"Ieri è stato l’anniversario di quel 20 febbraio 2020 quando a Codogno veniva diagnosticato il primo caso di Covid in Italia. La storia successiva tutta la conosciamo. Come purtroppo conosciamo il tentativo in atto di riscrivere la storia di quel periodo. Invece che analizzare comprendere quali sono le necessità future per fronteggiare possibili nuove pandemie, la commissione d’inchiesta Covid voluta in modo parziale è sempre più lo strumento di una parte della maggioranza, FdI in particolare, per attaccare chi aveva responsabilità in quel momento, strizzare l’occhio a chi senza alcun supporto scientifico mette in discussione le indicazioni della scienza, dai vaccini alle norme di limitazione dei contatti". Così in una nota il deputato dem Gian Antonio Girelli, vicepresidente della commissione Covid alla Camera.
"Strumentalizzando la presunta rivendicazione di libertà parte della maggioranza agisce da irresponsabili perché è da irresponsabili lanciare accuse sguaiate sull’acquisto dei mascherine. Avere memoria di quei giorni, di quanto patito e successo avrebbe bisogno di serietà e voglia di capire, non di attaccare politicamente chi in quei giorni ha dovuto in tempi brevissimi prendere decisioni difficilissime. Non oso pensare se a gestire simili emergenze fossero stati quelle persone che oggi continuano a strizzare l'occhio ai no-vax solo per fini elettorali", conclude Girelli.
"Ci troviamo in una fase di trasformazione che non ha precedenti. E' come se fossimo alla fine di un'epoca mentre se ne apre un'altra nella più totale incertezza. E in questo frangente cade il diritto internazionale, cadono le corti internazionali, cadono i principi sui quali per decenni si è riconosciuto il cosiddetto Occidente. Trump si rivolge a Putin perché lo riconosce come leader, ritenendolo l’unico interlocutore valido e alla sua altezza". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera, intervistata oggi da L'Unità.
L'Europa, però, appare frammentata e "per far cambiare passo all'Ue serve una forte determinazione a non abbandonare i pilastri su cui è nato e si è sviluppato questo grande progetto di pace - prosegue Boldrini -: la solidarietà, i diritti di tutte e tutti, l’uguaglianza, l'autodeterminazione dei popoli e delle persone, il diritto d'asilo, l'inclusione, il welfare. Ecco cosa vuol dire essere europei e di tutto questo dobbiamo essere orgogliosi. Esattamente il contrario di quello che sostengono le destre sovraniste che, invece, vogliono distruggere le nostre fondamenta".
"L'impressione è che Trump pensi di potersi insinuare nelle fragilità dell'Europa per scardinarla perché un'Europa salda, forte e compatta è per lui insopportabile. E lo fa sfruttando i suoi amici sovranisti che pur di conquistare qualche consenso in più si abbassano a fare gli utili idioti funzionali al progetto distruttivo del presidente statunitense - incalza l'ex presidente della Camera -. Bisogna che l'UE tenga testa a Trump e faccia valere le proprie posizioni e la propria storia: i modi felpati non funzionano. In appena un mese ha minato alle fondamenta un assetto multilaterale basato su luoghi di confronto condivisi e paritari, un sistema di regole che ci siamo dati sulla scia degli orrori della Seconda Guerra Mondiale: distruggere questo significa precipitare nel caos".
"I valori su cui si fonda l’Ue sono esattamente i valori considerati basilari dal cosiddetto Occidente - conclude -. Oggi sono proprio le forze sovraniste, i paesi guidati da leader nazionalisti, gli stessi che sbandierano “i valori occidentali” a minacciare quei principi. Di quali valori parlano? Di quali principi si ergono a difensori i Trump, i Salvini, gli Abascal, le Weidel se sono proprio loro a minare le basi del cosiddetto Occidente?"
“Oggi alla Camera è in discussione un provvedimento in materia di intercettazioni ma non è presente nessun membro del ministero della Giustizia. Evidentemente quello di Via Arenula non è più la sede del ministero ma lo studio degli avvocati del sottosegretario Andrea Delmastro dopo la sentenza di ieri. Di fronte alla dichiarazioni eversive che stiamo ascoltando in queste ore pronunciate da Meloni, Nordio e dallo stesso Delmastro viene svelato il vero obiettivo di questo governo: colpire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro che dimostra una volta di più la sua totale inadeguatezza per svolgere le sue funzioni”.“ Così il deputato democratico, Andrea Casu, è intervenuto questa mattina in aula alla Camera nel costo della discussione generale sulla proposta di legge in materia di intercettazioni”.
Meloni adesso lo faccia dimettere = (AGI) - Roma, 20 feb. - "Delmastro condannato per aver usato segreti di Stato contro le opposizioni dimostra quanto questa classe dirigente sia inadeguata. Giorgia Meloni adesso lo faccia dimettere anziche' continuare a mentire sui fondi alla sanita' pubblica e a non far nulla sulle bollette piu' care d'Europa". Lo afferma la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein
'Mi chiedo se il giudizio sia realmente basato sul merito della questione', Giorgia Meloni. 'Chi tocca il Pd, per certi magistrati, va punito', Galeazzo Bignami. 'Una sentenza politica', Andrea Delmastro. Ma questa destra che governa dimenticando chi non riesce a curarsi e chi non riesce a pagare le bollette non si rende conto che in uno Stato di diritto queste dichiarazioni sono tecnicamente eversive?". Cosi' la segretaria Pd, Elly Schlein.
“Andrea Delmastro, un uomo di governo che sostiene di aver subito una sentenza politica è un personaggio tecnicamente eversivo. Perché dovrebbe essere il primo a dare fiducia alla magistratura. E difendere lo stato di diritto. Che garantisce il debole e il potente. Si dimetta. Senza esitazioni”. Lo scrive su X il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera commentando la sentenza di condanna del sottosegretario Delmastro nel processo Cospito.
“Le notizie riportate dalla stampa riguardo al confronto/scontro tra il ministro Lollobrigida e il ministro Piantedosi in Consiglio dei Ministri destano forte preoccupazione. Secondo quanto emerso, il ministro Lollobrigida avrebbe espresso critiche sull’esito della commissione ministeriale che ha escluso collegamenti tra l’amministrazione comunale di Bari e la criminalità organizzata, condizione necessaria per un eventuale scioglimento del Consiglio comunale. Ci chiediamo quale fosse l’aspettativa del ministro Lollobrigida: l’esito doveva forse essere predeterminato? Per Fdi, la commissione aveva un mandato che doveva necessariamente portare a un'unica conclusione? Riteniamo inaccettabile ogni tentativo di pressione politica su procedure che devono restare rigorose e fondate su elementi documentali e verificabili. Il governo ha il dovere di chiarire il senso di questa presa di posizione, che appare come un’ingerenza impropria nelle decisioni ministeriali.”
Lo dichiarano in una nota i deputati del Partito Democratico Ubaldo Pagano, Marco Lacarra e Claudio Stefanazzi.
“Dopo aver ‘anticipato’ l'assoluzione (mai avvenuta) del sottosegretario Andrea Delmastro violando ripetutamente i doveri di garanzia di un'informazione verificata, è chiaro che il direttore RaiNews Paolo Petrecca debba prendere atto che il suo ruolo è del tutto fuori posto e che le sue dimissioni sono un atto dovuto. Avremmo richiesto un passo indietro a prescindere dell'esito della sentenza sul caso Cospito, ma dopo la condanna di Delmastro, appare evidente che Petrecca è del tutto inadeguato e indegno a ricoprire la sua carica tra i vertici della televisione italiana. La Rai non può essere un organo di propaganda governativa e Petrecca un suo direttore”. Così in una nota dei componenti Pd nella commissione di Vigilanza Rai.
“Non sappiamo più cos’è peggio, se rivelare segreti di Stato per attaccare gli avversari politici oppure gridare alla ‘sentenza politica’ ogni volta che un tribunale condanna un esponente di destra”. Così Marco Lacarra, deputato del Pd, componente della Commissione Giustizia a Montecitorio.
“Questa destra non ha alcun rispetto delle leggi ma nemmeno dell’intelligenza degli italiani. Leggiamo di una condanna al mese ma la colpa è sempre delle toghe rosse. Se il sottosegretario Delmastro avesse avuto un minimo di dignità si sarebbe già dimesso un anno fa. Ora costatiamo che nemmeno una condanna ad 8 mesi è sufficiente a suggerirgli di rimettere il mandato”, conclude Lacarra.
“Quando era all’opposizione Giorgia Meloni chiese le dimissioni della ministra Josefa Idem non indagata né tantomeno condannata. Oggi da Presidente del Consiglio, la leader di Fratelli d’Italia tace sul sottosegretario alla Giustizia Delmastro delle Vedove condannato in primo grado a otto mesi per rivelazioni di segreto d’ufficio e che ha già annunciato che non intende dimettersi.
Come minimo siamo di fronte a un chiaro esempio di due pesi e due misure oppure la tessera di Fratelli d’Italia garantisce impunità assoluta e mancato rispetto delle istituzioni che imporrebbero le dimissioni ancorché un imputato sia innocente fino alla condanna definitiva?
Giorgia Meloni non può pensare di sottrarsi alle sue responsabilità e al suo ruolo anche in questa vicenda che la coinvolge come Presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia”
Lo scrive in una nota l’on. Federico Fornaro dell’Ufficio di Presidenza del gruppo PD alla Camera.
“Il governo inizia ad essere tossico. Tanti, troppi esponenti toccati da procedimenti giudiziari o condannati. Nel in totale silenzio della presidente del Consiglio. Chiedere che questi esponenti del governo si facciano da parte non è giustizialismo ma la tutela delle istituzioni, che non possono essere mai investite da dubbio o peggio ancora dalla macchia di comportamenti illegali. A tutto ciò si aggiunge la inquietante vicenda delle intercettazioni di giornalisti sgraditi e oppositori politici. Il governo sta diventando tossico e intossicato. Col fiato corto non si va avanti”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“A distanza di oltre due mesi dall’annuncio dell’accordo sottoscritto per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri intergovernatori tutte le promesse del Governo sono state disattese. Il ministro Salvini si occupa di tutto tranne che di rispettare gli impegni presi con i sindacati e le imprese del TPL e a pagarne il prezzo sono lavoratori e i cittadini”. Così in una nota congiunta i deputati Pd Andrea Casu, Anthony Barbagallo, Valentina Ghio, Ouidad Bakkali e Roberto Morassut.
“In ogni sede politica e parlamentare – continuano i membri Pd della Commissione Trasporti - continueremo a chiedere al Governo guidato da Giorgia Meloni di interrompere questo indegno balletto sulla pelle di oltre 100.000 lavoratori ogni giorno in prima linea per garantire il diritto alla mobilità di tutti noi e potenziare immediatamente il fondo nazionale TPL delle risorse necessarie”. “Se la maggioranza avesse votato i nostri emendamenti alla manovra di Bilancio potenziando in maniera strutturale il fondo TPL il nuovo contratto sarebbe già stato perfezionato”, concludono i parlamentari Pd.
"Un governo sempre più imbarazzante: non bastava una ministra indagata, ora anche la condanna ad otto mesi al sottosegretario alla Giustizia Delmastro il quale ha già annunciato che non si dimetterà. Un attaccamento alla poltrona che non teme confronti. Perché se è vero, com'è vero, che si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, è anche vero che c'è un tema di opportunità politica e di rispetto verso le istituzioni e verso l'elettorato. Delmastro ha diffuso documenti riservati con l'unico obiettivo di colpire l'opposizione. Dove sono la "disciplina e l'onore" previsti dalla Costituzione? Meloni ne chieda le dimissioni immediate o pensa di scappare anche questa volta?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, condannato a otto mesi per violazione del segreto d’ufficio è l’ennesimo punto più basso raggiunto dagli esponenti del Partito e del Governo di Giorgia Meloni.
Si dimostrano totalmente inadeguati in qualunque ruolo siano chiamati a rispondere di un minimo di responsabilità.
Ora tocca a Delmastro che farebbe bene a dimettersi immediatamente, se ancora esistesse un po’ di decenza. Così la vicepresidente del partito democratico Chiara Gribaudo.
“Con disciplina e onore” prevede la Costituzione. La condanna di oggi conferma invece che Delmastro ha usato informazioni riservate acquisite nel suo ruolo di Governo per colpire avversari politici, passandole al suo coinquilino. Chissà se almeno stavolta Giorgia Meloni ritroverà la coerenza con sé stessa, pretendendone le dimissioni.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati