13/05/2025 - 19:58

“Nemmeno Salvini andrà a votare al referendum 2025. Preferisce stare con i figli. Ormai non si contano più i ministri del governo Meloni che invitano all’astensionismo. Hanno paura. Quando si parla dei diritti di chi lavora la destra si schiera sempre per la legge del più forte”. Lo scrive su X il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

13/05/2025 - 19:49

Mollicone convochi commissione su crisi audiovisivo

“Quando un intero settore si mobilita, un Ministro non può far finta di niente. Il Cinema Italiano, in crisi profonda, ha alzato la voce. Attori, registi, sceneggiatori, tecnici, professionisti di ogni ambito hanno unito le forze per denunciare una realtà insostenibile. Non si può più ignorare la gravità della situazione, che sta mettendo a rischio la cultura e l’industria cinematografica del nostro Paese.”
Con queste parole, i componenti democratici della Commissione Cultura della Camera commentano la lettera aperta che circa 100 tra registi e attori hanno indirizzato al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e ai Sottosegretari Borgonzoni e Mazzi. L'appello riguarda la “situazione lavorativa e produttiva del cinema italiano”, che, secondo quanto scritto, “è indubbiamente in crisi.”
“Il Ministro Giuli - aggiungono i membri della Commissione - non può sottrarsi alla responsabilità di un confronto serio e urgente. Già da tempo, la nostra richiesta è chiara: apriamo una discussione pubblica in Parlamento con gli addetti ai lavori per dare avvio a una vera e propria stagione di ascolto. Il presidente Mollicone, invece di continuare ad attaccare a testa bassa, prenda atto della gravità della situazione, smetta di insultare e calendarizzi con urgenza l’esame in commissione delle proposte di legge e delle risoluzioni sulla crisi dell’industria audiovisiva italiana. Ogni giorno che passa senza un dialogo concreto è un giorno perso. Non possiamo permetterci altri ritardi e rinvii”, concludono i democratici.

 

13/05/2025 - 19:32

"Maggioranza nel caos, divisa anche su un tema cruciale come il MES, che ha implicazioni delicate a livello europeo e internazionale. Giorgetti butta la palla in tribuna e scarica la responsabilità sul Parlamento, come se non facesse parte del Governo. Salvini parla di 'cappio al collo' senza nemmeno conoscere il merito della discussione. Tajani si dice favorevole alla ratifica, ma solo 'se c’è controllo democratico', come se questo non fosse già previsto in ogni procedura di ratifica. Intanto la Premier? Scomparsa. Anche su questo dossier fondamentale per la credibilità internazionale dell’Italia, Meloni tace. Si faccia viva e chiarisca qual è la posizione del Governo. L’Italia non può permettersi l’ennesima figuraccia per colpa delle divisioni e delle ambiguità della maggioranza" così il capogruppo democratico in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

13/05/2025 - 19:24

“Le dichiarazioni ufficiali della Procura di Taranto smentiscono in modo chiaro e puntuale quanto affermato dal ministro Urso e da esponenti della maggioranza in merito alla gestione dell’Altoforno 1 dell’ex Ilva. La procuratrice Pentassuglia ha precisato che l’autorizzazione agli interventi di messa in sicurezza è stata concessa entro 22 ore dalla richiesta, ben al di sotto del termine massimo di 48 ore indicato dalla stessa azienda. Ha inoltre chiarito che la richiesta di ‘colaggio dei fusi’ non è mai stata formalmente avanzata”. Così i deputati Vinicio Peluffo e Ubaldo Pagano, rispettivamente capogruppo Pd nelle commissioni Attività Produttive e Bilancio della Camera.

“Urso – evidenziano gli esponenti dem - ha attribuito alla Procura ritardi che, secondo i fatti ricostruiti e gli atti depositati, non ci sono mai stati. È gravissimo che un ministro metta in discussione l’operato della magistratura con affermazioni false, nel tentativo di scaricare su altri le responsabilità dell’ennesima prova di inadeguatezza del governo sul dossier ex Ilva”.

“Chiediamo che il ministro venga immediatamente in Parlamento a chiarire le sue parole. Se non è in grado di farlo – concludono Peluffo e Pagano – valuti di dimettersi. Non è tollerabile che un rappresentante del governo deformi deliberatamente la realtà, mettendo a rischio la credibilità delle istituzioni pur di coprire il fallimento della propria azione politica. Sul futuro dell’ex Ilva e dei suoi lavoratori servono verità, serietà e rispetto delle regole: tutto ciò che oggi manca”.

 

13/05/2025 - 19:13

"Avevamo denunciato da giorni il silenzio informativo sui referendum. Oggi l’Agcom conferma nero su bianco ciò che andiamo ripetendo da tempo: il servizio pubblico non sta garantendo un’adeguata copertura informativa sui cinque quesiti referendari. Il richiamo formale dell’Autorità è la prova che le nostre preoccupazioni erano fondate", così Stefano Graziano, capogruppo democratico in commissione di vigilanza Rai. "È gravissimo che sia stato necessario l'intervento dell’Agcom per ricordare alla Rai — e a tutte le emittenti — il dovere di offrire ai cittadini un’informazione corretta, imparziale e completa, soprattutto in vista di un appuntamento democratico come quello dell’8 e 9 giugno. Il servizio pubblico non può diventare uno strumento di propaganda al servizio della maggioranza di governo. I cittadini hanno il diritto di essere informati, non tenuti all’oscuro da scelte deliberate ai piani alti di Palazzo Chigi. Alla luce del richiamo ufficiale — conclude Graziano — chiediamo che la Rai e tutte le emittenti si mettano immediatamente in regola, ristabilendo equilibrio e pluralismo nell’informazione. È in gioco la qualità della nostra democrazia."

13/05/2025 - 18:28

Procedure opache, sprecato oltre un miliardo per progetto che non funziona

“I centri in Albania rappresentano un gigantesco buco nero, sia sul piano dei diritti fondamentali sia su quello economico. I lavori per la loro realizzazione sono stati inspiegabilmente secretati: non si conoscono i nomi delle aziende coinvolte, né i criteri con cui sono stati assegnati appalti e subappalti, spesso in deroga alle regole. Un’opacità totale. Cosa sta cercando di nascondere il Governo?” Così, in Aula alla Camera, il vicepresidente dei deputati democratici Toni Ricciardi, che ha aggiunto: “Parliamo di oltre un miliardo di euro di denaro pubblico gettato in un progetto fallimentare, privo di qualsiasi efficacia in termini di deterrenza migratoria. I centri in Albania sono il simbolo plastico dell’incapacità del Governo, che oggi tenta di coprire questo epocale fallimento attaccando chiunque osi sollevare dubbi — dalla magistratura all’opposizione — pur di giustificare un’operazione sbagliata fin dall’inizio. L’accordo tra Italia e Albania — ha proseguito Ricciardi — non funziona e non funzionerà: calpesta i diritti umani e ha già prodotto un costo superiore al miliardo di euro per le casse dello Stato. Una cifra enorme, che continua a lievitare. Per questo chiediamo al Governo di fermare questa pericolosa deriva, questo spreco insostenibile di risorse pubbliche che sta alimentando uno scontro senza precedenti tra poteri dello Stato, minando alla radice i principi democratici e costituzionali”.

 

13/05/2025 - 17:17

"L’ obbiettivo è entrare a Gaza. La missione che sta per partire,  rappresenta una delle più grandi delegazioni internazionali mai spintasi fino alla Striscia. Siamo sessanta tra deputati e deputate, parlamentari italiani al parlamento europeo, docenti universitari di diritto internazionale, operatrici e operatori di ONG e associazioni impegnate sui diritti umani, giornalisti e giornaliste.
E' una delegazione di grande valore sociale che rappresenta l'Italia che dice no allo sterminio del popolo palestinese, no alla violazione costante del diritto internazionale, no al silenzio delle istituzioni italiane ed europee davanti allo scempio che si sta consumando a Gaza.
Abbiamo chiesto all'ambasciatore italiano in Israele di farsi carico di questa richiesta presso le autorità israeliane, ma a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ma non ci arrenderemo. Vogliamo raggiungere  Gaza in segno di solidarietà e vicinanza con il popolo palestinese che, come se non bastassero i bombardamenti indiscriminati, sta morendo di fame, di sete e di malattie per un piano preciso e dichiarato del governo Netanyahu. Un piano criminale che prevede anche l'invasione totale della Striscia e la deportazione dei palestinesi. Nel silenzio complice della comunità internazionale, è necessario tenere alta l'attenzione sullo sterminio in corso, vedere con i propri occhi, raccontare e denunciare i crimini che Netanyahu e il suo governo stanno compiendo”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, a margine della conferenza stampa di presentazione della missione che si è tenuta oggi. Oltre a Boldrini, della delegazione fanno parte anche le deputate e i deputati del Pd Sara Ferrari, Valentina Ghio, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Rachele Scarpa e l'europarlamentare Cecilia Strada. Insieme a loro anche parlamentari di Avs e del M5S.

13/05/2025 - 16:59

“Il ministro Lollobrigida ha scelto una strada sbagliata per cambiare e adeguare la legge 157/92 sulla caccia. Serve invece un approccio diverso, a partire da un’analisi seria e approfondita sui risultati che ha prodotto l'applicazione della normativa, accanto ai limiti che ha mostrato, visto che Il 7 febbraio scorso la Commissione europea ha inviato all'Italia due lettere di costituzione in mora avviando altrettante procedure di infrazione relative ad alcune disposizioni italiane in materia di caccia e all'attuazione della normativa europea volta a limitare le catture accessorie di uccelli e specie marine.
Suonano pertanto molto stonate le parole del Ministro, considerando che negli ultimi due anni la maggioranza di destra ha già introdotto alcune modifiche spot per inseguire spinte varie di alcune associazioni, senza alcun confronto parlamentare, ma anzi approfittando del favore delle tenebre durante l’approvazione delle leggi di bilancio”.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Noi - aggiunge - non eravamo e non siamo pregiudizialmente contrari a modificare la legge sulla caccia, lo abbiamo detto e ridetto nelle sedi opportune oltre che pubblicamente, ed e’ dall’inizio della legislatura che chiediamo inascoltati che il Governo produca ciò che la stessa legge 157 affida come compito al Governo in carica, e cioè una relazione circostanziata che a 33 anni da quella stagione, che porto anche all’approvazione della legge nazionale sui parchi e le aree protette, metta nero su bianco dati e analisi da cui partire per produrre qualsiasi modifica futura, anche ponendoci l'obiettivo di rendere maggiormente protagonisti gli agricoltori. Brandire come una clava il potere dei numeri davanti alle associazioni venatorie, insultare Ispra dopo aver provato addirittura a soppiantarla con un nuovo fantomatico Istituto faunistico, da controllare e guidare, non sono le premesse utili a discutere seriamente su questo tema. E soprattutto non aiuta farlo agitando visioni manichee tra buoni e cattivi inasprendo e radicalizzando le posizioni dei fronti opposti, a scapito di riflessioni basate sulle conoscenze scientifiche e le prassi concrete di gestione della fauna selvatica nel territorio italiano. In realtà - conclude - viene da pensare che si cerchi di alimentare solo il conflitto per ragioni di mera propaganda. Ma a rimetterci saranno purtroppo gli stessi cacciatori”.

 

13/05/2025 - 16:22

"La risposta del governo alla mia interrogazione sull'alluvione che ha colpito il Mugello lo scorso marzo è la minima. Il governo ha lasciato troppo a lungo da solo il territorio, mentre la Regione Toscana, unica a intervenire con tempestività, stanziava le prime risorse concrete. Il governo, invece, ha impiegato settimane a dichiarare lo stato di emergenza e si presenta con un decreto che appare del tutto inadeguato.  Inadeguato nei tempi, perché è stato necessario alzare la voce – con interrogazioni, atti formali e pressione politica costante – per ottenere anche solo un primo passo. E inadeguato nei contenuti, perché va detto con chiarezza: nel decreto non c’è un euro nuovo. Si razionalizza, si sposta, si riorganizza. Ma non si investe. Le risorse sono prese da fondi già esistenti, in larga parte dal PNRR. Nulla che dia respiro vero ai territori colpiti. Sul Mugello si copre l’urgenza, in altre zone si dà qualche arretrato delle alluvioni passate, ma non si mette mano a ciò che servirebbe davvero: interventi strutturali per prevenire nuovi disastri, mettere in sicurezza, proteggere le comunità. Né nel Mugello né altrove. Famiglie e imprese che da mesi non ricevono risposte. Chi ha perso tutto ha diritto a fatti, non a promesse. Se questo decreto è un punto di partenza, allora il governo lo dimostri subito: servono risorse vere, immediate e aggiuntive. Perché chi è stato colpito non può più aspettare". Lo dichiara il deputato toscano Marco Furfaro, componente della segreteria nazionale, commentando la risposta del governo alla richiesta di stanziamenti per le alluvioni in Toscana e nel Mugello.

13/05/2025 - 16:18

“È positivo che il ministro Giuli porti all’attenzione del Consiglio europeo il rischio dei dazi e il valore strategico dell’industria cinematografica. Ma sarebbe opportuno che mostrasse la stessa attenzione anche in Italia, dove il comparto sta affrontando una crisi gravissima, frutto di scelte politiche errate e di una costante mancanza di dialogo con il settore” lo dichiara Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera.

“L’industria cinematografica italiana - aggiunge Manzi - sta attraversando una crisi profonda, e le responsabilità del governo Meloni sono evidenti. Fin dall’inizio del suo mandato, l’esecutivo ha adottato provvedimenti penalizzanti, tagliando risorse fondamentali e generando un clima di incertezza che sta mettendo in ginocchio un’intera filiera produttiva.

Si tratta di un settore che rappresenta da sempre un’eccellenza del nostro Paese, riconosciuta a livello internazionale, e che oggi si trova ad affrontare danni economici e occupazionali senza precedenti.

Chiediamo al governo di fermarsi e di venire in Parlamento: è qui che intendiamo aprire un confronto pubblico, trasparente, e dare voce a tutti gli operatori e le operatrici del settore. Un confronto che deve avvenire senza attacchi o delegittimazioni da parte della maggioranza, e che abbia come obiettivo il miglioramento della legislazione esistente e il rilancio dell’audiovisivo italiano. Le critiche e le proposte che arrivano dal mondo del cinema e della cultura non possono essere liquidate con superficialità o sarcasmo: meritano rispetto, ascolto e risposte concrete” conclude la democratica.

 

13/05/2025 - 15:02

“Con i due emendamenti presentati, la proposta del PD è legata a risolvere la grave condizione di astensionismo in Italia. Le ultime elezioni europee del giugno scorso hanno battuto il record negativo di affluenza e per la prima volta nella storia dell'Italia repubblicana in elezioni generali non si è raggiunto il 50%  dei votanti. Con i nostri emendamenti, anche per un ragionamento di economia procedurale e di contenimento dei costi, abbiamo proposto l'accorpamento del voto referendario con il primo turno delle elezioni amministrative”. Lo ha detto il deputato Federico Fornaro, Segretario d'Aula PD, intervenendo durante la discussione sul dl elezioni a Montecitorio.
“La scelta del governo – continua l'esponente dem - di optare per la concomitanza tra referendum e il secondo turno di ballottaggio è sbagliata e non la condividiamo anche perché queste non sono elezioni amministrative che interessano un gran numero di cittadini ma sono relativamente ridotte. Qui non si parla di qualche punto percentuale in più o in meno per il quorum referendario ma di un segnale di attenzione rispetto alla disaffezione e la fuga dalle urne che è un vero problema per le istituzioni a prescindere da maggioranza e opposizione”, ha concluso Fornaro.

13/05/2025 - 14:41

“A Lollobrigida va ricordato che un Ministro non è un privato cittadino. Ha giurato sulla Costituzione repubblicana e ha un dovere in più rispetto agli altri: quello di incentivare la partecipazione democratica, non di scoraggiarla. Siccome non ha argomenti per contrastare il merito dei referendum contro la precarietà e per la cittadinanza se la prende con il principale partito di opposizione. Lui che dovrebbe rispondere su cosa ha fatto per contrastare il caporalato nelle campagne, per arginare il ricorso a contratti precari nel settore agroalimentare, per garantire ai tanti migranti che consentono all’agricoltura di andare avanti pari dignità con tutti i cittadini.  E’ uno scandalo tutto italiano quello dei membri del governo e di cariche istituzionali che invitano all’astensione. Anche per contrastare questa deriva vanno moltiplicati gli sforzi perché il quorum venga raggiunto l’8 e 9 giugno”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

13/05/2025 - 14:16

“I Referendum di giugno sono un’occasione per fare un po’ di giustizia in un mondo del lavoro che appartiene sempre meno ai lavoratori. Tra drammatiche morti bianche, stipendi risibili e precariato dilagante, per milioni di persone lavorare nel nostro Paese non è più una garanzia di stabilità e serenità. Per questo è fondamentale dare un segnale forte con il nostro voto e iniziare a cambiare le cose.”
Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese e Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio a Montecitorio, che questa sera parteciperà alle 18.30, in Piazza Principe di Piemonte, a Grottaglie, a un’iniziativa a sostegno dei cinque “Sì” assieme al Sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, all’On. Fratoianni di AVS, a Lucia La Penna, Segr. Gen. FLAI CGIL Taranto, a Gigia Bucci, Segr. Gen. CGIL Puglia e a Michele De Palma, Segr. Gen. FIOM CGIL Nazionale.
“Il Governo Meloni sta cercando di oscurare in tutti i modi l’appuntamento referendario di giugno. Al contrario, è fondamentale parlarne il più possibile affinché la partecipazione sia ampia e pienamente consapevole. Il Partito Democratico ha rimesso il tema al centro della sua agenda e, come per il Salario Minimo, continuerà a battersi affinché le lavoratrici e i lavoratori possano riacquistare una dignità vera e non soltanto di facciata. Le italiane e gli italiani hanno l’opportunità di lanciare direttamente, con la propria voce, una nuova stagione per il mondo del lavoro. - conclude Pagano - Noi sosterremo questa battaglia fino in fondo.”

 

13/05/2025 - 13:14

“Se il Governo Meloni avesse risposto per tempo alle nostre interrogazioni presentate a partire dal novembre 2022 garantendo il pieno scorrimento delle graduatorie che avevamo segnalato, i contenziosi che hanno bloccato alcune convenzioni, come quella richiesta da Roma Capitale, non sarebbero mai esistiti. La risposta tardiva di oggi a 7 interrogazioni presentate negli ultimi 30 mesi rivela tutta l’inadeguatezza di un Governo che prima crea le condizioni per costringere persone che vedono negati i propri diritti a fare ricorso e poi utilizza anche gli stessi ricorsi per giustificare la propria azione”. Così il deputato Andrea Casu, segretario d'Aula PD, in replica alla sua interrogazione alla sottosegretaria Castiello sul blocco del turnover nella Pubblica Amministrazione.
“Il governo – continua l'esponente dem - dovrebbe piuttosto spiegare al Paese perché invece di valorizzare tutte le energie immediatamente disponibili per colmare le immense carenze della PA, abbia scelto sistematicamente di continuare ad alimentare una inutile contrapposizione tra nuovi concorsi e scorrimento delle graduatorie esistenti quando servirebbero entrambi con ben un milione di persone che andranno in pensione entro il 2033”. “Per il Governo Meloni l’unica priorità resta quella di spalancare la porta a quanti più fedelissimi possibile con numeri record che crescono giorno dopo giorno: una scelta ingiusta e  incomprensibile contro la quale continueremo a opporci in ogni sede”, conclude Casu.

13/05/2025 - 13:14

“L'8 e 9 giugno si vota per il referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. La vittoria del sì significherebbe creare una società della convivenza nella quale si cresce insieme e si diventa italiani in uno Stato che cresce e forma coesione sociale. Sulla cittadinanza il quesito è semplice: si vota sì se si vuole passare da 10 a 5 gli anni necessari per poter richiedere la cittadinanza italiana a persone che vivono in Italia, studiano, lavorano e crescono i propri figli in Italia”. Così la deputata PD Ouidad Bakkali in una nota sui prossimi referendum dell'8 e 9 giugno.

“Bisogna ricordare – continua l'esponente dem - che al tempo necessario per ottenere la cittadinanza italiana vanno purtroppo aggiunti spesso ulteriori 4 anni di lavorazione delle pratiche burocratiche, quindi si tratta di lasso di tempo che da 14 si ridurrebbe a 9 anni. L'impatto del voto è enorme per la semplificazione della vita di queste persone e delle loro famiglie: non dimentichiamo che sono i nostri compagni di classe, di sport e vicini di casa”, conclude Bakkali.“L'8 e 9 giugno si vota per il referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. La vittoria del sì significherebbe creare una società della convivenza nella quale si cresce insieme e si diventa italiani in uno Stato che cresce e forma coesione sociale. Sulla cittadinanza il quesito è semplice: si vota sì se si vuole passare da 10 a 5 gli anni necessari per poter richiedere la cittadinanza italiana a persone che vivono in Italia, studiano, lavorano e crescono i propri figli in Italia”. Così la deputata PD Ouidad Bakkali in una nota sui prossimi referendum dell'8 e 9 giugno.

“Bisogna ricordare – continua l'esponente dem - che al tempo necessario per ottenere la cittadinanza italiana vanno purtroppo aggiunti spesso ulteriori 4 anni di lavorazione delle pratiche burocratiche, quindi si tratta di lasso di tempo che da 14 si ridurrebbe a 9 anni. L'impatto del voto è enorme per la semplificazione della vita di queste persone e delle loro famiglie: non dimentichiamo che sono i nostri compagni di classe, di sport e vicini di casa”, conclude Bakkali.

 

 

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