“Prevenire il ripetersi dei gravi reati da parte dei soggetti fermati al termine della complicata operazione ‘Gargano”, e tutelare la sicurezza dei cittadini e dei territori interessati dai fenomeni criminali”. Lo chiede il deputato del Partito democratico Emanuele Lodolini con un’interrogazione al ministro della Giustizia Orlando sulla scarcerazione degli otto componenti della banda sorpresa a rubare merce nelle aziende di stoccaggio marchigiane.
“La prevenzione e la tutela della sicurezza – spiega – sono due temi al centro dell'interesse e della preoccupazione della collettività. E' per questo che operazioni come quella denominata ‘Gargano’ - portata brillantemente a termine dai Carabinieri, che hanno sgominato una banda di pregiudicati che aveva appena messo a segno un furto in un'azienda jesina e, secondo gli inquirenti, colpito almeno altre sette volte in altrettante aziende a Loreto, Castelfidardo, Osimo, e alla Baraccola di Ancona - accresce la percezione che noi cittadini abbiamo della salvaguardia del patrimonio pubblico e privato. Nel corso dell'udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale di Ancona, tuttavia, gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e, mentre il Pm aveva chiesto per tutti la misura di custodia cautelare in carcere, il giudice ha disposto la scarcerazione stabilendo, per coloro che non avevano precedenti penali, una misura non custodiale, e per gli altri componenti della banda gli arresti domiciliari”.
“Chiediamo per questo al ministro Orlando se, nel rispetto dei propri poteri e dell’autonomia giudiziaria, non ritenga opportuno attivarsi per assicurare un intervento tempestivo in grado di tutelare la sicurezza pubblica”, conclude.
Dichiarazione di Rosy Bindi, Presidente della Commissione Antimafia
"L’operazione dell’Arma dei Carabinieri contro il clan Elia e quella della Polizia di Stato contro il clan Amato Pagano, coordinate dalla DDA di Napoli sono un importante risultato della determinazione e dell’efficacia investigativa della Procura partenopea. Sono state disarticolate due pericolose famiglie criminali che gestivano il traffico della droga nella zona nord e lo spaccio nel centro della città.
Va tenuta alta la vigilanza e la risposta delle istituzioni di fronte all’aggressività della camorra che usa i bambini e le donne per la distribuzione della droga e arruola adolescenti pronti a sparare per intimidire chi si ribella al controllo del clan.
Ha ragione il Procuratore Colangelo quando sottolinea l’urgenza di spezzare il ‘circolo vizioso’ dell’illegalità in cui crescono troppi minori per i quali diventa normale, se non addirittura un vanto, distribuire droga e usare le pistole”.
"La chiusura dell'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi delinea un nuovo scenario dal quale emerge che quello del giovane ragazzo romano e' stato un omicidio preterintenzionale: in attesa che il lavoro della magistratura si completi e' doveroso sottolineare che ora si apre uno spiraglio per arrivare ad accertare la verità". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd, Vanna Iori. "Le responsabilità legate alla morte di Cucchi devono emergere con chiarezza: non possiamo archiviare questa vicenda con motivazioni che non tengono conto di ciò che è stato subito dal ragazzo dopo l'arresto", prosegue la deputata del Pd. "Garantire giustizia a Cucchi e alla sua famiglia, che da anni combattono con dignità e passione per conoscere la verità, e' un dovere civile che va assolto fino in fondo", aggiunge. "Fino ad oggi la morte di Cucchi non ha avuto responsabili: da oggi in poi si apre un'altra storia, che deve portare necessariamente a una conclusione compiuta", conclude Iori.
“I pendolari non sono un bancomat da spremere ma un utenza fidelizzata che deve essere tutelata.” Lo dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Sui rincari decisi da Trenitalia per gli abbonamenti della tratta ad alta velocità Torino-Milano – spiega - ho presentato oggi un’interpellanza ai Ministri Delrio e Padoan. E’ inammissibile che in poco più di un anno e mezzo, dal giugno 2015 a oggi, gli abbonamenti siano passati da 295 a 459 euro. L’aumento incontrollato dei prezzi non sono è stato però seguito da una maggiore attenzione nei confronto dei diritti dei passeggeri dal momento che la stessa Autorità di Regolamentazione dei Trasporti ha dovuto approvare un documento con misure minime di garanzia verso i pendolari sottoposti al ‘libero mercato’”.
“Sicuramente l’Autorità non può imporre lo stop agli aumenti ma lo Stato, che detiene il 100 per cento del Gruppo Ferrovie e quindi di Trenitalia, deve intervenire per risolvere la situazione”, conclude.
"Nonostante il ritardo, la mia interrogazione è del 2015, sono soddisfatta della risposta avuta oggi dal sottosegretario Giuseppe Castiglione, ma soprattutto degli atti concreti compiuti dal Governo a partire dal decreto per la totale tracciabilità in cui si prevede l'indicazione obbligatoria dell'origine per i prodotti lattiero caseari nel nostro Paese”. Così la deputata Pd Susanna Cenni commenta la risposta ricevuta oggi dal sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione, all’interrogazione in cui, insieme a altri colleghi democratici, veniva chiesto di mettere in campo, nel confronto aperto con la Commissione europea, le iniziativa utili al rafforzamento della filiera del latte e a sostegno della giusta valorizzazione delle produzioni casearie di qualità, scongiurando il pericolo dell'uso del latte in polvere nei prodotti caseari a denominazione.
“Nell’interrogazione – spiega Cenni - mi riferivo all'uso di latte non italiano o in polvere in prodotti venduti come prodotti italiani o addirittura locali. Il nuovo sistema di etichettatura rappresenta una vera e propria sperimentazione in Italia su latte, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Si applicherà a latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. Un buon risultato per dare più valore al latte e al faticoso lavoro degli allevatori. Uomini e donne che con il loro lavoro, molto spesso, sono l’unico presidio in aree montane e disagiate e che meritano che al loro prodotto venga riconosciuto un prezzo più dignitoso. Difendere il Made in Italy significa dire ai consumatori la verità, raccontare la storia e la strada compiuta della materia prima e quindi far comprendere il valore di un prodotto. Solo così si permette al consumatore di poter scegliere. Credo che la piena trasparenza sia un buon investimento per tutelare allevatori e attività di trasformazione connesse”.
“Quali siano le priorità che il nostro governo intende inserire tra le conclusioni del G7 di maggio e su quali obiettivi diplomatici intenda concentrare la propria azione come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”.
E’ quanto chiedere il Gruppo dei Democratici alla Camera con una interrogazione alla quale risponderà domani il ministro degli Esteri Alfano.
“L’anno che si è appena aperto – si legge nel testo dell’interrogazione - si presenta particolarmente impegnativo per la diplomazia italiana. Dal primo gennaio e fino al 31 dicembre 2017 l’Italia siederà come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, chiamato a gestire dossier di particolare delicatezza quali il contrasto al Daesh in Siria e Iraq e il processo di pacificazione in Libia, in Siria e in Yemen; nel 2017 l’Italia avrà la presidenza del G7 che culminerà con l’incontro dei capi di stato e di governo dei paesi membri a Taormina il 27 e 28 maggio prossimi, primo evento internazionale multilaterale per il neoeletto Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump; non è infine da trascurare il ruolo che svolgerà l’Italia all’interno dell’OSCE nel 2017, anno in cui presiederà il gruppo di contatto sul Mediterraneo e gli appuntamenti relativi alla politica estera dell’Unione Europea con la presidenza del cosiddetto “processo di Berlino sui Balcani occidentali” e, sempre sul fronte europeo, il Consiglio europeo straordinario del 25 marzo a Roma per le celebrazioni dei 60 anni della Firma dei Trattati istitutivi della Comunità europea. Alla luce di questa fitta agenda, chiediamo di sapere perciò le priorità che il nostro governo intenda darsi”.
La Deputata PD con Gero Grassi a Wolfsburg sullo statista assassinato
“A quasi quarant’anni dall'uccisione di Aldo Moro permangono ancora tanti punti oscuri sui motivi della sua morte. Grazie alla desecretazione di atti deliberata e voluta dal Governo Renzi la Commissione parlamentare d’inchiesta Moro 2, di cui il collega Gero Grassi è un instancabile motore, ha raccolto una formidabile mole di documenti, che sta fornendo ulteriori frammenti di verità su uno degli episodi più bui della storia della nostra Repubblica. Moro è stato uno dei più grandi fautori del dialogo e della collaborazione fra le forze cattoliche e quelle di orientamento comunista. E proprio questo é probabilmente il motivo per cui è stato ucciso. perché cercava di superare gli steccati delle ideologie in vista del bene comune, per fare dell’Italia un Paese più moderno e meno bloccato”. Così Laura Garavini, della presidenza del PD alla Camera, nel corso di un’iniziativa sui lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta Moro 2, assieme al Vice-Presidente del Gruppo PD, Gero Grassi. Un'iniziativa promossa dal Segretario del PD Germania, Franco Garippo e dal Segretario PD Wolfsburg, Silvestro Gurrieri.
"Da luglio dell'anno scorso al 13 gennaio 2017 sono stati dichiarati conformi dal ministero del lavoro quasi 19.000 accordi aziendali e territoriali di produttività: segno della vitalità della contrattazione e della importanza della detassazione dei premi di risultato". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Bisogna continuare su questa strada - prosegue - iniziata nel 2007 dal Governo Prodi, ma in un contesto di equilibrio tra i livelli di contrattazione: il contratto nazionale deve continuare a svolgere un ruolo fondamentale di omogeneità salariale e normativa per ciascuna categoria, mentre quello aziendale deve concentrarsi sul salario di produttività, di qualità e di redditività. La contrattazione, confederale e di categoria, ha il compito di fissare standard inderogabili per sconfiggere i contratti-pirata e il dumping salariale e normativo che mette fuori gioco, con la concorrenza sleale, le aziende che rispettano le leggi e i contratti", conclude.
"Le nostre coscienze si ribellano a questa atroce sofferenza che va in scena da troppo tempo senza che le istituzioni internazionali trovino un punto di accordo per intervenire. Attivare subito corridoi umanitari per salvare i 300 mila bambini siriani intrappolati. Lo ha dichiarato la deputata Pd Sandra Zampa, vicepresidente della commissione bicamerale infanzia che aggiunge: " Un genocidio si sta consumando in Siria, decine di migliaia di bambine e bambini sono rimaste vittime di questa guerra e molti altri sono ancora intrappolati sotto un cielo che scarica bombe sulle loro giovani e innocenti vite. Noi ne siamo a conoscenza e non possiamo più stare zitti. Abbiamo il dovere di provvedere immediatamente, di pensare come proteggerli . Serve uno sforzo comune delle istituzioni per chiedere a gran voce la pace in quei territori”.
“Nonostante siano ormai passati anni dal momento in cui è entrato a far parte della Commissione Vigilanza Rai, Airola non ha ancora capito che il suo compito non è decidere le scalette dei tg Rai”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.
“E’ apprezzabile – continua – che per la prima volta il capogruppo dei 5 Stelle usi l’arma dell’ironia e non quella solita dall’aggressione verbale. Ai progressi nella forma, non corrispondono tuttavia altrettanti passi in avanti nella sostanza. Airola non ha perso il suo solito vizio: cercare di condizionare l’azienda”.
“Come molti suoi colleghi grillini Airola continua, insomma, a tradire una concezione dell’informazione proprietaria e autoritaria. Vorrebbe imporre ai giornalisti Rai gli stessi canoni di ubbidienza che vigono all’interno del suo movimento ma questo, per fortuna”, conclude.
“L'Italia sarà il primo paese in Europa a dotarsi di una legge organica e lungimirante sui minori stranieri non accompagnati. Un punto di arrivo importante che potrà fare da apripista e da stimolo per tutto il resto dell’ Europa affinché, come oggi sollecita anche l’Unicef, ci si doti finalmente di una normativa europea, per dare una risposta coordinata a livello europeo e proteggere questi bambini che si ritrovano da soli in ambienti assolutamente sconosciuti” . Così la deputata Pd Sandra Zampa, vicepresidente della commissione Infanzia e… in occasione della Giornata internazionale del migrante, che ricorre domenica 15 gennaio, che ricorda come “la legge sui minori stranieri sia stata già approvata alla Camera e ora stia al Senato”.
“Questo provvedimento – spiega - è di certo la cosa giusta da fare per celebrare in modo dignitoso e sentito la Giornata internazionale del migrante. E’ la risposta concreta a un mondo lacerato da guerre e violenze che, come Papa Francesco ci ha ricordato, espone proprio i più giovani al rischio di vita, di povertà estrema, di sofferenze di ogni genere.
“Mi ha profondamente commosso – prosegue Zampa - che il Papa abbia dedicato la giornata internazionale del migrante ai minori non accompagnati. ‘Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce’: il tema scelto dal Papa che nel suo messaggio invita la comunità cristiana e la società civile tutta ad offrire risposte al dramma di milioni di bambini e ragazzi, spesso non accompagnati nel flusso globale delle migrazioni, in fuga da guerre, violenze, povertà e calamità naturali.
“Sabato scorso il Cdm ha approvato un decreto legislativo sulla buona scuola “promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità” che riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia, tenendo conto della nuova prospettiva nazionale e internazionale dell’inclusione scolastica, riconosciuta quale identità culturale, educativa e progettuale del sistema di istruzione e formazione in Italia. Il problema sull’eccessiva mobilità degli insegnanti degli alunni dei disabili denunciato dal dossier pubblicato su Tuttoscuola è un problema dovuto principalmente a due fattori. Il primo, che è cresciuto il numero dei docenti di sostegno a causa del piano straordinario delle assunzioni con azzeramento delle graduatorie ad esaurimento, previsto dalla legge 107, e del concorso bandito lo scorso anno per 60.000 nuovi posti; il secondo che il comma 108 dell’ articolo 1 della legge della Buona Scuola (n.107) prevede un piano straordinario di mobilità per consentire al personale reclutato di muoversi su base nazionale, creando, così, per il primo anno in particolare, un problema di continuità didattica. Questo governo e il parlamento hanno fatto e stanno facendo molto per il diritto allo studio dei ragazzi disabili. Solo un esempio: nella mia Regione, l’Emilia Romagna, sono stati assegnati quest’anno 420 posti di sostegno in più rispetto l’anno passato e tanti altri vengono assegnati in deroga per cercare di accogliere quanto più possibile le richieste formulate. Ora non serve criticare, si tratta di lavorare più alacremente possibile per rendere più veloce questo periodo di assestamento che crea inevitabilmente alcune insofferenze”.
Così il deputato Pd Giuseppe Romanini, della commissione bicamerale per l’infanzia, commenta i dati del dossier sulla ‘mobilità’ pubblicati da Tuttoscuola che sottolineano il disagio provocato da una eccessiva mobilità degli insegnanti di sostegno, mobilità che mette in difficoltà i ragazzi assistiti costretti così a cambiare spesso insegnante.
“I testimoni a favore di Buzzi chi sono? Ma gli amichetti della sindaca Raggi l'ex assessore Muraro e Romeo”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, per commentare la richiesta di citazione di Romeo e Muraro sollecitata dai difensori di Salvatore Buzzi.
Presentata interrogazione al ministro Lorenzin per chiedere intervento dell’Iss
“Le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) hanno gravemente inquinato il territorio vicentino. Decine di comuni del Vicentino hanno avuto acqua inquinata per diversi anni e gli effetti purtroppo si sono evidenti sulla salute umana in particolare sulle donne incinta e sui feti. Dimostrano ciò sempre più studi e l'ultimo in ordine cronologico ("Studio sugli esiti materni e neonatali in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche, Pfas) è stato commissionato dalla stessa Regione Veneto nell'estate scorsa ma reso pubblico solamente in questi giorni. Ho presentato una interrogazione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per sollecitare un rapido intervento dell'Istituto Superiore di Sanità. La salute pubblica viene prima di tutto; sarò a fianco dei cittadini e alle istituzioni del mio territorio per chiedere giustizia e verifiche adeguate”.
“Il principio della libertà di esercizio del mandato parlamentare previsto dall'articolo 67 della Costituzione va difeso dal tentativo di negarlo mediante la sottoscrizione di patti imposti e promesse unilaterali che sottomettono l'eletto a condizioni del tutto arbitrarie. Si configura poi un vero e proprio vincolo di sottomissione quando la violazione di tali obblighi viene sanzionate con la previsione di penali in denaro. Riteniamo che la legge debba porre un argine a tale deriva che in questa legislatura ha purtroppo visto alcuni partiti mettere in discussione un principio costituzionalmente garantito a tutela della democrazia e dunque nell'interesse di ciascuno".
Lo scrive in una nota il deputato del Pd Francesco Sanna, promotore di una proposta di legge sulla nullità di diritto dei patti limitativi della libertà dei candidati e degli eletti nelle istituzioni democratiche, nei giorni in cui è attesa la sentenza del Tribunale civile di Roma sull'annullamento del contratto firmato dalla sindaca Raggi.
"La proposta, in attuazione degli articoli 49 e 67 della Costituzione – aggiunge Francesco Sanna - introduce nell'ordinamento una previsione esplicita di inefficacia dei patti e delle promesse unilaterali, solitamente fatti sottoscrivere all'atto della candidatura. Nulle anche le sanzioni che prevedono esclusione o espulsione dall'organizzazione politica in caso di sottrazione agli obblighi previsti dal patto.
È chiaro - conclude il deputato Dem - che il ricorso a un contratto per obbligare all'obbedienza a un gruppo politico un candidato che dovrebbe invece agire nell'esclusivo interesse dei cittadini che lo eleggono si configura come un abuso politico cui è necessario porre un argine con il diritto: ne va della qualità della nostra democrazia che non può certo dipendere dalle decisioni imposte dal leader di turno dietro pagamento di una penale o con la minaccia dell'espulsione".