“La grave inadempienza del governo italiano sulla ratifica della riforma del Mes è ormai un caso politico che sta mettendo in pericolo la tenuta finanziaria dell'UE e danneggiando gravemente la credibilità internazionale dell'Italia che non è ritenuta un paese affidabile, capace di rispettare gli impegni. Peraltro lo scaricabarile di Giorgetti sulla mancanza di volontà del Parlamento di non ratificare il Mes è ridicolo. È la maggioranza sovranista di destra ad essere contraria per pure ragioni ideologiche. Il governo continua dunque a giocare col fuoco in modo irresponsabile. Invece di proteggere l’Italia, la sta isolando a livello internazionale, danneggiando peraltro i risparmiatori europei ed italiani che beneficerebbero dell’entrata in vigore del "backstop", ossia il contributo al Fondo di risoluzione unico per le crisi bancarie. Il cappio al collo dell’Italia e dell'Europa, di cui parla Salvini, lo mette il Governo Meloni che sa fare solo propaganda a danno dei nostri cittadini. Noi abbiamo depositato come Partito Democratico una seconda proposta di legge di ratifica della riforma del Mes a mia prima firma. La si calendarizzi immediatamente e si ponga fine alla
narrazione sovranista demagogica e deleteria della destra su questa vicenda." Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
«Una bambina di soli due anni e uno di quattro sono morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Una notizia che spezza il fiato. Un dolore che grida giustizia. Ma la vera tragedia è che questo dolore si sta trasformando in una macchia ordinaria nel nostro orizzonte politico, dove la vita e la morte di chi cerca rifugio sembrano non valere più nulla» – così l’on. Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, commenta la notizia del naufragio al largo di Lampedusa.
«Cosa serve ancora per capire che l’attuale politica migratoria è fallimentare, disumana e miope? Quanto a lungo possiamo continuare a leggere comunicati come questi e restare impassibili? Due bambini sono morti. E con loro, ogni giorno, muoiono le speranze, i legami familiari, le possibilità di una vita degna per migliaia di persone che hanno come unica colpa quella di cercare salvezza.
Oggi la Stampa riporta che sono già oltre 500 le persone morte in mare dall’inizio del 2025, oltre 30 mila dal 2014.. Un numero agghiacciante, che racconta meglio di qualsiasi commento l’urgenza di un cambiamento radicale. Ogni vita persa nel Mediterraneo è una sconfitta della politica, un cedimento morale delle istituzioni, una ferita al cuore dell’Europa.
È vergognoso che le risposte del Governo continuino a muoversi tra respingimenti, accordi opachi e silenzi colpevoli, come se la sofferenza potesse essere gestita come un problema amministrativo da esternalizzare. La morte di questi bambini pesa su tutti noi, ma soprattutto su chi oggi ha il potere e la responsabilità di scegliere. E continua a non farlo.
A chi ci chiede di restare umani, dobbiamo rispondere con scelte politiche all’altezza. L’alternativa è la rassegnazione. E alla rassegnazione, io mi oppongo» conclude la deputata.
"Ancora fumata grigia al Ministero del Made in Italy sulla vertenza Venator. Serve una soluzione rapida ed efficace per i 200 lavoratori e le loro famiglie ancora bloccati nell'incertezza. I contratti di solidarietà vanno confermati almeno fino al 2026 mentre serve un piano industriale serio, anche valutando nuovi soci visto la disponibilità avanzata dalla società di cedere lo stabilimento di Scarlino per rilanciare un sito produttivo fondamentale per la provincia di Grosseto”. E’ quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani intervenendo oggi alla riunione presso il Dicastero delle Imprese e del Made in Italy.
Serve confronto in Parlamento
"È ora di smetterla con il vittimismo. Non parliamo di insulti, ma di critiche legittime e fondate. Il ministro Giuli dovrebbe comportarsi da ministro della Repubblica, rappresentando tutti i cittadini, e non limitarsi a attaccare e rivendicare un’identità di parte, come fa ogni volta che interviene pubblicamente, dichiarandosi ‘a lavoro’ per quel fantomatico 30% che sostiene il suo partito” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della camera, Irene Manzi. “Invece di affrontare il merito delle questioni - aggiunge Manzi - Fratelli d’Italia continua a mettere in scena il solito teatrino, tentando di spostare l’attenzione dalla crisi profonda in cui il governo ha gettato l’intero comparto dell’audiovisivo, un settore strategico per il Paese. Le proteste e le voci autorevoli che si stanno alzando questi giorni sono legittime e meritano ascolto, non denigrazione. Il disagio è reale e richiede risposte concrete, non propaganda. Per questo – conclude Manzi – invitiamo Fratelli d’Italia e il ministro Giuli a un confronto serio nelle sedi istituzionali. Chiediamo al presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, di calendarizzare al più presto la proposta di legge e la risoluzione presentate dal Partito Democratico sull’audiovisivo. È in Parlamento che si devono affrontare i problemi e trovare soluzioni per il futuro del settore."
“La ministra Bernini chiede, senza alcuna vergogna, di avere i numeri, come se non conoscesse le condizioni di lavoro di chi si occupa della ricerca e non solo in Italia. Si parla di 40mila precari a livello nazionale e di oltre 4mila solo in Piemonte: dopo anni di tagli queste persone chiedono al Governo di venire ascoltate e in cambio ricevono parole vuote e canzonatorie”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, sullo sciopero indetto oggi, 12 maggio, in tutta Italia da parte dei precari e delle precarie dell’università.“La ministra non comprende cosa vogliono? Che si smetta di distruggere con continui tagli dei fondi e dei finanziamenti una delle offerte didattiche più prestigiose e stimate nel mondo, permettendo a chi ci lavora di continuare a garantire nelle accademie di tutta Italia la formazione che gli studenti e le studentesse meritano - prosegue la deputata dem - Il Ddl 1240 firmato dalla ministra Bernini e dal Governo Meloni non fa altro che rendere il perenne precariato l’unica prospettiva di continuità all’interno delle università, dando a questa condizione un carattere istituzionale e consentendo di fatto agli atenei di non assumere mai i precari e le precarie”.
“Oggi queste persone scioperano con una dignità che dovrebbe essere d’esempio per tutta la politica. Quello che ci viene chiesto è semplice: diritti e tutele per chi svolge un ruolo così importante in una democrazia” conclude Gribaudo.
“Dopo l’approvazione in Aula del nostro ordine del giorno, che impegnava il Governo a ripristinare i 55 milioni tagliati dal contributo “Loco e Carri” salvati grazie ai nostri emendamenti al Dl Pnrr dello scorso anno, e dopo le dichiarazioni del Viceministro Rixi in audizione, che aveva espresso la posizione favorevole del MIT al “ripristino della misura sui locomotori” assistiamo a un preoccupante passo indietro. Infatti, nonostante il MIT, rispondendo alla nostra interrogazione, abbia ribadito un generico impegno a “sostenere il settore ferroviario delle merci e della logistica” non c’è stata alcuna rassicurazione per quelle imprese che hanno investito 700 milioni in nuovi locomotori non inquinanti. Si continua a parlare di “monitoraggio per l’individuazione tempestiva di norme volte al rifinanziamento” senza adottare nessun intervento concreto. Non ci arrendiamo. Di fronte al disinteresse evidente del Ministro Salvini per questo settore, come Partito Democratico continueremo a portare avanti la nostra azione parlamentare per chiedere conto degli impegni presi nei confronti degli operatori del trasporto ferroviario delle merci” così sui social il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico, Andrea Casu.
“A meno di un mese dai referendum del 8 e 9 giugno, il servizio pubblico resta in silenzio. Nessuna trasmissione, nessun confronto, nessuna informazione utile ai cittadini per capire di cosa si vota. Un blackout informativo che non è casuale. La Rai sembra aver scelto la linea di Palazzo Chigi e del Presidente del Senato: far finta di niente, scoraggiare la partecipazione. Sarebbe molto grave e per questo presenteremo un’interrogazione in commissione di vigilanza per sapere perché la Rai non sta facendo il suo dovere e chi ha deciso di tenere i cittadini all’oscuro. Il servizio pubblico non può trasformarsi nello strumento di propaganda della maggioranza di governo. I cittadini hanno diritto a un’informazione completa e libera, soprattutto quando sono chiamati a esprimersi su temi cruciali come quelli contenuti nei quesiti referendari” così una nota dei componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.
"La giornata di oggi rappresenta un momento significativo per Livorno e per tutta la Toscana. Dopo anni di lavoro, progettazione e impegno condiviso, viene finalmente inaugurato il cantiere di un’opera strategica, fondamentale per il rilancio e lo sviluppo del nostro sistema portuale, in grado di generare occupazione, attrarre investimenti e rafforzare la competitività logistica della nostra regione": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio in occasione della posa della prima pietra della nuova Darsena Europa svolta oggi a Livorno.
"La nuova Darsena Europa non solo potenzierà i flussi commerciali, ma offrirà anche nuove opportunità per il traffico turistico e per l’intera economia toscana. Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e lo hanno reso possibile: i tecnici, le istituzioni locali, la Regione Toscana – che ha contribuito con risorse concrete – i governi che hanno creduto nell'opera e i ministri che hanno sostenuto con convinzione questa grande visione": conclude Marco Simiani.
"Condivido e sostengo la presa di posizione del Comitato nazionale dell' Anpi, che chiede di assumere tutte le iniziative necessarie a contrastare la crescita di episodi di manifestazioni caratterizzate dall'apologia del fascismo, che vedono protagonisti gruppi di estrema destra. Dovrebbe essere compito di tutte le forze politiche e a maggior ragione di chi ha responsabilità di governo, difendere libertà e democrazia e i principi costituzionali. Ricordo che, sul piano legislativo, dall'inizio della legislatura, abbiamo depositato una proposta di legge, a mia prima firma, per rendere più efficace il contratto a questo fenomeno.".
Testimonianze israeliane e palestinesi per fermare odio
Si svolgerà oggi, 12 maggio, alle ore 14.30, nella Sala Stampa della Camera, l’iniziativa promossa dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia e dalla rivista Confronti nell’ambito del mini tour di sensibilizzazione dal titolo: “Fermiamo l’odio, aiutiamo i costruttori di pace”.
Protagonisti dell’incontro saranno quattro attivisti per la pace, due israeliani e due palestinesi, impegnati da anni nel superamento della violenza e nella costruzione di ponti tra le comunità che fanno parte delle organizzazioni binazionali Parents Circle e Families Forum e Combatants for Peace: Musa Joma e Yonatan Zeigen (Parents Circle – Families Forum) e Mia Biran e Ahmed Alhelou (Combatants for Peace). Intervengono: i deputati democratici Stefano Vaccari e Paolo Ciani; Daniele Garrone (presidente Fcei); e Debora Spini (coordinatrice del progetto). Modera: Claudio Paravati (direttore di Confronti).
Per informazioni e programma del tour: www.fcei.it/fermiamo-lodio-aiutiamo-i-costruttori-di-pace.
L’evento si potrà seguire sulla Web Tv della Camera.
Per accrediti: segreteria.vaccari@camera.it
“Farò dono al capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, di una copia della Costituzione perché così finalmente potrà leggerla e scoprire ruoli e funzioni del presidente Senato, la seconda carica dello Stato che in determinate occasioni può fare le veci del Presidente della Repubblica. Da Capo dello Stato dovrebbe rappresentare l'unità nazionale ed essere garante delle sue regole democratiche a cominciare dalla partecipazione dei cittadini alle scelte sulla vita delle nostre comunità. Invitare, con toni propagandistici, come ha fatto La Russa, all'astensione e al disimpegno sui prossimi referendum significa tradire il ruolo costituzionale per spudorati interessi di parte. A Galeazzo Bignami tutto questo non è venuto in mente perché ogni volta che pensa alla Costituzione antifascista gli viene l'ordicaria e pensa agli elettori solo come sudditi da utilizzare come clava per consolidare il potere e per Bignami le sortite improvvide del presidente del Senato rappresentano quella normalità che appare tale anche quando spolvera e ammira i busti del Duce. O come nel caso di Bignami quando si traveste a Carnevale da gerarca nazista”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
Basta piagnistei, si parli della crisi dell’industria audiovisiva causata dal governo
"Le dichiarazioni del Ministro Giuli sono inqualificabili. I suoi attacchi a chi esprime dissenso sono indegni per chi dovrebbe rappresentare e tutelare le istituzioni culturali nell’interesse di tutti gli italiani. Ancora una volta, di fronte a critiche fondate e argomentate, il Ministro preferisce rifugiarsi nel vittimismo, alzando un polverone mediatico per evitare il confronto nel merito. Nessuno ha insultato nessuno: sono state sollevate questioni reali, gravi e urgenti che meritano risposte, non denigrazione o controinformazione".
Lo dichiarano i componenti del Partito Democratico in Commissione Cultura della Camera, che aggiungono:
"Il governo sta scientemente affossando l’industria audiovisiva italiana. Serve un confronto immediato, pubblico e trasparente. Chiediamo che il presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, calendarizzi senza ulteriori ritardi la proposta di legge Schlein sul cinema e avvii un dibattito sullo stato del cinema e dell’audiovisivo in Italia. Le voci del settore devono essere ascoltate in Parlamento, in piena libertà e senza timori di essere silenziate o delegittimate".
"Non è accettabile – concludono – che ogni volta che si sollevano critiche di merito, si venga accusati di essere 'contro il Paese'. Il Ministro Giuli la smetta con i piagnistei e metta da parte l’atteggiamento permaloso e vittimistico: cominci, per una volta, ad ascoltare davvero il mondo della cultura. È tempo che si comporti da Ministro".
"Diga si ricomincia tutto d'accapo: presenteremo una interrogazione sulle gravi dichiarazioni del vice Ministro Rixi, sui cassoni della Diga che, già collocati con grande ritardo, con tutti i problemi strutturali che hanno portato con loro, vanno rimossi perché realizzati con materiali inadeguati. Ma Rixi ha contezza di quello che dice? Un'affermazione che rivela la drammatica approsimazione con cui è stata seguita la realizzazione dell"opera. Dopo queste affermazioni Rixi chiarisca costi ed efficacia dell'operazione. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione in cui chiediamo, innazitutto, se la sua affermazione corrisponde al vero e se così fosse che venga chiarita la modalità di un'eventuale sostituzione, i suoi costi e i ritardi che comporterebbe. Dopo i problemi degli extracosti, prima negati e poi ammessi, che hanno costretto Bucci ad andare con il cappello in mano dal governo per ottenere altri fondi, dopo i problemi giudiziari e i tempi dilatati per l'esecuzione dell'opera, assistiamo all'ultima boutade su un progetto che così sta assumendo i contorni di una farsa. Stiamo parlando dell'opera più importante tra quelle finanziate dal Pnrr, che rappresenta un progetto fondamentale per lo sviluppo del porto e per l'economia genovese e ligure. Ma questa destra prende tutto con leggerezza e continua a non rispondere, infatti anche alla nostra richiesta di un incontro con il commissario Bucci e l'Autorità portuale, in cui chiedevamo chiarezza su tempi e costi, la Regione ha risposto con un no. Diciamo basta a questo pressapochismo e chiediamo subito risposte.
Valentina Ghio vicepresidente Gruppo PD alla Camera e componente Commissione trasporti e Alberto Pandolfo deputato e componente Commissione Attività produttive Camera.
“Il Partito Democratico anche ad Agrigento ha bisogno oggi più che mai di una rigenerazione profonda, che parta dalle pratiche politiche, dal linguaggio, dalla capacità di coinvolgere le energie migliori del territorio. Per questo annuncio convintamente il mio sostegno alla mozione e alla candidatura di Giacomo Vivacqua come Segretario del Pd ad Agrigento.
Giacomo rappresenta una generazione che vuole superare logiche cristallizzate e che non si rassegna all’idea che il nostro partito debba restare intrappolato in dinamiche autoreferenziali, chiuse e lontane dalla società reale. La sua proposta è chiara: aprire il Pd, renderlo un laboratorio politico di idee e di azione concreta per i cittadini, soprattutto i più giovani e i più fragili.
Con lo stesso spirito ribadisco il mio pieno sostegno ad Anthony Barbagallo come Segretario regionale del Partito Democratico.
Respingo con sdegno ogni accusa di brogli che, oltre a non avere alcun fondamento, sono un tentativo grave e irresponsabile di delegittimare il voto democratico e infangare la credibilità del nostro partito. E in cui intravedo un attacco, soprattutto, alla linea politica della nostra segretaria nazionale Elly Schlein.
È inaccettabile che si tenti di delegittimare il risultato regionale mentre si riconosce come pienamente valido, corretto e legittimo il percorso congressuale provinciale, sebbene entrambi abbiano seguito le medesime regole, le stesse procedure e siano stati garantiti dagli stessi organismi di partito.
Una doppia morale di questo tipo mina la credibilità dell’intero percorso democratico e rischia di lacerare il partito, proprio quando servirebbe invece coesione e visione.
Chi crede davvero nel cambiamento sa che non può esserci rinnovamento senza coerenza. E non può esserci futuro per il Pd senza rispetto delle regole comuni. Il mio impegno va in questa direzione: costruire un Partito Democratico più giusto, più aperto e più credibile, ad Agrigento come in tutta la Sicilia.”
"È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Diego Benecchi. Protagonista della vita politica di Bologna, fin da giovanissimo. Esponente delle istituzioni e personalità di grande spessore umano. Con lui davvero sono stati tanti i momenti di incontro e collaborazione. Mi hanno sempre colpito la sua passione e la sua licidità intellettuale.". Così Andrea De Maria, deputato PD.