Oggi con due emendamenti a firma PD e Noi moderati - e dopo le nostre proteste per il mancato finanziamento in legge di bilancio - è stato finalmente ripristinato il fondo al contrasto della povertà educativa fino al 2027. Dopo la grave decisione di cancellare un fondo così fondamentale, che ha raggiunto più di mezzo milione di bambini e ragazzi fragili, finalmente il governo fa marcia indietro. La battaglia ora è fare in modo che diventi finanziato stabilmente: è uno strumento essenziale nella lotta alle diseguaglianze e alle marginalità, frutto del lavoro di sincrono tra fondazioni di origine bancaria, terzo settore e istituzioni. Un fondo che ha garantito la realizzazione di progetti importanti sia nelle periferie metropolitane più complesse sia nelle aree interne. Per questo noi come partito Democratico abbiamo anche depositato un disegno di legge sul rafforzamento della comunità educante e lavoreremo affinché alla camera e al senato prosegua il suo iter. Il contrasto alla povertà per noi passa inevitabilmente dagli investimenti in welfare, educazione e istruzione che sono l'unico strumento da rafforzare per non lasciare indietro nessuno. Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“La legge 157 del 1992, accanto alla legge194 sui parchi, ha rappresentato e rappresenta un punto di equilibrio a suo tempo trovato tra l'esercizio della caccia, la gestione della fauna selvatica come proprietà indisponibile dello Stato e la tutela della biodiversità. È evidente che ad oltre trenta anni dalla sua promulgazione occorrerebbe valutare il suo iter applicativo. Farlo è possibile visto che la stessa norma prevede che il ministero dell'Agricoltura, di concerto con le Regioni, presenti in Parlamento una relazione sullo stato di applicazione della legge. Lo abbiamo chiesto più volte dall’inizio della legislatura al ministro Lollobrigida, ma fa orecchie da mercante. Solo dopo la relazione e un’analisi seria e non ideologica sarà possibile intraprendere azioni di modifica nel rispetto delle indicazioni della scienza e delle direttive comunitarie, nonché della modifica operata in Costituzione all’art. 9. Le scorciatoie che spesso tenta la destra hanno un sapore propagandistico, che solleva il conflitto tra le parti e che fa male alla stessa attività venatoria. Ultras venatori e abolizionisti, in realtà, si elidono a vicenda e non portano molto lontano”.
Lo dichiarano i deputati democratici della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari (capogruppo e segretario di Presidenza della Camera), Antonella Forattini, Maria Stefania Marino e Andrea Rossi.
Giuli assente, fa discutere interventismo Borgonzoni
"Negli ultimi anni, gli stabilimenti cinematografici di Cinecittà sono stati al centro dell’attenzione per il numero e la qualità delle produzioni nazionali e internazionali che vi hanno lavorato. Si è parlato di un profondo rilancio industriale, grazie a una gestione virtuosa e all’efficace attuazione del PNRR, che porterà a un sostanziale raddoppio della capacità produttiva.
Oggi, però, Cinecittà torna a far parlare di sé in un contesto ben diverso: è diventata il simbolo della crisi in cui il governo ha gettato l’industria cinematografica e audiovisiva italiana. La situazione è estremamente grave, i teatri sono sostanzialmente vuoti e
non ci sono produzioni, ed è ulteriormente compromessa da scelte discutibili, che hanno tutto il sapore di uno spoil system scandaloso, colpendo l’intera dirigenza di Cinecittà.
Il ministro Giuli è totalmente assente di fronte a questa situazione, mentre la gestione – ormai politicizzata – di Cinecittà sembra essere nelle mani della sottosegretaria Borgonzoni, il cui interventismo su decisioni che non le competono sta suscitando forti polemiche"
Così il deputato democratico e componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini, commenta la notizia dei nuovi licenziamenti tra i dirigenti di Cinecittà da parte della nuova governance guidata da Manuela Cacciamani e Chiara Sbarigia.
"Il governo Meloni colpisce ancora una volta gli enti locali, imponendo tagli pesantissimi che si tradurranno in minori servizi per i cittadini. Con il decreto approvato ieri in Stato-Città, Comuni e Province subiranno un contributo forzoso di 1 miliardo e 740 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Si tratta di una scelta scellerata che mette in ginocchio le amministrazioni locali, già alle prese con difficoltà economiche e con la crescente domanda di servizi essenziali." Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, commentando il provvedimento del governo che impone nuovi tagli alle risorse destinate agli enti locali.
"Secondo i dati ufficiali - prosegue Scarpa - ai Comuni verranno sottratti ben 1 miliardo e 350 milioni di euro, mentre Province e Città metropolitane vedranno un taglio di 150 milioni di euro. È un attacco diretto a chi ogni giorno lavora per garantire servizi fondamentali come trasporti, scuole, assistenza sociale e manutenzione delle infrastrutture. Ancora una volta la destra dimostra di non avere alcun rispetto per i territori e per i bisogni dei cittadini. I tagli alla spesa corrente non sono numeri su un bilancio: significano letteralmente meno servizi per i cittadini. Tagliare la spesa corrente vuol dire scuole con meno manutenzione e meno risorse per il sostegno agli studenti, meno corse di autobus, meno assistenza per anziani e disabili, strade meno sicure e meno interventi per la sicurezza del territorio. Il governo Meloni sta condannando le amministrazioni locali a dover scegliere quale servizio essenziale sacrificare. È inaccettabile il silenzio di tanti amministratori locali del centrodestra, che dovrebbero farsi sentire con forza contro questi tagli che penalizzano direttamente i cittadini che amministrano. L'impatto di questi tagli sarà drammatico anche per i comuni delle province di Treviso, Venezia e Belluno. I numeri parlano chiaro: i Comuni della Provincia di Belluno perderanno complessivamente oltre 5,8 milioni di euro in cinque anni, con un aumento progressivo fino a 1,97 milioni nel 2029. I Comuni della Provincia di Treviso subiranno un taglio totale di oltre 15,8 milioni di euro, con 5,47 milioni sottratti solo nel 2029. I Comuni della Città Metropolitana di Venezia saranno tra quelli complessivamente più penalizzati, con una riduzione di oltre 33,9 milioni di euro, arrivando a 10,74 milioni nel 2029. Un esempio ancora più evidente dell'impatto di questi tagli lo si vede relativamente ai capoluoghi di queste province: il Comune di Belluno perderà complessivamente 905.000 euro, passando da 90.187 euro nel 2025 a 305.251 euro nel 2029. Comune di Treviso subirà tagli per un totale di 2,44 milioni di euro, con 828.251 euro nel 2029. Il Comune di Venezia sarà tra i più penalizzati, con una riduzione di oltre 19,3 milioni di euro, passando da 1,93 milioni nel 2025 a 6,53 milioni nel 2029. Anche gli enti provinciali e la Città Metropolitana subiranno tagli pesanti: la Provincia di Belluno avrà una riduzione di 712.036 euro tra il 2025 e il 2029. La Provincia di Treviso subirà un taglio di quasi due milioni e mezzo di euro (2.495.760 complessivi per i cinque anni 2025/29). La Città Metropolitana di Venezia sarà costretta a rinunciare a più di tre milioni di euro (3.007.459 euro 2025/2029). Queste cifre si tradurranno inevitabilmente in meno risorse per i servizi essenziali delle comunità locali. I cittadini vedranno ridotte le corse degli autobus, i fondi per le mense scolastiche e il sostegno per i più fragili. I Comuni si troveranno costretti a tagliare la manutenzione di strade e ponti, lasciando i territori ancora più esposti a situazioni di emergenza. Questi tagli non sono scelte tecniche: sono decisioni politiche che danneggiano il tessuto sociale del nostro Paese. Mentre il governo di Giorgia Meloni vara condoni fiscali per gli evasori e fa regali ai grandi gruppi economici, a pagare il prezzo più alto sono le comunità locali, costrette a ridurre servizi essenziali per far quadrare i conti. Questa politica di tagli indiscriminati è inaccettabile e rischia di compromettere la qualità della vita di milioni di persone. Come Partito Democratico ci opporremo con forza a questa ennesima ingiustizia e continueremo a batterci per garantire agli enti locali le risorse necessarie a svolgere il loro ruolo in favore dei cittadini. Non permetteremo che il governo scarichi sulle amministrazioni comunali il peso delle proprie scelte sbagliate", conclude Scarpa.
Pagano e Simiani: l’amichettismo è la cifra di questa legislatura
"Il decreto emergenze e PNRR, che sarà approvato la prossima settimana dalla Camera, contiene al suo interno norme che confermano la volontà del governo di commissariare gli enti per nominare persone considerate vicine alla maggioranza. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e la cifra di questa legislatura pare essere ormai conclamata nell’amichettismo a tutti i livelli” Così i capigruppo democratico nelle commissioni Bilancio e Ambiente della Camera, Ubaldo Pagano e Marco Simiani che spiegano: “è il caso dell’ACI, che con le nuove norme sarà commissariata, facendo decadere la recente elezione del presidente, scelto dagli iscritti con una percentuale superiore al 90%. Il governo non accetta di non avere voce in capitolo e si prepara a prendere il controllo di un’istituzione presente capillarmente in tutta Italia. E sono tante le voci di chi considera che la nuova governance è stata già ‘prenotata’ per il figlio del presidente del Senato, Geronimo La Russa. Questo sarebbe un ulteriore segnale di un metodo di gestione della cosa pubblica molto grave perché antepone gli interessi di parte a quelli dei cittadini”.
Nuovo intervento legislativo sarebbe inutile accanimento
"La notizia dei licenziamenti di massa operati dalla cooperativa incaricata della gestione dei centri di Shengjin e Gjader conferma la debolezza e l'inadeguatezza di un progetto che fin dall'inizio ha mostrato evidenti criticità". Così la capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Costituzionali della Camera, Simona Bonafè, commenta la decisione della cooperativa Medihospes di interrompere i contratti della maggior parte dei dipendenti assunti per la gestione delle strutture in Albania.
"Il cosiddetto 'Progetto Albania', voluto dalla premier Giorgia Meloni per la gestione dei migranti, si sta rivelando un'iniziativa fallimentare e dannosa per le casse dello Stato. Si tratta di uno spreco di denaro pubblico che supera il miliardo di euro, risorse che potevano essere investite in servizi essenziali per i cittadini italiani, come sanità, istruzione e welfare".
“Il governo prenda atto del fallimento del progetto e non insista con ulteriori strappi istituzionali e interventi legislativi che rappresenterebbero solo un accanimento nel tentativo di mantenere in vita un'iniziativa ormai compromessa”
“Dazi distorsivi ed effetti profondi sull’Italia. Confindustria è stata netta sui possibili effetti catastrofici che i dazi imposti da Trump porterebbero alle industrie italiane. Il Governo ancora non si è espresso su questa scellerata politica di Trump, ma la presidente Meloni si è auto elevata ad alfiere delle relazioni fra Europa e Stati Uniti. Grande imbarazzo in sede europea perché da una parte le industrie di tutti i Paesi inclusa l’Italia esprimono fortissimi disagi e dall’altra l’Italia con il governo Meloni dimostra di fatto di essere la prima a piegarsi ai diktat degli Stati Uniti”. Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.
“Confindustria evidenzia in modo molto netto come i dazi imposti da Trump sia uno strumento ‘estremamente distorsivo’ e nel caso dell’Italia ‘le connessioni sono estreme e profonde’. Oramai gli effetti disastrosi che la politica dei dazi della nuova amministrazione americana avranno sul nostro Paese e sull’economia globale sono chiari a tutti, restiamo, tuttavia, in attesa di sapere quale sia la posizione del governo italiano. Sono giorni che Giorgia Meloni è sparita dai radar, ma oltre a fare l’influencer, si dà il caso che lei sia anche la presidente del consiglio e questo suo prolungato silenzio su questioni cruciali, mentre la nostra economia è visibilmente in affanno, rischia di avere effetti devastanti sul nostro tessuto imprenditoriale, fortemente dipendente dall’export”. Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, commenta la nota del Centro Studi di Confindustria, che ha evidenziato il ruolo chiave degli Stati Uniti come primo mercato extra-UE per l’export italiano, con vendite pari a 65 miliardi di euro nel 2024 e un surplus commerciale vicino ai 39 miliardi.
“L’Italia e l’Ue – conclude Merola - non possono permettersi di essere ostaggi di una politica commerciale americana protezionista e miope. La patriota Meloni prenda le distanze da Trump e dimostri di voler difendere le imprese italiane, il lavoro e la competitività del nostro Paese. Servono azioni concrete, non ambiguità”.
“È stato un onore per me partecipare alla presentazione dei due volumi sui poliziotti che si opposero al nazifascismo e che soccorsero gli ebrei durante quel periodo, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dobbiamo ancora oggi opporci senza sé e senza ma a tutti i fascismi e al clima d’odio che purtroppo ancora oggi vediamo nelle piazze, tra i giovani, nelle manifestazioni, negli stadi sportivi. Dobbiamo continuare a sensibilizzare soprattutto i giovani sui temi della tolleranza, dell’antisemitismo, del contrasto all’odio”. Lo ha detto Stefano Graziano, capo gruppo pd in commissione difesa di Montecitorio a margine della presentazione delle due pubblicazioni sui poliziotti italiani che soccorsero gli ebrei durante il nazifascismo.
“Trovo strampalato sostenere che il salario minimo impoverisce i lavoratori. Anche in Germania c’è una grande tradizione sindacale: il salario minimo esiste e ha tenuto alti i salari di tutti. Molto più che in Italia. Dove la destra continua a dire No a questa misura di civiltà”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Un altro disastro annunciato del ministro Urso. Da ieri mattina le lavoratrici e i lavoratori della Hanon System Italia di Benevento sono in presidio permanente davanti ai cancelli della loro fabbrica poiché il gruppo Hankook, attualmente proprietario dell’azienda Hanon System, avrebbe annunciato secondo fonti stampa di chiudere il sito produttivo di Benevento con conseguente licenziamento di oltre 60 dipendenti.
La perdita di sessanta posti di lavoro porterebbe a delle conseguenze molto gravi sotto il profilo tanto sociale quanto economico e una eventuale chiusura costituirebbe un colpo durissimo per il sistema economico della provincia sannita che affronta già una congiuntura estremamente delicata.
Chiediamo al ministro del made in Italy che intervenga immediatamente e chiarisca se è a conoscenza di quanto sta , se è stato attivato un tavolo di crisi con l’azienda, i lavoratori, i sindacati e l’associazione di categoria e chiediamo cosa intenda fare per scongiurare licenziamenti ed eventuali chiusura del sito produttivo di Benevento”. Lo dichiarano in una nota congiunta Vinicio Peluffo capogruppo Pd in commissione attività produttive di Montecitorio e Stefanno Graziano capogruppo pd in commissione di difesa di Montecitorio primo firmatario di un’interrogazione in commissione Attività produttive al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso sulla situazione del sito produttivo dell’azienda Hanon System di Benevento.
“Gli attacchi dei lupi o dei canidi, come dimostrano anche gli ultimi episodi nella Maremma toscana, vanno arginati rapidamente e con efficacia: rappresentano da tempo un evidente problema di sostenibilità economica delle imprese zootecniche che hanno spesso una rilevanza fondamentale nel presidio territoriale e nella tenuta sociale di interi territori. Se il problema lupo non viene gestito la specie non può essere tutelata”.
Lo dichiarano Marco Simiani e Stefano Vaccari, rispettivamente capigruppo Pd nelle commissioni Ambiente ed Agricoltura della Camera.
“Per questi motivi - aggiungono - abbiamo presentato una serie di emendamenti al Ddl sulle aree montane ed interne attualmente in discussione a Montecitorio per attuare concretamente azioni di prevenzione e ristori. Servono misure all’altezza della gravità e risorse adeguate al fine di garantire risarcimenti equi e immediati per i danni diretti e indiretti subiti dalle imprese, nonché per sostenere gli investimenti per la prevenzione degli attacchi dei predatori. Si tratta di norme - concludono - già presenti nella nostra proposta di legge presentata da tempo in Parlamento e i cui contenuti sono stati apprezzati e condivisi anche da altri Paesi come la Francia”.
“Fermare la chiusura degli uffici giudiziari della Sicilia ed in particolare l’accorpamento delle sedi di Enna e Caltanissetta con quella di Agrigento”.
Lo chiede la deputata del Pd, Maria Stefania Marino, depositando alla Camera un’interrogazione al governo.
“Secondo le indiscrezioni uscite sulla stampa - aggiunge - il piano del ministero dell’Economia è quello di sopprimere gli uffici giudiziari di primo grado di Enna e Caltanissetta entro il prossimo mese di agosto, nonostante siano organi di giurisdizione veri e propri nelle controversie in materia tributari preposte a risolvere le liti tra fisco e cittadini e le cause siano in crescita. Le Corti di Enna e Caltanissetta (insieme ad Agrigento) dovrebbero sostenere infatti una mole di lavoro enorme: nel 2024 la somma dei ricorsi di queste tre province ha raggiunto quasi 8mila unità, in netto aumento rispetto al 2023. Si tratta di un numero molto superiore agli obiettivi della riforma del Mef che vorrebbe unire Corti che presentano complessivamente circa 1500 ricorsi su base annua. E’ necessario fermare questi accorpamenti - conclude - che andrebbero a penalizzare ulteriormente territori marginali, già peraltro privati negli anni scorsi di altri presidi istituzionali”.
Oggi, giovedì 13, ore 15 – Sala Berlinguer, Via Uffici del Vicario 21, Roma
Oggi, giovedì 13 febbraio alle ore 15, nella Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa promossa da Laura Boldrini (PD) e Marco Grimaldi (AVS) a cui parteciperanno: Maysoon Majidi (attivista curdo-iraniana, assolta la scorsa settimana dal Tribunale di Crotone dall’accusa di essere una scafista); Parisa Nazari (attivista iraniana del movimento Donna, Vita e Libertà); Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia).
“Viviamo un tempo al contrario, in cui vengono arrestate le vittime e liberati i carnefici. Questa conferenza stampa sarà un'occasione per denunciare le politiche del governo che trasformano i migranti in bersagli, anziché tutelarli, e per riaffermare la necessità di un approccio equo e umano alla gestione dei flussi migratori” dichiarano in promotori Laura Boldrini e Marco Grimaldi.
Per l’ingresso della stampa da Via Uffici del Vicario 21 è necessario inviare una richiesta di accredito all’indirizzo pd.ufficiostampa@camera.it
Per gli uomini è obbligatoria la giacca.
“Il Partito democratico vota contro questo provvedimento che modifica la disciplina della Fondazione Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma. La criticità principale riguarda l’articolo 3 del testo, relativo agli organi della Fondazione, poiché il governo e la maggioranza hanno deciso di intromettersi pesantemente nelle nomine a discapito delle richieste che giungevano dal territorio. Infatti, a differenza delle aspettative che c’erano, non vi è stato alcun dialogo, né ascolto e si è deciso con un colpo di mano, in un mondo al contrario, quello dell'autonomia differenziata, e in una mancanza totale di rispetto per gli enti locali, di decidere d’imperio, con nomine decise unicamente dalla presidenza del Consiglio. Non solo il sindaco e il presidente della provincia non potranno nominare nessuno, ma non verranno nemmeno consultati. Si tratta di una scelta miope e arrogante. Da un lato si sventola la bandiera dell’autonomia differenziata, dall’altro si decide senza alcun confronto con il territorio, con l’obiettivo di controllare in modo ridicolo anche le nomine di una fondazione che ha una vocazione locale. Ci troviamo dinnanzi ad una volontà di potere egemonico, ad una ingordigia di potere utile solo per piazzare qualche amico, negando ogni rappresentanza alle comunità locali, che vengono completamente espropriate. Una direzione di marcia che purtroppo sta ormai contraddistinguendo questo governo e questa maggioranza, che non si occupa dei bisogni dei cittadini, ma di occupare poltrone per ampliare il loro ‘effimero’ potere”.
Così la deputata democratica, Ilenia Malavasi, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo Pd alla Ddl Modifiche alla disciplina della Fondazione Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma.