18/01/2017 - 18:38

Tidei, Zampa e Quartapelle, “in gioco diritti civili e politici”

“E’ una notizia grottesca nelle proporzioni ma preoccupante per le conseguenze". Lo affermano le deputate del Partito Democratico Marietta Tidei, Sandra Zampa e Lia Quartapelle in merito a quanto accaduto a Diyarbakir, una delle città più importanti  della Turcia, abitata da popolazione curda, la cui procura ha chiesto 142 anni di prigione per  Selahattin Demirtas leader del partito democratico dei popoli (HDP)  e 83 anni per la sua omologa collega di partito Figen Yuksekdag, entrambi detenuti nel carcere di massima sicurezza di Edirne.

“Qualora venisse confermata – prosegue la nota -  questa condanna priverebbe definitivamente quello che è il terzo partito del parlamento turco dei suoi due capi minando i fondamenti stessi della rappresentanza democratica nonché la certezza dei più essenziali diritti civili e politici. Va peraltro ricordato che a scontare la carcerazione preventiva non sono solo i due leader nazionali dell’’HDP ma anche nove deputati nazionali oltre a diversi sindaci e co-sindaci del medesimo partito.

Quanto alle motivazioni colpisce che, in quanto leader di un partito votato da milioni di cittadini,  si venga accusati di "dirigere una organizzazione terroristica" "incitare all'odio e alla violenza" "aver mostrato solidarietà nei confronti di criminali". È evidente che si tratta di reati di opinione e che proprio per questo non possono essere applicati a personaggi pubblici nell’esercizio del proprio mandato a meno di non smantellare lo stato di diritto e trasformare una democrazia in autocrazia. Non possiamo peraltro non notare come questa richiesta di condanna sia una logica conseguenza della riforma costituzionale  votata lo scorso 17 maggio, dunque due mesi prima del fallito golpe, che ha abolito l’immunità parlamentare in Turchia. Siamo costernate perché – proseguono sempre le due deputate PD - pur avendo da subito mostrato solidarietà e sostegno alle istituzioni turche per l’aggressione subita lo scorso 15 luglio, ma anche  per tutti gli attentati terroristici che stanno purtroppo segnando e minando la tranquillità e la sicurezza della vita civile nel paese, la reazione delle istituzioni punta a identificare una forza popolare e democratica, da sempre leale alla costituzione, con una centrale terroristica. Come non ricordare a tale proposito la chiusura di alcune emittenti satellitari in lingua curda, tra cui anche una con sede in Italia Med Nuce, e addirittura una tv di cartoni per bambini, sempre accusate di diffondere messaggi e propaganda terroristica. Dobbiamo fermare questa aspirale di paura e terrore prima che sia troppo tardi. Non possiamo lesinare sforzi né come italiani né come europei per salvaguardare la libertà e lo stato di diritto in Turchia, un paese di cui siamo e vogliamo restare amici per sempre. Proprio per questo chiederemo nei prossimi giorni un incontro al nuovo ambasciatore della Turchia nel nostro paese Murat Salim Esenli”. 

18/01/2017 - 18:34

A commento della relazione presentata dal Ministro Orlando in Parlamento

“L’Italia si avvicina sempre di più agli standard europei, anche nel delicato ambito della giustizia. Il netto calo delle cause civili e penali pendenti, riscontrato dal Ministro Orlando nel corso dei suoi mandati, vuol dire garantire giustizia in tempi certi, per le imprese e per i cittadini. È la migliore dimostrazione del fatto che siamo sulla buona strada per riguadagnare la fiducia dei cittadini in un settore fondamentale come quello della giustizia, che troppo spesso viene ancora percepita come lontana dalle esigenze delle persone e delle aziende” Lo afferma Laura Garavini, della Presidenza del PD alla Camera, commentando la relazione sulla Giustizia presentata dal Ministro competente, Andrea Orlando, in Parlamento.

“Molto positivo è anche il fatto che il nostro Governo continui a sollecitare a livello europeo l’istituzione di una Procura europea che si occupi di terrorismo, di traffico di stupefacenti e di armi, di tratta dei migranti, di criminalità informatica e di contrasto alle mafie, sul modello della nostra DNA. Esattamente quanto avevamo suggerito al Governo all'interno della relazione del Comitato antimafia da me presieduto in relazione ad un contrasto di successo alle mafie ed al terrorismo a livello europeo.”.

18/01/2017 - 18:04

“E’ veramente stucchevole alimentare polemiche, tanto più se a farlo è il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, mentre le persone colpite dal terremoto stanno nuovamente attraversando ore di ansia e paura per le nuove forti scosse. Il Governo ha risposto prontamente, con la Protezione civile e le altre forze intervenute nell’emergenza fin dalle prime ore. Interventi che proseguono in condizioni sempre più complesse e aggravate anche dalle condizioni climatiche avverse. Intanto la macchina della ricostruzione si è messa in moto, con il lavoro del Commissario Errani e quello dei Vicecommissari delle Regioni; non sarà un lavoro breve, ma l’impegno di tutti deve essere rivolto a superare insieme le difficoltà e gli intoppi che possono esserci nella fase di avvio e dare il massimo supporto agli amministratori e alle comunità locali. Non dimentichiamo che questo terremoto ha dimensioni e caratteristiche inedite, per estensione territoriale e per il ripetersi di eventi sismici di forte entità che continuando da agosto ad oggi. La propaganda non serve a nulla. Lavoriamo per dare il massimo sostegno concreto a chi è in difficoltà”.

Così la deputata Dem Chiara Braga, responsabile Ambiente della segreteria Pd.

18/01/2017 - 17:31

Nel nuovo clima incomprensibile scelta magistrati di disertare anno giudiziario

“La relazione del Ministro della Giustizia è il bilancio di un lavoro importante fatto da governo e parlamento: ricordiamo come, oltre un terzo della produzione legislativa di questa legislatura, abbia riguardato proprio il sistema Giustizia. Ma abbiamo colto anche uno stimolo forte e un impegno a completare riforme che possono cambiare in meglio la situazione e il funzionamento della Giustizia in Italia. In particolare, auspichiamo con forza che il Senato possa votare al più presto la riforma del Processo Penale, che questa Camera ha licenziato un anno e mezzo fa. Si tratta di una riforma di sistema, strutturale, che interviene incisivamente sui tempi del processo, semplificando il regime delle impugnazioni. Disciplinando meglio la prescrizione; introducendo pienamente la giustizia riparativa. Una riforma che ridisegna in maniera civile l'ordinamento penitenziario, anche sulla base del lavoro importante compiuto nel corso degli Stati generali dell'Esecuzione Penale”.

Lo ha detto il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Walter Verini, dopo l’intervento del ministro Orlando alla Camera. Verini aggiunge che “ In questi anni è ripreso il dialogo tra tutte le componenti dell'Ordinamento giudiziario. La Magistratura, innanzitutto, nel rispetto rigoroso dell'indipendenza e della divisione dei poteri; l'Avvocatura, con la quale si è ricucito un rapporto positivo e costruttivo. Il personale amministrativo e di Cancelleria, che tra qualche mese potrà conoscere nuovi ingressi che in misura significativa potranno venire incontro alla cronica mancanza di organico. Per questo appare incomprensibile, alla luce del clima nuovo instaurato dopo tanti anni di scontro tra Politica e Giudici, la decisione di disertare la prossima cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario in Cassazione. E’ una risposta fuori scala rispetto alle questioni sollevate (il tema del pensionamento dei giudici e gli organici) e ci auguriamo che possano esserci ripensamenti, anche alla luce della volontà di dialogo e confronto ribadita dal Ministro”.

18/01/2017 - 17:28

"La legge che abbiamo approvato ieri alla Camera è una normativa che semplifica le procedure riguardanti l’attività degli Home Restaurant, dando compiti ai gestori delle piattaforme e di conseguenza scaricando da incombenze i cuochi amatoriali o le casalinghe o tutti coloro che abbiano voglia di avviare una attività di Home Restaurant. Quindi la legge certamente non va a scoraggiare né cuochi né casalinghe e piuttosto va a dare certezza agli utenti fruitori che con questa legge sono molto più garantiti di prima e quindi invogliati a provare questa nuova esperienza di social eating.

Era necessario fare una legge che desse certezze ad un settore, quello degli home restaurant, che si sta sviluppando in modo esponenziale sulla scia della più ampia legge sulla sharing economy già in fase di avanzata discussione,  una realtà destinata a crescere e che vogliamo sostenere in conformità con le indicazioni delle direttive europee e semplificando le precedenti indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico.

La legge mira a tutelare sia l'esercente che il consumatore e non è soggetta a nessun gioco di potere o lobby. Il pagamento del servizio attraverso la piattaforma web permette di tracciare il pagamento in modo trasparente evitando così eventuali evasioni o truffe. Non sarà dunque necessario alcun pos perché il pagamento avverrà online come in tutti i servizi di sharing economy. Vorrei precisare che il testo di legge è arrivato in aula dopo un lungo iter in commissione e dopo aver audito a più riprese le associazioni di categoria, dei consumatori e gli operatori del settore ed è un testo unificato frutto di 4 proposte di legge ed alla fine ampiamente condiviso da una larga maggioranza in Parlamento come dimostra il voto di approvazione in Aula. Chi sente il silenzio è chi non vuol leggere tutte le dichiarazioni a mezzo stampa e interviste fatte finora". Così Angelo Senaldi, deputato Pd, relatore alla pdl sugli Home Restaurant, replica ad alcune dichiarazioni apparse sulla stampa.

18/01/2017 - 17:12

“A quasi diciotto anni dal tragico omicidio di Emanuele Scieri, l’avvocato siracusano in servizio di leva nei Parà e ritrovato cadavere all’ interno della Caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto 1999, emergono dei risvolti incomprensibili nello svolgimento delle indagini dei Carabinieri. Infatti, dalla audizione dell’appuntato scelto Alessandro Pirina e del luogotenente Pierluigi Arilli, entrambi inviati sul luogo del delitto non appena fu rinvenuto il cadavere, si evince che entrambi i militari hanno svolto indagini senza attuare  le necessarie precauzioni e senza indossare idonea attrezzatura, al fine di preservare  il luogo del delitto. Scopriamo solo adesso che sul luogo del delitto erano presenti circa una ventina di persone tra Nucleo radiomobile dei Carabinieri, Stazione centrale dei Carabinieri di Pisa, Stazione  dei Carabinieri interna alla caserma dei pará e polizia militare; nessuno dei presenti ha mai indossato guanti o calzari; il Pirina - che si occupava dei rilievi fotografici - salì indisturbato e senza guanti, sulla scala dalla quale si ipotizza fu fatto cadere lo Scieri cancellando probabili tracce di impronte digitali; inoltre, dai rilievi fotografici di allora, si evince che un carabiniere calpestava con gli scarponi d'ordinanza il tavolo su cui era appoggiato il piede destro di Scieri. Inoltre, nessuno pensò di chiamare il magistrato né tantomeno il nucleo dei RIS, che avrebbe provveduto a mettere in sicurezza il luogo del delitto ed avrebbe permesso di accertare una verità che qualcuno nasconde ancora oggi.

A questi errori grossolani in fase di indagine, si sommano altri elementi enigmatici e difficili da comprendere. Pirina ha riferito, come risulta da alcuni atti di indagine dell'epoca, che il suo dna corrispondeva con quello rilevato da una macchia ematica individuata sulla protezione metallica della scala su cui si ritiene che Scieri sia salito poco prima della morte. Pirina però, ricorda di non essersi mai ferito durante lo svolgimento degli accertamenti  sulla scala metallica e che quella macchia era già esistente quando arrivò ai piedi della torretta e fu proprio lui a fotografarla. Per le sue caratteristiche, quel sangue non poteva che risalire a diverse ore prima del suo arrivo. Arilli, che nell’informativa dei carabinieri del 18 dicembre 2000, risulta aver aperto il marsupio dello Scieri, preso il telefonino e chiamato il proprio cellulare per constatare quale fosse il numero di Scieri, oggi confuta questa ricostruzione e sostiene che ad estrarre dal marsupio il cellulare fu il maresciallo Cataldo. Quella indagine è stata , insomma, pesantemente inquinata dalle modalità d’investigazione: si pensi che non venne mai disposto, ad esempio, l'accertamento delle impronte digitali sulla scala che ci avrebbe detto con certezza se Scieri fu costretto a salirvi”. E’ quanto dichiara Sofia Amoddio, Presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta, la quale aggiunge: “il nostro lavoro prosegue senza sosta, non solo per trovare conferma a ciò che già gli atti processuali dicono, ovvero che si è trattato un omicidio, ma anche nella speranza che proprio dopo tanti anni qualcuno si svuoti di un peso, che qualcuno mostri ancora dignità e dica cosa è avvenuto quella sera, perché qualcuno ha visto”.

18/01/2017 - 17:08

"Siamo molto soddisfatti della risposta del ministro Alfano sull’impegno e la sfida che l’Italia è chiamata a giocare da protagonista in questo 2017, come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e con la presidenza del G7 che culminerà con il summit di Taormina il 27 e 28 maggio. Il 2017 si annuncia come un anno molto complesso e confuso sul piano internazionale, un anno che può tuttavia diventare decisivo per la costituzione di nuovo ordine mondiale. Abbiamo perciò un compito molto importante per lavorare a soluzioni globali alle sfide di oggi, a partire in particolare dai dossier della Libia e del Mediterraneo, che avvertiamo come una assoluta priorità, fino al tema generale dell’Europa che è il luogo dove si decide davvero il nostro futuro".

Lo afferma Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera, intervenendo in Aula durante il question time con il ministro Alfano.

18/01/2017 - 16:36

“Chiedo al ministro Calenda se non intenda modificare i criteri per la presentazione di dichiarazioni sostitutive di non detenzione di apparecchi TV”. È la richiesta del deputato del Partito Democratico Tacconi, che ha presentato oggi un’interrogazione parlamentare.

“A pochi giorni dalla scadenza per presentare la domanda di esenzione dal pagamento del canone Rai per il 2017 ho ritenuto di dover chiedere chiarezza sugli adempimenti a carico del contribuente. Come è noto, infatti, la nuova modalità di pagamento del canone nella bolletta elettrica, senza nulla innovare rispetto a quanto prevedeva la precedente normativa, introduce un’ulteriore presunzione di possesso di un apparecchio radiotelevisivo, vale a dire la titolarità di un contratto di utenza elettrica nel luogo di residenza. Ricade, perciò, sotto la responsabilità del contribuente dichiarare la non detenzione di apparecchi radiotelevisivi per essere esentati dal relativo abbonamento annuale”.

“Tuttavia – annota Tacconi – il modello di dichiarazione sostitutiva di non possesso messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate contempla esclusivamente i titolari di utenza elettrica domestica residenziale, nulla prevedendo per i titolari di utenze domestiche non residenziali, che, tuttavia, non di rado, come segnalato da molti utenti, si vedono addebitare in bolletta il canone di abbonamento”.

“Ho fatto anche notare – continua il deputato – che i contribuenti che non sono abilitati ad inviare la dichiarazione sostitutiva per via telematica devono farlo con plico raccomandato senza busta il cui costo di quasi 12 euro non solo vanifica la riduzione del canone, ma introduce un odioso balzello annuale a carico di chi, invece, ne sarebbe esente”.

“Ho perciò chiesto al Ministro competente se non intenda proporre modifiche alla normativa vigente intese a prevedere l’autocertificazione di non detenzione di apparecchi radiotelevisivi anche per i titolari di utenze domestiche non residenziali e che non sia obbligatoria un’autocertificazione con cadenza annuale, ma che la stessa, invece, rimanga valida fino a quando non cambino le condizioni che l’hanno determinata”.

 

 

18/01/2017 - 16:28

“Chiediamo al governo di perseverare nel lavoro con le istituzioni europee per affermare politiche comuni di asilo e modificare il regolamento di Dublino. Auspichiamo l'ampliamento del sistema diffuso di accoglienza in Italia con una più forte collaborazione fra tutti i livelli istituzionali e chiediamo al governo di varare strumenti utili ad incentivare l'impegno dei Comuni in tal senso e di snellire le procedure dell'asilo”. Lo ha detto Paolo Beni, deputato del Pd, durante la dichiarazione di voto sulle mozioni in merito alla gestione dei flussi migratori.

“Quello dell’immigrazione - ha proseguito Beni - è un tema che meriterebbe un confronto serio, e invece viene spesso piegato a forzature ideologiche e svilito da polemiche e falsità. Non c'è nessuna invasione in Italia, al contrario c'è la presenza ormai consolidata e positiva di oltre 5 milioni di immigrati regolari. Poi c'è, da alcuni anni, un massiccio afflusso di richiedenti asilo, problema che il governo ha scelto di gestire con buon senso e umanità, conciliando la solidarietà e il rispetto dei diritti e della dignità dei migranti con la sicurezza del territorio e dei cittadini italiani. Ci siamo lasciati alle spalle la logica emergenziale dei governi della destra, che di fronte a flussi ben più modesti produsse risultati fallimentari. Abbiamo scelto di non ammassare più i migranti in grandi centri, invivibili e lesivi della dignità umana, che creano problemi di sicurezza, si prestano ad opacità di gestione e infiltrazioni malavitose, ma di andare verso un sistema di accoglienza diffuso, con piccoli nuclei di migranti ospitati nelle comunità locali. Un modello virtuoso di cui andiamo fieri, che può e deve ancora migliorare. Dobbiamo garantire iter più rapidi per l’esame delle domande di protezione internazionale, garantire l'effettivo rimpatrio di quanti hanno avuto un provvedimento di espulsione, ottenere un cambio di passo nelle politiche europee. L'orizzonte per cui lavoriamo è quello che tiene insieme legalità e solidarietà, sicurezza e accoglienza, e mira alla costruzione di una società aperta e coesa in cui diritti e doveri si fondano sulla pari dignità di tutti i suoi componenti”.

18/01/2017 - 16:17

“Alla luce delle dichiarazioni del ministro tedesco Dobrint ritengo necessario che la Commissione Attività produttive audisca non solo il ministro Delrio ma anche il commissario europeo all’Industria Elżbieta Bieńkowska”. Lo dichiara Gianluca Benamati, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive della Camera.

“In relazione – spiega - alla situazione creatasi con le dichiarazioni pubbliche del ministro tedesco Dobrindt, che per inciso ritengo sbagliate nella forma e, allo stato dei fatti, mendaci nella sostanza, durante l'ufficio di presidenza della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati ho chiesto che a fianco dell'audizione del ministro Del Rio  si tenga anche, in ragione delle sue competenze e delle dichiarazioni rilasciate dai suoi uffici, quella del commissario europeo all'Industria Elżbieta Bieńkowska”.

“Sia per quanto riguarda le conseguenze dello scandalo Volkswagen sia per quanto riguarda dichiarazioni su alcuni modelli Fca, mi pare giunto il momento che anche il paramento italiano approfondisca e assuma posizioni chiare”, conclude.

18/01/2017 - 16:16

Ufficio presidenza commissione Affari sociali ammette 265 emendamenti

“Esprimo grande apprezzamento per la decisione dell’ufficio di presidenza della commissione Affari sociali di entrare nel merito della discussione del testo unico sul testamento biologico invece di confrontarsi sui 3200 emendamenti, in gran parte ostruzionistici. La disponibilità del presidente di non vincolarsi a logiche matematiche ci permetterà un confronto serio e approfondito in merito a un tema delicato che tocca le coscienze di ognuno di noi e che da tanti anni aspettava di essere affrontato con serietà e senza strappi”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali e relatrice al testo unificato sul consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari.

18/01/2017 - 16:15

“Siamo vicini e solidali alle popolazioni, il gruppo del Partito democratico ha posto subito la ‘questione sisma’ per un azione a 360°. Alle Forze armate, come alla Ministra Pinotti, va tutto il nostro ringraziamento per come stanno intervenendo, sono allertati ed operativi tutti gli assetti che provengono da ogni parte d’Italia per un impegno costante”. Lo dice il capogruppo Pd in Commissione Difesa alla Camera Antonino Moscatt.

18/01/2017 - 16:13

“La proposta di legge sugli Home Restaurant rappresenta il giusto punto di equilibrio per valorizzare e far crescere l'attività degli home restaurant ossia la ristorazione in abitazione privata, e tutelare la ristorazione tradizionale di carattere strettamente professionale; va a tutelare quindi un settore, quello della ristorazione privata via web che rientra nella più grande categoria della sharing economy senza però entrare in concorrenza e sovrapporsi alla ristorazione tradizionale firmata Made in Italy, che rappresenta uno dei punti di eccellenza della nostra economia nazionale”.  Lo affermano i deputati Pd Arlotti , Benamati, Basso, Camani, Senaldi in relazione alla  proposta di legge sugli home restaurant, approvata a Montecitorio.

“E’ una legge innovativa – aggiungono i deputati - fra le prime in Europa, in linea con quanto previsto nell'agenda europea per l'economia di condivisone. La legge tutela sia gli utenti che utilizzano queste nuove opportunità sia le aziende professionali rispetto ad attività imprenditoriali mascherate.

Il tetto dell'attività è di 500 coperti l'anno con un introito di 5 mila euro l'anno, pagamenti che avverranno attraverso le piattaforme web che forniscono il servizio, requisiti per i locali e per le attività a tutela degli utenti. La legge prevede, infatti, che la preparazione dei pasti dovrà avvenire nel rispetto di criteri igienico sanitari definiti dal Ministero della Salute per tutelare la salute dei cittadini.

La nostra proposta di legge va a definire i requisiti per un settore in profonda crescita in maniera che si possa sviluppare nel rispetto degli utenti e della concorrenza”, concludono i deputati democratici.

18/01/2017 - 15:47

“La volontà espressa dal sindaco Beppe Sala di chiedere ai vertici Rai, anche attraverso il consiglio comunale, di valorizzare la presenza della tv pubblica a Milano e del suo centro di produzione, è davvero un’ottima notizia”. Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd della commissione di Vigilanza, commenta le dichiarazioni di oggi sulla Rai del sindaco di Milano.

“Ha ragione Sala – spiega - il tema è stato sollevato più e più volte, è venuto il momento che l’azienda prenda una decisione nella direzione di dare maggiori responsabilità al centro di produzione di Milano, che ne è più che all’altezza. Io stesso l’ho chiesto con un atto ufficiale all’ad Campo Dall’Orto appena dopo il suo insediamento e recentemente mi sono duramente confrontato con i vertici Rai per il fatto che, invece di premiare Milano, addirittura la penalizzano con esternalizzazioni o trasferimenti continui da Roma di registi e tecnici. Tutto questo mentre Milano continua a dimostrare grande capacità attrattiva per tutto il mondo dell’informazione e della comunicazione”.

“Settimana prossima è prevista l’audizione dell’ad in commissione di Vigilanza, tornerò a chiedergli un impegno preciso dopo tante buone intenzioni”, conclude.

18/01/2017 - 15:00

“ Dal terremoto alla neve: a emergenza si somma altra emergenza. La drammatica situazione nella quale versano le zone terremotate è acuita dal maltempo che sta flagellando l'entroterra.

In particolare l'agricoltura e l'allevamento necessitano di soluzioni immediate perché tali comparti rischiano seriamente di essere messi ulteriormente in ginocchio.

Ecco quindi che salutiamo con grande favore l'impegno del Ministro delle Difesa Pinotti che, anche su nostra sollecitazione, ha mobilitato altri uomini e mezzi dell'esercito per assistere le popolazioni così drammaticamente provate. 
Per questo motivo, con il prezioso contributo dell'On. Tonino Moscatt, capogruppo PD in Commissione Difesa alla Camera dei Deputati, già dalla mattina abbiamo rivolto al Ministro Pinotti l'accorata richiesta di provvedere subito, affinché la presenza del nostro contingente militare nella zona dell'entroterra marchigiano possa essere ulteriormente potenziata e, con esso, anche quello del Genio Militare, per contribuire a ripristinare anche la viabilità secondaria indispensabile per raggiungere fattorie e cascine.

 Le dichiarazioni del Ministro diffuse in giornata ci confortano perché la mobilitazione sarà sicuramente massiccia e tempestiva. In questa direzione è andato anche l'appello del premier Gentiloni. Come ha detto anche il Presidente della Repubblica Mattarella, “se ogni scossa aggrava le condizioni dei nostri concittadini aumenta però in noi anche la determinazione a star loro vicini e ad aiutarli”. 
Solo riaffermando lo spirito di solidarietà del popolo italiano, collaborando tutti, cittadini, istituzioni, forze militare, compiendo un ulteriore sforzo per affrontare questa immane tragedia, potremmo superare uno dei momenti più drammatici della nostra storia recente”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Emanuele Lodolini.

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