata Pd Eleonora Evi sul ddl Caccia, sottolineando che “l’idea che la caccia possa essere anche solo lontanamente considerata una pratica che contribuisce alla tutela della biodiversità è semplicemente grottesca, fuorviante e malsana”.
“Ciononostante – continua l'esponente dem - l'esecutivo propone un disegno di legge per smantellare definitivamente quello che rimane della legge a tutela della fauna selvatica. Calpesta la Costituzione e se infischia delle infrazioni europee già in corso e quelle che verranno: tanto a pagare saranno tutti i cittadini non certo Lollobrigida o Meloni”. “Verrà concesso di sparare addirittura in spiaggia e in molte altre aree demaniali, assistendo ad una dregulation selvaggia sui richiami vivi, con grande soddisfazione di bracconieri. Il Pd non starà a guardare: questo attacco brutale e vergognoso va fermato”, conclude Evi.

19/05/2025 - 14:57

Appello a tutte le forze politiche per intervenire rapidamente in parlamento

È stata presentata questa mattina alla Camera la proposta di legge a prima firma di Marco Furfaro, responsabile Welfare del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Affari Sociali. Il testo, dal titolo “Disposizioni in materia di tutela della salute riproduttiva e di riproduzione medicalmente assistita”, rappresenta un passo importante per la riforma della legge 40, ormai ampiamente superata dalla giurisprudenza e dall’evoluzione scientifica. Una proposta solida, nata da un lungo e approfondito lavoro di confronto con la comunità scientifica, medica e con le realtà civiche, che negli ultimi anni hanno sollecitato con forza un intervento legislativo strutturale.
“La genitorialità non è un privilegio, ma un diritto – ha dichiarato Furfaro –. Non è accettabile che per diventare genitori si debba affrontare una battaglia legale o prendere un aereo per andare all’estero. La Corte Costituzionale ha lanciato un sasso nello stagno chiedendo al Parlamento di discutere e intervenire. Del resto, la legge 40 era nata vecchia e necessita oggi di un aggiornamento.
Lancio un appello a tutte le forze parlamentari: è il momento di avviare un esame serio e costruttivo, guidato dalla scienza, non dai pregiudizi ideologici. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete a milioni di persone che affrontano un percorso a ostacoli. Non intervenire è indegno per un Paese civile.”
Il testo — che recepisce le proposte della SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) — definisce principi e diritti fondamentali, rafforza norme centrali come quelle sul Servizio Sanitario Nazionale, sull’interruzione volontaria di gravidanza e sul ruolo dei consultori. Garantisce il riconoscimento della soggettività delle persone coinvolte nei percorsi di PMA, tutela il nato e il nascituro, chiarisce le regole sulla crioconservazione, sulla donazione alla ricerca, e consolida il ruolo della comunità scientifica nella definizione delle politiche pubbliche in materia di salute riproduttiva.
“La proposta – ha aggiunto Furfaro - rappresenta anche una risposta chiara ai moniti della Corte Costituzionale, ribadendo il dovere del Parlamento di affrontare con serietà una questione che riguarda la salute, i diritti e la dignità di migliaia di persone”. Durante la conferenza stampa di presentazione è intervenuta anche Marina Sereni, responsabile Sanità del Partito Democratico, che ha sottolineato: “Troppe famiglie – ha detto Sereni - si trovano ancora intrappolate nei limiti della legge 40: dai LEA non applicati alle liste d’attesa interminabili, fino ai costi proibitivi. La procreazione medicalmente assistita deve essere riconosciuta come un diritto esigibile nel sistema sanitario pubblico e resa accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Ma per farlo servono risorse, personale e una strategia seria per rilanciare i consultori — che dovrebbero essere uno ogni 20.000 abitanti, mentre oggi ne abbiamo uno ogni 35.000 — e per affrontare le vere cause della denatalità, come la precarietà, la carenza di servizi e il mancato sostegno alle giovani coppie.”
“Il Partito Democratico – conclude Furfaro – chiede  alla maggioranza e al Governo di assumersi finalmente la responsabilità di agire: non è credibile invocare la natalità senza intervenire concretamente sulla salute riproduttiva, sull’equità di accesso e sulla qualità dell’assistenza. La proposta elaborata da SIRU, sostenuta da operatori, organizzazioni scientifiche e civiche, è un testo maturo, serio e ambizioso. È il momento di aprire una discussione parlamentare vera, all’altezza del tema e delle numerose persone coinvolte”.

 

19/05/2025 - 13:20

Il voto per i referendum dell’8 e 9 giugno non è solo un diritto-dovere, è l’occasione per riportare al centro il lavoro, chiedere che sia meno precario e più sicuro. È lo strumento più potente in mano alle cittadine e ai cittadini. Usiamolo. Oggi in piazza a Roma per 5 SÌ.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

18/05/2025 - 19:06

L'Europa non sia complice e si attivi perché cessi ogni operazione di attacco a partire da quella di terra avviata oggi.
La deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem, insieme a una delegazione di deputati del Partito Democratico composta da Laura Boldrini, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Nico Stumpo e l’europarlamentare Cecilia Strada, ha visitato il valico di Rafah e i principali centri logistici della Mezzaluna Rossa, nell’ambito della missione ‘Gaza oltre il confine’, promossa da AOI, ARCI e Assopace Palestina, denunciando la drammatica situazione umanitaria a Gaza. “A un anno dalla nostra prima visita, qui regna ancora la devastazione. Da marzo non entra più alcun aiuto: la fame è usata come arma di guerra da Netanyahu, il quale, grazie all’inazione e al silenzio dei leader europei, è consentito di fare qualsiasi cosa. Le loro omissioni, la mancanza di condanna e la presa di distanza da questo sterminio li rendono complici”, dichiara Ghio, chiedendo il cessate il fuoco e l’ingresso immediato degli aiuti. “Con la delegazione dem – aggiunge l’esponente Pd – abbiamo constatato lo stallo di camion carichi di cibo e medicine, fermi da oltre settanta giorni sotto temperature estreme, perché c’è un governo che in modo criminale continua a impedire l’accesso ai soccorsi. È urgente attivare un canale umanitario permanente e applicare le misure indicate dalla giustizia internazionale. Basta bombe, basta usare la fame come arma di guerra”. Ghio ha anche duramente condannato l’inizio dell’operazione militare israeliana di terra nel nord della Striscia di Gaza, definendola “l’ennesimo atto di brutalità che colpisce indiscriminatamente la popolazione civile. Mentre il mondo assiste in silenzio - ha concluso Ghio - famiglie intere sono costrette a fuggire sotto le bombe e ora colpite dagli attacchi, in un’escalation che calpesta ogni principio del diritto internazionale umanitario. È intollerabile”.

18/05/2025 - 15:36

"L'immobilismo dei leader europei è complice dello sterminio del popolo palestinese. Oggi la carovana "Gaza oltre il confine" è arrivata al valico di Rafah, che però è rimasto sigillato: nessuno entra e nessuno esce. Non solo non hanno fatto passare noi, ma non entra un chicco di grano né un litro d'acqua, né un farmaco". Lo dichiara da Rafah Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Mentre eravamo sul versante egiziano del valico, abbiamo sentito, per tutto il tempo, il boato delle bombe che continuavano a cadere sulla Striscia sapendo che questo significava altri morti, altra distruzione - racconta Boldrini -. Siamo venuti qui per rompere il silenzio sul massacro del popolo palestinese pianificato da Netanyahu e dal suo governo. Un silenzio che è anche dei vertici dell'Ue e di quasi tutti i capi di stato e di governo".
"Ma il silenzio è complicità. Tutti devono prendere le distanze, condannare l’operato del governo israeliano e fare tutto il possibile per impedirgli di continuare questo sterminio - conclude la deputata dem -. Bisogna sospendere l'accordo di Associazione tra Ue e Israele, fermare il commercio di armi con Tel-Aviv, mettere le sanzioni a Netanyahu e al suo governo, chiedere il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e riconoscere lo Stato di Palestina. L'opinione pubblica chiede a gran voce di fermare Netanyahu e non può restare inascoltata".

18/05/2025 - 15:31

“Durante la nostra missione verso il valico di Rafah, abbiamo effettuato una doppia visita nei principali centri logistici di stoccaggio del materiale umanitario destinato alla popolazione di Gaza, gestiti dalla Mezzaluna Rossa”. Lo dicono in un video pubblicato sui social dei deputatiol Pd, i deputati dem Arturo Scotto e Nico Stumpo, al seguito della carovana verso il valico di Rafah.

Nel primo centro, Arturo Scotto ha potuto constatare di persona una situazione drammatica: “Qui ci sono camion fermi da mesi, carichi di beni di prima necessità, cibo, medicinali, tende, destinati alla popolazione civile, ma bloccati. Da due mesi non entra nulla attraverso il valico di Rafah. Le merci rischiano di deperire sotto un caldo di oltre 40 gradi. È urgente un intervento della comunità internazionale per sbloccare questi aiuti: la fame non può essere utilizzata come arma di guerra”.

Nel secondo centro di oltre 30.000 mq, Nico Stumpo ha evidenziato un ulteriore scenario di inaccettabile stallo: “Abbiamo attraversato file interminabili di TIR carichi di aiuti umanitari che non raggiungono Gaza. All’interno c’è materiale fondamentale per alleviare le sofferenze della popolazione civile. Ma tutto resta bloccato a causa di un governo criminale che impedisce l’accesso degli aiuti, continua a colpire e a uccidere. Durante la nostra visita abbiamo udito le esplosioni di bombe che cadevano su civili.”

“Chiediamo con forza - concludono Scotto e Stumpo - che si attivi immediatamente un canale umanitario permanente: non si può utilizzare la fame come arma di guerra”.

 

18/05/2025 - 14:29

Dichiarazione di Rachele Scarpa , deputata Pd

“Alle mie spalle c’è il valico di Rafah. Noi eravamo già qui un anno fa. Questa era una bomba (si sente un boato). Oggi si sentono ancora le esplosioni. Un anno fa avevamo potuto vedere qualche camion, due o tre, di aiuti entrare da questo cancello. Oggi, da Mezzaluna Rossa, ci è stato confermato che da marzo non entra più nulla, né qui né dal valico di Kerem Shalom. La popolazione palestinese è stremata”. Lo dice in un video pubblicato sui social dei deputati Pd, la deputata dem Rachele Scarpa, parlando dal valico di Rafah mentre in lontananza si sentono i bombardamenti.

“La fame – conclude Scarpa – non viene solo utilizzata come un’arma di guerra, ma è parte di una strategia complessiva che punta all’annientamento del senso di comunità, della popolazione palestinese e, in ultima istanza, al suo allontanamento permanente dalla Striscia di Gaza. Siamo qui oggi per chiedere il cessate il fuoco, l’ingresso immediato degli aiuti umanitari e la fine di questo massacro”.

 

18/05/2025 - 13:38

Dichiarazione di Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Vigilanza Rai
La Rai non può oscurare una consultazione referendaria e ha il dovere di informare i cittadini italiani delle ragioni del sì e del no del referendum di domenica 8 e lunedì 9 giugno . Il servizio pubblico ha viceversa deciso di mettere il bavaglio a questo importante appuntamento per la democrazia del nostro paese . Il partito democratico nell’invitare tutti i cittadini italiani ad andare a votare , manifesterà domani lunedì 19 maggio davanti a tutte le sedi della Rai a partire dalle ore 11.30 per denunciare questa scelta grave imposta dal governo Meloni.

17/05/2025 - 19:03

“Siamo a El Arish, questo è il mare che tocca anche Gaza, a pochi chilometri da qui c'è la Striscia. Qui dentro si sta consumando l'ennesimo massacro nel silenzio della comunità internazionale, mentre l'esercito israeliano ha ordinato l'ennesimo sgombero. Il rischio è che si consumino altri crimini di guerra altri crimini contro l'umanità. Oggi abbiamo chiesto al governo Meloni di attivarsi per lo sblocco immediato degli aiuti. Si muore di fame e i bambini vengono amputati senza anestesia. Gli aiuti devono entrare ora”.

Cosi' in una video sui social in cui si vede il mare che lambisce la Striscia di Gaza, le deputate e i deputati democratici Laura Boldrini, Valentina Ghio, Rachele Scarpa, Arturo Scotto e Nico Stumpo e l'eurodeputata Pd Cecilia Strada, al seguito della carovana verso il valico di Rafah.

 

17/05/2025 - 17:42

Alla peggiore destra -razzisti, estremisti, violenti che vogliono deportazioni di massa, pure coccolati dal governo - Milano ha risposto con una bella manifestazione. Perché la Costituzione nata dalla Resistenza dice “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”. Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

17/05/2025 - 17:40

“Siamo arrivati nella città di El Arish, a pochissimi chilometri da Gaza, dopo un viaggio lunghissimo di nove ore da Il Cairo attraverso il Sinai. Abbiamo ancora veramente nel cuore le parole dei profughi gazawi di ieri che ci hanno detto che gli ospedali di Gaza stanno diventando fosse comuni che seppelliscono il diritto internazionale. Nonostante questo, oggi da Netanyahu ancora parole di morte: annunciata l’intensificazione dei bombardamenti. E dai cieli di Gaza sono caduti volantini che invitano i gazawi a lasciare le loro case”. Così la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd, al seguito di una missione in viaggio verso il valico di Gaza composta da una delegazione di rappresentanti della rete di ong Aoi, Arci, Assopace Palestina, 11 parlamentari dell'Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, 3 eurodeputati, 13 giornaliste e giornalisti, accademici ed esperte di diritto internazionale.

“Abbiamo mandato un appello a Meloni e a Tajani perché intervengano ora con i loro omologhi israeliani per il cessate il fuoco e lo sblocco degli aiuti umanitari. La nostra delegazione è qui, domani saremo a Rafah pronti ad accompagnare lo sblocco degli aiuti umanitari affinché non muoia più nemmeno un palestinese”.

 

17/05/2025 - 12:31

"Ormai siamo alle comiche finali con esponenti di governo che rilanciano la vergognosa e imbarazzante fake news della premier Meloni per giustificare la debacle diplomatica dell'Italia. La riunione con Zelensky a Tirana non era finalizzata all'invio di truppe in Ucraina, ma a fare passi avanti per arrivare al cessate il fuoco. Una riunione a cui partecipavano tutti i Paesi dei c.d. volenterosi tranne noi. Adesso, non solo siamo isolati e marginali, ma abbiamo anche una premier e un governo che alimentano fake news puntualmente smentite. La verità è che questo governo sta liquidando in pochi anni il grande capitale politico di storica autorevolezza e credibilità del nostro Paese. La retorica della premier sul “protagonismo dell’Italia” fa i conti con la realtà: l’Italia non solo non ha aumentato la sua influenza ai tavoli decisionali, ma è uscita fuori dalle decisioni strategiche europee. Una vera e propria debacle diplomatica". Così Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

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