L'ipotesi di fissare delle condizioni economiche al decentramento delle sedi delle Agenzie, in modo da garantire che le sedi periferiche non vengano trasferite a Roma se operano in modo virtuoso e non determinano un ingiustificato incremento dei costi per la collettività, così come illustrata dal ministro Madia in una riunione del Gruppo Pd alla Camera sul decreto PA, ci sembra una proposta ragionevole e condivisibile. Si potrebbe infatti realizzare in questo modo un ottimo bilanciamento tra le esigenze del decentramento e dell'indipendenza e le esigenze dell'efficienza e della migliore allocazione delle risorse.
Lo affermano i deputati del Pd Andrea Giorgis, Paola Bragantini, Francesca Bonomo, Antonio Boccuzzi, Umberto D'Ottavio, Enrico Borghi, Cristina Bargero, Cesare Damiano, Massimo Fiorio, Silvia Fregolent, Chiara Gribaudo, Davide Mattiello, Anna Rossomando, Mino Taricco.
Abbiamo ottenuto garanzie che si voterà prima della pausa estiva
"Impedendo il rinvio in commissione della legge sulla possibilità di prevedere il doppio cognome ai figli, oggi il Pd ha evitato il rischio di affossamento di questo testo e ottenuto la garanzia del voto in aula prima della breve pausa estiva”.
E’ quando afferma Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio, il quale aggiunge: “Si tratta di una norma civile, votata all'unanimità dalla Commissione Giustizia, in linea con i più avanzati ordinamenti europei. E' difficile quindi comprendere i motivi per i quali forze di maggioranza e di opposizione, che pure avevano approvato le nuove norme, abbiano oggi chiesto rinvii e dilazioni. Di fronte a questo incomprensibile atteggiamento, consiglierei a tutti di non assecondare guerre ideologiche su questa materia, di non fare il gioco di una minoranza di oscurantisti e di concentrarci tutti per portare a casa un risultato significativo ed avanzato in tema di diritti".
“Non permetteremo passi indietro sul doppio cognome ai figli perché se ciò accadesse significherebbe una resa a un'opposizione culturale che non ha più ragione di esistere". Lo dichiara Roberta Agostini, deputata del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera.
“La nuova legge – spiega Agostini - consentirebbe di superare la logica per la quale i figli possono portare solo il nome paterno riallineando l’Italia all’Europa, che ha condannato il nostro paese per violazione del principio di uguaglianza. Secondo il testo in esame, i genitori potranno scegliere quale cognome trasmettere ai propri figli, equiparando il cognome del padre a quello della madre secondo un principio corretto di non discriminazione”.
“Il testo arrivato in Aula – continua Agostini – era innanzitutto stato votato all’unanimità in commissione Giustizia. Esso rappresentava, poi, il frutto di un lungo e serio lavoro svolto in seno alla commissione stessa. Se la proposta non arrivasse mai in Aula, tale lavoro verrebbe del tutto vanificato”.
“Riteniamo per questo indispensabile che la pdl sui nomi venga calendarizzata e votata alla prima occasione disponibile, entro la pausa estiva. E’ una questione, oltre che di rispetto per il lavoro dei colleghi, di parità sostanziale e simbolica tra i coniugi e di civiltà giuridica", conclude la parlamentare democratica.
Da audizioni Cdp confermata questa impostazione
“E’ proseguito oggi con i vertici di Cassa depositi e Prestiti il ciclo di audizioni della commissione Bilancio sulle privatizzazioni per definire una griglia di priorità rispetto all'obiettivo dichiarato nel Def pari allo 0,7% del Pil all'anno per tre anni. Come abbiamo più volte sostenuto in questi mesi, privatizzare per far cassa e il modo peggiore per farlo e anche il più pericoloso per gli effetti distorsivi che si creano sui mercati ”. Lo dichiara il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. “ Molto spesso – ha proseguito - quei mercati necessitano di preventive liberalizzazioni, i cui costi non possono essere poi scaricati sui risparmiatori, così com'è accaduto in passato. In altri casi invece, far cassa rischia di tradursi in vendita frettolosa di asset strategici”.
“In particolare – continua l’esponente democratico - è stata molto utile e concreta l'audizione di oggi con i vertici di Cassa Depositi e Prestiti. Il presidente Franco Bassanini e l'ad Gorno Tempini hanno definito un quadro chiaro e utile al Parlamento in vista delle valutazioni dei prossimi mesi. Aver ammesso da un lato l'infelice quotazione di Fincantieri ed esaltato al tempo stesso il modello utilizzato per Ansaldo Energia, consente la comprensione di dinamiche a cui il legislatore ha il dovere di far riferimento. Ne scaturisce un chiaro messaggio: no, a privatizzazioni per far cassa; sì a quelle per le quali vi è un disegno chiaro di politica industriale. Per eventuali necessità di cassa sarebbe di certo preferibile mettere sul mercato ulteriori e limitate quote di Eni o Enel”.
"Nel Decreto sulla Pubblica Amministrazione è stato presentato un emendamento, firmato da parlamentari di tutti i Gruppi politici e dal sottoscritto, che si propone di risolvere definitivamente il problema di "Quota 96" degli insegnanti. Adesso non ci sono più alibi perché sono state individuate le coperture finanziarie ed il Governo, nelle scorse settimane, ha dichiarato una sua disponibilità nel corso di un dibattito sugli "esodati" nell'Aula della Camera. Se il problema non si risolve entro agosto passerà un altro anno e si impedirà a 4.000 insegnanti, intrappolati a causa di un "errore" del Governo Monti, di poter andare in pensione. L'"errore" consiste nell'aver scambiato la decorrenza dell'anno solare con quella dell'anno scolastico. Il Premier Renzi, che ha da sempre a cuore il problema del lavoro dei giovani, dovrebbe darci una mano a risolvere un problema di giustizia sociale, ma anche ad aprire le porte dell'occupazione a 4.000 giovani insegnanti". Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro.
Ora urgenti nuove forme di controllo, quelle attuali non funzionano
“E’ molto positivo lo sblocco dei fondi della Cig in deroga relativi agli ultimi mesi dell'anno 2013 e all'inizio del 2014, annunciato oggi nel corso del question time alla Camera dal ministro Poletti. Si tratta di un atto atteso da tempo e che sarà fondamentale per i lavoratori che hanno come unico reddito queste risorse. E’ positivo anche l'impegno del ministro alla definizione di nuovi criteri per la cassa in deroga e mobilità, soprattutto per tenere sotto controllo i costi. Su questo punto credo sia essenziale valutare forme di controllo alternative a quelle attuali che si sono rivelate fallimentari, al fine di evitare che aziende che non hanno i requisiti richiesti dalla legge possano utilizzare questo strumento, impedendo, tra l’altro, l'accesso e il relativo sostegno a chi invece ha una reale situazione di crisi e quindi una reale necessità".
Lo ha affermato durante il question time di Montecitorio con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, Monica Gregori, deputata del Pd.
"Dopo 15 anni prende finalmente il via alla Camera il dibattito sulla riforma della cooperazione. Sono tre i cardini del provvedimento che rilancia la cooperazione come asse della politica estera del nostro paese: l’istituzione della figura di un viceministro ad hoc, la creazione di un’Agenzia con competenze specifiche e di un organismo finanziario per lo sviluppo. In questo modo le attività di solidarietà internazionale avranno il loro giusto impulso, con l’idea di produrre un cambiamento del nord come nel sud del mondo”.
Così la relatrice del provvedimento, la democratica Lia Quartapelle.
Dopo quasi vent’anni dalla strage di Srebrenica, il tribunale dell’Aja condanna l’Olanda per la responsabilità civile del massacro di 300 musulmani e rende così giustizia alle madri e alle famiglie delle vittime che avevano presentato il ricorso. Si tratta di una sentenza che segna un precedente storico nella valutazione delle responsabilità internazionali nei confronti delle situazioni di conflitto civile. Da oggi nessun Paese potrà sentirsi non responsabile davanti a crimini contro l’umanità, come la pulizia etnica o il genocidio.
Lo afferma Lia Quartapelle, deputata del Pd e componente della commissione Esteri della Camera.
“'I fuochi d'artificio per Don Cannizzaro e Crucitti hanno lo stesso sapore dell'inchino della Madonna ad Oppido Mamertino. La sentenza che ieri ha scatenato tanto entusiasmo non ha assolto Don Cannizzaro ma lo ha prosciolto perché è intervenuta la prescrizione.
La stessa sentenza ha condannato Crucitti a 4 anni: non è stato messo in carcere, ma soltanto perché si attende che la Cassazione si pronunci su un'altra condanna a 6 anni di reclusione. Che cosa c'è da festeggiare, allora?
La nostra vicinanza dobbiamo testimoniarla a chi ha sostenuto il peso di denunce difficili, che ha pagato con attentati e isolamento e che oggi è ancora più a rischio. Auspico che la DDA di Reggio Calabria e la Commissione Centrale prendano tempestivamente i provvedimenti più opportuni per assicurare protezione a chi oggi si trova più esposto. Auspico che il Governo faccia quel che deve per portare al più presto la Calabria a nuove elezioni regionali, con la speranza che possano essere un'occasione di rigenerazione profonda del rapporto tra Istituzioni e cittadini. La Calabria è il cuore dell'Italia”.
Lo ha dichiarato Davide Mattiello, componente commissione parlamentare Antimafia
Tra i firmatari Gianni Cuperlo, Alessandro Zan, Laura Puppato
La democratica Marietta Tidei, insieme a Vincenzo Vita, Alberto La Volpe e Fabrizio Andreoli, dell’associazione nazionale Italia-Palestina, ha promosso un appello sottoscritto da circa 40 parlamentari di vari gruppi, tra cui Gianni Cuperlo, nel quale si legge: “Gaza sta diventando luogo di distruzione e di violenza di massa. La questione palestinese rimbalza in tutta la sua storica drammaticità ancora una volta. E’ un dramma che coinvolge il mondo intero, a partire dall’Europa e dall’Italia, e che tocca i paesi interessati a dar vita ad un serio negoziato, superando stallo e pregiudizi. Va ribadita l'ispirazione di sempre: due popoli, due Stati, no a ogni violenza. L'invito a cessare il fuoco venga accolto subito anche da Hamas.
L’Europa, ora che si sta riorganizzando nelle sue istituzioni, metta in cima all’agenda il Medio Oriente; l’Italia, nel semestre che guida e in occasione del viaggio della ministra Mogherini, si faccia interprete della volontà di pace, ribadita con grande autorevolezza da Papa Francesco nel recente incontro tenutosi in Vaticano. Anzi, l'Italia diventi ospite e protagonista delle trattative.
Si metta fine –subito- alle aggressioni e alle violenze da ogni parte.
Il popolo palestinese va tutelato –prima che diventi persino inutile- dagli organismi internazionali, a cominciare dall’Onu cui spetta di mettere in pratica le sue stesse risoluzioni. La legalità internazionale va rispettata, non rimossa ogni volta che le guerre si riaffacciano nella loro brutalità.
Si alzi la protesta delle persone di buona volontà, perché cessi il conflitto”.
L’appello è stato sottoscritto dai seguenti parlamentari: Francesco La Forgia, Renzo Carella, Andrea Ferro, Carlo Lucherini, Beppe Guerini, Luca Pastorino, Massimiliano Manfredi, Monica Cirinnà, Maria Grazia Rocchi, Romina Mura, Vittoria D’Incecco, Patrizia Maestri, Laura Puppato, Maria Spilabotte, Francesco Scalia, Francesca La Marca, Antonio Boccuzzi, Salvatore Capone, Sofia Amoddio, Paolo Fontanelli, Alessandro Zan (Gruppo Misto), Vincenza Bruno Bossio, Emanuele Lodolini, Eleonora Cimbro, Miriam Cominelli, Antonella Incerti, Daniela Gasparini, Roberta Agostini, Tino Iannuzzi, Daniele Montroni, Liliana Ventricelli, Michele Mognato, Maria Iacono, Laura Venittelli, Antonio Distason (FI), Ernesto Magorno, Elisa Mariano, Sergio Lo Giudice, Sabrina Capozzolo, Fabrizia Giuliani, Umberto D'Ottavio e Laura Coccia.
“Chiediamo di convocare in audizione i vertici dell’Eni e le organizzazioni sindacali per approfondire la delicatissima questione della riorganizzazione delle unità produttive nel settore della raffinazione a causa un surplus di prodotto raffinato presente in Europa. Riorganizzazione annunciata dall’Amministratore Delegato dell’Eni, Claudio Descalzi”. Lo chiede il vice presidente del Gruppo Pd della Camera Andrea Martella al presidente della commissione Attività produttive, Guglielmo Epifani in una lettera sottoscritta dai deputati Pd Luigi Taranto, Dario Ginefra, Elisa Mariano, Marco Donati, Fausto Raciti, Giovanni Burtone e Marco Carra
“Questo piano – scrivono i deputati democratici – metterebbe a rischio il futuro di realtà industriali importanti come Porto Marghera, Gela, Taranto, Livorno oltre ad una serie di impianti petrolchimici come Priolo e Brindisi. Tale decisione tra l’altro verrebbe assunta in palese contraddizione con il piano industriale del management precedente che invece aveva assicurato una serie di investimenti proprio in alcuni dei siti oggi a rischio chiusura, come ad esempio Gela (700 milioni di investimenti) e Porto Marghera (100 milioni di investimenti), per produrre bio carburanti e realizzare impianti di chimica verde. Tutto questo ovviamente comporta il serio rischio di perdere centinaia di posti di lavoro con tutto ciò che ne consegue. La rottura della trattativa tra Eni e organizzazioni sindacali ha già fatto scattare proteste tra i lavoratori provocando serie tensioni in un settore strategico per l’industria italiana”.
Durante la discussione della legge in tema di agricoltura sociale, è stato approvato dalla Camera dei Deputati l'Odg proposto dal parlamentare del Pd Antonino Moscatt, insieme a Valentina Paris e Chiara Gribaudo.L’agricoltura sociale rappresenta un sistema innovativo di concepire i servizi alla persona offrendo, allo stesso tempo, un valido e moderno modello di diversificazione del settore agricolo. "La legge approvata - afferma Moscatt - mostra come vi sia una grande sensibilità delle istituzioni in tema di agricoltura sociale e soprattutto la volontà di investire direttamente su questo modello già sperimentato in molti territori. Per questo abbiamo presentato l'odg che impegna il governo - continua - ad inserire nel regolamento attuativo, legato ai fondi d'autoimprenditorialità Invitalia, la possibilità di finanziare anche nuove imprese che si occupano di servizi in ambito di agricoltura sociale, e quindi connessi anche, alla disabilità ed alla - conclude Moscatt - tossicodipendenza".
“Sì alla mozione a prima firma del deputato Pd Fiano e ai testi che hanno accolto la riformulazione del Governo perché puntano a una riforma dei comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico apportando sostanziali miglioramenti da un punto di vista economico e di adeguamento dei mezzi “ . Lo ha detto in aula il deputato Pd Alessandro Naccarato, nella dichiarazione di voto alle mozioni in materia di progressione di carriera e di automatismi retribuitivi per il personale di questi comparti.
Naccarato ha spiegato: “ Sono quattro le misure nella nostra mozione accolte dal Governo : assicurare il miglioramento del trattamento economico del personale dalla legge di stabilità del 2015 ; valutare la possibilità di anticipare lo sblocco delle retribuzioni, se trovare le risorse, entro la fine del 2014; ripristinare la concertazione con l’organizzazione di rappresentanza e riconoscere la dignità professionale dei dipendenti dei comparti; presentare una relazione al Parlamento, entro tre mesi, sulle condizioni professionali e retributive sugli organici e sulle dotazioni dei diversi corpo”.
“Si tratta di decidere – ha aggiunto il deputato Pd - di lavoratori, uomini e donne, che vivono in condizioni difficili e pericolose che hanno funzioni delicate per la sicurezza dei cittadini e delle istituzioni democratiche . E’ fondamentale dunque correggere le storture apportate da due provvedimenti di provenienza dal centro destra che negli anni passati hanno inciso sul peggioramento economico e creato ingiustizie. Due provvedimenti che sono stati un preciso segnale politico”.
Importanti novità attese da anni approvate a larga maggioranza
“L’approvazione in Aula della legge sull’Agricoltura sociale, attesa da anni, segna un punto molto importante per il settore dell’agricoltura in Italia e consolida le imprese agricole e le cooperative sociali del nostro Paese. L'agricoltura sociale ricomprende un insieme di esperienze concrete che affondano le loro radici negli assetti tradizionali dell'agricoltura con il pieno riconoscimento del principio di sussidiarietà nell'ottica di rafforzamento di welfare rurale, dei soggetti svantaggiati e dei territori marginalizzati ed economicamente più svantaggiati. È una delle pratiche più rivoluzionarie del nostro tempo”. Lo dicono i deputati del Pd Stefania Covello, componente della commissione Agricoltura e relatrice della legge, Nicodemo Oliverio, capogruppo democratico in Commissione Agricoltura, Massimo Fiorio, componente della commissione Agricoltura, e Luca Sani, presidente della medesima commissione.
“Questo progetto di legge prevede l'inserimento occupazionale di persone vulnerabili - proseguono i deputati Pd-. La multifunzionalità dell'azienda agricola unita al sociale rafforzano la prospettiva imprenditoriale. Era necessario, visto il difforme quadro normativo delle varie Regioni ed il mancato utilizzo di risorse comunitarie, legiferare in tal senso. Il testo unificato approvato rappresenta un punto molto avanzato in grado di far fare al nostro paese un passo in avanti significativo, dal momento che anche la Commissione Europea lo ha configurato nei sei punti prioritari. Tutto ciò rappresenta un cambio di verso per le nuove generazioni al quale hanno partecipato il Governo nella persona del viceministro Andrea Olivero, tutta la maggioranza e le forze di opposizione che in maniera costruttiva hanno lavorato per arrivare all'approvazione della legge con la sola astensione del Movimento 5 Stelle”.
“Spiace che nel corso della giornata non sia arrivata alcuna rettifica a quanto dichiarato questa mattina da Gubitosi sulle fiction tv”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Vigilanza Rai. “Le parole di Gubitosi sulle fiction sul mondo del crimine – spiega Peluffo – sono a nostro avviso sbagliate. Raccontare in maniera realistica fenomeno sociale con un prodotto di successo a non è veicolare un messaggio negativo ma far conoscere realtà che, purtroppo, fanno parte della nostra società. Tali fiction permettono agli spettatori di comprendere i meccanismi del crimine e le ragioni del suo radicamento, e in questo modo creano una consapevolezza che non può che nuocere alle organizzazioni criminali”.
“Più che fare polemica, Gubitosi e l’azienda dovrebbero piuttosto riflettere sui modi in cui la Rai riesce a raccontare la complessità del mondo contemporaneo e magari trarne lo stimolo potrebbe per produrre direttamente più fiction, anziché rivolgersi all’esterno. Ne trarrebbe un beneficio sia dal punto di vista culturale che economico”, conclude il capogruppo Pd.