Serve più tempo per la consultazione nel paese, più ruolo al parlamento
“Ci sono oggi tutte le condizioni per tenere insieme la lotta ai mutamenti climatici e la green economy con la disponibilità di energia a un costo contenuto. La nuova Strategia Energetica Nazionale chiede coerenza e lungimiranza da parte di tutti e deve coinvolgere il Parlamento, avere obiettivi ambiziosi e praticabili, prevedere, oltre agli scenari al 2030, anche un orizzonte al 2050. Può essere una SEN in sintonia anche con il messaggio di Obama.
Oggi alle Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera si è svolta l’audizione congiunta del ministro dell’Ambiente Galletti e del ministro dello Sviluppo Economico Calenda sulla SEN. La proposta avanzata è un’ottima base ma la nuova SEN dovrà coinvolgere tutti i settori produttivi a cominciare dall’edilizia, con il ruolo positivo degli ecobonus, e dai trasporti. Una politica energetica che dovrà incrociare il progetto di Industria 4.0 e la gestione del patrimonio immobiliare pubblico, a partire dalla scuole e dalle università. Per questo ritengo che la consultazione pubblica debba avere più tempo per consentire il coinvolgimento pieno del Paese e un ruolo attivo del Parlamento che dovrebbe esprimersi sul merito.
Oltre a definire gli obiettivi a breve e medio termine come quelli al 2020 e al 2030, come la fuoriuscita dal carbone nella produzione elettrica, la SEN deve guardare al futuro con un orizzonte al 2050, puntando ad una quota molto più alta di energie rinnovabili almeno nel campo elettrico. Del resto l’orizzonte 2050 viene adottato, ad esempio, anche da Germania e California.
Oltre all’efficienza energetica, l’elettricità tutta rinnovabile e l’innovazione tecnologica possono contribuire anche allo sviluppo della mobilità elettrica, dando un contributo fondamentale per combattere l’inquinamento delle nostre città”.
Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando l’audizione dei ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico sulla nuova Sen.
“Soluzione è sito in territorio comunale”
“La sindaca Raggi continua a scaricare sugli altri quella che invece è una sua responsabilità di omissioni e inadempienze sul problema dei rifiuti a Roma.
La capitale ha bisogno di impianti di cui solo il Comune può decidere la localizzazione, compresa una discarica di servizio. La Regione, come già detto, autorizza non sceglie in luogo del Comune i siti da utilizzare per gli impianti.
E’ il solito vizio e la sindaca Raggi non fa la differenza: scaricare i rifiuti della Capitale sul territorio provinciale di Roma e su quello regionale del Lazio. Tant’è che durante la trasmissione di Porta a Porta, Raggi ha sponsorizzato una discarica di un privato ad Aprilia, pensando così di allontanare quelle responsabilità che invece sono del Comune di Roma.
Ricordo a Raggi che questa presunta discarica di cui si fa sponsor ha avuto pareri negativi da parte di tutti, in primis da Aprilia, che ospita già impianti di trattamenti rifiuti, e ha quindi già dato. Inoltre, considerazione importantissima, l’aria individuata dal privato ha già problemi di contaminazione di rifiuti tossici e nocivi allocati nel passato. Serve dunque una bonifica di questa area e non un suo utilizzo ulteriore.
Raggi trovi dunque una soluzione dentro il territorio del proprio Comune per realizzare impianti di umido, di multi materiale e per una discarica di servizio. E se li faccia autorizzare dalla Regione. E non vorrei che eliminato un privato se ne trovi un altro a cui Roma vuole affidare il trattamento dei rifiuti”. Così il deputato Pd Renzo Carella
“Oggi il Senato ha approvato definitivamente il DDL sul lavoro autonomo. È una bella giornata per la politica: finalmente diamo risposte al mondo delle partite IVA, due milioni di lavoratori finora dimenticati” lo dichiara Chiara Gribaudo, vice capogruppo Pd alla Camera.
“Si tratta di un grande risultato di questa legislatura, di una legge fortemente voluta dal Governo Renzi che ha scelto di legarla alla stabilità 2016 e di un testo costruito passo passo a fianco dei lavoratori, delle associazioni, delle organizzazioni dei professionisti. Finisce l’era della flexibility senza security: si estendono la tutela per maternità, malattia e infortunio, si creano strumenti contro i mancati pagamenti, si rende possibile la deducibilità integrale dei costi di formazione. Viene resa stabile – continua la deputata dem – a partire dal 1 luglio 2017 anche la DIS-COLL, la disoccupazione per i collaboratori, che si estende ad assegnisti e dottorandi di ricerca.”
“Finalmente anche il lavoro autonomo ha una cornice normativa, nella quale abbiamo costruito il primo vero welfare per chi versa alla gestione separata INPS. Da questo punto di partenza proseguiremo, nell’ottica di rendere universali i diritti del lavoro, dai quali fino a oggi in troppi sono stati esclusi. Questa legge, resa possibile dal contributo di tanti dentro e fuori il Parlamento, deve rappresentare un orgoglio per il PD e per questa legislatura: seguiremo adesso la sua attuazione in ogni aspetto, perché tutte le misure siano caratterizzate dalla maggiore inclusività possibile.”
“È indispensabile che il governo integri il Fondo di solidarietà per il settore della pesca (Fospe). Ho presentato un emendamento alla proposta di legge sul settore ittico, attualmente in discussione in commissione, che prevede nuovi stanziamenti per il settore. Spero di trovare un largo consenso tra i colleghi per poterlo approvare; ne sarebbero grati tutti gli operatori del settore”.
Lo dice Gessica Rostellato, deputata del Pd in commissione Lavoro.
Occorre un svolta, riflettiamo sul passato guardando alle riforme del futuro
Giovedì 11 maggio, alle ore 15,00, si terrà la presentazione del libro ‘Il processo della Banca Romana’ di Francesco Savasta presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati. Sarà l’occasione per discutere dell’attuale crisi bancaria e per riflettere sulla necessità di una svolta per costruire un sistema creditizio al servizio dei cittadini o delle grandi lobby finanziarie. Lo scandalo della Banca Romana del Regno d’Italia, fallita alla fine dell’800 insieme a migliaia di imprese, ci offre l’occasione di rivisitare il passato guardando alle riforme del futuro. Insieme al presidente della Commissione Finanze di Montecitorio, Maurizio Bernardo, interverranno Alberto Lupoi, Associato di Diritto dei mercati finanziari presso l'Università di Padova, Dario Latella, Associato di Diritto commerciale presso l'Università di Messina, Ugo Cavaterra, regista, Enea Franza, Dirigente Consob”.
Ne dà notizia Tommaso Currò, deputato del Pd.
“La Rai non faccia discriminazioni nelle chiamate degli idonei delle ultime selezioni per giornalisti”. Lo afferma in un'interrogazione presentata in commissione di Vigilanza il deputato Pd Sergio Boccadutri, che solleva il problema dei quattordici giornalisti dichiarati idonei dalla selezione bandita dalla Rai nel 2013 e che ancora non sono stati chiamati al lavoro, nonostante la stessa azienda abbia fatto scivolare la graduatoria del successivo concorso del 2015. Decisione che pare debba essere chiarita ancora di più dalla dirigenza Rai, considerato che i quattordici giornalisti della selezione del 2013 hanno per anni accumulato una lunga esperienza di lavoro nei programmi di informazione di rete".
"Premesso che – si legge nell'interrogazione – la selezione del 2013 dichiarò idonee settantaquattro persone, quaranta delle quali assunte subito e altre venti chiamate nel corso di questi anni e considerato il numero assai esiguo di posizioni rimaste, quattordici appunto, è necessario che la dirigenza chiarisca i motivi che hanno portato l'azienda, in seguito alle nuove e impellenti necessità di assunzione, ad estendere le chiamate ai successivi classificati della graduatoria del concorso 2015, facendola scivolare di ben 106 posizioni oltre i 100 vincitori già chiamati, e lasciare nel limbo i quattordici della selezione del 2013, con la configurazione di una evidente disparità di trattamento".
“La rapidità e il solito indecente cinismo con cui Grillo, Di Maio e Di Battista si sono buttati su un’indiscrezione giornalistica, per altro subito smentita dalla diretta interessata, ci dicono che la monnezza virtuale grillina contro la ministra Boschi serve a occultare l’altra monnezza: quella vera di Roma e quella registrata di Palermo”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Presenterò un’interrogazione in Commissione sul perché la Rai non abbia trasmesso, nel giorno del 39esimo anniversario della sua morte, il film su Peppino Impastato ‘I cento passi’”. Lo annuncia Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai.
“Il film di Giordana – spiega – rappresenta un documento di grande valore civile ed artistico che, unendo la precisione storica all’evocazione cinematografica, riesce a ricordare con forza l’impegno contro la mafia del giovane giornalista e conduttore radiofonico. Per queste ragioni, la pellicola era adattissima a essere trasmessa sulle reti Rai nel giorno della morte di Impastato. Era un modo con cui il servizio pubblico avrebbe assolto il suo compito”.
“Eppure l’azienda o si è dimenticata di commemorare una figura fondamentale nella lotta alla mafia o, ancora peggio, ha ritenuto che ci fossero temi più importanti da trattare. Per questo, è importante capire come e perché il servizio pubblico sia venuto meno alla sua missione”, conclude.
“L’interesse nazionale dell’Italia è di promuovere una comunione di sforzi tra gli Stati membri dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa al fine di fronteggiare la tragedia nel Mediterraneo. E’ questo il senso della mozione Pd approvata oggi a grande maggioranza dalla Camera. L’Italia non deve essere lasciata sola, ma l’immigrazione e la crisi umanitaria in corso non si risolvono con degli spot da campagna elettorale o infangando i volontari impegnati quotidianamente nel Golfo di Sicilia per salvare vite umane. Occorre intervenire insieme, tanto sul piano esterno che su quello interno, nel solco del valore della solidarietà, e questo anche quando si tratta di restituire dignità e memoria ai migranti deceduti nella traversata del Mediterraneo. Il fenomeno dei migranti scomparsi assume sempre di più dimensioni di rilievo paneuropeo e si confronta con gli ostacoli della mancanza di regole comuni agli Stati membri Ue per quanto riguarda le procedure di identificazione e autopsia, nonché con l’assenza di banche dati che consentano la raccolta dei dati ante e post mortem dei migranti. Lo straordinario impegno umanitario dell’Italia deve essere sostenuto e consolidato, anche attraverso il potenziamento dell’ufficio del commissario straordinario per le persone scomparse e sostenendo le task-force inter-istituzionali impegnate per l’identificazione dei corpi ancora senza nome dei migranti. Promuoviamo anche alcune azioni simboliche, come la riconversione del relitto del naufragio del 18 aprile 2015 in un monumento da collocare magari a Milano, crocevia delle migrazioni, per richiamare l’attenzione dei partner e dei cittadini europei sui nostri valori comuni. I valori che devono sempre ispirare e guidare le istituzioni nazionali e dell’Unione europea nella gestione dei flussi migratori”.
Così Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri dopo l’esame intervenuto questo pomeriggio nell’Aula di Montecitorio delle mozioni concernenti iniziative volte all’identificazione dei migranti deceduti nella traversata del Mediterraneo.
“Conosciamo ormai bene la tattica del M5s del gettare fango sugli avversari politici, in questo caso su Maria Elena Boschi. Travolti dalla immondizia di Roma e dai veleni e i ricatti di Palermo, stanno cercando una nuova operazione di distrazione di massa. E’ triste vedere così immiserito il dibattito politico nel nostro Paese”.
Così la deputata Dem, Stefania Covello.
“Domani alle ore 14, presso Palazzo San Macuto, è confermata l’audizione del colonnello Luigi Ripani e del tenente colonnello Paolo Fratini, del RIS di Roma, che illustreranno i primi risultati delle rilevazioni eseguite nel box di via Montalcini 8, dove, secondo le testimonianze di alcuni ex Br, sarebbe stato ucciso Aldo Moro”.
Ne dà notizia Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani e l’assassinio di Aldo Moro.
“Per giorni abbiamo assistito al rogo dell' impianto di stoccaggio di materiali plastici gestito dall'azienda ECO X a Pomezia. Vorrei esprimere preoccupazione per la salute dei cittadini di Pomezia e dei Comuni limitrofi, e al tempo stesso rassicurarli, certo del fatto che le autorità competenti stiano adottando tutte le iniziative necessarie a rimuovere le eventuali implicazioni ambientali derivanti dalla nube sprigionata dall'incendio”. Lo dichiara il deputato del Pd, Andrea Ferro, a proposito del rogo della Eco X di Pomezia.
“Non posso non evidenziare – prosegue il deputato dem - le responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare sulla corretta gestione di un impianto, sul quale da diversi mesi si era focalizzata l' attenzione del Comitato di Quartiere Castagnetta Cinque Poderi e dal quale erano partite alcune segnalazioni al Comune. Ma purtroppo, come per altre vicende, il Sindaco Fucci ha sottovalutato, ma forse sarebbe meglio dire ignorato, quanto veniva denunciato dai cittadini che con dovizia di fotografie, allegate agli esposti, evidenziavano un potenziale stato di pericolo derivante dalle modalità di stoccaggio dei rifiuti plastici. Se il Sindaco di Pomezia, avesse prestato attenzione a quanto veniva segnalato dai propri cittadini e avesse esercitato immediatamente i compiti a lui spettanti in quanto autorità sanitaria locale, forse si sarebbe potuto evitare il grave incidente scoppiato venerdì pomeriggio”.
“La grave negligenza di chi aveva il dovere di vigilare e controllare quanto veniva denunciato ha rischiato di mettere in serio pericolo la salute degli abitanti di Pomezia e dei Comuni limitrofi, e se ciò non è accaduto si deve solo al pronto intervento dei Vigili del Fuoco che si sono prodigati per giorni a circoscrivere l’incendio divampato nello stabilimento dell'ECO X, così come confermato anche dal Ministro della Salute Lorenzin che, supportata dai rilevamenti dei tecnici dell' ARPA e dell'Istituto Superiore della Sanità, ha affermato che sembrerebbero scongiurati possibili danni per la popolazione. Mi auguro che non si debba più assistere ad incidenti simili e che le Autorità preposte riescano a risalire alle cause dell' incendio e che siano individuate le eventuali responsabilità”, conclude Andrea Ferro.
“Manlio Di Stefano rischia di superare ogni mirabolante virtuosismo nella specialità grillina del capovolgimento di tesi”. Lo scrive Andrea Romano, deputato del Partito democratico, in un articolo su Unità.tv.
“Oggi ha compiuto – spiega - un capolavoro, a proposito della celeberrima vicinanza sua e del Movimento Cinque Stelle alla Russia di Putin. Stanco di essere raffigurato come vicino al Cremlino, Di Stefano ha preso carta e penna, e ha vergato una nota nella quale si paragona nientepopodimenoche al Presidente della Repubblica. Sulla stessa pagina del blog grillino su cui Di Stefano pubblica la nota, tuttavia, si trova il video dell’intervento che il deputato Cinque Stelle lesse nel giugno 2016 alle assise di Russia Unita. Possiamo quindi ascoltarlo dalla sua stessa voce mentre sostiene che la crisi in Ucraina sarebbe stata provocata dalla ‘ingerenza esterna di Unione Europea e Stati Uniti’, ‘un golpe per portare la Nato più vicina ai confini della Russia e facilitare l’approvazione del TTIP’, che avrebbe trasformato l’Ucraina ‘in uno Stato fallito tenuto in vita dai soldi dei contribuenti europei’. Perché, secondo la sua raffinata analisi, la questione fondamentale del confronto tra la Russia e la comunità internazionale sarebbe nel fatto che ‘la Nato sta avanzando con aggressività e sta alimentando sui media una ondata di russofobia allo scopo di facilitare l’ingresso di nuovi Stati dell’Europa orientale nell’Unione europea e nella Nato’. Parole non proprio ispirate dall’equilibrio e dal senso di responsabilità mostrati nei confronti della Russia dal Presidente della Repubblica, al quale Di Stefano oggi si paragona”
“Se almeno ci fosse il coraggio di difendere le tesi sostenute con piglio dinanzi ai maggiorenti di Russia Unita, potremmo almeno discuterne nel merito. Ma neanche quello è possibile. Perché quello che ieri era l’ossequio M5S alle tesi di Putin sulla crisi ucraina, oggi vorrebbe essere coperto con una riverniciata di postura quirinalizia”, conclude.
“Come familiari delle vittime del terrorismo sentiamo il bisogno inderogabile di avere garanzie affinchè lo Stato si impegni a tutelare la memoria dello stragismo. Purtroppo non abbiamo potuto sempre avere ragioni in sede giudiziaria, perché molti dei responsabili delle stragi, occorrono non dimenticarlo mai, sono rimasti impuniti, tuttavia sarebbe insopportabile che disattenzione, superficialità e scarsa volontà impediscano la massima conoscenza di quella storia. Il Protocollo firmato oggi promuovere la collaborazione per sviluppare percorsi educativi, iniziative e progettualità didattiche e formative volte ad assicurare una più approfondita conoscenza dei fenomeni terroristici e dei processi di radicalizzazione violenta nella storia d’Italia e a conservare tra i giovani la memoria di tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale e delle stragi di tale matrice. In particolare, saranno istituite borse di studio affinché le Università possano svolgere un lavoro di analisi dei documenti desecretati dalla Direttiva Renzi”.
E’ quanto rende noto Paolo Bolognesi, deputato del Pd e Presidente delle Associazioni delle vittime del terrorismo.
“Come mai nel suo programma elettorale la Raggi parlava di eliminazione delle barriere architettoniche e ora, non solo non fa nulla per risolvere il problema dei rifiuti, ma ne lascia così tanti in giro da creare ostacoli alla mobilità dei cittadini, compresi i disabili?”. Lo dichiara Ileana Argentin, deputata del Partito democratico.
“E’ una vergogna: i rifiuti sono così tanti che in alcuni punti non si può più camminare se non in mezzo alla carreggiata. E’ inutile che la Raggi parli di Renzi o di Zingaretti. A ognuno le sue responsabilità. La Raggi deve garantire la mobilità di tutti. Non dimentichi che è stata eletta sindaco di Roma. E come tale si deve comportare”, conclude.