Governo recepisce richieste Intergruppo Montagna
“Poste va in borsa, sceglie il mercato, ma nella Legge di Stabilità resta da individuare la cifra che viene garantita dallo Stato all'azienda per il Servizio postale universale. Ne discuteremo il prossimo mese in Parlamento. Poste beneficia di risorse dello Stato, quindi di tutti, e deve garantire eguali servizi a tutti. Nel dibattito sulla Legge di Stabilità lo chiariremo ancora, affinché i milioni di euro stanziati da Stato a Poste garantiscano il servizio per tutti”. Lo dichiara il deputato Enrico Borghi, presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna che spiega : “Le chiusure e le limitazioni di orari degli uffici di Poste italiane sono entrate a Montecitorio e il Governo, per voce del sottosegretario allo Sviluppo economico Giacomelli, che ha risposto a un’a interpellanza, ha messo alla società alcuni paletti. Politici, visto che le regole del Servizio postale universale sono passate nelle mani dell'Autorità Garante delle Comunicazioni. La prima è legata alla capillarità di Poste sul territorio che, come ha ribadito Giacomelli, è un valore, un asset strategico, le chiusure impoveriscono la società. Il secondo punto affronta la necessità di erogare nuovi servizi all'interno dell'Agenda digitale, da potenziare nel nuovo contratto di servizio che Poste dovrà definire con lo Stato. Opportunità legate all'informatica, a sportelli multiservizi da costruire d'intesa con gli Enti locali. Si tratta di due fronti, il valore sociale dell'ufficio postale e la digitalizzazione dei servizi. Il Governo ha recepito ciò che abbiamo messo a punto raccogliendo le istanze di sindaci e amministratori, non solo di aree interne, rurali e montane. I cittadini sono uguali, non solo formalmente davanti alla legge, ma nell'accesso ai servizi. Lo dimostrano i molti comuni che hanno vinto ricorsi contro chiusure di uffici postali. Deve dunque essere bloccata, in sede politica – conclude Borghi - ogni possibile disuguaglianza e le marginalizzazioni di comunità che vivono nelle aree interne del Paese”.
“Rafforzare il controllo del territorio e predisporre un più attento monitoraggio del trasporto valori”. Lo chiede il deputato del Partito Democratico Alberto Losacco al ministro dell’Interno con un’interrogazione, dopo l’episodio che questa mattina, nei pressi della zona industriale di Bari, ha visto un commando composto da una decina di persone assaltare, con tecniche militari, due portavalori.
“Secondo una prima ricostruzione fatta dagli investigatori – spiega Losacco - un componente del commando avrebbe atteso sdraiato sull'asfalto l'arrivo del furgone che prestava servizio per conto della Banca d'Italia. I complici sarebbe poi scesi da altri mezzi dando fuoco ad auto, mezzi pesanti e pneumatici in 5 differenti punti di accesso in tangenziale, punti bloccati anche da mezzi messi di traverso proprio per inibire il traffico e l'accesso alle forze dell'ordine. Sono stati esplosi molti colpi d’arma da fuoco e presumibilmente anche da mitragliatrici”.
“Dopo aver aperto uno dei blindati – prosegue il deputato democratico – i malviventi avrebbero preso una parte del denaro non ancora quantificata dileguandosi a bordo di tre diverse autovetture. Due guardie giurate dipendenti dell’istituto di vigilanza sono rimasti feriti nel corso della rapina”
“Considerata la consistenza del commando e le tecniche adoperate, è assolutamente indispensabile rafforzare il controllo del territorio e predisporre un più attento monitoraggio del trasporto valori anche perché purtroppo non è la prima volta che si verificano simili assalti sulle strade pugliesi”, conclude Alberto Losacco.
"E’ giunto il tempo di fare chiarezza sul provvedimento contenuto nella legge di stabilità che alza il limite di uso contante tra privati a 3000 euro. Dal 2011, da quando la soglia venne ridotta a 1000 euro, l’ammontare delle banconote in circolazione è cresciuto, dati di Banca d’Italia alla mano. Quindi, tra questa massa di contante circolante e il suo limite all’utilizzo non c’è relazione: la polemica sui 3000 euro è sterile, per questo bisogna intervenire in un altro modo". Lo propone Sergio Boccadutri, coordinatore Area Innovazione e deputato del PD, che prosegue: "Insieme all’innalzamento del limite, sarebbe utile che tutti i professionisti e i commercianti fossero tenuti ad accettare anche i pagamenti con carte, prevedendo anche un sistema sanzionatorio per eventuali violazioni, raccogliendo così le petizioni di alcune associazioni, come Cashlessway. Ormai non ci sono più scuse per nessuno, anche perché il 9 dicembre entrerà in vigore un regolamento europeo che impone dei tetti molto stringenti alle commissioni interbancarie, dello 0,2% per la carte di debito e dello 0.3% per quelle di credito”, conclude Boccadutri.
Grande opportunità per aree dinamiche con propensione imprenditoriale come è la Puglia
Nuovi aiuti pari a 50 milioni di euro per i giovani tra i 18 ed i 35 anni e le donne di ogni età che vogliono dare vita ad un'attività di impresa di micro e piccola dimensione. È quanto prevede un avviso del Ministero dello Sviluppo Economico che gestirà la misura attraverso l'Agenzia per gli investimenti Invitalia. Le domande si potranno presentare a partire dal prossimo 13 gennaio, esclusivamente attraverso una piattaforma informatica raggiungibile dal portale di Invitalia. "E' importante saper cogliere questa occasione - spiega la deputata del Partito Democratico Liliana Ventricelli - che è finalizzata ad incentivare l'auto-imprenditorialità. Penso soprattutto alla Puglia ed al mio territorio di appartenenza, caratterizzati da grande dinamismo e spiccata propensione imprenditoriale. Sono interessati tutti i settori economici - aggiunge Ventricelli - tra cui segnalo una particolare attenzione per le attività turistiche e culturali e per quelle dell'innovazione e del settore sociale in cui possono emergere creatività e intelligenze". Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato a tasso zero, della durata massima di 8 anni, a copertura al massimo del 75 per cento delle spese. I programmi d'investimento devono prevedere spese non superiori a 1,5 milioni di euro.
"Stiamo affrontando un periodo ancora molto delicato e tanto terreno si è perso negli ultimi anni sul fronte dello sviluppo e della coesione sociale, i drammi ormai li viviamo quotidianamente nelle nostre città. L'impegno del Governo e del Parlamento - aggiunge Ventricelli - è finalizzato a ridurre i sacrifici e porre le condizioni per una ripresa. In tali direzioni la prossima Legge di Stabilità, su cui faremo battaglie per migliorare alcuni aspetti, è sicuramente un quadro normativo positivo".
"La nostra valutazione sulla legge di Stabilità è negativa sul tema della flessibilità in uscita: non averla compresa nella manovra, dopo tanti annunci da parte dello stesso Renzi, manda deluse molte aspettative". Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.
"Noi continueremo la nostra battaglia - prosegue Damiano - per affermare questo principio già nella legge di Stabilità, perché si tratta di una misura che ormai tutti ritengono indispensabile. Sulla settima salvaguardia la soluzione è positiva. Verificheremo la coincidenza o meno delle soluzioni. In ogni caso, non si può affermare che il problema degli esodati sia stato definitivamente risolto, visto che l'Inps ha parlato di circa 50.000 persone in totale".
"In secondo luogo - continua il presidente della Commissione Lavoro - è positivo che sia stato risolto il problema della Opzione Donna: non condividiamo però il fatto che si sia resa necessaria una copertura finanziaria, trattandosi di correggere una circolare dell'Inps. Inoltre, la cifra di 2 miliardi di euro, come indicato dall'Inps, per una platea stimata di 36.000 donne coinvolte è, a nostro avviso, esagerata: per questo chiederemo un monitoraggio che certifichi quante donne usufruiranno effettivamente della normativa e con quale spesa".
"Se ci saranno risparmi chiederemo che siano riutilizzati per gli esodati esclusi", conclude Cesare Damiano.
"Ha ragione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando sottolinea l'urgenza di colmare al più presto il gap tra Nord e Sud per evitare fratture via via sempre più insanabili. Un messaggio e un'urgenza quanto mai attuali visto che i danni legati al maltempo degli ultimi giorni hanno letteralmente tagliato in due il Paese creando non pochi disagi". Lo scrive, su Facebook, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo del Pd.
"Come ho avuto modo di dire in più occasioni, infatti, il Mezzogiorno ha bisogno soprattutto di interventi strutturali che gli consentano di superare la continua fase d'emergenza, che assicurino ai cittadini una completa autonomia di movimento e che diano all'Italia nuovo impulso per la crescita".
Non era mai accaduto prima. Dopo decenni in cui all'agricoltura è stato sempre tolto, dopo decine di leggi finanziarie che hanno impoverito e talvolta mortificato l'intero comparto agricolo nazionale, con la legge di stabilità 2015 si cambia verso radicalmente.
Le misure approvate parlano da sole: la restituzione di ben 800 milioni di euro dagli interventi sull'Imu e sull' Irap in agricoltura; un importante compenso per ogni litro di latte prodotto, che salva le 'stalle italiane' da una crisi profondissima; il rinnovo del parco macchine delle aziende del settore per 50 milioni di euro; il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale, destinato ad affrontare le crisi di mercato e le calamità naturali e sgravi fiscali e contributivi per le aziende agricole che assumono a tempo indeterminato.
Questi e diversi altri provvedimenti, contenuti nella legge di stabilità, segnano una vera e propria svolta. Grazie alla determinazione del presidente Renzi e al tenace e decisivo lavoro del ministro Martina, oggi il comparto agricolo nazionale guarda al futuro con fiducia e speranza. Le nostre eccellenze agroalimentari potranno conquistare sempre maggiori fette di mercato, mentre le nostre aziende sapranno e potranno crescere, innovare e rinnovarsi per affrontate a testa alta le grandi sfide del mercato mondiale. Il grande successo di Expo 2015, il notevole balzo in avanti delle esportazioni agricole nel primo semestre dell'anno, il primato mondiale conquistato dal nostro vino, sono il segnale che il Made in Italy nel settore agroalimentare è sempre di più il tratto distintivo di un Paese che vuole tornare ad essere grande fra i grandi.
Lo afferma Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera.
“Il piano Silletti contro la Xylella in Puglia va attuato”. Lo dice il deputato Pd Ludovico Vico che aggiunge: “Nel Salento (zone di Lecce e di Brindisi), siamo di fronte al batterio killer “Xylella fastidiosa” che ha attaccato le piante di ulivo e che ci pone davanti a misure urgenti che prevedono gli abbattimenti di circa 3mila piante per impedire che il batterio si propaghi. Il Piano Silletti va attuato per evitare processi di desertificazione che potrebbero riguardare i nostri territori non ancora infettati, per impedire misure e ritorsioni da parte della UE ed infine per evitare contraccolpi sul versante della intera filiera agro-alimentare-olivicola pugliese.
“Dal 2012 al 2014 - spiega - sono stati estirpati in Puglia 281.207 alberi “sani” di ulivo, per una superficie di 2.392, come previsto dalla legge 144/51. La normativa e le relative autorizzazioni obbligano al reimpianto del 50% degli alberi. Purtroppo non possiedo il dato statistico di riscontro, tuttavia se il reimpianto del 50% fosse stato realizzato, saremmo di fronte ad una estirpazione autorizzata di 139.896 alberi di ulivo nel triennio 2012-14. Ovviamente le estirpazioni degli “ulivi” sono state autorizzate per ragioni “urbanistiche”, “commerciali”etc.”.
“Certo – conclude il deputato Pd - continuiamo a registrare come la ricerca non sia ancora in grado di sconfiggere il batterio e probabilmente non tutti gli sforzi in questa direzione sono stati compiuti. Anche sul versante degli indennizzi occorrerà una rinegoziazione, ma non ci si attardi a isolare le poche zone infettate dalla Xylella”.
Maroni, Zaia e Toti rinunciano a finanziamenti o a richiesta abolizione 107?
“Grande soddisfazione per l’avvio del progetto ‘Scuole Innovative’, previsto da ‘La buona scuola’, grazie al quale le Regioni hanno indicato al ministero le aree ritenute idonee per ospitare la costruzione di scuole innovative. Spiccano tra i vari progetti quelli presentati proprio dalle Regioni, come Lombardia, Veneto e Liguria che hanno manifestato dissenso, anche con documenti votati in consiglio regionale, verso ‘La buona scuola’ che finanzia con 300milioni i progetti da loro stessi presentati”. Lo ha detto Simona Malpezzi, deputata del Pd componente della commissione Cultura della Camera.
“Non era mai accaduto in Italia qualcosa di simili - prosegue Malpezzi -. A breve avremo scuole costruite coniugando criteri di sicurezza ed estetici innovativi, allineando le strutture architettoniche con la didattica moderna, così come avviene in molti paesi europei; tutto questo grazie ai progetti presentati dalle Regioni che daranno lavoro ad architetti e ad aziende dell’edilizia. Chi sa se Maroni, Zaia e Toti si sono accorti che questi progetti di cui beneficeranno sono figli di quella legge che tanto contestano; rinunceranno ai progetti o utilizzeranno lo strumento che il governo mette a loro disposizione finendola di contestare in modo ideologico una legge che si sta dimostrando ottima proprio per le Regioni? Il Pd prosegue nella strada di dare corpo alla riforma della scuola per rendere l’Italia un paese moderno e al passo coi tempi a partire proprio dalle scuole”.
“L’obiettivo di diventare Paese leader in Europa non è più un sogno per l’Italia. Le previsioni di Prometeia, secondo cui nel 2016 potremo agganciare l’economia tedesca, confermano tutti i segnali positivi registrati in queste ultime settimane e l’efficacia delle misure che adotteremo con la prossima Legge di Stabilità. Anche le valutazioni di Bankitalia ci incoraggiano a seguire la strada intrapresa non solo per rilanciare l’economia dopo lunghi anni di crisi ma anche per ridare all’Italia il ruolo di protagonista sulla scena europea e internazionale”.
Lo dice Marco Di Maio, della Presidenza del Gruppo Pd della Camera.
“Bisognerà leggere i testi, ma nella legge di stabilità ci sono quattro buone notizie sulle pensioni: la settima salvaguardia per gli esodati, opzione donna, aumento no tax area per i pensionati, sperimentazione part-time in uscita. Notizie che diventano ottime se l’aumento della no tax area per i pensionati partisse dal 2016: perché ai pensionati è giusto, necessario e urgente riconoscere subito almeno una parte degli 80 euro che vengono riconfermati per i lavoratori dipendenti. Ma I’ulteriore buona notizia è che la flessibilità in uscita si farà”. Lo dichiara Titti Di salvo, vice presidente del Gruppo Pd della Camera
“Si farà – spiega la deputata democratica - nella prima parte del 2016 per due buone ragioni: per non ripetere con soluzioni raffazzonate errori gravi e ingiustizie fatti in anni precedenti e da precedenti governi, le cui conseguenze stanno ricadendo sulle scelte di questo governo: dagli esodati al blocco della perequazione delle pensioni; per ascoltare le persone e le organizzazioni sociali coinvolte, e trovare le soluzioni più eque e sostenibili, come ha detto nei giorni scorsi il presidente del consiglio”.
“Accogliamo con entusiasmo l’appello lanciato oggi dalla Cei che, in armonia con le parole di Papa Francesco e con l’enciclica ‘verde', sottolinea ancora la necessità di un cambio di volta nell’affrontare il grande tema dell’ambiente. Ambiente inteso anche come difesa del suolo, della terra e dei suoi prodotti che vanno protetti e valorizzati, non saccheggiati ma usati con parsimonia.
I vescovi nell’appello si rivolgono direttamente a noi politici, a cui è stata chiesta responsabilità per un cambiamento culturale anche nel mondo agricolo accogliamo volentieri questa difficile sfida che, dall’inizio del Governo Renzi, è già partita.
La difesa dei prodotti di qualità, la lotta contro la contraffazione alimentare, la battaglia contro il consumo del suolo e il dissesto idrogeologico, la lotta per la riduzione dei fattori inquinanti e per la riduzione delle emissioni di Co2, ed altro, sono tappe importanti che abbiamo già intrapreso per arrivare a un concetto di economia verde. La terra, il nostro pianeta, deve essere considerata un tutt’uno con l’uomo, la cui felicità è inscindibile dall’uso rispettoso di ciò che lo circonda”.
Lo ha dichiarato il capogruppo in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio
“All’interno della legge di stabilità, che prevede un taglio alle tasse mai visto prima nel nostro Paese e consolida i segnali di ripresa, il pacchetto di misure per i lavoratori autonomi rappresenta un’operazione senza precedenti in Italia e riguarda categorie fino ad ora non interessate da interventi a loro favore”. Lo ha detto Silvia Fregolent, vice presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Lo Statuto per i lavoratori autonomi - ha proseguito Fregolent -, una sorta di ‘Jobs Act’ dedicato a professionisti, partite iva e freelance è la novità che dimostra l’interesse del governo per queste categorie di lavoratori. I contenuti principali dell’intervento dell’esecutivo sono misure organiche in merito a fisco e nuove tutele. Si tratta di un’operazione mai vista prima in Italia e che anticipa una vera riforma che arriverà con un collegato alla legge di Stabilità sul lavoro autonomo”.
"C'è da rimanere allibiti di fronte al fatto che una persona dotata di elevate responsabilità istituzionali come il Vice Presidente della Camera, onorevole Luigi di Maio, non trovi nulla di meglio che lanciarsi in una incredibile operazione di sciacallaggio e di strumentalizzazione in queste ore di maltempo e di vittime che purtroppo si stanno contando. Una carica istituzionale dovrebbe sapere che dall’istituzione di #italiasicura, istituita nel maggio 2014, come Struttura di missione della Presidenza del Consiglio, le risorse stanziate dal governo per le opere strutturali per la prevenzione del rischio idrogeologico ammontano a 754 milioni di euro (654 milioni per gli interventi e 100 milioni per un Fondo di progettazione, particolarmente utile in un Paese in cui i progetti sono per larga parte ancora in fase preliminare). Questi fondi saranno ripartiti nei vari anni secondo il tiraggio economico e finanziario dei lavori, ma sono disponibili già oggi e sostengono l’avvio dei cantieri per 33 importanti interventi dei 132 previsti dal Piano Aree Metropolitane del valore complessivo di 1.3 milioni di euro. Per la seconda tranche, da 600 milioni si sta lavorando per ottenere l’assegnazione entro l’anno. E il governo è anche al lavoro per un intervento specifico per il dissesto nelle aree montane. In tutta Italia e con riferimento ai vecchi stanziamenti del periodo 2000-2010, dall’avvio dell’azione di #Italiasicura, sono stati avviati 642 cantieri per 1075 milioni, anche grazie al il modello di azione messo in campo dalla struttura di missione del governo, fatto di semplificazione della governance e delle procedure, di controllo costante del territorio e di collaborazione con tutte le strutture e amministrazioni regionali competenti, con il Presidente di Regione Commissario di Governo, sburocratizzando e velocizzando procedure ereditate dal passato. Il governo inoltre sta puntando ad aggiungere ai 1300 milioni del Piano stralcio già varato altri 7 miliardi per i prossimi cinque anni. In tutto circa 8.3 miliardi che rappresenta, all’incirca, la cifra programmata dai precedenti Governi in 15 anni sul dissesto idrogeologico. Un piano che, prevedendo un’occupazione diretta indiretta e indotta di circa 20 mila unità per miliardo, è in grado di attivare circa 160 mila occupati distribuiti ovviamente nell’arco del periodo di realizzazione. E' il momento di mettere fine a queste azioni di disinformazione e di inutili forzature, e assumersi ognuno la propria quota di responsabilità, alla luce anche del monito oggi lanciato da Ban Ki Moon (a proposito, dov'era nella circostanza il vicepresidente Di Maio? Forse fuori dall'aula come la stragrande maggior parte dei suoi colleghi di partito?)che ci ha ricordato come il mutamento climatico sia la questione decisiva per l'intera umanità, per la quale -aggiungiamo- vi è la necessità di responsabilità e di capacità di governo e non di misere speculazioni".
Lo dichiara Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente della Camera
“Quelle annunciate oggi dal ministro Franceschini sono scelte concrete per fare degli investimenti nella cultura la via maestra per uscire dalla crisi”. Lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Le 500 assunzioni di professionisti della cultura – spiega Di Salvo - la stabilizzazione del Art bonus, l’aumento del fondo per le attività culturale, l’incremento delle risorse per i musei italiani sono misure decisive per il sistema cultura italiano. Combinate con l’inserimento dell’accesso ai beni culturali come diritto fondamentale riconosciuto dalla Repubblica, contenuto nell’art 1 nel decreto in approvazione la prossima settimana alla Camera, consolidano una svolta concreta nella gestione del patrimonio culturale italiano”.
“Dopo anni di incuria, dopo l’epoca cupa del ‘con la cultura non si mangia’, queste scelte, insieme al potenziamento della risorse per il turismo, introducono una visione diversa e nuova del Paese, e del ruolo trainante della produzione culturale nell’economia”, conclude Titti Di Salvo.