“Alle prime ore di questa mattina, con l’approvazione dell’autonomia differenziata, si è consumato l’ennesimo scempio nei confronti del Meridione, da parte di una destra che ci ha costretti ad una ‘seduta fiume’ infliggendo uno sfregio alla democrazia e alle opposizioni. Il concetto stesso di autonomia differenziata viola innumerevoli articoli della nostra Costituzione, oltre che gli irrinunciabili principi di sussidiarietà, perequazione, solidarietà tra regioni e unità nazionale. In verità, anche se non siamo d’accordo su nessuno dei postulati che secondo la maggioranza giustificherebbero la riforma, avrebbero potuto celare meglio il loro anti-meridionalismo e tentare un approccio più corretto, anche se la riforma è praticamente da scartare per intero e, formulata in questo modo, non fa che distruggere le regioni più deboli, principalmente al Sud”. Lo dichiara in una nota la deputata dem Maria Stefania Marino.
“Il Meridione – ha concluso Marino - ha già subito abbastanza a causa delle politiche scellerate del governo Meloni. Più volte si è parlato di secessione dei ricchi, di abbandono del Mezzogiorno, di disomogeneità nei servizi già esistenti e aggravati da questa riforma. Ma questa maggioranza è sorda e non dice cosa succederà alle aree interne del Centro e del Nord, che non saranno di certo agevolate. Tuttavia, quanto da noi anticipato è evidente: questo governo ha la chiara intenzione di fregarsene delle differenze tra le regioni e del fatto che molte di esse rischiano di rimanere irrimediabilmente indietro a favore di pochissime altre”.
“Ci interessa il futuro dei lavoratori dell’Azienda Mozarc, ex Bellco, per questo evitiamo di polemizzare sul fatto che a fronte di tre interrogazioni già presentate nei giorni scorsi dalle opposizioni stamattina, di contro, il governo abbia deciso di rispondere a quella della Lega e non alle altre che, come spesso avviene, si potevano abbinare. Tantomeno vogliamo pensare che la risposta sia collegata alla scadenza elettorale di domenica a Mirandola. Tuttavia apprezziamo le parole del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha deciso di convocare un tavolo di crisi ministeriale dopo quello già convocato per il 26 giugno dalla Regione Emilia Romagna. Questo ha determinato, e ne siamo contenti, il congelamento da parte dell’azienda delle procedure di licenziamento di 350 lavoratori a fronte della chiusura di un reparto produttivo. Ora vengano messi in campo tutti gli sforzi istituzionali perché siano salvaguardati i livelli occupazionali della Mozarc e delle imprese dell’indotto. Noi continueremo a presidiare e monitorare la situazione perché con il concorso di tutti si arrivi ad una soluzione positiva”.
Lo dichiarano i deputati Pd, Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra, e la senatrice Enza Rando.
“Ho partecipato ad Adelaide, all’incontro promosso dalla Camera di Commercio e Industria Italiana con il segretario generale Rachele Grassi in collaborazione con il Consolato d’Italia in Australia Meridionale ed Ernesto Pianelli console d’Italia ad Adelaide, il quale ha ospitato un gruppo di aziende e soci italiani per scoprire potenziali opportunità di investimento in SA, discutere di questioni industriali con rappresentanti istituzionali e promuovere i collegamenti commerciali tra Italia e Australia Meridionale. Siamo stati ospitati dal Vice Premier Onorevole Susan Close MP ministro per il Clima, l’Ambiente e l’Acqua, ministro per l’Industria, l’Innovazione e la Scienza, ministro per la Difesa e le Industrie Spaziali, per una visita a Tonsley Village, con una presentazione di Adam Reid, Amministratore Delegato del dipartimento per l’Innovazione Industriale e la Scienza, incentrata sui settori in crescita e sul potenziale di innovazione ad Adelaide. Abbiamo visitato Hydrogen Park e la Factory of the Future, il cui obiettivo è quello di riunire innovazione, tecnologie dell’Industria 4.0, ricerca e sviluppo. Abbiamo discusso con Invest SA Dipartimento per il commercio e gli investimenti e Sean Williams, Direttore per il settore Difesa e Spazio in Invest SA, sui punti di forza e le preoccupazioni delle aziende italiane riguardo agli investimenti in Australia Meridionale, ad esempio carenze di competenze e alto turnover occupazionale.” Così il deputato dem Nicola Carè, eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.
"Il bracciante indiano di 31 anni che a Latina ha perso la vita non è semplicemente un morto sul lavoro. E’ vittima di un vero e proprio omicidio. Scaraventare un essere umano per strada con un braccio amputato da un macchinario è un atto bestiale. Di una violenza che ci riporta alla servitù della gleba. Occorre continuare a denunciare che il caporalato non è solo una pratica odiosa, ma in ganglio di una catena produttiva che usa questi strumenti per risparmiare sul lavoro. E molto spesso con la partecipazione attiva della mafia. Non è la prima volta che questo accade nell’agro pontino: occorre che il Governo metta in campo una mobilitazione vera di mezzi per contrastare questi fenomeni. Non bastano le parole di circostanza".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Cosa è Gioventù nazionale? Non una frangia estremista, ma il movimento giovanile di Fratelli d'Italia e dall’inchiesta di Fanpage emerge una doppia identità del movimento: quella ufficiale, vanto di Giorgia Meloni, di giovani militanti che si mostrano moderati davanti ai giornalisti, ma che nella loro dimensione interna si trasformano e inneggiano liberamente al fascismo e ai terroristi NAR, fanno il saluto romano, urlano 'Duce' e 'Sieg Heil'. Dalle immagini sembra emergere anche l'intenzione di voler finanziare l'organizzazione utilizzando come escamotage l'attivazione, con altro ente, di un programma di Servizio Civile finanziato dallo Stato”. Lo dichiara in Aula di Montecitorio la deputata dem Valentina Ghio presentando la domanda del question time al ministro Ciriani su l'inchiesta di Fanpage su Gioventù Nazionale.
“Nessuna risposta né sulla grave e reiterata apologia del fascismo da parte dei giovani di Fratelli d'Italia – continua Ghio -, né sul vantato progetto di utilizzo di fondi statali. Nessuna parola di scusa, nemmeno alla memoria di chi ha pagato con la propria vita la realizzazione della democrazia che il nazi fascismo a cui inneggiano i rappresentanti di Gioventù Nazionale, aveva barbaramente cancellato. Le parole di risposta del ministro Ciriani al nostro question time ci lasciano increduli. Una difesa d'ufficio senza la minima consapevolezza della gravità dei fatti e della palese violazione del dettato costituzionale”.
“Indignati per le parole del capogruppo di Fdi, Tommaso Foti, che nel suo intervento sull’autonomia ha evocato il ‘campo santo’ per le opposizioni. Parole veramente di cattivo gusto pronunciate all’interno dell’aula della camera che, poco più di due settimane fa, fa celebrava i cento anni del discorso di Giacomo Matteotti” così il deputato democratico, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd, Roberto Morassut.
Bastava condannare parole e comportamenti di giovani fascisti ripresi da Fanpage. E magari assicurare indagini e provvedimenti. Invece Ciriani ha risposto nel Question Time con una disquisizione sul giornalismo d’inchiesta. Non ci resta che constatare che in FdI non c’è nessuna volontà di rompere con quella tradizione e con le pagine più buie della nostra storia. Ci troverete sempre dalla parte opposta a difendere la libertà, la democrazia e la Costituzione antifascista.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Con le risposte date da Ciriani in Aula, oggi ho avuto il dubbio di avere davanti l'avvocato difensore del gruppo Gioventù Nazionale e non un ministro della Repubblica. Oltretutto voglio stigmatizzare che non è presente il ministro Piantedosi e che a questo question time avrebbe dovuto rispondere lui. Qui non si parla della qualità del servizio giornalistico ma della nostra grande preoccupazione che un gruppo politico legato a Fdi inneggi al fascismo e al nazismo”. Lo dichiara a Montecitorio la deputata dem Michela Di Biase intervenendo nella replica del question time al ministro Ciriani sulle vicende emerse dall'inchiesta giornalistica di Fanpage concernente attività del movimento Gioventù Nazionale.
“Siamo sconcertati – ha continuato Di Biase -, ci saremo aspettati altre risposte ma questo ci conferma che che il governo è in profonda contraddizione con i valori della democrazia della nostra Repubblica. Il Pd non vuole dimostrare con il manuale alla mano se siamo di fronte ad un reato perché le immagini parlano chiaro: siamo davanti all'apologia di fascismo, con ragazzi e ragazze che si formano nel mito di chi ha macchiato con il sangue delle persecuzioni la storia del nostro Paese. E il ministro Ciriani non risponde sul fatto Gioventù Nazionale riceva o no finanziamenti dal Servizio Civile nazionale. Ma c'è una certezza: dopo la violenza degli ultimi giorni in Aula e nelle piazze ora sappiamo che il frutto non è caduto lontano dall'albero!”, ha concluso Di Biase.
Nel presentare l'interrogazione la deputata dem Valentina Ghio ha chiesto al Ministro “se non ritenga urgente intervenire per fare immediata chiarezza sui fatti inquietanti emersi dall'inchiesta di Fanpage e se non ritenga doveroso intervenire per impedire la propaganda legata al fascismo”.
“Da Forza Italia lacrime di coccodrillo, per settimane hanno cercato di raccontare la storiella secondo cui il trasferimento delle funzioni alle regioni non sarebbe stato immediatamente percorribile. Hanno anche sbandierato i loro ordini del giorno come una garanzia a un percorso graduale e ordinato. Tutte falsità, come confermano le dichiarazioni di Zaia e Fontana che già stanno annunciando di attendere solo la pubblicazione in gazzetta ufficiale della riforma per attivare i tavoli e chiedere a governo l’attribuzione di nuove materie. Forza Italia cerca oggi di lavarsi la coscienza, ma la verità è che non solo ha piegato la testa ad ogni richiesta della Lega, ma ha anche scaricato i propri amministratori eletti al sud”. Così il deputato democratico, responsabile nazionale Sud, Marco Sarracino.
“Lollobrigida utilizza Ismea come bancomat del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e forestale?”.
E’ quanto chiedono il capogruppo, Stefano Vaccari, e i deputati dem della commissione Agricoltura della Camera, Forattini, Marino e Rossi, con un’interrogazione indirizzata al ministro Lollobrigida, invocando “chiarezza sulle modalità di erogazione dei fondi pubblici destinati per diverse sponsorizzazioni sportive da parte di Ismea” e domandandosi “se tali erogazioni non rischiano di sottrarre risorse a sostegno dello sviluppo di progetti di innovazione finalizzati all'incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura”.
“Ismea infatti - denunciano i deputati democratici - da quanto risulta dalle notizie apparse su alcuni organi di informazione, avrebbe assegnato 250mila euro per campagne istituzionali alla Figc, rinnovato una convenzione con Sport e Salute per 300mila euro, erogato un contributo di 113mila euro alla federazione Rugby per uno spot di 30 secondi in vista del Sei Nazioni e 100mila euro alla Federazione Italiana Golf per il Ryder Cup. Senza contare le risorse messe a disposizione del Giro d’Italia da parte dell’Ismea e del Ministero con due interventi a seguire di 327mila euro e 138mila euro. C’è un problema però - segnalano i deputati democratici - ed è che Ismea, da statuto, non ha alcuna competenza specifica in fatto di marketing e comunicazione. Trattandosi di un ente pubblico economico, infatti, Ismea è un soggetto autonomo, vigilato ma non controllato dal ministero dell’Agricoltura che non potrebbe versare direttamente. Come è stato aggirato questo impedimento? Tra una comparsata e l’altra sulle tribune degli europei di calcio - concludono i deputati - si attende la risposta del ministro Lollobrigida”.
Chiediamo al governo, dopo la sbornia e la furia di questi giorni per approvare di corsa e nottetempo le pericolose riforme del premierato e dello ‘Spacca Italia’, di toccare di nuovo terra per riprendere contatto con la realtà e iniziare ad occuparsi seriamente della situazione economica del Paese. Dopo l’apertura della procedura di infrazione per disavanzo eccessivo a carico dell'Italia, è urgente fare un’operazione di verità sulla tenuta dei conti pubblici e avviare un confronto in Parlamento e con tutte le parti sociali sulle scelte di politica economica necessarie. Si annunciano anni e finanziarie difficili, lacrime e sangue, per il Paese e di sicuro non aiuta la retorica sovranista del governo Meloni che invece di lavorare per rafforzare l'integrazione europea, sta invece isolando ulteriormente l'Italia anche nei futuri assetti di governo in Europa.
Così Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e capogruppo dem in commissione Politiche Ue.
“Segnatevi bene a mente questa data, 19 giugno 2024. La leggeremo nei libri di storia perché rappresenta la fine dell’Italia unità, una e indivisibile, che festeggiamo ogni anno il 17 marzo con la Festa dell’Unità nazionale e della Costituzione. Sarà questa la data per cui sarà ricordato il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni che stanotte, nel corso di una maratona d’aula a colpi di maggioranza, ha sancito votato la legge sull’autonomia differenziata. Ma come abbiamo fatto in Parlamento adesso il nostro impegno si sposta in piazza e soprattutto nel referendum con cui, siamo certi, gli italiani voteranno NO a questa riforma che spacca in due l’Italia”. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia e deputato Dem alla Camera, Anthony Barbagallo.
Una legge – quella dell’autonomia differenziata – che vedrà una nazione a due velocità, con un Mezzogiorno impossibilitato a recuperare il gap con il Nord d’Italia.
“In tutti gli ambiti il Mezzogiorno e la Sicilia in particolare- prosegue - ne escono con le ossa rotte: meno servizi, meno sanità, meno istruzione, meno infrastrutture, meno trasporti pubblici. In Sicilia il mancato riordino della rete ospedaliera e della medicina del territorio, determinata dall’inadeguatezza del governo Schifani che strizza l’occhio ai privati, ha prodotto – aggiunge - una carenza cronica di personale medico e sanitario e l’incredibile numero di circa 800 mila siciliani che ogni anno rinunciano a curarsi o scelgono di farlo in altre realtà e nulla, a parte annunci e chiacchiere, è stato fatto per smaltire le lunghissime liste d’attesa Non va meglio con i trasporti: autostrade rattoppate, collegamenti interni disastrosi, treni che, ancora, si muovono ad una velocità da primi del Novecento; insomma servono più risorse per lenire le diseguaglianze ed invece il governo Meloni spacca in due il paese”.
“Stamattina non è solo morta l’unità nazionale, ma è stata azzoppata anche la maggioranza. Alla prova dei fatti la destra non regge e metà del gruppo di Forza Italia – 22 su 45 – non vota l’Autonomia. Ecco come ci siamo risvegliati dopo una notte surreale a spaccare il paese e a farne brandelli: l’ala moderata, quella legata alle regioni del Sud che chiedono sviluppo e non secessione, non ha non c’ha messo la faccia e neanche il voto, ha tradito i suoi elettori, e non ha fatto nulla per fermare lo scambio osceno tra Autonomia e Premierato. Se non avesse fatto sponda con alleati che vogliono cittadini di serie A e cittadini di serie B, sanità e scuole diversificate, politiche energetiche e di sviluppo separate, forse potrebbe oggi raccontare un'altra storia e non piangere sul latte versato come fa il governatore della Calabria Occhiuto. Abbiano il coraggio di caricarsi la responsabilità mentre la premier Meloni si presenta in Europa, nei vertici impegnativi a rivendicare un ruolo dell’Italia con una maggioranza che perde pezzi e non vota le sue gloriose riforme”. Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Domenica e lunedì prossimi si vota per i ballottaggi delle elezioni amministrative. Nella Città Metropolitana vanno al voto tre comuni. Casalecchio di Reno, Castel Maggiore e Pianoro. Matteo Ruggeri, Paolo Gurgone e Marco Zuffi sono i candidati del centrosinistra e del Partito Democratico. Personalità autorevoli, radicate sul territorio, amministratori capaci e competenti. Sono stati i più votati al primo turno nei loro comuni. Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale. Tutti noi, donne e uomini del PD di quei comuni e di tutto il territorio metropolitano, siamo chiamati al massimo impegno a loro sostegno. A tutti noi vorrei ricordare una parola fondamentale: unità, unità e ancora unità. L' unità fra Schlein e Bonaccini e fra tutti noi è stata fondamentale per vincere le elezioni europee. L'unità è la chiave per un centrosinistra forte e di governo. Dimostriamo in questi giorni la stessa unità in questi tre ballottaggi così importanti, per quelle comunità e per tutti noi". Così Andrea De Maria, deputato PD.
Bandiera regione Calabria sventolava sui banchi della maggioranza
“Occhiuto, vuole giocare troppe parti in commedia, invece di alzare falsi polveroni si renda conto che il suo partito ha assecondato una riforma che farà male in primo luogo ai calabresi perché divide e crea disuguaglianze”. Così in una nota il deputato democratico, Nico Stumpo, che sottolinea “salvo alcune timide prese di distanza, a cui non sono seguiti atti concreti, Forza Italia non ha aperto bocca durante tutto l’esame del provvedimento e ha piegato la testa davanti ad ogni mossa e ai tempi imposti dalla Lega. Peraltro – aggiunge il democratico - mentre si votava l’autonomia, sui banchi della maggioranza è stata fatta sventolare platealmente la bandiera della Regione Calabria. Invece di rilasciare dichiarazioni che non hanno alcun seguito, Occhiuto si attivi per approvare rapidamente in consiglio regionale un ordine del giorno unitario che certifichi con fermezza la contrarietà all’autonomia differenziata”.