Chiediamo un’informativa ai ministri Piantedosi e Abodi sul tema delle infiltrazioni mafiose che stanno riemergendo in questi giorni rispetto al mondo delle tifoserie organizzate nel calcio e degli ultras. Il tema non è solo sportivo, ma di ordine pubblico, di sicurezza, di controllo di attività criminali. In Senato siedono un presidente e un amministratore delegato di società di serie A. Si parta da loro per affrontare seriamente il tema in parlamento, anche a tutela di tutto il mondo dello sport e del calcio, quello sociale e inclusivo che lavora per la legalità. Non è più rinviabile una discussione e ci auguriamo che i ministri Piantedosi e Abodi vengano a riferire in Aula quanto prima".
Così il deputato e responsabile Sport del Pd, Mauro Berruto, intervenendo in Aula.
“Mentre oggi la destra boccia l’emendamento sul salario minimo, si infittiscono due misteri che hanno caratterizzato questa legislatura: il primo è quello della delega al governo sulla questione salariale. La maggioranza si era presa sei mesi di tempo per formulare una proposta, ne sono passati dieci e di quella proposta non vi è traccia. Poi c’è un altro un altro mistero: noi qui oggi parliamo del collegato al Lavoro ed anche questa volta non sappiamo che fine abbia fatto la ministra del Lavoro purtroppo assente. Noi qui parliamo di italiani che nonostante abbiano un lavoro tornano a casa e sono poveri. Oggi votando contro il salario minimo non si fa un torto al Pd o alle opposizioni, ma 4 milioni di lavoratrici e lavoratori”.
Così il deputato dem, Marco Sarracino, responsabile nazionale Coesione, Sud e aree interne del Pd, intervenendo in Aula.
“La destra contrasta una proposta che ha raccolto invece nel Paese il consenso di migliaia e migliaia di persone. Ciò che oggi la maggioranza aggira con un trucchetto sarà comunque costretta a discutere in Parlamento quando approderà la legge di iniziativa popolare. Le tappe di questa vicenda dimostrano le responsabilità della destra: dopo una lunghissima discussione in commissione e in Aula anziché votare il salario minimo viene approvata una delega al governo per aumentare i salari attraverso la contrattazione collettiva. Una delega che passati sei mesi dal voto della Camera resta ancora bloccata in un Senato tramutato in Porto delle Nebbie dalla stessa paura della maggioranza. Paura di scontentare parte del proprio elettorato. Questa destra non ha nulla da proporre e tre milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici vengono lasciati con salari da fame. Devono restare inchiodati alla povertà perché in fondo questa maggioranza li ritiene colpevoli della loro povertà”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Un augurio di buon lavoro a Enrico Letta per il nuovo prestigioso incarico universitario. E un ringraziamento per quanto fatto di questi anni per il partito e per il gruppo parlamentare del Pd alla Camera. La sua esperienza internazionale, la sua visione aperta e lungimirante sull’Europa ci ha aiutato a capire dinamiche e prospettive del continente anche attraverso il rapporto sul Mercato unico, che dà indicazioni importanti su come proseguire nella strada di una integrazione europea più giusta, verso un futuro sostenibile e di prosperità per tutti i cittadini dell'UE. Siamo certi di poter contare ancora sul suo sostegno alla costruzione di una nuova sinistra europea.
Così in una nota Elly Schlein, deputata e Segretaria del Pd, e Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“La situazione in Libano sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, con un'escalation che potrebbe generare sviluppi pericolosi nel breve termine, come dichiarato oggi dallo stesso comando di UNIFIL. Di fronte a questa allarmante evoluzione, esprimiamo forte apprensione per la sicurezza del contingente italiano impegnato nelle operazioni di peacekeeping nel sud del Paese. Chiediamo ai ministri degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto, di riferire immediatamente in parlamento sulle misure per garantire la protezione dei nostri soldati e per rafforzare gli interventi per la sicurezza necessari a fronteggiare questa delicata fase”. Così in una nota il capogruppo democratico in commissione difesa della Camera, Stefano Graziano.
“Mi pare che Fedriga sia nervoso e preoccupato e ne ha valido motivo. Forza Italia ormai esprime sia pur tardivamente il proprio palese dissenso rispetto a una riforma secessionista che Spacca il Paese, aumenta la burocrazia e peggiora la competitività dell'Italia intera. Peraltro, la raccolta firme sul referendum ha registrato una straordinaria mobilitazione popolare che il governo e la destra farebbero bene a non sottovalutare. I cittadini hanno compreso il pericolo legato all’attuazione di questa riforma disastrosa si sono attivati. Del resto, in seguito al successo delle mobilitazioni referendarie, qualche esponente della destra, collega di partito proprio di Fedriga- addirittura sta pensando a come depotenziare questo strumento. Una proposta sconcertante con i populisti sedicenti patrioti che hanno paura delle decisioni del popolo. Si domandassero perché in tanti si sono espressi contro questa legge o chiedono di modificare la normativa sulla cittadinanza, invece di fare proposte volte a ridurre gli spazi democratici e partecipativi. Credo che la riforma sarà un boomerang per la destra, come dimostrano le tensioni nella maggioranza delle ultime ore. Non potrebbe essere diversamente. Con l’autonomia leghista mancheranno risorse per i servizi essenziali al Sud, si aggraveranno le disuguaglianze e si renderà meno forte e dinamico il Paese. È la ragione per la quale sono contrari tutti, penso a Bankitalia, CEI, Confindustria, pediatri o sindacati”. Lo scrive Piero De Luca, capogruppo Pd della commissione bicamerale questioni regionali.
Ancora fumata nera per il percorso di reindustrializzazione del polo siderurgico di Piombino. Ieri è infatti scaduta l'ennesima proroga per la firma del nuovo accordo di programma, che nonostante gli annunci trionfalistici del Governo Meloni ripetuti da mesi, non è stato purtroppo raggiunto. Non solo manca l'accordo di programma, ma non ci sono ancora notizie certe sull’intesa per la suddivisione delle aree tra i due soggetti industriali coinvolti. Inoltre, restano da definire gli accordi sulle aree che dovranno tornare pubbliche per favorire l'insediamento di piccole e medie imprese, nonché eventuali attività dell’indotto da sviluppare nelle ex aree Lucchini”.
Lo dichiarano i parlamentari Pd eletti in Toscana, Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Christian Di Sanzo, Arturo Scotto, Dario Parrini, Silvio Franceschelli e Ylenia Zambito.
“È arrivato il momento - aggiungono - che il ministero delle Imprese intervenga non solo a parole e che la parte pubblica, composta da Governo, Regione, Provincia e Comune, prenda l'iniziativa per organizzare queste aree in collaborazione con i soggetti privati. I terreni coinvolti dai progetti sono di proprietà pubblica e le concessioni che vi insistevano da decenni sono ormai scadute. Non si può ignorare questo fatto, né limitarsi a un dibattito ristretto ai soli interessi privati. Riteniamo inoltre necessaria la convocazione del presidente di Federacciai, Gozzi, presso la Commissione Attività Produttive della Camera, a seguito delle sue dichiarazioni gravemente ostili alla reindustrializzazione di Piombino. Non è accettabile - concludono - che Gozzi, proprietario di un'azienda concorrente di Metinvest-Danieli, influenzi il piano dell'acciaio nazionale, decidendo unilateralmente dove e come si debba fare industria in Italia. Chiediamo che il Governo prenda una posizione chiara e tempestiva su questo tema cruciale”.
"Le indicazioni di lavoro emerse ieri al Comitato per l'Ordine e la Sicurezza a Bologna, a cui ha partecipato il Ministro Piantedosi, sono importanti. Ora si dia seguito a quanto è stato condiviso. E si lavori con il massimo di sinergia fra le istituzioni. Grazie alle Forze dell'Ordine, a Prefetto e Questore, alla Magistratura per il loro impegno. Auspico che la destra bolognese smetta di polemizzare inutilmente. Come a livello istituzionale serve l'unità di tutte le forze politiche per combattere la criminalità e contrastare l'illegalità".
“Il Bignami delle faziosità. Leggo che per il Viceministro Bignami il fatto che Questura e Prefettura di Bologna collaborino con il Comune per la sicurezza in città è un segno che queste istituzioni sono accomodanti con il Comune. Quello che manca invece a Bignami è il senso delle istituzioni e il suo dovere di viceministro di collaborare, per il bene della nostra comunità. Abbiamo un viceministro ai trasporti che attacca di continuo il Comune, perché non è della sua parte politica, e lo fa su ogni argomento. La sicurezza è un problema, che va affrontato lavorando insieme, come ha chiesto il Sindaco e come ha recepito il Ministro Piantedosi. Ma quello che conta per il Bignami delle faziosità è seminare risentimento e rancore. Il risultato è che a fronte delle divisioni aumenta la sfiducia tra i cittadini. E senza fiducia resta solo la paura. Cosa forse voluta dal Bignami del viceministro”. Così in una nota il deputato democratico, Virginio Merola.
“Serve la stessa determinazione del 'sistema Paese' per garantire a Mozarc-Bellco lo stesso trattamento che è stato garantito all'azienda Marelli di Crevalcore con la quale si è arrivati ad una positiva conclusione con una nuova proprietà, un piano industriale serio e continuità occupazionale. Occorre inoltre che siano assicurate tutte le misure di protezione per Mozarc e tutto il comparto dentro una competizione globale che rischia di penalizzare l'eccellenza italiana nel settore biomedicale”. Così il deputato modenese PD Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, in un'interpellanza urgente sulla crisi della Mozarc-Bellco, una delle aziende più importanti del distretto biomedicale Emilia Romagna, con il possibile licenziamento di 300 dipendenti considerati in esubero.
“A nostro avviso – continua Vaccari - serve inoltre superare il sistema pay-back sui dispositivi medici per garantire la copertura finanziaria delle imprese e del SSN. Come PD abbiamo depositato una pdl in merito e diciamo che il fondo stanziato dal governo non basta e c'è il rischio che piccole e medie imprese falliscano favorendo l'ingresso nel mercato italiano di aziende estere poco qualificate con pessime conseguenze per il SSN e i cittadini”.
"Chiediamo che il governo faccia sicuramente di più per contrastare il fenomeno del telemarketing aggressivo e illegale. Le opposizioni in Parlamento sono disponibili a portare avanti il dibattito e l'analisi concreta delle due proposte di legge che riguardano questo settore, sperando che possano seguire un iter rapido e auspicando anche una soluzione condivisa del testo definitivo da portare in Aula. Chiediamo al governo e alla maggioranza di essere attento e disponibile a tener conto delle proposte anche delle opposizioni. La nostra proposta di legge ribalta lo status quo e prevede di sostituire l'attuale registro delle opposizioni con la creazione di un registro delle autorizzazioni, per cui solo le persone iscritte consapevolmente a questo registro hanno diritto a ricevere chiamate da parte di aziende che fanno marketing e pubblicità. In tutti gli altri casi, ossia ove non si è iscritti in questo registro, non si possono ricevere chiamate indesiderate che ledono non solo la privacy delle famiglie, ma anche la serenità delle stesse". Lo ha detto Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, presentando in Aula l'interpellanza a sua prima firma e della collega Anna Ascani, che interroga il governo sul fenomeno del telemarketing selvaggio e aggressivo.
"Il registro pubblico delle opposizioni già istituito - ha aggiunto Piero De Luca - non basta più, perché non è riuscito a bloccare il fenomeno. Dobbiamo intervenire e fare di più. Dobbiamo ribaltare l'impianto attuale e introdurre appunto il sistema dell'opt in. La nostra proposta di legge va in questa direzione".
“L’invasione delle truppe Israeliane del Libano operata dal governo di Netanyahu è un atto grave che minaccia la pace mondiale. Netanyahu definisce l’Onu ‘una palude antisemita’. Parole gravissime.
Ora più che mai occorre un grande concerto di azioni diplomatiche che in Medio Oriente così come in Ucraina garantisca la libertà e l’indipendenza delle nazioni colpite e invase, la sicurezza contro il terrorismo, la sicurezza di tutti, l’isolamento di chi agisce contro la pace. Solo la pace può garantire la sicurezza e la stabilità. Occorre una spinta popolare per scardinare la spirale di causa effetto che ormai confonde le responsabilità e rischia di rendere tutti protagonisti di una dinamica di guerra, cancellando ragione e torti. Ora un movimento popolare per la pace. Si parta dall’Italia. La sinistra italiana chiami in piazza tutte le forze che vogliono pace e sicurezza”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Nonostante i proclami del governo Meloni sull'export, la realtà del settore tessile e' ben diversa con un calo significativo della produzione del comparto moda di quasi il 10% per i primi sei mesi del 2024. L'incontro con il tavolo del distretto tessile pratese ci consegna un quadro drammatico sul quale e' necessario che l'azione del governo sia piu' rapida possibile”. Cosi' dichiarano i Deputati Christian Di Sanzo e Marco Furfaro del Partito Democratico. “Da parte nostra, abbiamo manifestato pieno appoggio e ampia disponibilita' a recepire nei provvedimenti legislativi le misure che servono per aiutare il settore a Prato. Avevamo già presentato emendamenti e odg per un fondo di 10 milioni per Prato nel DL energia e nel ddl Made in Italy, proprio come fatto al tempo del governo Draghi, emendamenti e odg bocciati dalla maggioranza. In aggiunta le scarse risorse (15 milioni per la valorizzazione di filiera e 10 per la transizione verde per il 2024 per tutto il comparto a livello nazionale) approvate nel ddl Made in Italy aspettano ancora i decreti attuativi, nonostante il ddl sia stato approvato a dicembre 2023; siamo a fine 2024 e ancora non abbiamo visto un euro nel distretto - come al solito il governo approva, ma non eroga i fondi che promette. Oltre a un fondo straordinario per il distretto tessile pratese, vi sono problemi urgenti a partire dalla deroga degli F24 che e' stata esclusa dal decreto omnibus ed e' fondamentale recuperarla nel decreto concorrenza in discussione alla Camera; cosi' come la cassa integrazione in deroga attraverso la destinazione dei residui. Il distretto tessile pratese c'e' e merita la giusta visibilita' e riconoscimento a Roma, per risolvere questioni come il riconoscimento di distretto energivoro e la sua valorizzazione - per questo il nostro impegno non manchera' come in passato”.
“Durante la sessione del Parlamento, ho espresso a nome del Pd il mio pieno sostegno alla ratifica del Trattato di cooperazione giudiziaria tra Italia e Senegal che rientra nel mio collegio. Questo accordo rappresenta un passo fondamentale per potenziare la nostra assistenza giudiziaria in materia penale e rafforzare la lotta contro la criminalità transnazionale. Il Senegal, con la sua posizione strategica in Africa occidentale, è un partner cruciale per affrontare le sfide della criminalità che non riconosce confini. L'accordo, composto da 26 articoli, stabilisce una solida cornice giuridica per la cooperazione, facilitando misure essenziali come la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti giudiziari e la confisca di proventi illeciti. In particolare, ho evidenziato l'importanza dell'articolo 2, che introduce maggiore flessibilità nell'assistenza, mantenendo il rispetto per i diritti fondamentali. Inoltre, l'innovativo articolo 18 prevede la possibilità di costituire squadre investigative comuni, permettendo ai nostri Paesi di collaborare in tempo reale su indagini complesse. Il costo annuo stimato di 73.079 euro per la gestione dell'accordo rappresenta un investimento necessario per garantire la sua efficace attuazione, senza conflitti con le normative europee o con la Convenzione del Consiglio d'Europa. Ho invitato tutti i membri del Parlamento a votare favorevolmente per questo accordo, un segnale forte del nostro impegno per la cooperazione internazionale e la legalità.” Così Nicola Carè deputato eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide e componente dell’assemblea parlamentare NATO.
"Nel "nuovo ordine" di Netanyahu non esistono né il diritto internazionale né il diritto umanitario internazionale. Cioè quell'insieme di regole condivise su cui la comunità mondiale ha fondato la sua esistenza dopo le due grandi guerre del '900.
Uno stato democratico persegue i criminali e i terroristi, li arresta e li processa nei tribunali preposti, che siano nazionali o internazionali.
Per questo abbiamo istituito la Corte penale internazionale e i tribunali ad hoc in casi come la ex Jugoslavia o il Rwanda. Ed è quello che andava fatto con Nasrallah e gli altri capi di Hezbollah, organizzazione classificata come terrorista dalla stragrande maggioranza dei Paesi.
Bombardare indiscriminatamente colpendo civili innocenti, fare saltare in aria le persone tramite i walkie talkie, rendere inusabili intere aree di altri paesi usando il fosforo bianco come ha fatto e sta facendo Israele in Libano, non ha niente a che fare col diritto internazionale e molto con il terrorismo che, invece, si dice di voler combattere.
E' la "dottrina Netanyahu" che ci riporta in un tempo senza diritti e senza garanzie democratiche. E' un sistema che cancella le differenze tra le democrazie e le organizzazioni terroristiche.
"La situazione è molto complicata" dice il ministro Tajani. E' vero. Lo è oggi più di quanto lo fosse mesi fa perché Netanyahu andava fermato prima, ministro, lo abbiamo chiesto in tante e tanti a gran voce, molte volte. Le esortazioni e gli appelli non servono, bisogna passare ad azioni concrete: non inviare più armi a Israele che le usa contro i civili, imporre sanzioni e sospendere l'accordo di associazione tra l'Ue e Israele". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.